Il mare a settembre? Certo! A fine estate e in autunno la costa della Liguria è una meta perfetta da visitare in camper. Il litorale di Ponente, nel tratto da Albenga a Imperia, è infatti un emozionate on the road cui affiancare qualche digressione alla scoperta dell’entroterra.
Riviera d’amare
Le spiagge tornano a essere tranquille e le temperature miti ma pur sempre gradevoli, i borghi si accingono ad accogliere sagre e feste paesane. Da settembre, il contagioso fervore estivo lascia dunque spazio a un più timido autunno, stagione ideale per scoprire questa splendida regione d’Italia. Che sia la Liguria che profuma di mare, quella che parla ai “caruggi” (i vicoletti tipici dei centri storici) o quella dall’indole sportiva, le sorprese sono centinaia. Non c’è dunque che l’imbarazzo della scelta. La Riviera di Ponente è un susseguirsi di spiagge, borghi e panorami che da Genova arrivano sino al confine con la Francia. Lungo questo tratto costiero, le province di Savona e Imperia danno vita a due splendide riviere: quella delle Palme e quella dei Fiori. Eccone le meraviglie.
Albenga e Alassio, arte e gastronomia
In provincia di Savona, alla foce del fiume Centa, Albenga è una cittadina che mette d’accordo tutti: chi cerca turismo slow, attività outdoor e vacanze di mare. Tappa imperdibile per gli appassionati di archeologia, i suoi gioielli preziosi li custodisce fra torri e mura, chiese e ponti in pietra, dimore storiche e case arroccate sulla roccia.
Passeggiando fra i suoi “caruggi” ci si imbatte nel Museo Navale Romano, a Palazzo Peloso Cepolla. Qui sono esposti i reperti della più grande nave da trasporto romana ritrovata a oggi. E in quello delle Magiche Trasparenze con vetri provenienti dalla stessa civiltà antica. Ci sono la Cattedrale di San Michele Arcangelo con il campanile tardo-gotico, il Battistero bizantino e il Museo Diocesano con la collezione di arte sacra. Ma di tesori ce ne sono anche a tavola. Dal vino (Pigato e Vermentino in primis) all’asparago violetto, dal carciofo spinoso alla zucchina trombetta.
E se vi dicessimo poi che un’attrazione top di Albenga non è sulla terraferma ma al largo della sua costa? Si tratta dell’isola Gallinara (il buffo nome lo deve alla presenza di galline selvatiche all’epoca dei Romani), un lembo di terra di 11 ettari ricchissimo di flora e fauna. L’isolotto a forma di lumaca, su cui sorgono un antico monastero benedettino e una torre difensiva, non consente ai visitatori di approdarvi. Lo si può ammirare da vicino con una gita in barca (e rinfrescanti soste per un tuffo nelle acque antistanti), attività che piacerà anche ai più piccoli e ai sub.
Alla scoperta di quest’isola si può andare partendo dal porto di Alassio, patria dei deliziosi omonimi “baci” (dolcetti a base di nocciole e cacao farciti con una ganache di cioccolato. E conosciuta pure per il celebre muretto fatto di piastrelle colorate in ceramica autografate da personaggi famosi transitati nel tempo in questa cittadina. Lo stretto “caruggio” (il “Budello”) che corre parallelo al mare è fatto di negozietti, di forni che diffondono nell’aria profumo di focaccia, di palazzi eleganti e di piazzette da cui s’intravedono graziosi scorci sul mare. Percorrendo i vicoli (qui chiamati “esci”) perpendicolari al “Budello” si arriva al mare e alle case dei pescatori. Città di dimore eleganti, Alassio ha splendidi giardini storici fra cui quelli di Villa della Pergola, a picco sul mare. Una meraviglia di glicini, iris, rose, agrumi e rarità floreali.
Da Alassio (ma anche da altre cittadine della Riviera) è possibile salpare alla volta di un tour in barca per avvistare delfini e cetacei, accompagnati da un biologo. Il Whale Watching è un’esperienza da non perdere per scoprire il Santuario dei Cetacei, area marina protetta e habitat di balenottere e capodogli. La Liguria d’altronde è lambita da uno dei mari più puliti d’Italia.
Laigueglia e Andora, turismo slow e sportivo
Vecchio borgo di pescatori, Laigueglia ha graziose case colorate accarezzate dal mare. I suoi vicoletti e le piazze, il torrione saraceno e le spiagge che d’inverno si riempiono di barche e reti da pesca sono il cuore antico di questo paese marinaro. Abbracciato da una collina fitta di ulivi e vegetazione marittima, è adagiato nel tratto di costa che da Capo Santa Croce va a Capo Mele. Ed è una cittadina ideale per quel turismo che abbina ai sapori – da assaggiare le sarde ripiene e i dolci “gobeletti” fatti di pasta frolla e marmellata – le attività all’aria aperta. Camminate e trekking con incredibili panorami sul mare e itinerari in bici (sia offroad che su strada).
Lasciata poi Laigueglia, si percorre una strada piuttosto tortuosa nel primo tratto (Strada Castello) e successivamente ci si immette sulla SP13, ed ecco Andora. L’alternativa più veloce, ma più lunga di una manciata di chilometri, è procedere lungo il litorale tramite la SS1 per poi risalire nell’entroterra sulla SP13. L’anima antica, Borgata di Castello, è arroccata su una collina, a guardia della Val Merula. Il centro abitato moderno si adagia lungo la costa pianeggiante. Entrambi i volti di Andora offrono attività sportive per tutti i gusti (sport acquatici, escursioni a cavallo e mountain bike), complice una natura unica. Le acque cristalline del suo mare e le mulattiere delle sue alture (impreziosite da terrazzamenti di ulivi e cespugli di lavanda, ginepro e rosmarino) fanno di questa città della Riviera delle Palme uno scrigno di bellezza autentica.

Fra mare e monti, la Riviera dei Fiori
Sino a sera, San Bartolomeo al Mare è al sole. La sua incantevole posizione nel Golfo Dianese, a 9 km da Imperia, con fiori profumati e giardini colorati tutto l’anno, è la dimostrazione del clima mite e generoso che caratterizza questa località. La spiaggia di sabbia, protetta dai frangiflutti, è sicura e ideale per i bambini. Dal piccolo porto turistico si può partire per emozionanti escursioni in barca. Fra le architetture storiche di questo grazioso paesino c’è il Santuario di Nostra Signora della Rovere, innalzato dopo il ritrovamento di una statua lignea della Madonna vicino a un albero di questa specie arborea.
Due soli chilometri di litorale separano da Diano Marina, paradiso blu per famiglie e sportivi. Se le onde si infrangono sui suoi 3 km di spiaggia dorata, le case di Diano si nascondono timide nella macchia mediterranea, fra coltivazioni di basilico, pomodori e ulivi. Una passeggiata alla scoperta del centro storico cittadino e dei suoi monumenti, fra cui Palazzo della Cultura, Villa Scarsella, Fontana dei Delfini e Forte Sant’Elmo, è d’obbligo. E se camminando venisse appetito, niente di meglio che assaggiare la focaccia salata o un buon piatto di “Dian”. Questi ultimi sono medaglioni di pasta a forma ovoidale con impresso al centro lo stemma della città.
Proseguendo ancora sulla strada costiera per altri 6 km si arriva infine alla bella Imperia che si affaccia sul mare e si estende in collina. Oneglia e Porto Maurizio sono le due anime di questa località celebre per i coloratissimi murales (concentrati lungo il fiume Prino), la passeggiata lungomare (Spianata Borgo Peri), il Museo dell’Olivo Carlo Carli e Villa Grock, imperdibile per i più piccoli. Questa residenza signorile, appartenuta a un artista circense svizzero (Adrien Wettach, nome d’arte Grock), è diventata un originale museo dedicato a oggetti, costumi e fotografie del mondo circense.
A Triora, borgo delle streghe
Se dalla costa della Riviera Ponente ci si vuole avventurare nell’entroterra d’Imperia si può raggiungere, su una tortuosa strada in salita, Triora, borgo medievale che ammalia senza… pozioni magiche. A rendere questa località tanto peculiare sono infatti immagini di streghe (e gatti neri) che compaiono ovunque. Sulle porte e i balconi delle case, nei nomi di locande e B&B. La storia racconta che dal 1587 al 1589 alcune donne del luogo, esperte conoscitrici di erbe tradizionali, vennero accusate di stregoneria, sottoposte a processo, rinchiuse e torturate per confessare le loro colpe e rivelare i nomi dei complici.
Oggi, l’attrazione più famosa del paese è il Museo Etnografico e della Stregoneria (in Corso Italia, 1), 15 sale disposte su 3 piani alla scoperta della storia locale e delle singolari credenze che hanno reso famosa Triora. Per visitare il borgo sono stati creati tre itinerari. Il percorso artistico (indicato con segnaletica di colore rosso) per gli appassionati di cultura e storia, quello curioso (azzurro) per chi è alla ricerca di leggende e folklore, quello kids (giallo) ideale per le famiglie, più breve e senza luoghi che potrebbero spaventare i più piccoli.

I fantasmi di Apricale
Ancora in provincia di Imperia, c’è poi un paese con meno di mille abitanti che se ne sta beatamente immerso nel verde a 291 metri d’altitudine e a meno di 15 km da uno splendido mare azzurro. È Apricale, incantevole borgo della Val Nervia. A chi piace gironzolare senza fretta tra vicoli e stradine alla ricerca di scorci mozzafiato e angoli caratteristici, questo luogo è uno di quelli da non perdere. Aspetto medievale perfettamente conservato, e sempre baciato dal sole (come dice il nome stesso “Apricus” che significa “esposto al sole”), ha un centro storico di case in pietra, chiese e lavatoi che rimandano a una vita d’altri tempi.
Se si ha tempo, ci si può quindi far raccontare le leggende sui fantasmi del borgo, quello del truce boia e dell’infelice contessa. Da visitare ci sono quindi la Torraccia, la principale piazza cittadina, su cui si affacciano il Castello della Lucertola (chiamato così per via della posizione che ricorderebbe quella del piccolo rettile che ama crogiolarsi al sole) e la Chiesa della Purificazione di Maria Vergine con le sue vetrate e il rosone a mosaico, anche se a catturare l’attenzione è la bicicletta (sì, avete letto bene!) fissata al tetto del campanile. Il borgo è infine anche un museo a cielo aperto con murales in stile naïf che adornano le facciate delle case. Ve ne sono una cinquantina, opera di artisti italiani e stranieri.
Per gli appassionati di trekking e passeggiate in montagna c’è poi il percorso che dalla Pieve di Santa Maria degli Angeli porta al frantoio della Valle del Mandancio. Una bella passeggiata, semplice, di una ventina di minuti. O ancora le mulattiere che un tempo collegavano Apricale ai borghi vicini.
Dolceacqua, il borgo che fece innamorare Claude Monet
È un gioiello incastonato nel verde della Val Nervia. Clima mite, piatti tipici gustosissimi e una folta vegetazione di ulivi, viti, macchia mediterranea e piante ornamentali. Siamo a Dolceacqua, il borgo diviso in due da un torrente. Tera, il nucleo storico, grazioso agglomerato di case in pietra abbarbicate sulle pendici del monte da un lato. Borgo (con la B maiuscola), la zona più recente disposta sulla vallata al di là del torrente. A collegare i due, Ponte Vecchio, arco unico in stile romanico, sul fiume Nervia. Un reticolo di viuzze porta all’attrazione principale del paesino. L’austero Castello dei Doria, fortezza medievale arroccata su una collina (ritratta da Monet nel suo dipinto “Le Château de Dolceacqua”). Passeggiando fra i “caruggi” che dal ponte portano al castello, ci si imbatte nella Piazzetta dell’Armatore, fatta di ciottoli e con un bel mosaico.
C’è poi l’Enoteca Regionale della Liguria, istituita per promuovere il patrimonio enogastronomico del territorio. La sede si trova proprio ai piedi del Castello Doria. Si può dunque partecipare a degustazioni e, naturalmente, acquistare vino (a proposito, assaggiate il Rossese di Dolceacqua, il rosso più mediterraneo e marino della Liguria). Se si ha ancora un po’ di tempo, meritano una visita il Piccolo Museo del Soldatino con modellini di epoche e corpi militari differenti, e il Visionarium 4D, una tecnologica sala proiezioni che propone documentari naturalistici.
Cervo, il borgo che si getta nel mare
A meno di 10 km dal centro di Imperia si trova uno dei borghi più belli d’Italia: Cervo (o Cervo Ligure), che sembra indeciso fra mare e monti (davanti c’è il blu del Mediterraneo e alle spalle il verde delle colline terrazzate e coltivate a olivo cui si affiancano boschi di pino). Questo paesino è una vera è propria perla. Il centro storico è completamente ristrutturato salvaguardando le caratteristiche originarie. Ed è rimasto tale e quale nella struttura di pietra. I vicoli acciottolati sono da percorrere esclusivamente a piedi, fin sulla cima dove s’innalza la Chiesa di San Giovanni Battista.
Da non perdere il Castello dei Clavesana, ex chiesa oggi sede del Museo Etnografico (ospita 2mila reperti che parlano di storia locale marinaresca e contadina). E poi Palazzo Morchio, edificio del 1600, e la Torre di Sant’Antonio, costruita sulla punta di Capo Cervo. Da questo lembo di territorio rivierasco passarono anche i Cavalieri di Malta e quelli di Rodi. Così come i pirati saraceni interessati ai traffici commerciali legati alla pesca del corallo. Famosa per gli eventi musicali e culturali (fra cui “Cervo ti Strega” a cui prendono parte i finalisti del “Premio Strega”), dal borgo partono anche percorsi escursionistici come il Sentiero Liguria che raggiunge Colle Castellareto e Colle di Cervo (proseguendo oltre si arriva a Marina di Andora e infine ad Albenga).
Infine, da assaggiare il vino bianco Vermentino, l’olio extravergine di oliva (con i suoi derivati) e il “pestun di fave”, una salsa fatta al mortaio con fave fresche senza buccia, aglio, sale, olio, pecorino e menta. Una delizia.

Informazioni e soste
Molto frequentata durante i mesi estivi, con l’arrivo di settembre una vacanza in Liguria si arricchisce di maggior tranquillità mantenendo il clima gradevole che consente di stare piacevolmente in spiaggia e girar per borghi. L’itinerario qui proposto si snoda tra Albenga e Imperia con alcuni spunti di viaggio nell’entroterra di ponente.
Albenga
Camping Piccolo Paradiso, Viale Che Guevara 19: piccoloparadiso.com
Camping Roma, Regione Foce 5: campingroma.com
Cervo
Camping del Mare, Via alla Foce 29: campingdelmare-cervo.com
San Bartolomeo al Mare
Camping Rosa, Via Al Santuario 8: campingrosa.it
Laigueglia
Camping San Sebastiano, Via San Sebastiano 23: campingsansebastiano.it
Diano Marina
Oasi Camping, Strada ai Gorleri: oasi-diano.it
Camping Edy, Via Diano Calderina: campingedy.it
Isolabona
Camping delle Rose, Via Provinciale: campingdellerose.eu
Testo di Sonja Vietto Ramus
Crediti fotografici: Depositphotos.com


