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Tra la Valle Camonica e la Valle Rossa: il weekend ideale

In Valle Camonica e in Valle Rossa tra testimonianze storiche millenarie, antichi magli idraulici e candide caprette a stretto contatto con tradizione e natura. Ideale per un weekend.

Terrazzamenti lago Moro Val Camonica

Terrazzamenti lago Moro Val Camonica foto AndreaBig

Nel cuore della Valle Camonica, sotto il massiccio dell’Adamello, vivevano i Camuni, che hanno lasciato numerose testimonianze della loro civiltà nelle incisioni rupestri, visibili nella “Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo”. Questa Riserva è l’area archeologica protetta più grande della Valcamonica, con oltre 400 rocce incise.
Iniziamo il nostro weekend da Bienno, il paese del ferro, che fa parte del circuito “I borghi più belli d’Italia”. Grazie al combustibile fornito dai boschi e alla forza motrice dell’acqua, Bienno ha sviluppato una fiorente attività economica legata alla lavorazione e al commercio dei manufatti di ferro. Dal lontano Medio Evo il canale artificiale “Vaso Re” convoglia le acque per far muovere i pesanti magli utilizzati per forgiare il ferro e i mulini. Antichi palazzi, torri e stretti vicoli caratterizzano il borgo.

Ruota idraulica e Vaso Re a Bienno (Foto Luca Giarelli)

Ruota idraulica e Vaso Re a Bienno (Foto Luca Giarelli)

Andiamo alla scoperta del Vaso Re. Risalire via Artigiani è come ripercorrere la storia dell’antico borgo dei magli, incontrando le antiche fucine trasformate in “Scuola di Fucinatura”, “Ludoteca del Ferro” e “Fucina Museo”. La seicentesca  Fucina Museo è in un locale molto suggestivo, annerito dal fumo, con pavimentazione in terra battuta. All’esterno, l’acqua del canale muove incessantemente una grossa ruota che, tramite un albero, trasmette il movimento al grande maglio interno. Accanto a questo c’è il forno per riscaldare il ferro, con un soffio costante di aria che ravviva il fuoco. Con gesti lenti e misurati, alcuni attempati artigiani compiono i secolari e immutabili gesti necessari a forgiare spade o attrezzi agricoli. Siamo positivamente fuori dal tempo. Una scalinata in selciato scende da via Ripa al seicentesco “Mulino Museo”, capace di produrre, con le macine di pietra mosse dall’acqua, dell’ottima farina da polenta. Arriviamo infine ad un antico lavatoio e ad una fucina che ancora utilizza il maglio ad acqua. Un secondo itinerario parte dal centro storico e, salendo lungo via Contrizio, è possibile ammirare il quattrocentesco Palazzo Simoni Fè, la Torre Avanzini del 1075 e la chiesa di Santa Maria Annunciata. E tra altre altre torri e altri palazzi si giunge alla chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Faustino e Giovita.

Ponte di Montecchio a Darfo Boario Terme (Foto Luca Giarelli

Ponte di Montecchio a Darfo Boario Terme (Foto Luca Giarelli)

Scendendo la valle incontriamo Boario Terme che sorge alla confluenza tra il fiume Dezzo e il fiume Oglio, alle pendici di una collina di arenaria rossa. Anche qui è interessante una visita al Parco di Interesse Sovracomunale del Lago Moro Luine e Monticolo che comprende le due aree archeologiche di Luine e dei Corni Freschi.
Nell’area archeologica di Luine, che domina il paese di Boario Terme, sono stati rinvenuti, oltre alle numerose incisioni rupestri, rovine di luoghi di culto, fondi di capanne e strutture murarie a secco. Sugli affioramenti di pietra Simona, dal caratteristico colore viola, si contano più di 100 pannelli istoriati.

Pisogne

Pisogne

E arriviamo sul magnifico Lago d’Iseo e visitiamo Pisogne dove è possibile ammirare la parete nord del Monte Guglielmo (Dosso Pedalta), la Corna Trentapassi, la porta naturale della Vallecamonica e il monte Aguina, dove nella bella stagione possiamo trovare una malga utilizzata come alpeggio e per la produzione casearia. A Pisogne, oltre a passeggiare lungo il lago, è bello visitare anche la vallata alpina Val Palot dove camminare tra possenti boschi di conifere. Qui è presente la stazione sciistica più piccola d’Italia molto utilizzata dalle squadre agonistiche nazionali ed europee per gli allenamenti. Pisogne è attraversato dal torrente Tufere che forma la sua bella cascata a picco sopra il piccolo centro di Govine.

 

In una cinquantina di chilometri, dopo aver toccato i laghi di Iseo e di Endine, si raggiunge Cene (BG), centro ideale della Valle Rossa. A Cene sono stati rinvenuti numerosi reperti, i più antichi ed importanti dei quali sono emersi nella zona della cava Ratta, un antico sito estrattivo abbandonato, a nord del paese. Dopo il ritrovamento di alcuni frammenti di fossili di pesci, è riaffiorato il fossile dell’Eudimorphodon ranzii, un rettile volante che ha permesso di retrodatare la comparsa di questo genere di animali di circa 20 milioni di anni e che ora si trova presso il Museo di Scienze Naturali di Bergamo.

Ma in Valle Rossa è possibile vivere un weekend soprattutto a contatto con la natura, grazie ai numerosi sentieri che si snodano sulle pendici delle propaggini circostanti. Tra i principali vi sono quelli contrassegnati con segnavia del CAI numero 541 e 546. La valle è scarsamente abitata e sono presenti solo pochi nuclei sparsi e numerosi cascinali, che mantengono le caratteristiche rurali che da sempre contraddistinguono questo territorio.

 

Informazioni
Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo: www.arterupestre.it
Case di Viso Val Camonica

Case di Viso Val Camonica

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