Amaro o dolce, bollente o freddo, al bancone o al tavolo. Quale che sia la vostra preferenza in fatto di caffè, la sosta per assaporare questa bevanda è una delle tappe imprescindibili nella visita di una città. Vi portiamo in quelli più antichi nelle città più affascinanti d’Italia.
Venezia
La tradizione del caffè che accumuna tutta la Penisola italiana nasce sulla fine del Settecento a Venezia, dove giungevano le navi mercantili dall’Oriente, che importarono questa bevanda calda e dall’aroma intenso.
La prima bottega è dunque veneziana e ancora oggi è uno dei locali storici della città lagunare, famoso e fotografato anche solo per la sua allure antica e l’affaccio su Piazza San Marco. Apre le porte delle sue sale riccamente decorate, ognuna caratterizzata da uno stile e da un tema: si tratta del Caffè Florian, che fu fondato nel 1720 e ai cui tavoli si sedettero personaggi del calibro di Goldoni e D’Annunzio. Tre secoli di Storia che si è seduta a un tavolino a sorseggiare la bevanda, a chiacchierare del presente e a progettare il futuro. Fu nella Sala del Senato, ad esempio, che alla fine del 1800 nacque l’idea della Biennale di Venezia.
Nella piazza più famosa della città si trova anche un altro locale storico, il Grancaffè Quadri la cui storia inizia nel 1775 con l’arrivo in città di Giorgio Quadri che rilevò un locale più antico dove si beveva la malvasia. Caffè preferito dai protagonisti del Festival del Cinema, è stato sottoposto recentemente a un restauro dall’architetto Philippe Starck. Una tazzina di caffè diventa occasione per sbirciare la nuova atmosfera del locale.
Non si può parlare di locali a Venezia senza citare l’Harry’s Bar, una vera istituzione. Anche se non può vantare la longevità di altri locali e non si tratta propriamente di un caffè storico, la sua fama e il suo stile sono un punto imprescindibile per la ristorazione veneziana. È stato dichiarato patrimonio nazionale nel 2001.
Sosta: Camping Fusina, con collegamento al centro città.
Trieste
Con quel fascino di origine mitteleuropea, quell’aspetto serio e nello stesso tempo cosmopolita, l’aria discreta ma frizzante, Trieste è il posto giusto in cui sedersi a un caffè. Rigorosamente da gustare con un libro di Joyce aperto sulle ginocchia e una fetta di Sacher sul tavolino, lo sguardo perso verso il cielo terso all’orizzonte. Ci sono luoghi che invogliano a una scoperta lenta e un giro per caffè, a ognuno dei quali dedicare la lettura di un capitolo del libro, è già come visitare il cuore della città e impararne il linguaggio particolare. Già, perché per ordinare il caffè a Trieste bisogna fare prima di tutto un corso di lingua. Noi vi diamo una dritta: per un espresso bisogna chiedere un “nero”!
Provate in Piazza Unità d’Italia al Caffè degli Specchi, così chiamato per l’usanza di far incidere gli eventi storici su specchi o lastre di vetro. Al suo interno, sui divani rossi vicino alle finestre addobbate con fruscianti tendaggi, è impossibile non sentirsi catapultati indietro ai tempi dell’imperatrice Sissi. D’obbligo, oltre al caffè, un assaggio di cioccolato dei maestri cioccolatieri che da qualche anno hanno rilevato il locale.
Appassionati lettori e scrittori, il vostro caffè lo berrete al Tommaseo, in Piazza Tommaseo, dove trassero ispirazione due triestini doc, Italo Svevo e Claudio Magris. Oggi ha raccolto anche una tradizione enologica, per cui oltre al tintinnio delle tazzine anche quello dei calici.

L’Antico Caffè Torinese è nella lista dei locali storici italiani per il suo mobilio d’epoca, come il bancone in stile Liberty e il lampadario in cristallo. E lavora sulla convivialità allargando l’offerta alla pasticceria e ai vini; anche all’Antico Caffè San Marco l’arredo è ricco e raffinato. Come sceglierete di berlo qui il caffè?
Sosta: Area Camper Mamaca
Torino
Sotto la riservatezza piemontese si cela una dolcezza dalle mille sfaccettature e c’è un luogo che rispecchia appieno questa caratteristica: uno dei caffè storici. Dunque la scoperta della città non può che passare attraverso una sosta golosa.
Al gusto aromatico del caffè che si scioglie in bocca si aggiunge l’intenso aroma di dolci, sfaccettato in diverse intensità e sfumature. Entrare Al Bicerin è una esperienza che avvolge, e coinvolge, tutti i sensi. A rendere questo locale un luogo unico non è solo l’invenzione di una bevanda che porta il nome del locale ed è diventata il simbolo di Torino. Mix delizioso e corposo di caffè, cioccolato e crema di latte sapientemente preparati secondo la riservatissima ricetta originale. Al Bicerin ha anche rotto la tradizione del caffè di esclusiva pertinenza del mondo maschile. La conduzione del locale passò a partire dal 1910 alle signore Cavalli che ne fecero quindi un “salotto” idoneo alla presenza femminile, regalando all’ambiente una grazia tutta particolare.

Una raffinata eleganza, gusto per i materiali, siano essi quelli dedicati ad abbellire le sale della bottega oppure quelli scelti per le materie prime dei prodotti serviti. Baratti & Milano, locale storico dai lampadari scintillanti e i legni intarsiati, regna a Torino dal 1858 ed è una caffetteria rinomata, dove assaporare preparazioni a base di caffè, che sono diventati tradizioni, ma anche preparazioni dolciarie, come il cremino inventato proprio dal signor Baratti.

Il Caffè Mulassano intreccia la storia di Torino con quella americana, infatti tra i proprietari che seppero dare l’impulso alla crescita di questo locale storico della centralissima Piazza Castello vi è, dopo il fondatore Amilcare Mulassano che era anche titolare della famosa distilleria Sacco, una copia di coniugi che tornarono dall’America e importarono alcune novità come la macchina che tostava il pane. Da una prova all’altra nacque il tramezzino. Ottima idea spuntino e caffè nell’ambiente pieno di charme di questo locale.
Sosta: area sosta presso il parcheggio “Caio Mario” con collegamenti per il centro città.
Firenze
Una eleganza dei locali a cui risponde il fermento di una epoca che vide nascere idee innovative per la letteratura e l’arte: Firenze e i suoi caffè ebbero un particolare momento d’oro negli anni in cui la città divenne la capitale d’Italia, a fine 1800. Entrare in uno dei caffè storici, oggi, ci riporta un po’ dell’atmosfera frizzante che si respirava sulle rive dell’Arno.
Al Caffè Concerto Paszkowski l’aria è quella letteraria delle riviste di inizio Novecento, anche se il locale nacque prima, nel 1846. Nel centro storico di piazza della Repubblica, prende il nome da una famiglia di origini polacche e dal 1991 è monumento nazionale.
Collocato nella stessa piazza e caratterizzato da una simile atmosfera, Le Giubbe Rosse, classe 1897, è stato così battezzato per le divise fiammeggianti dei camerieri, secondo l’uso viennese (i fondatori erano tedeschi). Se vi trovate a passare di lì, andate a dare una occhiata: chissà se i camerieri sono ancora in rosso…
Terzo, ma non certo per importanza, tra i caffè storici di piazza della Repubblica, condivide con gli altri il passato di salotto letterario, ma vanta una origine ben più antica: il Caffè Gilli nacque infatti come Bottega dei pani dolci nel 1733 e la sua tradizione dolciaria viene tramandata da generazioni. Alla tazzina di caffè qui bisogna aggiungere un dolcetto o un prodotto della cioccolateria finissima.

Una dolce cioccolata è imperdibile anche nella cornice di Piazza della Signoria: Rivoire è infatti una eccellenza nel campo, fondata come fabbrica di cioccolato da un maestro cioccolatiere reale che arrivò da Torino nel 1872 e introdusse la tradizione della bevanda da bere in tazza.
Sosta: Camping Firenze, con autobus per il centro a poca distanza.
Milano
A Milano nei caffè entrava anche la politica. Davanti a un tavolino si riunivano intellettuali e pensatori, musicisti e artisti, ma anche cospiratori e sostenitori di diverse fazioni. I locali marcano passaggi epocali, come il Jamaica in Brera che aveva la macchina per il caffè espresso e anche il telefono già nel 1911 e il Biffi in Galleria che accese la luce elettrica nel 1882.
E a proposito di Galleria, è questo il luogo della città che ha visto nascere diversi locali storici, vere e proprie istituzioni meneghine in fatto di ristorazione: scintillante di luci, dalle vetrine e insegne eleganti, la Galleria Vittorio Emanuele collega Piazza del Duomo a Piazza della Scala, ed è il punto nevralgico dell’odierno shopping, da sempre cuore della vita cittadina. Con tutti cambiamenti dovuti ai passaggi di proprietà oltre che del tempo, tra aperture e chiusure più o meno definitive, hanno qui acceso le loro insegne Biffi, Savini, Camparino e Motta. Mentre per Cova bisogna spostarsi in Via Montenapoleone, anche se al moneto della sua fondazione, nel 1817, si trovava vicino al Teatro alla Scala. E infatti uno dei suoi più assidui frequentatori era Giuseppe Verdi. Oltre a fare la storia di Milano, Cova è anche entrato in una storia, citato da Ernest Hemingway nel suo “Addio alle Armi”.
Non è storico e neppure italiano, ma il caffè a Milano, negli ultimi anni, si va ad assaporare anche da Starbucks in Piazza Cordusio. Ve lo consigliamo per poter sbirciare il Palazzo delle Poste, targato 1901, appositamente ristrutturato per far posto alla caffetteria americana, mantenendo comunque un suo indiscutibile fascino.
W: yesmilano.it
Sosta: newparkmilano.eu
Roma
Fermento artistico e letterario si è sempre respirato anche per le vie del centro di Roma, dove ai caffè storici si sono affiancati, nel corso del XX secolo, anche locali più alla moda, come il mitico Harry’s Bar. O altri locali più tipici come le torrefazioni dove, insieme a una tazzina di caffè, il cliente può portarsi a casa la miscela giusta per prolungare il piacere del caffè anche tra le mura domestiche. Due sono i consigli per i turisti che si addentrano nel centro della capitale.

Prima tappa nella lussuosa e centralissima Via Condotti. Se il Florian lo batte, seppur di poco, in fatto di anzianità, l’Antico Caffè Greco non si sente affatto un secondo. Le sue sale hanno visto accomodarsi personaggi – italiani e stranieri – che hanno animato la vita intellettuale e artistica romana, lasciando una eredità preziosissima di cimeli e opere d’arte. Piccola curiosità. All’epoca dei Grand Tour, i visitatori stranieri lasciavano l’indirizzo del caffè per ricevere la loro posta, in una apposita cassetta.
Una chicca poco conosciuta è il Caffè Museo Atelier Canova Tadolini, in Via Del Babuino: qui ci si può sedere circondati da sculture di Antonio Canova e di diverse generazioni di artisti della famiglia Tadolini. Adamo era allievo di Canova, che a lui garantì il contratto di affitto dello studio di scultura. Un luogo curioso dove prendersi una “pausa caffè”, ma dal sicuro effetto scenografico.
Sosta: Rexbus, con servizi per il centro.
Napoli
Quando si parla di caffè a Napoli si deve fare i conti con usi, abitudini, tradizioni che non riguardano solo come il caffè deve essere servito. E cioè ristretto, in tazzina calda e bianca, e accompagnato da un bicchiere d’acqua. Entrano infatti in gioco un preciso linguaggio, consuetudini relative a chi deve pagare e l’abitudine di lasciare un “caffè sospeso”, un dono per il cliente successivo.
Insomma nella città partenopea non si scherza. E conviene arrivare con un minimo di preparazione per poter cogliere tutte le sfumature di un rito che fa parte della vita quotidiana di ogni napoletano. E soprattutto… guai a rifiutare un invito per un caffè! Il locale giusto dove apprendere tutto ciò che è necessario sapere non è un locale storico. Pur inaugurato negli Anni Ottanta del secolo scorso, è diventato la prima Ambasciata del caffè napoletano in Italia. Al Gran Caffè La Caffettiera, il sorseggiare è una “esperienza” e anche l’occasione per consultare la “Bibbia del caffè”.
L’unico locale, tra quelli storici (di cui molti, raffinati ed eleganti, erano collocati nella centrale Via Toledo), che è ancora in attività, è il Gran Caffè Gambrinus. Inaugurato nella seconda metà del 1800, era anche birreria. Il suo nome deriva da Ian Primus, il re delle Fiandre che si ritiene santo protettore della birra. Il locale ha affrontato diverse vicende, tra cui una chiusura dal 1938 fino agli Anni Settanta. Ma i personaggi che si sono seduti ai suoi eleganti tavoli sono davvero numerosi e la loro presenza ha fatto nascere anche leggende, che contribuiscono a stuzzicare la fantasia degli avventori.
Lo lascerete anche voi un caffè sospeso all’uscita?


