Bretagna: itinerario sulla costa

Uno dei classici dei viaggi in camper, ma non solo. Vi proponiamo un itinerario sulla costa in Bretagna che racconta il mare. Così, ondeggiando tra il boato dell’oceano e il ruggito del vento, percorriamo la costa bretone alla ricerca delle sfumature che rendono questa terra selvaggia unica e indimenticabile.

Fari e leggende

Terra di fari e leggende, dove le forze della natura si mescolano alle storie di mitici personaggi, la Bretagna può essere raccontata da molteplici punti di vista, tanti quante sono le bellezze storiche, artistiche e naturalistiche e le suggestioni regalate da letteratura e gastronomia e dal calore delle persone che si incontrano lungo il cammino: una regione che si può visitare una o più volte, perché capace di suggerire percorsi e di narrare storie ogni volta diverse.

Megaliti e coste selvagge

Non serve scavare nella memoria scolastica per associare la cittadina di Carnac ai megaliti, tra i più famosi reperti di epoca preistorica al mondo. La cittadina, che si incontra sulla costa meridionale della Bretagna, a nord di Nantes, riserva però più di questo: l’atmosfera è quella di una località balneare del nord Europa in cui si intrecciano attività tipicamente mediterranee, perché il clima è particolarmente gradevole e la zona a est della Penisola di Quiberon, riparata dal mare aperto, consente uno stile balneare molto mediterraneo.

Lungo la fascia costiera ci si può rilassare in spiaggia e azzardare la lettura di un libro in costume da bagno, mentre in acqua frotte di giovani si dedicano al surf. Il tutto mentre l’andamento delle maree allunga e restringe la disponibilità di spazio sulla striscia sabbiosa ed eleganti ville si allineano appena all’interno, strategicamente rivolte verso ovest per poter ammirare deliziosi tramonti sul mare.

Antiche vestigia

Hanno un allineamento ben preciso, probabilmente legato ai cicli delle stagioni e dell’agricoltura, anche i megaliti che dall’epoca Neolitica popolano il paesaggio di Carnac, molto più numerosi rispetto al resto della regione proprio in virtù del clima dolce del luogo. Si consiglia di passeggiare alla scoperta di queste antiche vestigia ricordando le leggende che popolano il luogo, come quella che vuole le rocce riprendere vita nella notte di Natale come esercito di soldati, e soprattutto muniti di una guida che descriva le differenze tra le formazioni e racconti la storia di questo luogo dove vibra una magia del tutto particolare.

Vi capiterà di vedere una fattoria che interrompe le linee precise di un allineamento di pietre mentre caprette brucano tra le pietre e pecorelle le usano come cuscino: sono loro a potersi avvicinare, perché le aree sono recintate per evitare che i reperti vengano rovinati. Gli amanti dell’archeologia possono proseguire l’esplorazione nel Musée de Préhistoire.

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Belle-Île

Gite nella natura

In camper o in bicicletta si può percorrere la strada che si allunga percorrendo la Penisola di Quiberon, dove si può godere di una prospettiva più placida sull’acqua che affaccia a oriente e una più selvaggia, da cui il nome di Côte Sauvage, verso occidente: sul mare aperto, affacciano scogliere alte fino a 40 metri e si sviluppa un sentiero, da percorrere preferibilmente quando non tira tropo vento. Proprio di fronte alla punta meridionale della penisola, si scorge in mezzo al mare Belle-Île, dove si consiglia una visita senza camper (a causa dei prezzi per il trasporto via nave), dunque optando per una gita giornaliera con noleggio bici.

In un periplo dell’isola si passa dalle bellezze paesaggistiche, di cui il pittore Claude Monet ha immortalato il Grand Phare in una serie di quadri, alla villa dove soggiornò Sarah Bernhardt lungo una costa selvaggia battuta dalle onde, alla storia movimentata che ha visto attacchi di inglesi e olandesi, un’ondata migratoria di canadesi e Le Palais, capoluogo dominato dalla cittadella fortificata.

Contrasti di Finis Terrae

La zona che si allunga tra la Baia di Audierne e la penisola di Pluogastel è un affascinante alternarsi di paesaggi in contrasto, e per questo ancora più emozionanti: dai fari che svettano verso il cielo sottoposti in alcuni casi alla furia delle tempeste, si passa a più dolci e appartate baie che, anch’esse, richiamano alla memoria una ambientazione più mediterranea. Piccoli borghi, spesso una manciata di case dai tetti spioventi e le persiane colorate, raccolte intorno alla parrocchia in pietra, punteggiano colline che affacciano sul mare, mentre verdi prati nell’immediato entroterra echeggiano dei muggiti delle mucche al pascolo. Non è insolito che i campanacci contendano alla risacca i suoni caratteristici di una piccola vallata sulla spiaggia.

A Penmarch si sosta per visitare il faro d’Eckmühl che è posto a baluardo di uno dei tratti di costa più pericolosi, come si può facilmente capire dalle rocce affioranti. Qui la luce può essere molto intensa e confondere la vista tra il blu del cielo e quello del mare, le nuvole scorrono veloci ombreggiando le case bianche e la struttura di pietra scura del faro, nella cui storia c’è un rimando a Napoleone: fu infatti costruito con i soldi lasciati appositamente in eredità dalla figlia del maresciallo che vinse la battaglia di Eckmühl in epoca napoleonica. Poco distante, presso la Point de la Torche, roboanti onde fanno la felicità degli amanti del surf che si cimentano lungo questo tratto battuto dal forte vento, mentre gli escursionisti possono scoprire un sito megalitico lungo il sentiero che si sviluppa sulla punta rocciosa.

Natura selvaggia

Andando verso nord chilometri di dune sabbiose offrono momenti di relax e svago a cui si può accompagnare una attività di bird watching delle numerose specie di uccelli migratori. In fondo alla Baia di Audierne Cap Sizun si sviluppa in una serie di promontori rocciosi su cui la furia del vento e del mare si abbatte da millenni, andando a modellare la costa, non solo nella sua morfologia: in questo finis terrae (è tra i lembi più occidentali della Francia continentale) colori e suoni contribuiscono a creare una particolare suggestione dove l’elemento della natura selvaggia gioca il ruolo predominante e si intreccia con le narrazioni di antiche spedizioni per mare, quando le mappe erano ancora per la maggior parte da scrivere e le partenze assomigliavano a degli addii.

Paesaggio selvaggio

L’esperienza più emozionante si può fare camminando tra la Pointe du Raz e la Pointe du Van attraverso la Baie des Trépassés. Alla partenza concedetevi qualche momento per abbracciare con lo sguardo il paesaggio: il faro de Île de la Vieille, battuto dalle onde su una roccia in mezzo al mare, e, in lontananza, se il tempo lo permette, l’Île de Sein con il faro di Ar Men.

Due dettagli per farvi venire voglia di affrontare il braccio di mare, breve ma turbolento, e visitare l’isola (a piedi): l’Île de Sein, al momento della massima marea, sporge di una manciata di metri dal mare e per questo è protetta da una serie di argini, mentre il faro di Ar Men ha nel suo passato una fama negativa dovuta alla vita difficile che erano costretti a fare i guardiani assegnati, spesso impossibilitati ai cambi di turno per le avverse condizioni meteo e dunque bloccati sullo sperone roccioso. Fama non troppo lusinghiera è quella che, già nel nome, definisce la Baie des Trépassés, probabilmente a causa dei numerosi naufragi avvenuti in queste acque.

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Pointe du Raz

Atmosfera caratteristica

D’obbligo una tappa nell’entroterra nel delizioso borgo di Locronan dove la folla di turisti non riesce a incrinare l’atmosfera caratteristica: case in pietra in granito grigio, chiazzate dalle ortensie dalle tonalità blu, si sviluppano in un abbraccio intorno alla chiesa e regalano una passeggiata fuori dal tempo tra botteghe di artisti e di antiquariato. Qua e là gatti che sonnecchiano sui muretti di cinta, sedie in legno che invitano a una sosta e il profumo delle immancabili galettes (ordinate quella “complete” con uovo, prosciutto e formaggio) che esce dalla finestra di un ristorante tipico.

A nord di Douarnenez la Pensiola di Crozon offre la possibilità di escursioni, più meno impegnative, tra le alte scogliere e il turchese del mare, che in alcune baie protette sembra sonnecchiare placido, solcato da qualche barca da diporto: lungo il sentiero che da Saint Hernot conduce alla punta detta Île Vierge, i colori della natura risplendono dei colori dei fiori, mentre piccoli boschetti solleticano l’olfatto con i loro profumi.

Poco distante il mare, di nuovo libero, ritorna a infuriare e a sbattere lungo le spiagge di sabbia dove sembra di passeggiare verso l’infinito. Tra i punti da non perdere il Ménez-Hom per la vista panoramica e la Pointe de Dinan con la particolare formazione rocciosa che ricorda una fortezza.

La strada dei fari

Superata Brest, il panorama diventa via via più selvaggio sulla costa, caratterizzata dagli abers, le profonde insenature create dalle foci dei fiumi: i panorami sul mare, dominati dai fari e da piccoli borghi, sono tutti da assaporare senza fretta, organizzando un pic-nic su una spiaggia se il tempo lo consente. In alternativa ci si può rifugiare in uno dei tanti borghi e sedere a una tipica caffetteria: sorseggiare un tè caldo accompagnato da un dolce o uno spuntino salato, mentre si osserva il tranquillo viavai dei locali, è un buon modo per spezzare il viaggio lungo la Strada dei Fari si srotola da Brest e Brignogan, permetendo di visitarne una trentina! Noi vi accompagniamo alla scoperta di quelli che più ci hanno colpito.

A breve distanza da Brest il faro di Saint-Mathieu ha un fascino particolare dovuto alla presenza dei ruderi di una antica abbazia. Il consiglio è quello di visitare questo luogo al tramonto, quando il sole tinge di sfumature dorate le pietre diroccate dalla facciata romanica dell’abbazia che, si dice, fu costruita per ospitare le reliquie del Santo Matteo, dopo che erano sopravvissute a un naufragio. Dall’alto del faro, 163 scalini il dislivello dal suolo, la vista spazio su un orizzonte ampio, che con il calar del sole si illumina delle luci dei fari e dei borghi costieri.

A breve distanza, presso La Conquet, ci si può imbarcare per l’Île de Ouessantche si trova ben al largo della costa e appare come un luogo fermo nel tempo, da visitare a piedi o con bicicletta: caratterizzata da un paesaggio di rocce dalle forme originali, per la sua posizione strategica tra oceano e Canale della Manica, dispone di ben quattro fari: quello di Créac’h, esposto alle burrasche, è uno dei più potenti al mondo.

Sosta di gusto

Una sosta ad Aber Wrac’h fa piacere al palato: qui la specialità sono le ostriche ma numerosi sono i piatti di mare da poter gustare in uno dei ristorantini o chioschi dei borghi locali. Se optate per un take away, potete gustare i prodotti tipici su una delle spiagge durante la bassa, tra piccole conchiglie, granchi e molluschi e piccoli banchi di alghe lasciate dalla bassa marea, mentre le piccole barche in legno ondeggiano sul pelo dell’acqua o attendono, sulla sabbia, il ritorno dell’alta marea.

Il faro più alto

In lontananza scorgerete l’inconfondibile sagoma scura del faro de l’Île Vierge, il più alto d’Europa con i suoi 82,5 metri d’altezza, resi ancora più imponenti dalla vicinanza del vecchio faro in livrea bianca: salendo i suoi quasi 400 scalini vi sembrerà di essere immersi nell’azzurro del cielo ancor prima di arrivare in cima, merito delle piastrelle azzurre che avvolgono la scala a chiocciola. Dall’alto la vista spazia sulla costa caratterizzata da formazioni rocciose a pelo d’acqua che definiscono il periplo di questo tratto frastagliato, mentre a nord si può immaginare la silhouette della costa inglese della Cornovaglia.

Prima di giungere all’ultimo faro del percorso, non si può perdere la visita al Villaggio di Meneham, una manciata di case in pietra dal tipico tetto in paglia, che sono state corpo di guardia e poi riconvertite a dimore di pescatori. Il percorso di visita ricostruisce la vita di un tempo nelle chaumières e termina con l’edificio più famoso, stretto tra le rocce. Oltre questo punto si apre una spiaggia di sabbia bianca e rocce in fondo alla quale si trova il Faro di Pontusval che pare avesse la funzione di staffetta tra il Faro de l’Île Vierge e quello dell’Île-de-Batz, situato sull’isola omonima al largo di Roscoff, e sede di una interessante esposizione legata ai venti e alle storie dell’isola.

La Costa di Granito Rosa

Da Tregastel a Paimpol la costa prende il nome di Côte de Granit Rose e regala panorami di grande bellezza legati proprio alle formazioni assai particolari che, in particolare a Ploumanac’h, rendono il paesaggio colorato di una tenue sfumatura rosata. Per gli appassionati di geologia, la Maison du Littoral di è il luogo giusto dove scoprire l’origine di queste rocce, la cui imponenza (anche di più di 20 metri di altezza) e le cui forme particolari (una viene chiama “cappello di Napoleone”) rendono la visita un itinerario quasi unico (rocce di granito rosa si trovano qui, in Corsica e in Cina).

Un ottimo modo per andare alla ricerca delle forme più originali e dei panorami più poetici è percorrere, nella zona di Perros-Guirec e Trégastel, un tratto a piedi del Sentiero dei Doganieri (GR® 34) che si snoda per più di 2000 chilometri lungo tutta la costa bretone. Solo alla fine dell’esperienza ci si può dedicare anche al palato andando a degustare un buon bicchiere di sidro, tra le bevande tipiche del territorio: date una occhiata alle indicazioni che trovate lungo la strada perché sono numerose le fattorie che permettono una visita con “assaggio”, ma se volete un indirizzo in questa zona potete recarvi alla Cidrerie du Léguer a Lannion.

Un luogo curioso

La più famosa casa di Plougrescant è Castel Meur, originale costruzione che sembra sorta come una magia tra due rocce: anche se non ci si può più avvicinare al sito, anche osservare da lontano questa originale costruzione crea originali suggestioni, in particolare se la giornata è ventosa e si alzano i terribili ululati che si creano dall’incanalarsi delle correnti tra le rocce. Una passeggiata nei dintorni permette di godere del particolare panorama di eleganti ville sul mare e delle spiagge che assumono tratti diversi a seconda che la marea sia alta o bassa e il cielo limpido oppure uggioso: un viaggio lungo questa costa può essere molto diverso a seconda del momento e del meteo della giornata. Se girate con taccuino e colori, è il momento di sedersi e provare a cogliere sul foglio la bellezza drammatica del luogo.

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Abbazia di Beauport a Paimpol

Piccoli borghi

Petite Cité de Caractère (marchio francese dedicato ai piccoli borghi “gioiello”), Pontrieux è anche definita come Venezia bretone perché si sviluppa lungo l’estuario del fiume Trieux dando vita a una pittoresca immagine di canali e ponti, tutti da scoprire attraverso le numerose esperienze sull’acqua (gite in barca, escursioni in kayak). In particolare, da non perdere, è la gita lungo il fiume per osservare i lavatoi privati, decorati e fioriti, costruiti sul lato delle abitazioni che si affaccia sull’acqua, una soluzione voluta dalla borghesia cittadina per mantenere riserbo sulle proprie vicende private. Se volete saperne di più non vi resta che fare tappa qui!

Prossima tappa Paimpol, deliziosa cittadina storicamente dedicata alla pesca: se oggi si tratta di ostricoltura, nel 1800 i pescherecci partivano dal porto per la pesca al merluzzo in Islanda e a Terranova. Un giro per le banchine permette di ritrovare un po’ dello spirito avventuriero dell’epoca impresso sulle facciate delle vecchie case degli armatori ma tra le vie del centro si coglie l’impronta artistica data dai numerosi atelier e botteghe, caratterizzati dal colore blu delle insegne e degli arredi.

A poca distanza dal centro l’Abbazia di Beauport concentra la bellezza del paesaggio, dove si intrecciano il mare la brughiera, i pascoli e i frutteti, e quella storico artistica, in cui si fondono le suggestioni create dalla struttura a cielo aperto della antica chiesa e dagli altri edifici conventuali: particolarmente intensa la visita nelle ore del tramonto quando il sole accende i muri in pietra e i suoni e i profumi della natura stuzzicano i sensi dei visitatori.

Isola senza tempo

Una breve traversata in battello (l’isola è visitabile a piedi, si consiglia di prenotare il traghetto in anticipo perché in alta stagione vi è una limitazione al numero giornaliero di visitatori) colma la distanza con l’Île de Bréhat, dove però è il tempo che sembra essersi fermato. Lasciandosi alle spalle il primo villaggio, dove la maggior parte dei turisti si ferma, ci si può inoltrare attraversi i sentieri che conducono nei punti più isolati dell’isola: tra una vegetazione bassa e profumata, piccoli cottage in pietra con i tipici tetti spioventi e le persiane colorate, il frusciare e trillare dei piccoli animali e il profumo dei fiori che fioriscono ai tepori di un clima mite e piacevole. Se siete ancora preda della magia dei fari, allora raggiungete il faro di Paol, sulla punta settentrionale.

Paesaggio color smeraldo

Si scende verso sud, inoltrandosi nel Golfo di Saint-Malo, verso il punto in cui, dalle parti dell’iconico Mont St-Michel, si entra in Normandia. A questo tratto costiero, che prende il nome di Côte d’Émeraude per i colori brillanti che rendono vivido il paesaggio, corrisponde un entroterra altrettanto ricco, per il quale varrebbe la pena organizzare un viaggio a sé. Noi procediamo verso la tappa finale di questo on the road bretone: Cap Fréhel e Fort-La-Latte, si trovano sulle punte rocciose di falesie che si alzano dal mare per una settantina di metri. Tra loro un sentiero e una landa colorata di ginestre e viole che, a seconda del periodo dell’anno, regalano intense tonalità fiorite, mentre in cielo volano le varietà di uccelli marini della riserva ornitologica locale (si tratta di un sito protetto).

Il Faro del capo, visitabile, si trova a breve distanza dal vecchio faro dismesso, considerato il più antico di Francia; il forte, la cui costruzione attuale risale al XIV secolo ma ha subito, nel corso del tempo diversi rimaneggiamenti, è stata baluardo del territorio e del braccio di mare circostante durante secoli di storia, finché il XX secolo gli ha regalato la meritata pace e una certa fama come scenografia di film.

Informazioni e soste

La Bretagna è la regione che si trova nel settore geografico nord-occidentale della Francia: si può spezzare il viaggio in una delle numerose località turistiche francesi, dove c’è sempre un campeggio o un’area di sosta pronta all’accoglienza. Il periodo dell’anno consigliato è l’estate, quando le temperature sono piuttosto miti, i siti turistici aperti e le compagnie di navigazione consentono anche la visita alle numerose isole con viaggi frequenti. L’abbigliamento dovrà prevedere almeno una giacca a vento e scarponcini da trekking, il costume da bagno è consigliato ai meno freddolosi.

La Bretagna è una regione decisamente camper friendly, con una rete di campeggi e aree sosta molto ampia. Di seguito vi suggeriamo un elenco che ha lo scopo di orientarvi nella ricerca ma il sito turistico segnalato e i siti locali permettono una ricerca più ampia e specifica.

CARNAC: Camping les Menhirs

PENMARCH: Camping Municipal de Toul Ar Ster

AUDIERNE: Camping de Kerivoas

LOCRONAN: Camping Locronan

CROZON: Camping de La Plage de Goulien

PLOUGONVELIN (presso Pointe de Saint Mathieu): Domaine de Keryel

PLOUGUERNEAU: Camping du Phare de lÎe Vierge

MENEHAM: Camping Plage de Meneham

PERROS-GUIREC: Domane de Trestraou

LÉZARDRIEUX (presso Paimpol): Camping Municipal de Lézardrieux

PLURIEN (presso Cap Fréhel): Camping Les Salins

W: bretagna-vacanze.com

 

Crediti fotografici: Depositphotos.com

 

 

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