Passeggiare tra le vie acciottolate, lasciarsi incantare dalle suggestioni delle storie e delle tradizioni, assaporare le vibrazioni positive di una vacanza a ritmo lento. Benvenuti nei borghi di Corinaldo e Pennabilli, ideali per un viaggio in camper!
Caccia ai tesori
C’è qualcosa che stupisce sempre di un borgo collinare i cui secoli si possono contare tra le pieghe dei mattoni delle case. La posizione scenografica li rende infatti una sorta di balcone sul paesaggio circostante. Punto di vista privilegiato, che racchiude tra le viuzze strette il cuore ricco di storia e di segreti. Di questi il visitatore va alla scoperta procedendo a ritmo lento, come se, grazie al passo leggero, potesse ascoltare le voci che emergono e che, birichine, si nascondono. Una caccia “ai tesori” perché un borgo offre più di un premio finale. La caccia stessa è il premio più prezioso, ricompensata da uno scorcio particolare, da una storia segreta, da un profumo intenso, da un sapore gustoso.
Seguiteci nella nostra camminata in due borghi che, dalla loro posizione privilegiata, dispiegheranno davanti a voi tante suggestioni. Starà a voi cogliere quella che preferite.

Corinaldo, il “palcoscenico” delle Marche
C’era una volta un uomo che trasportava un sacco di farina da polenta su per una lunga via in pendenza. All’altezza di un pozzo, si fermò per riposare ma il sacco scivolò all’interno e lui fu costretto a calarsi all’interno per recuperare il prezioso sacco mentre le comari del paese lo irridevano…
Voi che vi trovate davanti al pozzo, oggi, provate a immaginare il borgo nei secoli passati. Non doveva esser tanto diverso da come lo vedete ora. Ma la scalinata chiamata Piaggia di Corinaldo, considerata una delle più imponenti della regione, era un tempo una lunga strada in salita percorsa da tutti coloro che entravano in paese. Era piena dei rumori e del fervore tipici di un luogo vivace. La strada fu poi sostituita dalla piaggia che collega i vari livelli del paese e da cui si diramano piccole vie. E su cui si trova il famoso Pozzo della Polenta che ricorda a tutti la celebre storiella della tradizione. Questa ha dato vita a una rievocazione storica in costume del Cinquecento, Contesa del Pozzo della Polenta, che di solito anima le vie del borgo la terza domenica di luglio.
Partite da qui per la vostra passeggiata nella storia, nel borgo fatto di mattoni “vivi” dalla perfetta simmetria, in cui si aprono porte e finestre dalle persiane colorate, che creano sui muri una sorta di dipinto artigianale. Nulla sembra lasciato al caso, neppure i segni del tempo che, anzi, concorrono a creare una atmosfera suggestiva. Avrete superato la porta d’accesso alla città, Santa Maria del Mercato, posta all’interno della poderosa cinta muraria che abbraccia il borgo e su cui diverse torri dai nomi evocativi (dello Sperone e dello Scorticatore…) svettano con il loro bordo merlato.
Da lassù si può ammirare il paesaggio circostante, i prati dagli appezzamenti irregolari e i colori diversi, sfumature di verdi, gialli e marroni. Viene voglia di fare un tuffo, poi la malia del borgo ci afferra. Allora proseguiamo tra le sue vie acciottolate, sbirciando dietro angoli e trovandovi scorci bizzarri e inattesi, come la Casa di Scuretto e il Giardino dell’Amore, perfetto per improvvisare un istante romantico. Poi cambiamo punto di vista e alziamo il naso sui tetti di diverse altezze per coprire che aprono sul cielo, all’apparenza più vicino, scorci geometrici.
Infine, un tuffo fuori facciamolo davvero, alla scoperta del territorio circostante, a piedi e in bicicletta. Alcuni percorsi di facile accessibilità portano alla scoperta di una piccola area archeologica presso la Chiesa di Santa Maria in Portuno, e del Museo degli Antichi Mestieri nell’Antico Molino Patregnani. Quest’ultimo luogo, carico di storia risalendo probabilmente all’anno 1000, è stato attivo fino agli anni ’90 del Novecento. Assolveva alla sua funzione importante di punto di riferimento del territorio per prodotti essenziali come farina e olio.
Il borgo
Corinaldo si è aggiudicato numerose attestazioni di merito per la qualità turistica e anche la qualità dei servizi offerti, in particolar modo ai viaggiatori itineranti: targa di Comune Amico del Turismo Itinerante, Bandiera Gialla di A.C.T. Italia si aggiungo infatti ad altri riconoscimenti come quello di Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Informazioni e soste
Giungere a Corinaldo è semplice, in quanto si trova nell’entroterra marchigiano all’altezza della città di Senigallia, lungo l’Autostrada A14: dall’uscita di Morotta Mondolfo prendere la SP424 e seguire le indicazioni per circa 15 km.
La vocazione turistica di Corinaldo è evidente nei tour preparati dallo IAT e consultabili sul sito Internet (www.corinaldoturismo.it) così da poter organizzare in anticipo la visita o semplicemente avere una panoramica delle possibilità offerte prima di lasciarvi trasportare dall’istinto e seguire il percorso dettato dalle vostre personali suggestioni.
L’area sosta camper si trova in Via Pacciameglio.
La prossima tappa
Avete voglia di guidare tra i panorami marchigiani e “scollinare” in territorio romagnolo, a Pennabilli, la nostra prossima tappa, senza dover correre lungo l’autostrada? Ritmo lento, mappa alla mano o navigatore impostato, saranno due ore – o quelle che deciderete voi – di “finestrino con vista”. Colline, borghi, riserve – quella Naturale della Gola del Furlo – e parchi – quello Naturale del Sasso Simone e Simoncello -, una meraviglia dietro l’altra.

Pennabilli, roccia di Romagna
La storia di Pennabilli, borgo incantevole dell’Alta Valle Marecchia e Bandiera Arancione del Touring Club, è caratterizzata dalla fusione. Di due luoghi, Penna e Billi, che decisero di unirsi in una unica località rappresentata nello stemma da un’aquila appollaiata su due rocche. Dal passaggio: di diversi casati che ne hanno retto le sorti lungo i secoli e, più recentemente, di province e regioni – dal 2009 Pennabilli è in Romagna nella provincia di Rimini, dopo esser stata a lungo marchigiana. Dall’anima: e qui è più complesso spiegare. Meglio venire a “provare” di persona, immergersi nelle vie e tra i sentieri, nei giardini e nei cortili, per verificare se, effettivamente, ciò che ha trovato qui il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra ha un riverbero anche nelle “anime” altrui.
A Pennabilli sono il tempo, la memoria e i ricordi a trovare una mescolanza. La fusione tutta particolare provoca intense suggestioni che sono state sapientemente trasformate in arte. Il Museo diffuso I Luoghi dell’Anima è un percorso “sensoriale”. Qui luoghi e spazi del borgo e dei dintorni sono stati arricchiti di messaggi rivolti agli abitanti e ai visitatori come un invito alla meditazione, al ricordo, alla riflessione.
Ognuno di noi può trarre la propria personale interpretazione percorrendo l’itinerario nell’Orto dei frutti dimenticati. Sapori e odori si mescolano, anche loro, generando un fiume di ricordi. Oppure si può cogliere lo scorrere del tempo in una delle numerose meridiane che costellano una intera strada del centro. E che scandiscono il tempo sulla base di diverse misurazioni adottate nel corso dei secoli passati. Le suggestioni della natura e dell’arte sono 7. Un numero simbolico molto caro all’artista Guerra, dai nomi evocativi e sono fruibili tutto l’anno e quasi tutte all’aperto.
E poi a Pennabilli c’è una terza dimensione, quella sonora, grazie a un’altra fusione che caratterizza il borgo. Quella con la spiritualità orientale che ha origine da un legame sorto secoli fa tra questo paese e il Tibet. La missione cattolica creta nel XVIII secolo da Padre Olivieri ha stretto un legame tra i due luoghi che ha portato qui due volte il Dalai Lama e che oggi è “ascoltabile” nel suono della campana tibetana posta su uno dei colli presso il borgo.
E anche se qualcuno non è incline alla riflessione e alla meditazione, l’immersione in un luogo così carico di significati ha l’effetto di intensificare la bellezza, già potente, di questo scorcio di valle, in cui il borgo, posto in posizione predominante, occupa un centro tra i Sassi Simone e Simoncello e il fiume Marecchia. E chi è più sportivo e sente maggior connessione con la natura può sbizzarrirsi in uno dei sentieri naturalistici che costellano la valle.
Informazioni e soste
Oltre al percorso segnalato, si può raggiungere facilmente Pennabilli dalla A14, uscita Rimini nord, e prendere la SS 258. Per tutte le informazioni turistiche sono consultabili i siti dedicati.
Per la sosta si segnala l’Agriturismo La Concia con sosta camper.


