Tappa slow in Puglia, a Cisternino: inserito in un contesto naturale e storico di eccezionale importanza, il borgo pugliese fa parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia ed è borgo Bandiera Arancione del Touring. La vocazione slow e un pizzico di magia ne fanno un luogo dove fermarsi e restare (almeno per un po’).
Intenso ed emozionante
Vi sono luoghi capaci di “emettere” una particolare magia, che contribuisce a rendere la visita e il soggiorno particolarmente coinvolgenti ed emozionanti. In questi casi non sono solo il paesaggio, le attività, i tesori artistico-culturali fattori determinanti, ma svolgono un ruolo anche una sottile energia, un magnetismo che hanno a che fare con sensazioni più complesse e che rendono i luoghi un incontro magico. In Puglia è Cisternino, nella Valle d’Itria Patrimonio Mondiale dell’Unesco, a caricarsi di questa aura.
Sensazioni
Abitata fin dai tempi più antichi, e secondo la leggenda fondata da un eroe reduce della guerra di Troia, questo borgo, caratterizzato da un bianco abbacinante, ha visto il passaggio tra le sue strade di uomini e donne provenienti da diversi luoghi e nel corso di varie epoche.
Forse distrutto da Annibale in epoca romana, probabilmente abitato in periodo alto medioevale da monaci basiliani provenienti da Oriente, si narra che nel borgo abbiano soggiornato singolari personalità: santi attratti dalla singolarità del luogo, ritenuto ideale per racchiudersi in preghiera, un gruppo spirituale indiano che vi ha creato un ashram e un altro che vi ha ambientato un festival interreligioso. Se a questo si aggiunge poi l’origine incerta e misteriosa dei trulli, c’è materiale sufficiente perché il viaggiatore arrivi a calpestare le chianche – i tipici pavimenti in pietra del borgo – già incline a un certo punto di vista sul luogo.
E se così non fosse, ci penserebbero il bianco delle case e il verde della pineta, il silenzio del meriggio rotto dai sussurri percepibili dietro le finestre accostate, la luce del sole che si apre uno spazio tra i tetti delle case e le ombre dei passaggi a volta, il profumo della macchia mediterranea e quello di specialità più terrene cucinate nei ristoranti locali. Non si rimane indifferenti a Cisternino.
Suggestioni
Il piacevole itinerario parte dal punto panoramico antistante piazza Garibaldi, dal quale si ha un bel colpo d’occhio sulla Valle d’Itria mentre, dal lato opposto, si possono ammirare due dei monumenti più interessanti del borgo. La Torre normanno-sveva è posta dove, una volta, era l’ingresso principale della città, Porta Grande, abbattuta nel 1800; la Chiesa di San Nicola porta nel cuore della storia locale, perché conserva nei sotterranei i resti di un precedente luogo di culto dei monaci basiliani.
Addentrandosi, ci si può perdere nel dedalo delle vie, fermandosi ad ammirare un balcone fiorito oppure il lavoro sapiente delle mani di un artigiano che, intreccio dopo intreccio, crea un paniere. Cercate di raggiungere piazza Vittorio Emanuele con la bella Torre dell’Orologio e gli edifici che si affacciano, dove stili differenti si armonizzano nel comune aspetto di borgo mediterraneo.
Antichi rioni
Ognuno dei quattro rioni, chiamati Bère Vécchie, Scheledd, u Pantène e L’ìsule, ha la sua particolarità e regala suggestioni. A Bère Vécchie si ammirano palazzi eleganti con dettagli su cui soffermare lo sguardo, come le balconate rinascimentali del Palazzo Costa su via Basiliani. A L’ìsule è rimasta una delle torri ancora visibili dell’antico sistema difensivo cittadino – la maggior parte delle altre sono state inglobate nelle costruzioni più recenti.
Il nome del rione Scheledd richiama invece ai cordoli posti lungo la via della Madonna di Costantinopoli, utili a rallentare i carri che vi passavano. U Pantène, il cui nome si riferisce al fatto che, collocato più in basso, si allagava facilmente, è il quartiere dove cercare, nei balconi dei palazzi, i caratteristici boccioli in ceramica. Passeggiando tra queste vie, si annusa l’aria che profuma di carne arrosto: la specialità sono le bombette, cotte in verticale così che il grasso non venga contaminato da fumi. Fuori dalle mura sorse infine il quartiere detto U Bùrie, abitato dalle famiglie ricche che desideravano maggior spazio per le proprie abitazioni.
E poi si scende nella campagna sottostante e ci si immerge in vigneti e uliveti, la cui produzione di uva e olive regola ancora il ritmo della vita degli abitanti. Se avete una bicicletta, potete percorrere un tratto della Ciclovia dell’Acquedotto pugliese che vi conduce, in circa 10 km, alla scoperta dei borghi circostanti, Locorotondo, Ostuni e Ceglie Messapica.
La festa
L’8 settembre a Cisternino si svolge solitamente la Fiera della Bomminella, ovvero della Madonna Bambina, uno delle più antiche dell’Italia meridionale: nata probabilmente per incentivare i commerci e gli scambi di conoscenze di tecniche artigianali e commerciali, è oggi una occasione per gustare piatti tipici della tradizione, raccolti in un menu che si tramanda di generazione in generazione. Si consiglia di consultare il sito del comune per verificare giorni e date della prossima edizione.
Informazioni e sosta
Cisternino si trova nella Val d’Itria, in provincia di Brindisi.
Parcheggio illuminato e gratuito, con possibilità di sosta notturna, in via Clarizia.




