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Forte l’Abruzzo: non solo ferite

Dal mare ai monti, villaggi e città ci aspettano. Due-tre settimane di ferie sono appena sufficienti per visitare i luoghi più significativi di questa regione. Nonostante le ferite, ancora forte l’Abruzzo.

 

Mare o monti? E del mare cosa vi piace: la spiaggia dorata o le costiere frastagliate? E ancora, in montagna cosa preferite visitare, i luoghi selvaggi o scoprire i borghi dove si dorme ancora senza chiudere la porta a chiave?
Qualunque sia la vostra vacanza ideale, in Abruzzo è possibile farla e nessuno storce il naso vedendo l’arrivo di turisti in camper. Anzi, sono decine i paesi di mare e dell’entroterra che si sono attrezzati con camper service e aree attrezzate, per non parlare dei campeggi, ottimi e abbondanti. Proporre un itinerario è imbarazzante, perché non si tratta solo di raggiungere un susseguirsi di località interessanti: l’Abruzzo è bello percorrerlo in lungo e in largo, esplorare le strade di montagna dell’entroterra, fermarsi in mille luoghi isolati per godere un tramonto e risvegliarsi il mattino dopo per riprendere il cammino. Sostare per comprare del formaggio o finire in un agriturismo che dopo una pantagruelica mangiata vi offre di fermarvi con il camper sull’aia…
Evidentemente ci sono anche i luoghi delle recenti ferite.
Alcuni siti tra i più belli non sono più accessibili, altri sono visitabili parzialmente. Pazienza, l’orgoglio abruzzese ci ha insegnato anche l’ottimismo del saper ricominciare anche dove tutto sembra essere perduto. Visitare l’Abruzzo, quest’anno, quindi, ha una valenza in più, frequentare i suoi campeggi, i ristoranti è un modo eccellente per dare un contributo significativo a far ripartire l’economia di questa terra.

Il Mare

costa

Lidi incorniciati dalla pineta e scogliere alte e frastagliate, piccole calette e solitarie spiagge di ciottoli, grandi litorali attrezzati: nei 133 chilometri di costa abruzzese ce n’è per tutti i gusti.

Nella parte nord, tra Pescara e la foce del fiume Foro, fino ad Ortona, la costa è uniforme e di sabbia finissima. In alcuni tratti la tipica vegetazione della macchia mediterranea cresce tra le dune di sabbia rendendo la costa particolarmente suggestiva; è presente anche nel cuore di Pescara, con la Pineta d’Avalos e la Pineta di Santa Filomena, oggi riserva statale, oppure più a nord, dove uno splendido bosco separa Pineto dalla sua spiaggia.
Da qui non è distante nemmeno la Torre di Cerrano, circondata dai pini, un tempo vedetta e baluardo contro le incursioni dei pirati e oggi trasformato in Centro di Biologia Marina: ci si arriva a piedi partendo da Silvi Marina o da Pineto.
La costa meridionale, da Ortona a San Salvo, è invece in molti punti frastagliata da scogliere e piccole insenature con spiagge e calette ghiaiose. Qui troverà soddisfazione chi ama esplorare i fondali con maschere e pinne, cercando le Donzelle e gli altri coloratissimi pesci della scogliera. Quindi ancora spiagge con gli ampi golfi di Venere e di Vasto. Nonostante un notevole sviluppo edilizio, molti centri hanno il caratteristico porticciolo, dove puntualmente attraccano i pescherecci che forniscono i tanti ristoranti (spesso a conduzione famigliare), per la gioia di villeggianti e visitatori.
La grande concentrazione di campeggi permette di trovare una tranquilla soddisfazione anche nel periodo di alta stagione, mentre aree attrezzate per la sosta dei camper sono presenti, per esempio, sul lungo mare di Fossacesia, a Torino di Sangro, Casalbordino, San Salvo Marina, inoltre alcuni campeggi applicano tariffe camper stop per i turisti itineranti di passaggio.
Se pensate ad una vacanza prettamente marina, le strutture sportive, gli agriturismi delle colline a ridosso della costa, i parchi acquatici, costituiranno degli ottimi diversivi per spezzare la “monotonia del tran tran “spiaggia-camper”, mentre le occasioni di divertimento e svago serale sono garantite in ogni centro della costa, senza, però, quella esasperazione che ritroviamo più a nord nella Riviera Romagnola. I camperisti con gommone al seguito troveranno facili approdi nei porticcioli turistici presenti in ogni località.Tra i parchi acquatici segnaliamo in particolare quello di Tortoreto e quello di Vasto, quest’ultimo è uno dei maggiori impianti d’Italia.
Il fitto calendario di eventi organizzati localmente (alcuni anche di importanza europea come il Festival Internazionale del Jazz di Pescara), completerà la voglia di vivere la propria estate abruzzese al 100%. Chi ama intervallare la vita di spiaggia con qualche visita culturale, non si perda il mosaico di Nettuno a Vasto, città di origine romana ricca di testimonianze dell’epoca. L’attuale piazza Rossetti, per esempio, segue le linee curve dell’anfiteatro romano che qui sorgeva un tempo.
Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce il complesso termale con l’antico praefurnium – l’ingegnoso sistema usato per riscaldare gli edifici termali – e una sala con il pavimento a mosaico ricco di animali marini fantastici e divinità marine tra le quali un meraviglioso Nettuno, con il tridente nella mano destra e un delfino poggiato sulla sinistra.
Attorno al dio del mare sono raffigurate fanciulle che cavalcano cavalli e tritoni, il tutto realizzato con grande maestria.
Una curiosità del passato che ancora sopravvive sulle coste abruzzesi più meridionali sono i trabocchi: “macchine da pesca” in legno, costituite da una piattaforma, retta da lunghi pali, dalla quale il pescatore cala in mare la rete, e da una lunga e ardita passerella, anch’essa poggiata sui pali, che collega alla terraferma distante anche decine di metri.
I primi trabocchi si incontrano dopo Ortona, quando il litorale abruzzese inizia a cambiare volto, passando dalle spiagge basse e sabbiose del teramano e del pescarese a un paesaggio più aspro e roccioso. Le ripide scogliere si alternano a brevi calette, e ovunque affiorano grandi speroni di roccia.

Montesilvano

Montesilvano

Le montagne

Lasciando la costa ci accoglie il classico paesaggio collinare appenninico, con i suoi campi ordinati intervallati da borghi ognuno con la sua storia da raccontare. Quindi, addentrandosi verso l’interno, i paesaggi diventano via via più suggestivi e selvaggi.

Una corona di colline segna il confine tra i monti e il mare. Caratteristici sono i segni della loro evoluzione geologica, con i calanchi che, come delle emorragie di argilla, erodono le alture cedendo terra al piano sottostante. In inverno, l’Abruzzo si tinge di bianco, attirando gli sciatori del centro sud. Ma in estate, disciolte le nevi, il paesaggio assume tutte le tonalità del verde, nelle foreste di faggi, negli immensi pascoli in quota, con ogni tanto qualche macchia blu. Visti dall’alto gli sterminati altipiani verdeggianti sono costellati da puntini bianchi: sono le numerose mandrie e greggi al pascolo, un aspetto del paesaggio abruzzese che forse è anche uno stereotipo, ma che regala a queste terre un’autenticità invidiabile.

le pecore d'abruzzo
A differenza di altre montagne italiane, qui c’è una particolare freschezza frizzante dell’aria che risente della brezza marina anche in alta quota. Tutti questi aspetti rendono la montagna abruzzese un luogo speciale, del quale ci si innamora facilmente. L’entroterra abruzzese è anche la parte della regione meglio conservata sia nel paesaggio sia nello stile di vita. Le montagne hanno protetto questa integrità: considerate che tre quarti del territorio abruzzese si trova al di sopra dei 700 metri di quota, rendendo di fatto il territorio un “museo permanente all’aperto” di storia dell’ambiente e del paesaggio. Nell’Abruzzo montano sono situati quattro Parchi nazionali e oltre 30 Riserve della Regione, per cui quasi metà del territorio montano abruzzese è natura protetta.
Immersi, quasi addormentati in questa natura, centinaia di paesi sorgono arroccati su rilievi e speroni rocciosi, quasi sempre con un castello al centro. Sono un vero patrimonio di centri storici, spesso poco noti al turismo, ma accoglienti e raggiungibili in camper.
Per secoli, a volte per millenni, in questi paesi l’attività principale è stata la transumanza, lo spostamento stagionale lungo i tratturi di uomini e greggi tra i pascoli estivi dell’Appennino e quelli invernali del Tavoliere pugliese. Sul territorio sono ancora ben chiari i segni di quelle migrazioni stagionali lungo le larghe strade d’erba su cui transitavano i pastori, come nella Piana di Navelli. L’ampio altopiano, famoso per la produzione di un finissimo e prezioso zafferano, è segnato dalla presenza di chiese tratturali isolate e dalla semplicità commovente. Luoghi di sosta e ricovero lungo il cammino verso la Puglia. E lungo questi percorsi ancora troviamo gli antichi borghi medievali, compatti e arroccati con le case in sasso. Sono centri che devono il loro fascino alla loro straordinaria qualità architettonica e alla presenza di preziose testimonianze d’arte, paesi inaspettatamente ricchi grazie alla florida attività dell’allevamento.
Un particolarità tutta abruzzese e presente sopratutto sulla Majella sono le “pajare”, primordiali capanne in pietra costruite a secco con struttura a tholos. Per ammirarle si può fare una facile escursione nelle aree dove sono più abbondanti, ossia le Case Pagliari, il Fosso Capanna e la Majelletta nel territorio di Roccamorice, la Cerratina e il Fosso Sant’Angelo nei dintorni di Lettomanoppello, Decontra nel comune di Caramanico, la Valle Giumentina nel territorio di Abbateggio. Per vederle senza scendere dal camper basta seguire la strada che da Roccamorice sale verso la Majelletta.
Insomma gli spunti per viaggiare divertendosi a scoprire gli angoli di questa terra non mancano e una fitta rete stradale permette di raggiungere moltissimi luoghi anche remoti. Sarà un vero piacere percorrere in camper queste strade, assaporando il paesaggio curva dopo curva, potendo contare sulla possibilità di sostare ovunque. Avvicinandosi a l’Aquila, nei paesi che si incontrano, sono avvertibili le ferite del passato e recente terremoto. Qui il viaggiatore si deve fare discreto e particolarmente rispettoso, evitando di cedere a curiosità morbose. Gli edifici di interesse turistico, castelli, chiese, sono stati messi in sicurezza se visitabili, alcuni si possono ammirare solo dall’esterno fino a quando non saranno compiuti i lavori di assestamento.
Gli amanti della montagna e degli scarponcini da trekking che normalmente frequentano le Alpi, scopriranno in questa parte di Appennino scenari senza uguali. Sapevate che qui c’è il ghiacciaio più meridionale d’Europa? È il Calderone, posto appena sotto la parete nord del Corno Grande.

campo imperatore

campo imperatore

A sud del massiccio si estende la sconfinata piana di Campo Imperatore, posta a 1800 metri di altitudine. Questo altopiano viene anche chiamato “Piccolo Tibet” perché in estate i verdi pascoli, ricchi di fiori in primavera, assumono la fisionomia di vere e proprie steppe. In inverno è un rinomato snodo sciistico che si raggiunge solo in funivia, ma d’estate questo altopiano che si estende per ben trenta chilometri è raggiungibile in camper regalando la possibilità di lunghe passeggiate e pedalate per gli amanti della Mountain bike.
La Majella, legata al massiccio del Morrone, domina il paesaggio abruzzese innalzandosi tra il mare e la catena appenninica. Da tempo immemorabile essa rappresenta per gli abruzzesi la montagna madre.

I laghi abruzzesi

Sono per lo più bacini artificiali, ma si sono inseriti perfettamente nel paesaggio diventando uno spunto in più per rendere unica questa vacanza abruzzese.

Il lago di Sangro (o di Bomba, come è popolarmente conosciuto) è immerso in una valle chiusa tra alti rilievi e circondato da piccoli e pittoreschi borghi. Il bacino si trova lungo la media valle del fiume Sangro, dal cui sbarramento è nato, nei pressi del paese di Bomba. Il lago è chiuso verso valle da una diga in argilla battuta e si estende verso monte per una lunghezza di quasi sette chilometri, fino a Pietraferrazzana lambendo, quasi, l’abitato di Villa Santa Maria. Il lago offre interessanti possibilità di svago, grazie all’ampia ricettività (anche campeggi). Passeggiate a piedi o in bicicletta lungo le sue sponde, e chi ama vogare potrà noleggiare canoe e barche. Molti dei paesi che sorgono intorno al lago meritano una visita.

colledimezzo

colledimezzo

Bomba, per esempio, è un antico centro arroccato sulle pendici del Monte Pallano (sulla cui vetta si trova un importante sito archeologico con maestose mura megalitiche, facilmente raggiungibili); Colledimezzo, arroccato sul colle Castellano, in posizione panoramica, a dominare il lago; Pietraferrazzana, con le sue case raccolte sotto una vertiginosa rupe; Villa Santa Maria, che sorge ai piedi della immane lama rocciosa che la domina; Pennadomo, un borgo incantevole, aggrappato alla base di una imponente torre di roccia scura, con la veduta della valle del lago a fargli da sfondo. Più piccolo ma anche il più visitato e non meno suggestivo è il lago di Scanno, nato da una ciclopica frana caduta dal Monte Genzana che ha sbarrato la valle del Sagittario creando il bacino a oltre 900 metri di altitudine. Ai poli opposti dello specchio d’acqua, gli interessanti centri storici di Villalago e di Scanno. Assieme al vicino centro storico di Scanno, il lago è la principale attrattiva turistica della valle del Sagittario. I turisti sono attratti dalla bellezza dei luoghi e dal clima. Dopo una passeggiata, una sosta per il birdwatching o una escursione in canoa o in pedalò vale senz’altro la pena di salire a Scanno, splendido paese medievale, uno dei più noti e caratteristici d’Abruzzo.
Il centro storico – magnifico con le sue antiche case addossate le une alle altre, i palazzotti, le scalinate, i fitti vicoli, i costumi tradizionali ancora indossati dalle donne – conserva una fiorente tradizione di oreficeria e di merletti al tombolo. Il posto giusto dove farsi la dote matrimoniale!

Scanno

L’Abruzzo dei Borghi

Ci sono luoghi celebri, come la rocca di Calascio, il centro storico di Pescocostanzo, ma sono moltissimi i borghi di grande interesse.

Impossibile stilare un elenco delle località che meritano almeno una breve sosta. L’antico borgo medievale di Anversa degli Abruzzi ha una cinta esterna di case, costruite di solito sopra dirupi, che delimitano il vecchio centro abitato su cui emergono le vestigia del Castello Normanno. Anversa anticamente era nota per la produzione di terrecotte: da alcuni anni è stato aperto un laboratorio per la lavorazione della ceramica. Conserva importanti monumenti tra cui: la rocca dei Sangro, divenuta famosa per l’ambientazione della tragedia dannunziana “La fiaccola sotto il moggio”. Caratteristici sono i vicoli interni e i sottopassaggi voltati ad arco ricavati tra le case.
Da visitare anche la vicina frazione di Castrovalva, posta in posizione dominante di fronte ad Anversa, che costituisce un esempio di insediamento di crinale davvero ben conservato.
Verso il mare merita una visita Rocca San Giovanni in provincia di Chieti: è adagiata su un colle roccioso con vista sul mare. Qui si conservano alcuni resti di mura e un torrione medioevale sopravvissuti alle demolizioni dei primi del Novecento. Siamo sulla costa dei Trabocchi, fatta da calette e spiagge di ciottoli.
Tra queste merita quella del “Cavalluccio” dove c’è un Trabocco ancora in uso.

DA VEDERE

Necropoli Picena di Campovalano (Campli TE)
Situata su un terrazzo fluviale dell’estensione di circa cinquanta ettari, attraversata da una via lastricata, una vera e propria “Via Sacra”, conserva oltre seicento tombe databili dalla fine dell’Età del Bronzo alla conquista romana. ma si ritiene che la necropoli celi nel sottosuolo almeno ventimila tombe, che raccontano molto dell’organizzazione sociale e della quotidianità dei Piceni . Si arriva con l’ A14, uscita Teramo/Giulianova proseguendo per 12 km in direzione Campli.
Museo Archeologico nazionale d’Abruzzo, (Via Villa Comunale 3 Chieti)
È il posto giusto perché sintetizza tutta la storia del territorio. Conserva, infatti, i migliori ritrovamenti delle necropoli delle varie epoche altri importanti reperti e il celebre Guerriero di Capestrano, la statua di un guerriero, probabilmente un re piceno con il caratteristico elmo a disco (forse un elmo da parata).
La grotta-santuario di Liscia (CH)
È una delle più suggestive fra le innumerevoli dedicate al culto dell’Arcangelo Michele. La tradizione vuole che qui si annidasse Lucifero che venne scacciato dall’Arcangelo. È meta di devoti; due volte l’anno si ripete l’antico rito di bere l’acqua che sgorga al suo interno, ritenuta miracolosa. L’8 maggio e il 29 settembre i fedeli compiono una serie di emozionanti rituali: strofinando contro le pareti di roccia fazzoletti e oggetti sacri.

COSA MANGIARE

formaggi

L’Abruzzo è la terra dei buon gustai e delle buone forchette. Difficilmente nei ristoranti o, meglio ancora, negli agriturismi, riuscirete a finire le portate abbondanti di un pasto completo. Dalla pesca al pascolo d’alta quota, passando per le colline e fertili valli. Questi gli ambienti diversissimi dove si è sviluppata la cucina abruzzese lasciando intuire l’incredibile varietà di cibi tradizionali. Per quanto riguarda i primi piatti, oltre ai famosi maccheroni alla chitarra, degne di nota sono le scrippelle ‘mbusse – sottili crêpes spolverate di pecorino e cannella e ricoperte di brodo – ed il rinomato timballo, anch’esso a base di crêpes. Inimitabili infine le virtù, tipico piatto del teramano di origine antichissima, preparato utilizzando i resti delle provviste invernali di legumi e granaglie assieme alle primizie primaverili. Tra i tipici dolci abruzzesi si ricordano: la pizza di Pasqua, focaccia lievitata che viene benedetta nelle chiese la notte di Pasqua; le ferratelle (o neole o pizzelle), dolci a cialda confezionati con un ferro rettangolare arroventato sul fuoco; i confetti di Sulmona; i calgiunitti, cuscinetti di pasta fritta ripieni di marmellata, ceci, canditi, pinoli e noci tritate, fatti per la vigilia di Natale; la cicerchiata, ciambella di palline di pasta fritta amalgamate con canditi e miele, consumata durante il periodo di carnevale insieme con le frappe. Gli eccellenti olii extravergine di oliva ed i vini DOC, il rosso Montepulciano d’Abruzzo ed il bianco Trebbiano d’Abruzzo, hanno ormai raggiunto qualità e riconoscimenti internazionali.
Per fine pranzo trionfano i distillati e i liquori di erbe (famosissimi il Centerbe, il Nocino, la Genziana). Poco nota ma ricercatissima la ratafia, liquore di amarene fermentate al sole.
Tra i formaggi il pecorino (fresco o stagionato) la ricotta di pecora, che è possibile acquistare anche direttamente dai pastori. Tra le varietà locali di questi formaggi si segnala la giuncata delle montagne del Teramano, fresca e profumatissima. Ai piedi del Gran Sasso si può assaggiare il cacio (o pecorino) marcetto. Un misto di latte bovino e ovino viene utilizzato per la produzione della caciotta, insaporita con il peperoncino.

Roccacaramanico

SOSTA CAMPER

L’Abruzzo è una terra particolarmente ospitale nei confronti dei camperisti. Numerose le aree attrezzate i cui indirizzi (abbastanza aggiornati) sono disponibili sulla pagina web Vivi l’Abruzzo dove riporta indicazioni di ospitalità dedicata a chi si muove in autocaravan in ben 44 località. Abbiamo voluto selezionare per voi quelle in località marine dove la sosta potrebbe risultare più problematica in alta stagione riportandole qui sotto (verificandone l’effettivo funzionamento). Naturalmente sono presenti sul territorio anche numerosissimi campeggi.

Fossacesia
Area comunale di sosta e camper service sul lungomare sud, aperto da aprile ad ottobre. Servizi a pagamento. Informazioni tel.3381713535

Torino di Sangro
Camper service ed area sosta sul Lungomare Le Morge. L’area si trova a 100 metri dall’arenile, è ombreggiata da pioppi, recintata, illuminata, elettricità, docce, a pagamento. Informazioni signor Vitale tel.3937315510

Casalbordino
Area di sosta e camper service Portobello – SS.16, Km 503, tel. 338 2051465 L’area è illuminata, a pochi minuti dal mare, con attacco elettrico, servizi igienici e lavanderia, carico e scarico acqua. Servizi a pagamento. Apertura annuale.

Camper service presso Centro Abruzzo Park , via Molino, a 1 km dal mare, tel. 0873 918374

San Salvo Marina
Autoparking “On the Beach”, Via Vespucci, San Salvo Marina- tel. 0873803117, a pagamento.

Giulianova
Camping Don Antonio (camper stop) in Viale Lungomare Zara Nord, tel.0858008928

trabocco pesca

One Response to Forte l’Abruzzo: non solo ferite

  1. eugenio scrive:

    L’Abruzzo è bellissimo, ogni città e paesino ha il suo perchè. Io comunque segnalo in particolar modo il borgo di POGGIO MORELLO, frazione del comune di Sant’Omero (TE), in quanto è davvero notevole e facilmente accessibile, nonchè si trova giusto a pochissimi chilometri dal mare e dunque può offrire al contempo la bellezza e tranquillità della campagna e la versatilità di una costa a misura di famiglia. Consiglio infine di NON acquistare casa direttamente sulla costa poichè i prezzi sono alti, ma puntare sul comprarne una più all’interno, immediatamente dietro a un comune costiero, per poter avere un prezzo sicuramente migliore senza però rimanere lontani dal mare.

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