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Slovenia, tutte le sfumature del verde

di Alessia Merati

Da quello smeraldo dei fiumi che corrono impetuosi tra gole suggestive a quello più intenso dei boschi, dei parchi e delle aree protette. Un tour nel cuore green della Slovenia, per vivere una vacanza a contatto con la natura

La “bellezza smeraldo” del fiume Isonzo ci introduce in questo viaggio particolare che vuol portare a scoprire il volto verde della Slovenia. Dalle regioni settentrionali al confine con l’Italia, dove ancora oggi si trovano indelebili le memorie delle battaglie combattute durante la Prima guerra mondiale, si guida verso sud, per visitare Lubiana, città moderna, ma dall’anima green, tanto da essersi aggiudicata il titolo di Capitale verde d’Europa per il 2016, e per rilassarsi ai piedi del suggestivo castello di Otocec. L’itinerario non dimentica di comprendere una sosta lungo il fiume Kolpa, una delle destinazioni “balneari” della Slovenia, dove ci si può dedicare agli sport fluviali, e una visita alle meraviglie del sottosuolo: le Grotte di Postumia e le meno conosciute Grotte di Škocjan.

L’Isonzo, un verde percorso d’acqua

Scorre per 136 chilometri dividendosi tra Italia e Slovenia, attraversando un territorio ricco di storia e di suggestioni. È lui l’attrazione principe della regione, tanto da essere appellato come “la bellezza smeraldo”.

Una volta oltrepassato il confine italiano, il fiume smette di chiamarsi Isonzo e diventa Soča in sloveno. Si addentra in gole frastagliate, valli verdeggianti e diventa un vero paradiso per gli appassionati di pesca, rafting e kayak che si tuffano con le imbarcazioni in un’acqua fresca e spumeggiante, dall’incredibile color smeraldo. Il livello di difficoltà varia a seconda dei tratti cui si accede, ma gli sport fluviali, compreso l’hydrospeed e il canyoning, sono davvero alla portata di tutti, anche dei principianti se accompagnati da una guida (www.visit-soca.com/it).

Rafting sulle rapide del fiume Soča

Rafting sulle rapide del fiume Soča

La valle dell’Isonzo, però, non è solo una palestra a cielo aperto, ma è anche una terra ricca di storia, che è stata teatro dei più importanti avvenimenti del Novecento. A partire dalla Prima guerra mondiale, visto che molte battaglie furono strenuamente combattute sul fronte isontino. Diverse testimonianze, infatti, sono rimaste a memoria del terribile conflitto bellico, come dimostra il Percorso della Pace, un sentiero escursionistico che ha inizio a Log pod Mangart, tocca luoghi suggestivi – come la Cappella militare Bes di Planica, il santuario di Javorca, costruito in memoria dei caduti sul Fronte Isontino sul campo di Tolmin e, sempre lì vicino, l’ossario tedesco, dove sono sepolti 965 soldati (emozionante il vestibolo con la porta d’ingresso fatta da canne di fucile e la tomba del milite ignoto, illuminata dai raggi del sole solo nel giorno del solstizio d’estate)-, e si conclude al museo all’aperto di Mengore. Ugualmente interessante, l’Itinerario storico di Caporetto, un sentiero che si snoda per circa cinque chilometri lungo le principali attrazioni della regione: il Museo di Kobarid, le rovine dell’antico villaggio di Tonocov e l’ossario italiano.
Non mancano poi le meraviglie naturali, come la cascata di Kozjak, un affluente dell’Isonzo che, attraversando diverse forre, forma dei salti spettacolari, due dei quali accessibili ai visitatori. Per raggiungerle, si percorre la strada Kobarid- Drežnica, fino al ponte di Napoleone: da qui inizia il sentiero segnalato, che sfocia nella visione di uno splendido laghetto d’acqua color verdeazzurro.

cascata di Kozjak

cascata di Kozjak

Per gli spiriti più avventurosi, le gole di Kobarid (Caporetto) e Tolmin, dove le acque turchesi scorrono impetuose e roboanti, sono un vero paradiso, ma è Bovec (www.bovec.si) la destinazione adatta a chi vuole abbinare sport all’aria aperta e relax. Il paese accoglie i visitatori con tipiche locande, dove fermarsi per gustare alcuni piatti tipici deliziosi, come patate e ricotta, il rinomato Formaggio di Bovec, il salame di camoscio o i dolci krafi di Bovec, dei fagottini ripieni di pere, mele, uvette e spezie. Non mancano poi negozietti, le agenzie che organizzato uscite di trekking e gite in montagna e nei luoghi in cui sono state girate alcune scene del film Cronache di Narnia e due belle chiese gotiche costruite all’inizio della piazza principale.

Bovec è anche la porta d’accesso privilegiata al Parco Nazionale del Triglav, dominato dall’omonimo monte, alto ben 2.864 (una delle vette più considerevoli della Slovenia). Il Parco copre circa il quattro per cento del territorio nazionale ed è protetto da un severo regime di tutela, che ha consentito di mantenere la natura intatta e incontaminata. L’escursionismo è una delle attività più praticate durante i mesi estivi e autunnali, ma i veri appassionati frequentano l’area anche nei mesi invernali, per arrampicarsi sulle pareti della Alpi Giulie o per sedersi ai tavoli dei rifugi e delle baite, vere oasi di pace. Tra le attrazioni del parco, il lago di Bohinj (www.bohinj-info.com), il più grande lago sloveno di origine glaciale, che se d’estate è meta di sport acquatici e vacanze balneari, d’inverno ghiaccia e diventa un luogo davvero selvaggio e suggestivo: ci si sentirebbe isolati dal mondo se non fosse che il vicino Vogel attira frotte di appassionati di sci-escursionismo.

  • Chiesa di S.Giovanni Battista in riva al lago di Bohinj
    Chiesa di S.Giovanni Battista in riva al lago di Bohinj
  • Gole di Tolmin
    Gole di Tolmin
  • Il fiume Soča nel Parco Nazionale del Triglav
    Il fiume Soča nel Parco Nazionale del Triglav

Idria? Ha l’argento vivo addosso

Nella piccola cittadina della Carniola per scoprire le antiche miniere del mercurio, oggi trasformate in museo. Dallo spettacolo della natura a quello creato dall’uomo il passo, in Slovenia, è breve. Guidando verso sud, in direzione della cittadina di Idria, si scopre come cinque secoli di attività mineraria abbia plasmato un territorio, lasciando in eredità monumenti e attrazioni uniche nel loro genere, che l’UNESCO ha incluso nella lista dei patrimoni dell’umanità. Idria, che ha fondato il suo successo nell’estrazione dell’argento vivo, vanta infatti una delle più grandi miniere di mercurio al mondo, con cunicoli che si estendono per oltre 700 chilometri: oggi è stata trasformata in un museo, visitabile con tranquillità anche in compagnia dei bambini. Si vestono dunque i panni dei minatori, con tanto di casco e soprabito, e ci si addentra in compagnia della guida nel così detto pozzo di Antonio (www.antonijevrov.si). La temperatura all’interno si aggira intorno ai 13 gradi, quindi meglio coprirsi! In oltre cinquecento anni di storia, i minatori del posto hanno scavato un labirinto di gallerie alto quasi come un palazzo di quindici piani, ma solo una parte di queste sono ancora percorribili: in fondo alla galleria d’ingresso, sostando presso la cappella sotterranea di Santa Trinità, eretta nel XVIII secolo, se ne scopre tutta la storia e si impara a conoscere le proprietà di questo elemento. Nella cappella, inoltre, si riconoscono due statue: la prima è di Santa Barbara, patrona dei minatori e di tutti quei lavoratori che rischiano la vita; mentre la seconda è di Sant’Acacio, eletto patrono dei minatori di Idria, in quanto fu proprio nel suo giorno che nel 1508 gli abitanti scoprirono il giacimento di mercurio.
La storia della miniera si approfondisce anche visitando il Museo di Idria, ospitato all’interno del castello di Gewerkenegg (www.muzej-idrija-cerkno.si), che custodisce la kamst, una grande ruota di legno azionata ad acqua, che veniva usata per alimentare la miniera: originaria del 1790, rimase in funzione fino addirittura al 1948. Visitando la mostra, però, si viene a scoprire un altro vanto della città, la lavorazione del merletto eseguito a tombolo (nel 2000 ha ottenuto il riconoscimento di origine geografica protetta), attività che oggi viene tramandata dalla scuola locale e dal festival del merletto che si tiene ogni anno alla fine di giugno.
Dopo tanto girovagare tra gallerie e musei, però, l’appetito si fa sentire. Il consiglio è fermarsi a uno dei ristoranti del posto, magari il Gostilna Kos (www.gostilna-kos.si), nelle vicinanze del fiume Idrijca, sulle cui rive ci si può fermare a pescare alla mosca (rd-idrija.si/wordpress/it), e ordinare un buon piatto di zlikrofi, una sorta di ravioli, eletti nel 2011 “piatto protetto della Slovenia”, che si dice siano stati introdotti nel Paese da una famiglia di minatori tedeschi nel XIX secolo. La pasta, tirata molto fine, racchiude un ripieno di patate, cipolle e formaggio, che si esalta se si usa burro fuso e salvia o sugo di carne come condimento.

Lubiana, nel cuore (verde) della Slovenia

Un giro nella capitale per scoprire le attrazioni culturali e il suo volto green, fatto di giardini, parchi e rispetto per l’ambiente, tanto che la Commissione europea, nel giugno 2014, ha conferito a Lubiana il prestigioso titolo di “Capitale verde d’Europa per il 2016”.

Il viaggio verso il cuore della Slovenia continua attraversando aree verdi e pittoresche montagne, che a volte nascondono piccoli laghi alpini. Come succede a Bled, località rinomata per il suo specchio d’acqua blu, al centro del quale sorge l’isola di Bled. Vale la pena fare una sosta, per percorrere in bicicletta il sentiero di circa 6 chilometri che circonda il lago o per rilassarsi su una panchina per dare da mangiare a cigni e anatre. In alternativa, si può prendere una delle barche tipiche di Bled, le Pletna (l’imbarco si trova al Parco termale o presso il centro di canottaggio) e lasciare che il barcaiolo vi accompagni in un romantico giro del lago. In questo modo si può raggiungere l’isoletta, su cui un tempo si trovava un templio dedicato a Živa, la dea dell’amore: al suo posto oggi sorge una chiesa gotica, dedicata a Santa Maria Assunta, all’interno della quale si ammirano affreschi e un piccolo lapidario dove è conservato il rilievo originale della Croce di Hren di Ljubljana. Una volta qui, provate a sfidare la leggenda della campana dei desideri. Si dice, infatti, che la ricca vedova Polissena, affranta per la morte del marito, fece fondere una campana per la chiesa dell’isola. Durante il trasporto, però, la barca si rovesciò, portando a picco la campana, il cui suono, si narra, si può ancora udire dal fondo del lago. Alla morte della vedova, il Papa fece dono alla chiesa di una nuova campana e chiunque, per onorare la Madonna, riesca a suonarla, potrà avverare ogni suo desiderio.

  • Panoramica di Lubiana
    Panoramica di Lubiana
  • Lubiana
    Lubiana
  • Lubiana, il mercato
    Lubiana, il mercato
  • L'isola di Beld con la Chiesa di S. Maria Assunta
    L'isola di Beld con la Chiesa di S. Maria Assunta

Il viaggio continua fino a Lubiana, la capitale affacciata sul fiume, ricchissima di attrazioni e animata da una vita culturale vivace. La città si rivela una vera sorpresa, così elegante, con i palazzi progettati dall’urbanista Jože Plečnik, tra gli anni Venti e l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, e i locali con vista sul fiume, così belli da fotografare alla sera. La visita ha inizio dal Castello di Lubiana, che sorge proprio in cima alla collina chiamata Grajska Planota: un tempo usato come penitenziario, all’inizio del Novecento fu restituito alla cittadinanza e ancor oggi è la cornice ideale di concerti, eventi culturali e mostre. Poi, si girovaga in città, per vedere la Cattedrale di San Nicola, con gli splendidi portali in bronzo, realizzati per commemorare la visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1996, o per fare qualche compera al Mercato centrale di Lubiana, un popolare luogo d’incontro. Progettato da Plečnik, ha una parte all’aperto e l’altra al coperto e anche un grande negozio di fiori: qui si può trovare un po’ di tutto, dai prodotti gastronomici, come il pregiato prosciutto del Carso e la tipica torta potica, agli articoli di artigianato locale. Ma fate attenzione a programmare la visita: la domenica e i festivi si trova tutto chiuso.

L’accesso alla città vecchia, invece, è rappresentato dal Triplice Ponte Tromotovje, progettato sempre dal grande urbanista sloveno: le balaustre in pietra intervallate da lampioni rendono ogni scorcio molto elegante e, per di più, ogni ponte laterale conduce a delle terrazze alberate, ombreggiate da pioppi. Essendo una zona interamente pedonale, è molto piacevole concedersi una passeggiata fino alla piazza principale, la più antica, Mestni Trg, sulla quale si affacciano dimore raffinate, come la casa Haman dove si trova anche la Pinacoteca civica, o il palazzo Lichtenberg con la facciata decorata da sculture. Per scoprire uno dei monumenti più conosciuti della città, bisogna camminare fino al municipio, dominato dalla torre dell’orologio: proprio di fronte sorge la fontana dei Fiumi carniolani, realizzata dal veneziano Francesco Robba intorno al 1751, che per il suo lavoro si ispirò alla più famosa Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona, scolpita dal Bernini.
Lubiana è una città molto verde, lo si vede dai viali alberati, dal suo bel Giardino Botanico, dove si visitano serre tropicali e diverse piante carnivore (www.botanicni-vrt.si), e lo si sperimenta sulla propria pelle concedendosi un po’ di riposo al Parco Tivoli, attraversato da un “percorso vita” lungo il quale si trovano attrezzi per fare ginnastica. Altri sentieri si snodano nel bosco dei colli Rožnik e Šišenski hrib, mentre altri più lunghi raggiungono il Mostec e lo Zoo: insomma è un vero piacere perdersi alla ricerca delle sue attrazioni.
E se si è appassionati di podismo e jogging? Basta provare a incamminarsi lungo il Sentiero delle rimembranze e della solidarietà, lungo ben 34 chilometri. Questo anello verde, che cinge la città occupando il perimetro delimitato, ai tempi della seconda guerra mondiale, dal filo spinato e dai bunker, conduce fino al Castello di Fuzine (www.mao.si), oggi sede del Museo di architettura e design.

Uscendo dalla città e spingendosi verso la periferia, ecco un’altra area verde di grande interesse, la palude Barje (www.ljubljanskobarje.si), una zona di acque stagnanti e torbiere, scelta a dimora da circa 89 specie di farfalle e oltre 100 specie di uccelli, alcuni di questi piuttosto rari, come l’assiolo, la locustella o il grande chiuro. La palude è interessante anche perché accoglie la testimonianza di un antico insediamento palafitticolo, riconosciuto tra i patrimoni dell’Unesco: grazie all’acqua stagnante, infatti, è stato possibile ritrovare resti di piante fossili, scheletri e oltre 10mila reperti storici, appartenenti a diverse epoche, tra cui la più antica ruota in legno del mondo.

Otočec, tra relax e divertimento

Ci si rilassa alle terme o ci si mette alla prova nel parco avventura, si prova il proprio swing su uno dei campi da golf più moderni della Slovenia o si scopre un romantico castello. Per trascorrere piacevoli giornate in famiglia.

Non distante da Lubiana, Otočec è un borgo tranquillo e rilassato, conosciuto ai più per il romantico castello che domina un’isoletta nel mezzo del fiume Krka. Appartenuto nel 1252 ai signori di Visnja gora, si pensa che il maniero fosse stato, in origine, edificato sulla sponda destra del fiume; solo più tardi, intorno al XIII secolo, per la paura delle invasioni mongole, è stato deciso di proteggere l’ala sud, scavando anche un letto artificiale.

L’elegante dimora passò sotto il controllo di numerose e diverse famiglie nobili, l’ultima delle quali fu quella dei Margheri, unici proprietari fino alla seconda guerra mondiale, quando i partigiani incendiarono il castello nel 1942. Il più chiacchierato degli eredi era Albino Margheri, giovanotto dai capelli rossi che aveva tre passioni: il gioco delle carte, la caccia e la conquista delle donne. Il conte, poi, era solito invitare al castello, per motivi diplomatici, alcuni alti funzionari di Novo mesto: organizzava lauti banchetti, ma alla loro dipartita, ogni volta faceva rompere tutti i bicchieri. Il motivo? Gli aristocratici non potevano bere dagli stessi cristalli che avevano dissetato dei plebei. Il destino, però, fu beffardo con il superbo Albino: la figlia, Florentina, all’età di quarantaquattro anni, si invaghì e rimase in cinta di un garzone diciottenne del castello, con il quale si sposò qualche tempo più tardi.

La visita del castello è un’esperienza piacevole: circondato da un bel parco e da boschi ombrosi, è l’ideale per fare passeggiate o rilassarsi in riva al fiume. Se poi si vuole sperimentare qualche tiro con la mazza, presso il castello si trova uno dei campi da golf più moderni e ben attrezzati della Slovenia. In alternativa, si gioca a tennis, ci si rilassa alle terme di Krka o ci si diverte tutti insieme al vicino parco avventura con vista suggestiva sul Castello di Otočec (www.terme-krka.com/it/it/offerta/vacanze-attive/parco-avventura-otocec). Ponti sospesi, scale, piattaforme fluttuanti tra gli alberi, reti sulle quali arrampicarsi e lanciarsi: una vera avventura capace di entusiasmare grandi e piccoli.
La giornata si conclude, poi, con una cena al vicino Gostilna Vovko (www.gostilna- vovko.si), famoso per l’accuratezza con cui vengono preparati i piatti della cucina locale, come la zuppa di funghi o quella di manzo.

  • Castello Otocec
    Castello Otocec
  • Castello Otocec, il vecchio ponte
    Castello Otocec, il vecchio ponte

Da Metlika alle Grotte di Škocjan

Tra castelli e vigneti, ci si addentra in un altro dei polmoni verdi del Paese, dove sport all’aria aperta e relax in riva al fiume sono un vero must. Poi si scende nel sottosuolo per lasciarsi conquistare dai capolavori della natura.

L’itinerario prosegue verso la Carniola Binaca, la regione collinare al confine con la Croazia, caratterizzata da dolci colline punteggiate da boschi di betulle. Il capoluogo è Metlika (www.metlika.si), che celebra la storia del territorio nel suo suggestivo Museo della Bela krajina, ospitato all’interno del castello. Poco lontano da qui, la cantina Vinska Klet Metlika (www.kz-metlika.si) permette di conoscere da vicino la vocazione vitivinicola della zona: qui si possono degustare nettari come il Metliska Crnina, un vino rosso secco, o il Belokranjec, più blasonato. Dopo aver fatto tappa al curioso Museo della Vigilanza del Fuoco di Metlika, l’escursione prosegue fino a Crnomelj: lungo la strada, l’occhio viene catturato da un vecchio aereo militare DC-3, detto anche Dakota, posizionato qui per ricordare tutti i coraggiosi piloti britannici e americani che, durante la Seconda guerra mondiale, trasportarono i feriti nei vicini ospedali italiani. La cittadina di Crnomelj è compresa all’interno del Kolpa Krajinski Park (www.kp-kolpa.si), un parco regionale protetto, attraversato dal fiume Kolpa, una vera e propria destinazione balneare, scelta da chi vuole fare un bagno rinfrescante nel fiume, divertirsi con i kayak o sperimentare il rafting (www.kolparaft.com).

Seguendo il corso del fiume, la strada si addentra in distese di boschi e aree verdi incontaminate, dove spuntano i paesini di Kocevje, nelle cui foreste vive l’orso bruno, e Kostel, dominato da un castello con vista panoramica sul Kolpa.
Risaliti in camper, la destinazione è Šepulje, patria del tipico vino rosso ferroso Teran. Lungo il tragitto vale la pena programmare una visita alle spettacolari grotte di Postumia (www.postojnska-jama.eu/it), un susseguirsi di caverne plasmate dal sali scendi delle stalagmiti e stalattiti, abitate da uno strano anfibio rosato, il proteus anguinus, abbastanza raro. L’esplorazione sotterranea avviene per un tratto a piedi e per un altro, lungo circa 4 chilometri, a bordo di un comodo trenino che saprà rendere l’esperienza ancora più entusiasmante agli occhi dei bambini. Meno famose, ma altrettanto spettacolari, le Grotte di Škocjan (www.park-skocjanske-jame.si), vicino a Šepulje, incluse tra i patrimoni dell’Unesco.

Un folletto davvero dispettoso

Se visitate le miniere di Idria, fate ben attenzione al Perkmandlc, il folletto che sin dal passato si divertiva a fare scherzi e dispetti ai minatori. Si dice che colpisse soprattutto quegli uomini che, per il duro lavoro, si lasciavano scappare una bestemmia ad alta voce: ai malcapitati, spegneva la lampada, nascondeva gli attrezzi del lavoro o legava insieme i lacci delle scarpe. I più diligenti e laboriosi, invece, venivano premiati: con dei forti colpi di martello li avvertiva di pericoli imminenti, oppure faceva trovare loro i minerali più ricchi di mercurio.
Per ingraziarsi il folletto, i minatori erano soliti lasciargli dei bocconi del loro pasto e talvolta chiedevano alle mogli di cucirgli dei piccoli abiti per proteggerlo dal freddo invernale.

Una storia che pare leggenda

Cosa lega Lubiana al mito di Giasone e gli Argonauti? Molto più di quanto, di primo acchito, si possa pensare. Secondo la leggenda, infatti, l’eroe greco, insieme ai suoi compagni, dopo aver strappato il Vello d’Oro al re Aites, sarebbe fuggito a bordo della nave Argo, percorrendo il Mar Nero prima e il fiume Danubio, fino alla sorgente del fiume Ljubljanica, poi. Qui, smantellarono l’imbarcazione per potersi dirigere verso l’Adriatico e tornare a casa, ma presso la grande palude si trovarono a faccia a faccia con un mostro. Era un imponente drago che Giasone sconfisse e uccise. Oggi è il simbolo della città e campeggia sullo stemma di Lubiana e su alcuni luoghi simbolo della città, come il castello o il suggestivo ponte dei draghi. Prima di partire, non bisogna mancare di scattargli una foto: il ponte, infatti, fu costruito all’inizio del Novecento in cemento armato e fu uno dei primi in Europa a essere costruito con questa tecnica.

Bicchieri alzati: alla salute!

A metà strada tra la cittadina di Črnomelj e quella di Osilnica, si incontra Kostel, un paesino davvero contenuto, dominato da un castello con bella vista sul fiume Kolpa e la valle. Vale la pena fermarsi qui per fare una tappa gastronomica. Qui infatti si assaggiano i tipici gnocchi di Kostel, fatti con le patate e serviti come contorno ai piatti di selvaggina, cotti con salse e sughi, e si compra la famosa Kostelska Rakija, un distillato a base rutta, molto simile al brandy. A seconda del prodotto usato (si prediligono le mele e le pere ma altri frutti sono accettati dal disciplinare) si trovano: la Sadjevec di frutta mista e con un profumo molto gradevole; la Slivovka, acquavite di prugne; la Hruškovo žganje con un aroma caratteristico, conferitogli dalle pere; la Jabolčno žganje, dal gusto delicato, fatta anche con molti tipi di mele.

 

SOSTE CAMPER

Camping Chalets Koren

Caporetto
Tel. +386 (0)5 389 13 11
GPS: N 46°15.053 E 013°35.200

www.kamp-koren.si/it

Il campeggio Koren si trova lungo le rive dell’Isonzo, a soli 500 metri da Caporetto, lungo la strada per Drežnica. Per chi arriva in camper, il campeggio mette a disposizione la piazzola A, B ben attrezzate, sei piazzole nell’area C con allaccio elettrico, alla rete idrica e fognaria, diverse piazzole nella zona D, vicina alla torre da arrampicata, con area attrezzata per il rilascio delle acque grigie. I posti nell’area E sono più tranquilli e immersi nel bosco circondato da un prato: qui si trova allaccio elettrico e l’attrezzatura necessaria per falò e barbecue.

Parcheggi a Lubiana

Nelle vicinanze del centro cittadino si possono trovare diversi parcheggi a tempo, accessibili anche ai camper. Le tariffe orarie variano da circa 0,60 a 3,50 euro all’ora.

Parcheggio NUK

Situato tra Slovenska cesta Street, Zoisova cesta Stree. Ha 188 parcheggi ed è aperto tutti i giorni.
Parcheggio Tivoli II
Vicino al Parco Tivoli. Aperto tutti i giorni, 24 ore su 24.

Parcheggio Žale III

Situato nelle vicinanze dell’Università, con ingresso in Kranjčeva ulica Street, è aperto tutti i giorni, 24 ore su 24.

Alo Camp

Peruzzijeva ulica 105 1000 Ljubljana
Telefono: +386 (0)40 621 862
http://alo-accommodation-ljubljana.si

Area sosta nelle vicinanze del centro commerciale Rudnik e della tangenziale sud di Lubiana, di 12 posti riservati ai camper, recintata e custodita. Qui si trova elettricità, bagni puliti, si può fare rifornimento d’acqua e scaricare. Accanto si trova la Trattoria Vrbinc ottima per la prima colazione. Internet Wi-Fi su tutta l’area è un plus.

Camp Otočec

Podhosta 48, SI-8350, Dolenjske Toplice
Tel. +386 40 466 589
www.camping-potocar.si/kamp-otocec
GPS: N 45.8378 E 15.2378 / N 45° 50′ 15′′ E 15° 14′ 21′′
Fuori dal castello di Otočec c’è un grande parcheggio, ma attenzione, è vietato ai camper. Meglio dirigersi al Camp Otočec, vicinissimo e dotato di diversi comfort. Situato nei pressi del fiume Krka, vicino all’Hotel Hrad Otočec, il campeggio dispone di docce con acqua calda, rifornimento gas, scarico per wc chimici. Ha inoltre campi da tennis e di pallavolo, un’area wellness.

Camping Pivka Jama

Veliki otok 50 – 6230 Postojna
Tel. +386 (0)5 720 39 93
http://camping-postojna.com/en/camping
A pochi passi dalle grotte di Postumia, il camping è dotato di docce, attacchi per l’elettricità, rifornimento gas, scarichi per i wc chimici. Immerso nel verde, è il luogo ideale per rilassarsi, organizzare grigliate e gite in bicicletta. Non mancano campi sportivi per praticare basket, pallavolo e ping pong e aree gioco.

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