Itinerario in Francia: Dordogna

Itinerario in Francia: Dordogna. Una regione francese “charmante”, ancora poco conosciuta, che sprigiona tutto il suo fascino nella scoperta dei suoi borghi di carattere, con il lento scorrere del fiume come sottofondo.

Viaggio in Dordogna

Quando l’ho sentita nominare per la prima volta, sono subito andata a cercarla sulla mappa: al centro della Francia ma spostata a ovest, verso l’Atlantico, non troppo lontana dal nord Italia, ma abbastanza impegnativa in termini chilometrici per far scendere il dito sulla più famosa, e vicina, Provenza. Poi sono andata alla ricerca di una guida turistica specifica, praticamente inesistente in italiano, allora mi sono buttata sulle ricerche in rete, smanettando tra siti in francese o, al massimo, in inglese, per cercare di documentarmi un po’ su questa regione. Già perché ciò che mi è subito stato chiaro era che la Dordogna, regione che ricalca in pratica i confini dello storico Périgord, era appena entrata al primo posto della mia wish list dei viaggi.

Ad affascinarmi all’istante sono stati i paesaggi verdi, la striscia d’argento della Dordogna che lambisce piccoli villaggi, i castelli medioevali con imponenti torrioni rotondi, le vie strette e le case in pietra, le piazze del marcato intrise di profumi e di colori: un mix della Francia più intima e seducente, tante sfaccettature in una sola regione che concentra sul suo territorio una serie di esperienze, di tradizioni, di bellezze dalla ricchezza inconsueta e con una Storia lunghissima alle spalle.

Quattro colori, uno spadaccino

Una destinazione, quattro colori! La Dordogna è divisa, dal punto di vista turistico, in zone che la identificano a seconda delle sue peculiarità. Prendendo come punto di riferimento centrale, anche dal punto di vista geografico, la città di Périgueux, troviamo a nord il Périgord Vert, dove sono più ampi i boschi e le foreste e sorge il Parco Naturale Regionale del Périgord-Limousin; il Périgord Blanche intorno a Périgueux; il Périgord Noir – che è anche la zona più vivace e interessante dal punto di vista turistico – che segue parte del corso del fiume Dordogna, il Périgord Pourpre nella zona di Bergerac.

E a proposito di Bergerac… vi verrà subito in mente un famoso spadaccino, il Cyrano di Rostand con cui non potrete che trovarvi “naso a naso” tra le vie della cittadina. Vi avverto subito che il personaggio letterario che ha casa qui si ispira a un personaggio storico che a Bergerac non visse mai… ma lasciamo da parte questi dettagli e immergiamoci nel viaggio.

Pèrigord noir

L’appellativo noir è dovuto all’abbondanza di foreste di lecci dal colore scuro. È la zona più ricca di testimonianze del passato, con i siti preistorici della Valle della Vézère, la più intima e caratteristica con i villaggi medioevali che sembrano immobili nel tempo e richiamano a una scoperta lenta e silenziosa, con la striscia argentata della Dordogna che si snoda, anche lei quieta, tra questi paesaggi, offrendo nello stesso tempo l’occasione per una esperienza sportiva e per un momento di raccoglimento.

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Sarlat-la-Canéda

Sarlat-la-Canéda

Prima tappa è Sarlat-la-Canéda, borgo le cui origini medioevali sembrano intessute come ricami tra le sue strette vie dalle case in pietra e le piazze vivacizzate dai mercati settimanali. Il colore crema con cui sono costruiti i palazzi richiama i prati dorati dal sole dell’estate, le persiane colorate un arcobaleno dopo un temporale di primavera, le piccole finestre un timido affacciarsi sul mondo da un interno che rimanda a un focolare intimo e caldo, con una tavola apparecchiata per gustare specialità tra pochi amici: foie gras e confit de canard, tartufi, noci e vini sono i prodotti tipici della Dordogna, un delizia per il palato.

Passeggiando per il borgo ci si perde ad ammirare i dettagli delle abitazioni, gli angoli fioriti, la luce e le ombre avvolgenti, che danno una pennellata di mistero, come la Lanterna dei morti, una torre dal tetto a punta che si trova a ridosso della cattedrale e che rimanda a una antica ma rara leggenda: si dice che al tramonto, dal tetto dell’edificio, si accendesse una luce per guidare i morti durante la notte. Insieme a questa aura antica, Sarlat-la-Canéda ha una anima molto vivace dal punto di vista culturale e ospita, nel corso dell’anno, diversi eventi legati alla gastronomia, al cinema e alle arti.

La Roque-Gageac

Il modo migliore per ammirare La Roque-Gageac è da una gabare, la tipica imbarcazione a fondo piatto che nei secoli passati trasportava le merci e che ora scivola placidamente sulla Dordogna in mini crociere turistiche. Il borgo sembra arrampicato sulla roccia di cui condivide il colore tanto che, a una prima occhiata, sembra impossibile distinguere la pietra naturale da quella delle case. Osservando con attenzione, si noteranno le piccole abitazioni addossate le une alle altre come in un abbraccio, attaccate alla roccia come per difendersi mimetizzandosi, un curioso effetto reso ancora più suggestivo dalle macchie di verde che si insinuano tra i muri: il clima particolarmente mite di questo luogo ha facilitato infatti la crescita di una flora tipicamente esotica, come palme e banani.

Tra gli edifici da non perdere vi è innanzitutto il forte, residuo di un antico sistema difensivo che si apre nella roccia, quasi fosse una ferita: oggi per il visitatore è un ottimo punto di osservazione sulla vallata sottostante. Scendendo tra le vie del borgo, passate al Castello Tarde, un maniero rinascimentale dalla inconfondibile torre rotonda, e un poco più lontano al Castello de la Malartrie, un antico lazzaretto che fu riconvertito in residenza familiare in stile rinascimentale. Diversi secoli di storia da raggiungere in pochi passi!

Dalla sua idilliaca posizione sul fiume La Roque-Gageac è la location perfetta per chi vuole fare qualche esperienza nella natura: oltre alle gite in canoa sul fiume, si può percorrere uno dei numerosi sentieri per andare a visitare, a piedi, i dintorni.

I dintorni

A circa cinque chilometri vi è Domme, arroccato su una falesia da cui domina il percorso del fiume offrendo panorami mozzafiato sulla valle: tutta da scoprire, la bastide medioevale nasconde anche un “risvolto” più cupo nei graffiti lasciati sui muri dai cavalieri dei Templari nel XIV secolo, e nella grotta posta sotto il centro del villaggio e piena di stalattiti e stalagmiti.

Nella direzione opposta ma sempre a una manciata di chilometri da La Roque Gageac si trovano i Giardini di Marqueyssac (marqueyssac.com), parco di 22 ettari caratterizzato dai bossi dalla forma rotondeggiante, tagliati a mano, e da circa sei chilometri di passeggiate nella natura dove, nel periodo estivo, vengono proposte anche attività per bambini e per tutta la famiglia. Tappa imprescindibile per il viaggiatore, da segnare nella to do list!

Poco distanti, il delizioso villaggio di Beynac-et-Cazenac è dominato dal castello che sorge a picco su un promontorio roccioso, una vista davvero emozionante. Incantevole, ma tutta da sudare, il panorama dal castello di Castelnaud la Chapelle, borgo che si sviluppa su terrazze con il maniero in posizione dominante e tante esperienze da cavalieri medioevali da fare nelle sue sale: da inserire nella lista se nel vostro equipaggio avete dei bambini!

La Valle della Vézère

Detta anche la valle della preistoria per i siti e i giacimenti che conserva, è famosa per la Grotta di Lascaux II (lascaux-ii.fr), la copia dell’originale scoperta per caso nel 1940 e contenente graffiti di epoca paleolitica. A causa della fragilità della grotta principale, è stata creata questa replica dove il visitatore può vivere le emozioni della scoperta dei disegni rupestri e conoscere più a fondo l’epoca preistorica.

Périgord pourpre

A ovest, il Périgord si colora di porpora, come le foglie dei vitigni che in autunno accendono la campagna. Vocazione vitivinicola e artigianale per questa zona ricca di castelli e di bastide.

Una delle più belle e meglio conservate di Francia è  Monpazier, che affonda le radici nel XIII secolo conservandone l’atmosfera sotto gli archi dei mercati coperti, nella piazza centro della vita cittadina, nelle botteghe di vetrai e gioiellieri che aprono le porte per raccontare un’arte tramandata da generazioni. Una sosta in un tavolino all’aperto, un bicchiere di vino, il vociare del borgo che si va spegnendo al tramonto: è questo uno dei momenti più belli per passeggiare in un borgo antico, quando le luci si accendono, lungo le vie e dentro le case, i muri si riscaldano di sfumature e il silenzio della notte copre i rumori del giorno.

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Monbazillac

A Monbazillac sorge un castello dalle massicce torri rotonde con il tetto a punta in mezzo ai vigneti (chateau-monbazillac.com) dove si produce un vino dolce che si sposa con il tipico foie gras: una accoppiata non leggera, dunque prevedete di sgranchirvi le gambe durante il nuovo percorso di visita che comprende le sale del castello e il nuovo spazio museale dedicato al vino e alle sue connessioni con la storia di Francia.

Per gli amanti del vino altra tappa importante è la Maison des Vins de Bergerac, nell’omonima cittadina, punto di incontro culturale e sito storico nella città vecchia, location perfetta anche per una pausa di degustazione, punto di partenza per la scoperta dei vigneti locali, magari in sella a una biciletta.

A Bergerac, patria del leggendario Cyrano e allungata sulle rive della Dordogna, provate a mettere il vostro naso tra le vie pedonale, alzatelo sulle case a graticcio. Chissà che troviate uno spadaccino da fotografare!

Périgord blanc

Ci spostiamo a nord, verso il Périgord Blanc, che deve il suo colore alla pietra calcarea che ne caratterizza il territorio. Périgueux è la capitale della regione e merita una sosta per sbirciare dentro i suoi duemila anni di storia che si srotolano davanti agli occhi dei visitatori: dai resti epoca gallo-romana, da scoprire al Museo Vesunna, alle strette stradine e alle case a graticcio di epoca medioevale fino ai palazzi eleganti del Rinascimento.

Ma il monumento che domina la città, con la sua alta torre campanaria e le cinque cupole rotonde dal curioso stile bizantino, è la Cattedrale di Saint Front: da non perdere l’originale percorso di visita sui tetti! E se volete prendervi un momento di raccoglimento potete mettervi in cammino per Santiago de Compostela… No, tranquilli, non fino in Galizia, magari solo qualche chilometro, fino all’abbazia di Chancelade a pochi chilometri dal centro: Périgueux si trova infatti lungo una delle quattro strade che da diversi luoghi della Francia conducono a Roncisvalle sui Pirenei da dove, appunto, parte il Cammino di San Giacomo.

Da Périgueux si snodano diversi itinerari alla scoperta di questo angolo di Dordogna, a piedi, a cavallo o in bicicletta lungo la Véloroute Voie Verte, a ritmo lento e immersi nella natura.

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Périgord Vert

Siamo arrivati all’ultimo colore del nostro viaggio, determinato dai fitti boschi e foreste che punteggiano la zona settentrionale della Dordogna. La prima tappa è Brantôme, chiamata la Venezia del Périgord perché circondata dai canali creati dal fiume Dronne: il villaggio, i cui negozi e ristoranti offrono deliziosi scorci sull’acqua, è un incantevole borgo dove passeggiare tra negozi tipici e una sosta per degustare prelibatezze del territorio. Se volete fare un salto dentro il gusto, e non temete che il portafogli si alleggerisca un po’, andate a degustare i piatti e i vini al Moulin de l’Abbaye, ristorante e hotel di charme, che vale la pena anche solo per l’affaccio sul fiume. Infine andate a visitare l’abbazia benedettina che sorge ai piedi di una collina boscosa su quello che fu, si dice, il sito di un eremitaggio di epoca preistorica e di cui rimangono resti misteriosi intagliati nella roccia.

Spingendosi ancora a nord in un paesaggio punteggiato di castelli, corsi d’acqua, mulini e piccoli villaggi, si arriva al Parc Naturel Régional Périgord-Limousin, un sito dalla straordinaria biodiversità tra boschi rigeneranti e freschi corsi d’acqua che vi consentirà di fare una totale immersione nella natura e nella attività sportive che qui si possono praticare, dal kayak all’arrampicata, dalla pesca al trekking. Prima dell’inevitabile ritorno a casa.

Informazioni e soste

La Dordogna si trova a circa 800 chilometri dal nord Italia: si raggiunge facilmente da traforo del Frejus, Lione e Clermont-Ferrand, o con qualche chilometro in più passando dalla Liguria e dalla Costa Azzurra e risalendo verso nord da Montpellier. La regione è piacevole da visitare soprattutto in primavera, estate e autunno, quando i colori della natura sprigionano tutta la loro bellezza e il clima rimane mite.

Lungo tutta la regione campeggi e aree sosta sono presenti in modo capillare. Di seguito una selezione di soste e campeggi nei principali luoghi citati nell’articolo.

Sarlat-la-Canéda: Camping Les Chalets d’Argentouleau

La Roque-Gageac: Camping Beau Rivage

Beynac-et-Cazenac: Camping Le Capeyrou

Bergerac: Camping La Peleuse

Périgueux: area sosta comunale in Rue des Près 37

Brantôme: Camping Brantôme Peyrelevade

La Coquille (Parc Naturel Régionale Périgord-Limousin): Camping les amis del a Coquilles

W: dordogne-perigord-tourisme.fr; pays-bergerac-tourisme.com; perigordnoir-valleedordogne.com

Crediti fotografici: Depositphotos.com

 

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