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Turchia, via terra!

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Trentino a pedali

  • Dolomiti, vista su Passo Pordoi in piena estate
  • Trentino, Pista Ciclopedonale Valsugana
  • Trentino, Pista ciclopedonale Valle dell'Adige
  • Trentino, Pista Ciclopedonale Valle del Primiero
  • Trentino, Pista Ciclopedonale della Valle di Sole
  • Trentino, Pista Ciclopedonale Ledro e Concei
  • Trentino, Pista Ciclopedonale Valli di Fiemme e Fassa
  • Trentino, Pista Ciclopedonale Valle Rendena
  • Trentino, Pista Ciclopedonale Basso Sarca
  • Trentino, Pista Ciclopedonale Valle dei Laghi

Vacanze in Trentino: ottima scelta ma non scordate le biciclette. Questa regione ha una rete di piste ciclabili invidiabile, che attraversano i luoghi più suggestivi della Provincia Autonoma

Turismo intelligente: quale definizione più adatta? Una terra meravigliosa ricca di natura e storia, clima perfetto e salubre in estate, un camper che ci permette di fare base nei luoghi più significativi e una rete viaria dedicata alle biciclette lungo la quale scoprire, palmo a palmo, questo magnifico territorio, in modo pulito, sereno e salutare e, sopratutto, in piena sicurezza anche portando i propri figli
In Trentino vince la bicicletta!
Forse alcuni dati parlano più di qualunque altra definizione. Sono attive 10 piste che toccano 80 comuni per un totale di 303 chilometri e altri 40 sono in allestimento. Sono percorse da 1 milione di ciclisti all’anno (dati 2006). Ci sono oltre settanta campeggi nella sola provincia di Trento e decine di punti sosta e aree attrezzate nei comuni e negli agriturismi. La vacanza perfetta, insomma per chi ama la vacanza dinamica, ama il cicloturismo e la vita all’aria aperta, e per chi è magari alle prime esperienze e vuole fare il primo viaggio in un luogo “facile”.
Il Trentino, per quanto riguarda l’attenzione al ciclo turismo, è il primo della classe in Italia e si confronta tranquillamente con i paesi europei più virtuosi in questo senso. La sua conformazione geografica fatta di monti, valli e laghi, permette inoltre di garantire il divertimento sia al ciclista mountainbiker esperto, sia a chi semplicemente ama fare pedalate adatte a tutta la famiglia.
L’esperienza trentina in fatto di cicloviabilità, è oggetto di dibattiti e fonte di ispirazione per i progetti delle altre regioni che finalmente sembrano decidersi, una dopo l’altra, a colmare la voragine tra l’offerta italiana in questo genere di turismo e altri paesi che da decenni hanno fatto lungimiranti investimenti in questo senso.
Un grande anello che va dal Garda alle Dolomiti, che attraversa siti di grande valenza ambientale, parchi e biotopi, aree di interesse archeologico e culturale, ma anche e soprattutto aree agricole e in bicicletta il lavoro dei contadini lo si può ascoltare, vedere ed annusare, dove si coltivano fragole, asparagi, lamponi, mele e soprattutto vino.
Quando affermiamo che il Trentino in questo genere di cose è avanti anni luce sappiamo quello che diciamo. Lungo alcune piste sono stati allestiti i “bicigrill” (quattro per il momento), aree di sosta ciclabili dove si offrono servizi per consumare un pasto, per riempire le borracce, ristorare ed informare, con bar, officina, punto internet ed una gamma di informazioni e contatti per conoscere cosa offre il territorio intorno. La Provincia Autonoma di Trento ha cominciato ad occuparsi di percorsi ciclabili e ciclopedonali nel 1988. Oggi i 400 chilometri (considerando quelle provinciali e quelle comunali) previsti nel Piano Generale elaborato nel 1994, sono stati realizzati quasi per intero ed inoltre sono stati attivati servizi all’avanguardia come le aree attrezzate per la sosta, quelle per l’interscambio bici – auto e bici – treno e punti di ristoro e di assistenza (i bicigrill). A disposizione dei cicloturisti esiste anche un sito internet (www.ciclabili.provincia.tn.it/) grazie al quale si può pianificare in ogni minimo dettaglio il proprio itinerario. Il sito è diviso in sei sezioni, chiare e di facile navigazione: con un semplice clic si accede ad ogni singolo percorso ed è possibile visualizzarne la mappa dettagliata, il profilo altimetrico, qualche fotografia e la descrizione minuziosa del tragitto. Qualcosa di più palpabile è invece la collana «Cicloguide del Trentino», composta da dieci pubblicazioni. Le Cicloguide sono ricche di cartine geografiche e di testi, gradevoli da leggere e piene di curiosità, aneddoti e consigli per ulteriori visite sul territorio. Un aiuto indispensabile per chi esplora le vallate trentine in bici. Oltre ai dati tecnici come dislivelli, pendenze e lunghezze, sono presenti tante notizie per conoscere meglio la storia dei luoghi attraverso i quali si pedala, la localizzazione di punti panoramici, attrattive culturali o informazioni sulle colture locali che valgono una sosta. Si possono ordinare presso la Tipografia Alcione di Trento (tel. 0461 1732000).
A breve verrà realizzata una cartografia su sistemi Gps.
I percorsi realizzati hanno caratteristiche e fruizioni diversificate che rispecchiano le peculiarità dei luoghi attraversati. In generale si possono riassumere tre tipologie principali.
I primi sono gli itinerari principali, che si sviluppano lungo le vallate del Trentino, veri assi portanti dell’intera rete. Sono percorsi di collegamento o di attraversamento, che coinvolgono una pluralità di Comuni e dove è presente un’elevata richiesta di mobilità.
I secondi sono gli itinerari cicloturistici, che si snodano in aree di particolare pregio naturalistico-ambientale o a forte vocazione turistica, come quelli a ridosso del Lago di Garda, pensati per il tempo libero, ma che risultano comunque funzionali a spostamenti alternativi all’automobile.
Infine ecco gli itinerari operativi, tratti strategici di collegamento tra percorsi principali o funzionali all’uso intermodale bici-treno, bici-autobus. In questo modo è facile compiere lunghi tratti in bicicletta senza preoccuparsi del ritorno. Ogni percorso è dotato di una specifica segnaletica, oltre a quelle verticali ed orizzontali previste dal Codice Stradale: segnali e tabelle informative in legno con indicazioni di carattere storico, culturale e ambientale dei luoghi attraversati; il percorso è identificato anche con uno specifico simbolo e colore per un immediato riconoscimento.
Presso le varie Apt presenti in ogni località si possono trovare guide e mappe dettagliate dedicate ai diversi percorsi, stampate su uno speciale materiale impermeabile.
La rete attraversa 10 zone: Valle dell’Adige, Val di Sole, Val Rendena, Giudicarie Centrali, Giudicarie Inferiori, Valle del Sarca, Mori – Torbole, Valsugana, Val di Fiemme e Val di Fassa e Valle del Primiero. I singoli tragitti si differenziano per lunghezza, dislivello e difficoltà: quello in Valle dell’Adige è certamente il più importante, la vera spina dorsale dell’intera rete e collega, attraversando da nord a sud il Trentino per 80 chilometri, la provincia di Bolzano con quella di Verona e quindi il cuore delle Alpi con la Pianura Padana.
Ad est si diramano altri tre percorsi che attraversano la Valsugana, le Valli di Fiemme e Fassa e la Valle del Primiero. Il primo misura circa quaranta chilometri di lunghezza e collega Calceranica al Lago con la regione Veneto, passando attraverso Borgo Valsugana e Tezze di Grigno. Nelle due valli, lo sviluppo di questa pista ciclabile una volta completata sarà di circa 48 Km, mentre attualmente sono stati realizzati due tronchi: uno in Val di Fiemme di 18 Km ed uno in Val di Fassa di 7 Km, che seguono in gran parte il tracciato della Marcialonga lungo il torrente Avisio. Il terzo tragitto collega tra di loro tutti i centri abitati della Valle del Primiero, partendo da Imer, fino a raggiungere Siror, per una lunghezza complessiva di 10 Km. Sul lato destro del fiume Adige si sviluppano i rimanenti 6 tracciati. La tratta Mori – Torbole, lunga 15 Km, collega la Valle dell’Adige con il Lago di Garda. Salendo nelle Valli Giudicarie, troviamo due reti: la prima, di 6 Km, va da Tione fino a dove la Valle si restringe in corrispondenza del Lago di Ponte Pià, mentre la seconda, lunga 16 Km, si sviluppa a fianco del Fiume Chiese, dal Lago di Idro a Condino. Per circa 18 Km, con partenza dal paese di Villa Rendena fino oltre Pinzolo, si sviluppa la tratta della Val Rendena che, a lavori ultimati, collegherà Tione a Pinzolo. In Valle del Sarca c’è una pista ciclabile divisa in due tronchi, poiché il tratto centrale che attraversa il suggestivo deserto di pietre delle Marocche di Dro è in fase di realizzazione. I due tratti percorribili misurano complessivamente circa 20 Km: il più lungo ha inizio sulle rive del Lago di Garda, nel paese di Torbole, fino a raggiungere il piccolo borgo di Ceniga; l’altro tratto, più corto, unisce Pietramurata a Sarche.
Infine c’è anche la pista ciclabile della Val di Sole, che accompagna nel suo sviluppo il corso del Torrente Noce per una lunghezza di 35 Km.

PISTA CICLOPEDONALE VALLE DELL’ADIGE
Lunghezza
Questa pista ciclopedonale è lunga 89,3 chilometri e attraversa tutta la Valle dell’Adige, portando dai confini con la provincia di Bolzano a nord, e a quelli con la provincia di Verona a sud. Il tempo di percorrenza media è circa 6-7 ore.
Dislivello
Il dislivello non è significativo, soltanto un centinaio di metri in salita tra la località di Pilcante e di Santa Lucia.
Servizi
Lungo la pista ciclopedonale si trovano parcheggi per l’interscambio auto/biciclette, aree di sosta attrezzate con tavoli e panche, tabelle informative con utili indicazioni storiche, culturali, naturalistiche. Cartelli specifici riportano le caratteristiche delle zone attraversate, le specificità dell’ambiente e le sue risorse. A sud di Trento, in prossimità di Nomi, è posizionato un bicigrill. Una struttura di ristoro, con menù per sportivi, assistenza meccanica, punto internet e di informazione con materiale divulgativo. È aperto tutto l’anno.
Percorso
Il percorso ciclopedonale della Valle dell’Adige è l’asse principale di tutta la rete ciclabile del Trentino: è un tracciato ad uso quasi esclusivo dei ciclisti che si sviluppa in gran parte sulle stradine che costeggiano il fiume Adige, dal confine con la Provincia di Bolzano a quello con la provincia di Verona, attraversando ben 14 Comuni. Ha inizio in località Cadino, al confine con l’Alto Adige, nel punto di arrivo della pista proveniente da Bolzano.
Nel sito www.ripristino.provincia.tn.it è possibile scaricare gratuitamente le tracce per Gps della pista ciclopedonale della Valle dell’Adige.
Punti di interesse
Pedalando si attraversano campagne coltivate a vigneti e frutteti, zone umide e biotopi, residuo dell’antico corso del fiume. Fanno da sfondo le montagne sulle cui pendici svettano le mura e le torri di castelli e rupi (Monreale, Castelbarco, Besenello, Sabbionara…).
Chi ha voglia di affrontare qualche salita può provare quella che va da Trento al Monte Bondone.

PIERISTA CICLOPEDONALE VALLE DEL PRIMO
Lunghezza
Questa pista ciclopedonale ha una lunghezza di 10,76 chilometri da Masi di Imèr a Siròr e Fiera di Primiero.
Dislivello
Non è un percorso impegnativo, i dislivelli sono contenuti tra i 160 metri in direzione nord e i 70 metri in direzione sud.
Servizi
Il pregio di questa pista sta nel fatto di aver collegato, in un ambiente ortograficamente assai vario, tutti e sei i comuni del Primiero, valorizzandone le strutture ricettive, sportive e di servizio. Un percorso che si presta a molteplici usi, al servizio della gente locale per favorire gli spostamenti tra la casa, la scuola e il lavoro.
Percorso
Il percorso ciclopedonale ha un facile tracciato, che corre sul fondovalle lungo il corso dei torrenti del Cismon e Canali. La pista inizia nei pressi della frazione Masi di Imèr, poi risale il corso del torrente Cismon verso la selvaggia gola della Val Noana. In prossimità della piccola frazione di Oltra, una vasta area attrezzata permette di fermarsi per dare uno sguardo al panorama. La pista riprende in direzione dell’abitato di Transacqua. Si passa sul ponte dal quale si gode lo splendido panorama delle Pale di San Martino e il Cimon della Pala e si entra nel paese di Fiera di Primiero, dove il percorso diventa un anello di 4,5 chilometri percorribile nelle due direzioni, una verso Siror, l’altra verso Tonadico. Si consiglia di proseguire in senso orario lungo la sponda destra e il vasto parco di Vallombrosa.
Punti d’interesse
Racchiusa tra le montagne e solcata dalle impetuose acque del torrente Cismon, la Valle del Primiero è la meta ideale per chi vuole rigenerarsi dimenticando la frenetica vita della città e ritrovare l’equilibrio e il contatto con la natura. Imèr, Mezzano, Fiera di Primiero, Transacqua e Tonadico sono piccoli paesi di montagna ma ricchi di storia e di tracce antiche, che si ritrovano nelle numerose chiese, nelle case e nei palazzi. Agli amanti della mountain bike la Valle del Primiero mette a disposizione oltre 600 km di tracciati.

PISTA CICLOPEDONALE DELLA VALLE DI SOLE
Lunghezza
Il percorso ciclopedonale è lungo 34,11 chilometri. Il tempo medio di percorrenza previsto è di circa 3-4 ore.
Dislivello
Il dislivello è non è particolarmente significativo: dal ponte di Mostizzolo a Fucine è di 380 metri; da Fucine a Cogolo di 282 metri.
Servizi
La valle è servita da un efficiente trenino che parte da Trento e raggiunge Fucine, con numerose stazioni in valle dove si può caricare la bici. In questo modo si può anche interrompere la pedalata e organizzare le tappe a proprio piacimento. A chi arriva con l’automobile si consiglia di usufruire della vasta area con parcheggio poco oltre il ponte di Mostizzolo, dove inizia la pista.
Percorso
La pista ciclabile si sviluppa nel fondovalle per quasi 30 chilometri, inizia a ridosso del ponte di Mostizzolo, sulla SS43 della Valle di Non, che scavalca la bocca del Noce poco prima che il torrente sbocchi nel Lago di Santa Giustina. A chi arriva con l’automobile si consiglia di usufruire della vasta area con parcheggio poco oltre il ponte, in direzione Val di Sole. La pista si addentra subito nei fitti boschi, nei prati, e pascoli. In località Stori è stata attrezzata una vasta area di sosta ed un accesso al Noce per le canoe. A Pellizzano è in corso di realizzazione un attrezzato bicigrill di valle, Ossana e Fucine, dove si conclude il tracciato della pista.
Un’ulteriore bretella ciclabile di 6 chilometri permette ai più allenati di proseguire verso la Valle di Pejo fino a Cogolo, ai piedi del Parco Nazionale dello Stelvio.
Punti d’interesse
La Val di Sole è circondata da maestose montagne: incuriosiscono le leggende legate alle origini dei castelli che costellano la valle, come la Rocca di Samoclevo, Castel Caldes, il Castello di San Michele di Ossana, che ancora oggi con le proprie moli sorvegliano strade e passaggi.
Alcune sono affrescate dai cicli pittorici spesso eseguiti dai Baschenis, una dinastia di pittori provenienti da Averaria in provincia di Bergamo.

PISTA CICLOPEDONALE VALLI DI FIEMME E FASSA
Lunghezza
Questa pista ciclopedonale è lunga 35,75 chilometri e attraversa le Valli di Fiemme e di Fassa. Il tempo medio di percorrenza previsto è di 4-5 ore.
Dislivello
Si tratta di una pedalata rilassante senza tratti difficili. L’unico dislivello impegnativo è quello verso l’abitato di Sorga, 505 metri di salita.
Servizi
Dal Passo di San Lugano l’esistente tracciato della ferrovia Ora-Predazzo permette di scendere verso la Valle dell’Adige e ricongiungersi alla pista della Valle dell’Adige. Al chilometro 11,543 il bivio per Panchià si caratterizza per la presenza sull’Avisio di un ponte in legno coperto, uno dei pochi rimasti in Trentino.
Percorso
Nella sua interezza il percorso si sviluppa per circa 50 chilometri, alcuni tratti sono ancora da completare nell’alta Val di Fassa, ma seguendo stradine poco trafficate la si può percorrere interamente. In inverno il tracciato diventa un percorso da sci di fondo in gran parte utilizzato dalla mitica Marcialonga. La pista inizia ai margini sud dell’abitato di Molina di Fiemme. Il tratto iniziale, che confina con la provincia di Bolzano e scende dal Passo di San Lugano lungo la Val d’Aguai e Predaia di circa 5,5 chilometri, non è stato ancora completato, ma è comunque percorribile. A Lago di Tesero si attraversa il Centro di Fondo, punto attrezzato anche con servizi ed assistenza per le biciclette. A Pozza di Fassa fino ad Alba di Canazei la pista verrà realizzata prossimamente.
Punti d’interesse
Si rimane conquistati dalla bellezza dei boschi, dalle fitte foreste di abeti e larici che ricoprono i pendii. Sono innumerevoli le leggende e i racconti popolari sorti sulle foreste: una risorsa fondamentale per le genti delle valli. Qui è nata la “Magnifica Comunità di Fiemme”, ente antichissimo che da secoli protegge, amministra e regolamenta la coltivazione dei boschi comunitari. La Foresta di Paneveggio, è rinomata per l’abete rosso di risonanza: fin dal Seicento, costruttori di strumenti musicali a cassa armonica, tra cui Stradivari, sceglievano qui gli abeti giusti.

PISTA CICLOPEDONALE VALLE RENDENA
Lunghezza
Questa pista ciclopedonale è lunga 22,9 chilometri, di cui un tratto di quindici chilometri che va da Villa Rendena a Carisolo e un altro di 7,9 chilometri da Tione di Trento a Lago di Ponte Pià. Il tempo medio di percorrenza è di 3 ore e 30 circa.
Dislivello
In salita il dislivello si incontra nella prima tratta in direzione nord di 245 metri, nella seconda tratta in direzione ovest di 72 metri.
Servizi
Nel primo tratto, quello che va da Tione a Carisolo, si incontra il bicigrill realizzato in località Vigo Rendena. L’edificio richiama la tipologia dei rifugi alpini: nella struttura si trovano un bar, un’officina per le riparazioni, un punto informativo e i servizi igienici.
Percorso
La pista si snoda in due direzioni. Verso nord percorre circa 20 chilometri da Tione a Carisolo. Verso est, invece, la pista s’immette nelle Giudicarie Centrali lambendo i paesi di Preore, Ragoli, Saone, per terminare sulle rive dell’appartato lago artificiale di Ponte Pià. Nel primo tratto, quello che va da Tione a Carisolo, un bicigrill realizzato in località Vigo Rendena fornisce anche un’area attrezzata per piccole riparazioni. Dalla piana di Carisolo c’è la possibilità di proseguire verso la Valle di Genova fino alle spettacolari cascate del Nardis, o, se si è ben allenati, ci si può cimentare per altri 12 chilometri sulla vecchia strada che risale con tornanti verso San Antonio in Mavignola e Madonna di Campiglio.
Punti di interesse
La pista ciclabile vanta attrattive che la rendono unica, perché in poche altre aree come in Val Rendena si può conciliare l’assoluto relax con le visite culturali ed artistiche. I paesi e le numerose frazioni sono ricchi di testimonianze storiche, come le piazze ornate da fontane in pietra da cui sgorgano le acque dei ghiacciai e le belle chiese antiche. La pista li unisce uno per uno.
Il Parco Naturale Adamello Brenta abbraccia il gruppo dell’Adamello-Presanella con la Val di Genova, il Gruppo dolomitico del Brenta con il Lago di Tovel.

PISTA CICLOPEDONALE GIUDICARIE INFERIORI
Lunghezza
La pista ciclopedonale si sviluppa per 15,7 chilometri. Il tempo medio di percorrenza previsto è di circa 2 ore e 30.
Dislivello
Il dislivello non è significativo, solamente 76 metri in direzione nord.
Servizi
In località Fontana Santa c’è un piacevole punto di sosta, impreziosito da una suggestiva cascata con laghetto e sistemato a parco con attrezzature di ristoro.
Percorso
La pista inizia dalle sponde del Lago d’Idro e risale il fiume Chiese, dove due ponticelli coperti permettono di portarsi oltre e di compiere una deviazione sulla pista che lungo la sommità arginale del torrente Palvico conduce alle porte di Storo. Si oltrepassa l’abitato di Darzo e in località Ca’ Rossa si può approfittare di una bella area di sosta. Il tracciato della pista prosegue a ridosso di campagne coltivate fino alla località Fontana Santa. Il tratto successivo del percorso diventa un sentiero naturalistico con fondo in sterrato, che si snoda in un ambiente selvaggio e solitario con un tratto iniziale costruito a sbalzo sulla roccia che si deve superare con bicicletta a mano. È in realizzazione l’ultimo tratto di otto chilometri, che porta verso Cimego e Pieve di Bono. In seguitò verrà realizzato nella sua interezza il tracciato che dall’abitato di Pieve di Bono risale tutta la valle.
Punti d’interesse
La pista tra bei paesaggi alpini risale il fiume Chiese, toccando i numerosi abitati che si adagiano lungo lo stretto fondovalle e che rivelano insospettati gioielli storici ed altre curiosità: a Condino, oltre i palazzi e le chiese del nucleo antico, non passa inosservata la Parrocchiale di Santa Maria, un vero monumento di storia o, a Pieve di Bono, la chiesa di Santa Giustina. Ma la valle ci sorprende con altre testimonianze visibili dalla pista, come le grandissime condotte e i manufatti idroelettrici tra Cimego e Pieve di Bono, che documentano l’intenso sfruttamento delle acque del Chiese compiute negli anni ’50 e che si addentrano fino alle Pendici dell’Adamello.

PISTA CICLOPEDONALE BASSO SARCA
Lunghezza
La pista ciclopedonale è lunga 18,8 chilometri, di cui 16,5 compresi fra Mori e Riva del Garda e 1,9 tra Riva e Varone. Il tempo medio di percorrenza previsto è di 2 ore e 30 circa.
Dislivello
Il dislivello non è troppo impegnativo: da Mori verso Torbole è di 112 metri, da Torbole verso Mori di 206 metri.
Percorso
La pista prende avvio direttamente dalla pista della Valle dell’Adige sotto Rovereto, in direzione di Mori. Da qui per riprendere il percorso si deve attraversare la strada statale, percorrere un breve tratto promiscuo e al primo bivio imboccare sulla destra la pista ciclabile. Dopo alcuni chilometri si raggiunge la frazione di Loppio, impreziosita dalla bella dimora di Castelbarco. Qui fino agli anni ‘50 c’era un lago, ora sito protetto perché biotopo. Poi la pista con un percorso divertente di saliscendi e curve accompagna nella solare piana di Nago. Il borgo è tutto da scoprire e merita la deviazione verso i ruderi di Castel Penede. Si scende poi verso il lago lungo la panoramica e pendente strada di Santa Lucia che sbuca nella bella piazza di Torbole. Siamo ora sulle sponde del Lago e la pista fino a Riva diventa una passeggiata da compiere a passo d’uomo, godendo del paesaggio. All’altezza della bella passerella che scavalca il Sarca si diparte la pista Torbole-Cadine, percorribile fino oltre l’abitato di Dro. Alle foci dei torrenti Albola e Varone il percorso abbandona il lago e risale il torrente Varone per circa un chilometro. Da qui attraverso la viabilità comunale, si può raggiungere la località Varone, nota per la spettacolare cascata incassata nell’omonima gola.
Punti d’interesse
Per lunghi tratti la pista corre sul vecchio tracciato della ferrovia Mar (acronimo di Mori, Arco e Riva del Garda), una delle prime linee a scartamento ridotto costruita nel 1891. Pedalando si attraversano i borghi, si costeggia la palude biotopo di Loppio, un tempo scenografico specchio d’acqua racchiuso tra rocce e pendici. Sostate a Torbole per una piacevole e lunga passeggiata sulle sponde del lago.

PISTA CICLOPEDONALE VALLE DEI LAGHI
Lunghezza
Questa pista ciclopedonale si sviluppa per 13,9 chilometri, 10,4 da Torbole a Ceniga di Dro, e 3,5 da Pietramurata a Sarche. Il tempo medio di percorrenza previsto è di circa 2 ore.
Dislivello
Il dislivello è poco significativo: da Torbole a Ceniga è di 60 metri, da Pietramurata a Sarche è di 10 metri.
Servizi
Dopo il ponte sul Sarca, risalendo di circa 500 metri il fiume sulla sua sponda destra, è possibile sostare in apposite aree attrezzate per gustare al meglio la bellezza dei luoghi.
Percorso
Si parte dalle sponde del Lago di Garda alle foci del Sarca, dove confluiscono le piste provenienti da Riva e da Mori. Risalendo verso nord in direzione Arco si oltrepassa la trafficata strada statale e si pedala immersi piacevolmente nella quiete del paesaggio fra campagne coltivate, ulivi e boschetti. La pista conduce alle porte di Arco, si attraversa l’abitato su stradine promiscue che si inoltrano nel centro storico, riprendendo il percorso in corrispondenza del Ponte sul Sarca. Nell’attesa della costruzione di una pista che porti all’antico maniero, esiste la possibilità, all’uscita dalle Sarche, di visitare a piedi il lago e il castello. Nel punto de La Stretta, presso il Toblino vi è un’area attrezzata con strutture di ristoro.
Il percorso, in fase di progettazione, proseguirà verso il lago di Santa Massenza, in parte occupato sul lato nord dall’impianto della grande centrale idroelettrica, poi toccherà Padergnone e Vezzano.
Da qui fino a Trento si deve attendere la costruzione di un ulteriore tratto fino a Terlago.
Punti d’interesse
Risalendo il borgo di Arco si arriva (solo a piedi attraverso una macchia d’oliveto) al Castello sovrastante. Suggestiva è la Sala dei giochi, custode di un ciclo di affreschi databile tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento. Da Pietramurata si apre la fertile piana che produce ottimi vini, tra i quali il dolce Vino Santo. Si può approfittare per qualche visita alle numerose cantine.

PISTA CICLOPEDONALE LEDRO E CONCEI
Lunghezza
La pista ciclopedonale si snoda per 17,7 chilometri, di cui 12, 8 distribuiti da Molina di Ledro al Lago d’Ampola, e 4,9 chilometri interamente nella Valle di Concei. Il tempo medio di percorrenza è di 1 ora e 30 minuti.
Dislivello
Il dislivello è poco significativo: è di circa 92 metri in direzione est ovest.
Servizi
Possibilità di parcheggio in prossimità della sede del Museo Palafitticolo a Molina di Ledro, dove inizia la pista ciclopedonale.
Percorso
La pista ciclopedonale nella sua interezza sarà percorribile dopo la conclusione dei lavori. Si parte dall’abitato di Molina di Ledro, in prossimità della sede del Museo Palafitticolo, e si percorre la strada panoramica a traffico promiscuo che costeggia la sponda meridionale del lago portandosi verso la località “Dos de Pur”. Sulle stradine esistenti si raggiunge il ponte sul torrente Massangla, sul cui argine sinistro verrà ultimata la pista protetta. Il tracciato risale dal corso del torrente e poi, recuperando stradine esistenti collegate da tratti e ponticelli, si mantiene sul fondovalle tra campagne e prati, lambendo l’abitato di Bezzecca, da dove si dipartirà la pista verso l’abitato di Concei.
Proseguendo si raggiunge la località di Santa Lucia, in nome della solitaria chiesetta riccamente affrescata e del parco attrezzato lungo il torrente Assat, dove è piacevole concedersi una sosta. Appositi pontili, punti di osservazione, bacheche guidano il visitatore in questi particolari ambienti naturali, descrivendone le peculiarità.
Punti d’interesse
Il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, a Molina di Ledro, è sede distaccata del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Da visitare, inoltre, a Molina il Laboratorio farmaceutico Foletto, che contiene delle attrezzature utilizzate un tempo nella preparazione dei medicamenti e materiali sanitari. Nella frazione di Prè, di particolare interesse storico è la fucina dei Ciauroi, edificio testimonianza del faticoso lavoro dei chiodi da scarpa.

 

Maggio 2009

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