Parco della Murgia Materana: immersi nel tempo

Il Parco della Murgia Materana è il luogo perfetto per provare l’emozione di essere immersi nel tempo: qui si fa un viaggio in cui storia e natura si fondono dentro le rocce di Matera.

Silenzio

È una sensazione particolare quella di trovarsi in un luogo che appare fuori dal tempo e, contemporaneamente, è del tutto pervaso dal tempo che lo ha attraversato.

Il silenzio avvolge, rotto dai sibili del vento e dal linguaggio della natura, fischi di uccelli le cui ali fendono l’aria, fruscii improvvisi, uno strisciare e uno scalpiccio, uno zoccolo che si arrampica e causa la caduta di qualche sasso.

La terra è immobile, aspra, qualche macchia della macchia mediterranea ad addolcire il biancore della roccia. Terra ferita, solcata da quelle che, a volo d’aquila, appaiono fenditure profonde, di cui non si vede il fondo. Bisogna avvicinarsi, volare più basso per coglierne dettagli, altre aperture sui fianchi, che sembrano occhi spalancato su un mondo altro, scomparso, ma che ha lasciato la sua impronta profondamente scolpita.

Invita a stare un luogo dove le tracce dell’uomo sono impresse profondamente eppure, quasi, non si vedono. Così antiche, remote che sembrano fondersi in un unico filo con il terreno, con l’esigua acqua della gravina, sembrano scavare la roccia e rimanere a osservare.

Vibrazioni

È curioso che in un ambiente all’apparenza ostile, ruvido e selvatico come quello della Murgia Materana, l’uomo abbia trovato il suo posto, tanto che esistono testimonianze della sua presenza fin dall’epoca preistorica, più tenui (o semplicemente non ancora indagate) quelle appartenenti al Paleolitico, più evidenti quelle del Neolitico e poi via via verso epoche più recenti. Con una caratteristica: quella di una presenza discreta, intima, quasi invisibile, come le grotte che aprono i fianchi delle gravine e i valloni laterali.

Per questo camminare tra queste rocce suscita una emozione così profonda, una sensazione di “vicinanza” con la natura e la storia, che qui sembrano essersi fuse in una dimensione di primitiva purezza, capace di suscitare vibrazioni particolari. E di richiamare, attraverso i racconti che la storia ha riportato alla luce, memorie antiche della civiltà agro-pastorale che ha vissuto da tempo immemore in questo territorio.

Cripta del Peccato Originale: affresco @Archivio fotografico APT Basilicata

Intimità

Ecco dunque che le grotte potevano essere, a seconda dell’epoca, ricoveri per bestiame e abitazioni, frantoi, mulini e concerie, cisterne per l’acqua che qui scarseggiava. E soprattutto in queste grotte, a partire dall’alto Medioevo, hanno cominciato a riunirsi monaci e asceti che, in solitaria, poi in gruppi più numerosi, hanno creato luoghi di meditazione e chiese di cui, oggi, ci rimangono più di 150 testimonianze.

Ed entrando in queste grotte, create dalla natura o dalla mano dell’uomo che ne poteva scavare facilmente la tenera roccia, è immediata la sensazione di calore, intimità e protezione, la stessa che devono aver provato gli uomini del passato: abitanti di un mondo che poteva essere molto pericoloso, senza sicurezze, e senza le nostre conoscenze a giustificare anche i più semplici eventi della natura, gli uomini devono aver trovato un conforto nel guscio spoglio ma protettivo offerto dalla nuda roccia e, per i primi credenti, un conforto ancora maggiore nella creazione degli affreschi riguardanti la genesi e i santi che adornano le pareti di queste primitive, ma così cariche di spiritualità, chiese rupestri.

Luoghi

Per preservare questo immenso patrimonio, che comprende i resti lasciati dagli uomini che hanno abitato questi luoghi e la biodiversità davvero ricca del territorio, è stato istituito il Parco della Murgia Materana che, insieme ai Sassi di Matera, fa anche parte della Lista del Patrimonio dell’Unesco. 8000 ettari di area protetta che comprendono la gravina di Matera fino a Montescaglioso, con le loro ramificazioni che includono circa 200 grotte, ognuna con una sua specificità e bellezza.

La grotta dei pipistrelli, tra le più antiche perché abitata già dal Paleolitico, è fatta di cunicoli che conducono a una parte funeraria. Il complesso di Ofra e il Villaggio Saraceno sono testimonianze di insediamenti rupestri con area funeraria e chiesa. La Cripta del peccato originale conserva splendidi affreschi sul tema della Genesi e del peccato originale e risale al periodo longobardo (circa 774 d.C.), Santa Lucia alle Malve è invece del periodo normanno (XII secolo) e fu poi donata alle monache benedettine che costruirono un convento in muratura. Solo qualche dettaglio su un mondo che ha lasciato impresse nella roccia una storia che si percepisce ancora viva.

Il tempo

A fine giornata, quando le luci naturali si abbassano e nel nostro mondo si accendono quelle artificiali, provate a stare per qualche minuto al buio, immaginando la profonda oscurità in cui calavano le grotte nei tempi antichi, la sensazione che tutto si spegnesse e il tempo si fermasse. Provate a fermarlo ancora qualche minuto, prima di riaccendere la luce sul qui e ora.

Una biodiversità ricca

Tra le numerose specie che caratterizzano la flora e la fauna del parco, il primo da citare è il falco grillaio che del parco è simbolo, oltre che specie protetta. Lo potete avvistare sotto i tetti delle case dei Sassi di Matera, dove nidifica. Non da meno la flora che, tra i numerosi esemplari unici, conta il raro Kummel di Grecia e il fiordaliso garganico.

Informazioni e soste

Per sentire profondamente l’emozione di questo luogo, è consigliabile affidarsi all’esperienza di una guida che vi accompagni alla scoperta del parco, delle grotte e delle chiese rupestri, una ottima soluzione anche per poter accedere a questo territorio in totale sicurezza. Numerose sono le esperienze che si possono fare tra visite, lavoratori ed eventi che vengono organizzati nel corso dell’anno. Al Parco si accede a partire da Matera e dal territorio limitrofo.

Area camper Masseria Radogna: aperto fino al 6 gennaio.

Area camper Matera: SS7 n.150.

W: basilicataturistica.it; parcomurgia.it

 

 

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