Lago di Resia: la leggenda del campanile

Le acque del lago di Resia, in Alta Val Venosta, nascondono una storia affascinante e tragica, e una leggenda legata al suo campanile che emerge dalle acque del lago.

La leggenda

Si dice che di notte si sentano ancora le campane risuonare nel vecchio campanile che spunta dal lago. Eppure le campane furono rimosse appena prima che le acque del nuovo lago artificiale iniziassero a coprire le macerie di quello che era il paese di Curon, in alta Val Venosta, e che da allora giacciono sommerse. Ma forse le voci di coloro che abitavano quelle case, quei masi che furono contrassegnati e poi fatti saltare in aria, si risvegliano durante la notte e provano a urlare quella richiesta di aiuto che non sono riusciti a far udire in passato.

Ecco, se ponessimo le orecchie a fior d’acqua, quali eco ci rimanderebbero le placide onde del lago?

Le eco del lago

Prima si udirebbero i campanacci delle mucche e delle pecore che da secoli pascolavano sui prati di questo altipiano che, oggi, segna il confine di tre paesi, Italia, Austria e Svizzera. Una terra che, per i rivolgimenti della Storia, ha visto il passaggio di uomini – pellegrini, soldati e mercanti – fin dall’epoca romana, al momento della costruzione della Via Claudia Augusta, una strada che collegava il bacino del Mediterraneo con il cuore dell’Europa. Questa stessa strada è diventata una bellissima pista ciclabile che turisti e sportivi percorrono in mezzo a prati e meleti, con il sottofondo delle acque schiumeggianti dell’Adige neonato che scorre di lato.

Si udirebbero anche le parole, in tedesco, magari di saluto, lanciate all’incrocio di una via del paese, tra donne di ritorno dal lago, a quell’epoca un piccolo bacino naturale, dove si andava a lavare i panni. O le conversazioni intorno al tavolo, la sera, dove il mangiare era poco e povero, e chissà di che cosa si discuteva. Forse dell’italianizzazione forzata a opera del Fascismo e dell’opzione, che fu “offerta” in quegli anni, di poter lasciare il paese e andare a vivere in uno dei territori del Reich. Fu una proposta che spaccò il paese, già provato da una guerra e dall’annessione all’Italia, e che contribuì in parte alle prime emigrazioni. Una decisiva spinta all’abbandono di Curon lo diede proprio la costruzione della diga, che spense il suono dei campanacci togliendo ettari su ettari di terreno utile all’allevamento oltre che radere al suolo le case agli abitanti.

Una storia da ricordare

Tolti pascoli e case, quale poteva essere il destino degli abitanti? Con risarcimenti molto modesti, le persone emigravano in povertà o in povertà rimanevano nelle baracche messe inizialmente a loro disposizione. Allora i suoni che potrebbero risalire dal fondo del lago sarebbero quelli provocati dal tritolo che abbatté le case destinate a essere sommerse dall’acqua.

Testimonianza – che sia muta o, come dice la leggenda, abbia il suono dei rintocchi delle campane – rimane il campanile in stile romanico, protetto dalle Belle Arti, che emerge a poca distanza dalla riva ed è uno dei simboli della valle. Immancabile la foto dalla riva (dove si trova un ampio parcheggio) per immortalarlo in tutte le stagioni, sotto il caldo cielo estivo o con le acque ghiacciate in inverno, quando si può raggiungere a piedi.

Val Venosta

Curon Venosta

Il nuovo paese di Curon, costruito poco lontano, è un delizioso paesino dall’architettura tipica alto-atesina, dove i fiori adornano i davanzali e svetta il campanile di una chiesa, uno nuovo in questo caso. Chi sceglie questo angolo di valle per una vacanza trova una offerta ampia e variegata, capace di soddisfare gli sportivi più appassionati (ogni anno, in estate, si svolge il Giro del Lago di Resia, evento sportivo che porta gli amanti della corsa a cimentarsi in una gara lungo le rive del lago), le famiglie con i bambini (attratti dai sentieri turistici e dai prati dove rilassarsi e giocare), gli amanti del gusto (assaporare le specialità locali è possibili sia nei vari paesi che nelle baite in quota) e della Storia (diversi sono gli itinerari tematici lungo gli sbarramenti costruiti in occasione della Seconda Guerra Mondiale).

C’è un piccolo museo, a Curon, dedicato alla storia del paese, dove si conservano fotografie e piccole testimonianze della vita “prima” del lago. Un modo per tener viva la memoria e non dimenticare come risuonavano le campane del vecchio campanile, fino a quell’estate del 1950.

Il libro

Se siete appassionati di storie, non partite per una vacanza in Val Venosta senza aver letto il romanzo di Marco Balzano “Resto qui” (Edizioni Einaudi), in cui la storia della costruzione della diga e del Lago di Resia si intreccia con quella di Trina ed Erich e dei loro tentativi di salvare il paese da un destino già scritto.

Informazioni e soste

Curon Venosta si trova nella parte finale della Val Venosta, a pochi chilometri dal confine con Austria e Svizzera. Per raggiungerla, si percorre l’autostrada del Brennero fino a Bolzano, poi si prosegue lungo la Statale 40 di Resia.

Per le informazioni pratiche e turistiche sulla valle e le varie località si può consultare il sito dedicato: venosta.net.

Le possibilità di sosta sono numerose: a Prato allo Stelvio il Camping Sägemühle e a San Valentino alla Muta, a pochi chilometri da Curon, i Camping Zum See e Thöni sono aperti anche per la stagione invernale. Altri campeggi nelle vicinanze sono a Glorenza al Gloria Vallis e a Malles Venosta al Camping Mals.

Crediti fotografici: Depositphotos.com

 

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