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Parco Naturale di Altmuhltal: il cuore verde della Baviera

Parco naturale di Altmuhltal: il cuore verde della Baviera si snoda lungo il corso del fiume omonimo, in un parco ricco di verde, piste ciclabili, piccoli paesi ricchi di spunti interessanti per far riposare e divertire grandi e piccini. Una vacanza all’insegna del relax, dell’attività fisica e di tutto quello che può servire per tutta la famiglia.

Parco Naturale di Altmühltal

parco naturale di Altmuhltal

Testo di Ilaria Lucente Fotografie di Enrico Parrinie – D.R

Per raggiungere il parco naturale di Altmuhltal si arriva in Austria attraverso la A22 del Brennero, e da qui, dopo aver pernottato nell’Autocamp all’interno dell’autoporto di Vipiteno, ci spostiamo verso Monaco.
Il nostro percorso inizia da Kelheim, dove il corso dell’Altmühl confluisce nel Danubio. Questa cittadina è uno dei capolinea della navigazione lungo il fiume, che in questa parte, prima di immettersi nel Danubio, rientra nel corso del Main-Donau-Kanal, per cui sarà facile vedere, oltre ai traghetti passeggeri, anche le chiatte per il trasporto merci. Per la sosta potete sistemarvi nell’area sosta camper in Am Pflegerspitz 1.

Kelheim

Kelheim è costruita lungo il fiume, la sua parte più antica, l’Altstadt, risulta divisa tra il vecchio corso dell’Altmühl e il nuovo Main-Donau-Kanal.

Kelheim

Kelheim

Dall’imbarcadero lungo il fiume si può prendere il traghetto e, dopo un breve tragitto molto suggestivo lungo l’Altmühl, si raggiunge il Weltenburger Kloster. Questo monastero, fondato dai Padri Benedettini nel VII secolo, ma il cui aspetto attuale risale al XVIII secolo, è famoso soprattutto per il suo birrificio e per la birra scura che qui si produce: essa infatti ha vinto più volte il titolo mondiale di miglior birra scura dell’anno. Il monastero è raggiungibile anche in bicicletta con una pista che segue lo stesso percorso fatto in battello. Una volta qui, si può visitare la chiesa, piccola e trionfo di stile barocco, e parte del monastero ora adibita a museo, mentre il chiostro e il resto sono ancora abitati dai monaci e quindi chiusi al pubblico. C’è anche la possibilità di visitare la fabbrica di birra all’interno di un monastero più antica del mondo (fondata nel 1050). Fino al 1803 la birra era ancora prodotta dai monaci, poi questa attività è stata affidata a laici, che dal 1840 hanno ripreso ininterrottamente la produzione. Nel grande parco all’interno del convento davanti alla chiesa si trova un Biergarten, dove mangiare e assaggiare le birre prodotte dal monastero, oltre ovviamente a poter acquistare i souvenir del caso. Le birre sono effettivamente da provare, per lo meno le scure: la classica Weltemburger Kloster e la più forte e aromatica Asam Bock.
Rientrati a Kelheim in traghetto o bicicletta, appena sbarcati si nota, sulla collina soprastante, una costruzione circolare: si tratta della Befreidungshalle, monumento alla libertà, in stile neoclassico. Fu costruita per volere del re Ludovico I di Baviera tra il 1842 e il 1863 a ricordo della liberazione dopo il periodo della conquista napoleonica. La collina si può raggiungere con un trenino che fa fare anche un giro nell’Altstadt di Kelheim, anche perché i parcheggi non sono particolarmente indicati per i camper. Raggiunta la costruzione si può accedere al monumento e salire fino in cima per i 167 gradini previsti: la vista da qui spazia su tutto il circondario e vale la spesa della fatica. Ridiscesi a valle, la visita si conclude con il centro cittadino, per una passeggiata tranquilla. Lungo il Main-Donau-Kanal si trova invece l’altro imbarcadero, da cui si possono prendere i traghetti per gli altri paesi lungo questo tratto di fiume.

Befreiungshalle Hall of Liberation

Befreiungshalle Hall of Liberation

Il bello di questa valle è che facendo tappa in una paese attrezzato per la sosta camper, si possono poi raggiungere gli altri paese vicini con la pista ciclabile, larga, ben tenuta, in genere sterrata, e ben segnalata, quasi tutta in piano. Il secondo paese del nostro viaggio è Essing, piccolissimo centro medioevale lungo il fiume, diventato ora famoso per la costruzione del più lungo ponte in legno d’Europa. Il paese è ben tenuto, con diverse case in ristrutturazione e il bel ponte di pietra che fa accedere al centro. Vicino ad esso è inoltre possibile visita la grotta di Schulberloch.
Lungo la pista ciclabile, tra Essing e Riedenburg, nostra prossima tappa, noterete sopra un burrone scosceso il Castello di Prunn con il suo stendardo dipinto sulla parete. La vista da qui è mozzafiato.

Castello di Prunn

Castello di Prunn

Riedenburg

Incontriamo Riedenburg. Dalla strada che conduce al paese si notano subito le due maggiori attrazioni: il Museo dei Cristalli e il Falkenhof Schloß Rosenburg.

Fiume Altmuahl

Fiume Altmuahl

Dall’altra parte del fiume rispetto alla B16, ben indicato dalla scritta sopra il tetto, si vede subito il Museo dei Cristalli. Lungo la strada dove esso si trova c’è uno sterrato dove si può parcheggiare, in alternativa, si può utilizzare l’area attrezzata di cui è dotata Riedenburg e poi attraversare le cittadina e il suo parco lungo il fiume a piedi e raggiungere l’ingresso del museo. L’area attrezzata è su un bel piazzale erboso con vista sul fiume, con carico/scarico acqua e corrente elettrica. Tornando al Museo, esso è piccolo ma molto ricco, in particolar modo per il gruppo unico di cristalli più grande del mondo, misura infatti due metri per tre, ha più di 40 milioni di anni e pesa 8 tonnellate. Il tutto si completa con una collezione di cristalli molto bella, corredata di spiegazioni sulla formazione dei vari tipi di cristalli. Con il veicolo si può raggiungere poi il Falkenhof Schloß Rosenburg, che domina Riedenburg dall’altura soprastante. Il castello è raggiungibile aggirando la collina e seguendo le indicazioni, per il parcheggio si può scegliere lo sterrato appena arrivati oppure salire fin quasi all’ingresso nel parcheggio asfaltato dove sostano anche i pullman. In Baviera e nel parco naturale di Altmuhltal vi capiterà di incontrare molte scuole di falconeria, tutte o quasi all’interno di castelli come questo. Qui troverete una ricca schiera di rapaci, dal classico falco pellegrino all’aquila pescatrice agli avvoltoi e ai gufi, che potrete ammirare all’aperto con un percorso che prende il parco del castello, all’interno del quale si trova un piccolo museo sulla storia della falconeria. Due volte al giorno poi, è possibile assistere allo spettacolo, con commento esclusivamente in tedesco, in cui vengono mostrate le tecniche di caccia del falco, dell’aquila pescatrice, del gufo, degli avvoltoi e di altri rapaci, che in alcuni momenti volano anche insieme creando un effetto non indifferente, sfiorando le teste degli spettatori. Tornati in paese, si può fare una sosta lungo il fiume, nel parco dove si trovano attrezzi per la ginnastica, aree attrezzate per il pic nic e per scendere in acqua, tutte aree molto usate, non solo dagli adulti, ma anche dai bimbi per giocare. Largo quindi a calzoncini corti e costumi! Per chi ha bimbi un po’ più grandicelli, dopo Riedenburg si trovano le indicazione per la Sommerrodelbahn, una monorotaia (Alpine coaster) che scende giù da una collina, dove si può trascorrere un po’ di tempo divertendosi.

Kloster Weltenburg

Kloster Weltenburg

Dietfurt

A questo punto ci spostiamo ancora e raggiungiamo la cittadina di Dietfurt, dove si trova l’ultimo mulino visitabile della valle.

In questo mulino si faceva la farina e i macchinari sono stati mantenuti e conservati, e vengono messi in funzione durante la visita guidata. Lasciato il camper nei parcheggi vicino al cimitero all’ingresso del paese, dopo circa 200 mt, raggiungiamo il mulino, ben indicato. Il custode che fa da guida è un signore molto gentile, che parla tedesco e un po’ di inglese, ma per aiutarvi non esiterà a mostrarvi un articolo in italiano con alcune spiegazioni relative al luogo. Inoltre, al piano terra sono presenti pannelli con la storia del mulino e il suo utilizzo nel corso del tempo, che non è stato solo quello della macinatura della farina, come adesso è allestito, ma per un centinaio di anni ha fornito energia elettrica a tutto il paese. Per chi ha bambini, poi, ci sono diversi giocattoli in legno con cui i più piccoli possono giocare. Dopo la sala a pianterreno con le spiegazioni del caso, si prosegue la visita dei piani superiori da soli, ammirando i macchinari in funzioni e le altre cose raccolte, che narrano la vita contadina dei secoli passati. Terminata la passeggiata in centro ci spostiamo alla volta di Beilngries.
Parcheggiato il camper, attraversiamo il centro del paese, visitiamo la chiesa di S. Maria e ammiriamo la Hirschberg, e arrivando dalla parte opposta, si può visitare il piccolo ma ricco Museo del Giocattolo, per la gioia dei nostri figli, che sicuramente ammireranno il plastico ferroviario, i modellini di aerei e alianti, le bambole in porcellana e le case di bambola, di varia foggia e grandezza. Ma anche per gli adulti sarà un modo per rivedere magari i giochi della soffitta dei nostri nonni, o della nostra infanzia. Ce n’è per tutti i gusti, insomma, compresa una bella collezione di armoniche. Beilngries è anche il capolinea opposto a Kelheim per i percorsi in traghetto.
A questo punto il nostro itinerario si sposta lasciando la parte nuova del fiume Altmühl e andiamo alla scoperta del vecchio corso, per cui da qui si potrà utilizzare il fiume solo affittando le barche nei vari paesi o con le agenzie che organizzano rafting e uscite in canoa all’interno del parco naturale di Altmuhltal.

 Eichstätt

La prima sosta è nel paese in cui ha sede l’Ufficio Informazioni del parco naturale di Altmuhltal: Eichstätt.

L’area attrezzata dove conviene parcheggiare il camper è un bel prato lungo il fiume, un po’ discosto dal centro, ma comunque facilmente raggiungibile con la pista ciclabile che passa a lato dell’area. Con una bella passeggiata raggiungiamo la città attraversando anche la zona universitaria, unica Università Cattolica di tutta la Germania, in estate non affollata. Si attraversano le vie del centro e si incontra subito la rivendita e la Gasthof del birrificio locale (Hofmül), poi ci si immerge nella tranquillità cittadina. Nel vecchio monastero dismesso di Notre Dame si trova l’Ufficio Informazioni del parco naturale di Altmuhltal, dove non solo troverete tutte le informazioni possibili sulle cose da fare nel parco, in tutte le lingue, ma anche una piccola mostra interattiva dove grandi e piccini possono scoprire e toccare con mano tutti gli aspetti della biodiversità della zona, dalle rocce, al legno agli animali agli insediamenti umani. Qui come altrove troverete un laboratorio didattico, a disposizione anche dei singoli visitatori, dove ci sono giochi, libri, microscopi, insetti, animali impagliati e quant’altro permetta a tutti di conoscere e capire l’ambiente in cui ci si trova. Inoltre, in quello che era il chiostro del monastero è stato ricavato un piccolo orto botanico con le specie vegetali autoctone tipiche della zona.

Finita la visita ci incamminiamo di nuovo per il centro e visitiamo il Duomo, del secolo VIII, con due torri romaniche del secolo XI, mentre l’aspetto esterno è stato rifatto in epoca barocca. All’interno da notarsi il Pappenheimer Altar, scolpito in arenaria dal 1489 al 1497 e raffigurante un pellegrinaggio da Pappenheim a Gerusalemme. Poi scopriamo altre zone attrezzate lungo il corso del fiume, dove si può noleggiare piccole barche a remi per fare un giro, dove ci sono aree giochi e aree per scendere in acqua per grandi e piccini. Eichstätt inoltre è dominata dalla fortezza Willibaldsburg, dove oggi ha sede lo Jura-Museum. Siamo nel massiccio del Giura, e in questa zona sono stati trovati numerosi fossili, di cui buona parte sono conservati qui. La visita, peraltro a costi contenutissimi, permette di apprezzare sia l’architettura della fortezza, con le sue torri e il suo pozzo profondo 76,5 metri, una ricostruzione dell’evoluzione della città dalla sua fondazione all’epoca attuale, comprese ricostruzioni e scheletri di animali preistorici come il mammut. E poi, nella sua parte dedicata alla storia naturale, fa conoscere anche ai più piccoli, grazie alle teche tutte a misura di bimbo, i fossili, i reperti archeologici e gli acquari con i pesci tipici della zona, il tutto corredato da belle schede esplicative. Qui si trova una bellissima collezione di fossili, di animali di varie specie e forme, e sicuramente la parte della collezione più bella e unica è quella relativa ai 7 Archeropteryx, ritrovati in questa zona, che sono considerati l’anello di congiunzione tra i dinosauri e gli uccelli, con diverse immagini e una ricostruzione tridimensionale dell’animale come doveva essere in realtà, basata su questi fossili. A seconda del periodo, si troveranno mostre dedicate ai più recenti ritrovamenti fossili del mondo. Terminata la visita, vale la pena fermarsi a osservare il paesaggio sottostante dalle mura, che se si è fortunati e si trova una giornata di sole permettono di godere di una superba vista a 360°.
Prima di lasciare definitivamente Eichstätt, se la vista delle collezioni di fossili vi ha intrigato e vi viene la voglia di sentirvi come Indiana Jones per un giorno, potete raggiungere una delle colline vicino alla città, vicino al Museo Bergér, dove si trova la cava di Blumenberg aperta al pubblico dove si possono scavare i fossili da soli. Questa cava si trova in una zona molto ricca di stelle marine, per cui oggi è stata aperta al pubblico (non è l’unica utilizzata oggi a questo scopo all’interno del parco naturale di Altmuhltal) per dar modo a grandi e piccini di capire e sperimentare sul campo la ricerca dei fossili. Per l’attrezzatura non ci sono problemi, viene noleggiata in loco. La cava è completamente al sole, quindi se ci andate in una giornata soleggiata, ricordate di portarvi acqua, occhiali da sole, cappellini e crema solare, qualcuno si porta anche l’ombrellone. All’ingresso troverete il personale di custodia che in tedesco e in inglese (ma vi forniranno anche un depliant in italiano) vi mostrerà come utilizzare martello e scalpello per aprire correttamente le pietre e per farvi vedere i principali fossili che troverete e come riconoscerli: stelle marine, coproliti, alghe e, se siete fortunati, anche ammoniti o piccoli pesci. Bisogna armarsi di pazienza, scendere lungo la strada, mai arrampicarsi lungo le pareti, e fermarsi nelle zone spianate, dove potrete divertirvi a staccare i sassi dal fondo e aprirli, e buona caccia!

Pappenheim

Terminata la caccia al tesoro, ci avviciniamo alle ultime tappe del nostro viaggio. Da Eichstätt raggiungiamo Pappenheim, paese fortificato arroccato su un’altura.

Pappenheim

Pappenheim

Dal campeggio cittadino dove facciamo base si sale facilmente ai castelli, l’Altes Schloß di epoca rinascimentale e il Neues Schloß di epoca neoclassica, cinti da mura, che sono la maggiore attrattiva del paese. La cinta muraria racchiude al suo interno le diverse strutture costruite nelle varie epoche, per cui potrete visitare le sale signorili, le vecchie scuderie, e gli altri edifici di cui troverete le spiegazioni degli usi antichi, e che spesso sono stati ristrutturati e ora ospitano la Gasthof o le sale didattiche dove vengono proiettati i filmati che raccontano la storia della cittadina. Si passa poi il ponte interno e si raggiunge la parte più antica, con il mastio in cui si può salire e ammirare il panorama su Pappenheim e i suoi dintorni. Anche questo castello, se lo visitate di sabato o di domenica, vi offrirà la possibilità di godere di uno spettacolo di falconeria, ma i rapaci non sono visibili. Vi è invece un Giardino dei Semplici, sulla costa scoscesa che circonda la parte più antica del castello, e un edificio ristrutturato e ospitante ora il Museo della Caccia (Jagermuseum).
Terminata la visita, potete concedervi una passeggiata nel paese sottostante, e magari fare una visita alle piscine cittadine (Freibad). L’area è molto bella, immersa nel verde, e offre 3 piscine per ogni età e livello di capacità di nuovo (si possono portare anche i neonati) dotate di trampolini e scivoli. Inoltre, tennis, pallavolo, calcetto, ping pong, scacchi giganti e altri giochi per tutti i gusti, in un enorme prato con aree alberate per l’ombra, in cui trascorrere una mezza giornata di tutto relax e riposo.
Anni fa a Pappenheim si trovava un enorme plastico ferroviario, e poi trasferito. Ma non c’è problema, lo troveremo nel prossimo paese, ultima tappa del nostro viaggio: Treuchtlingen. Troverete subito le indicazioni per l’area camper, gestita da un distributore della Shell dotato di parcheggio temporaneo a misura di camper lungo la strada. L’area è forse la più bella che abbiamo trovato, infatti fa parte di un circuito diffuso in tutta la Germania e denominato Top Platz. Da qui è facilissimo raggiungere le Terme, che sono all’incrocio che precede l’area camper, dove ci sono, oltre agli impianti termali classici, che però necessitano di richiesta medica, le piscine coperte e scoperte. Quelle coperte sono dotate di due grandi scivoli, mentre quelle all’aperto sono divise in tre aree per le varie età, sempre compresi i neonati, e capacità di nuoto. Anche questa zona, dotata di area verde dove prendere il sole e di altre aree giochi, può essere sfruttata per una giornata di relax prima di intraprendere il viaggio di ritorno, cosa che per esempio noi abbiamo fatto.

Miniaturland

Miniaturland

Non dimentichiamo che anche la cittadina offre monumenti da ammirare. Poco fuori, ma da raggiungere in bicicletta o con il camper, si trova la rocca. In città, troviamo il Museo della Civiltà Contadina. Troviamo le indicazioni per Miniaturland, cioè del plastico ferroviario di cui abbiamo accennato a Pappenheim. E’ un po’ fuori centro, ma in realtà da qui si raggiunge altrettanto bene il parcheggio del camper. Il plastico è enorme, con ricostruzioni di vari ambientazioni tipiche tedesche (il luna park, le case a graticcio, la cava, il fiume, l’incendio, e tutto quello che la vostra fantasia può suggerire), tantissimi treni che viaggiano contemporaneamente. Inoltre, potrete ammirare il pannello di comando e andare a vedere il “dietro le quinte” cioè il retro del plastico, dove ammirerete anche i binari che da sotto permettono gli incroci e i cambi di treno. Uno spettacolo entusiasmante, anche se non siete degli appassionati di trenini, che incanterà sicuramente in bambini. Inoltre, si trovano alcuni modellini più piccoli a disposizione dei bimbi che vogliono provare a giocare, e una piccola mostra di modelli di treno costruiti con il meccano.
Da qui, tornando verso Ingolstadt, dove volendo si può fare una visita al museo della Audi, si riprende l’autostrada e si torna verso l’Italia per lo stesso percorso fatto all’andata, ma con la voglia di tornare al più presto per scoprire nuovi angoli di questo cuore verde della Baviera!

Essing

Essing

I birrifici

Vi indichiamo qui di seguito alcune marche di birra prodotte nei paesi descritti all’interno del parco naturale di Altmuhltal, ma altri ne scoprirete da soli:
Kelheim: in paese Schneider Weiße, nel monastero la Weltenburgerkloster Bier.
Essing: è un piccolo paese, ma troverete il birrificio Joseph Schneider (acquisto presso il Biergarten)
Riedenburg: il paese ha due birrifici il Riemenhofer Bier e il Riederburger Bier (acquisto presso il Biergarten)
Eichstätt: Hofmühl (da provare l’unica Radler scura trovata in zona)
Treuchtlingen: Altmülhtaler Bier
Altre birre di paesi vicini a quelli visitati e che si trovano spesso: Oettingen e Gutmann.

COSA ASSAGGIARE

Tanto per cominciare, si trovano delle panetterie che offrono una vasta scelta di pane, dalla semplice rosetta (Semmeln) ai panini al sesamo, al papavero, al girasole o il pane di segale, giusto per citarne di gustosi, oppure le classiche Brezeln, che anche noi già conosciamo. Mangiate fresche hanno decisamente un sapore migliore. Abbinate ai Würstel o al Leberkäse, sono il primo passo ad immergerci nella gastronomia tedesca. Per quel che riguarda i primi, i più simili ai nostri sono i Frankfurter, un classico con senape e Semmeln, ma sono da provare anche i Krainer e i Käsekrainer (questi ultimi hanno al loro interno delle gocce di formaggio) che invece che essere cotti alla griglia vengono lessati. Il Leberkäse invece è un impasto di fegato e formaggio cotto a vapore, che viene poi tagliato a fette e grigliato, accompagnato magari da un uovo al tegamino sopra (Spiegelei). Se invece volete provare qualcosa di diverso, si possono assaggiare le Hofenkartoffeln, cioè patate intere cotte al vapore in un cartoccio di stagnola e accompagnate da varie salse a base di funghi, formaggio o quant’altro. Se si trovano delle Kartoffelhaus, troverete anche altre specialità sempre a base di patate.

Weltenburg Kelheim

Weltenburg Kelheim

Ovviamente, ai piatti bavaresi si accompagna in genere della buona birra. La Baviera ne è notoriamente la patria, ma le tipiche birre locali non sono le Pils a cui noi siamo abituati, ma le birre torbide, tipo Weizen o Weißen, chiare e scure. Troverete in ogni cittadina per lo meno un birrificio, ma gli acquisti migliori, oltre che nei Biergarten aziendali dove si può anche mangiare e assaggiare la birra prodotta, si fanno nei Getränkemarkt, i supermercati delle bevande, in cui troverete sia i marchi più noti che la produzione locale, che varierà spostandosi lungo il percorso. Ma qui siamo anche vicini alla Franconia, una delle regioni bavaresi e tedesche in cui si produce del buon vino. A noi piace moltissimo il Silvaner, dall’aroma fruttato, ma sono da assaggiare anche il Bacchus e il classico Müller Thurgau. Infine, abbiamo prima accennato alla Radler: si tratta di una miscela di birra chiara e limone, gasata, leggermente alcolica, servita fredda e molto dissetante in estate. Secondo noi è una miscela da provare. Esistono anche altre miscele, che piacciono tanto ai tedeschi, ma che effettivamente possono lasciare perplessi per il risultato.

DOVE INFORMARSI

Sito dell’Ente Nazionale Germanico per il Turismo
Sito ufficiale del parco naturale di Altmuhltal, da cui scaricare le indicazioni per gli itinerari, sui paesi e per la sosta.

Aree sosta all’interno del parco naturale di Altmuhltal

A parte le indicazioni trovate nel testo, qui indichiamo tutti i campeggi e le aree sosta che potete trovare all’interno del parco di Altmuehltal Link

Leggi anche TOUR DEI CASTELLI DELLA BAVIERA: IN UN’ATMOSFERA DA FIABA

Weltemburger Kloster

Weltemburger Kloster

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