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Una fuga in Val di Ledro: ritrovare il benessere

Fuga dalla realtà, un angolo di Trentino particolare e meno conosciuto. Ottima meta per un weekend o per una vacanza rigenerante.

Mezzolago

Mezzolago

Sarà per la posizione ai margini della “Provincia Autonoma”, sarà per la grande ombra del vicino Lago di Garda, grande catalizzatore di attenzioni turistiche, ma la Val di Ledro è uno dei luoghi trentini meno conosciuti. Si stende perpendicolare dalla punta nord del lago, all’altezza circa di Riva del Garda, ed è attraversata dalla strada che, seguendo la val di Ledro prima e la Valle d’Ampola successivamente, porta sulle sponde del Lago d’Idro. Una posizione felice anche per raggiungere le sue località dalla Lombardia. Infatti, uscendo a Brescia est dalla autostrada A4, si raggiunge piuttosto velocemente seguendo le indicazioni Lago d’Idro, Trento, Madonna di Campiglio. Arrivando da sud e dal nord est, invece, conviene uscire a Rovereto sud dalla A 22 del Brennero, raggiungere Riva del Garda, quindi imboccare la valle. Caratteristica principale di questa valle è l’omonimo lago dalle acque pulitissime, certamente più piccolo del vicino Garda, più modesto anche nella superficie di quello d’Idro, ma con circa due chilometri di lunghezza è sufficientemente grande per caratterizzare il paesaggio, permettere di praticare sport d’acqua, e fare un corroborante bagno nelle acque limpide, asciugandosi al sole sui lidi erbosi. I suoi 650 metri di altitudine lo pone in quella fascia climatica ideale per poter fuggire dall’afa estiva senza per questo dover rinunciare al piacere del caldo estivo. Inoltre l’esposizione Est Ovest fa si che la vallata sia soleggiata durante tutta la giornata. A renderla una meta particolarmente simpatica è anche la tolleranza verso i camperisti di passaggio. A parte alcuni parcheggi esclusivamente riservati alle auto, ci sono possibilità di sosta a Bazzecca. Per godere appieno di questa località il periodo migliore è da maggio fino all’autunno, mentre per fare il bagno nelle fresche acque del lago, luglio e agosto sono i mesi in cui la balneazione è più praticabile.
Canoa, vela, pesca, trekking e mountain bike, sono le attività sportive più praticate da chi frequenta questa valle, ma ci sono anche palestre di roccia se da Bazzecca si risale la piccola Val di Concei verso il Rifugio al Faggio. I più pigri non si annoieranno comunque: durante i mesi estivi le pro loco si sbizzarriscono nel proporre iniziative per le famiglie.

Il segreto del lago
Il Lago di Ledro ha custodito per millenni un grande segreto: un villaggio di palafitte dell’età del bronzo.

Museo delle Palafitte

Museo delle Palafitte

Proprio così: nel 1929 l’abbassamento artificiale del livello delle acque del lago, ha portato alla luce i basamenti e i pali di un ampio villaggio di palafitte di 4.000 anni fa. Oggi ancora visibili quando il bacino del lago viene abbassato. Oltre ai legnami incredibilmente conservati fino ai giorni nostri, sono affiorati nell’inatteso parco archeologico numerosissimi reperti dell’epoca del bronzo, di una popolazione che qui trovò di che prosperare attraverso la pesca e da quanto le montagne circostanti potevano offrire. L’area archeologica è a Molina ed è completata dal Museo delle Palafitte che custodisce i reperti ritrovati e organizza attività didattiche. Per la gioia dei ragazzi sono state ricostruite all’esterno alcune palafitte che restituiscono al visitatore le antiche suggestioni e che vengono utilizzate per le attività didattiche. Resta il rimpianto che molti dei pali (diecimila) furono rimossi perché si pensava fossero semplicemente i resti di una non meglio precisata antica diga.

Le tre località
Sono tre i centri abitati del lago di interesse turistico.

acqua cristallina lago di Ledro

acqua cristallina lago di Ledro

Pieve di Ledro è la località principale e quella più mondana, per così dire. Ospita due dei tre campeggi della valle, i lidi balneabili, ristoranti, gelaterie e alcuni spazi di parcheggio adatti ai camperisti. Tra le attrazioni del paese l’antica farmacia Foletto. La famiglia Foletto ha allestito all’interno del negozio un piccolo museo farmaceutico. Il laboratorio è quello dell’antenato Angelo Foletto che nell’Ottocento iniziò l’attività e qui sono conservati tutti gli arredi e le attrezzature dell’epoca. Da Pieve partono molti sentieri per escursioni in montagna a piedi o in mountain bike. In pochi minuti a piedi seguendo il sentiero costruito lungo la sponda del lago si raggiunge Mezzolago. Meno turistica di Pieve merita comunque una passeggiata, non fosse che per gustarsi le belle pitture naif realizzate nei muri delle case utilizzando come “tela” gli antiestetici sportelli dei contatori della corrente e dell’acqua.
Molina di Ledro dispone di parcheggi ampi con aree pic nic attrezzate. Qui troverete anche il terzo campeggio del lago e il parco archeologico con annesso museo delle palafitte.

Non solo acqua
Visitare la Val di Ledro è anche un’occasione per incontrare i sapori del Trentino.

Ottimi vinelli, cucina tradizionale ricca e saporita, qualità diffusa e prezzi accettabili. Con queste premesse la vostra gita nella piccola valle lacustre sarà un’altra occasione per rimandare la dieta a lunedì. Per questioni di tempo abbiamo selezionato solo due ristoranti dove, consigliandoveli, non rischiamo certo di fare brutta figura. Sono in località della valle non affacciate sul lago.
La prima sera abbiamo cenato presso il Ristorante Hotel Elda, a Lezumo di Concei, un edificio recentissimo costruito secondo le più ferree regole ecologiste, tanto da far parte dei circuiti eco-ambient hotel. In un ambiente raffinato vengono proposti piatti tradizionali e rivisitati con contaminazioni boeme.
Ottima la scelta dei vini, ma avrete grande soddisfazione anche scegliendo il vino della casa. Se volete bere un bicchiere in più, compatibilmente con lo spazio a disposizione, potrete sostare nel parcheggio dell’hotel.
Tradizione pura si respira, invece, alla baita Santa Lucia, ben indicata da Bezzecca. Al nostro arrivo il benvenuto ce lo hanno dato alcune pancette e cotechini freschi di macellazione appesi sotto al portico, segno che qui non si scherza. Ambiente cordiale e tutta la tradizione culinaria del Trentino è presente nel menù. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Cascata Val di Ledro

Cascata Val di Ledro

DA VEDERE
Museo Farmaceutico Foletto
Ricordi e oggetti di una tradizione. In questo museo sono esposte alcune macchine ed attrezzature che hanno costruito la storia del laboratorio farmaceutico Foletto, dall’inizio del ‘900. Il laboratorio, creato e gestito a fianco dell’attività di farmacia, è stato, in epoca pioneristica, una vera officina farmaceutica, seppure in formato ridotto. I farmacisti Foletto continuano a produrre sciroppi e liquori e v’invitano a visitare questo piccolo museo per un “assaggio” dei tempi andati e presenti, che consente di mantenere intatta una nostalgia ed un affetto per le cose realmente artigianali.
Visita su appuntamento ai numeri:
tel. +39 0464.591038 – fax +39 0464.591749 www.museofoletto.it
Aperto nei mesi estivi
Obbedisco!
La Valle di Ledro è stata zona di confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico dai primi anni del 1800 alla fine della Prima Guerra Mondiale con evidenti conseguenze soprattutto per la stabilità dei paesi e la sicurezza della popolazione locale.
Già nel 1866, la Val di Ledro e in particolar modo la località di Bezzecca furono protagoniste degli scontri tra garibaldini e austriaci durante la III guerra d’indipendenza, vinti dai primi. Quando il 9 agosto giunse la notizia dell’armistizio tra Italia ed Austria e l’ordine del generale La Marmora di ritirarsi dal Trentino, proprio dalla piazza di Bezzecca, Giuseppe Garibaldi rispose con il famoso “Obbedisco”.
Durante la Grande Guerra la Val di Ledro si è trovata di nuovo tra l’artiglieria italiana e l’esercito asburgico, conservando ancora oggi interessanti camminamenti che conducono alle zone fortificate lungo entrambi i versanti.
Il museo delle Palafitte
La costruzione dell’edificio museale fu iniziata nel 1968 e fu portata a termine nel 1972.
La struttura fu realizzata interamente in legno e dotata di grandi ed ampie vetrate, in modo tale da renderla un tutt’uno con l’ambiente circostante e di non porre alcuna barriera visiva tra i reperti e l’area archeologica di scavo. Nel mezzo dell’unica sala del museo è collocata una canoa monoxile composta da grossi tronconi di abete , lunga 4,5 m. e larga 0,75 m. All’interno delle vetrine sono esposti numerosi reperti in ceramica di colore scuro, brunastro o rossiccio, tra i quali, degni di nota, sono i grandi orci tronco-conici da derrate alimentari o i boccali e le tazze, spesso ritrovati fortunatamente integri. Tra gli arnesi di terracotta incuriosiscono i cosiddetti oggetti enigmatici: segmenti rettangolari con punteggiature o lineette impresse prima della cottura, dei quali si ignora l’uso. Riccamente ricostruibili sono anche le abitudini alimentari, grazie alla presenza di notevoli resti di animali domestici o selvatici, di composti vegetali e di sedimenti sul fondo dei vasi. In bronzo sono una serie piuttosto varia di oggetti disparati: asce, pugnali a lama triangolare, spilloni e corone, usate come diademi per la testa. Il Museo delle Palafitte è completato, nella parte esterna ed a ridosso della sponda del lago, dalla ricostruzione di una palafitta.
Molina: Il centro storico e le parti più antiche delle frazioni presentano ancora la struttura architettonica tipica della zona, nonostante molto sia stato ricostruito dopo la Grande Guerra.
Il centro dell’abitato è costituito da piazza Roma, a sud della quale si trova l’imponente scala granitica che conduce alla chiesa di San Vigilio, costruzione della seconda metà del XVIII secolo, che sostituì quella cinquecentesca presso il lago dedicata al medesimo santo.
Poco distante dal centro, nel quartiere di Verdesina, il più antico di Molina, si trova la chiesa di San Francesco di Paola, edificata a partire dal 1628.
In fondo alla discesa che affianca la chiesa di San Francesco di Paola si erge “Casa Demadonna”, oggi completamente ricostruita, luogo dove, secondo la tradizione, dimorarono gli Scaligeri durante la loro permanenza in Valle di Ledro nel XIV secolo.
La visita del paese non può trascurare la visione di due importanti affreschi murali, posti come atto di devozione ad abbellire le facciate esterne di alcune case. In via Maffei è possibile ammirare la “Madonna con Bambino e i Santi Rocco, Antonio Abate e Santa Martire”, affrescato sulla casa detta “Al Castel”, databile al 1730, mentre nelle vicinanze del mulino Brighenti si trova la “Addolorata”, risalente al XVIII secolo e visibile sulla abitazione detta “ Casa Baì”.

Lago di Ledro

Lago di Ledro

COSA MANGIARE
La cucina della Valle di Ledro non differisce molto da quella tradizionale trentina: speck, canederli, carne salada, gli appetitosi dolci, annovera però alcuni piatti locali molto appetitosi e sostanziosi, come la polenta di patate, la peverà e i caponec. Inoltre la cucina ledrense è stata influenzata anche da quella boema. Durante l’esilio ai tempi della Prima Guerra Mondiale le donne hanno imparato a preparare gnocchi e dolci secondo la tradizione culinaria ceca, tra cui gli gnocchi boemi.

SOSTA CAMPER
Per soste brevi anche con pernottamento vi sono diversi parcheggi utilizzabili e fontane con ottima acqua potabile. Per soste più lunghe, specie in stagione, consigliamo l’utilizzo dei campeggi.
Family Wellness Camping al Sole
Via Maffei, 127 – Molina di ledro – Tel. 0464 508496
info@campingalsole.it  www.campingalsole.it
Camping Azzurro
Via Alzer, 5 – Pieve di Ledro Tel. 0464 591276
www.campingazzurro.net 
Camping Al Lago
Via Alzer, 7 – Pieve di Ledro Tel. 0464 591250
info@camping-al-lago.it  www.camping-al-lago.it

INFORMAZIONI
Museo delle Palafitte, Via Al Lago – Molina di Ledro
tel. 0464508182 – www.palafitteledro.it  www.vallediledro.com

 

 

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