Spagna: 4 itinerari, studiati per camperisti, che stuzzicheranno la vostra curiosità sull’anima di questo paese dalle mille sfaccettature. Tra arte e storia, natura e gastronomia, vi suggeriamo un modo alternativo di viaggiare lungo la penisola iberica.
Andalusia: Parque Natural de Cabo de Gata Nijar
I suoni prodotti dallo zapateado e dal ritmico batter di mani, le note che si alzano dalle corde della chitarra e la voce lamentosa del cantaor, tipiche sonorità che accompagnano i viaggiatori in terra andalusa, sono qui solo lontane eco. Il Parque Natural de Cabo de Gata Nijar è una zona remota e selvaggia, dove è la pura natura a regnare incontrastata.
In questa area naturale protetta che si trova a est di Almeria e dalla movida della Costa del Sol, si snoda un litorale che alterna calette rocciose e spiagge di sabbia nascoste, mentre alle spalle un massiccio montuoso di origine vulcanica la separa dal resto della regione. Pur con un tasso di piovosità bassissimo, la vegetazione presenta una ricca varietà, piante come fichi d’india e agavi, ulivi selvatici e palme nane, dattero rosso e olivello spinoso, ognuno presente con un compito particolare in questa terra che cerca di sopravvivere alla calura intensa, al sole che si staglia nel blu del cielo, privo di nubi. E se in estate questo ha come risvolto la necessità di una siesta nelle prime ore del pomeriggio, in inverno permette di offrire il banchetto dio Natale sulla terrazza di casa.
Agua Amarga
Qui, infatti, le case dei piccoli e sparuti villaggi (consigliata la sosta ad Agua Amarga, già dal nome una suggestione) hanno il tipico tetto piatto delle abitazioni mediterranee, il colore bianco che si riflette nel bagliore accecante del sole, e i ristoranti mettono i viaggiatori con i piedi sulla sabbia a gustare prelibatezze appena pescate con la luce del tramonto e la lieve brezza della sera a dare un poco di ristoro.
E il ristoro proprio ci vuole se durante la giornata avete arrancato per un sentiero dalla traccia appena visibile verso la Playa del los Muertos, un nome che suona come un monito a tutti colori che sono stati abbagliati dai colori di questo mare e dalla solitudine di una spiaggia praticamente privata, anche se in realtà il nome deriva dal fatto che su uno dei promontori che la delimitano, nei secoli passati, si era soliti avvistare i naufraghi. Da navi nemiche o amiche… chissà!
Ma non temete. Vi sono località difficili da raggiungere, e altre più accessibili ma che regalano la stessa sensazione di trovarsi su una isola deserta, lontano da tutto e da tutti: un piccolo angolo di paradiso dove abbandonarsi al relax, magari con una scorta di libri, e assaporare i ritmi lenti di un viaggio fuori dal clamore e dalle chiassose feste spagnole. Ci sarà tempo anche per quelle. Poi.
Spiagge e sentieri
Mettete dunque in conto di percorrere qualche tratto a piedi (oltre ad assicurarvi che la strada prima del parcheggio sia adatta al vostro camper) e di munirvi di acqua e cibo e di un ampio ombrellone perché qui non vi sono spiagge attrezzate e chioschetti di bibite fresche. Alla Playa de los Genoveses, così chiamata per la flotta genovese che vi trovò riparo secoli fa, il fondale è caratterizzato da rocce. Alla Playa de Monsul, che ha fatto da scenografia ad alcuni film, la duna è viva e cambia aspetta a seconda del vento e le rocce vulcaniche assumono forme bizzarre. A voi la scoperta delle altre, magari mentre percorrete uno dei tanti sentieri che percorrono il parco (non durante l’estate!) o vi accingete a provare uno degli sport, tra snorkeling, vela ed equitazione, che qui trovano il loro luogo ideale.
Ruta de los Pueblos Blancos
Se siete rimasti affascinati dal bianco abbagliante dei villaggi andalusi (che cela la necessità di mantenere l’interno delle case il più fresco possibile) e amate gli itinerari “nascosti” potete proseguire il vostro itinerario verso Cadice. Ad Arcos de la Frontera inizia un percorso circolare che tocca diversi borghi dal caratteristico aspetto moresco e che tocca punti suggestivi della Serra de Grazalema. Potete percorrere l’intero itinerario oppure scegliere un percorso breve, ma non tralasciate la visita a Ronda.
Informazioni e soste
Il Parque Natural de Cabo de Gata Nijar si trova a est della città di Almeria, dunque per chi proviene da nord (Barcellona e Valencia) è tra le prime località della costa andalusa.
Agua Amarga Camper Park, per la sosta ad Agua Amarga; Camping Los Escullos e Camping Sopalmo presso Mojacar.
Castiglia
Li sentite gli zoccoli dei cavalli che scalpitano, le urla dei soldati e lo stridore delle lame delle spade? O forse udite il sibilare del vento che solleva la terra rossa, arida, e un altro galoppo, solitario, irruente?
Siamo nel cuore della Spagna, centro nevralgico della sua storia fatta di battaglie per la Reconquista di un territorio in parte “occupato” dai mori, nemici da cui ci si difendeva costruendo fortificazioni imponenti e castelli dalle alte torri che ancora oggi punteggiano l’altopiano della Meseta, a volte perfettamente conservati, altre ruderi dalla singolare bellezza stagliati su una collina e illuminati dalla luce rosata del tramonto.
Siamo anche nel centro della lingua spagnola, il castigliano che rimanda proprio al nome storico di questa regione, la Castilla, e la letteratura aleggia su questa terra attraverso le scorribande di Don Chisciotte che con la sua lancia combatteva contro i mulini a vento.
Nel cuore della Spagna
Al suono rombante dei “cavalli” del nostro camper, partiamo alla scoperta della Spagna più profonda in un itinerario circolare che abbraccia Madrid e che inizia a Cuenca, una città fortificata già dagli arabi, che si trova in posizione spettacolare su un colle tra due fiumi. La sua particolarità sono le cosiddette casas colgadas, le case appese, che sembrano sospese tra roccia e cielo. Per coglierne la bellezza bisogna attraversare il ponte di San Pablo mentre per dare una sbirciata all’interno ci si addentra nelle viuzze della città alla ricerca degli edifici visitabili.
Direzione sud-ovest e si giunge a Belmonte la cui fortezza dalle torri tonde e dalla pietra dal colore caldo si erge massiccia in posizione dominante: una vista da godersi tutta al tramonto o in notturna quando la luce si posa romanticamente sulle merlature delle mura.
A Consuegra il castello fortificato dell’epoca della Reconquista si trova di fianco ai mulini a vento con le loro “braccia rotanti” di letteraria memoria: dipinti di bianco, sono 12 di cui cinque con il meccanismo completo e uno dal suggestivo nome di Sancho. Questa è la terra di Don Chisciotte e possiamo vederlo mentre sul suo fido destriero dal nome suggestivo, Ronzinante, percorre queste terre bruciate dal sole. Se volete potete percorrere l’itinerario dedicato al famoso cavaliere errante che vi porterà a toccare le località più significative legate al romanzo Cervantes. Se preferite ondeggiare mollente su queste strade, fate almeno tappa in una taverna dove vi serviranno i tipici duelos y quebrantos, piatto tradizionale dall’alto tasso calorico. E per la siesta potrete approfittare dei vostri letti, senza dover andare alla ricerca di una frasca sotto cui posare la vostra testa.

Toledo
Prima di entrare a Toledo, si ammira l’imponenza della città dal Mirador del Valle, dove si può cogliere l’abbraccio del fiume Tago che la circonda sinuosamente prima di proseguire verso il Portogallo e l’Oceano Atlantico. E si può percorrere un sentiero lungo il fiume o, per i più intrepidi, provare l’ebbrezza di un volo sull’acqua ancorati a una zip-line. Poi è il momento di addentrarsi per il centro, dove tre religioni hanno lasciato un segno tangibile della loro storia.
Se l’Alcazar, dalle fortune alterne, è ben visibile per la sua imponenza, saranno le scoperte fatte per le vie, nelle botteghe e nei palazzi, nelle chiese, nelle due sinagoghe e nella moschea a immergervi profondamente nella storia della città. E se avete bisogno di un rifornimento di coltelli, a Toledo troverete molti negozi che portano avanti una antica e rinomata tradizione che ha vissuto per secoli mantenendo il segreto della lega di cui erano fatte le lame, svelato solo nel XX secolo.
Città storiche
Le mura di Ávila si distinguono da lontano: 9 porte e 88 torri, con il Ciborro a fare anche da abside alla cattedrale, caratterizzano il profilo della città, rendendolo inconfondibile. All’interno è un susseguirsi di chiese, e del convento di Santa Teresa illustre cittadina, che ammantano la città di un certo misticismo, che emerge in particolare durante le celebrazioni della Settimana Santa. Ma vi è anche un’anima godereccia ben rappresentata dai piatti di una cucina robusta tipica a base di carne…
Puntando a nord si giunge a Medina del Campo, dove il Castello della Mota racchiude storie leggendarie di personaggi noti e meno noti della Spagna. Costruito come fortezza difensiva, ha un classico fossato e imponenti mura che sfidavano i nemici a entrare ma anche i prigionieri a uscire: infatti qui furono rinchiusi, tra gli altri, Giovanna la Pazza, figlia di Isabella La Cattolica, e il Valentino, figlio di papa Alessandro VI, che riuscì a fuggire da una finestra (una delle poche) posta a 20 metri di altezza.
A Segovia, ultima tappa, l’Alcázar si erge su uno sperone roccioso e conserva torri di impronta gotica che lo fanno assomigliare al classico castello delle fiabe: si dice che il castello di Biancaneve del film Disney tragga le sue forme proprio da qui. Salite gli scalini della scala a chiocciola della torre di Juan II e verrete ripagati da una vista meravigliosa! Ma all’impronta medioevale del centro storico si uniscono i resti di epoca romana, l’acquedotto imponente che approvvigionò di acqua la città fino al XX secolo, costruito con tonnellate di blocchi di pietra che tengono su le arcate che rendono unico il profilo cittadino.
Tappa a Madrid
Dopo averla idealmente abbracciata nell’itinerario proposto, non dimenticate una sosta nella capitale. Madrid offre tutto ciò che un viaggiatore possa desiderare: storia, cultura, arte, divertimento. E, perché no, un po’ di shopping. Non sono solo le vie più famose e commerciali che vi consigliamo, quanto i quartieri tipici, dove vivono le tante anime madrilene: per trovare botteghe artigiane si va al Barrio de Las Letras; per il tocco bohémien al Barrio de las Salesas, mentre le ultime tendenze si scovano a Chueca e a Malasaña. Per studiare un piano d’attacco consultate il sito.
Informazioni e soste
L’itinerario proposto si snoda tra le regioni di Castiglia-La Mancha e Castiglia e León. Sono numerosissimi i castelli e le fortezze ubicati in tutta la Spagna, alcuni con proposte di visita davvero suggestive. Per conoscerne l’offerta consultate il sito: www.spainheritagenetwork.com
Camping Caravaning Cuenca, a 7 km dalla cittadina; Camping El Greco sulle rive del Tago a Toledo; Camping Acueducto a Segovia.
W: turismocastillalamancha.es, turismocastillayleon.com
Galizia
Per godervi davvero questo itinerario che alterna spiritualità e natura dobbiamo fare qualche passo indietro fino alla città di Burgos, nella regione di Castiglia e León. Sotto le torri svettanti per 80 metri della cattedrale che fanno sentire l’uomo un po’ piccolo, sarà facile notare il passaggio dei pellegrini che transitano di qui lungo il cammino verso Santiago, inconfondibili con la conchiglia che da secoli è simbolo di questo percorso religioso. E se ora sta diventando quasi una moda e molti ne fanno una impresa ai limiti dell’agonismo, l’aura spirituale che si respira lungo i sentieri e le strade che portano in Galizia è reale e possiamo sentirla anche noi, mentre scopriamo l’interno della cattedrale e passeggiamo per le vie del centro.
Dalla tomba del Cid, il più famoso figlio della città, a cui sono legate epiche imprese della Reconquista, alla Casa del Cordón, dove i Re Cattolici hanno accolto Colombo di ritorno dall’America, ogni passo sarà una immersione nella storia e nell’arte spagnola. Anche noi con lentezza, come i pellegrini, usciamo dalla città e imbocchiamo una delle strade secondarie che conducono a León, un territorio dove si susseguono chiese, eremi e hospitales. Da una deviazione si possono trovare tesori nascosti, come Frómista con una bellissima chiesa romanica, e luoghi nella natura dove fermare il camper e provare a camminare per qualche tratto anche noi, anche senza il bastone e la conchiglia d’ordinanza.
León
Arrivando a León dopo il tramonto, la cattedrale dalle cento e più vetrate colorate vi apparirà quasi muoversi sotto le luci della sera, intrecciando ombre e sfumature di colore con l’ultimo roboante scampanio, di tutt’altro tenore rispetto a quelle della piccola chiesa di Cebreiro, la più antica, si dice, che si incontra lungo il Cammino.
Siamo in Galizia, ora, a Santiago mancano poco più di 100 km, il limite minimo che si può percorrere per ottenere la Compostela, il certificato che testimonia l’avvenuto pellegrinaggio. Il panorama si fa più verde tra campagna, fiumi e colline, e invita a un quieto e silenzioso andare. Con una deviazione si può raggiungere la regione chiamata Ribeira Sacra, oggi Riserva della Biosfera dell’Unesco, dove si alternano gole profonde e colline coltivate a vigna che spesso si possono raggiungere solo dall’acqua: visite guidate sull’acqua permettono di assaporare al meglio questo bellissimo panorama e conoscere le particolarità della produzione vinicola locale, ancora del tutto artigianale.

Santiago del Compostela
E infine si arriva alla Cattedrale di Santiago, dove l’opulenta austerità della facciata barocca fa da contraltare alla festosità dei pellegrini che sono finalmente giunti alla meta, che siano 100, 500 o tutti i 781 chilometri del Cammino. Anche se non lo abbiamo percorso è un momento intenso anche solo da vivere indirettamente per l’intensità delle emozioni che riverberano su tutta la piazza.
Proseguiamo poi per un’altra “manciata” di chilometri, alla scoperta dell’altra faccia di questa regione, le cui scogliere sull’Atlantico, ultimo baluardo del mondo conosciuto, o semplicemente dell’Europa, si stagliano imponenti contro i flutti impetuosi del mare. Sotto la luce intermittente del faro del Cabo Finisterre, non si riesce a non provare un brivido di fronte alla selvaggia natura che ha modellato questa costa, che prende il nome poco lusinghiero di Costa della Morte, ma che racchiude piccole baie, borghi marinari, antichi riti e feste tradizionali, sotto un’apparenza così drammatica.
L’itinerario dei Fari da Malpica a Carnota, un inanellarsi di storie e di panorami mozzafiato, chiude il cerchio del nostro itinerario, di fronte al mare, quando le luci della sera si accendono e cielo, terra e mare si uniscono in una trapunta brillante. Cercate il punto migliore da cui godervi lo spettacolo, con un piatto di pulpo a la gallega, servito su un tagliere e spruzzato di paprika, e accompagnato da un bicchiere di vino secondo tradizione!
Las Medulas
Nei pressi di Ponferrada si trova un luogo dalle forme bizzarre, Las Medulas, oggi parco nazionale oltre che sito Patrimonio Unesco. Si tratta di un antico sito estrattivo romano dove, nel corso di due secoli, vennero estratte incredibili quantità d’oro, ma dove venne anche sfruttata in maniera spietata la forza degli schiavi. Merita la visita questa valle dove dal verde della vegetazione spuntano le cime appuntite delle rocce di argilla rossa che si sono modulate adattandosi all’intensivo metodo estrattivo e a cui corrispondono, sottoterra, cunicoli e gallerie. Informazioni su: www.turismodelbierzo.es
Informazioni e soste
L’itinerario proposto è lungo circa 500 chilometri e si snoda nelle regioni di Castiglia e León e Galizia, nel nord della Spagna.
A poca distanza dal centro di León il Camping Camino de Santiago; Camping As Cancelas a Santiago de Compostela.
W: turismo.gal
Paesi Baschi
Antico e moderno, tradizione e avanguardia. Gli opposti si attraggono, dice un vecchia adagio, e allora Bilbao in particolare, ma un po’ tutta la regione dei Paesi Baschi, è l’emblema di un connubio perfetto. Vecchio e nuovo, due anime che non solo convivono splendidamente ma che sono riusciti a creare, in questo angolo di Spagna che sembrava destinato a essere ricordato solo per le spinte indipendentiste, un luogo di avanguardia che è cresciuto fino a diventare tra le mete preferite dei viaggiatori.
Bilbao
La punta di diamante di questa trasformazione è Bilbao, città industriale dalle povere attrattive che, nel giro di pochi anni, ha saputo cambiare il suo vestito senza smettere completamente i panni vecchi. Tutto è iniziato nel 1997 con l’inaugurazione del Guggenheim Museum, un sinuoso edificio in vetro e titanio, opera dell’architetto Frank O. Gehry, che si staglia sulle rive del fiume Nervión catturando l’attenzione sia dei suoi ammiratori che dei detrattori: impossibile non averne una opinione.
E se a una prima occhiata non siete convinti, tornate a visitarlo quando calano le luci della sera e la superficie ondulata riverbera di colori, scintillii e bagliori, quasi un incendio che divampa all’improvviso. All’interno, con l’atrio centrale alto 50 metri e coronato da un lucernario, lo spazio si sviluppa in forme curve e sale molto ampie, proponendo un percorso di visita tra opere di arte moderna e contemporanea di gran prestigio. All’esterno, questa zona sul fiume è stata riconvertita come spazio urbano godibilissimo, tra street food, musica dal vivo, aree sportive.
Dopo Gehry altri architetti di fama mondiale sono arrivati a Bilbao per dare il loro contributo alla trasformazione della città, che ora si ritrova con un campionario di edifici all’avanguardia che ne modellano il tessuto: i fosteritos, le entrate della metropolitana firmate da Norman Foster; il ponte Zubizuri di Calatrava, simile a una barca a vela che, invece di solcare le acque del fiume, ne congiunge le rive; il centro culturale Alhóndiga progettato da Philippe Starck su un vecchio deposito di vini.

Gastronomia
Proprio questa parola, vino, sprigiona un’altra caratteristica della città: l’anima gastronomica, che si manifesta nei pinxtos, piccoli assaggi di piatti tipici che trovano una espressione gustosissima al Mercato della Ribera. Siamo nel quartiere denominato Siete Calles, il centro storico cittadino che, se non sarà brillante come il nuovo, ha un fascino particolare dovuto agli edifici in stile neoclassico con i balconi in ferro battuto. Poi via a prendere la metro per trascorrere il pomeriggio a Puerto Viejo, nel comune di Getxo, dove, tra le piccole case bianche e le ripide vie, si respira l’aria di altri tempi, quando i marinai aiutavano le navi a entrare e uscire dall’estuario del porto di Bilbao.
Guernica e San Sebastián
Riprendiamo il camper verso est. Lungo il cammino si può far tappa a Guernica, la cittadina teatro di un sanguinoso attacco da parte dei tedeschi in appoggio al regima franchista, nel 1937, che vivrà per sempre impressa sulla tela dalle mani di Picasso. Il quadro è esposto al Museo Reina Sofia di Madrid.
Ultima tappa è San Sebastián, città che conserva l’aspetto nobile delle località balneari della Belle Époque e di cui si può trovare testimonianza nei palazzi che abbelliscono il centro storico e la zona che si affaccia sul mare. Quest’ultima è raccolta intorno alla bellissima Baia della Concha, così chiamata per la forma che ricorda una conchiglia. In attesa di un aperitivo a base di sidro, prodotto tipico della regione, potete passeggiare sul lungomare protetto dalla graziosa ringhiera e osservare l’allegra movida della spiaggia dove si alternano giocatori di pelota basca e amanti dei bagni di sole. Lasciate il camper e usate la funicolare per salire sul monte Igueldo, il cui profilo domina la città e dalla cui cima si gode un bellissimo panorama. Un’ultima occhiata alla terra spagnola prima di prendere la via di casa.
I vigneti di La Rioja
Ah, no, fate tappa tra i vigneti de La Rioja, la regione che si trova a sud dei Paesi Baschi, dove si produce un ottimo vino in un panorama che alterna boschi mediterranei ad alte cordigliere e luoghi dall’aspetto lunare. Immersi nei profumi dolci e armoniosi della natura, le attività all’aria aperta sono tantissime, dai trekking alle gite a cavallo fino ai voli in mongolfiera da cui apprezzare il territorio da un altro… punto di vista. Info sul sito della regione.
Informazioni e soste
La regione dei Paesi Baschi si trova al confine nord-orientale con la Francia, l’itinerario si sviluppa nell’arco di un centinaio di chilometri.
Bilbao è servita da Bilbao Hostel, a pochi chilometri da San Sebastián si trova il Camping Igara.
W: bilbaoturismo.net; sansebastianturismoa.eus; guggenheim-bilbao.eus
Costa Brava
Potete trovare un quinto itinerario, dedicato alla Costa Brava, qui.
W: spain.info


