C’è un momento dell’anno in cui l’Oltrepò Pavese si veste dei suoi colori più sinceri: l’autunno. Le colline si accendono di rossi profondi, aranci bruciati e gialli dorati, mentre la nebbia del mattino sfuma i contorni dei vigneti come un velo sottile, quasi a voler proteggere i segreti di questa terra antica. È in questa stagione che il territorio si rivela nella sua intimità più autentica, offrendo esperienze che parlano di natura viva, di cammini tra i boschi odorosi di funghi e castagne, di sentieri che conducono a piccoli borghi in pietra dove il tempo sembra essersi fermato.
Qui la storia si intreccia con il paesaggio e ogni scorcio racconta un passato fatto di feudi, contadini e vino. L’autunno è anche la stagione del gusto, quella in cui le tavole si riempiono di sapori intensi, di salumi stagionati, frutti antichi e vini generosi, nati da una tradizione che affonda le radici nel cuore di queste colline. Una visita nell’Oltrepò significa lasciarsi guidare dai sensi, rallentare, ascoltare il silenzio tra i filari e scoprire una Lombardia lontana dai circuiti più battuti.
Un territorio a forma di grappolo
Inoltrarsi in questo territorio suggerisce già, grazie a questa “cartolina”, una serie di possibili deviazioni che spaziano dal gusto al trekking, passando per silenziosi momenti di relax a contemplare la natura punteggiata di torri e campanili. Territorio dalla suggestiva forma triangolare che, come suggerito da Gianni Brera, può ricordare un grappolo d’uva, l’Oltrepò pavese inizia dalla pianura che costeggia il corso del Po, attraversa colline e vallate vocate alla cultura del vino, alzandosi man mano che si raggiunge il vertice di questo triangolo capovolto (o l’ultimo acino d’uva, come preferite): qui si giunge nella zona appenninica dove si incontrano le Quattro province (come è denominato il territorio).
Un’influenza, quella tra queste zone limitrofe, che si percepisce nelle tradizioni, ma anche nei prodotti, nei sapori e che invoglia, giunti in cima, a dare una occhiata nelle altre direzioni. Chissà che in un prossimo viaggio…
Ma ora concentriamoci e partiamo alla scoperta dell’Oltrepò pavese!
La storia: tra mulattiere, borghi e castelli
Strade ondulate, borghi in pietra consumata dal tempo, castelli diroccati e castelli maestosi, campanili che ritmano il battito del tempo… Ma il tempo qui ci riporta a epoche più lontane, quando Annibale attraversò la pianura per sconfiggere i romani, e una fontana ne ricorda lo storico passaggio: si trova a Casteggio ed è un assaggio delle leggende che potete sentir narrare dagli abitanti, e una suggestione che può condurvi a percorrere la mulattiera dal Brallo di Pregola fino alla Val Trebbia sui passi del condottiero: più di 80 km di un percorso non semplice, ma potete accontentarvi di osservare il Monte Lesima, il più alto della zona, dove pare che Annibale si sia ferito una mano, lesa manus, da cui il toponimo, uno dei tanti che pare possano essere ricondotti al passaggio dei Cartaginesi.
Zavattarello e i castelli dell’Oltrepò

Ma torniamo più a valle, dove ci accoglie il borgo di Zavattarello e dove il territorio racconta la sua storia attraverso le pievi e i paesi di collina, i numerosi castelli, alcuni in rovina, altri elegantemente conservati, la maggior parte di proprietà privata. E anche se non sono visitabili, il loro profilo, che caratterizza il panorama, è una piacevole scenografia, come quella del bellissimo Castello di Cigognola (castellodicigognola.com): scenografia che vide il passaggio di un altro “grande” della storia, Federico Barbarossa, cui seguirono le dominazioni di famiglie come i Malaspina e i Dal Verme, in lotta per il possesso dei territori.
Proprio Zavattarello è la tappa giusta in cui scoprire il castello (aperture stagionali p su richiesta: castellodalverme.com) della famiglia Dal Verme che domina il paese dall’alto, custode silenzioso che da secoli veglia su boschi, case e vallate. Salire fin lassù, tra i vicoli che si arrampicano, significa attraversare il tempo, affacciarsi su un paesaggio che cambia colore con le stagioni e sentire, tra le mura spesse e le sale ancora arredate, l’eco di un passato che non ha fretta di andarsene.
Ma Zavattarello non è solo il suo castello: è il ritmo lento della vita di paese con le strade strette che si allungano verso la rocca, le botteghe tipiche e i profumi che arrivano dai boschi circostanti, è una tavola apparecchiata con generosa ospitalità e vini che parlano la lingua di questa terra.
Golferenzo, il borgo dipinto tra i vigneti

Golferenzo, di origine longobarda, appare come un quadro, svelandosi all’improvviso in cima a una collina, tra vigneti che in autunno si tingono di colori caldi. Qui, le case in pietra dalle persiane di legno, i piccoli angoli fioriti caratterizzano il centro storico che si trova nel cuore di una valle dalla intensa vocazione vinicola. Il profumo di vino aleggia sui tetti stuzzica a fermarsi per una degustazione o semplicemente per respirare l’autenticità di una tradizione secolare mentre il tramonto tinge le colline di colori rosso fuoco.
Fortunago, eleganza e armonia

Fortunago, inserito nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia”, custodisce un’eleganza sobria e autentica. I tetti in coppi, le stradine acciottolate, le case in pietra ben curate raccontano di una armonia tra il paesaggio e chi lo abita. Passeggiare qui, soprattutto nelle ore calme del pomeriggio, significa immergersi in un equilibrio fatto di silenzio, luce dorata e profumo di legna che arde nei camini. A ogni passo si avverte il legame profondo tra il borgo e il suo territorio, tra la natura che lo circonda e l’identità che lo definisce. Un connubio che fonde ospitalità autentica e lenta e curiosa scoperta.
Box Vacanza attiva

Un viaggio nell’Oltrepò pavese significa anche stare in mezzo alla natura in maniera attiva. Tra i percorsi consigliati e accessibile a tutti, c’è la Greenway Voghera-Varzi (greenwayvogheravarzi.it), un percorso ciclopedonale che in poco più di 30 km vi accompagna dolcemente alla scoperta del territorio. L’itinerario ricalca il tracciato di una vecchia ferrovia ed è diviso in una prima parte pianeggiante e una più collinare. Decidete voi quale affrontare, dove far tappa, mentre ricchezze storiche e paesaggistiche vi scorrono davanti agli occhi (e sotto i pedali). Se non avete le bici al seguito, potete appoggiarvi ai punti di noleggio locali (a Rivanazzano e a Salice Terme).
Molto piacevole per un itinerario in bicicletta è anche la zona di vigneti di Montecalvo Versiggia, tra i primi comuni oltrepadani produttori di Pinot, insieme a Rocca de’ Giorgi e Canevino. Qui il ritmo può essere battuto dalle soste nelle cantine per una visita e una degustazione!
Chi cerca esperienze più impegnative può raggiungere la zona appenninica dove, intorno a Brallo e Monte Penice, ci sono diversi percorsi adatti alle mountain bike, al trekking e alle passeggiate a cavallo: sul sito sentierioltrepopavese.it sono consigliati tantissimi itinerari, ma noi vogliamo segnalare in particolare la Via del Sale, antichissimo percorso che metteva in comunicazione la pianura Padana con il Mar Ligure per il trasporto e lo scambio di merci, tra cui l’importantissimo sale.
Box Vacanza slow
Sono a metà tra vacanza attiva e slow i percorsi alla ricerca delle Big Bench (oltrepopavese.com/itinerari-big-bench), le panchine giganti colorate che punteggiano alcune zone d’Italia. Nel territorio dell’Oltrepò sono 6 gli itinerari che, a piedi o in bicicletta, toccano questi sedili panoramici: dopo il movimento, ci si può rilassare e osservare da un inedito punto di vista il territorio circostante. Un attimo di pace, magari con vista sui vigneti, per prendere il respiro e, chiudendo poi gli occhi, ascoltare i suoni della natura o il silenzio sussurrato da una leggera brezza.
Una pausa di totale relax, ma che può anche essere curativa, si fa alle terme di Rivanazzano (termedirivanazzano.it) e Salice, borgo godibilissimo dove passeggiare tra le vie dai nomi che richiamano le antiche corporazioni medievali delle arti e dei mestieri e i resti di una torre.
Gusto in Oltrepò
Ne parlava già lo storico Strabone nell’antichità, lo “cantò” anche Gianni Brera nelle sue cronache giornalistiche: il territorio dell’Oltrepò è vocato alla cultura vinicola, grazie a particolari condizioni climatiche. Oggi, con il 60 per cento della produzione di vino in Lombardia, terza area produttiva mondiale di Pinot nero, e ben sette DOC, un viaggio nel gusto di questo territorio diventa una profonda immersione nella tradizione millenaria del vino e nella genuina ospitalità locale.
L’autunno, tempo di vendemmia, è momento ideale per una scoperta delle vigne, dove sono tanti gli appuntamenti per degustare e fare esperienze a tema. Le temperature si fanno più tiepide, il sole colora di tinte emozionanti i cieli al tramonto, i cieli stellati offrono occasioni di incontro davanti a un buon calice.
Le esperienze a cui partecipare spaziano dalle classiche degustazioni ad attività originali e innovative. La Ginesia (lagenisia.com), a Codevilla, propone degustazioni con vista panoramica sui vigneti, ma anche percorsi a piedi, in bicicletta e a cavallo per stuzzicare i sensi in una immersione nella natura e nella produzione vinicola.
Presso l’azienda Spirito Libero (spiritolibero.life) a Colli Verdi, la degustazione a 4 zampe unisce il piacere dei sapori a quello della compagnia dei propri cani: un’esperienza possibile grazie alla presenza di un istruttore cinofilo che garantisce un ambiente rilassato, competente, e attento alle esigenze.
A Montalto Pavese, Le Fiole (lefiole.com) organizzano degustazioni e visite nella loro azienda, proponendo attività tematiche a seconda del periodo e della stagione: in autunno molto emozionanti gli itinerari immersi nel foliage e l’osservazione del cielo notturno, particolarmente interessante.
I camperisti possono anche approfittare dell’ospitalità tra i filari presso le aziende che offrono questa opportunità, come Ferrari Vini (ferrarivini.it) a Pietra de’ Giorgi, e Calatroni Vini (calatronivini.com) a Santa Maria della Versa (di entrambi vi parliamo più diffusamente nel nostro articolo dedicato alle esperienze in vigna per i camperisti).
Sapori del territorio
Ma in Oltrepò le declinazioni di gusto si allargano ad altri sapori. Quello dei funghi e delle castagne, queste ultime da raccogliere nei boschi di Colli Verdi o al Brallo di Pregola, o da assaporare già calde in una sagra di paese; quello delle mele, di cui riscoprire varietà antiche, patrimonio frutticolo preservato in particolare in Val Staffora e Val di Nizza. Bagnaria celebra la mela in un evento dedicato che quest’anno si svolgerà il 19 ottobre.
Non si può partire senza aver assaggiato il famoso salame di Varzi, un’eccellenza a marchio D.O.P., prodotto ancora secondo una tradizione che affonda le radici in un passato davvero lontano. Se le origini longobarde sono incerte, quelle che legano questo salume ai monasteri della zona sono accreditate: un equilibrio di parti magre e grasse, sale e spezie raggiunto dagli esperimenti fatti dai monaci benedettini. Alla ricerca di una bottega artigiana dove acquistare il salame, non si può non rimanere piacevolmente colpiti da questo borgo in pietra di origine medioevale, caratterizzato da una architettura a ordini di portici sovrapposti e dalle cantine adatte alla stagionatura.
Box Info
L’Oltrepò pavese è il territorio della provincia di Pavia che si sviluppa sulla riva destra del fiume Po. Nei mesi di settembre-ottobre sono molte le esperienze di gusto a tema vinicolo e le sagre cui si può partecipare: se ne può trovare un elenco nei siti tematici ma ve ne segnaliamo uno a Stradella: Vinuva tra storia e sapori dal 19 al 21 settembre. L’app Startoltrepo può essere un valido aiuto (oltre al sito) per pianificare la visita e i percorsi.
Siti utili:
Box Soste
Oltre alle soste qui sotto segnalate, alcune aziende offrono la possibilità di sosta camper in vigna. Ne parliamo diffusamente nel nostro articolo dedicato dove, per l’Oltrepò, segnaliamo Vini Ferrari (ferrarivini.it) e Calatroni Vini (calatronivini.com).
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Bagnaria: area sosta in Via IV Novembre.
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Montalto Pavese: area sosta con servizi in Via Frascarolo.
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Zavattarello: parcheggio senza servizi in Via Berlinguer.
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Golferenzo: parcheggio senza servizi in Via Circonvallazione (all’entrata del paese).
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Fortunago: area sosta con servizi (chiusi in inverno) in Via Roma.
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Rivanazzano: parcheggio nei pressi del passaggio della Greenway Voghera-Varzi.
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Brallo di Pregola: agriturismo con sosta camper Sulla via del sale (sullaviadelsale.it).
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Menconico: area sosta camper con servizi a Menconico in Via Capoluogo.
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Varzi: parcheggio in Via Odetti.


