Dolceacqua il ponte

Tra i borghi del ponente ligure alla ricerca dell’oliva...

Vigevano piazza ducale e torre

Rinascimento e antichi sapori tra le acque della Lomellina

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Comacchio: la piccola Venezia del Delta

Comacchio, detta “la città sull’acqua”, è meta privilegiata per quanti amano coniugare un viaggio nella cultura e nella natura. Le sue splendide architetture, la sua storia e i suoi ponti che si riflettono nei canali, infatti, sorgono nel mezzo della natura incontaminata del Parco del Delta del Po, paradiso del birdwatching e delle escursioni in bicicletta o in motonave. Un ambiente unico, da molti definito la Camargue italiana. La cittadina è anche la capitale della pesca all’anguilla, qui cucinata in ben 48 modi diversi.

Comacchio

Comacchio

Sorta in mezzo al blu delle sue lagune, intersecata dai ponti rosso mattone che uniscono le sue isole, Comacchio è il centro storico più originale e affascinante del Delta del Po. Chiese antiche e luoghi di mercato, palazzi eleganti e modeste case di pescatori si allineano lungo le strade oppure si specchiano nell’acqua dei canali.
Una storia antichissima la cui memoria si stempera nell’atmosfera senza tempo di un luogo legato indissolubilmente all’ambiente unico che lo circonda. Comacchio in mezzo alle sue Valli un tempo sembrava una nave, come Venezia dall’alto sembra un pesce. La bonifica ha modificato il territorio, ma la città conserva la sua forma allungata e molta parte del suo fascino. L’acqua ha creato e modellato le sue terre e ha condizionato in maniera determinante la sua vita. La città sorge fin dalla sua origine su una serie di dossi creati dall’azione congiunta del Po e del mare.

Vie di acqua, vie di terra

La “città sull’acqua” di origini alto medievali, propone angoli e scorci di grande interesse. Non ha un vero e proprio centro, ma piuttosto una successione dinamica di elementi salienti che si snodano a grandi linee lungo due direttrici principali perpendicolari. Una via di terra e una d’acqua, che in qualche misura si riavvolge su sé stessa e si collega alle valli in una direzione e al mare in un’altra. All’incrocio delle due direttrici, lungo la via di terra, si snodano il centro religioso, con la piazza della Cattedrale, il centro commerciale, con la piazzetta e l’antica loggia del grano, il centro civile, con la torre civica e la piazza del Comune. Ai due estremi della via di terra due antichi centri religiosi: verso ovest Santa Maria in Aula Regia con il convento dei frati Cappuccini, e verso est quello che resta dell’antico monastero di Sant’Agostino. Lungo i due assi si dipana il tessuto urbano, fatto di case in linea e anche di parecchi androni, attraverso i quali si raggiungono le vecchie aree urbane di servizio che davano sui canali secondari e dove si tenevano le rimesse delle barche, un tempo principale mezzo di locomozione.
Comacchio i canali

In cammino sui ponti

Veri gioielli architettonici, sono la principale via di collegamento della città d’acqua. Autentico emblema di Comacchio, voluto dal Cardinale legato Giovan Battista Pallotta, è il ponte dei Trepponti. Il manufatto di laterizio, innalzato intorno al 1638 dal cappuccino Giovanni Pietro da Lugano su disegno dell’architetto Luca Danese di Ravenna, costituisce il punto di unione tra il canale navigabile “Pallotta”, proveniente dal mare, e il centro della città, in quanto sotto la sua unica volta si distribuiscono le vie d’acqua interne, per mezzo di una fitta rete di canali. Comprende cinque ampie scale (tre anteriori e due posteriori) ad arco a tutto sesto, che consentono di raggiungere la sommità, in pietra d’Istria. Dal monumentale Ponte Trepponti si arriva al ponte degli Sbirri. Eretto nel 1631-1635, è costituito da tre arcate in mattoni e pietra d’Istria. Il “ponte delle Carceri o degli Sbirri” prende il nome dalle prospicienti carceri mandamentali, che un tempo ospitavano i detenuti di Comacchio, per la maggior parte pescatori di frodo o “fiocinini”. Sul Ponte degli Sbirri si innesta un quadrivio di canali che costituisce lo snodo d’acqua principiale della città, da cui era possibile navigare in direzione del mare a est, verso il centro a nord, verso le Valli a sud, attraverso la Porta San Pietro, verso la zona destinata ai mercati a ovest. Da qui si stende verso sud il bellissimo quartiere di San Pietro, rimasto integro nel tempo. Sul quadrivio si affaccia la maggiore concentrazione di meraviglie architettoniche. Costeggiando il canale di via Agatopisto si incontra il ponte di San Pietro. Passando sull’altra riva e attraversando un piccolo ponte in cotto (ponte Pizzetti) – girando subito a sinistra – si segue poi il corso del canale di via Buonafede.

Ponte dei Trepponti

Ponte dei Trepponti

In bicicletta tra arte e natura

Un itinerario ciclistico dall’abbazia di Pomposa fino Mesola, meta di numerosi birdwatcher.
Le Valli di Comacchio, dopo le grandi bonifiche operate tra la fine dell’800 e l’inizio del secolo scorso, fino alle più recenti realizzate intorno al 1960, conservano specchi d’acqua con un’estensione complessiva di oltre 13mila ettari. Sono il regno di gabbiani e sterne e di molte altre rarissime specie che hanno eletto il comprensorio lagunare quale habitat ideale per riprodursi (spatola, fenicottero, avocetta, cavaliere d’Italia, pernice di mare), svernare o trovare accoglienza durante il passo migratorio.
Agli amanti delle escursioni sulle due ruote, suggeriamo di non perdere una visita alla vicina Abbazia di Pomposa, ideale punto di partenza per una gita tra arte e natura. L’Abbazia (dista circa 12 km da Comacchio) è un capolavoro dell’arte romanica e bizantina. Il nucleo monastico benedettino si formò qui introno al VII secolo e raggiunse il massimo splendore nell’XI e nel XII secolo, quando divenne uno dei centri culturali e spirituali d’Italia. Dell’Abbazia è possibile ammirare la chiesa, con i preziosi affreschi trecenteschi di scuola giottesca e pavimenti a mosaico, l’Aula Capitolare, il Museo Pompo e il Refrettorio. Poi, letteralmente immersi nelle terre bonificate, si pedala su stradine semideserte fino ad arrivare al Gran Bosco della Mesola, foresta di 1.061 ettari, acquistata nel 1490 da Ercole I d’Este e trasformata in grandiosa tenuta di caccia. Oggi è una riserva naturale di grande suggestione, protetta e popolata da cervi e daini. All’uscita del Bosco, si trova la Torre dell’abate, antica chiavica legata alla Grande Bonifica intrapresa dal duca Alfonso II d’Este nel XVI secolo. Per i più allenati è consigliata una deviazione fino al Castello della Mesola, costruito nelle forme attuali da Alfonso II alla fine del ‘500. Il grande edificio sorgeva al limite della tenuta di caccia del “Gran Bosco”.
A Gorino Ferrarese, invece, sopravvive uno degli ultimi ponti di barche sul fiume, che lo collega alla sponda veneta. Il fenomeno di avanzamento della costa è testimoniato dalla posizione avanzata del nuovo faro, che ha soppiantato più ad est la Lanterna Vecchia, oggi trasformata in osservatorio del birdwtching e ultima meta del nostro itinerario.
Comacchio birdwatching
Ma se non siete stanchi di natura consigliamo anche una puntatina alla Valle Bertuzzi, a cui si arriva percorrendo la Strada Provinciale Acciaioli (Lido Volano – Portogaribaldi). È una delle aree umide più suggestive del Parco del Delta del Po. Ha una superficie totale di circa 2mila ettari, composta da tre bacini, le valli Bertuzzi, Cantone e Nuova, che sono a tratti separate da cordoni dunosi emersi dall’acqua. La vegetazione è principalmente caratterizzata da canneto e da piante alofile. Al centro, tra Valle Nuova e Valle Bertuzzi, cresce un boschetto di lecci, abitato dai cormorani e dalle garzette che vi nidificano. L’avifauna è molto ricca: aironi bianchi e cinerini sgarze ciuffetto e nitticore, cavalieri d’Italia, sterne e i gabbiani. Data l’elevata salinità dell’acqua, specie nei periodi estivi, Valle Bertuzzi è divenuta zona di sosta dei fenicotteri rosa, che sono in forte aumento, tanto da lasciar credere una imminente loro nidificazione. Qui dal mese di aprile a fine ottobre è possibile fare escursioni in barca (per info infotur@provincia.fe.it).

L’Anguilla, la regina delle Valli

Data la conformazione unica della zona, le attività umane hanno lasciato importanti segni connessi alla pesca e alla vita di una civiltà legata all’elemento liquido. Disseminati lungo tutto il delta, infatti, rimangono a testimonianza gli innumerevoli “casoni”, dedicati alla pesca dell’anguilla. Per il Basso Ferrarese, e per Comacchio in particolare, infatti, l’anguilla non è solo un prelibato primo attore in cucina, ma è soprattutto un importante fattore economico e sociale, perché è proprio in questo paesaggio di ampi specchi vallivi, oggi ridotti dagli imponenti interventi di bonifica, che l’anguilla trova da secoli il suo rifugio. In questo ambiente umido, un tempo ostile alle genti che vi abitavano, l’anguilla è divenuta la principale fonte di sostentamento, capace di creare sviluppo economico e ricchezza. A lungo contesa da vallanti e fiocinini, difesa dai profondi cambiamenti ambientali, l’anguilla continua a essere pescata seguendo tecniche antiche che sfruttano le maree autunnali e il naturale richiamo ch’esse esercitano sulle anguille mature.
Puntando verso il mare, a centinaia esse finiscono chiuse nei “lavorieri”, sistemi di cattura un tempo di canne e oggi perfezionati con nuovi materiali, da cui sono prelevate poi per essere selezionate e conservate dapprima vive in vasche o in grossi cesti immersi (le bòlaghe), quindi tagliate, arrostite e immerse in salamoia di aceto e sale per essere confezionate e commercializzate. Da una lavorazione artigianale con lunghi spiedi di anguille messi ad arrostire di fronte a enormi camini, si è passati oggi ad un livello industriale con tecniche più consone alle esigenze dell’ampio mercato a cui il pesce viene destinato. L’anguilla resta comunque una specialità tipica comacchiese (la Sagra dell’Anguilla si svolge a inizio ottobre, info Sagra dell’Anguilla), da gustare in innumerevoli modi: tra i 48 differenti piatti di anguilla, codificati nella regione, niente eguaglia l’odore intenso che sprigiona arrostita alla griglia. Il suo sapore delicato accompagnato dall’aspretto vino doc del Bosco Eliceo, anch’esso tipico dei terreni sabbiosi deltizi, fanno dell’anguilla un vero rito gastronomico a cui riesce difficile resistere.
anguilla Comacchio

DA VEDERE
Comacchio è ricca di pregevoli architetture. Un ideale itinerario di visita alla città può partire dal Santuario di S.Maria in Aula Regia, per proseguire con la Manifattura dei Marinati (centro visita del Parco). Da qui, percorrendo il porticato dei Cappuccini si arriva al centro della città: ecco la Cattedrale di San Cassiano e l’imponente torre campanaria. Proseguendo verso porta U. Bassi e portandosi – a sinistra– in via Cavour, si accede al Sacrario dei Caduti; costeggiando il canale – in fondo a destra – si arriva al rione Carmine, dove si può ammirare l’omonima chiesa dedicata alla Madonna. Salendo sul ponte antistante è chiaramente visibile uno scorcio della chiesa del Rosario – in via Sambertolo. Percorrendo piazza Folegatti prima, e via E. Fogli poi, si raggiunge la piccola chiesa di San Pietro, annessa all’ex Ospedale settecentesco San Camillo, ora Museo delle Culture Umane nel Delta del Po. La città sull’acqua si può visitare anche in barca. Diversi i punti di partenza offerti per il trasporto sulle caratteristiche “batane”, i cui attracchi sono posti all’ombra del ponte Trepponti. Di qui partono suggestivi itinerari che danno la possibilità di poter ammirare Palazzo Bellini e il contiguo Museo del Carico della Nave Romana.
Non meno interessanti sono i dintorni di Comacchio. Percorrendo in auto l’estesa viabilità interna, lungo strade panoramiche, si può già avere un’idea del territorio del Parco, ma per entrare veramente in contatto con le sue ricchezze naturali e storiche è consigliabile visitarlo a piedi, in bicicletta (molto diffusi, soprattutto durante il periodo estivo, sono i noleggi di biciclette e numerosi i percorsi ciclabili), oppure in barca con un’escursione in motonave. Il territorio del Parco del Delta del Po è punteggiato da torrette di avvistamento e capanni per gli amanti del birdwatching. Passeggiate a cavallo partono da diverse aziende e dalle principali località balneari. Le motonavi per la navigazione del delta si trovano nei porti di Gorino, Goro e Portogaribaldi: imbarcandosi per mezza giornata si possono ammirare la Sacca di Goro, la Valle di Gorino, l’isola del Mezzanino e altre zone alla foce del Po, mentre nelle valli di Comacchio è attivo un itinerario storico–naturalistico che permette di addentrarsi nello straordinario mondo della “civiltà della palude”.

COME ARRIVARE
Da Milano: A1 fino a Bologna, poi A13 (direzione Padova) fino a Ferrara Sud. Proseguire sulla superstrada Ferrara-Porto Garibaldi fino a Comacchio oppure proseguire fino all’uscita sulla S.S. 309 Romea che collega i 7 Lidi di Comacchio.
Da Padova: A13 (direzione Bologna) fino a Ferrara Sud. Poi Superstrada Ferrara-Porto Garibaldi fino a Comacchio oppure proseguire fino all’uscita sulla S.S. 309 Romea che collega i 7 Lidi di Comacchio. Da Roma: E 45 fino a Ravenna, poi S.S. 309 Romea (direzione Venezia) fino ai Lidi di Comacchio.

Comacchio canali

Comacchio canali

SOSTA CAMPER
Nel Parco Regionale Delta del Po:
Area attrezzata Le Saline, SS 27,288. Info 0533.330885 – 349.8328963. A pagamento. Acqua, pozzetto, elettricità, servizi con docce, barbecue, noleggio bici.

Area attrezzata Cavallari – Villaggio San Carlo, 9 – Zona ex zuccherificio – Info gestore 338.5408905 / 333.9435044. A pagamento. Acqua, pozzetto, bagni con acqua calda, illuminazione, circa 80 posti camper, spazio tende, si cani, annuale.

Area attrezzata presso Locanda “Il Varano”, via Valle Oppio 6, Marozzo di Lagosanto, www.locandailvarano.it.

Comacchio pesca

COSA MANGIARE
La gastronomia di Comacchio si ispira alla ricca fauna ittica delle sue valli occupate da numerose specie di pesce bianco. Regina indiscussa della tavola tradizionale è sicuramente l’anguilla che combina foggia e gusto adattandosi amabilmente ai diversi metodi di preparazione: in graticola, a brodetto, a becco d’asino o con le verze, salata, marinata, tagliata a braciolette… Dal centro storico di Comacchio fino a Porto Garibaldi e lungo tutti i sette lidi, è un pullulare di ristoranti e trattorie dove abili cuochi praticano la loro arte creando meravigliose sinfonie di sapori.
Nei gustosissimi antipasti abbondano cozze, capesante, astici, canocchie, peveracci, vongole veraci, acquadelle, anguilla marinata, gamberetti… Qui trionfano risotti di mare e alla pescatora, d’anguilla e di pesce, spaghetti al granchio, alle canocchie e le immancabili zuppe di pesce. I secondi privilegiano grigliate di pesce e anguilla squartata spruzzata di limone, anche se gli esperti suggeriscono di gustarla al naturale o accompagnata dalla polenta. Poi ancora sogliole, soasi, passere, cefali, rombi, orate, branzini con seppie ripiene e spiedini di gamberi. Per esaltare i sapori della cucina comacchiese non c’è nulla di meglio dell’ottimo e corposo vino rosso del Bosco Eliceo Doc Uva d’oro, l’unico nettare che si sposa idealmente col pesce.

Comacchio lidi

Comacchio lidi

Delta senza barriere: turismo etico

La domanda di turismo accessibile, ovvero senza barriere per chi ha problemi di deambulazione, è in crescita. Un’opportunità che la costa romagnola ha saputo cogliere.

C’è il turismo responsabile, quello sostenibile, poi l’etico e l’accessibile, voci diverse ma unite da un’unica parola: il rispetto. Nel nome di questo rispetto, soprattutto per chi ha problemi di deambulazione, dai disabili alle persone anziane alle famiglie con figli piccoli da trasportare in passeggino, il network “Village for All ” è una organizzazione che è un marchio di garanzia nel settore, patrocinato da Fiata Federcamping, Federazione italiana Superamento Handicap e dell’Associazione Si Può, portale multilingue dedicato alle informazioni sul turismo accessibile nei campeggi e villaggi.

Holiday Village Florenz di Lido degli Scacchi

La struttura ha investito con grande sensibilità e spirito imprenditoriale nelle vacanze per tutti.
Il villaggio è tra le destinazioni più gradite dei turisti diversamente abili, che ne apprezzano l’efficienza dei servizi.
In mezzo alle dune di sabbia, nascoste tra i pini, mescolate a lussuosi bungalow, le 17 case mobili, tecnologicamente equipaggiate per i navigatori della rete, diverse l’una dall’altra per meglio rispondere alle differenti esigenze economiche, rappresentano una delle eccellenze del villaggio, vero e proprio tempio della vita all’aria aperta. Tutto è predisposto per gli ospiti diversamente abili: sentieri resti piani, siaggia attrezzata di rotolò, passerelle speciali per facilitare l’accesso ai bagnanti con problemi deambulatori e disponibilità di carrozzine che permettono di immergersi nell’acqua. Holiday Village Florenz sorge su un’area di 80mila mq. con bellissime dune naturali ed è dotato di un’ampia spiaggia privata, a 500 mt dal centro di Lido degli Scacchi, in provincia di Ferrara.
Per informazioni potete visitare il sito Holiday Village Florenz

Testo Teresa Capodimonte

4 Responses to Comacchio: la piccola Venezia del Delta

  1. paola scrive:

    Bellissimo l'articolo, ottime le informazioni. Vedo che tra i dove sostare non è menzionata un'area sosta fantastica che è proprio a S.Giuseppe di Comacchio! Nuova io l'ho conosciuta lo scorso anno ed è davvero strepitosa! Si chiama "Ariaperta". Direi che anche se non l'avete citata merita di essere considerata!
    Mi piacerebbe pensare che è solo una svista e che in qualche modo cercherete di "scusarvi" magari facendo un articoletto tutto per loro….

  2. Sandra Travagli scrive:

    Ho molto apprezzato l'articolo su Comacchio e il territorio del Parco del Delta. Mi dispiace dover sottolineare la mancanza di precisione nella segnalazione delle aree di sosta . Invito la redazione a contattare l'ufficio turistico del Comune di Comacchio per sapere quali sono le strutture presenti sul territorio comunale . Il lettore ha diritto a informazioni precise e corrette

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