Bari e i borghi sulla costa | Coi piedi nell’acqua

Itinerario in una Puglia poco conosciuta, adatto a tutte le stagioni, per camperisti attenti ai piaceri del palato e attratti dai luoghi che sanno raccontare una storia 

La cifra di questo territorio, che da Bari si allunga verso nord fino a Barletta, si legge sulla cartina geografica: il mare e l’apertura verso l’oriente, dunque la necessità di difesa ma anche la propensione all’accoglienza. Tutto ciò si trasforma, dal punto di vista turistico, in luoghi abbracciati dal mare dove la Storia ha lasciato tracce visibili, mescolanze di culture, contaminazioni, e in persone che credono in una ospitalità genuina.

Tratto di costa spesso dimenticato dai flussi del turismo di massa, che gli preferisce le spiagge del Salento e il più famoso barocco leccese, a un occhio attento ai dettagli si rivela denso di quelle piccole scoperte che rendono un viaggio meritevole di essere vissuto e gustato.

Abbiamo tracciato per voi un itinerario culturale e gastronomico che tocca il capoluogo e i borghi sulla costa, focalizzando l’attenzione sui vivaci centri storici e sulle specialità, dolci e salate, di cui ogni località vanta preziose e uniche ricette.

Bari

Città di luci e contrasti, ha una vocazione marinara per eccellenza, non solo per l’aria salmastra che ne penetra vicoli e piazze, per le barche, i pescherecci, i traghetti e le navi da crociera che ne animano il porto. A Bari il mare è parte integrante della vita dei suoi abitanti e fondamento della sua storia, che l’hanno resa crocevia di scambi, luogo di pellegrinaggio, centro di commercio.

Tanti sono i luoghi da visitare, ma noi vi vogliamo portare a Bari vecchia: di cattiva fama fino a qualche anno fa, oggi è uno dei centri della movida cittadina, dopo la riqualificazione urbana, ma ancora luogo genuino dove scoprire la vita vera vissuta dai baresi.

Costruita su una lingua di terra che si protende verso il mare, fu concepita come un labirinto capace di far perdere l’orientamento ai potenziali nemici venuti proprio dall’acqua.

E noi vogliamo perderci in questo dedalo di viuzze, seguendo il profumo della focaccia barese, unta al punto giusto, fragrante e avvolta nella carta del panettiere, da divorare mentre osserviamo le donne sugli usci delle case di Arco Basso. Sono loro una delle anime della città, una vita spesa a preparare orecchiette, armate di farina, acqua, un coltellino, un tavolo e tanta pazienza: è ipnotico il loro movimento, veloce e preciso.

Alla fine della giornata la via è punteggiata dei setacci su cui la pasta è lasciata a essiccare, e profuma di sughi di pesce che ti fanno venir voglia di bussare a una delle piccole porte e chiedere un assaggio! Niente paura, lo street food alla barese non vi lascerà insoddisfatti: le porte si aprono davvero su cucine casalinghe dove vengono fritte popizze, specialità da servire in cartocci, dolci o salate a seconda dei gusti.

Messe a tacere le esigenze del corpo, ci si può dedicare al lato spirituale della città, non meno sentito dai suoi abitanti, che il giorno del solstizio d’estate si radunano nella cattedrale, dedicata a San Sabino,

dove i raggi del sole che filtrano del rosone vanno piano piano a coincidere con la tarsia posta sul pavimento, al centro della navata principale. Frequentata come luogo di pellegrinaggio è la chiesa di San Nicola, simbolo dell’unione tra Oriente e Occidente, palcoscenico, insieme ad altri luoghi della città, del corteo storico che ogni anno si tiene a maggio.

L’ultimo luogo in cui vogliamo accompagnarvi è il Castello dalla mole imponente e dalla caratteristica pianta trapezoidale, iniziato in epoca normanna, divenuto poi simbolo del potere sotto le dominazioni sveva, angioina e aragonese. Oggi sede di un polo museale, è un altro centro di aggregazione cittadina, dove ci si può sedere su un muretto e fare semplicemente gli spettatori di uno spettacolo dal vivo.

Giovinazzo

L’itinerario procede in direzione nord e in venti chilometri si arriva a Giovinazzo.

Vi accoglie il profumo salmastro delle olive, il cui sapore va gustato su una frisella, una delle tipiche specialità pugliesi di cui, una volta conosciuta, non si può fare a meno. I colori dominanti sono il blu del mare e il bianco della pietra con cui sono costruite le case del centro, ma i verdi delle imposte e i rossi accesi, i gialli e gli azzurri delle barche ne spezzano l’intensità abbagliante.

L’arco di Traiano, il torrione aragonese, le mura e la cattedrale dal tetto rosso sono solo spunti per una passeggiata, che può deviare verso le rocce dove i pescatori attendono pazienti, o verso l’angolo ombreggiato di un vicolo dove ci si può fermare ad ascoltare le comari che chiacchierano in dialetto da una finestra all’altra. Qui a una via che sembra una cartolina, con le piante rampicanti che scendono dalle ringhiere dei balconi, si affiancano realtà più popolari e genuine, con le porte sempre aperte, oscurate da una tenda, una sedia accostata al muro, i profumi di cibo che si mescolano.

Molfetta

Il mare ha “tatuato” la sua firma nel centro storico di Molfetta, la cui forma ricorda quella di una spina di pesce e che presenta un affaccio fortificato in direzione del mare aperto e una zona più protetta verso il porticciolo. La cattedrale con doppia torre campanaria la rende ben riconoscibile tra i borghi della costa, mentre i vicoli stretti acquistano un fascino insolito dopo il tramonto, quando i lampioni gettano la loro luce dorata sui muri in pietra delle case e delle fortificazioni.

È l’ora di andare a cercare un ristorantino in cui farsi servire una specialità a base di pesce – Molfetta è uno dei maggiori centri ittici della regione – e poi, il giorno dopo, partire alla volta dei dintorni per scoprire vecchie torri di vedetta e cale nascoste dove approfittare per fare un bagno solitario, se è stagione, oppure rilassarsi con lo sciabordio delle onde in sottofondo.

Il consiglio è arrivare all’area, oggi protetta, di Torre Calderina, di origine cinquecentesca, che nel passato svolgeva un ruolo di fondamentale importanza per la protezione della costa anche grazie al collegamento visivo con Castel del Monte.

 

Bisceglie

Con le strade del centro storico lastricate in pietra bianca e nera, i vicoli stretti su cui si affacciano balconcini con i panni stesi che ondeggiano alla brezza, i portoni a volta che si alternano a semplici porticine, Bisceglie afferma il suo carattere.

Il Castello svevo con la Torre Maestra, la cattedrale, antichi palazzi nobiliari e monasteri rendono l’itinerario ricco, esattamente come il tipico “sospiro” che, secondo la leggenda, fu offerto come dolce di consolazione in occasione del matrimonio, non celebrato, tra Lucrezia Borgia e il conte di Conversano. Oggi si trova nelle pasticcerie della città.

Per conoscere appieno la storia, di origini antichissime, di questo borgo, bisogna anche inoltrarsi nelle sue campagne, dove sono disseminati resti di varie epoche, dalla preistoria all’alto Medioevo, passando per l’epoca romana: tra dolmen e grotte, tracce della via Traiana e resti di casali di epoca pre-normanna, nascosti in mezzo a uliveti e campi, l’itinerario diventa sempre più ricco.

Trani

Da visitare al tramonto, quando la luce dona uno splendore particolare alla pietra di Trani, dai riflessi rosati, con cui sono costruiti la cattedrale e il castello, entrambi affacciati sul mare.

La cattedrale, cui si accede da una doppia rampa di scale, spicca per le linee pulite ed eleganti, il portone ornato, l’alta torre campanaria, e per la posizione privilegiata, che ne fanno luogo romantico prediletto.

Il castello, protetto in parte dal mare, dalle linee maestose nella loro semplicità, ricorda come nel passato le città di mare dovessero essere sempre pronte a difendersi dai nemici.

Trani, del suo passato di città marinara crocevia di popoli, culture e religioni, conserva anche due sinagoghe, testimonianza dell’accoglienza che la città riservò a chi professava una diversa fede.

Un altro omaggio al mare lo si può dare dal parco della Villa comunale, racchiuso dalle antiche fortificazioni cittadine, magari mentre si sorseggia un bicchiere del moscato locale, una eccellenza del territorio.

Barletta

La notorietà di Barletta si basa principalmente sull’episodio legato alla disfida, ricordato ogni anno da un corteo storico.

La cantina dove si accese la miccia tra i cavalieri è aperta per le visite e conserva ancora un aspetto tipico con i muri in pietra viva, ma sarebbe un peccato fermarsi qui! Dalla penombra tipica delle osterie medioevali a Barletta si passa facilmente alla luce abbagliante del sole, che si riflette sulla pietra bianca di case, palazzi e chiese.

Attraversando le vie del centro, che sotto il nome moderno conservano quello antico – via Nazareth è l’antica strada del pesce, via Cavour era via del Cambio – testimonianza del passato fiorente della cittadina, meta di pellegrini, mercanti e cavalieri, si arriva alla cattedrale, caratterizzata da due parti distinte e da una torre campanaria con un passaggio a livello strada in direzione del Castello svevo.

Oggi sede museale, l’antica fortificazione, con il fossato e una delle poche parti ancora conservate delle mura cittadine, conserva il fascino dei luoghi carichi di Storia.

Mentre si va alla ricerca delle altre vestigia dell’antica cinta muraria, ci si può coccolare con un dolce tipico, caratteristico delle feste natalizie, ma che fa venire l’acquolina in bocca tutto l’anno, le cartellate.

Le deviazioni: Canne della Battaglia e Castel del Monte

Appassionati di storia, d’obbligo una deviazione a Canne della Battaglia, a pochi chilometri da Barletta, ricordata in tutti i libri di storia per la famosa vittoria di Annibale sui Romani.

In realtà questa località conserva testimonianze di varie epoche, alcune più antiche rispetto all’insediamento romano, e altre successive.

I reperti portati alla luce dagli scavi archeologici sono conservati nel ricco Antiquarium.

Posta su una altura a 17 chilometri da Andria, si trova Castel del Monte, fortificazione fatta costruire dall’imperatore Federico II e monumento di grande fascino e suggestione, dal 1996 inserito tra i beni Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

La sua bellezza non consiste solo nella forma (pianta ottogonale con una torretta a ogni spigolo, il cortile interno racchiuso dalle alte parti dell’edificio), nella maestosità e nella posizione privilegiata dell’edificio, ma anche nella componente simbolica (richiami astrologici e numerici), su cui si sono arrovellati gli studiosi. Ai curiosi di queste tematiche, buona ricerca anche a voi!

Campeggi e aree di sosta

  • A Bari, Parking Santa Fara, con tutti i principali servizi e servizio navetta per i luoghi principali della città: parkingsantafara.it.
  • A Giovinazzo, Camping La Baia: campinglabaia.com (contattare per conoscere i periodi di apertura); possibilità di sosta diurna sul lungomare.
  • A Molfetta, Camper stop La Macchia degli Esperti (richiesta la prenotazione): lamacchiadegliesperti.it.
  • A Bisceglie, il Camping La Batteria chiude tra la fine novembre e i primi di marzo: campinglabatteriabisceglie.it; mentre l’Autoparco Valente è aperto tutto l’anno: selfstoragevalente.it.
  • A Trani, Camper Park Trani, in via dei Finanzieri 7.
  • A Barletta, area sosta camper presso il parcheggio di via Leonardo da Vinci n. 13: tel. 0883 331215.
  • A Canne della Battaglia, presenza di un parcheggio per visitatori presso l’Antiquarium.
  • A Casteldelmonte, presso il Parcheggio Castel del Monte: parcheggiocasteldelmonte.it

e-info

Viaggiareinpuglia.it, sito tematico dedicato al turismo pugliese, dà indicazioni relative agli orari di visita di musei e chiese (si consiglia sempre di consultarli preventivamente, in special modo fuori dalla stagione estiva) e ai siti Internet di riferimento.

 

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