Ecco dove e come nascono i Niesmann+Bischoff

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Normandia: un classico rivisitato. Il diario di viaggio

Uno degli itinerari preferiti dai camperisti declinato secondo i quattro protagonisti della regione – mare, vento, storia e arte – per offrire un punto di vista alternativo e nuovi suggerimenti di viaggio.

Normanica, Falaise d'Amont_Etretat

Quando pensiamo al mare, noi italiani immaginiamo spiagge assolate dove fare bagni di sole e di acqua, ma basta spostarsi di qualche parallelo geografico in direzione nord per raggiungere luoghi in cui le spiagge vengono vissute in modo diverso e non meno divertente.

La Normandia è il luogo in cui è nato il turismo rivierasco francese, nelle pittoresche cittadine di Deauville, Trouville e Honfleur. Già all’inizio dell’Ottocento, le coste normanne erano meta privilegiata dei parigini alla ricerca di località in cui poter godere di un’aria salutare. E se per noi mediterranei l’idea di un tuffo in acque gelide non è particolarmente allettante, ci sono molte altre attività da provare. Le ampie distese di sabbia sono perfette per lunghe passeggiate alla ricerca di ciò che la marea ha trasportato; se poi le spiagge sono quelle testimoni dello Sbarco, c’è ancora la possibilità di rinvenire qualche reperto storico. Unica precauzione, l’attenzione all’orario delle maree. In alcuni luoghi, qualche lungimirante ha piazzato in posizione soprelevata panchine fronte mare per godere di un tramonto mozzafiato senza il timore di venire sommersi dall’acqua!

Per chi ama la pesca, qui si pratica la pêche à pied, alla ricerca di granchi e altre delizie per il palato che potrebbero essere nascoste nella sabbia, sotto i sassi o tra le rocce. Bisogna informarsi presso gli Uffici del Turismo riguardo alla quantità di pesce che si può pescare, sempre rigorosamente per uso personale.

Il vento, altro protagonista di questa regione, è il partner perfetto di chi ama praticare il surf nelle sue varianti o far volare aquiloni; ed è indispensabile per far toccare velocità mozzafiato ai carri a vela, macchinine su cui sono montati un albero e una vela. Ogni località offre la possibilità di praticare molte di queste attività. E nessun problema per chi è sprovvisto dell’attrezzatura, i noleggi sono numerosi.

La Normandia è anche la patria, natale e onoraria, di molti artisti che qui hanno trovato l’ispirazione per romanzi e dipinti, film e poesie. Una terra carica di fascino che è stata non solo baciata dalla natura, ma anche toccata dalla Storia in molte occasioni, a volte in maniera drammatica.

Acqua e vento, storia e arte sono i protagonisti di questo itinerario nella Normandia costiera, una regione a portata di camper, e quindi particolarmente adatta anche a chi è alle prime esperienze. Non troppo lontana dall’Italia, si raggiunge comodamente in un paio di giorni di viaggio attraversando panorami di grande bellezza. L’itinerario proposto richiede una decina di giorni e ogni tappa è raggiungibile con comodi spostamenti giornalieri. La scelta tra aree di sosta attrezzate e campeggi – ampia, varia e a portata di ogni budget – permette al viaggiatore di declinare la visita secondo i propri gusti ed esigenze.

Le Mont-Saint-Michel

Mont Saint-Michel

Mont Saint-Michel

Questa è una meta tanto imprescindibile quanto affollata.

La bellezza del luogo, uno dei più visitati della Francia, è indiscutibile. Merita che ci si avventuri per la baia a piedi (rigorosamente accompagnati da una guida per evitare di incappare in sabbie mobili o di essere colti alla sprovvista dalla marea!), ma è meglio evitare di salire fino all’abbazia percorrendo la Grand Rue, su cui si aprono negozi di souvenir, ristoranti e bistrot. Pur caratteristica, è molto difficile immaginare questa strada quando, secoli fa, era percorsa dai pellegrini. Per godere davvero dell’incanto del monte, si può passeggiare lungo il perimetro delle mura, che è meno affollato e offre scorci spettacolari sia sull’abbazia sia sulla baia circostante, oppure consultare il sito www.abbaye-mont-saint-michel.fr, dove sono descritte le visite guidate e i percorsi tematici. Tra le esperienze più suggestive ci sono le promenades nocturnes, che portano alla scoperta dell’interno dell’abbazia.

Nell’organizzazione di questa tappa bisogna tenere conto che l’accesso con un veicolo è regolato da una barriera attraversabile solo se si è in possesso della prenotazione per il campeggio nella zona precedente il ponte-passerella. Chi ne è sprovvisto può usufruire dei parcheggi limitrofi oppure dell’area di sosta attrezzata, a un paio di chilometri di distanza. Oltre questa barriera, si raggiunge il monte con una camminata di una quarantina di minuti: è bella la sensazione di raggiungere la meta con una certa fatica, con il vento contrario e sale e sabbia che si appiccicano ai capelli. In ogni caso, chi preferisce maggior comodità può usufruire di una navetta o di una carrozza trainata da cavalli.

Cotentin

La costa dal Nez de Jobourg

La costa dal Nez de Jobourg

La penisola del Cotentin, che si protende a nord verso il Canale della Manica, è punteggiata di cittadine gradevoli come Granville e Coutances, ricche di storia, e caratterizzata da paesaggi brulli, sferzati dalla forza della natura. La costa alterna zone basse e sabbiose ad alte scogliere ed è segnata dall’alternarsi delle maree che qui toccano notevoli ampiezze. Due diversi arcipelaghi si trovano a poca distanza dalla terraferma: le isole Chausey, di fronte a Granville, più o meno numerose a seconda che le si osservi durante l’alta o la bassa marea, e le Isole del Canale, appartenenti alla Gran Bretagna ma geograficamente più vicine alla Francia.

Tra dune, fari e scogliere, i punti in cui fare una sosta sono numerosi e incantevoli. Il primo è a Champeaux, a pochi chilometri da Avranches, dove si può percorrere un tratto del vecchio Sentiero dei Doganieri. Anche con il cielo plumbeo e il vento sferzante è una passeggiata di grande bellezza, proprio a ridosso della baia di Mont-Saint-Michel, colto qui da un’insolita prospettiva.

Proseguendo, si incontrano Pointe d’Agon, Cap de Carteret e Cap de Flamanville, dove, unico neo, è stata costruita una centrale nucleare, mentre un impianto di riprocessamento si trova a Cap de la Hague, la punta nord occidentale, dove la brughiera incontra il mare. Tutta la zona è percorsa da sentieri; quello dei Doganieri passa anche di qui e presso il Nez de Jobourg ci si trova con le mucche al pascolo da un lato, la scogliera a strapiombo sul mare dall’altro e in fondo, a montare la guardia, il faro.

A Goury, quattro case – disabitate – e un hangar dove viene ricoverata l’imbarcazione di soccorso, lo sguardo spazia per un tratto di costa che è stato testimone di numerosi naufragi. Anche quando il mare appare calmo, le correnti sottomarine sono fortissime e hanno tratto in inganno e messo in grave difficoltà più di un’imbarcazione. All’interno dell’hangar – che ha due uscite, una più sicura sul porto e una verso il mare aperto – sono riportate le date dei soccorsi effettuati nel corso degli anni.

  • Costa dal Nez de Jobourg
    Costa dal Nez de Jobourg
  • Goury, il porto
    Goury, il porto
  • Il faro a Goury
    Il faro a Goury
  • Il faro presso Pointe d'Agon
    Il faro presso Pointe d'Agon
  • Mont Saint-Michel

Percorrendo da ovest a est la parte settentrionale del Cotentin, si attraversano deliziosi borghi fioriti, i cui nomi, per la maggior parte terminanti nel suffisso -ville, danno un ritmo musicale al viaggio. Omonville-la-Petite ospita la Maison Jacques Prévert, la cui visita si dipana tra i diversi ambienti della casa e le opere originali del poeta. Ma è all’esterno che si respira l’atmosfera tipica del piccolo villaggio normanno cresciuto attorno alla chiesa e al piccolo cimitero, e dove silenzio e natura sono ancora i veri padroni e i fiori bordano i recinti delle case; nell’aria si annusa il profumo di pane e dolci appena sfornati. Il Cotentin è anche uno dei luoghi in cui si allevano le ostriche, una delle specialità culinarie normanne; conviene approfittare della possibilità di gustarle calde, accompagnate da salsa al pommeau, secondo una ricetta tipica.

Sulla punta orientale della penisola svetta il faro di Gatteville, il secondo più alto d’Europa. Dopo una salita che pare interminabile, la vista a 360 gradi su tutta la regione ripaga della fatica e se il cielo è terso si ha quasi l’illusione di scorgere, in lontananza, le coste dell’Inghilterra.

Un campeggio gradevole dove sostare, situato in posizione strategica per visitare la zona, è il Camping La ferme au bord de mer (www.camping-gatteville.fr), proprio a due passi dal faro di Gatteville e a pochi metri da una piccola e tranquilla spiaggia. L’ambiente è confortevole e permette di stare a stretto contatto con natura e animali; i tramonti tingono il cielo di rosa e di notte il silenzio è spezzato solo dal frinire dei grilli o dalle raffiche di vento.

Pochi chilometri a sud, Barfleur è uno dei borghi più belli di Francia. Il consiglio è di non arrivarci in un sabato estivo, quando la cittadina è animata da un mercato tipico, delizioso, ma che riduce drasticamente le possibilità di parcheggio.

Di grande utilità per organizzare la visita nella regione sono i siti Internet: www.manche-tourisme.com e www.lahague-tourisme.com.

  • Barfleur
    Barfleur
  • Gatteville
    Gatteville
  • Il faro di Gatteville
    Il faro di Gatteville
  • Nez de Jobourg
    Nez de Jobourg
  • Normandia Barfleur
    Normandia Barfleur
  • Normandia, il borgo Barfleur
    Normandia, il borgo Barfleur
  • Normandia, il faro di Gatteville
    Normandia, il faro di Gatteville
  • Normandia, La costa dal Nez de Jobourg
    Normandia, La costa dal Nez de Jobourg 2
  • Veduta dal faro di Gatteville

Côte de Nacre e Côte Fleurie

L’itinerario punta verso le spiagge dello sbarco, lungo la Côte de Nacre, dove la Storia con la esse maiuscola incrocia le vite dei singoli uomini, civili e militari, che hanno combattuto per la libertà. E mentre le immagini proposte dal documentario in uno dei musei dedicati alla guerra scorrono davanti agli occhi, non è difficile notare come questi luoghi riescano a comunicare, oggi, serenità e l’idea di un turismo lento, risultato probabilmente del desiderio di riconquistare la vocazione “marinara” di inizio Novecento.

A Saint-Laurent-sur-Mer ne è una testimonianza la Villa des Moulins: costruita alla fine del 1800 sul terreno in cui erano stati per secoli due vecchi mulini, è fatta di pietra, decorata di mattoni rosati e sormontata da due torrette. Era uno stile architettonico molto in voga tra le due guerre, quando questo borgo era rinomato per le sue spiagge, tanto da essere definito Les sables d’or. Durante lo sbarco degli Alleati, le ville che non erano state preventivamente distrutte, per consentire l’azione militare furono adibite a diversi scopi. E questa in particolare fu destinata ad ambulatorio medico.

Oggi la zona a ridosso del mare è punteggiata di nuove casette, alcune dall’architettura originale – una riprende in chiave contemporanea la forma di un hangar. Hanno ampie vetrate che permettono alla luce di inondare le stanze e giardini ben curati, dove spesso è parcheggiato un trattore. Già, perché qui l’ampiezza della spiaggia costringe a pensare a metodi alternativi per far incontrare una barca e l’acqua, e questo sembra essere l’unico problema da affrontare durante una soleggiata e ventosa giornata estiva.

Pochi chilometri più a est, nella Côte Fleurie, si respira invece una frizzante atmosfera mondana. La linea ferroviaria tra Parigi e la costa, inaugurata nella seconda metà del 1800, ha decretato la fortuna di queste cittadine, diventate da allora luogo di villeggiatura privilegiato dei parigini benestanti. Anche qui passato e presente si incontrano, arte e realtà si fondono!

A Deauville, dove Coco Chanel aveva aperto un negozio poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, non è insolito sorseggiare un sidro proprio di fianco a una star del cinema; a Trouville, dove Marcel Proust bambino passava le sue estati, ci si può fermare ad acquistare una copia dell’edizione francese della Recherche, nelle cui pagine la cittadina di Cabourg, poco distante, viene immortalata con il nome di Balbec.

Honfleur appare invece più discreta. Ha infatti preservato il suo fascino d’altri tempi, lungo il vecchio porto punteggiato di gallerie d’arte e bistrot, e nel quartiere di Santa Caterina, caratterizzato da vicoli stretti e case a graticcio.

 

Étretat

Il Pont de Normandie, sull’estuario della Senna, tra Honfleur e Le Havre, è un gioiello di ingegneria e le sue alte campate lo rendono visibile già a distanza. Lo si può percorrere anche a piedi per godere meglio della vista sul fiume e sulle città vicine.

Da qui in pochi chilometri si giunge a Étretat e ci si innamora subito di quell’aria da luogo di villeggiatura Belle Époque e delle falesie che lo incorniciano, la Falaise d’Aval a ovest e la Falaise d’Amont a est. Quando questo era un semplice borgo di pescatori, Monet immortalò i bianchi costoni; ora la folla che si inerpica per i ripidi sentieri rischia di guastare un poco il piacere della passeggiata. Tuttavia il consiglio è di non desistere e di conquistare queste rocce perché il panorama che si gode dall’alto toglie il fiato. Aspettare il tramonto quassù ripaga di tutte le fatiche, anche quella di trovare parcheggio in questa cittadina dalle strade strette.

Per evitare almeno questo problema, il campeggio L’aiguille creuse a Les Loges (www.campingaiguillecreuse.com) si trova a pochi chilometri nell’entroterra e permette di godere di un po’ di quiete e di fare, prima di intraprendere il viaggio di ritorno, l’esperienza del trenino turistico, che lento ma preciso porta a Étretat attraversando campi di grano e una verde vallata.

  • Normandia, La costa dal Nez de Jobourg
    Normandia, La costa dal Nez de Jobourg 3
  • Normandia, Omaha Beach panoramica
    Normandia, Omaha Beach panoramica
  • Normandia, Omaha Beach, cimitero americano, Coleville-sur-Mer
    Normandia, Omaha Beach, cimitero americano, Coleville-sur-Mer
  • Normandia, Omaha Beach
    Normandia, Omaha Beach
  • Normandia, Omaha Beach
    Normandia, Omaha Beach2
  • Normandia, Pont de Normandie, il ponte stradale attraversa la Senna e collega Le Havre a Honfleur
    Normandia, Pont de Normandie, il ponte stradale attraversa la Senna e collega Le Havre a Honfleur
  • Normandia, scultura di memoria di Anilore Banon a Omaha Beach
    Normandia, scultura di memoria di Anilore Banon a Omaha Beach
  • Normanica, Falaise d'Amont_Etretat
    Normanica, Falaise d'Amont_Etretat
  • Omaha Beach

Consigli utili prima della partenza

Un’ottima cartina stradale della Francia è l’ideale per pianificare le tappe intermedie del viaggio e una cartina particolareggiata della Normandia è indispensabile per non perdere nessuno dei luoghi affascinanti della regione. Ottima, anche perché segnala i percorsi tematici, quella allegata alla guida Normandia delle edizioni Marco Polo di EDT.

Per le Aree di Sosta si può far riferimento ai siti on line (ad esempio: www.airecampingcar.com), mentre per i campeggi, tutti ben segnalati lungo le strade, ci si può affidare, oltre che a Internet, anche alle brochure degli Ufficio del Turismo locali. La sosta libera è di solito ben tollerata, nonostante in estate ci possano essere maggiori limitazioni rispetto alle altre stagioni. Per sicurezza, conviene controllare sul posto la presenza del cartello blu col disegno del camper che segnala l’effettiva possibilità di sostare.


Itinerari di andata e di ritorno

Un viaggio in Normandia può seguire la direzione ovest-est qui proposta ma anche quella inversa, est-ovest. In entrambi i casi, dovendo attraversare la Francia da sud a nord, si deve preventivare almeno una tappa intermedia e le possibilità sono numerose.

La cittadina medioevale di Cluny, nella regione della Borgogna, è un’ottima soluzione, anche se costringe a una piccola deviazione. Il campeggio comunale St. Vital si trova appena fuori dalle antiche mura. Si può semplicemente passeggiare per le vie, assaporando l’atmosfera densa di storia, oppure visitare l’abbazia benedettina, magari il mattino presto, avvolti dal silenzio.

Passando nei pressi di Parigi ci si può lasciar tentare da una sosta a Disneyland Paris. Per chi preferisce la natura Rambouillet è la meta perfetta: questa città, il cui castello è residenza ufficiale del Presidente della Repubblica francese, sorge in una vasta area verde dove si possono praticare sport, fare passeggiate e rilassarsi. Dal Camping Huttopia Rambouillet (https://europe.huttopia.com/site/camping-rambouillet/) finisce che non si ha più voglia di andare via. Meglio prenotarlo per la tappa del ritorno.


Tour su rotaia

Tra le attrazioni che capita di trovare di frequente in Normandia ci sono i treni turistici, presenti soprattutto nelle località più mondane della costa, e i Vélo-Rails.

Il Train Turistique du Cotentin, a dispetto della breve tratta di dieci chilometri da Barneville-Carteret a Portbail (una piccola parte di quella originaria, che collegava il Cotentin a Parigi), offre un vario programma di intrattenimento a bordo durante il periodo estivo e natalizio. Per info: www.train-touristique-du-cotentin.com

Tra Les Loges ed Etretat, i binari del treno turistico sono sfruttati anche dal Vélo-Rails (una sorta di cyclette su rotaia) lungo il solo percorso di andata in discesa (al ritorno si sale in treno). La prenotazione è obbligatoria e va fatta con un minimo di anticipo per garantirsi uno dei posti limitati. Info su: www.lafrancevuedurail.fr/ttepac.

Testo Angelica Gatti – Foto Angelica Gatti e D.R.

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