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Arca, il camper definitivo

 

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Buon gusto, ogni ambiente è equilibrato e ogni dettaglio al suo posto, un grande senso di solidità. Quando si entra in possesso di un veicolo Arca la sensazione è di essere arrivati al camper definitivo, al compagno di viaggio che potrà accompagnarci nelle avventure sulle strade del mondo fino a quando la nostra sete di scrutare nuovi orizzonti non sarà placata completamente.

E basta fare quattro chiacchiere con il primo “archista” che incontrate in un’area di sosta per capire quale legame si forma tra equipaggio e veicolo. Parlando di cambiare camper, chi ha un Arca affronta l’argomento mal volentieri, magari accampando le più diverse scuse. Se il camper è datato vi dirà che come li facevano un tempo non li fanno più, se nuovo vi dirà che l’equipaggio si è affezionato talmente velocemente al veicolo che pensare di cederlo è come pensare di vendere un parente. Se volete un’ulteriore prova di fedeltà da parte, basta scorrere i commenti sui social network dedicati per comprendere che un camper Arca entra davvero nella vita del suo proprietario, diventa il suo biglietto da visita, il chiavistello per accedere a tutte le strade del mondo. Sono veicoli ben fatti, diversificati tra loro, spesso portatori di novità ma che non perdono mai di vista le radici, la tradizione che li lega ai camperisti, in particolare italiani. E questo è un fatto curioso: Arca, come moltissime aziende, dalla fine degli anni 50 del secolo scorso, ha cambiato proprietà e assetto societario, ma non ha mai smarrito la bussola che la vuole legata all’idea innovatrice del turismo itinerante nazionale. Se volgiamo lo sguardo indietro scopriamo che qui è iniziato tutto, idealmente come dopo il diluvio universale di biblica memoria. Arca, in origine, era la sigla di Anonima Rimorchi Campeggio e Affini, e nasce come costruttore di caravan, ma la tentazione di battezzare Noè, la prima caravan montata su telaio motorizzato Fiat era troppo forte. Siamo nel 1961, e con la presentazione del Noè al Salone Nautico di Genova, nasce la tradizione del camper made in Italy destinata da quel momento a solleticare la fantasia di un’intera generazione di campeggiatori poco propensi all’uso della tenda e scettici nei confronti del viaggio con il rimorchio. Il dinamismo dei fondatori era vulcanico: Barbieri e Cogliati, stabilirono il record mondiale di velocità di un’auto con una caravan agganciata, quasi 171 km orari nel 1966 e senza i moderni dispositivi antisbandamento! Insomma, avete capito: le grandi sfide erano nel DNA di questo marchio. Nel 1968 costruiscono in serie il primo motorhome “Made in Italy”, nel 1971 il primo mansardato, nel 1983 il primo profilato e da qualche stagione è stata la prima azienda ad essere attenta alle tematiche ambientali nella scelta dei materiali e nei processi produttivi. L’ultima sfida coraggiosa è ancora in corso: l’abbandono della sede di Pomezia in Lazio e il trasferimento in Toscana presso il più moderno impianto produttivo GreenField a Poggibonsi. Una sfida per gli uomini Arca che hanno deciso di seguire il loro lavoro e che suona al tempo stesso come una conferma dell’indipendenza della personalità del marchio rispetto gli altri brand della galassia Trigano. Oggi come ieri ci sono molte buone ragioni per scegliere un veicolo Arca: design, tecnica, affidabilità, funzionalità, tenuta dell’usato, eccellente assistenza post vendita, appartenenza ad una comunità (virtuale , ma con tante iniziative per viaggiare insieme).

La scelta è tra tre profilati, tre mansardati, cinque motorhome e ora la serie Limited Edition per un tocco di classe in più.

Come sono fatti

Descrivere in poche righe ogni dettaglio parlando dei veicoli Arca è praticamente impossibile, anche perché ogni modello fa un po’ storia a se. Possiamo certamente dire che tutti gli interni hanno in comune linee guida e materiali che ben inseriscono i camper Arca nella fascia alta del mercato. A partire dall’attento studio della finestratura e degli oblò con elementi di grande qualità per assicurare luminosità e aerazione. I rivestimenti delle cuscinerie sono frutto di un attento design e realizzati con materiali eleganti e resistenti. Stile da vendere anche quando si parla dei mobili pensili, senza mai perdere di vista la necessità di dare forme che permettano la massima capacità di stivaggio. Stivaggio, praticità e robustezza che ritroviamo anche in cucina, dove anche la scelta dei materiali a base di acciaio, vetroresina e laminati per il piano di lavoro assicura igiene e facilità nella pulizia. Anche la qualità del sonno è un capitolo importante per i progettisti Arca. In ambienti ben riscaldati in inverno e ventilati in estate sono collocati i letti con reti a doghe e materassi in lattice antiacaro.

Le pareti hanno diversa natura, a seconda dei modelli, ma sono tutte caratterizzate da ottimo isolamento e in alcuni casi di spessori fuori dal comune. Come per il mansardato M 686 GLT che ha all’interno delle pareti da 45 mm un pannelo in Styrofoam da ben 40 mm: pareti rivestite esternamente in vetroresina e internamente in legno, come sono in legno i regoli strutturali. All’interno delle pareti sono montate delle piastre per assicurare un robusto e longevo ancoraggio dei mobili.

Interessanti anche le pareti dei mansardati M 725 GLM e GLT comuni con i profilati P699 GLG e GLM e P 739. In questo caso il sandwich di grande spessore è rivestito in una fibra composita, l’alufiber, che unisce le caratteristiche positive dell’alluminio e della vetroresina. Il rivestimento interno della parete in questi casi è in vetroresina. Il pavimento da 72 mm è rivestito in vetroresina.

I motorhome sono invece il frutto della sinergia tra i brand del Gruppo Trigano: hanno sia il rivestimento esterno sia quello interno in vetroresina, anche in questo caso l’isolamento è un pannello a cellule chiuse di Styrofoam. La natura della struttura segue gli sviluppi e i progressi comuni ai motorhome Trigano che adottano questa piattaforma.

Un capitolo a parte meritano le mansarde di Arca che offrono la massima protezione dal freddo e dal caldo e una robustezza meccanica senza uguali. Tre finestre e un oblò, struttura meccanica in legno con pannelli isolanti e guscio in vetrorersina a raccordo della parte frontale, come in vetroresina sono gli angolari di giunzione con la parete. Inoltre il rivestimento interno in legno prevede intercapedini con circolazione dell’aria calda. La rete a doghe e il materasso in lattice sono il tocco di classe per un luogo davvero confortevole. Negli interni c’è spazio alla personalizzazione: due tonalità a scelta per i mobili (noce e ciliegio) da abbinate a tre colori di tessuti in microfibra, quattro colori per i rivestimenti in ecopelle e cinque per i tessuti tradizionali.

Nella produzione 2015 tutti i veicoli Arca sposano la meccanica del Nuovo Ducato nella motorizzazione base da 2,3 litri e 130 cavalli o con le potenze superiori (150 cavalli o la tre litri da 180 cavalli in opzione).

http://www.arcacamper.it

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