Umbria slow: itinerario in camper

Un’estate in Umbria. Lungo questo itinerario, andiamo ad assaporare un angolo d’Italia solcato da antiche vie romane, sui cui far gironzolare il camper al ritmo di un’estate slow!

Antiche perle

Fuori dai borghi più noti, dalle vie e dai luoghi ammantati di spiritualità, si “nasconde” un’altra Umbria intima e raccolta. Un’Umbria da inanellare in un itinerario che ha la forma tonda di una collana, le cui perle sono piccoli borghi e il filo le strade. Quelle importanti romane Amerina e Flaminia, che da Roma conducevano al nord Italia e all’Europa e nei secoli sono state attraversate da soldati, pellegrini e mercanti e dagli aristocratici del Grand Tour. E le strade minori e i sentieri che concedono deliziosi deviazioni ai moderni viaggiatori. Insomma, il percorso diventa una rete tutta da intrecciare con le ruote del camper o con i nostri piedi, a secondo del luogo e dell’occasione.

La Via Amerina

Noi partiamo da Amelia ma la Via Amerina che la attraversa ha origine a Roma per poi salire verso nord in territori di notevole interesse paesaggistico, naturalistico e storico. Fu costruita dal III secolo a.C. mettendo in collegamento vie preesistenti per poter unire Roma a Perugia. Oggi quei 200 km sono percorribili anche a piedi in 11 tappe, grazie al ripristino del tracciato e all’inserimento della segnaletica.

Ad Amelia, considerata una delle più antiche città della regione, avendo un nucleo di epoca pre-romanica, i secoli si possono leggere passeggiando per il borgo. Le pietre delle fortificazioni di epoca romana, la maestosa cinta di mura poligonali su cui si aprono le porte di accesso. I decori dei palazzi gentilizi, lascito di una epoca rinascimentale di ricchezza. Ci sono anche le smagliature del tempo, tastabili sui muri sbrecciati, sulle porte rovinate, sono l’eredità che il passaggio della Storia ha lasciato.

Ma ad Amelia, come in altre città umbre, la storia si dipana anche in un percorso sotterraneo. Passeggiando nell’odierna Piazza Matteotti, che corrisponde al foro dell’antica Ameria, si sta calpestando il soffitto di una cisterna costituita da 10 ambienti intercomunicanti che si trovano in ottimo stato di conservazione. Non vi resta che scendere e addentrarvi tra i sotterranei dell’antica Amelia.

Non si può lasciare però il borgo senza aver approfittato dell’incantevole parco fluviale urbano. Lungo le rive del fiume che per secoli ha alimentato i mulini che sono ancora visibili, è stato creato un parco in cui rilassarsi ma anche fare sport in uno dei percorsi di trekking creati tra il bosco e la campagna.

Prima di proseguire sulla Via Amerina moderna, la SS205 in direzione nord, si può fare una deviazione in direzione della valle solcata dal fiume Tevere per visitare i borghi di:

  • Penna in Teverina, una balconata scenografica sulla valle del Tevere
  • di Giove, con il Palazzo Ducale dalle 365 finestre – una per ogni giorno dell’anno
  • di Attigliano con i resti dell’antico castello.

Borghi incantevoli

Ripresa la SS205 la fermata seguente è Lugnano in Teverina, un delizioso borgo dal tipico impianto medioevale dove passeggiare e perdersi. Tra le vie acciottolate in salita, spesso così strette che sembra di trovarsi in un labirinto, si aprono scorci deliziosi, come piccole piazzette, portali ad arco e… vedute sulla campagna circostanze. Un piccolo scrigno di quel tipo di bellezze non appariscenti ma intime, dove ognuno può trovare un angolo del cuore da portare a casa. Ma anche Lugnano ha un lato nascosto e un po’ inquietante, che potrete scoprire nel Museo Civico, dove si trovano i reperti della cosiddetta Necropoli dei Bambini.

A pochi chilometri dal borgo sorge il sito di Poggio Gramignano. Vi sono stati rinvenuti i resti di una villa romana che fu riconvertita, dopo il suo crollo nel III secolo d.C., in cimitero. Sembra che, a causa di una epidemia di malaria, molti piccoli, e anche neonati, morirono e furono sepolti in anfore, metodo usato soprattutto per le classi meno abbienti. Ma non finisce qui perché durante la campagna di scavo furono rinvenuti anche i resti di una bimba con una pietra in bocca. Metodo questa volta destinato ai… vampiri, per impedire loro di ritornare…

Antichi castelli

Guardea è tappa perfetta per gli amanti degli antichi castelli. Quello del Poggio, attualmente di proprietà privata, ha una storia millenaria che lo vede svettare dall’alto di un colle in ottima posizione panoramica (e difensiva). Abitarono le sue stanze famosi personaggi, come Lucrezia Borgia che lo ebbe in dono dal fratello. Di un fascino magico sono i resti del Castello di Guardea Vecchia. Una cinta muraria solo in parte conservata ma tutta rintracciabile nel suo perimetro, parte delle torri e del mastio centrale. Impossibile non rimanere affascinati dall’eco di battaglie e schermaglie d’amore che un luogo così antico rimanda.

Perdersi tra i vicoli dalla pietra calda, trovare l’ombra sotto uno degli archi o in una piazzetta, cogliere le sfumature di verde nella valle sottostante dove si susseguono boschi ancora folti e colline cariche di ulivi. Montecchio è da vivere lentamente, lasciandosi attrarre dal silenzio e dalla tranquillità di questo piccolo borgo ben conservato, che è anche una delle tappe del Cammino dei Borghi Silenti, 91 km tra la natura e la storia da percorrere a piedi o in bicicletta.

Agli amanti dell’archeologia segnaliamo che a poca distanza sorge un’altra necropoli, questa volta relativa alle civiltà umbra ed etrusca, la Necropoli del Vallone di San Lorenzo.

Itinerario Umbria
Montecchio

Lungo il Tevere

Una delle possibili deviazioni dall’itinerario principale porta a fiancheggiare il fiume Tevere e a scoprirne il paesaggio naturale presso Alviano e l’Oasi Naturalistica dell’omonimo lago e, più a nord, il Parco fluviale del Tevere. Nel primo caso si tratta di una delle Oasi più grandi del WWF dove l’esperienza più tipica è quella del bird watching. Sul lago artificiale si riuniscono diverse specie di uccelli migratori che vi trovano l’habitat naturale per la sosta e lo svernamento. Tra diversi percorsi naturalistici da affrontare e attività didattiche da praticare sul luogo, questa è l’occasione per vedere il fiume che attraversa Roma sotto una veste inedita.

Nell’area del Parco fluviale del Tevere, anch’essa gestita dal WWF, il paesaggio, anche per la sua estensione, è assai vario. Comprende zone di rigogliosa vegetazione tra boschi e vigneti presso il Lago di Corbara, eremi come quello della Pasquarella che incontrano una profonda gola, quella del Forello, un luogo dalla natura selvaggia caratterizzato dalla presenza di rocce scavate dall’acqua.

La Via Flaminia

Se abbiamo percorso la SS448 che costeggia il Lago di Corbara siamo giunti quasi a Todi e da lì prendere la SS3bis (uno dei rami della Flaminia) e scendere verso Terni è semplice. Se invece, ci siamo fermati a Montecchio occorre tagliare il territorio umbro in direzione ovest-est, verso Acquasparta, la prossima meta.

In quest’ultimo caso, il ritmo lento del viaggio – e la natura delle strade – ci “costringe” a berci il panorama come un cocktail alla frutta con cui accompagniamo le chiacchiere con gli amici in una sera d’estate. Piccoli sorsi e sapore spremuto intensamente. Concediamoci allora il lusso di fermarci dove ci sentiamo ispirati, magari nei borghi di Avigliano e Montecastrilli o nel sito paleontologico della Foresta Fossile di Dunarobba. Qui i resti di tronchi di grandi conifere, risalenti al periodo del Pliocene, formano un ambiente dall’aspetto suggestivo, vagamente surreale, in mezzo alla campagna umbra.

Noi ci fermiamo ad Acquasparta, che si trova lungo la SS3 bis ma che in epoca romana si trovava lungo il tracciato della Via Flaminia Vetus, che noi seguiremo fino a Narni. Il borgo ha un impianto medioevale che, con le sue strade ripide e strette, vi farà smaltire un pranzo tipico a base di torta al testo. La sua importanza rimanda però più all’epoca rinascimentale quando fu retta dal casato dei Cesi, il cui duca Federico fu il fondatore dell’Accademia dei Lincei.

Si aprono così agli occhi dei visitatori piazze ampie e cinte da porticati e facciate di case gentilizie, alternanze di colori caldi che accendono i muri delle case e le pavimentazioni delle strade. Le bellezze del borgo non si esauriscono nel centro, il suo territorio riserva infatti numerose attrattive. Tra queste il centro termale che sfrutta due fonti, di cui quella dell’Amerino è chiamata anche acqua di San Francesco perché, secondo la leggenda, furono benedette dal santo.

Chi preferisce seguire il mood archeologico si recherà alla visita dell’antica Carsulae un vivace centro di epoca augustea di cui rimangono visibili i principali monumenti e il tratto di via Flaminia che entrava nella città sotto un grande arco. Per chi volesse sfruttare una giornata di sole per esplorare i dintorni la zona dei Monti Martani offre panorami suggestivi tra fitti boschi, grotte e doline, e numerosi itinerari di trekking, passeggiate a cavallo ed escursioni in bicicletta.

Pochi chilometri e ci troviamo a Terni. A dispetto di ciò che si può immaginare, la città, pur in gran parte ricostruita nel Dopoguerra, ha alcune tracce del passato (un anfiteatro romano, ad esempio) e riserva sorprese, in particolare agli amanti del trekking urbano. Percorrete il centro caratterizzato da alcune opere di architettura moderna (un’opera di Arnaldo Pomodoro tra le altre). E andate alla scoperta di siti di archeologia industriale (lo stabilimento elettrochimico di Papigno è stato riconvertito in studi cinematografici). Testimonianza di un fiorente passato che valse a Terni il soprannome di Manchester italiana grazie allo sviluppo dell’industria.

La nostra ultima tappa è Narni, alla confluenza delle due diramazioni della Via Flaminia. Città dove passeggiare è come sfogliare un libro di storia per l’eredità lasciata dalle varie epoche. Questo proprio grazie alla sua posizione lungo la Via Flaminia, in epoca romana, e, successivamente, tra gli alti e bassi dell’epoca medioevale e rinascimentale. Vi consigliamo di vivere Narni dall’alto al basso. Dalla bellissima Rocca Albornoziana che svetta in posizione dominante, parte di un sistema di fortezze a controllo dello Stato della Chiesa, fino alla Narni Sotterranea (per le informazioni e la prenotazione obbligatoria: www.narnisotterranea.it). Un percorso alla scoperta dei segreti della città, tra chiese segrete e celle legate al periodo dell’Inquisizione, dove sui muri si alternano bei mosaici a simboli grafici non ancora del tutto decifrati.

Ritornati alla luce del sole, scendete verso i resti dell’imponente Ponte di Augusto. Se avete una vena artistica potete provare a tratteggiarlo sul vostro carnet de voyage. Lo fece Jean-Baptiste Camille Corot durante il suo Grand Tour nella tela ora esposta al Louvre, Ponte di Narni. Se preferite godervelo in una passeggiata, sono diversi gli itinerari a piedi e in bicicletta che si possono intraprendere in loco. Aguzzate la vista perché sono tante le testimonianze del passato presenti, magari un po’ nascoste, nel territorio di Narni, da cippi a lapidi a edicole votive.

Storie di cui si sono perse le tracce ma che parlano di pellegrini e mercanti, soldati e cavalieri, santi e martiri. Tutti gli uomini che nel corso dei secoli hanno seguito queste strade attraversando la Penisola. Alcuni percorsi sono oggi percorribili perché resi fruibili con segnaletica. Ad esempio il Cammino dei Protomartiri Francescani, sei tappe da affrontare a piedi nei luoghi che hanno visto la predicazione del Vangelo da parte di San Francesco.

Chi preferisse qualcosa di più profano può dirigere il camper lungo la Strada dei vini Etrusco Romana. Conduce fino a Orvieto e ha il gusto fresco dei vitigni autoctoni e il sapore intenso dei prodotti del territorio, come la fava cottora – presidio Slow Food – e il fico di Amelia.

Siamo alla chiusura del nostro itinerario che, visto su una mappa geografica, ha la forma della nostra collana di perle iniziale. Questa parte finale assomiglia, nell’incrocio di strade, a una chiusura preziosa. E se volete fare un’ultima deviazione andate a toccare con mano il centro geografico d’Italia. Si trova presso il Ponte Cardona, anch’esso di epoca romana e lungo il percorso dell’acquedotto della Formina. Ed è rappresentato da una spirale in pietra con un elemento terminale in acciaio, proprio per toccare con mano un punto simbolico. E una perfetta chiusura.

Vi lasciamo però altri due spunti di visita.

Itinerario Umbria
Cascate delle Marmore

La Cascata delle Marmore

Uno dei luoghi più visitati dell’Umbria fin dall’epoca del Grand Tour si trova a due passi da Terni. Si tratta del sito delle Cascate delle Marmore, una delle più alte d’Europa. All’imbocco della Valnerina, la cascata è un luogo naturale di spettacolare bellezza. Ricordatevi di informarvi riguardo agli orari di apertura dell’acqua per poter vedere il getto in tutto il suo spettacolare flusso.

Tante le esperienze outdoor: dai sentieri per il trekking alle esperienze nell’acqua fino al percorso sotterraneo alla scoperta delle grotte. Tutte le informazioni sul sito www.cascatadellemarmore.info

Le gole del Nera

Un luogo magico dove il turchese dell’acqua riflette la natura intorno e custodisce antichi resti. Si tratta di Stifone, una piccola località appena fuori Narni, lungo le Gole del fiume Nera, dove il tempo sembra essersi fermato. Qui un gruppo di case si raccoglie tra le anse del fiume. In epoca romana si trovava un antico porto, raggiungibile attraverso un percorso ciclo-pedonale che parte dal Ponte di Augusto. A poca distanza da Stifone si trova la località detta Le Mole, un altro specchio d’acqua incantevole (ma dalla balneazione non sicura).

Informazioni e soste

L’itinerario descritto da Amelia a Narni si snoda nella parte meridionale dell’Umbria, idealmente ripercorrendo il tracciato antico delle strade romane Amerina e Flaminia (vetus). Per organizzare il viaggio si consiglia di consultare il sito: www.umbriatourism.it ma soprattutto di accertarsi sempre dell’apertura dei siti e della eventuale necessità di prenotazione.

Elenchiamo di seguito le principali aree sosta, agriturismi e campeggi lungo il percorso:

Amelia: area sosta in Via Rimembranze 53

Terni: area sosta in Via G. Lombardo Radice 19

Narni: campeggio Monti del Sole

Civitella del Lago: presso il Lago di Corbara si trova il Camping Il Falcone

Crediti fotografici: Depositphotos.com

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