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Spumeggiante Franciacorta

Un lembo di terra stretto tra Brescia e il Lago di Iseo diventato celebre per i suoi vini spumanti.

in bicicletta tra i vigneti in Franciacorta

Percorrendo la Padana Superiore, la Strada Statale che da Bergamo porta a Brescia il susseguirsi di zone industriali, centri commerciali e un intenso traffico pesante sono il mimetismo migliore per un angolo di paradiso che sembra completamente scollegato all’industriosa Pianura Padana. Ma basta inoltrarsi da Cologne verso Adro per entrare in una dimensione completamente diversa, fatta di colline dolci, vigneti curati con qua e la chiazze di bosco nei pressi di ville e antichi castelli. Ogni tanto un campanile aguzzo sbuca dal profilo di un vigneto denunciando la presenza di una frazione o di uno dei 19 comuni che fanno parte di questo comprensorio.
La Franciacorta è forse uno degli esempi più dinamici, moderni e intelligenti di sviluppo del territorio e al tempo stesso di conservazione del paesaggio. Turisticamente non è molto conosciuta, per molti è solo l’etichetta di un buono spumante. Ma vale una visita approfondita. Tra l’altro può essere una piacevole variante a viaggi che hanno come meta altre località come il Garda il Lago di Iseo, le valli bresciane o bergamasche.

Franciacorta: una piccola Francia?

La Francia non centra nulla con il nome di questo territorio. Con il paese d’Oltralpe ha forse in comune solo la capacità di produrre spumanti che tengono testa tranquillamente ai migliori Champagne. Il nome risale infatti all’Alto Medioevo quando questo territorio era un contado “curtes francae”, una zona “franca” non soggetta a imposte. Questo perché era colonizzata da comunità di monaci benedettini e i religiosi di quest’ordine si occupavano di bonificare e rendere i terreni coltivabili e insegnare ai contadini le più “moderne” tecniche di coltivazione. Per ricompensa, nulla dovevano ai signori e ai vescovi. Ma la vocazione di queste colline alla coltivazione della vite non è certo stata introdotta dai frati: i reperti ritrovati ci portano fino alla preistoria e la tradizione fu continuata da Galli, i Romani, i Longobardi… Fino ai giorni nostri. Per la verità la fama di questa zona per la produzione di vini è stata discontinua e possiamo affermare che è da trenta quaranta anni che la viticultura della zona ha avuto un impulso importante e in particolare negli ultimi anni la crescita della qualità dei suoi vini spumanti che hanno ottenuto il marchio Docg. “Franciacorta” è oggi sinonimo di spumante apprezzato e rispettato in tutto il mondo. Dal luglio 2008 i nuovi disciplinari, hanno sostituito la denominazione “Terre di Franciacorta DOC” nel più antico “Curtefranca”.

vendemmia

vendemmia

La Strada del Franciacorta

Un itinerario di 80 chilometri per scoprire i luoghi, le cantine, le osterie di questa terra generosa è riassunto nella Strada del Franciacorta. L’Associazione Strada del Franciacorta è il principale punto di riferimento per i turisti per ottenere informazioni sui luoghi e le cantine. Molto attiva e ben organizzata dispensa consigli, materiale informativo e collabora all’organizzazione di eventi interessanti. Lungo il percorso incontreremo le cantine produttrici del rinomato Franciacorta, sempre visitabili, anche nel fine settimana, previa prenotazione, gli amanti del buon bere potranno dilettarsi nel miglior turismo enogastronomico. Durante le visite, infatti, produttori ed enologi accompagnano l’ospite nelle cantine tra degustazioni e assaggi di qualche prodotto tipico. Per approfondire il discorso con il gusto locale basterà sedersi nei ristoranti, trattorie, osterie e agriturismi associati dove i menù permettono di assaporare i migliori piatti della cucina locale, tra carni e pesci di lago abbinati a vini del territorio. Un paio di esempi? Il Manzo all’olio di Rovato e la Tinca al forno con polenta di Clusane d’Iseo.
Le visite alle cantine, le degustazioni, la visita ai due Musei agricoli e del vino, la gastronomia tipica, sono solo l’aspetto più gustoso della Strada del Franciacorta. Ma questo territorio ha visto lungo anche con l’intrattenimento turistico, specie di classe superiore: e allora ecco il campo da golf a 18 buche, i maneggi che consentono di fare passeggiate a cavallo tra i vigneti, ma anche soluzioni alla portata di tutti, come i percorsi ciclabili. E poi c’è la riserva naturale Torbiere del Sebino, che copre un’area di 360 ettari a sud del lago d’Iseo. Qui un tracciato di sentieri tra gli specchi d’acqua, percorribili a piedi vi proietta nel mondo della biodiversità, dove poter ammirare numerose specie di piante acquatiche e circa 30 specie di uccelli: un vero paradiso per i bird-watchers. E poi ancora i Centri Benessere situati per lo più all’interno di strutture alberghiere, ma aperti anche ai visitatori esterni, che offrono trattamenti di ogni genere, inclusi quelli a base di polifenoli estratti dalle uve di Franciacorta. Nel cuore della Franciacorta, inoltre, sorgono le Terme di Franciacorta, la cui acqua è particolarmente indicata per le cure delle patologie biliari, dell’apparato respiratorio, del fegato e dei reni.
A rendere interessante il territorio anche le antiche testimonianze che lo costellano, soprattutto religiose visto che, come si è detto, gli ordini monastici avevano qui un grande ruolo.
Il Monastero di San Pietro in Lamosa, edificio cluniacense dell’XI secolo nei pressi di Provaglio d’Iseo, situato in posizione panoramica sulla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino. È una bella chiesa romanica che ha conosciuto diversi ampliamenti nel corso dei mille anni dalla sua costruzione. Inizialmente il contiguo il monastero, poi accanto alla originale absidiola è stata aggiunta la navatella laterale romanica, e ancora Nuovi ampliamenti si eseguirono nel XIII secolo nella parte che risulta oggi incorniciata in cotto, mentre è del cinquecento l’elevazione dell’abside centrale e dell’ultima cappella. Oggi il complesso religioso è costituito dalla navata centrale, da quella laterale a nord con quattro cappelle e dal campanile.

affreschi monastero San Pietro in Lamosa a Provaglio d'Iseo

affreschi monastero San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo

Altro edificio che merita una visita è il Convento dell’Annunciata (inizi XVI secolo), sulle pendici orientali del Monte Orfano nel comune di Rovato, dove tra gli affreschi è conservata l’Annunciazione di Gerolamo Romanino, uno dei più grandi pittori della scuola Bresciana del ‘500.
Opere di Moretto, Romanino e una splendida Crocefissione di Floriano Ferramola sono invece conservate nell’Abbazia Olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano, fondata nel X secolo.
Castello Quistini a Rovato fu costruito intorno al 1500, durante la dominazione della Repubblica di Venezia. Il palazzo, progettato come villa di campagna ma dotato di difese, possiede mura sottili ma ben cinque torrioni agli angoli e nel corso della storia varie guarnigioni vi furono di stanza.
Palazzo Torri a Nigoline di Corte Franca costruito nel ‘600 come villa fortificata, alla fine dell’800 divenne un importante cenacolo culturale e ebbe ospiti illustri come Carducci, Fogazzaro, Lembach, Zanardelli e il Vescovo Bonomelli.
Il Maglio Averoldi di Ome, risalente al XV secolo, è una straordinaria testimonianza di archeologia industriale. È ancora possibile vedere girare la ruota idraulica e assistere alla forgiatura delle lame in acciaio damasco durante le dimostrazioni effettuate per i visitatori.
Il Museo di Santa Giulia a Brescia rappresenta un percorso attraverso la storia, l’arte e la spiritualità della città dall’età preistorica a quella moderna. È unico in Europa per la collocazione; è ospitato infatti in un antico monastero fondato da Desiderio, re longobardo, e da sua moglie Ansa, costruito sui resti di domus romane preesistenti. Il complesso museale comprende la basilica di San Salvatore, l’oratorio di Santa Maria in Solario, la chiesa quattrocentesca di Santa Giulia e i chiostri rinascimentali.

Il Festival di settembre

A settembre si svolge il Festival Franciacorta. Oltre 130 etichette di ben 77 cantine in degustazione accompagneranno i visitatori in un percorso alla scoperta della migliore produzione del Franciacorta e del territorio che si snoderà tra cantine, camminata, eventi e seminari di approfondimento.
Una manifestazione che celebra l’eccellenza e l’eccezionalità dei Franciacorta.

porto di Iseo

porto di Iseo

I vini

Per degustarli si può scegliere una visita guidata in cantina con degustazione, oppure uno dei wine bar/vinerie del territorio. Per acquistarli ci si può rivolgere alle cantine oppure alle enoteche associate alla Strada del Franciacorta.
A identificare questo vino è unicamente il nome della regione geografica, limitata e definita nei suoi confini, dove crescono le sue vigne e hanno sede i suoi produttori. Le etichette recano solo la dizione Franciacorta: un unico termine definisce il territorio, il metodo di produzione e il vino. Il Franciacorta è stato il primo vino ottenuto col metodo della rifermentazione in bottiglia ad aver ottenuto in Italia, nel 1995, la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, massimo riconoscimento di qualità e tipicità di un vino.Il Franciacorta è prodotto con uve Chardonnay e/o Pinot nero. È consentito anche l’uso del Pinot bianco fino ad un massimo del 50% dell’uvaggio.
Per produrre il Franciacorta non millesimato sono necessari tempi molto lunghi: a 7 mesi circa dalla vendemmia il vino base viene aggiunto dei lieviti e imbottigliato. Dovranno passare minimo 18 mesi di lenta rifermentazione in bottiglia a contatto con i lieviti prima di poter essere sottoposto alla sboccatura, mentre per i Satén e i Rosé non millesimati i tempi si allungano fino a 24 mesi. Per i Franciacorta millesimati il periodo di affinamento sui lieviti minimo, come da Disciplinare, sale almeno a 30 mesi. Ci vorrà ancora più pazienza per chi vuole degustare un Franciacorta Riserva, che può essere immesso al consumo solo dopo 60 mesi di riposo a contatto coi lieviti per un tempo totale di 67 mesi dalla vendemmia. Sono ammesse le tipologie: Non dosato (Pas Dosé, Dosage Zèro, Nature), Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec, DemiSec.

Le differenti tipologie di produzione

bottiglieFranciacorta
Uvaggio: Uve Chardonnay e/o Pinot nero. È consentito anche l’utilizzo del Pinot bianco fino ad un massimo del 50%.
Caratteristiche: rifermentazione in bottiglia con un minimo di 18 mesi di affinamento sui lieviti; elaborazione e maturazione durano almeno 25 mesi dalla vendemmia. Pressione in bottiglia tra le 5 e le 6 atmosfere.
Note degustative: Giallo paglierino con riflessi verdolini o dorati, perlage fine e persistente, bouquet con caratteristiche note della fermentazione in bottiglia, sentori di crosta di pane e di lievito arricchiti da delicate note di agrume e di frutta secca (mandorla, nocciola, fichi secchi), sapido, fresco, fine e armonico

Franciacorta Satèn
Uvaggio: uve Chardonnay (prevalenti) e Pinot bianco fino ad un massimo del 50%. (blanc de blanc).
Unicità: rispetto agli altri Franciacorta è caratterizzato da una minore pressione in bottiglia, inferiore a 5 atm, che ne determina la peculiare morbidezza gustativa. È consentita l’immissione al consumo esclusivamente nella tipologia brut.
Note degustative: perlage finissimo e persistente quasi cremoso, colore giallo paglierino, anche intenso con colori verdolini, sfumato ma deciso profumo di frutta matura, accompagnato da delicate note di fiori bianchi e di frutta secca anche tostata (mandorla e nocciola); al gusto: una piacevole sapidità e freschezza si armonizzano con un’innata morbidezza che ricorda le sensazioni delicate della seta. Il Satèn è una delle massime espressioni dell’armonia, del piacere e del gusto del Franciacorta: una magia in bottiglia.

Franciacorta Rosé
Uvaggio: Uve Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero (minimo 25%). Il nuovo Disciplinare, per meglio caratterizzare la tipologia ma anche per codificare una situazione di fatto già in essere. impone una percentuale minima di Pinot nero superiore rispetto a quello del 1995. Di fatto è frequente che i Franciacorta Rosé abbiano una quota di Pinot nero anche di molto superiore al 25%.
Metodo: le uve bianche e rosse sono vinificate separatamente. Il Franciacorta Rosé può essere prodotto esclusivamente con vino base Pinot nero vinificato in rosato oppure nascere dal suo assemblaggio con vini base Chardonnay e/o Pinot bianco. Può essere dosato in tutte le tipologie di gusto.
Colorazione: le uve Pinot nero vengono fatte fermentare a contatto con la buccia per il tempo necessario a conferire al vino la tonalità rosata desiderata.
Note degustative: la presenza del Pinot nero conferisce a questo Franciacorta un corpo e un vigore particolari.

Franciacorta millesimato
Produzione: è ottenuto da vini base di un’unica annata per almeno l’85%; perché un Franciacorta millesimato arrivi sullo scaffale ci vogliono almeno 37 mesi dalla vendemmia, 30 dei quali trascorsi in bottiglia a contatto dei lieviti per dare intensi profumi e aromi delicati e fini. Frequentemente i Franciacorta millesimati rimangono a contatto con i lieviti per un periodo molto superiore al limite minimo stabilito dal disciplinare di produzione. Da qui nasce il Franciacorta Riserva!
Unicità: sull’etichetta riporta l’indicazione dell’annata della vendemmia (il millesimo appunto).
Note degustative: i Franciacorta millesimati hanno una personalità sensoriale e gustativa che rispecchia in maniera evidente le caratteristiche climatiche dell’annata e le espressioni qualitative delle uve di quella specifica vendemmia. Questo vino è ottenuto infatti da uve raccolte in condizioni climatiche e vendemmiali molto particolari, che hanno portato i grappoli ad una maturazione omogenea e giudicata ottimale.

Franciacorta Riserva
Si tratta di un millesimato, che può essere anche un Satèn o un Rosé, che ha riposato sui lieviti almeno 60 mesi, quindi viene immesso al consumo dopo ben 67 mesi (cinque anni e mezzo) dalla vendemmia. Poiché tanti Franciacorta millesimati vengono lasciati a contatto coi lieviti molto tempo in più rispetto ai canonici 30 mesi, si è inteso valorizzarli al massimo identificandoli in una tipologia specifica. Il Franciacorta Riserva rappresenta la massima espressione qualitativa del territorio e delle capacità interpretative, oltre che tecniche, dei produttori franciacortini.

I vini fermi: Curtefranca Doc e Igt Sebino

Curtefranca Doc Bianco
È previsto l’uso di Chardonnay e Pinot nero più una quota di Pinot bianco che può essere al massimo in misura del 50%, ma di fatto è prodotto in prevalenza con uve Chardonnay.

Curtefranca Doc Rosso
È segnato marcatamente dalla presenza del Cabernet Franc e del Carmenere, vitigno a bacca rossa storicamente presente in Franciacorta e riscoperto di recente. Presenti nell’uvaggio anche il Merlot e il Cabernet sauvignon.

Igt Sebino
In Franciacorta alcuni vini rossi e bianchi di qualità hanno la qualifica di Indicazione Geografica Tipica (Igt) Sebino. I vini con l’indicazione Sebino possono essere prodotti in quattro tipologie differenti: bianco, rosso, novello e passito utilizzando tutti i vitigni bianchi e rossi ammessi nella Provincia di Brescia.

Da vedere
Rodengo Saiano:
Abbazia Olivetana Via Brescia 83 Rodengo Saiano

Abbazia Olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano

Abbazia Olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano

Adro
Santuraio Madonna della neve e Museo del Baco da Seta Frati Carmelitani Scalzi – Ingresso gratuito – www.madonnadellaneve.it

Bornato (Comune di Cazzago S. Martino) Il Castello, in posizione strategica e panoramica. Il nucleo centrale è costituito da una roccaforte romana, Nel ‘500 fu costruito, all’interno del castello medievale, un palazzo rinascimentale. Alcuni locali interni conservano affreschi del ‘700. Il castello è in parte visitabile.via Castello, 24 – Fraz. Bornato

Capriolo:
Museo Agricolo e del Vino “Ricci Curbastro” Villa Evelina. Via Adro, 3

Cellatica:
Santuario della Madonna della Stella Via Stella, 27 – Loc. Selva

Cortefranca – Franciacorta:
Palazzo Torri (Fraz. Nigoline) Palazzo Torri

Erbusco – Franciacorta:
Chiesa di Santa Maria Assunta
Pieve romanica di Santa Maria Maggiore Via Castello

vigneto ad Erbusco

Gussago – Chiesa di Santa Maria di Piè del Dosso (Pulpito di Majorans) Importante già nel periodo longobardo, come testimonia il pulpito longobardo detto “di Mavioranus”, prezioso pannello a bassorilievo datato VIII secolo. Via S. Maria Vecchia (Fraz. Piè del Dosso).

Iseo – Lago d’Iseo:
Museo della guerra C/o Castello Oldofredi – Rampa Cappuccini. Ingresso gratuito

Chiesa di San Silvestro o Dei Disciplini (XIII sec.) All’interno una Danza Macabra in otto riquadri, in bruno e ocra (fine XV sec.)

Marone – Lago d’Iseo:
L’unico frantoio del Lago d’Iseo che lavora le olive con metodo tradizionale.

Nigoline di Corte Franca:
Palazzo Torri, dimora storica seicentesca che alla fine dell’Ottocento fu teatro di un importante cenacolo culturale animato da Paolina Calegari Torri e dal marito Alessandro. Possibilità di pranzare presso la dimora.

Ome:
Maglio Averoldi, Via Maglio, 51.Un’antica fucina già in funzione nel ‘400, ora museo vivente
Informazioni: Maglio Alveroldi

Santuario Madonna dell’Avello (XV sec.) – Cerezzata di Ome

Passirano:
Castello Fassati, la fortificazione meglio conservata del territorio franciacortino. Tipico castello medievale con i muri perimetrali in ciottoli e la merlatura ghibellina, completamente immerso nella campagna, fondato con ogni probabilità nel X sec. per difendersi dalle invasioni ungariche; è armato da due torri d’angolo a pianta semicircolare, mentre è rimasta solo una parte della torre detta “della Specola”, che nel ‘700 conteneva appunto una specola astronomica.

Pisogne
Chiesa di Santa Maria della Neve. Contiene Affreschi del Romanino

Provaglio d’Iseo
Monastero di San Pietro in Lamosa, Via Sebina. Informazioni San Pietro in Lamosa

Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino: una zona umida intermorenica unica nel Nord Italia. È possibile visitare le peculiarità naturali ddi questo ecosistema, ripercorrendo anche le vicende che l’hanno caratterizzata nel corso della storia.

Cosa mangiare
tra i formaggi si possono assaporare il pressato, la robiola bresciana, il salva e il silter; tra gli altri prodotti il miele e i missoltini, pesciolini di lago. Olio extravergine d’oliva del Sebino. Nei ristoranti, trattorie, osterie e agriturismi associati si possono assaporare i piatti locali, che hanno come capisaldi le carni dell’entroterra e il pesce del lago, abbinati ai vini del territorio. Le ricette più rinomate sono il Manzo all’olio di Rovato e la Tinca al forno con polenta di Clusane d’Iseo.

villa Fenaroli a Rodengo Saiano 2

villa Fenaroli a Rodengo Saiano 2

Come arrivare
Statale 510 Brescia-Iseo
Statale 11 Brescia-Palazzolo sull’Oglio
Autostrada A4 MI-VE: uscite Palazzolo, Rovato, Ospitaletto

Per informazioni:
Strada del vino Franciacorta
Via G. Verdi, 53
Franciacorta

Dove sostare
Camping del Sole Village – Via Per Rovato 26, I-25049 Iseo (BS)

Area attrezzata presso Agriturismo Cascina Maggia, via della Maggia 3, poco lontano dal casello autostradale di Brescia Centro, 14 piazzole a pagamento con pozzetto di scarico, luce e acqua.

Camping Sassabanek Lungo la strada da Sarnico a Iseo, camper-stop dalle 18 alle 10 del mattino dopo 1 km dal paese, a pagamento uso dei servizi, custodia 24 ore, pista ciclabile collegata al centro di Iseo.

Campeggio Quai – Via Antonioli 73 – Iseo (BS) – Tel: 030-9821610 Fax: 030-9821769 -E-mail: info@campingquai.it.

La Tesa, azienda agricola con piazzole camping.

Camping Puntadoro sulle sponde del lago d’Iseo.

Al Rocol con spazio adibito ad agricampeggio. Via Provinciale 79 – 25050 Ome (BS)
Tel/Fax 030.6852542 – info@alrocol.com
Rodengo Saiano Piazza Martiri Di Cefalonia: sosta camper autorizzata insieme alle autovetture.
NON ACCESSIBILE IL MERCOLEDÌ MATTINA PER IL MERCATO. Superficie piazzole: asfalto con 10 piazzole o stalli.

Rodengo Saiano Via Camonica. Area sosta: 3 piazzole o stalli su asfalto.

Rodengo Saiano Isola Ecologica
Solo Camper Service: Servizio carico e scarico acque nell’Isola ecologica comunale, nella zona industriale dietro l’outlet village Franciacorta.

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