Tappa itinerante sull’Appennino umbro-marchigiano, ammaliante terra capace di sprigionare forza e bellezza nella natura e nell’uomo che ne solca i sentieri. Ecco tutte le vibrazioni di un viaggio tra i Monti Sibillini in camper!
Magiche vibrazioni
Alcuni luoghi sprigionano una energia particolare, una sorta di magnetismo che fa vibrare aria e terra rendendoli pieni di pace e positività. Vi è capitata di sicuro quella sensazione che, giungendo in un posto sconosciuto, vi fa sentire a casa, rilassati, in pace. Ecco, vogliamo parlarvi di uno di questi, i Monti Sibillini, parco nazionale dal 1993 ma soprattutto angolo dell’Appennino capace di sprigionare quelle “good vibes” ottime per togliersi di dosso la routine quotidiana e liberare le nostre forze e il nostro magnetismo.
Tra miti e leggende
La magia di queste montagne è già insita nella toponomastica: la denominazione Sibillini è infatti riferita alla presenza della grotta della mitica maga Sibilla (per conoscere tutto sulla leggenda bisogna recarsi al museo nel borgo di Montemonaco). Molti nomi nel parco hanno un riferimento alla magia e alle forze oscure, come le Gole dell’Infernaccio e il Pizzo del Diavolo, particolare che va a incrementare l’aura che dal Medioevo ha cominciato ad aleggiare sopra le creste di queste montagne e nelle valli, dove si diceva che abitassero streghe e stregoni e si praticasse la magia nera. Questa immagine è stata alimentata anche dalla natura selvaggia dell’Appennino, che qui crea panorami dalla forte drammaticità: a montagne e altopiani verdeggianti si alternano creste più scabre, battute dai venti, e gole impervie, dove lo sguardo rotola in basso.
Panorami mozzafiato
A un’anima selvaggia si aggiunge, in un gioco di addizioni e sottrazioni, un aspetto più dolce e romantico che vede nella natura una fonte di ispirazione: dalle zone alte, nelle albe nitide, lo sguardo spazia verso est e la costa marchigiana, mentre i tramonti colorano la piana di Castelluccio verso sud ovest, rendendo più intensi i colori all’epoca delle fioriture. Non sarà un caso che Giacomo Leopardi abbia dedicato un pensiero ai Sibillini nelle sue “Ricordanze”, ispirato da queste montagne azzurre! Ecco allora che stendere su uno di questi prati una coperta o un materassino leggero e lasciar correre liberi i pensieri o aspettare di veder sorgere o finire il giorno diventano momenti di grande pace e serenità: avvolti dal confortevole abbraccio del sole che compie il suo girotondo ciclico, il respiro diventerà più ampio e lo sguardo spazierà su tutto l’orizzonte.
Profonda connessione
Anche un trekking può regalare momenti di introspezione: c’è infatti chi nel movimento e nello sforzo fisico trova la concentrazione giusta per entrare in profonda connessione con il proprio personale centro. L’escursione al Lago di Pilato ha il perfetto mix tra impegno e magia per regalare profonde emozioni. Chi invece preferisce qualcosa di meno impegnativo può affrontare uno dei percorsi della lavanda, che tra questi pendii fiorisce a luglio e agosto: questo fiore dal colore violaceo è indicato per rasserenare e calmare, una passeggiata tra le sue piante in fiore non potrà che mettere l’animo nella giusta propensione di spirito.
Luoghi di meditazione e di passaggio
Con i miti e le leggende pagane si intreccia tra queste valli un altro tipico di spiritualità, di impronta cristiana, che ha determinato la nascita di eremi e santuari e di vie di pellegrinaggio che si uniscono ai sentieri battuti dalla transumanza e alle vie commerciali, dando vita a un intreccio di percorsi ricco di suggestioni: difficile non pensare a tutti coloro che sono passati lungo questi sentieri nel corso dei secoli, santi, pastori, pellegrini, eremiti, commercianti, ognuno lasciando qualcosa di sé nel passaggio, eco che risuonano insieme ai nostri passi.
Tra grotte e montagne
Ci si può fermare in una grotta e rimanere ad ascoltare il silenzio, immersi nella frescura della roccia, facendosi avvolgere dalla sensazione di calma e lasciando andare tutto ciò che intorno continua a muoversi: una delle località più suggestive è la Grotta dei Frati nel comprensorio di Fiastra, antico eremitaggio che più recentemente fu usato dai partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale. Il luogo migliore in cui seguire le orme dei pastori è il Monte Vettore e il consiglio è di fermarsi a dormire qui, magari in un bivacco improvvisato: si narra infatti che le fate abitino questa montagna e cerchino, di notte, di irretire i poveri pastori per rubar loro una danza. Attenzione, però, dovrete stare all’erta per cogliere i loro passi prima che spunti l’alba.

La pace dei borghi
Scoprire i borghi è una vera avventura, basta decidere quale. Se siete alla ricerca di quiete, il momento giusto per camminare tra le vie di un paese è le prime ore del pomeriggio: sentirete l’eco dei passi e potrete osservare con calma ciò che vi circonda, un portone di legno intarsiato, un balcone in ferro battuto, un giardino fiorito. Il silenzio sarà il vostro compagno ma ogni tanto sarà rotto dal frinire delle cicale e da una chiacchiera dietro una persiana chiusa, o dal battito di ali di un colombo, dal ronzio di un’ape. Se siete alla ricerca di storie, allora la mattina e le ore del tardo pomeriggio sono perfette per trovare le botteghe aperte e farvi consigliare un prodotto tipico, sbirciare dentro il laboratorio di un artigiano e ascoltare i rumori di antichi utensili, cogliere il chiacchiericcio davanti a una porta e rimanere in ascolto della cadenza tipica.
Da non perdere
Il nostro consiglio? Non perdetevi Amandola, dove il peregrinare è dolce già dal nome, e San Ginesio, dove potrete trovare anche un bosco di faggi dove rimanere un momento in silenzio e raccoglimento sotto fronde verdi e accoglienti.
Informazioni e soste
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si trova nell’Appennino umbro-marchigiano e risulta accessibile da entrambe le regioni dell’Italia centrale e da sud anche dall’Abruzzo e dal Lazio.
Area sosta camper a San Ginesio
Camping Sibilla a Montefortino
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