Spagna: Costa Brava in camper

Una costa selvaggia piena di sprint e colore e un entroterra dall’anima più meditativa: on the road in camper in Spagna, lungo la Costa Brava: qui i profumi e i colori del Mediterraneo si intrecciano con sapori di mare e di terra, intense suggestioni artistiche e l’impronta lasciata dalla natura e dall’uomo.

Borghi con vista

Un viaggio lungo la Costa Brava lo si può declinare in diversi percorsi: può essere artistico e culturale, marinaro, sportivo, gastronomico. Le sfaccettature fanno parte di questa terra che ha davanti il Mediterraneo e alle spalle i Pirenei e una serie di riserve e parchi naturali, lo spumeggiante entusiasmo che si respira nelle spiagge e il silenzio dei boschi, il sapore del “pescado” e il profumo del vino: anime capaci di rimanere separate e soprattutto di fondersi, regalando al visitatore una e mille esperienze emozionanti.

Seguiteci lungo la costa e nell’entroterra per scoprire come può sorprendervi una vacanza in Catalogna.

Sulle tracce di Salvador Dalì

Superato il confine a La Jonquera, il primo tratto in territorio spagnolo si snoda nell’entroterra, senza regalare particolari suggestioni: per fortuna si abbandona presto l’autostrada e si scende velocemente verso la costa e il Cap de Creus, la nostra prima tappa. Altro discorso se doveste decidere di percorrere la strada che accompagna la linea costiera tra Banyuls, Cerbère e Portbou: faticosa, ma dai panorami carichi di bellezza.

Cadaquès

Appena scesi dal camper a Cadaquès, sarete accolti da una intensa luce, che riverbera sui muri bianchi delle case e tra le onde del mare: è abbagliante e nello stesso tempo avvolge il luogo in una sorta di incantesimo, e dunque non stupisce che abbia affascinato il cittadino più famoso del posto, il pittore surrealista Salvador Dalì, che tra queste case e spiagge ha vissuto, come i suoi quadri e la casa-museo rimangono a testimoniare.

Passeggiando per il borgo, dove spiccano la chiesa, anch’essa bianca, le facciate delle case arricchite di persiane e portoni di sfumature azzurre, i fiori che cadono decorando i balconi e le barche che ondeggiano mollemente nella baia, si annusano i profumi della macchia mescolati a quelli del pesce fresco cucinato nei ristoranti: fermarsi in un dehors e ordinare un piatto di frutti di mare e un vino bianco fresco è quasi inevitabile. Dopo ci si potrà rilassare nella spiaggia del borgo, cullati dolcemente dalla brezza.

Riprese le forze, si può andare alla scoperta del Cap de Creus, un parco naturale marittimo e terrestre dal grande valore biologico e geologico, che regala panorami di grande bellezza: calette appartate e tranquille si alternano a tratti battuti dal vento, e una scoperta a piedi può riservare sorprese diverse da una gita in barca. Consigliato gustarsi entrambe! Uno dei modi più insoliti per esplorare la zona è il trenino che parte da Roses ed effettua diversi itinerari. In ogni caso si consigliano tre luoghi da non perdere durante questa tappa: una gita al faro, il più orientale della penisola iberica e posto a 87 m sul livello del mare, una visita all’antico Monastero di Sant Pere de Rodes, che era un tempo luogo di pellegrinaggio e un bagno alla Cala Fredosa, dove i colori dell’acqua hanno sfumature suggestive.

Portlligat

Prima di lasciare la zona non dimenticate di fare un salto alla Casa Salvador Dalì – Portlligat la cui storia è già piena di fascino: all’inizio semplice casa di pescatori, come lo stesso artista raccontò, si ampliò nel corso degli anni, andando a formare una sorta di labirinto che si sviluppa di stanza in stanza. Ma i luoghi di Dalì non finiscono sulla costa.

Figueres

Procediamo vero l’interno, a Figueres, dove il Teatro-Museu Dalì è l’apoteosi del percorso dell’artista che ideò l’edificio: oggi è la casa di una collezione di più di 1000 tra opere e oggetti, che insieme delineano uno straordinario percorso artistico e di vita e, per il visitatore, costituiscono una emozionante immersione in una sorta di “dimensione parallela”. Ha un aspetto più intimo, misterioso e privato il Castello di Púbol che Dalì acquistò per la moglie e musa Gala: dalle origini medioevali, l’edificio fu ristrutturato in modo da mantenerne in parte le caratteristiche di romantico abbandono che tanto li avevano colpiti.

I gorg catalani

Ecco una “dritta” per una esperienza insolita: in Catalogna si chiamano gorgs, che letteralmente significa pozzanghere, ma si tratta di pozze che formano piscine naturali in mezzo a percorsi naturalistici, e nella zona di Girona e Barcellona se ne possono trovare diversi. Partendo da Figueres, in una ora circa si possono raggiungere San Joan de los Abadesses per immergersi nel gorg de la Malatosca detto anche “delle streghe” oppure, oltre Ripoll, Campdevànol per percorrere l’itinerario, più lungo e impegnativo nel suo complesso, che conduce attraverso 7 gorgs.

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Panorama

Di borgo in borgo

Torniamo sulla costa, dove si susseguono ampie baie sabbiose, che richiamano a giornate oziose tra sabbia e mare, e piccoli promontori dove scoprire calette (quasi) solitarie. Presso Pals, borgo di origini medioevali appena nell’entroterra caratterizzato da pietra antica e botteghe artigiane (se vi piacciono i fiori portatevi a casa un vaso colorato), la costa è ampia e sabbiosa, la pineta assicura la frescura e uno spazio per il nostro mezzo in uno dei campeggi della zona: è il momento per fare un’altra tappa e fermarsi a riposare. In questa zona i giorni sono lenti e si snodano tra passatempi prettamente estivi: la lettura di un libro, un tuffo, un aperitivo con pan i tomate e l’esperienza di uno sport d’acqua. Qui si possono praticare kayak, paddle surf, windsurf, kitesurf e snorkeling, ma anche fare un giro in bicicletta lungo le dune.

A nord di Pals merita una gita il borgo di Torroella de Montgrí, il cui centro è ricco di testimonianze storiche che ne ricordano la posizione strategica: proprio a difesa del territorio fu costruito un castello, lasciato incompiuto, che svetta sulla cima di un massiccio ed è simbolo della zona. Il parco naturale che comprende il Massiccio del Montgrí, le Isole Medes e il Bax Ter è un concentrato di paesaggi diversi dove poter effettuare esplorazioni naturalistiche di vario tipo, immersioni subacquee, escursioni nelle zone umide alla scoperta di flora e fauna e anche delle tipiche produzioni locali.

Begur

A sud di Pals il borgo di Begur è un affascinante crogiuolo di stili dove alle semplici case di pescatori, perlopiù riadattate per ospitalità turistica, si alternano abitazioni signorili in stile coloniale, e su tutti domina un castello. Le calette da esplorare (senza il camper al seguito per via delle strade strette) hanno toponimi suggestivi – Aigua Xelida, Aiguafreda, Aiguablava, Sa Tuna – e invogliano alla scoperta ma spesso hanno solo lo spazio per un paio di teli: se sarete i primi sarete ricompensati da una giornata di quiete in mezzo a uno scorcio di bellezza tra mare e roccia. Il modo migliore per raggiungere alcune delle calette di Begur? A piedi attraverso i Caminos de Ronda, singolari percorsi lungo la costa rocciosa che un tempo avevano funzioni pratiche (appigli in caso di naufragio, controllo sul tratto di mare per avvistare nemici, attività di contrabbando o di prevenzione dello stesso).

Cap Roig

A Calella de Palafrugell, antico borgo di pescatori oggi incantevole località dall’aspetto tipico, il Giardino Botanico di Cap Roig offre un suggestivo incontro tra il paesaggio naturale sul promontorio di roccia rossa e ciò che la mano dell’uomo è riuscito a creare: profumi e colori di frutti e fiori si mescolano agli spazi architettonici del castello, delle torri e del villaggio, creando un luogo scenografico dove in estate si svolge un festival musicale, mentre più in basso una piccola cala nascosta Massoni è dipinta dei colori turchesi del Mediterraneo. Tipico di Calella è anche un canto di origine cubana, habanera, anch’esso tema di un festival che anima la cittadina a luglio.

Sapore di mare

La costa che scende verso Palamós è un susseguirsi di calette dalle acque turchesi, circondate da roccia e vegetazione che si allunga fino al mare, e ogni tanto qualche piccola casa di pescatori che dà un tocco in più al paesaggio con i colori delle persiane: trovare un angolo per il proprio telo può diventare difficile in alta stagione ma arrivando presto la mattina si hanno maggiori chance. Il modo migliore è percorrere uno dei camminamenti che si aprono tra le rocce e andare alla ricerca del proprio angolo, annusando i profumi nell’aria e godendo del bel panorama.

Palamòs

Arrivati a Palamós, oltre a godere di alcune spiagge più ampie e facilmente accessibili, si può visitare il Museo della Pesca dove fare un tuffo nel passato della cittadina e dei suoi prodotti più famosi e partecipare ad attività di cucina e di pescaturismo: in particolare Palamós è celebre per i gamberetti dal tipico colore rosso intenso, che vengono pescati numerosissimi in un canyon sottomarino profondo 2000 metri e che allietano poi, in uno dei piatti cucinati secondo tradizioni, il palato dei turisti . Dopo la visita al museo si può assistere all’asta, evento che anima tutti i pomeriggi il mercato locale quando il pesce viene battuto e il prezzo, invece che alzarsi, scende, fermandosi quando l’acquirente decide di aggiudicarselo.

Sant Feliu de Guíxols

Proseguendo verso sud la costa assume un aspetto decisamente più antropizzato, ma alcune località hanno saputo mantenere caratteristiche peculiari che le rendono piacevoli da visitare. Sant Feliu de Guíxols è destinazione family friendly dove la vita marinara si armonizza bene con la cultura e la storia. Tante sono le attività in acqua in cui ci si può dilettare, dal kayak alle immersioni al windsurf, e gradevoli le spiagge, come quella di Sant Pol. Anche le attività “terrestri” sono numerosi e piacevoli da fare in compagnia: da Sant Pol, attraverso il sentiero costiero e panoramico, si giunge a Cala Jonca e i più intrepidi possono approcciare la via ferrata che si trova a poca distanza, a Cala del Molí.

Gli appassionati di bicicletta possono pedalare dal porto lungo l’antico tracciato della ferrovia e non può mancare una visita al centro dove rimangono alcuni edifici a testimonianza del passato cittadino: dal monastero benedettino che è stato il primo nucleo di Sant Feliu all’eremo sul colle di Sant’Elmo da cui si gode di una bellissima vista sulla costa, dal casinò dai motivi arabeggianti alla casa modernista di Sant Pol, arte e storia si dispiegano davanti agli occhi.

Il Massiccio Les Gavarres

Nell’entroterra di Sant Feliu si apre l’area naturale protetta Les Gavarres, un sito dove il panaroma cambia completamente rispetto alla fascia costiera: alla squillante attività, ai colori abbacinanti, all’atmosfera tipica mediterranea, si sostituiscono il verde dei boschi e il ritmico tintinnare di ruscelli e cascate, la quiete dei luoghi abitati principalmente dalla fauna e della flora tipiche e dalle vestigia che da tempi remoti marcano il passare del tempo e il passaggio dell’uomo.

Tanti percorsi, adatti anche a famiglie, conducono alla scoperta dell’altro lato di una vacanza in questa regione, un turismo in modalità lenta e “disconnessa” per godere il meglio della natura locale. Con la possibilità di farsi aiutare dalla app Natura Local e di seguire la rete di percorsi segnalati, si possono scoprire il dolmen della Grotta Daina, un complesso risalente a circa il 2700 a.C., e il menhir Murtra, ancora più antico, il castello di Bisbal e il villaggio di Millars, la chiesa romanica di Santa Pellaia.

“Paradiso blu”

Abbassate i finestrini e lasciatevi ispirare dai profumi e dai colori dei panorami che si srotolano attraverso la strada costiera verso sud. Quando vi giunse Marc Chagall che la definì “paradiso blu” Tossa de Mar era un piccolo villaggio di pescatori che oggi non ha perso il suo fascino: con il promontorio roccioso e le antiche mura che definiscono la spiaggia è un luogo incantevole. Se siete allenati e camminare vi piace, dal borgo partono, sia in direzione est che ovest, camminamenti di ronda che attraversano panorami suggestivi: rocce a picco sul mare, calette dall’acqua turchese, piccole spiagge con case di pescatori e barche colorate tirate in secco, il profumo di timo e rosmarino nell’aria, vi accompagneranno nella scoperta. Cala Bona e Cala Pola sono piccole spiagge che vale la pena raggiungere!

Tossa de Mar

Delizioso è il borgo di Tossa in cui si possono scoprire vestigia del passato di varie epoche. Di epoca romana, la villa Els Ametllers ha lasciato testimonianza della antica lavorazione di olive, uva e cereali, oltre che della bellezza ed eleganza della parte residenziale dell’edificio dove erano presenti le terme. Risale al Medioevo, al periodo delle scorrerie dei pirati, la cinta muraria merlata con le torri cilindriche, che avvolge il borgo in un abbraccio: all’interno stradine acciottolate che salgono e scendono e botteghe che si aprono tra i muri in pietra sono una finestra sul passato. La visita può proseguire verso il quartiere di pescatori Sa Roqueta e la Casa Sans, progettato da un allievo di Antoni Gaudí e dalle evidenti influenze moderniste.

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Lloret de Mar

LLoret de Mar

LLoret de Mar, località famosa per un turismo dal target giovanile, deve essere conosciuta andando oltre il primo impatto: conserva infatti le stesse caratteristiche che rendono incantevole il tratto di costa precedente. Sentieri costieri giungono a partono da Lloret permettendo di raggiungere una delle calette appartate dove si può godere di relax e fare qualche attività marinara: Cala Banys è ideale per lo snorkeling, Playa Canyelles ha sabbia bianca e una bordura di vegetazione che ricopre gli scogli, Sa Caleta è resa particolarmente suggestiva dalla presenza del Castell d’en Plaja, tra i simboli della cittadina e primo dei luoghi di cui consigliamo una visita.

Il patrimonio artistico di Lloret è sorprendente anche in relazione alla sua origine: molti edifici furono infatti commissionati e sovvenzionati da cittadini che, dopo aver fatto fortuna nelle Americhe, vollero lasciare un segno in patria. Tra gli edifici più sorprendenti la chiesa del patrono Sant Romà che ha una facciata gotica austera a cui fanno da contraltare le cupole dai colori sgargianti di ispirazione modernista, il cimitero progettato da uno dei modernisti più famosi Puig i Cadafalch, Can Font, incantevole dimora signorile. Durante uno dei vostri percorsi a Lloret vi capiterà di trovarvi in una posizione panoramica, ad esempio presso il Castello di Sant Joan: abbracciando con lo sguardo il panorama potrete cogliere il motivo per cui questa costa è denominata Brava, ossia selvaggia!

Calici catalani

Se siete appassionati di vini, la zona dell’Empordà (indicativamente l’entroterra tra Figueres e La Bisbal d’Empordà) è zona di produzione vitivinicola fin dall’epoca romana e oggi vanta una produzione interessante. La visita nelle cantine può seguire il percorso della Strada del vino locale che si snoda lungo un paesaggio gradevole, da godere con lentezza anche in bicicletta. Numerose, alcune insolite, sono le esperienze che le cantine locali riservano ai viaggiatori (per info si può consultare: doemporda.cat).

Informazioni e soste

La Costa Brava, primo tratto del litorale spagnolo sul Mediterraneo, si raggiunge attraverso la Francia del sud e la frontiera a La Jonquera. La provincia di riferimento è quella di Girona e la lingua ufficiale è il catalano.

Camping Port de la Selva a El Port de la Selva (Cadaquès)

Camping Pirinenc a Campdevànol

Interpals Eco Resort a Pals

Camping Sant Pol a Sant Feliu de Guíxols

Camping Lloret Blau a Llor

W: catalunyaexperience.it, salvador-dali.org, trenrosesexpres.com, torroella-estartit.cat, visitestartit.com, visitbegur.cat, visitpalafrugell.cat, visitpalamos.cat, museudelapesca.org, visitguixols.com, gavarres.cat, turismegirones.cat, visittossa.com, lloretdemar.org

 

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