Rocchetta Mattei: il labirinto sull’Appennino

Un caleidoscopio di stili per questo castello dove si può (quasi) fare un viaggio per il mondo mentre si cammina attraverso le sue sale: Rocchetta Mattei è un viaggio in una dimora da fiaba e in un territorio ricco di storia e paesaggi inconsueti.

Un castello originale

Non di certo dimora del diavolo, come suggerirebbero le parole di Dostoevskji nei Fratelli Karamazov, quando il diavolo sostiene di esser guarito da brutti reumatismi grazie a una medicina del Conte Mattei, ma la suggestione è di grande effetto quando ci si avvicina alla Rocchetta Mattei. Il castello, che si staglia su una collina dell’Appennino tosco emiliano, rimane subito impressa ai viaggiatori per il suo stile eclettico e la sua imponenza che lasciano immaginare che una vera e propria corte tenesse qui le sue riunioni e i suoi balli. E in un certo senso questa prima impressione ha un fondo di verità.

L’origine

La Rocchetta Mattei è infatti la realizzazione “visionaria” della mente del Conte Cesare Mattei che ne fece, a metà del secolo scorso, la sua dimora dirigendone i lavori di persona. L’idea era quella di una vera e propria corte dove il conte viveva e si comportava da vero signore medioevale, con un circolo di amici e conoscenti a fare da contorno e la pratica dell’Elettromeopatia (una medicina alternativa che ebbe un grande successo ma che ora non è più praticata) a fare da sfondo alle giornate di studio e ricerca di Mattei in campo medico e anche architettonico.

Insoddisfatto del castello, infatti, Mattei ne perpetuò la costruzione lungo tutto l’arco della sua vita, continuando a costruire e rimaneggiare l’imponente edificio che doveva poggiare le sue basi la su un procedente castello di epoca medioevale. Ed ecco che tra la citazione di Dostoevskji e le suggestioni create dall’aspetto fiabesco del castello l’immaginazione di ogni viaggiatore non può che viaggiare e toccare luoghi reali, come la Mezquita di Cordoba, e altri simbolici, legati alla religione, e poi tempi lontani, come l’epoca medioevale. Il tutto unito da scaloni, cortili e sale dove sarebbe utile il proverbiale filo d’Arianna per non perdersi e riuscire a uscire dalla sorta di labirinto che formano e dove risuona l’eco dei passi e delle parole, delle risate e delle discussioni della corte del conte.

La visita

Ogni angolo della Rocchetta Mattei è stato creato per stupire il visitatore che, osservando lo stile delle diverse sale e l’utilizzo originale dei materiali, rimane incantato, occhi e bocca spalancati ad ammirare la sequenza di colonne e archi, porte e balaustre, piastrelle e porte che l’adornano. E chi ha visitato l’Andalusia con i suoi gioielli di arte moresca non può non rimanere colpito dai decori delle finestre in stile e dai cortili interni che richiamano il mondo arabeggiante del sud della Spagna. Di particolare impatto è la selva di archi e colonne che si sviluppano in successione a decoro della cappella, un chiaro richiamo alla Mezquita di Cordoba con l’inganno, però, del materiale di costruzione.

Castello Emilia Romagna

Illusione o realtà?

Qui come altrove, infatti, se provassimo ad allungare una mano scopriremmo che per questi archi il legno è stato utilizzato al posto del cemento, il cemento al posto del legno in una ringhiera dal classico aspetto rustico, e un soffitto è stato magistralmente realizzato con foglio di giornale pressati che mimano a loro volta l’effetto del legno. Una serie di illusioni che amplificano le prospettive della visita e le sensazioni che ammantano i nostri sensi mentre si visita la Rocchetta. Difficile riuscire a descriverne le meraviglie, tanto scenografica è stata la sua realizzazione.

Collezione Marino Marini

Tra le sale più caratteristiche della Rocchetta Mattei vi è quella che ospita una selezione della Collezione Marini di strumenti musicali meccanici: un modo per valorizzare sia la passione per la musica sia questo particolare tipo di strumenti che erano adatti alla fruizione musicale popolare.

I dintorni

Non una “toccata e fuga” per questi luoghi! Lasciate spazio alla scoperta dell’Appennino per andare a visitare, ad esempio, la Casa Museo dell’artista Giorgio Morandi e il borgo La Scola, per un tuffo nell’epoca medioevale.

Informazioni e soste

La Rocchetta Mattei si raggiunge da Bologna e da Pistoia attraverso la SS 64 Porrettana e si trova nel comune di Grizzana Morandi, a circa una ora dal capoluogo emiliano. È aperta secondo un calendario prefissato e la visita è guidata e soggetta a prenotazione. Visite esclusive sono previste su appuntamento, da lunedì a venerdì, secondo tariffe particolari.

Per la visita è possibile parcheggiare in un’area vicino al castello, posta lungo la strada. Per la sosta notturna ci si deve spostare nell’area sosta camper di Piandisetta.

W: rocchetta-mattei.it

Crediti fotografici: Depositphotos.com

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