Pedalate da Oscar

Sono state da poco proclamate le ciclovie da Oscar del 2025: il Green Road Award  viene infatti assegnato ogni anno alle regioni che promuovono la vacanza su due ruote con servizi per il turismo lento. Sul podio, al primo posto la Regione Liguria per la Cycling Riviera. Il secondo posto va alla Regione Basilicata per la Ciclovia Meridiana e il terzo posto alla Regione Puglia per la Ciclonica.

In attesa di poterle percorrere, vi proponiamo le nostre pedalate da Oscar del 2024: spunti per un turismo al ritmo lento ma inesorabile della bicicletta o dello scarponcino.

Oscar 2024

L’edizione 2024 ha premiato in Friuli Venezia Giulia la Ciclovia Pedemontana, in Calabria la Ciclopedonale della Val di Neto, in provincia di Trento la Green Road dei Fiori, in Sardegna il Cammino Minerario di Santa Barbara e in Campania la Via Silente. E poi l’Appennino Bike Tour, un percorso integrato che seleziona strade e sentieri e attraversa l’Italia dalla Liguria alla Sicilia.

Questi riconoscimenti indicano un cambio di passo nei confronti del turismo del futuro prossimo, sempre più leggero, amico dell’ambiente e che, allo stesso tempo, consente a chi lo pratica di vivere le esperienze uniche che solo il turismo lento permette.

Viaggiare nel profondo del territorio permette di scoprire il paesaggio vero, di scrutarlo, interpretarlo, leggerne le sfumature che la natura dispone o che l’uomo modella. Consente di incontrare e conoscere la gente che vive nei piccoli centri, magari presso una fontana mentre ci dissetiamo, in un negozietto di alimentari o in un’osteria, e ci restituisce una veduta nuova dell’umanità, di solito migliore di come la si dipinge. Felicità vera, immagini che cercheremo di immortalare con lo smartphome ma, più importante, resteranno impresse per sempre nella nostra anima.

Bici muscolare o a pedalata assistita?

C’è un’altra buona notizia: l’avvento delle biciclette a pedalata assistita. Certo, utilizzarle non ci rende “eroici” come chi affronta le salite più ripide con la bici muscolare, ma almeno ci consente di farlo. Anche senza un grande allenamento possiamo ipotizzare lunghi percorsi quotidiani dove a dettare il limite è la capacità di resistere sul sellino più che il fiato o le gambe. Se siete principianti e vi state avvicinando a questi veicoli, fatevi consigliare da un esperto, non guardate solo il prezzo (piuttosto salato) e cercate una bicicletta con buona autonomia e ciclistica adatta tanto alla strada quanto ai percorsi sterrati.

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Ciclovia Pedemontana – Gemona_del_Friuli @Nicola_Brollo

Itinerario 1 Ciclovia Pedemontana FVG3

In Friuli Venezia Giulia, 180 chilometri per lo più pianeggianti, un itinerario per tutti, ai piedi dell’arco alpino tra Sacile e Gorizia.

Il percorso

Un itinerario lungo il quale è facile perdersi… Tra borghi incantevoli, trattorie, cantine bisogna essere davvero determinati per non cadere subito in tentazione. Vada come vada, la linea ferroviaria Sacile-Gemona consente di gestire le tappe con elasticità affinché si possa scegliere se percorrere tratti giornalieri o riprendere il percorso dove lo si era lasciato. Un percorso per lo più immerso nel verde, tra boschi e prati, e che attraversa i principali fiumi della regione. Ma anche con una buona concentrazione di presidi “slow food” che saranno un’esperienza nell’esperienza per chi apprezza la buona tavola. A parte qualche salita collinare, per il resto incontreremo falsi piani nella parte centrale del percorso, gestibili in salita con qualunque bici dotata di rapporti, mentre più ci si avvicina a Gorizia più il percorso si farà pianeggiante.

I plus della ciclovia

Grande intermodalità, possibilità di articolarsi con altri itinerari (uno su tutti la Pedemontana alpina Bicitalia 12), la già citata ferrovia, le autolinee con rimorchio per biciclette, la cura della cartellonistica e del tracciato Gps. Soprattutto la possibilità di scoprire un’area ancora esclusa dalle mete turistiche classiche regionali, proprio quello che piace a moltissimi camperisti, che avranno anche la possibilità di posizionare il camper in tappe strategiche e percorrere tutto l’itinerario in qualche giorno. In alternativa il percorso è costellato da possibilità di pernottamento anche a buon mercato.

Da non perdere

  • Sacile con palazzi e giardini che si affacciano in perfetto stile lagunare… ma sulle sponde del fiume Livenza.
  • Gorizia, con un piede in Italia e uno in Slovenia, quest’anno Capitale della Cultura Europea 2025 con Nova Gorica.
  • Gemona con il suo duomo caratteristico appoggiato alla montagna
  • Cividale, inserito nel Patrimonio Unesco, con vista sulla gola del fiume Natisone che attraversa il paese, godibile dal celebre “Ponte del Diavolo” e l’arte longobarda dei suoi monumenti più antichi.
  • Riserva naturale del Cornino, con l’omonimo lago.
  • Aree vitivinicole delle DOC Grave, Colli Orientali del Friuli, Isonzo e Collio. A chi ama il buon bere consigliamo di montare le sacche laterali per portarsi a casa almeno un paio di bottiglie… O, per viaggiare leggeri, potrete anche limitarvi ad assaggiare sul posto.

Itinerario 2 Ciclopedonale della Val di Neto

Progettata riadattando una antica mulattiera, sono 38 chilometri pianeggianti tra natura e storia in Calabria, nel crotonese.

Il percorso

Percorso facile, curato, gli standard della ciclovia sono degni di un paese del Nord Europa. Cartelli informativi sui punti di interesse, punti di osservazione per gli uccelli e aree di sosta attrezzate, un punto di accesso per kayak, perfino un’area fitness con una cyclette. Ci si potrebbe dare appuntamento nelle vasche termali del Bruciarello, parte del vecchio complesso termale ora di libero accesso con le tre sorgenti denominate “Acque calde”, “Pantane” e “Terme Romane di Bruciarello”. E poi, dopo una salutare immersione sulfurea, seguire il corso del fiume Neto fino alla foce, che confluisce nello Ionio, e riposare sulla spiaggia.

Da non perdere

  • Sei comuni del Marchesato crotonese: Caccuri, Belvedere di Spinello, Santa Severina, Rocca di Neto, Scandale, Strongoli, luoghi dove visitare i siti storici e archeologici, castelli, borghi e i luoghi di culto.
  • La Foce del Neto, grande interesse naturalistico: dove il mare e il fiume si incontrano, le anse diventano l’ambiente perfetto per la nidificazione del gruccione, della testuggine d’acqua e di ben 188 specie di uccelli.
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Green Road dei Fiori

Itinerario 3 Ciclovia dei Fiori

Seicento tipi di fioriture diverse, cinquantasette chilometri di tracciato in Trentino, due fiumi, due laghi

Il percorso

Prendete i 25 chilometri della pista ciclabile della Val Rendena e, dal capo opposto, i 28 di quella della Valle del Chiese, collegateli e attrezzateli e il gioco è fatto! Con questa operazione il Trentino può vantare una nuova ciclovia tematica, la Ciclovia dei Fiori, che gli è valsa il terzo premio all’Oscar Italiano del cicloturismo 2024. Ottime indicazioni, servizi di trasporto pubblico integrati, percorsi protetti. Il percorso parte da Carisolo, nel cuore del Parco Naturale Adamello-Brenta, e si conclude sulle rive del Lago d’Idro. Per il camperista un’idea potrebbe essere quella di fare base proprio sul lago e servirsi dei bus shuttle per risalire le due valli così da avere il favore della pendenza per buona parte del percorso: è bene però informarsi sulla stagionalità di questa modalità che in bassa stagione è depotenziata.

Da non perdere

  • Chiese affrescate in arte gotica, forti e trincee della Grande Guerra, fortificazioni antiche
  • Cucina ricca, varia e gustosa, accompagnata da una tradizione vitivinicola di tutto rispetto e con molte eccellenze.
  • 600 specie di piante che fioriscono tra aprile e giugno (il periodo migliore per percorrerla).
  • Fiumi Sarca e Chiese, lo splendido Lago di Roncone e il Lago d’Idro.

Itinerario 4 Appennino Bike Tour

3100 su strade secondarie lungo la dorsale appenninica

Il percorso

Dalla Liguria alla Sicilia in bici scollinando di valico in valico: un percorso adatto a gambe allenate, o a coloro che si godono il paesaggio con lo sforzo relativamente contenuto che richiede la moderna e-bike. Il percorso parte da Bocchetta di Altare in Liguria nel savonese dove, geologicamente parlando, finiscono le Alpi e inizia l’Appennino, e si conclude ad Alia, in provincia di Palermo. Un gran tour d’Italia che a pieno titolo si può considerare la più grande direttrice di mobilità sostenibile del Paese. Lungo i suoi 3.100 chilometri, su strade secondarie a basso traffico, si entra nel territorio di ben 300 comuni, si attraversano 14 regioni e 56 aree protette.

Il percorso è stato studiato per essere eseguito idealmente in 43 tappe con chilometraggi che variano, a seconda della difficoltà del percorso, tra i 50 e i 100 chilometri. Il ciclista può scegliere di allungare il numero delle tappe per visitare l’incredibile numero di luoghi di interesse di carattere naturalistico e storico-artistico e gastronomico.

I plus della ciclovia

Le 43 tappe sono scaricabili come tracce in formato GPX, e lungo il percorso è presente la cartellonistica verticale. Ogni 70 chilometri circa sono presenti le colonnine attrezzate che permettono la ricarica di 4 e-bike contemporaneamente, ma anche stazione di gonfiaggio per pneumatici e attrezzatura per piccole riparazioni. E mentre la bici si ricarica potrete riposarvi sulle panchine o leggere il pannello informativo sulla zona dove vi siete fermati. Una app dedicata semplifica la gestione del percorso attraverso gli smartphone. Lungo il percorso è in via di formazione una rete di operatori bike friendly. Ci si può far convalidare il passaporto con l’apposito timbro e ricevere l’attestato di Testimonium della Ciclovia dell’Appennino, a patto di averne coperto almeno 1000 chilometri attestati da 50 timbri. Il particolare affascinante è che questo viaggio si può fare a più riprese, diventando quasi un “progetto di vita” per le vacanze a venire.

Itinerario 5 Cammino Minerario di Santa Barbara

Da Iglesias un anello di circa 600 chilometri per scoprire la Sardegna sud occidentale.

Il percorso

L’itinerario ha ricevuto la menzione speciale Legambiente all’edizione 2024 dell’Oscar italiano del Cicloturismo. Si arricchisce di anno in anno e valorizza un’area per secoli dedita all’estrazione mineraria, l’altra faccia della Sardegna rispetto all’idea che il popolo vacanziero ha dell’isola. Ma anche quella più vera e oggi, dopo la chiusura delle miniere, quella che meglio si presta a rilanciare un tipo di turismo intelligente, di contatto, ecocompatibile. Questo cammino, organizzato e gestito da una fondazione che coinvolge associazioni, comuni e diocesi, parte da lontano, dalla chiusura dei siti minerari e dalla volontà ferrea di associazioni e cittadini. La volontà che in questi luoghi si preservi la memoria e l’anima autentica di una certa Sardegna e al tempo stesso si creino opportunità di lavoro per i giovani e un progetto per rilanciare il territorio.

Trasporti, supporti digitali, assistenza sul territorio, guide e accompagnatori ma anche turismo fai da te grazie ai servizi del sito. È disponibile anche la guida cartacea e l’immancabile diario-passaporto con i timbri che certificano il passaggio del viaggiatore. A piedi, in bici a cavallo, scegliete voi.

Il consiglio

È consigliabile una bicicletta, sia muscolare che con pedalata assistita, adatta a percorrere lunghi tratti di sterrato,  sentieri a fondo naturale, immancabili per raggiungere spiagge, nuraghe o punti particolari. La Green Road ciclabile è, per il momento, di circa 360 km ed è composta da un fondo misto di asfalto, strade bianche, tratti di ferrovia dismessa. L’organizzazione del tour completo si articola in nove tappe per un totale di 550 km. Il cammino propone numerose varianti

Da non perdere

  • Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna
  • siti nuragici e villaggi fantasma (ex borghi di minatori).

Itinerario 6 Via Silente della Campania

Da Castelnuovo Cilento un percorso a tappe alla scoperta di uno dei parchi nazionali più grandi d’Italia

Il percorso

600 chilometri di strade asfaltate e, di solito, a bassa percorrenza, su un percorso ad anello, 15 tappe (per 15 giorni) da modulare a piacimento. La via Silente è nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Riserva della Biosfera Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Il mare è presente come lo sono scalate a oltre 1500 metri di quota. Anche per la Via Silente lo strumento principale per organizzare il viaggio è il sito web: è possibile noleggiare una e-bike o spedire la propria, scaricare le mappe, l’altimetria, visionare le possibilità di pacchetti vacanza a tema o raccogliere le informazioni per ottimizzare l’uso del camper come campo base.

E voi… da quale di queste pedalate da Oscar iniziereste?

Crediti fotografici: Depositphotos.com

 

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