Campello sul Clitunno, un angolo di Umbria dove la storia si intreccia con il paesaggio dando vita a incantevoli tappe lungo vie antiche, solcate fin da tempi remoti.
Sulle orme dei Longobardi
Tra i pendii e le colline dell’Umbria, sorge un luogo cantato da poeti fin dall’antichità. Si tratta delle fonti del fiume Clitunno che creano da secoli un sito dalla magia particolare, dove le acque chiare sgorgano in mezzo alle piante, creando un ambiente in cui si alternano varie tonalità di colori (che cambiano a seconda della stagione) e su cui si posa la quiete tipica delle località fluviali.
La magia di questo luogo, dove oggi è un piacere passeggiare, è ricordata fin da Plinio il Giovane, da Virgilio e Properzio. Si dice che l’imperatore Caligola si recasse qui, dove sorgevano ville, templi e terme, per le feste Sacra Clitumnalia. Il paesaggio antico è stato però spazzato via da un terremoto nel 444 d.C., che ha modificato le caratteristiche dell’ambiente. Non l’incanto, visto che, in epoca più recente, sono rimasti affascianti da queste fonti idilliache anche Lord Byron e Giosuè Carducci. Difficile non condividere la loro emozione ascoltando il sussurrare della natura, dallo scorrere dell’acqua al frusciare delle fronde, al cinguettio degli uccelli.
Il castello
La zona che oggi si identifica con Campello sul Clitunno e che comprende anche le fonti del fiume è costituita da diversi borghi ed è particolarmente densa di località interessanti: al risvolto storico fa eco quello culturale, o meglio… gastronomico, poiché anche in questo angolo di Umbria la coltivazione delle olive regala un olio particolarmente pregiato, tutto da gustare. Oltre a definire le caratteristiche del territorio, con le piante di ulivo che incorniciano le località.
Tra queste vi è il borgo di Campello Alto, con il suo castello fondato nel X secolo da un cavaliere bergognone che, probabilmente, ha dato anche il nome alla località. Champeaux… Campello. Tra battaglie e tumulti, rimaneggiamenti e restauri, il castello è arrivato a noi mantenendo intatto la sua bellezza di maniero medioevale la cui posizione dominante su un colle gli conferisce un’aura da fiaba, soprattutto quando emerge dalle nebbie sottostanti, e nello stesso tempo di grande solidità, come le mura che lo hanno protetto nel corso dei secoli.

I borghi
Dicevamo che Campello sul Clitunno è un comune diffuso, non potete dunque perdere la visita ai più belli. Sono principalmente borghi in pietra che hanno mantenuto il loro carattere originario di luoghi fortificati, con il campanile, le case addossate le une alle altre, le finestre che sembrano parlarsi tanto sono vicine. Suggeriscono una sensazione di intimità e di raccoglimento, aumentata anche dal fatto che sono pochi gli abitanti rimasti, a volte proprio una manciata.
Ma le storie che possono raccontare loro e il selciato di queste “antiche vie” sono quelle che rendono bello un viaggio, degno di esser vissuto. Fate tappa ad Agliano e ad Acera, a Pettino e a Spina, che potete raggiungere anche attraverso i sentieri che solcano il territorio, magari proprio sulle orme di antichi cavalieri e pastori. Così sentirete più intensamente la terra sotto i piedi e arriverete in paese con la giusta fame per sedere a gustare uno dei prodotti del luogo, non solo olio, ma anche tartufo.
Il Tempietto
Sembra che non ci vogliamo avvicinare alla meta del nostro viaggio, ma Campello è un mix così eterogeneo e nello stesso tempo armonico che abbiamo voluto girare un po’ prima di portarvi davanti a questo tempietto che sembra spuntare da un angolo dell’antica Roma. L’aspetto classicheggiante di questo monumento ha lasciato stupito più di un esperto, tanto che è servito del tempo per datarlo correttamente all’epoca longobarda. Il reimpiego di materiale, evidentemente preesistente, di origine romana e la impeccabile aggiunta di decorazioni classiche, sia all’interno che all’esterno del tempietto, ha dato origine a più di un dubbio sulla sua effettiva collocazione temporale in epoca medioevale.
Da ormai più di dieci anni, però, il Tempietto a Campello sul Clitunno è uno dei beni compresi nel sito seriale I longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C), riconosciuto come Patrimonio dell’Unesco. Infatti è stato determinato che, pur con una incertezza di qualche secolo, il tempio è stato realizzato in epoca longobarda e che i committenti desideravano proclamare il loro prestigio attraverso la rievocazione della grandezza di Roma.
Noi viaggiatori possiamo ammirarne l’intatta bellezza all’interno di un paesaggio naturale davvero incantevole. E scoprire angoli nascosti attraverso un sentiero di trekking chiamato il Sentiero degli Ulivi, che tocca il Castello di Campello Alto, le fonti sul Clitunno e il Tempietto.
Informazioni e soste
Campello sul Clitunno si trova in Umbria in provincia di Perugia. Per conoscere gli altri beni che fanno parte del sito Patrimonio Unesco I Longobardi in Italia si può consultare il sito Internet dedicato.
Area sosta camper presso Antico Frantoio Carletti, a Campello sul Clitunno.
Eventi
Frantoi Aperti, dal 26 ottobre al 16 novembre, è uno degli eventi che vedono Campello protagonista per la sua produzione di olio: consultate il programma per avere tutti i dettagli sulle esperienze.
W: umbriatourism.it, ecomuseocampello.it


