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Montevecchia: nel verde a due passi da Milano

 

La “Perla della Brianza, la “Terrazza su Milano”… i nomignoli su Montevecchia si sprecano. Passeggiate e, a cielo terso, viste mozzafiato.

montevecchia

Per i milanesi è un classico. Nelle giornate di cielo perfettamente limpido correre fino a Montevecchia e godersi lo spettacolo volgendo lo sguardo verso la pianura: un ampio bosco indica Monza e il suo parco, la scarna skyline di grattaceli disegna il profilo del centro di Milano che, tutto sommato, da qui non sembra quella metropoli impossibile da attraversare nell’ora di punta, un infinità di centri urbani segnala la forte concentrazione urbana del milanese. In fondo, molto in fondo un profilo montuoso è lo spartiacque tra Emilia e Toscana, al di là di quello la Valle del Po che da qui sembra infinita perde ogni riferimento: altri climi, altri paesaggi. Detta così sembra di essere sul tetto del mondo, in realtà Montevecchia sorge su uno sperone roccioso la cui sommità sfiora appena i 500 metri slm. Ma la sua bellezza è tale che da sempre l’uomo ha voluto abitare questa parte della Brianza. E quando diciamo da sempre non è per usare un eufemismo: 62.000 anni fa, durante l’ultima grande glaciazione i ghiacciai arrivavano alle porte di Milano. Lo sperone roccioso di Montevecchia per il suo allineamento fu circondato ma consentì la sopravvivenza di un’ampia area verde a ridosso della montagna, una sorta di “valle incantata” che fu colonizzata da tribù della specie “Homo di Neanderthal” in fuga dal nord. Seguì 30.000 anni fa l’Homo Sapiens. Di questi passaggi sono stati ritrovati in alcuni scavi i segni degli accampamenti e via via fino ai giorni nostri.
Oggi Montevecchia è una meta per le belle ville signorili. Villa Archinti Ottolina Vittadini, spicca per l’elegante portale seicentesco. Su uno dei lati della piazza un’altra dimora aristocratica: Villa Panigarola Albertoni Agnesi, fatta edificare dal senatore Alessandro Panigarola nel 1649. Qui visse la matematica Maria Gaetana Agnesi, ricordata all’ingresso da una lapide commemorativa.

Montevecchia, scalinata per il Santuario

Montevecchia, scalinata per il Santuario

Tenendo la sinistra, una lunga scalinata, dopo un breve tratto selciato, porta al seicentesco Santuario della Beata Vergine del Carmelo, altra grande attrazione turistica, monumento simbolo di Montevecchia e popolare meta di pellegrinaggio. All’interno della chiesa, una copia della “Decollazione del Battista” attribuita a Giulio Campi. Di particolare pregio, sull’altare, la venerata statua lignea della Madonna con il Bambino. Nei pressi del portone del Santuario la terrazza, da dove godere dell’ottimo panorama. Tradizionalmente Montevecchia è meta di comitive di amici che nei ristoranti fanno merende a base di salumi, caprini e vinello locale o degustano saporiti risotti. I vini per lo più, non sono particolarmente pregiati ma si accompagnano bene ai salumi e ai caprini. Il Parco del Curone offre boschi e sentieri per piacevoli passeggiate a piedi o in Mountain bike. Una sola raccomandazione. Il parcheggio in paese segna il tutto esaurito nelle domeniche. Meglio i giorni feriali, il sabato o parcheggiare ai piedi della collina e fare una passeggiata sino alla sommità. È l’attrazione naturalistica di questa parte della Brianza. Ricopre una superficie di circa 2.350 ettari, e il suo territorio interessa, in tutto o in parte, dieci Comuni: Cernusco Lombardone, Lomagna, Missaglia, Montevecchia, Olgiate Molgora, Osnago, Perego, Rovagnate, Sirtori, Viganò. Il Parco non è una riserva integrale, ma un’area molto diversificata in cui sono presenti, oltre a zone di rilevante interesse ambientale, anche centri urbani, insediamenti produttivi, aree destinate all’agricoltura e all’allevamento accanto a monumenti architettonici di grande valore artistico e culturale. Un binocolo al seguito, sarà un opportunità per divertirsi a osservare i paesaggi e le montagne nei punti panoramici ma anche a individuare gli animali nei boschi. Una valida esperienza didattica, in questo senso per i più piccoli. Una passeggiata nel bosco potrebbe essere l’occasione per imbattersi nei numerosi animali che ci vivono. Ben otto specie di pipistrelli si animano al tramonto e poi volpi, donnole, scoiattoli , ricci e nei prati, la lepre. I boschi sono molto estesi, ci si imbatte in ampi castagneti che attirano i visitatori in ottobre per i loro frutti e poi rovere carpini e ciliegi selvatici.

Montevecchia, Parco Curone

Montevecchia, Parco Curone

SPECIALITA’ DA GUSTARE
Salumi, formaggi, vini rossi, risotto al rosmarino

montevecchia ph meteweekendDOVE MANGIARE
• Ristorante “Passone”, via del Pertevano 10, 
un tempo ristorante dei cacciatori ai quali offriva salumi e formaggini; oggi è un raffinato ristorante; offre sia piatti della tradizione (risotto con pasta di salame), che rivisitati con fantasia (come il coniglio al caffè con polenta).
• Ristorante “La Piazzetta”, largo Gaetano Agnesi 3. Nel cuore del borgo la cucina locale incontra quella altoatesina con deliziosi risultati.
Ristorante “Tenuta Valcurone”, Via Ostizza, Localita Cascina Casarigo, immerso nel verde, cucina tradizionale e vini di produzione propria.

SOSTA CAMPER
Parcheggio con fontanella possibile ma difficoltoso nei festivi a Montevecchia. Più semplice alla base della collina. Camper service a Merate, Via Papa Giovanni Paolo I, con rifornimento dell’acqua potabile, le colonnine per la corrente elettrica ed un camper service posto centralmente, più le colonnine di servizio dell’acqua potabile.

Aree Sosta in provincia di Lecco.

INFORMAZIONI
www.parcocurone.it

Montevecchia, vicolo

Montevecchia, vicolo

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