arquà petrarca

Arquà Petrarca: tra poesia e natura

Cividale del Friuli

Cividale del Friuli: arte, cultura e vini DOC

Comments (1) Europa, Spagna, Viaggi

Mitica e magica Andalusia

Mitica, l’Andalusia lo è sempre stata. Almeno dall’anno mille a.C., quando si chiamava regno di Tartesso e i navigatori fenici tornavano dalle sue coste con le navi cariche d’oro e d’argento lavorato dagli abitanti, gli iberi.

Vista su Siviglia e la sua cattedrale

Vista su Siviglia e la sua cattedrale

I greci vi collocavano il giardino delle Esperidi, dove Ercole andò a raccogliere sugli alberi mele d’oro massiccio. Si è perfino ipotizzato che questa regione fosse la favoleggiata Atlantide, cancellata poi non dalle acque dell’oceano, ma dalla brutalità della storia: nel sesto secolo avanti Cristo i cartaginesi, conquistando il paese avrebbero raso al suolo Tartesso, cancellandone ogni traccia.
Oggi il mito dell’Andalusia rivive nelle straordinarie attrazioni che offre al visitatore. Un’offerta a 360 gradi e valida per ogni stagione: dalle spiagge assolate agli sport sulla neve, dalle città d’arte ai parchi naturali, dalle discoteche più trasgressive ai locali del classico flamenco. E poi ci sono il folklore di feste e processioni, l’incanto dei “pueblos blancos”, i paesi bianchi della montagna, e poi ancora panorami mozzafiato, cibi e vini di tutto rispetto, simpatici bar per fare il giro delle “tapas”, quei bocconcini sempre diversi che ammortizzano l’impatto dell’alcol.
Oltre che mitica l’Andalusia è proprio grande: all’incirca quanto la penisola italiana da Roma in giù. Il turista che arriva qui senza limiti di tempo può star certo che non si annoierà. Se invece ha fretta, la scelta di cosa vedere sarà dura. L’itinerario che proponiamo può aiutarlo.

Màlaga.

E’ il porto numero uno della regione e la prima grande città che si incontra arrivando dall’Italia lungo l’Autostrada del Mediterraneo, la E-15. Il sabato sera si ha subito una visione dello stile di vita socievole e rilassato degli andalusi. Il centro storico è affollato di giovanissimi che si spostano a gruppi da un disco-bar all’altro. Gli altri preferiscono il quartiere della Malagueta, a est del porto, con locali più cari ma migliori. Per il rito delle “tapas” va visitata la storica “taberna” Antigua Casa de Guardia attiva dal 1840, arredata con grandi botti e “azulejos” (piastrelle dipinte a mano) alle pareti. Si trova al n.18 dell’Alameda, il grande viale che prosegue poi nel Paseo del Parque, due arterie ideali per una passeggiata. Subito a nord del Paseo c’è il centro storico con la Cattedrale, uno degli esempi più belli e maestosi del Rinascimento spagnolo.

Gaucin, nella provincia di Malaga

Gaucin, nella provincia di Malaga

La Costa del Sol e Ronda

Proseguendo sulla E-15 percorriamo la costa più celebre e frequentata di Spagna nella stagione balneare. A Torremolinos ci sono 9 chilometri di spiaggia e tutti i campi da golf, attrezzature ricettive e sportive, ristoranti e discoteche che si possono desiderare. Protetta a nord dalla Sierra Tejada, ha un clima piacevolissimo anche d’inverno, con molto meno affollamento. Altrettanto può dirsi di Marbella, protetta dalla Sierra Blanca, che incontriamo 25 chilometri più avanti: tre porti per la nautica e la pesca sportiva, tre arene per la corrida, un casinò, locali di divertimento per tutti i gusti e le tendenze, occasioni per fare equitazione e andare a caccia sulla Sierra. La Fiesta del Sol cade a gennaio, con molte manifestazioni sportive. A San Pedro de Alcàntara prendiamo la panoramica A473 fino a Ronda, antica città costruita in una posizione incredibile, con le case “appese” all’orlo rocce strapiombanti di un canyon profondo fino a 150 metri. L’entroterra è la zona giusta per vagare alla scoperta dei “pueblos blancos”.

Ronda, vista dal Ponte Nuovo

Ronda, vista dal Ponte Nuovo

Acquedotto in Costa del SolGibilterra e la Costa de la Luz

Ritorniamo sulla costa puntando sulla Rocca di Gibilterra, che è sotto sovranità inglese, ma è rivendicata dal governo di Madrid. Se l’eventuale coda alla frontiera non scoraggia, vale la pena di visitare quella che è stata una formidabile base navale e oggi si presenta come una reliquia del fu Impero Britannico. E’ un microstato autonomo di appena 5,86 chilometri quadrati, con 30 mila residenti. Gli inglesi, che la conquistarono nel 1704, offrirono agli abitanti originari la possibilità di rimanere nelle loro case, a patto di giurare fedeltà alla corona britannica. Se ne andarono tutti. Londra li sostituì con immigrati genovesi, ebrei e marocchini. I “gibraltarians” di oggi parlano spagnolo e inglese e respingono l’idea di un’annessione alla Spagna. Da vedere, le fortificazioni antiche e le scimmie: questo è infatti l’unico lembo d’Europa dove vivono in libertà. Spostiamoci a Tarifa, diamo un’occhiata al Marocco oltre lo Stretto. E proseguiamo per Cadice con la A340, dalla quale si possono raggiungere per strade secondarie i centri turistici atlantici della Costa de la Luz, ottima anche per soggiorni invernali.

Cattedrale a Cadice

 

Cadice e Siviglia

Costruita su una penisoletta rocciosa, Cadice offre una vista molto pittoresca. Interessante il giro dei bastioni (4,5 km) per poi perdersi nei vicoli del centro storico. Belle le pitture nella Cattedrale e soprattutto nel Museo de Bellas Artes. A nord della città, alcuni caratteristici centri marinari e pescherecci ricordano le grandi esplorazioni d’oltre oceano: come Sanlùcar de Barrameda, alla foce del Guadalquivir, da dove Cristoforo Colombo si imbarcò per il suo terzo viaggio alle Americhe. La A4 ci porta alla capitale dell’Andalusia, la grande splendida Siviglia, detta la “città della grazia” per i suoi raffinatissimi capolavori di architettura araba e spagnola. Il suo emblema è la Giralda, colossale minareto alto 70 metri oggi campanile della spettacolosa cattedrale gotica.
Indispensabile la visita al Barrio de Santa Cruz, chiuso tra la Cattedrale e l’Alcazar, un romanticissimo intrico di vicoletti bianchi evocativo della Spagna senza tempo. Arte, divertimenti, ambiente: a Siviglia non manca nulla. Informarsi sul posto dei migliori spettacoli in programma per il flamenco e i balli popolari, le “sevillanas” dai costumi sgargianti: sono nati qui e qui si praticano al meglio. Chi ama la natura deve dedicare una giornata al Parco nazionale di Doñana, patrimonio Unesco dell’Umanità, fra i più grandi (53 mila ettari) e interessanti d’Europa. Nei suoi diversi ambienti (dune mobili, lagune, acquitrini, boscaglia) vive la rarissima lince pardina con altre 35 specie di mammiferi, l’aquila imperiale e altre 359 specie di uccelli (le visite vanno prenotate a Siviglia, presso l’Icona, la direzione dei parchi).

Plaza de Espana, Siviglia
Còrdoba e Granada

A Còrdoba ci porta la N4. L’attrazione più spettacolosa della città, che è stata la splendida capitale dei califfi omayadi e la rivale di Baghdad, è la celebre moschea (Mezquita-Catedral). E considerata la più grande del mondo dopo quella della Mecca e uno dei più insigni monumenti al mondo di arte islamica. L’interno conta 19 navate, che incrociano altre 36 navate trasversali: una foresta di 850 colonne che lascia a bocca aperta. Il cuore antico di Còrdoba, con le sue stradine tortuose, le basse case bianche, le piazzette, i patios fioriti, ti porta in una sognante atmosfera moresca. Per un gran finale del nostro itinerario ecco Granata, un gioiello di città ai piedi della Sierra Nevada (lassù si scia da novembre a maggio attorno ai 2500 metri, e più in alto nel resto dell’anno). Ultima capitale musulmana di Spagna (i cristiani la presero nel 1492), Granata ha conservato anche meglio di Siviglia e di Còrdoba l’eredità dell’arte moresca. L’Alhambra, la reggia-fortezza, stupisce sempre chi la vede per la prima volta anche se ne ha visto mille immagini in fotografia o in televisione. Nell’Alcazar, il Patio de los Leones, considerato la più insigne espressione dell’arte araba, ti trasporta nel mondo delle Mille e una notte. Da un ambiente magico all’altro, non sorprende che a fine giornata si è stanchi morti. Si punta allora sul vecchio quartiere attorno alla cattedrale per un ricco giro di tapas, magari sorseggiando la “falleza”, un drink di selz e di liquoroso vino di Malaga.

Vista di Granada

Vista di Granada

Cose da non perdere

Malaga: la Cattedrale, l’Alcazaba (fortezza moresca), il Gibralfaro (magnifica vista sulla città).
Ronda: la chiesa di Santa Maria la Mayor (con 4 cupole moresche), le Cuevas de la Pileta (caverne con pitture preistoriche di animali).
Gibilterra: l’Alameda (ricca vegetazione semitropicale), Europa Road (panoramica), St.Michael’s Cave (grotta con stalattiti e stalagmiti).
Cadice: Museo de Bellas Artes con dipinti di Murillo (Ecce Homo), Rubens (Sacra Famiglia), Jordaens, Luca Giordano, van Orley, Ribera, van Eyck, Zurbaràn e altri maestri.
Siviglia: la pedonale Calle de los Sierpes, con i suoi negozi e caffè, cuore della città; Casa de Pilatos, capolavoro dell’arte “mudéjar”;
Casa de la Condesa de Lebrija; la Cattedrale; la Torre della Giralda.
Còrdoba: nella Cattedrale (Mezquita) vedere la Kebla e il Mihrab;
Ponte Romano; Alcàzar de los Reyes Cristianos; Plaza del Potro; Museo de Bellas Artes (opere di Tiepolo, Murillo, Ribera, Zurbaràn, Goya).
Granata: Cattedrale; Capilla Real; La Cartuja; Alhambra; Alcazaba; Alcazar; giro delle mura e delle torri arabe; Palazzo di Carlo V; il quartiere di Albaicìn.

Costa Del Sol

Andalusia a tavola

Viene considerato l’alimento più adatto per fronteggiare la sete e il caldo feroce dell’estate Andalusa, ma poi si consuma in tutte le stagioni. Parliamo del classico piatto della regione, il “gazpacho”, la zuppa di verdure servita con ghiaccio. Gli ingredienti sono cetrioli, pomodori e peperoni, insaporiti con aglio, olio e aceto. Apporta all’organismo una sensazione di fresco, e soprattutto l’acqua, i sali minerali e le vitamine necessarie per tenersi in forma. Piatti locali di Màlaga sono gli spiedini di sardine e il tonno farcito. Càdice vanta il primato gastronomico nella regione perché combina la cucina di mare con quella della pianura e della montagna: rinomate sono le sue zuppe di pesce e i suoi piatti di frutti di mare, ma anche i suoi rognoni al Jerez e lo stufato di agnello. Còrdoba è famosa per la cacciagione e per la coda di toro. A Granata si preparano la tortilla Sacromonte (che è il tradizionale quartiere degli zingari) e le fave alla granatina. Siviglia, oltre a una varietà straordinaria di tapas (alcune tradizionali, altre inventate da cuochi più o meno famosi o anche perfettamente sconosciuti) offre le eccellenti uova alla flamenca, l’oca con le olive e il vitello alla sivigliana. Quanto ai vini, è chiaro che una terra tanto varia per tipo di suolo, per esposizione e forma dei rilievi, può far fruttare al meglio una grande varietà di vitigni, indigeni e no. Certo, i vini di qui che si sono fatti una fama mondiale sono quelli liquorosi e da dessert, a gradazione tendenzialmente alta. Màlaga e il Jerez de la Frontera sono i primi nomi che vengono alla mente, ma Huelva propone gli eccellenti Condado Viejo (color mogano, gradazione da 15° a 23°) e il Condado Pàlido (paglierino, gradazione da 15° a 17°). Non mancano certo i vini secchi, come gli ottimi Amontillados, dal colore che va dall’ambrato all’oro vecchio. Hanno un intenso aroma di nocciole. Il settore gastronomico che ha risentito di più della lunga dominazione araba sono probabilmente i dolci, prodotti in grande varietà con gusti e profumi che spesso ricordano l’Oriente.

Spiaggia Cadice

One Response to Mitica e magica Andalusia

  1. Checco Joni Checco Joni scrive:

    Ho letto l’articolo. In quanti giorni si riesce a compiere il giro?

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