Portopalo, Punta Braccetto, Marzamemi, le Oasi di Vendicari e il Plemmirio: partiamo per la Sicilia sud-orientale in camper, alla ricerca del mare più bello e selvaggio. Una costa aspra, punteggiata di antiche tonnare e borghi marinari. Città color miele dal fascino nobiliare. E strade che si srotolano tra mandorli e carrubi, spiagge di sabbia e calette segrete
Finis Terrae
Poco meno di 4mila abitanti, luce che abbaglia, vento dal mare e caldo africano. Portopalo di Capo Passero è poco più di un puntino su una mappa. Eppure tutti quelli che arrivano a Siracusa, che è solo a 45 minuti di strada, presto o tardi si spingono a visitarlo. Perché qui ci troviamo davanti al finis terrae della Sicilia Orientale: una punta sabbiosa selvaggia, un tempo approdo di pirati. Più giù, c’è solo solo il blu del Mediterraneo e poi le coste dell’Africa. Anzi, a dire il vero, qui siamo anche poco più a sud di Tunisi.
Il primo tuffo è alla spiaggia di Scalo Mandrie, proprio dietro ai ruderi di quella che era la più grande tonnara della Sicilia. Al largo, spunta l’isola di Capopassero, che Mario Soldati definì “uno dei luoghi più belli al mondo”. Si raggiunge a nuoto dalla spiaggia, o con il pedalò. Ma ancora più suggestivo è il panorama che si incontra poco più a sud.
A fare la guardia, solitario, c’è il faro piantato sulla minuscola isola delle Correnti, collegata alla terraferma da una sottile lingua di terra. Intorno un’acqua dalle sfumature tropicali, che cambia colore con la direzione delle correnti: qui infatti si incontrano due mari, lo Ionio e il Mediterraneo. E poi la sabbia dorata, qualche barettino in zona Playa Carratois, i venditori di pomodorini essiccati al sole. Pachino, e le coltivazioni del famoso tondo rosso Igp, è giusto alle spalle: la città però non offre alcuna attrattiva e non varrebbe la deviazione se non fosse per le granite ai gelsi, i cannoli e le cassate del Caffè al Ciclope, la colazione ideale.
La spiaggia delle due correnti è libera, ma non mancano i lidi camminando verso Punta Formica. E in pieno giorno può essere anche un po’ affollata. Ma al tramonto, con l’aria che si fa più tiepida e la luce che si scalda, ci si può godere un aperitivo improvvisato. Vita libera e spartana da godere a piene mani.

Le meraviglie del ragusano
Si può poi tornare alla guida, e spingersi verso le scalinate color miele della Modica barocca per trascorrere la serata. Siamo nella città del cioccolato lavorato nei laboratori come secoli fa dagli Aztechi: pestato a freddo, con zucchero e spezie. Si acquista all’Antica Dolceria Bonajuto, aperta dal 1880, insieme a cannoli di ricotta fresca, torroni, paste di mandorla e orzata. O nella bottega dal design contemporaneo di Sabadì, a due passi dal Duomo di San Giorgio. Ai lati della scalinata della chiesa, gli Orti di San Giorgio, recuperati da Sabadì, sono un punto di ritrovo che ospita mostre all’aperto, concerti sotto le stelle e i tavolini del bar della bottega dei mastri cioccolatai che qui però servono cocktail, vini naturali e qualche sfizio.
Fatti 15 chilometri su strada panoramica, si vede spuntare la bella Ragusa Ibla, il cuore storico del capoluogo. Un grumo di case e vicoli stretti ricchi di suggestione dominati dalla cupola blu del Duomo di San Giorgio che impreziosisce la piazza-salotto. Il borgo si visita con piacere, curiosando tra i vicoli che nascondono sorprese – negozietti, palazzi nobiliari, chiese barocche che offrono rifugio dal clima rovente -, magari comprando dal fornaio un pezzo di scaccia, la focaccia ragusana da addentare mentre si passeggia: due o tre strati di impasto, farciti nel mezzo da cipolla, passata di pomodoro e caciocavallo Ragusano DOP, Una delizia.
Scicli, la “Vigata” del Commissario Montalbano conosciuta dal pubblico attraverso la popolare fiction Rai, è a soli dieci chilometri a sud di Modica ed è un gioiellino da scoprire assolutamente. Torna lo stile barocco, i sontuosi palazzi di pietra chiara, la vita in centro, il commissariato da cui ci si immagina di veder uscire Luca Zingaretti, ma che si scopre essere in realtà la sede del comune. Scicli conquista al primo sguardo. Ancor di più se ammirata al calar della sera dalla chiesa di San Matteo, che si erge su un costone di roccia tra grotte e antiche chiese rupestri, a pochi passi dal centro. Con le lucine accese e il sole che scompare dietro il profilo nero dell’orizzonte, la città vista dal piazzale sembra quasi un piccolo presepe.
Profumo di mare
A tratteggiare la costa sciclitana – ben 20 chilometri – spiagge e calette si intervallano a borghi marinari e scogliere, dove fermarsi per crogiolarsi al sole o deliziarsi con qualche specialità offerta dai tanti ristoranti sul mare: dalla ‘a stimpirata, una sorta di caponata di pesce, alla pasta con i tinnirumi, le foglie di zucchine, con i ricci di mare o con i gamberi rossi. C’è Sampieri, una baia di spiaggia chiara con l’area protetta di costa di Carro e punta Pisciotto, dominata dai resti della Fornace Penna che è stata tante volte immortalata nella fiction di Camilleri. E poi Cava d’Aliga, con le calette da scoprire tra le rocce scoscese, o Donnalucata la più antica frazione di Scicli, con lungomare che si perde nelle spiagge granulose e il mare dalle sfumature cangianti.
Alla ricerca di spiagge poco affollate ci si spinge ancora più a ovest. La più scenografica è a est di Scoglietti e si raggiunge percorrendo una strada bianca e polverosa: Punta Braccetto. Acqua trasparente e sabbia fine è il sogno di una fuga di mezza estate.
Se però si fa base nei dintorni di Punta di Capo Passero, vale la pena svoltare il promontorio ed esplorare anche la costa ionica orientale. Le sfumature del mare accese, le spiagge selvagge, i mosaici romani e le aziende vitivinicole certo non deludono.
Marzamemi, borgo di pescatori
La prima sorpresa che si incontra sulla SP19 è Marzamemi, il piccolo borgo di pescatori di origine araba, oggi trasformato in località balneare frequentatissima, piena di bar, ristoranti, gente che passeggia tra le strade. La fama d’altronde non è immeritata. Dalla piccola piazza racchiusa da basse case con gli infissi color pastello alla vecchia tonnara, al porto dove ancora ogni giorno le barche dei pescatori scaricano il loro bottino, qui tutto parla di mare. Che si ritrova protagonista anche nei piatti.
Tonno e pesce fresco sono nel menu del Cortile Arabo, ricercato ristorante con strepitosa terrazza sul blu. Viene servito in piazza Regina Margherita (o nella bellissima veranda sul mare) sui tavolini con le tovaglie ricamate a mano de La Cialoma; o ancora da Donna Nina. Attenzione: ai ristoranti aspettatevi attese anche lunghe e prezzi un po’ più alti della media, ma nel conto si paga anche l’atmosfera e il contesto che non ha pari.
Dopo cena, bisogna lasciare del tempo anche allo shopping. In piazza c’è Liccamuciula, una boutique con cucina, dove trovare vini, conserve e oggetti di design originali e dove, si dice, si possa “curare l’anima”. Caratteristico è lo spazio dedicato infatti alla libro-terapia, la libreria con tanti titoli divisi per tema: mal d’amore, depressione, guide per comprendere la realtà. Un po’ come trovarsi da un amico che consiglia il titolo giusto per l’attuale stato d’animo.
Per fare scorte di prelibatezze, invece, sono due le istituzioni. Adelfio, un enorme magazzino di fronte al porto, dove comprare il tonno rosso in scatola e la bresaola di tonno lavorate artigianalmente nel laboratorio annesso al punto di vendita. E Campisi, famoso per le conserve di pesce (dalla buzzonaglia, frammenti di tonno, al tonno rosso in olio d’oliva; dalla ventresca al mosciame; dalla bottarga di ricciola al sugo di pesce spada) ma per gli altri prodotti tipici, dal cioccolato di Modica all’olio extravergine, alla frutta di marzapane.
Poi, prima di partire, ci si ferma fuori dalla tonnara per ascoltare il mare che canta anche la sera. “Il mare è come la musica: contiene e suscita tutti i sogni dell’anima” diceva Jung. E quanti sogni ad occhi aperti può regalare quello di Marzamemi.
Al borgo si torna anche di giorno. Per le spiagge del Litorale Spinazza, a un centinaio di metri a piedi dal centro cittadino. La sabbia è fine, c’è un piccolo tratto di scogli e, poco oltre un’infilata di calette ideali da visitare al tramonto. Bella anche la spiaggia Cavettone, a circa 1.5 chilometri da Marzamemi, ma i più puntano direttamente a San Lorenzo, attrezzata, con mare di un azzurro incredibile e per questo piuttosto gettonata in agosto.

Val di Noto e Siracusano
All’opposto della semplicità di Marzamemi, l’aristocratica esuberanza architettonica di Noto, una tappa imperdibile del viaggio nella Sicila sud-orientale in camper. La città fu completamente distrutta dal terribile terremoto del 1693 e poi ricostruita in pochi anni regalandole quell’omogeneità stilistica che è oggi uno degli elementi del suo fascino. I lavori di ristrutturazione hanno restituito all’antico splendore la cattedrale di San Nicolò. Dentro spoglia, fuori è un capolavoro barocco in cima alla scenografica scalinata, e gli antichi palazzi nobiliari che oggi ospitano boutique, locali di design e ristoranti.
Le architetture più belle si osservano lungo Corso Vittorio Emanuele e la centrale Via Corrado Nicolaci che, a metà maggio, si copre di tappeti di fiori in occasione della tradizionale Infiorata. Si può assaggiare una delle migliori granite della vacanza allo storico Caffè Sicilia – al caffè, ai gelsi, alla mandorla o al pistacchio – e poi si scende al mare, a qualche minuto di macchina.
La spiaggia più bella – non ce ne voglia la famosissima Calamosche che comunque richiede un tuffo – è la Spiaggia Marianelli, subito dopo quella di Eloro, di sabbia e acque di cristallo, nella Riserva Naturale Oasi Faunistica di Vendicari. Qui si ozia al sole ma ci si concede anche una bella camminata per esplorare un tratto di costa protetto e incontaminato. Nonostante anche i recenti roghi che hanno in parte distrutto i canneti, nidificano diversi tipi di uccelli tra cui Folaghe, Aironi Cenerini, Garzette, Sterne e grossi stormi di Gabbiani reali. A piedi, seguendo uno dei tre itinerari dell’oasi, si raggiunge la Tonnara di Vendicari. Detta anche Bafutu, un tempo si lavoravano i tonni e gli sgombri pescati al largo. I resti della Torre Sveva sorvegliano la spiaggia di Vendicari, uno dei litorali più affascinati ai limiti della Riserva.
Blu Plemmirio
Se si può con tranquillità affermare che le Oasi di Vendicari siano la “star” della costa, non bisogna dimenticarsi di guardarsi intorno. Molte sono le perle nascostaìe che si incontrano sulla strada verso Siracusa. È il caso della meno nota riserva naturale integrata di Cavagrande del Cassibile, tra Avola e Canicattini Bagni, caratterizzata da uno spettacolare canyon di rocce calcaree scavato dalle acque del Cassibile. Si esplora camminando lungo i sentieri adombrati da pioppi e platani, fino ad arrivare a fondovalle, dove ci si tuffa in laghetti smeraldo.
Risalendo la costa, ecco la spiaggia di Fontane Bianche, i Caraibi alle porte di Siracusa e poi il mare selvaggio del Plemmirio, area marina protetta che tra falesie chiare e scogliere nasconde calette da sogno. Acqua azzurra e trasparente bagna Punta Castelluccio. Ma ci sono anche le spiagge di Massoliveri, le calette di Punta Mola e Ripe Bianche, che sembra una piscina naturale. Gli amanti del paddle scelgono il mare calmo di Punta Milocca, ma per fare surf c’è il vicino borgo di Ognina.
Siracusa si vede da lontano. Il parco archeologico con il teatro greco, l’elegante barocco del cuore storico di Ortigia, gli aperitivi vista mare sono il premio finale di questo appassionante viaggio on the road.

Calice divino
Tutti conoscono il cioccolato di Modica, i pomodorini dolci di Pachino, il tonno di Marzamemi. Ma c’è un altro prodotto che conquista i palati fini e si scopre tra Noto e Capo Passero. La punta sud-orientale della Sicilia è infatti una zona vinicola da riscoprire. Tra i vitigni coltivati in quest’area spiccano il Nero d’Avola, il Syrah, il Moscato. E danno vita a vini piacevoli e profumati, come il Moscato e il Passito di Noto, da accompagnare alle paste, e a vini rossi DOC più corposi.
Per conoscerli e degustarli, si può organizzare una visita in cantina. Ci sono i tour guidati alla Cantina Zizola, a Noto: tre bagli immersi in un giardino di viti, agrumi, olivi e mandorli, dove si produce il Noto Rosso Doc e lo Syrah Doc. E ci sono le tenute del Feudo Maccari, sulla strada verso Pachino, dove il Nero D’Avola Neré è anche proposto nella versione rosé. Infine, la famosa cantina “invisibile” dove si tengono le degustazioni di Planeta Buonvini, nascosta tra mandorli, carrubbie e erbe aromatiche: qui si trova dal Moscato di Noto al Nero d’Avola.
Un gioiello che pochi conoscono
Quando si parla di mosaici romani in Sicilia, il pensiero di molti va a Piazza Armerina. In questo comune del cuore dell’isola, in provincia di Enna, si trova la Villa romana del Casale, Patrimonio dell’Unesco. Si tratta di un maestoso complesso monumentale di circa 3.500 metri quadrati, ricoperti da mosaici preziosi e ben conservati, raffiguranti scene di vita quotidiana: dalla caccia ai giochi gladiatori. Una vera meraviglia, dal valore inestimabile. Non tutti però sanno che anche la Valle di Noto conserva un piccolo gioiellino. È la Villa del Tellaro, scoperta sotto una masseria dell’Ottocento, che colpisce appunto per i mosaici qui conservati. Piccola cosa rispetto al sito della provincia di Enna. Ma la vista della scena del riscatto di Ettore, le scene di caccia con il banchetto all’aperto, incorniciati da festoni e motivi floreali, vale comunque la visita. Info: Regione Sicilia
Soste e campeggi
Il Forte Camping Village Contrada Spinazza, Marzamemi
Camping Carratois Portopalo di Capo Passero
Camping Da Vinci Sp 19 Noto (appena fuori le Oasi di Vendicari)
Area di sosta attrezzata “DRAGOMAR” Via Sp84 Marzamemi-Pachino
Oasi Park Falconara Lungo Mare Ionio 71, Noto
Parking Paradise Via Giuseppe Agnello 1, Siracusa
Testo di Alessia Merati
Crediti foto: Depositphotos.com


