Viaggio nella Tuscia in camper

Viaggio nella Tuscia in camper: un autentico tuffo nella storia e nella cultura, una immersione in una natura straordinaria. Questo itinerario ci porta in luoghi in cui la vita scorre ancora su ritmi lenti, antichi e autentici e il viaggiatore viene accolto tra borghi medievali e meraviglie naturali. E i buongustai non rimarranno delusi!

Nel cuore della Tuscia

Ho sempre considerato il centro Italia il cuore del Paese. Non solo per la sua collocazione geografica, ma anche e soprattutto per quell’atmosfera straordinaria che si vive in questi luoghi. Un’incredibile miscela di italianità che si respira in tutto quello che ci circonda. I borghi medievali che conservano uno stile di vita autentico, fatto di persone che amano stare insieme e chiacchierare ai tavolini del bar nella piazza centrale. Noi italiani in fondo siamo così. Ci piace scacciare i problemi con un sorriso, una battuta e un buon bicchiere di vino.

Fare conversazione con persone sconosciute tra i vicoli di questi borghi non è mai stato così facile. Qui si cammina sopra pietre che hanno sostenuto il passo di uomini fin dall’antichità, da migliaia di anni fino ai giorni nostri, straordinari segni di civiltà. Anfiteatri scavati nella pietra, antiche chiese rupestri sorte forse già su antichi luoghi di culto, etruschi come quella di Sutri. E tutto intorno boschi e laghi e natura straordinaria a fare da cornice.

Una visita alla Tuscia è un nutrimento per tutti coloro che desiderano ritrovare se stessi ed entrare in contatto con le persone e con il territorio. Senza dimenticare che qui la cucina e il buon cibo sono un culto tramandato da generazioni.

Sutri

Il nostro viaggio parte da qui e Sutri sarà il nostro campo base, grazie anche al comodo parcheggio idoneo alla sosta dei camper adiacente alla Cassia, proprio di fronte all’Anfiteatro. Un parcheggio pianeggiante e sufficientemente silenzioso dove poter sostare in mezzo alla natura e a due passi dal centro storico.

Sutri è stata una bellissima scoperta. L’antica Sutrium, definita “la porta d’Etruria”, ha origini antichissime, presumibilmente risalenti all’età del bronzo, e la sua storia è testimoniata dai numerosi ritrovamenti archeologici. Questo borgo medievale appare ai giorni nostri ancora perfettamente mantenuto. La Piazza del Comune sorge sull’antico foro romano e al centro ha una splendida fontana a quattro vasche. Luogo di aggregazione dove tra i tavolini dei vari bar e ristoranti si possono scambiare quattro chiacchiere amichevoli, gustando varie prelibatezze.

La leggenda narra che Sutrium fu fondata da Saturno, antica divinità Italica e mitico portatore dell’Età dell’Oro, che appare a cavallo con tre spighe di grano in mano nello stemma ufficiale del comune. Sutri ha avuto anche una recente espansione residenziale nella città nuova, ma a parte qualche utile servizio non merita una visita. La città antica entro le mura è invece un dedalo di viuzze e scalinate, scorci dove soffermarsi a riflettere e a riposare. Un luogo che sembra rimasto fermo nel tempo, merito anche di una scarsa proliferazione di attività commerciali prettamente turistiche e della presenza invece delle classiche botteghe di paese dove scoprire i prodotti tipici del territorio. Vale una visita senz’altro il Museo di Palazzo Doebbing, una bellissima struttura che ospita esposizioni di alto livello e dalla quale ammirare uno spettacolare panorama sul Parco Archeologico dell’Anfiteatro.

Il Parco Archeologico è un luogo davvero piacevole e ricco di testimonianze storiche e ambientali. L’Anfiteatro, la cui costruzione risale intorno al I secolo a.C., è ancora ottimamente conservato, ha la particolarità di essere stato realizzato scavando in una collina di tufo, poteva ospitare fino a settemila spettatori e ancora oggi occasionalmente viene utilizzato per qualche spettacolo estivo. Tutto intorno il Parco Archeologico e lungo la Via Cassia si può ammirare per centinaia di metri una necropoli con 64 tombe scavate nella roccia.

Procedendo lungo il percorso immerso nel verde che costeggia Villa Savorelli, si raggiunge un altro luogo incantevole, il Mitreo, monumento che ha dell’incredibile: originariamente una tomba etrusca, tempio pagano dedicato al dio Mitra e poi chiesa cristiana dedicata a S. Michele Arcangelo e alla Madonna con il Bambino (S. Maria del Parto). Un luogo di grande spiritualità, dove raccogliersi con se stessi e al tempo stesso immaginare quante storie vissute da centinaia di generazioni di uomini che hanno creato e frequentato questo luogo mistico e misterioso. Il Mitreo racchiude oltre duemilacinquecento anni di storia e stratificazione culturale, ancora visibile e immaginabile attraverso le forme e i meravigliosi dipinti, alcuni quasi perfettamente conservati. Per visitare il Mitreo è necessario essere accompagnati da una guida locale del Parco. Prima di lasciare Sutri, non mancate di visitare la Cattedrale, l’Antico Lavatoio e la Chiesa duecentesca di S. Francesco.

Viterbo, a Città dei Papi

Viterbo è il capoluogo della Tuscia viterbese: fondata dagli Etruschi, è un’incantevole città d’arte, dove passeggiare è piacevole e interessante. È stata anche protagonista dei giochi politici e centro spirituale. Per oltre vent’anni intorno al 1200 fu Sede Pontificia al posto di Roma e infatti il Palazzo dei Papi è divenuto il simbolo della città. Una visita (si accede solo con visita guidata) del Palazzo e dei Giardini merita una mezza giornata. Tra i vicoli del grande quartiere medievale di San Pellegrino troverete poi le famose case “a ponte”, cosiddette per la loro caratteristica di unirsi ai piani superiori. Non mancate la visita, in pieno centro, alla casa degli Alessandri, una delle più belle, che con le sue torri è parte della stessa Piazza San Pellegrino.

Vari musei, tra cui quello della Tuscia, e le numerose fontane sapranno attirare le attenzioni dei visitatori. La città è grande e l’elenco dei luoghi da visitare lo è altrettanto, per una visita approfondita serve qualche giorno. Non perdetevi una sosta al Caffè Schenardi lungo Corso Italia. Si tratta di uno storico locale, famoso per le sue specialità che nel tempo hanno attirato molti grandi nomi della storia. Garibaldi, Guglielmo Marconi, Mussolini e Papa Gregorio XVI.

Tuscia viterbese
Palazzo Farnese, Caprarola

Caprarola e Palazzo Farnese

La visita di Caprarola è dedicata quasi esclusivamente a Palazzo Farnese, un vero gioiello architettonico rinascimentale che domina il paesaggio per la sua bellezza e imponenza. Il Palazzo prende il nome dalla nobile famiglia. Fu voluto da Alessandro Farnese che nei primi del Cinquecento ne assegnò la progettazione. Poi, divenuto Papa Paolo III, lasciò terminare i lavori dal nipote cardinale omonimo Alessandro Farnese. L’interno è ricco di affreschi e di dipinti che testimoniano l’ascesa della famiglia dal Medioevo fino al Rinascimento, arazzi e altre numerose opere d’arte di straordinaria bellezza.

Il centro del palazzo, su cui si basa tutta la struttura, è il cortile circolare, affascinante la spettacolare scala elicoidale percorribile dai cavalli, che porta al piano superiore, e le numerose stanze tra cui la Stanza degli Angeli, dove il meraviglioso affresco consacra la vittoria del bene sul male. Tutto intorno, i giardini all’italiana sono anch’essi un complesso monumentale: partendo dai giardini bassi e salendo al boschetto, fanno da stupenda cornice al palazzo. Per terminare la giornata, se siete amanti della pizza non potete mancare le famose e gustose pizze giganti della Pizzeria Ai Due Gallozzi: consiglio la prenotazione.

Borghi e natura

Non meno interessanti altri borghi che vi consiglio di visitare: Calcata e il centro storico di Bagnaia, ricco di monumenti e con la celebre Fontana dei quattro Mori in stile rinascimentale. Altra tappa, se siete amanti delle città abbandonate, è Civita di Bagnoregio, antica città Etrusca, “la città che muore” così definita dallo scrittore Bonaventura Tecchi per i diversi crolli subiti nel tempo a causa di erosioni ed eventi sismici. Immancabile anche una passeggiata ai Giardini di Bomarzo, celebri per le sculture di animali grotteschi.

Meriterebbe un approfondimento la città di Tarquinia. Coi suoi 3000 anni di storia, è simbolo dell’arte etrusca grazie ai suoi numerosi monumenti e musei, un meraviglioso centro storico e importanti siti archeologici che hanno celebrato la città come Patrimonio dell’Umanità Unesco. La sua necropoli etrusca è il modo migliore di scoprire la bellezza e la raffinatezza dell’arte dell’epoca. Un grande nucleo pittorico formato da oltre 200 tombe dipinte da affreschi armoniosi e colorati. Un piacere sublime che vi permetterà di capire meglio lo stile di questo fantastico e misterioso popolo.

Non meno interessanti sono i tesori naturali di questo affascinate e quasi incontaminato territorio, numerose sono infatti le riserve naturali e oasi WWF presenti. Oltre ai famosi Laghi di Bolsena e di Bracciano, la Riserva Naturale del Lago di Vico è un’oasi naturale all’interno di un vulcano estinto circa 70.000 anni fa. Il territorio sorge nella zona risultato dello sprofondamento del Vulcano Vicano, si estende per 4000 ettari ed è straordinariamente ricco di vegetazione lungo il periplo che si estende per circa 12 chilometri. Se siete particolarmente fortunati potrete ammirare la fioritura spontanea di orchidee.

Paesaggi selvaggi e spettacolari anche nella Valle del Treja e al Parco Regionale Marturanum, ricchissima di flora e fauna l’Oasi WWF di Pian S. Angelo situata tra i comuni di Corchiano e Gallese. La visita di queste particolari e suggestive aree naturali non mancherà di sorprendervi. A noi è capitato dopo un’escursione al Sentiero delle Gole del Biedano nei dintorni di Blera. A sorpresa abbiamo visto sbucare dal bosco una struttura edificata con grosse pietre e siamo stati catturati dalla sua particolarità. All’interno una serie di ambienti all’aperto e al chiuso dei grandi massi. Un modesto tempietto nascosto e ricavato da un anfratto è il cuore del sito. Si tratta del Tempio di Demetra, un piccolo santuario che ci ha regalato un momento di grande spiritualità.

La sua scoperta è recente, resa pubblica nel 2006 a seguito di una segnalazione fornita dall’Arma dei Carabinieri per sventare un traffico illecito di reperti archeologici. Al suo interno è stata ritrovata in giacitura primaria e perfettamente conservata una statua di culto della divinità femminile, identificabile come la Demetra Greca venerata dagli Etruschi. La statua è conservata al Museo Archeologico Nazionale di Viterbo. Se desiderate fare una visita al sito archeologico, si trova in Località Macchia delle Valli nel comune di Vetralla e si può raggiungere lasciando il camper in sosta presso un parcheggio nella frazione Pietrara dello stesso comune di Vetralla.

Tuscia viterbese
Calcata

Da gustare

Avevate dei dubbi sul fatto che la Tuscia possa essere un territorio ricco di specialità gastronomiche? Non ci crederei nemmeno se lo sentissi con le mie orecchie. Qui troverete certamente materie prime straordinarie. L’eccellente olio extra-vergine, le castagne dei Monti Cimini, l’asparago verde di Canino. Le nocciole della Tuscia che con la loro grande attività di coltivazione rappresentano il circa il 40% del totale nazionale. La cucina è tra le più gustose grazie alla contaminazione tra le fondamentali tradizioni laziali unite a quelle umbre e toscane. Bruschette, panzanelle e crostini accompagnati da salumi e formaggi locali per iniziare.

Tantissime le varietà di zuppe e minestre. Coi funghi, con le castagne, con le fave o i ceci. E poi l’Acquacotta alla Maremmana e Polenta “imbracata” sono tipici della zona, ma nei ristoranti non mancheranno i primi tipici della tradizione romana. Le carni sono protagoniste assolute: abbacchio, coratella, porchetta salsicce in padella con le verdure di stagione e trippa al sugo. Immancabile l’agnello locale, il cibo dei re. Il pesce di lago viene servito come da tradizione locale, in particolare il coregone al forno e alla bolsenese e l’anguilla, ma anche luccio in umido e tinca a porchetta. Volete privarvi di un maritozzo per concludere? Io no.

Informazioni e soste

La Tuscia viterbese si trova nel Lazio, ai confini con Toscana e Umbria, facilmente raggiungibile da nord e sud Italia attraverso la A1.

Sutri: parcheggio adiacente alla Cassia

Viterbo: La Biososta

Caprarola: parcheggio a 400 metri da Palazzo Farnese.

W: tusciaturismo.com

Crediti fotografici: Depositphotos.com

 

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