Itinerario nel cuore della Francia, dove mescolare diversi piaceri della tavola e imboccare deviazioni improntate alla “degustazione” del tempo.
Francia da degustare
La strada si snoda lungo pacifici vigneti e corsi d’acqua che suggeriscono soste dove dimenticare il tempo e rilassarsi secondo un ritmo antico. Proprio lo scorrere del tempo è il privilegio da assaporare in questa regione tra le più famose di Francia per i vini, ma spesso tagliata fuori dalle rotte turistiche che le preferiscono la più “blasonata” Provenza e l’opulenza dei castelli della Loira. Il tempo, in un tour in Borgogna, è quello che ci si regala per assaporarne al meglio tutte le sfaccettature: dai sapori intensi dei vini a quelli particolari della gastronomia locale, dove antiche ricette vengono tramandate da secoli, dall’intimità dei piccoli borghi, la cui vita ancora si raccoglie intorno alla piazza centrale, a quella delle abbazie che perpetuano nel tempo riti e tradizioni millenarie, fino allo sfarzo delle corti del passato che oggi rimangono come testimonianza di bellezza nei dettagli di palazzi e castelli.
Sulle strade del vino
Non si può dire Borgogna senza che il collegamento porti direttamente ai vini tipici di questa regione, rossi e bianchi che si possono distinguere in cinque aree vinicole in base alla zona di provenienza, caratterizzati dal grande prestigio e da un sapore robusto, infatti si accompagnano di solito ai piatti forti come carni rosse e formaggi. Le differenze tra le aree vinicole dipendono dalla forma e dalla posizione della regione che è una sorta di valle che segue il corso del fiume Saone e poi, allungandosi verso nord, piega verso ovest: lungo questo percorso il clima cambia sensibilmente, più influenzato dal Mediterraneo a sud, più continentale procedendo verso la parte settentrionale, divenendo adatto a diversi tipi di vitigni.
In un “on the road” borgognone possiamo seguire i diversi itinerari proposti dalle strade del vino. La più famosa, Route de Grands Crus, porta nel cuore della produzione vinicola, tra Digione e Santenay, nei vigneti della Cote de Beaune e Côte de Nuits, ma vi sono altre strade che, tra nord e sud, propongono non solo una immersione nel gusto e nei piaceri di Bacco, per poter apprezzare tutte le sfumature dei vini locali, ma attraversano territori naturali e borghi deliziosi.

Da Cluny a Digione
Dai fasti religiosi a quelli della tavola: questo potrebbe essere un fil rouge per questo primo tratto del percorso, che parte da una delle più grandi e famose abbazie medioevali per giungere alla capitale della senape, salsa dalle note piccanti famosa in tutto il mondo. Tra questi due luoghi? Uno snodarsi di castelli, abbazie e vigneti con tappa imprescindibile a Beaune.
In realtà c’è subito una deviazione che merita. Usciti dall’autostrada a Mâcon, ci dirigiamo prima alla rupe di Solutré, una roccia calcarea che si erge imponente sui vigneti della zona, rinomati per il bianco di Pouilly Fuissé, un vino che migliora con l’età, evidentemente una caratteristica dei terreni della zona, che hanno saputo conservare i resti di epoca preistorica ora conservati in un museo dedicato. Da non perdere la passeggiata fino alla cima, da cui godere dell’incantevole panorama.

Cluny
La città di Cluny ha quell’aura mistica che conservano i luoghi che vantano una lunga e importante storia, qui testimoniata dalla presenza dell’antica abbazia benedettina che nel Medioevo fu la più prestigiosa istituzione monastica in tutta Europa. Ancora oggi, sotto le ampie volte e gli alti colonnati si respira il potere che l’ordine monastico esercitava e si percepiscono i fasti di cui si ammantavano i monaci nella loro vita secolare. Passeggiare per le vie strette lungo le quali si susseguono case in pietra dalla foggia antica, salire i 120 scalini che portano sulla cima della Tour des Fromages e osservare il campanile della chiesa di Saint-Marcel significa camminare su un pezzo di storia d’Europa.
Côte de Beaune
Si prosegue verso Beaune e i vigneti della Côte de Beaune, anche in bicicletta per chi preferisce inforcare la due ruote lungo la Greenway che congiunge Mâcon a Chalon-sur-Saône, e si incontra il Castello di Cormatin, che non ha nulla da invidiare ai più famosi affacciati sulle sponde della Loira. In Borgogna i castelli sono numerosi ed esiste una Route des Chateaux, che potrebbe diventare un altro itinerario o almeno suggerire spunti per deviazioni tra un vigneto e l’altro. Quello di Cormatin è un gioiello rinascimentale circondato dal classico fossato e abbellito da torrette, caratterizzato da interni sfarzosi e da un giardino classificato tra i più belli di Francia.
Un vino apprezzato da re e da poeti, come non fermarsi per provarne la sensazione sul palato? A Pommard, piccolo villaggio alle porte di Beaune, dove il terreno è particolarmente adatto ai vini rossi Pinot Noir, il castello, di origine settecentesca, è il luogo giusto dove tutti gli appassionati possono scegliere una esperienza di degustazione particolarmente intensa.
Beaune
Beaune lascia subito una impressione di calore ed eleganza, di sicuro derivata dal passato in cui lo sfarzo della corte dei Duchi di Borgogna si sposava con le opere di carità dell’Hotel-Dieu, emblema cittadino caratterizzato da piastrelle smaltate che disegnano geometrie e definisco le simmetrie dei tetti, su cui si aprono torrette, finestre e ballatoi: fondato nel XV secolo e rimasto in attività fino agli anni Settanta del secolo scorso, vi si possono vedere ancora i letti a baldacchino che ospitavano i pazienti e visitare l’antica farmacia.
Ma di balconate, abbaini e torrette lo skyline cittadino è ricco e se ne possono ammirare gli stili e le differenze girovagando alla ricerca di vecchie botteghe storiche, dell’entrata a una delle cantine che tessono una rete di gallerie sotto il suolo cittadino, del Musée du vin, ospitato nell’antico Palazzo dei Duchi di Borgogna. Un’altra tappa si fa alla Moutarderie Fallot, per conoscere la storia e i segreti della senape di Borgogna che, in questa fabbrica nata nel 1840 e mantenuta a conduzione familiare, viene ancora prodotta con metodi artigianali, a partire dalla macinazione a pietra, essenziale perché la senape abbia il tipico sapore.

Cote de Nuit
Lungo la Cote de Nuit, il castello di Clos de Vougeot si trova in mezzo ai vigneti, tra boschi e dolci colline, una posizione idilliaca per un edificio dalla storia (quasi) millenaria: costruito dai monaci dell’abbazia di Citeaux nel XII secolo come locali per la vigna e poi nel 1500 allargato con l’inserimento di un maniero, questo edificio rimane come testimone di una tradizione antica e di un patrimonio vinicolo che l’Unesco ha inserito nelle sue liste nel 2015. Ma soprattutto è un luogo dove assaporare, attraverso la visita, un viaggio nella storia della Borgogna, dei suoi vigneti e tradizioni. Sede della Confraternita dei Cavalieri di Tastevin, estimatori dei vini borgognoni dai tempi antichi, al castello si tramanda anche la tradizione delle oeufs en meurette, piatto tipico della Borgogna che non manca in nessun ricevimento organizzato al castello.
Strettamente legata alla storia del ducato, Digione ha un centro ricco e vivace, piacevole da girare a piedi: tanti sono i luoghi da visitare, dal Museo delle Belle Arti, tra i più belli e visitati di tutta la Francia, alla nuovissima Cité Internationale de la Gastronomie et du Vin. Questo enorme spazio espositivo e multifunzionale, che è sorto dalla riqualificazione dell’area occupata dall’antico ospedale, ruota tutto intorno al tema enogastronomico, promettendo un itinerario dove tutti i cinque sensi sono coinvolti.
Da Digione a Auxerre
On the road in Borgogna significa anche fiancheggiare fiumi e canali che serpeggiano tra le colline e i vigneti. Uno dei corsi che permettono un suggestivo punto di vista nella regione è il Canale di Borgogna, costruito alla fine del XVIII secolo per unire il bacino del Rodano, attraverso la Saône, a quello della Senna, attraverso la Yonne: ora quei 242 km nel cuore della Francia costituiscono una via d’acqua di cui i turisti possono usufruire a cui si affianca una pista ciclabile dove pedalare e camminare in sicurezza.
Tornando alla nostra casa su ruote, la prima tappa è a Semur-en-Auxois, piccola perla racchiusa tra un’ansa del fiume Armançon e un collina, dove spiccano tetti dalle tegole rosse, il tipico graticcio a decorare le facciate delle case, ponti in pietra: addentrandosi tra le sue vie si scoprono torri medioevali e botteghe tipiche, magari una “charcuterie” dove lasciarsi sedurre dalle specialità locali, un antico lavatoio che è una delle ultime testimonianze presenti in Borgogna di queste attività, e la promenade du rampart da cui godere di una bella vista sui dintorni.
A pochi chilometri il piccolo borgo di Époisses ha ben due motivi di vanto: il suo castello con fossato e fortificazioni che gli danno una aura imponente e il formaggio di latte vaccino a pasta molle che imbandiva anche la tavola del Re Sole e che ora si trova alla Fromagerie Berthaut, dove è stato riscoperto e fatto rinascere negli anni Cinquanta del secolo scorso.
Abbazie e castelli
L’Abbazia di Fontenay, che si trova nei pressi di Montbard, a nord di Semur-en-Axois, è una delle abbazie cistercensi meglio conservata e più antiche, per questo è stata tra i primi monumenti inseriti nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Contraltare della più “mondana” Cluny, Fontenay è oggi una proprietà privata che mantiene inalterata la sua bellezza e la sua dimensione di luogo di lavoro e preghiera come testimoniano i diversi ambienti, dal chiostro al mulino, dal refettorio alla chiesa. Inserita in un contesto di grande bellezza dove regnano il silenzio e la natura, è un vero e proprio luogo dello spirito.
Al Castello di Tanlay la foggia rinascimentale si sposa con la storia delle guerre di religione in Francia: questo palazzo fu infatti costruito dalla famiglia Coligny e dunque divenne luogo degli incontri tra i capi ugonotti. Oggi mantiene l’aspetto elegante e raffinato delle dimore dell’epoca con un bel parco in cui passeggiare. Attorno a Tanlay i vigneti, la cui produzione fu iniziata nel 1200 ma si interruppe a causa dell’epidemia di filossera di fine Ottocento, producono ora vini rossi, bianchi e rosati che si possono degustare e acquistare nelle aziende della zona.
Chablis
Anche i vigneti di Chablis, a pochi chilometri da Auxerre, furono devastati dalla filossera e sono rinati alla fine della Seconda Guerra Mondiale: oggi sono piantati a Chardonnay e danno un vino bianco secco con cui vengono cucinati alcuni piatti tipici, come il prosciutto cotto nello Chablis e la andouillette, salsiccia morbida che qui viene prodotta secondo una ricetta centenaria. Il modo migliore per gustarsi l’uno e l’altra è sedersi a uno dei tavolini all’aperto e prendersi tempo per guardare il viavai dei passanti, ascoltare il suono della lingua francese, così musicale, mentre le note fiorite del vino si sprigionano in bocca e la morbidezza della salsiccia si scioglie sulla lingua.
Dopo una esperienza del genere non stupisce venire a sapere che Chablis, insieme a Beaune e Mâcon, è una delle tre città scelte per il progetto Cité des Climats & Vins de Bourgogne: il tema del vino e della sua produzione che ha plasmato questa terra e la vita dei suoi abitanti è declinato in modo da offrire ai visitatori una nuova e intensa esperienza di viaggio.
Siamo alla fine del viaggio e vi lasciamo due suggerimenti: visitare Auxerre dall’acqua, da dove si godono magnifiche viste sul centro storico dominato dalla cattedrale, oppure optare per la natura e allora ecco una deviazione nel box seguente.
Intorno al Parc naturel régional du Morvan
Questo parco caratterizzato da boschi e laghi è il luogo ideale dove buttarsi in attività sportive (trekking, rafting, nuoto) o semplicemente rilassarsi. E se avete ancora voglia di un borgo dove assaporare l’atmosfera tipica fate una sosta a Vezelay, che nel Medioevo era meta dei pellegrini che partivano per Santiago di Compostela e si fermavano presso la chiesa di Santa Maria Maddalena, inserita nel Patrimonio Unesco. Oggi il borgo conserva belle case a graticcio e gallerie d’arte.
Informazioni e soste
Si raggiunge la Borgogna passando dal Frejus via Lione oppure dal traforo del Monte Bianco. Giunti a Mâcon si può lasciare l’autostrada per proseguire nella viabilità secondaria per apprezzare appieno il territorio. Si consiglia di controllare le aperture dei siti e dei campeggi in quanto, fuori stagione, alcune strutture effettuano chiusura.
Cluny: Camping Saint-Vital
Beaune: Camping Les cent vignes
Digione: Camping du Lac Kir
Chablis: Camping du Serein
Morvan: La Fougeraie e Le Manoir de Bezolle
W: burgundy-tourism.com; cluny-tourisme.com; beaune-tourisme.fr; destinationdijon.com; french-waterways.com; ot-auxerre.fr; parcdumorvan.org
Crediti fotografici: Depositphotos.com


