Giardino barocco, il Giardino monumentale di Valsanzibio nasce da un voto e nasconde particolari simbologie. Regala ai visitatori un viaggio nel tempo, nella natura e nell’arte. Una tappa da non perdere durante un tour in Veneto, una ottima idea per un weekend in ogni stagione!
Tra acqua e fuoco
Quando si entra nel Giardino Monumentale di Valsanzibio la prima immagine che viene in mente è un leggiadro minuetto con dame e cavalieri che volteggiano tra giochi d’acqua e che giocano a loro volta nascondendosi e riapparendo tra le siepi del labirinto. Tutto lascia pensare a quei tipici divertimenti che erano in voga nelle corti europee del 1600 e 1700 e alle sonorità di un pianoforte accompagnate dalle risate gaie di un corteggiamento d’amore.
Spensieratezza e gioia sembrano aleggiare su questo giardino con leggiadria. E con leggiadria noi visitatori moderni percorriamo i viali, ci fermiamo a osservare la bellezza di una statua, la perfezione delle piante di bosso che affondano qui le loro radici da secoli e la particolarità di certe specie botaniche. Ci perdiamo dentro il labirinto in un gioco che ci riporta bambini.
Un giardino simbolico
Il Giardino di Valsanzibio può essere tutto questo e tutto ciò che la nostra immaginazione ci porta alla mente durante una visita. Ma nacque per assecondare uno scopo e per seguire una idea del tutto diversa.
C’è sicuramente, alle origini di questo luogo, una nobiltà veneziana che, grazie ai canali e alla rigogliosità d’acqua del territorio padovano, poteva giungere qui direttamente via barca. Di questa epoca si mantiene un ricordo vivo nell’evidente approdo che oggi è ricordato dallo stagno che si trova davanti alla porta d’accesso al giardino.
Ma la famiglia Barbarigo volle creare questo giardino come voto a Dio, dopo che la peste del 1630-1631 aveva portato via alcuni esponenti della famiglia, proprio per chiedere che il morbo non esigesse ulteriori sacrifici di vite.
E come voto, questo parco ha un valore simbolico di Percorso di Salvificazione, dove ogni angolo, statua, viale rivestono un ruolo preciso nell’itinerario che dall’entrata porta fin dirimpetto alla bella villa. Possiamo percorrerlo con consapevolezza. Oppure lasciarci semplicemente rapire dalla sua bellezza, come quando cogliamo il disegnarsi di un arcobaleno dentro gli spruzzi d’acqua di una fontana. In ogni caso sarà difficile non pensare che, dopo quel voto, nessun altro esponente della famiglia fu più rapito dalla peste.
Il percorso
Forse i nostri occhi cominciano a guardare questo luogo con maggior consapevolezza, mentre i nostri piedi ci portano alle Peschiere dei fiumi e dei venti, simboleggianti l’esperienza di un lavaggio spirituale. E poi proseguono fino alla Fontana della Pila, il centro del giardino e il luogo dove cambiare direzione per poter proseguire nella salvezza dell’anima. Si cerca l’entrata del Labirinto di Bosso. Una volta, era nascosta in modo da aguzzare l’ingegno di chi si avventurava tra questi viali, mentre oggi ne è stata creata una più visibile a uso dei visitatori.
Mentre cerchiamo la via d’uscita, forse sentiremo il terremo un po’ ondeggiante sotto i piedi… No, non si tratta di un trabocchetto per rendere l’esperienza più difficile (ce ne sono già sette che simboleggiano i sette peccati capitali di cui liberarsi prima di proseguire nel percorso). Si tratta di un effetto di straniamento dovuto al terreno in pendenza e alle siepi invece tagliate a bolla. Basterebbe sapere che è probabilmente il labirinto creato con le piante (si tratta di circa 6000 arbusti di cui alcuni vecchi di 400 anni) più antico al mondo per rendere l’esperienza unica.
Se però ci sentiamo ormai liberi dai peccati, possiamo continuare il percorso verso la Grotta dell’Eremita, l’Isola dei Conigli – che rappresenta la vita terrena – e il Monumento al Tempo – che invece rappresenta l’anima. Siamo quasi alla fine e allora tutto si fa più lieve con i giochi d’acqua, la Scalinata del Sonetto (7 gradini, ognuno con due versi) e il piazzale delle Rivelazioni.
Viaggio nel tempo
Tra il mormorio rilassante dell’acqua e quello dei volatili che giocano tra le piante del parco, il percorso è un momento che alterna un senso di rilassatezza e il divertimento, proprio quello che si può immaginare dovesse essere nei secoli passati: d’altra parte è la natura stessa di questo luogo a unire la potenza del fuoco (i colli hanno una origine vulcanica) e la leggiadria dell’acqua.
Informazioni e soste
Il giardino si trova a Valsanzibio di Galzignano Terme, in provincia di Padova, uscita Terme Euganee dell’autostrada A13 Bologna-Padova. È sempre aperto dall’ultimo fine settimana di febbraio al secondo fine settimana di dicembre. Le visite sono in autonomia e guidate, info da consultare sul sito. Il parcheggio del parco è idoneo alla sosta camper per la visita ma si consiglia la prenotazione per evitare che non si trovi posto.
Area Sosta Camper Spazio Fiore, a 4 km circa dal giardino, in direzione del casello autostradale, a Battaglia Terme in Viale degli Alpini.



