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Crespi d’Adda: un salto nell’800 operaio

Crespi d’Adda è una cittadina nata a fine ‘800, voluta da un “patron” illuminato per i suoi dipendenti. Unico esempio in Italia e Patrimonio dell’Unesco per l’eccezionale stato di conservazione.

Ingresso al Villaggio Crespi

Ingresso al Villaggio Crespi

Provvedere come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica, “dalla culla alla tomba”, anticipando le tutele dello Stato stesso. Questa era l’idea dell’industriale Cristoforo Benigno Crespi, fondatore a fine ‘800 del villaggio di Crespi d’Adda (Bergamo), che da poco aveva qui costruito un moderno cotonificio. Una città modello, ancora oggi perfettamente conservata, dove il tempo si è fermato alla “rivoluzione industriale” e in cui ancora in parte abitano i discendenti dei lavoratori del cotonificio.
Crespi è un caso quasi unico in Italia, di un paese letteralmente inventato dal nulla per fornire alloggio agli operai, agli impiegati e ai dirigenti dell’azienda. Un rigido schema gerarchico che si esplica prima di tutto nell’organizzazione dello spazio: al centro la fabbrica, da cui si dipartono due assi perpendicolari. Il primo, parallelo al fiume, fiancheggia lo stabilimento fino al cimitero e separa gli spazi del lavoro da quelli della zona di residenza, del tempo libero e dei servizi; il secondo collega il corpo centrale dell’opificio con la piazza alberata antistante la pineta. Gli edifici residenziali sono distribuiti a maglia regolare con una successione di crescente prestigio man mano che ci si allontana dalla fabbrica: in un primo momento, a partire dal 1878, furono costruite alcune grandi case plurifamiliari per gli operai, poi dal 1889 fu il momento delle villette mono e bifamiliari, costruite sul modello dei cottages inglesi.

Villa Crespi

Villa Crespi

Nel 1894 iniziò la costruzione della villa dei Crespi, progettata in forma di castello, con tanto di torri e merli, dall’architetto Pirovano. L’anno prima era terminata l’edificazione della chiesa, su progetto dell’architetto Cavenaghi. Una curiosità: la chiesa di Crespi è perfettamente rinascimentale, ma non è originale. Per volere dei Crespi, infatti, è la copia esatta della chiesa di Busto Arsizio, loro città natale. Per l’eccezionalità e unicità del sito, Crespi d’Adda è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità, sotto egida dell’Unesco per il suo straordinario grado di conservazione. È infatti il villaggio operaio meglio conservato in Italia e in Europa meridionale. A differenza del villaggio Leumann a Collegno e il nuovo quartiere operaio di Schio in provincia di Vicenza, Crespi non presenta alcuna modifica architettonica successiva.

Il fiume Adda

Il fiume Adda

Altrettanto interessante è il paesaggio che lo contorna, inserito nella cornice del Parco dell’Adda, che è possibile scoprire a piedi o meglio in bicicletta. Il fiume e il territorio circostante, infatti, sono ricchi di significative testimonianze storiche che rimandano alle epoche più diverse e lontane. Il fiume stesso ha segnato il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia e ha rappresentato un’importante via di comunicazione culturale e commerciale sia verso Bergamo che verso Milano. Sono numerose lungo il corso dell’Adda le opere di fortificazione, compiute nei secoli. Antichissimo è il castello di Trezzo d’Adda di cui oggi resta la primitiva rocca longobarda che la tradizione vuole edificata dalla regina Teodolinda. Da quella prima rocca ebbe origine una tormentata storia di lotte, di conquiste e di morti che vide protagonisti Federico Barbarossa, i Torriani, i Visconti. Nelle sue segrete venne rinchiuso fra gli altri il duca di Milano Bernabò Visconti, vittima delle lotte di potere interne ai casati. E ancora il castello di Cassano che fu teatro di numerose battaglie. Anteriore al Mille, secondo la storia, vi soggiornò anche Carlo Magno. Nel territorio di Truccazzano, in frazione di Corneliano Bertario, si trova un altro castello ove si dice soggiornasse Federico Barbarossa durante le lotte con i milanesi del 1164. Ma numerose sono anche le testimonianze di archeologia industriale, come il ponte in ferro di Paderno d’Adda o lo stabilimento Velvis di Vaprio d’Adda, il più antico monumento industriale tra quelli rimasti ancora visibili lungo il fiume.

Villaggio Crespi, cimitero e mausoleo

Villaggio Crespi, cimitero e mausoleo

SPECIALITA’ DA GUSTARE
Situata tra Bergamo e Milano, consente di scegliere entrambe le cucine. Spazio dunque ai formaggi dell’Alpe e della Val di Scalve. La polenta accompagna salame, salamelle, brasato, stufato (anche d’asino), coniglio, osei, latte e rane. Minestre, zuppe e risotti o i celeberrimi casonsei e strangolapreti. I secondi di tradizione padana: la coasoela, la trippa, la cacciagione, le lumache, le mortadelle di fegato, i sanguinacci.

SOSTA CAMPER
Nei pressi del villaggio non esistono aree attrezzate. La sosta è consentita nel parcheggio fuori Crespi. Dal parcheggio si raggiunge il villaggio a piedi (800m.) o con la navetta, riservato a coloro che hanno problemi a camminare (telefonare all’Ufficio Informazioni). Le aree più vicine si trovano a Dalmine in via Tofane, nel parcheggio adiacente alle piscine, laterale alla SP 525 per Milano (acqua, pozzetto, illuminazione). Oppure un presidio ecologico comunale a Treviglio in via Bergamo, nel parcheggio dei campi sportivi.

Area sosta Merate

INFORMAZIONI
Per visite guidate, prenotazioni e informazioni: Ufficio informazioni Tel. 02 90987191, sito web: www.villaggiocrespi.it

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