Friuli Venezia Giulia: scoperte in laguna

Un viaggio tra Venezia e Trieste, seguendo la viabilità secondaria, si trasforma in una piacevole scoperta marina in laguna. Acque pulite, tanto sole, itinerari ciclabili, piaceri della tavola e molto ancora per noi “lagunari per caso”.

Tra queste due mete l’idea è di farsi sorprendere. Sappiamo benissimo che troveremo lidi sabbiosi e le mete del turismo di massa organizzato a misura di famiglia. Ma sappiamo anche che le zone lagunari sanno regalare gradevoli sorprese a chi le sa cogliere. Abbiamo un nuovo teleobiettivo per la macchina fotografica, siamo freschi di un corso di fotografia e vediamo un po’ che non si riesca a immortalare un Cavaliere d’Italia intento a zampettare nella laguna.

Gusto e natura

Abbiamo trovato campeggi aperti, con tutto lo spazio che volevamo, ma anche deliziose soste libere in boschi ombreggianti, aree attrezzate per il camper, docce pubbliche sulle spiagge libere… Ottime le trattorie, abbiamo fatto scorpacciate di calamari e sardoni fritti nemmeno fossimo dei cetacei affamati, e abbiamo pedalato lungo la costa e i canali. Con il camper abbiamo compiuto brevi incursioni nell’interno. Il confine con la Slovenia, in particolare tra Gorizia e Trieste è una linea impalpabile. Quest’anno si festeggiano Gorizia e Nova Gorica Capitali Europee della Cultura 2025, dunque una tappa qui è arricchita di esperienze ed eventi dedicati.

A noi è capitato di lasciare il camper nel paesino di Gabria per fare due passi a piedi nel bosco per ritrovarci qualche centinaio di metri dopo, alla fine del sentiero, tra le prime case di Miren, borgo sloveno… l’unico aspetto del paesaggio cambiato erano le targhe delle automobili. Visto che era l’ora dell’aperitivo abbiamo approfittato di una vineria con una bella aia dove ci han servito salumi e formaggi e del delizioso Tocai per accompagnarli, e a prezzi davvero interessanti. Ecco, gli intenditori potranno anche approfondire l’enogastronomia di questa parte d’Italia un po’ veneta, un po’ slava, un po’ austriaca, orgogliosa della sua identità che però non fa mai pesare al visitatore.

Friuli mare
Lignano

Andiamo al mare?

Secondo voi i fiumi Isonzo e Tagliamento quanta sabbia riescono a portare alla loro foce? Parecchia di sicuro, viste le spiagge e i fondali sabbiosi che riempiono le lagune per un centinaio di chilometri di sviluppo costiero. Amanti della tintarella sulla sabbia calda, siete arrivati a casa. Se vi piace galleggiare mollemente sul materassino o sul canotto con la certezza di avere l’acqua che vi arriva alle ginocchia qui troverete grande soddisfazione. Con i bambini piccoli è un vero spasso: lasciateli giocare in acqua, per arrivare dove non toccano devono sparire dietro la linea dell’orizzonte.

Anche i lettori che dopo un minuto di sole si annoiano a morte trovano però modo di divertirsi: abbiamo invidiato i numerosi canoisti che si avventuravano come intrepidi esploratori in un suggestivo reticolo di canali dove l’unico vero rischio è perdersi o prendersi una insolazione. C’è anche un po’ di mare roccioso però, tra Duino, Sistiana e Grignano, dove le spiagge sono strette e con pietrisco, i fondali profondi e i porticcioli pieni di barche a vela. Prendere il mare con il vento in poppa sembra essere lo sport nazionale da queste parti.

Lignano Sabbiadoro è la prima località di mare di questa regione ma anche la più celebre. Organizzatissima, è una piccola “Miami” a misura di turista che ama la vacanza marina intesa come relax totale di giorno e nottate vivaci che possono iniziare con uno spritz in un bar sulla spiaggia, continuare con una succulenta cena di pesce al ristorante e concludersi in discoteca fino al mattino. Tutto è grande qui, gli alberghi i condomini ma anche i campeggi, vere cittadine per turisti itineranti all’ombra dei pini marittimi. Le piscine completano l’offerta di un litorale che propone migliaia di ombrelloni e lettini perfettamente allineati tra il porto di Lignano e la foce del Tagliamento che divide questo grande comprensorio con il suo cugino veneto, quello di Bibione.

Attenzione, sbagliereste a pensare che si tratti solo di un enorme “divertimentificio”, in realtà l’interesse naturalistico di quest’area non ha nulla da invidiare alla Camargue francese, se non forse il primato di essere riuscita per prima a vendere nel mondo l’idea che una zona umida è un interessante luogo per il turismo naturalistico.

Hemingway definì quest’area la Florida italiana. Lui la vide ai tempi della Prima Guerra Mondiale e non si riferiva certo allo sviluppo turistico arrivato nella seconda metà del Novecento ma al paesaggio lagunare. Vale la pena scoprirlo e dedicare gite in bici, canoa o barche in affitto o, se si ha poco tempo e voglia di arrivare in giornata in tutti i luoghi più significativi, con una gita in barca organizzata con servizi personalizzati. Così a nord di Lignano si estende la laguna di Marano fino a Porto Buso, chiusa da alcuni isolotti tra i quali il più grande è l’isola di S. Andrea.

Attività outdoor

A poche pagaiate da Lignano potete raggiungere l’Isola delle Conchiglie, un bel diversivo per chi pratica il kitesurf e, quando il vento è favorevole, viene a esibirsi con spettacolari acrobazie. Ma questa isola di pace rispetto ai popolosi lidi di Lignano è raggiungibile facilmente anche pagaiando in canoa o con il SUP. Partendo dal Faro Rosso a Lignano, si raggiunge l’isola in pochi minuti. Sembra incredibile come possa cambiare il paesaggio marino da super attrezzato a praticamente vergine. Ovviamente in piena stagione non sarete i soli ad avere avuto l’esigenza di mollare il turismo balneare di massa, ma i sette chilometri di lunghezza dell’isola consentono a ognuno di trovare il proprio spazio e davvero qui si respira un’aria da piccola California con spiagge naturali bellissime, moltissime conchiglie da raccogliere e passeggiate sulla sabbia dorata o nell’interno lungo i sentieri tracciati.

Particolarmente avventurosa è l’esplorazione della foce del fiume Stella, oasi protetta dove ci si imbatte in numerose specie di uccelli come le oche selvatiche i gabbiani reali, gli aironi o i falchi di palude le ore migliori per sorprendere gli uccelli e fare le foto migliori sono al mattino presto o nelle ore serali. Qui è un intrecciarsi di canneti e canali dove ci si aspetta solo che possa comparire un alligatore da un momento all’altro…

Per fortuna questa zona non assomiglia alla Florida fino a questo punto. Navighiamo lungo il fiume Stella, fino ad arrivare a Titiano, Precenicco, o nei tipici villaggio di casoni dei pescatori, costruiti ancora come un tempo con le canne. L’esplorazione di questa zona si può fare autonomamente via acqua (preferibile) o via terra. In questo caso il consiglio è di parcheggiare lungo la Statale Adriatica a Palazzolo e discendere le sponde in bicicletta verso Piancada.

Dentro la laguna

Se ci si ferma quattro o cinque chilometri più avanti a Muzzana, si può invece scendere, sempre privilegiando la bici, verso Marano Lagunare dalla strada secondaria che passa nei pressi della stazione ferroviaria. Anche in questo caso attraverserete un suggestivo paesaggio lagunare alla fine del quale troverete Marano, appunto. Si tratta di una piccola Venezia, quasi una enclave veneta in territorio friulano che l’orecchio esperto riconoscerà anche nelle inflessioni dialettali. Le architetture, gli stemmi, i leoni di san Marco, tutto riconduce nel piccolo centro storico all’appartenenza alla Serenissima repubblica. Fateci un pensiero anche per il prossimo anno partecipando alle celebrazioni di San Vito che si svolgono nella prima domenica dopo il 15 giugno con suggestive sfilate di barche.

Da Marano si può visitare La Riserva Naturale Regionale della Valle Canal Novo un percorso pedonale attraverso una tradizionale valle da pesca dove ci si imbatte nei tipici casoni di canne, compresi la biglietteria e il ristorante ricostruiti secondo la tradizione. Questo itinerario poco impegnativo, grazie anche alla generosa cartellonistica presente, può essere una buona soluzione per farsi una idea sulla civiltà lagunare dove l’uomo si destreggia tra terra, mare e fiume e sulla ricchissima fauna che ci vive.

Friuli mare
Aquileia

Un “mare” di storia

Sorpresa! Una tappa l’abbiamo dedicata ad Aquileia, uno di quei nomi da sempre nella lista dei luoghi da vedere ma la cui visita per distanza o fretta è sempre stata rimandata. Ora non abbiamo scuse ce la troviamo di fronte sulla strada per Grado. La città ha una storia decisamente importante, tanto da meritarsi la tutela dell’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Certo, tolta la basilica e l’area archeologica, il centro cittadino fatto di casette ordinate con giardino la fa assomigliare più a Paperopoli o Topolinia più che a una città che un tempo dettava legge nell’Adriatico. Ma la dovete vedere con gli occhi dello storico, concentrandovi sul quartiere archeologico e lasciandovi trasportare nel tempo.

La Storia la vede sempre in prima linea ma la cosa meravigliosa è che le testimoniane di oltre duemila anni di vita della città sono tutte da scoprire. Ricchissima in epoca romana, fu centro di riferimento per l’espansione del cristianesimo in Europa centrale nel successivo Medioevo, ha conosciuto la furia di Attila e i suoi unni alla fine dell’epoca imperiale. Senza dilungarci troppo sulla storia dei fasti decadenza e rinascita della città, vi consigliamo di non lasciare Aquileia senza aver fatto visita alle tre tappe fondamentali: il Museo Archeologico, la Basilica Patriarcale, e il porto fluviale. Le attività del porto erano tali in epoca romana da dare alla città ricchezza e potenza, era la quarta città dell’impero all’epoca di Cesare.

La morfologia dei corsi d’acqua è ovviamente cambiata nel corso dei millenni, ma la banchina fatta su due livelli per permettere l’approdo sia con la bassa che con l’alta marea è ancora visibile percorrendo la cosiddetta Via Sacra, il viale pedonale che si imbocca da via Gemina. Oltre alla antica banchina e ai relativi magazzini, interessanti sono i resti del Foro, una costruzione imponente, che era lunga 115 metri.

Si consideri che il Diritto romano e le sue istituzioni erano un’arma efficace almeno quanto le micidiali truppe a centuria. Un sistema che regolasse con relativa imparzialità diritti e doveri dei cittadini era qualcosa che mancava alle cosiddette popolazioni barbariche. E Aquileia era il baluardo del diritto romano rivolto verso l’Europa dell’est. La passeggiata dell’area archeologica andrebbe fatta però dopo la visita al Museo Archeologico, moderno e razionale, permette di farsi più di un’idea sul peso di Aquileia e sulla sua importanza nella vita romana.

Il simbolo della Aquileia paleocristiana è invece la Basilica Patriarcale. Distrutta e ricostruita quattro volte e a sua volta costruita su un tempio pagano, è caratterizzata da uno stile architettonico gotico romanico. Ma è il pavimento il pezzo forte: con 760 metri quadri tutti a mosaico, ha il primato per grandezza nel mondo tra i templi paleocristiani. Inutile scervellarsi a codificare il significato delle figure simboliche rappresentate nei mosaici… nemmeno gli storici e gli archeologhi ci sono ancora riusciti. Almeno in alcune parti. Vi diamo un aiutino: tra le immagini ricorrenti appare il doppio nodo di Salomone a indicare Cristo vero Dio e vero uomo. E le palme? Fenixia in greco, dunque la fenice simbolo di resurrezione. Bello fare i primi della classe, vero? Lo abbiamo letto su una guida!

L’isola di sabbia

Un’isola nella laguna collegata alla terraferma da una lingua di terra larga quanto la sede stradale… Introno le placide acque della laguna. Davvero suggestivo almeno la prima volta. Grado è tante cose insieme e a questo deve il suo successo turistico. Come la sua vicina Lignano, ha spiagge e ricettività (anche campeggi) in abbondanza. Conserva però anche un interessante centro storico, e ospitando un suggestivo porto turistico… ed è anche un centro termale. Insomma mancano solo le montagne (le più alte le fanno, di sabbia, i bambini in spiaggia). A proposito di spiagge, sembrano tutte uguali ma in realtà ce n’è per tutti i gusti. Per gli amici a quattro zampe, per gli amanti del kitesurf, per famiglie, per chi desidera gli sport le animazioni e la vita da bar sull’arenile.

Grado permette anche di apprezzare qualcosa del suo importante passato. Potrete visitare la Chiesa di Sant’Eufemia anche qui troveremo un bellissimo pavimento a mosaico, o in Piazza Duca d’Aosta con il bel mercato coperto. Al porto al mattino presto si tiene il mercato del pesce e sempre da porto potrete salire sulle barche che organizzano tour nella laguna.

Proseguendo nel viaggio ecco Monfalcone, un nome che ci riporta più ai cantieri navali che alle bellezze dell’operosa cittadina. Impressionanti sono gli scafi sui quali aziende del calibro di Fincantieri lavorano e danno lavoro a migliaia di persone. Se vi interessa l’argomento “grandi navi”, a Monfalcone c’è un museo tematico, telefonate prima per informarvi sulla sua apertura. Abbiamo trovato qui un interessante approdo al mare, in particolare a Marina Julia. La spiaggia è costeggiata dalla ciclabile che segue la riviera in direzione delle foci dell’Isonzo. Si ha così accesso a spiagge molto meno frequentate e a una rete di canali e argini da seguire nel consueto paesaggio lagunare.

Friuli mare
La laguna di Grado

Di castello in castello

Se siete stufi del paesaggio lagunare, appena lasciata Monfalcone, la costa si alza con spettacolari falesie a picco sul mare. Dunque sosta al Castello di Duino a una decina di chilometri dalla città cantieristica in direzione di Trieste. Si tratta di un castello privato ma aperto al pubblico con ingresso a pagamento. Oltre al castello vale la pena visitare il coloratissimo parco e i suggestivi scorci sul mare, stavolta visto dall’alto della scogliera. Il mare sarà accessibile poco oltre a Sistiana, un porto turistico, con baretti estivi che fanno ottime fritture di calamari. Conviene arrivare al mattino presto e parcheggiare nel primo parcheggio all’ombra degli alberi. E poi spingersi a piedi alla ricerca della spiaggetta o della caletta che preferiamo.

Altro castello interessante è a Grignano la celebre fortezza Miramare… Ma siamo già arrivati a Trieste (Grignano è una frazione del capoluogo) e questa è un’altra storia…

Informazioni e soste

Tutte le informazioni turistiche si trovano sul sito: turismofvg.it

Grado, Loc. Isola Volpera: Camping Isola del Paradiso

Lignano: Camping Sabbiadoro

Sistiana: Camping Village Mare Pineta

 

Crediti fotografici: Depositphotos.com

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