Sicilia Occidentale da vedere

Sicilia Occidentale da vedere: 20 posti da non perdere

Finale Ligure

Finale Ligure: un’idea per il fine settimana in camper

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Tagliolo e il suo Castello

Un castello e il suo borgo, una famiglia e i suoi vigneti. Perdersi tra le fragranze del Dolcetto di Ovada, del Barbera, del Monferrato, del Cortese… Un fine settimana vietato agli astemi!

tagliolo castello

Ci sono luoghi dove il tempo si è fermato, o almeno così sembra; dove arrivare e, una volta parcheggiato il camper, dedicare la giornata ad assaporare atmosfere, parlare, assaggiare, bere con calma. Imparare i segreti delle vigne facendoseli raccontare dai vignaioli. Infine scegliere quelle che saranno le bottiglie da bere tutti i giorni o da tirare fuori dalla cantina quando si vuole fare bella figura a casa di amici, non prima di essersi fatti accompagnare in una attenta degustazione. Ci sono posti così per fortuna, e capita che siano anche luoghi piacevoli da visitare. Uno di questi è sicuramente Tagliolo e il suo castello, a due passi da Ovada e ancora in quel territorio del Piemonte, magico per la produzione dei vini che rientra sotto il nome di Monferrato.
Un borgo antico e il suo castello, che, come in una fiaba, è ancora abitato dai nobili di un tempo, di quella nobiltà terriera legata con orgoglio alle proprie origini e che sanno valorizzare concretamente i prodotti delle loro campagne.

 Il Castello di Tagliolo

Il Castello di Tagliolo

Il Castello di Tagliolo Monferrato e il borgo che lo circonda, domina un’ampia zona dell’Alto Monferrato. Come sempre la suggestione sarà maggiore se si riesce per un momento a tornare indietro nel tempo, a immaginare la torre e il fuoco acceso sulla sua cima, segnale convenzionale dell’avvistamento a mezza giornata di un’orda saracena che, approdata sul golfo ligure, si spinge verso l’interno scavalcando la sottile e vulnerabile striscia appenninica, per far bottino di raccolti e genti. Ma nel corso dei secoli i Saraceni furono solo uno dei capitoli e la storia racconta di continue distruzioni e riedificazioni fino al suo aspetto attuale, di grandiosa bellezza e ospitale eleganza.
Il castello ha seguito il paese di cui è baluardo attraverso i tanti signori che si sono susseguiti: gli Oberdendo, i Del Bosco, i Malaspina e poi i genovesi, per i quali questo costituiva un punto strategico per la loro presenza in questa parte del Piemonte e il susseguirsi di invasioni di soldati spagnoli, francesi e savoiardi. La famiglia Pinelli-Gentile, oggi eccezionali vinificatori, entrano in possesso nel 1498, quando Battistina Doria lo cede a suo genero Giovanni Battista Gentile. Teresa figlia di Giuseppe Gentile portò il feudo e il cognome al marito Marchese Costantino Pinelli-Gentile (15 febbraio 1745). Fu così che il feudo e il castello di Tagliolo passarono definitivamente ai Marchesi di Genova, che ebbero quindi dall’Imperatore il titolo di Conti di Tagliolo. Tale investitura di origine feudale fu poi riconosciuta con diploma Cesareo dato a Vienna il 26 luglio 1727 e firmato da Carlo VI. I Pinelli-Gentile ebbero già, quali conti feudatari del castello, una speciale giurisdizione in grado di appello tanto che gli anziani, in zona, usano ancora il detto “appellarsi a Tagliolo”, per indicare una causa non più riparabile. Oggi i “Marchesi e Signori di Tagliolo” hanno un ruolo importante nelle attività di questo centro e il castello è contemporaneamente attrazione turistica e testimonianza storico-culturale, ma anche abitazione, museo ed enoteca, location di eventi di grande valore. Ricco di cimeli, è il simbolo stesso del passare degli uomini e allo stesso tempo risalta le colline come punto fermo, riferimento certo nella produzione di uve preziose.

Il Castello di Tagliolo, vista

Il Castello di Tagliolo, vista

Qui si visita il castello, la cui base della torre è anche la parte più antica e originaria, risalente a prima dell’anno Mille ima dell’anno Mille. La parte superiore della stessa, alta 38 metri, fu ricostruita tra il tra i Quattrocento e il Cinquecento. Ma la parte più interessante, per molti è la cantina, nella quale, dopo la vendemmia, il vino viene ospitato a riposare nelle antiche botti di rovere di Slavonia. I vini di Tagliolo, infatti, sono apprezzati su tutto il territorio italiano e nel mondo intero, grazie ai numerosi riconoscimenti che hanno ottenuto nel corso degli anni.

SPECIALITÀ DA GUSTARE
Il Monferrato è famoso nella cucina in particolare per la sua pasticceria: i crumiri, tipici biscotti secchi a base di farina bianca, farina di granoturco, zucchero e vaniglia, gli amaretti di Ovada, i Biscotti della salute sono le altre specialità che si trovano a Tagliolo. La gastronomia rispecchia, in linea di massima quella piemontese: carni, agnolotti, fritto misto alla piemontese.

I VINI DEL CASTELLO
Dolcetto di Ovada

Pregevole per il suo odore intenso, colore rosso rubino e gusto leggermente amaro, arricchito da una nota di ciliegia nera, che lo rende unico e inconfondibile. Si beve giovane o leggermente invecchiato. Questo vino, dopo la pigiatura macera per otto giorni sulle bucce degli acini e fermenta lentamente all’interno delle botti di rovere.
Cortese dell’Alto Monferrato
Vino dal leggero colore giallo paglierino e riflessi verdolini e dal profumo delicato, molto fruttato e un sapore inconfondibile, dalle note equilibrate, fresche e armoniche.
Castagnola
Prodotto in quantità molto limitata la Castagnola è uno dei prodotti tipici del Castello di Tagliolo. Nasce da coltivazione biologica con sgrappolamento del 50% del vitigno permettendo alla quantità restante di migliorare in qualità e sapore. Matura per un anno in barriques di rovere francese. Colore rosso rubino e il gusto rotondo piacevolmente tannico dal profumo floreale. Si accosta a piatti a base di selvaggina e di carni al sugo.
In…chino
Prodotto tipico del Castello, ha un processo simile a quello del Dolcetto, ma, dopo la vinificazione, viene fatto fermentare a contatto di una miscela di erbe selezionate per sessanta giorni all’interno di botti di rovere francese. Vino dal sapore pieno e dolce, ma con un retrogusto leggermente amarognolo.
Ambra nobile
I grappoli riposano su stuoie all’interno di locali ventilati e deumidificati per aumentarne la concentrazione di zucchero negli acini. Il mosto viene fatto riposare all’interno di fusti di rovere. L’Ambra nobile, in questo modo, acquista un sapore di caramello e pesca, che ben si accompagna a formaggi stagionati e al Foie gras.

SOSTA CAMPER
Non ci sono problemi particolari per la sosta.

INFORMAZIONI
Via Castello, 1, 15070 Tagliolo Monferrato AL
Orari: 08:30–12:15, 14–18:30
Telefono: 0143 89195

  • Il Castello di Tagliolo, particolare di un balconcino
    Piemonte, Il Castello di Tagliolo, particolare di un balconcino
  • Particolare di una facciata
    Piemonte, Il Castello di Tagliolo, particolare di una facciata
  • La cantina
    Piemonte, Il Castello di Tagliolo, la sua cantina
  • La cantina
    Piemonte, Il Castello di Tagliolo, la cantina

One Response to Tagliolo e il suo Castello

  1. Bei posti…certo ma le langhe..son uniche!!