Sosta nelle Terre Matildiche per scoprire un piccolo borgo dove la spiritualità si diffonde attraverso percorsi naturalistici e il dialogo tra le culture.
Terra di pace
Certi territori sembrano essere attraversati da sottili e invisibili linee, energie che ne tracciano un filo conduttore che gli apparterrà per secoli: è quello che sembra essere successo nelle terre della Grancontessa Matilde di Canossa, intorno al suo borgo e al castello, che dominano l’Appennino reggiano, nel cuore dell’Emilia.
Qui, proprio presso il castello di Canossa, nel 1077 si sono incontrati con intenzioni ben poco amichevoli l’imperatore Enrico IV e il Papa Gregorio VII, che quell’imperatore aveva scomunicato. Grazie all’opera di mediazione di Matilde la scomunica fu tolta e queste terre hanno segnato un momento di pace i cui effetti si allungano fino ai tempi moderni, tanto che l’espressione “andare a Canossa” ha assunto il significato di umiliazione e perdono conosciuto in numerose lingue al mondo. Non solo Canossa e i suoi dintorni sono un luogo meraviglioso dove la natura si incontra con la Storia nelle rocche e nei castelli che vanno a intagliare il profilo delle colline. Un borgo in particolare sembra aver raccolto l’eredità pacifica di Matilde inserendosi in un percorso di condivisone e spiritualità dalle incantevoli suggestioni.

Il borgo di Votigno
Il piccolo borgo di Votigno si trova a una manciata di chilometri da Canossa stessa ed è stato rispettosamente e amorevolmente ristrutturato a partire dalla metà degli anni Settanta grazie all’incessante lavoro di Stefano Dallari, medico e presidente della Casa del Tibet, che lo scoprì per caso.
Il legame di Votigno con il Tibet e il buddismo è legato principalmente a un certo tipo valori spirituali e sociali, che qui hanno creato uno stretto legame con quell’aria di pace, perdono e condivisione che sembrano innati nelle Terre Matildiche.
Dallari ne è ha fatto diretta esperienza nel corso dei suoi numerosi viaggi in Oriente, il primo nel Ladakh, la regione tibetana appartenente all’India, dove rimase particolarmente impressionato dal “sorriso interiore” del popolo, la cui vita era improntata ai concetti di altruismo, compassione e saggezza. È stato poi il suo incontro con il Dalai Lama, e la proposta di creare una Casa del Tibet, che in Europa ancora non esisteva, ad aprire nuove possibilità al borgo di Votigno che, anno dopo anno, da 6 abitanti rimasti dopo lo spopolamento del dopoguerra, ha visto crescere la sua popolazione e soprattutto la sua vocazione di luogo dello spirito, di cui la visita del Dalai Lama nel 1999 è stata una delle tappe più importanti.
La visita
Tra una casa di pietra, un museo in espansione, una chiesetta cristiana e un piccolo tempio tibetano, Votigno è un piccolo scrigno di bellezze e tesori, ammantato di una aura particolare. Percorrendo il facile sentiero CAI 652 da Canossa a Votigno, si entra già nello spirito del luogo. Umiltà e bellezza, saggezza e condivisione, dialogo sembrano aleggiare qui e pare possibile assorbirli, passo dopo passo, aiutati dalla bellezza di una natura tanto aspra e selvaggia quanto pura e incontaminata.
I calanchi che delineano questa valle percorsa dal fiume Enza, le rocche che spuntano sulla sommità dei colli, i piccoli borghi abitati da persone che strenuamente ancora credono nella possibilità di uno stile di vita semplice sono la promessa migliore per l’arrivo a Votigno e l’incontro con il sorriso dei suoi abitanti. Tra loro, nel pieno rispetto del clima di pace e rispetto del borgo, vi sono attualmente persone di diverse religioni, perché a Votigno l’inclusione è un valore fondamentale e l’incontro tra diverse culture favorito in tanti modi, con incontri, meeting, ospitalità. Ed eventi lungo tutto il corso dell’anno.
Alla fine della giornata, prima di rientrare, vi è un ultimo momento da passare a Votigno, fermandosi ad assaporare fino in fondo le meraviglie del luogo e immergendosi profondamente in se stessi per potersi poi aprire al mondo: gustare il tramonto che illumina i calanchi e i castelli. Vi verrà voglia di non andarvene più!

Alla scoperta dei dintorni
Le Terre Matildiche sono un concentrato di storia, tra castelli (Canossa e Rossena) e pievi, pietre spettacolari come quella di Bismantova (formazione rocciosa che si staglia imponente tra le colline locali), borghi e percorsi tra natura e gusto. Oltre al Sentiero Matilde, che da Ciano d’Enza segue un percorso storico utilizzato nel Medioevo, si può seguire un filo più saporito andando alla ricerca di cantine, caseifici, aziende agricole che propongano degustazione dei tanti prodotti tipici del territorio, primo tra tutti il Parmigiano Reggiano.
Informazioni e sosta
Per visitare Votigno di Canossa in camper bisogna parcheggiare il mezzo a Canossa (fuori dal borgo), a circa 30 km da Reggio Emilia, e poi raggiungere il borgo tramite il sentiero CAI 652 in una passeggiata facile di circa mezz’ora. Presso Votigno è possibile parcheggiare mezzi di piccole dimensioni. Il borgo è sempre aperto, mentre la Casa del Tibet è aperta sabato e domenica oppure su prenotazione.
Area sosta camper a Ciano d’Enza, n Via Vico, a circa 10 km da Canossa.
W: emiliaromagnaturismo.it; pagina Facebook del borgo
Crediti fotografici: Depositphotos.com


