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Pistoia

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Queyras: una regione dove i camper sono i benvenuti

Comments (1) Francia, Viaggi

Da Antibes ad Avignone : cercando Picasso

Un viaggio attraverso il Sud della Francia, luogo magico e denso di colori che ha dato ospitalità e ispirazione a molteplici artisti.

Juan les Pins

Juan les Pins


In questa cornice incantata il grande maestro spagnolo Picasso visse e lavorò, lasciando innumerevoli testimonianze del suo passaggio. L’itinerario scelto, da Antibes ad Avignone, ci porterà alla scoperta dell’arte, di paesaggi romantici e città storiche. Il mare e la mondanità della costa, i castelli immersi nel verde della campagna, fino alle vestigia medievali della città dei papi.

Da Antibes a Saint Tropez

La mondanità della Costa Azzurra e la bellezza dei borghi arroccati sulle colline. Un invito a sognare e passeggiare sotto il più bel sole del Mediterraneo.

Il nostro viaggio parte dal confine italiano di Ventimiglia. Superiamo velocemente Mentone e Nizza, per arrivare con l’autostrada A8 ad Antibes Juan-les-Pins, la nostra prima tappa. Ad Antibes, Pablo Picasso soggiornò nel 1946 e la città gli ha dedicato un museo omonimo il Museo Picasso.
A pochi chilometri da Antibes, si trova Vallauris Golfe-Juan, dove Picasso scoprì l’arte della ceramica nel 1947. Sedotto dall’effervescenza intellettuale che da sempre regna a Vallauris, egli decise di stabilirvisi e nel 1949 vi aprì il suo atelier in un’ex profumeria. La città conserva ancora le tracce del passaggio del maestro: sulla piazza della chiesa la statua “L’uomo con il montone” risale al 1943, mentre due importanti opere, “La Guerra” e “La Pace”, ultimo grande polittico di Picasso, sono state installate nella cappella del castello, divenuto museo nazionale.

  • Antibes France
    Antibes France
  • Museo Picasso Antibes® Louis Andral
    Museo Picasso Antibes® Louis Andral
  • Antibes
    Antibes

Risalendo un po’ verso l’interno, si incontra la cittadina di Mougins, luogo degli amori tra Picasso e Dora Maar dal 1936 al 1939. Nel 1961 Picasso ritornò a Mougins e si stabilì nella grande casa “Notre Dame de vie” insieme a Jaqueline Roque, divenuta sua moglie quello stesso anno e che gli sarà vicina fino alla sua morte, nel 1973.  Al piano terra Picasso allestì un atelier di scultura e, al primo piano, un deposito, dove riunì l’essenziale della sua collezione personale. Dall’alto del villaggio si scopre un panorama grandioso, dalla baia di Cannes con le isole di Lérins, fino a Grasse, celebre per i suoi profumi, e alle Prealpi. Nel giardino della Cappella Notre Dame de Vie è ospitato il “Paesaggio di Mougins II” di Picasso, riprodotto su uno dei 60 leggii, che formano un circuito sui passi dei grandi maestri sulla Costa Azzurra.

Ridiscendendo verso la costa si arriva a Cannes, la città del Festival Internazionale del Cinema, delle star e degli yacht. Ma, in origine, era un modesto villaggio di pescatori e di monaci e il suo sviluppo avvenne solo nel XIX secolo, soprattutto grazie all’aristocrazia inglese ed europea, che vi costruì magnifiche dimore per trascorrervi l’inverno (Cannes da scoprire). Picasso la scoprì nel 1927 e vi soggiornò con regolarità finché, nel 1955, divenne il suo luogo di residenza principale: qui egli acquistò, infatti, La Californie, un elegante edificio del 1900, con una straordinaria vista sulla baia di Cannes.

Cannes

Cannes

Come tutte le celebrità, anche Picasso non fu immune dal fascino esercitato da Saint-Tropez, la nostra prossima meta che raggiungiamo con la strada costiera, un po’ più lunga rispetto all’autostrada, ma molto spettacolare, soprattutto in primavera. La città si conserva nella sua autenticità: un piccolo porto di pescatori dai molti aspetti e dalla tante meraviglie. Picasso frequentava regolarmente Saint-Tropez sin dal 1916. Nel 1951 egli vi fece ritorno per trascorrevi l’estate. Abitò in via des Bouchonniers, in un appartamento prestatogli dal suo amico Paul Eluard. Qui realizzò numerosi ritratti e nudi dalla sua compagna, la giovane Geneviève Laporte, fra cui il celebre disegno dell’Odalisca.

saint tropez panorama

saint tropez panorama

Verso la Provenza

Si passa nella regione che, secondo la leggenda Dio ha creato con tutte le cose belle che gli erano rimaste dalla creazione del mondo.

Ripresa l’autostrada, lasciamo la Costa Azzurra per immergerci nella campagna della Provenza e raggiungere Aix-en-Provence. Picasso vi soggiornò nel 1958, durante un’esposizione al Pavillon Vendôme di trenta sue opere. Nella città provenzale non si può restare immuni dal suo fascino eterogeneo: dallo stile classico dell’antica Aquae Sextiae a quello barocco, con fontane, terrazze animate lungo il corso Mirabeau, i mercati tradizionali e le boutique alla moda.

  • Cattedrale Aix
    Cattedrale Aix
  • Museo Granet Aix®JC Carbonne
    Museo Granet Aix®JC Carbonne

Da Aix-en-Provence, una tappa d’obbligo è al vicino villaggio di Vauvenargues, nascosto ai piedi della facciata nord della montagna Sainte-Victoire. Circondato da paesaggi incontaminati è dominato dal castello di proprietà della nipote dell’artista. Durante una cena, infatti, Picasso venne a sapere che il maniero era in vendita e vi si fece accompagnare. Fu un autentico colpo di fulmine e così, a 77 anni, si regalò “un Cézanne a grandezza naturale”: la montagna Sainte Victoire incorniciata nelle finestre del castello di Vauvenargues. Picasso lasciò il castello nell’aprile 1961. Egli vi riposa oggi accanto alla figlia Jacqueline, sotto la statua della Donna con il vaso.

  • Vauvenargues ┬® Ely
    Vauvenargues ┬® Ely
  • Vauvenargues2. ┬® Ely
    Vauvenargues2. ┬® Ely

Arles, perla di arte romana

La città famosa per la cucina, le corride nell’arena, le grandi testimonianze del passato e particolarmente cara a Picasso
Arles
Con l’autostrada raggiungiamo velocemente Arles: Picasso era un habitué della città, che gli ricordava la sua Spagna natia. Appassionato di corride, egli veniva ad assistervi il più spesso possibile. L’artista intrattenne legami molto stretti con la città, fino a farle dono di 57 disegni nel 1971. Queste opere sono ora esposte al Museo Réattu, come le due pitture, lasciate al museo da Jacqueline Picasso: il Ritratto di Maria (la madre dell’artista), risalente al 1923, e il Ritratto di Lee Miller, vestita da Arlesiana, dipinto nel 1937. Il Museo Réattu – costruito alla fine del XVI secolo dai Cavalieri dell’Ordine di Malta per installarvi il loro Gran Priorato – fa parte dei monumenti storici più importanti della città.
L’attuale museo delle Belle Arti ospita opere di pittori del XVIII e XIX secolo e dispone di una notevole collezione di fotografie, come quelle di Henri-Cartier Bresson o di Edward Weston. Fondata nel 46 a. C., Arles è senza dubbio la più romana delle città francesi e conta il maggior numero di monumenti romani dopo Roma. Ma essa ha anche un carattere ispanico con le Férias che, tutti gli anni, appassionano gli amanti della tauromachia. Sette monumenti cittadini sono classificati nel Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco dal 1981 . A pochi chilometri da Arles, in direzione del Parco regionale delle Alpilles, si trova il paese di Les Baux-de-Provence, costruito su uno sperone di roccia, culminante a 245 metri di altezza.

Arles place republique

Arles place republique

Avignone, la seconda Roma

Nella città dei Papi e dei Festival, termina il nostro viaggio alla ricerca delle tracce dal grande maestro.

Arrivando dalla stradina delle Beaumettes, si incontra poi un altro luogo “picassiano”: Ménerbes. In questo villaggio, infatti, in cambio di un disegno, nel 1944 Picasso divenne il proprietario di un bell’edificio, di cui fece dono di addio a Dora Maar. La fotografa e pittrice fu la sua musa dal 1935 al 1943 e rimase proprietari della casa fino alla morte, nel 1997. Nello stesso anno, un mecenate americano l’acquistò per trasformarla in luogo di residenza per artisti. Più interessante, però, è il paesino stesso. Sorge, infatti, in mezzo alle vigne su di uno sperone roccioso e ha la forma di un vascello: a prua la cittadella, a poppa la fortezza, fa parte dell’associazione “I più bei villaggi di Francia”, con le sue viuzze lastricate, le porte scolpite e le facciate medievali e rinascimentali.
Poco lontano, si trova Sorgues, il paesino scelto da Picasso alla fine del giugno 1912 per mettersi al “riparo del mondo”, ovvero lontano dall’effervescenza che lo circondò sin dal momento della creazione del cubismo insieme a Braque. Vi affittò la villa “Les Clochettes”, dove i due amici scoprirono l’arte dei papiers collés. L’ultima tappa del nostro itinerario è Avignone .
Nel 1914 Picasso scelse la città per trascorrere l’estate vicino ai suoi amici Braque e Derain. Comincia qui un periodo fecondo, durante il quale egli realizzò grandi tele e delle splendide nature morte. In seguito, Picasso ritornerà regolarmente ad Avignone senza più soggiornarvi.
Il Museo Angladon possiede numerose opere di Picasso, fra cui “Arlecchino” e “Finestra aperta sul mare”, visibili a piano terra, in una sala dedicata ai maestri degli anni 1920.
Nella splendida città dei Papi, ovvero dove il cubismo di Picasso è maturato, termina così il nostro viaggio nell’universo del grande maestro.

Da Vedere

Nature morte à la dame jeanne-Picasso (C) Photo CNAC-MNAM, Dist. RMN

Nature morte à la dame jeanne-Picasso (C) Photo CNAC-MNAM, Dist. RMN

Ad Antibes, oltre al museo Picasso, è bello visitare il quartiere del Safranier: alte abitazioni, strade lastricate e strette, profumi di spezie fanno di questo angolo di città l’emblema del quartiere provenzale. Consigliabile anche una gita a Cap d’Antibes, angolo di Mediterraneo dalla vegetazione lussureggiante in cui si immergono ville lussuose e grandiosi hotel. È sormontato dal faro della Garoupe. Juan-les-Pins, di fama internazionale, soprattutto grazie al suo celebre festival del jazz, è una cittadina balneare, paradiso dei bagnanti di giorno e dei nottambuli la notte. Poco fuori la città si trova Marineland, il più grande parco marino d’Europa con orche, delfini, otarie, squali, meduse .

Sulle colline di Cannes è da visitare il Suquet: la città vecchia di Cannes, con vista panoramica sul porto, la baia e le sue isole. Caratterizzato da strate pittoresche con case colorate che portano al sagrato di Notre-Dame d’Espérance.

Da non perdere anche una gita alle isole di Lérins: un quadro idilliaco di natura protetta. L’isola Sainte-Marguerite con il Fort royal, che fu la residenza della celebre Maschera di Ferro, e l’isola Saint-Honorat, dove si trova l’abbazia di Lérins e la sua comunità cistercense.

Star del litorale è però Saint Tropez, incastonata al centro di un golfo magnifico. Altrettanto famosa e celebrata in numerosi film è la strada sovracosta, la Corniche des Maures, ovvero un balcone eccezionale per viste mozzafiato sul mare. Al centro del massiccio des Maures, isolata da antichi castagneti, sorge la cattedrale della Verne: vale il viaggio, anche per la possibilità di belle gite in mountain bike e passeggiate nei dintorni.

A est di Aix-en-Provence, invece, si può vedere la Montagne Sainte-Victoire, luogo prediletto da Cézanne. Un periplo di 75 km circa permette di fare un giro in macchina e ammirare la bellezza del massiccio.
La città di Aix è ricca di vestigia classiche e musei. Il museo Granet, per esempio, conserva opere di maestri del calibro di Rembrandt, Rubens, Géricault, Ingres, Granet e Cézanne. Vero luogo di pellegrinaggio per gli ammiratori del grande pittore è l’atelier Cézanne. Qui l’artista, nativo di Aix, realizzò le sue ultime opere. Ma chi davvero ama le vestigia romane non può perdere una visita ad Arles. Da vedere soprattutto le arene in centro città e l’anfiteatro del I secolo, ma anche il teatro costruito nei primi anni del regno di Augusto, le terme di Costantino (IV secolo), i critoportici del Forum e gli Alyscapms. Un’eccezionale collezione di reperti antichi è altresì custodita nel museo di Arles Antique, che ripercorre le vicende della città, dalla preistoria al cristianesimo.

Provenza

Provenza

Gli amanti della natura, invece, non devono perdere una gita al Parco naturale regionale della Camargue, “isola” separata da due bracci del Rodano. Questa terra selvaggia fatta di stagni e paludi è unica nel suo genere. Spazio naturale protetto, ospita una flora e una fauna eccezionali. Nella catena montuosa delle Alpilles, una tappa d’obbligo è al villaggio di Saint-Rémy de Provence dove Van Gogh passò gli ultimi anni della sua vita. Vi si trova altresì un sito archeologico con i resti di una città del IV secolo a.C., con l’arco di trionfo e il mausoleo romano. Nei dintorni di Mènerbes, invece, sorge Le village des bories: abitazioni in pietra a secco costruite tra il XIV e il XIX secolo.

Ad Avignone è d’obbligo la visita al Palazzo dei Papi. Ma per ammirare al meglio la maestosità del Palazzo bisogna salire fino al Rocher des Doms, il giardino-belvedere che sovrasta Avignone e il Rodano: da lì si vede non solo il Palazzo con le quattro torri gigantesche ma anche il Ponte Saint Bénezet (il celebre Pont d’Avignon), le mura di cinta della città, il Petit Palais, la Cattedrale des Doms.

Come Arrivare

Da Ventimiglia, si prende l’autostrada francese A8 fino ad Antibes. Da qui, per raggiungere Vallauris si percorrono prima la D6107 e poi la D6007. Valluaris e Mougins, invece sono collegate dalla D6185. Da qui si scende a Cannes. Per raggiungere Saint-Tropez si può percorrere la litoranea, molto spettacolare, ma anche molto tortuosa. Oppure riprendere la A8 per un tratto, uscire in direzione Sainte-Maxime sulla dritta e scorrevole D25 e poi proseguire con la litoranea. Così non si perdono né tempo né panorami mozzafiato.
Per raggiungere Aix-en-Provence, consigliamo nuovamente la A8. Da Aix, si raggiunge Vauvenargues con la D10. Ritornare ad Aix e prendere l’autostrada A7 e poi A54 verso Arles. Da qui Baux-de-Provence si raggiunge con la D17 e poi la D78. Da qui seguire poi le indicazioni per Avignone.

Cosa Mangiare

La cucina provenzale è spesso chiamata “la cuisine du soleil”, ovvero la cucina del sole, proprio perché gli ingredienti basilari – olive, pomodori, aglio ed erbe aromatiche – hanno bisogno di molto sole per maturare. I loro sapori intensi si trovano in tutti i piatti famosi della regione, come la ratatouille, la daube, la soupe au pistou e molte altre ancora. Aix-en-Provence, poi, è famosa per i suoi “calissons”, deliziosi biscotti di mandorle a forma di losanga, realizzati per la prima volta nel 1473 e ancora fatti a mano in una dozzina di “confiserie” cittadine. La fougasse, specialità provenzale, è una focaccia con olive, salsiccia, formaggio e altre squisitezze. L’Origan du Comtat è un liquore ottenuto dalla distillazione di 60 piante colte sulle pendici del Mont Ventoux. Le Papalines d’Avignon sono invece specialità a base di cioccolato, zucchero e Origan du Comtat.

Sosta Camper

Ad Antibes: Le logis de la Brague (1221, route de Nice) o Le Pylone (avenue du Pylon, in località la Brague), oppure Le Rossignol (2074, av. Michard Pellissier). A Cannes, poco oltre la città, a Mandelieu la Napoule: L’Argentière (boulevard du Bon Puits) o Les Cigales (av de la Mer). A Saint-Tropez, vicino a Sainte-Maxime dispone di un’area comunale. C’è un’area comunale anche a Grimaud (rd 559, quartier St-Pons les Mures). Ad Aix-en-Provence: Chantecler (41, av. Val St André). Ad Arles sono presenti due aree comunali: una in quai du 8 Mai 1945 e l’altra in rue de la Bouvine. Oppure presso Camping City (67, route de Crau-Marseille). Ad Avignone: Bagatelle (chemin de la Barthelasse) e, sulla stessa strada, Le Pont d’Avignon (10, chemin de la Barthelasse).

One Response to Da Antibes ad Avignone : cercando Picasso

  1. Dario Miragoli Dario Miragoli scrive:

    Ci sono stato ultimamente molto bello il museo di Picasso ad antibes

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