Villa Durazzo Pallavicini: un parco scenografico

Villa Durazzo Pallavicini a Pegli ha un parco scenografico la cui visita è una esperienza capace di coinvolgere i visitatori a diversi livelli e con tutti i sensi.

La storia

Voluto dal marchese Ignazio Alessandro Pallavicini, che ereditò la Villa dalla parente botanica Clelia Durazzo, fu progettata negli Anni Quaranta del 1800 dall’architetto Michele Canzio. Non un semplice giardino a contorno della bella villa, però: nelle intenzioni dei due uomini il parco doveva essere un racconto teatrale ammantato di un simbolismo esoterico. Per questo i tre chilometri di percorso negli otto ettari di bosco sulla collina alle spalle della città costituiscono una “messa in scena” in tre atti (con prologo, antefatto ed esodo), ognuno con una propria scenografia e un preciso simbolismo, che tocca aspetti naturali e storici prima di portare il visitatore alla catarsi finale.

Parco Genova

Invito a teatro

Che si voglia o meno affrontare il percorso con una attenzione filologica ai dettagli simbolici, la passeggiata, che si snoda lungo i viali sulla collina, riserva una sorpresa dietro l’altra. Ognuno potrà quindi immergersi in questa scenografia decidendo come vivere l’esperienza: un contatto con la natura, con elementi di una flora e una fauna molto ricche; una immersione nella storia e nell’architettura dei parchi ottocenteschi; una esperienza più meditativa, favorita anche dal silenzio rotto solo dagli elementi naturali, l’acqua sopra tutti.

E i bambini, mappa alla mano, posso improvvisare una caccia al tesoro alla ricerca di una cascatella, di un ponticello, di un fiore, magari intrigati dal nome particolare di una camelia. A comporre la scenografia del parco sono infatti gli elementi naturali, che comprendono diverse specie di piante, sia indigene che esotiche.

Il camelieto

Tra le meraviglie c’è il camelieto più antico e ampio d’Italia. Quando fu impiantato nel 1800 la camelia era un simbolo di ricchezza e oggi, con le sue fioriture primaverili, colora il parco di un tripudio di colori davvero bellissimo. E oltre alla flora qui è viva anche una nutrita fauna, che spazia dai piccoli insetti ai caprioli e cinghiali attratti dal verde del bosco.

Vi sono anche degli elementi “architettonici” che contribuiscono a rendere il parco un percorso che sembra ambientato in diversi luoghi del mondo, dilatando la visita in spazi (e tempi) diversi. Archi, tempietti, una deliziosa Coffee House sono elementi neoclassici che si alternano a ponticelli e pagode, che richiamano una ambientazione orientale, e a un castello che invece riporta all’epoca medioevale.

Se nel racconto filosofico che ha ispirato il giardino si entra nella selva oscura di ispirazione dantesca e si raggiunge il paradiso terrestre rappresentato dal Lago Grande, dopo aver superato le Grotte degli Inferi per la purificazione dell’anima, la totale immersione in una natura a due passi dal centro città ha il suo culmine nella parte alta della collina, da dove la vista sul mare e sull’orizzonte favorisce sogni di viaggi alla scoperta dell’ignoto. Dunque un palcoscenico all’interno del parco e un palcoscenico che, attraverso il parco, si apre davanti agli occhi del visitatore.

Su quello stesso specchio di mare, all’inaugurazione del parco, arrivavano gli ospiti della famiglia Pallavicini, attratti dalle voci che, in tutto il globo, si erano sparse riguardo alla bellezza di questo giardino. Fu anche per agevolare il loro arrivo dal porto di Genova che il marchese Pallavicini fece costruire la stazione ferroviaria di Pegli, che si trova dirimpetto l’entrata del parco.

Parco Genova

Tappe da non perdere

Tra le tappe non dimenticate le Grotte degli Inferi, consolidate e rese agibili dopo uno stop. Ciò che stupisce di queste grotte è l’abilità costruttiva messa in atto per crearle: tutto il materiale fu infatti trasportato qui da altre sedi. Il buio in cui sono immerse, non completo perché l’uscita non è lontana, aguzza tutti gli altri sensi dei visitatori, trasportandoli in un viaggio davvero coinvolgente.

La Capanna della Sorgente, riportata all’aspetto che aveva a fine Ottocento, permette una magnifica vista su Pegli e sul mare: sedersi qui è un viaggio nello spazio e nel tempo.

Durante il percorso si consiglia di cambiare prospettiva di visita facendo un giro sul lago con le barche messe a disposizione nei week-end di tarda primavera ed estate.

L’evento

Se siete in Liguria a Ferragosto, non potete perdere questo evento: si tratta della famosa Alba di Ferragosto in cui, alle 4,30 del mattino ci si dà appuntamento al Castello del Capitano.

Informazioni e sosta

Il parco si trova a Genova Pegli. Tutte le informazioni sull’accesso alla struttura, sulle modalità di visita, comprese le visite guidate, e sugli eventi sono regolarmente aggiornate sul sito del Parco. Il parco si visita in non meno di due ore, necessarie a poter effettuare tutto il percorso con la giusta calma e attenzione a tutti i particolari. Per raggiungerlo, bisogna prendere l’uscita di Genova Peglio sull’autostrada A10 Genova-Ventimiglia e poi raggiungere il lungomare, SS1 Aurelia, in direzione Genova Voltri. Un parcheggio diurno e comodo per la visita si trova presso il Molo Archetti, da dove parte il Marebus, comodo collegamento con il centro città, per chi volesse continuare la visita a Genova.

Per la sosta notturna il campeggio più comodo è il Camping Villa Doria: sul sito sono presenti tutte le informazioni per l’accesso. Controllare l’apertura, che è stagionale.

Crediti fotografici: Depositphotos.com

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