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Sacra di San Michele: bellezza, fascino e mistero senza tempo

La Sacra di San Michele, o Abbazia di San Michele della Chiusa, è un complesso architettonico religioso, appollaiata lì, in bilico sulla vetta del monte Pirchiriano, all’inizio della Val di Susa. E’ uno dei monumenti simbolo del Piemonte e da poco si è avanzata la sua candidatura come Patrimonio Unesco dell’Umanità. L’anno scorso è stata visitata da oltre 100.000 persone.

Sacra di San Michele (TO)

Quando pensiamo alla Sacra di San Michele ci vengono in mente le fotografie in cui emerge maestosa da una nuvola di nebbia, in tutto il suo misterioso e mistico fascino, come nell’immagine finalista al concorso fotografico Wiki Loves Monuments 2015. Essa sorge su una sperone di roccia, frequentato da sempre per la sua natura difensiva. I romani e i Longobardi posero qui un presidio militare. Si presume che nel VI secolo la venerazione di San Michele Arcangelo fosse già presente in Val di Susa e che proprio qui si costruì una cappella dedicata all’Arcangelo.  La data di costruzione della Sacra di San Michele viene fatta risalire al 983-987, anche se altri la datano tra il 999 e 1002. Infatti, secondo certi studiosi essa fu fatta costruire per volere di Giovanni Vincenzo, ex arcivescovo ritiratosi a vita privata in queste zone tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo. L’incertezza della datazione deriva dal fatto che le prime fasi della costruzione sono poco documentate.

Tra il 1015 e il 1035 molto probabilmente l’architetto Guglielmo da Volpiano, per volere dell’abate Adverto di Lezat, realizzò il progetto della chiesa posta sopra tre preesistenti nuclei originari. A metà del XI secolo, l’abbazia fu affidata ai Benedettini che costruirono la foresteria, staccata dal monastero, per dare ricovero ai numerosi pellegrini che percorrevano la via Francigena.

La parte a nord del complesso, oggi in rovina, risale al XII secolo quando fu realizzato il monastero a cui furono aggiunte tutte le strutture per la vita quotidiana di molti monaci. Ma la costruzione più impressionante si deve all’abate Ermengardo, che diresse il monastero dal 1099 al 1131: l’ardito basamento che costituiva il livello di partenza per la nuova capiente chiesa. Questo basamento è alto ben 26 metri e la punta del monte Pirchiriano costituisce la base di una delle colonne portanti della chiesa.

Tra le rovine del Monastero Nuovo spicca la torre della bell’Alda, il cui nome deriva da una leggenda secondo la quale una fanciulla, la bell’Alda appunto, volendo fuggire da alcuni soldati di ventura, si ritrovò sulla cima della torre, da cui preferì saltare piuttosto che farsi prendere. Durante il volo le vennero in soccorso gli angeli e miracolosamente atterrò illesa in fondo al burrone. I compaesani però non erano molto convinti di questa versione miracolosa della storia, allora per dimostrare loro che quanto accaduto corrispondeva la vero, la bell’Alda tentò nuovamente il volo dalla torre, ma per la vanità del gesto ne rimase uccisa.

Torre della Bell'Alda

Torre della Bell’Alda

Del complesso rimane poi la Chiesa nuova, il cui nucleo primitivo dovrebbe risalire alla metà del XII secolo. In stile romanico, senza finestre, ad essa si giunge attraverso l’austero e ripido scalone dei Morti, così chiamato perché anticamente ai lati si trovava una serie di tombe. Lo scalone risale più piani, è realizzato in pietra verde e scavato nella roccia viva. Qui si trova anche la porta dello Zodiaco, con gli stipiti che riportano i rilievi dei segni zodiacali, che all’epoca rappresentavano lo scorrere del tempo. Sul finire del XII secolo furono aggiunte le finestre bifore con influenze dello stile romanico lombardo-emiliano. Le volte della chiesa nuova crollarono nel corso del XVI secolo e furono sostituite da una pesante volta a botte che esercitava una notevole spinta sui muri laterali, minacciandone la stabilità e creando pericolo di ribaltamento. Questo pericolo però rimase attivo molto tempo visto che solo durante i restauri di fine Ottocento fu demolita la volta a botte e sostituita con una triplice volta a crociera, completata nel 1937. Tuttavia i rimaneggiamenti della struttura non si fermarono nel Medioevo.

L’ultimo intervento in periodo medioevale avvenne a metà del XIII secolo con la comparsa di elementi in stile gotico francese ma soprattutto con il rovesciamento degli elementi costitutivi fondamentali. In tutte le chiese la facciata è sempre frontale rispetto alle absidi poste dietro l’altare maggiore e contiene il portale d’ingresso; alla Sacra di San Michele invece la facciata si trova nel piano posto sotto il pavimento che costituisce la volta dello scalone dei Morti, sotto l’altare maggiore ed è sovrastata dalle absidi. A partire dal tardo ‘300 le vicende politiche portarono ad un lento ed inesorabile declino del complesso abbaziale fino alla rinascita del 1836 quando il complesso passò all’amministrazione dei padri Rosminiani, sotto i quali la Sacra di San Michele divenne un luogo di quiete e di meditazione.

Sacra di San Michele

Oggi all’interno è possibile visitare le rovine del Sepolcro dei Monaci e della torre della bell’Alda, le foresterie, lo Scalone dei Morti e il Portale dello Zodiaco, i portali e gli archi rampanti, la chiesa romanico-gotica con i nuclei originari. E’ presente anche un interessante Museo del Quotidiano che conserva oggetti d’epoca e strumenti di lavoro quotidiano ricreando una falegnameria e l’officina di un fabbro.

Lo scrittore Umberto Eco si è ispirato in parte a questa suggestiva abbazia per ambientare “Il nome della rosa”. Anche il romanzo di Marcello Simoni “Il mercante di libri maledetti” inizia la narrazione da questo complesso.

Oltre che un luogo mistico e di meditazione e attrazione da visitare, intorno alla Sacra di San Michele si possono praticare arrampicata, escursionismo, trekking e mtb grazie alla ricca offerta di percorsi sportivi. Per i climbers c’è la via ferrata Carlo Giorda, mentre i bikers possono affrontare tre percorsi mountain bike che portano ad Avigliana, alla frazione Mortera (Sentiero dei Principi) ed al Rigugio Amprimo. A piedi due sono i percorsi principali: il primo collega la Sacra di San Michele all’abitato di Chiusa di San Michele, l’altro la collega all’abitato di Sant’Ambrogio tramite un’ampia mulattiera che presenta stazioni della Via Crucis. Le mulattiere partono dalle chiese dei due rispettivi paesi. Una alternativa è sempre il Sentiero dei Principi con partenza dalla borgata Mortera di Avigliana, poi Punta dell’Ancoccia, per ridiscendere al Colle della Croce Nera.

Di Elio Pallard - Opera propria, CC BY-SA 4.0, Immagine finalista al concorso fotografico Wiki Loves Monuments 2015

Di Elio Pallard – Opera propria, CC BY-SA 4.0, Immagine finalista al concorso fotografico Wiki Loves Monuments 2015

La Sacra di San Michele come arrivare

Da Torino: A32 Torino-Bardonecchia direzione Frejus uscita Avigliana Est. Da Avigliana seguire le indicazioni per Giaveno Sacra di San Michele.

Area Sosta

Parcheggio Piazzale Croce Nera a 800 metri dal complesso.

Altre aree sosta

Informazioni www.sacradisanmichele.com

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Particolari Sacra di San Michele

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