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MB Expo 2017

Sport e Avventura

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    Il Lago di Garda è davvero unico con i suoi borghi, i suoi vicoli, i suoi pescatori: un gigante d’acqua chiuso tra Alpi e dolci colline moreniche che sa divertire il turista e affascinare il viaggiatore

    Testo Alessio Gabbi Foto D.R.

    A scuola lo abbiamo imparato a memoria. Il Lago di Garda è il più grande d’Italia. Ma solo quando arriviamo al suo cospetto ci rendiamo veramente conto di essere di fronte a qualcosa di unico. Unico per la varietà di offerte che fanno impazzire milioni di nordeuropei che qui trovano un assaggio di clima Mediterraneo, unico per la storia e gli avvenimenti che hanno lasciato segni indelebili, unico per il colore delle sue acque, dorate all’alba, blu cobalto al tramonto, quasi nero quando un temporale sta arrivando. Il Lago di Garda, con la sua posizione centrale, si raggiunge in un momento da ogni parte del Nord Italia, gioia e delizia per i camperisti settentrionali che possono raggiungerlo tanto per una vacanza quanto per un breve weekend a tema. Ma l’eccellente collegamento autostradale permette di arrivare velocemente anche da Roma (540 chilometri a Desenzano) o da Firenze (270 chilometri fino alla stessa località) diventando meta perfetta per un ponte festivo o una breve vacanza. Cosa fare sul lago? Non c’è che l’imbarazzo della scelta. In estate la balneazione è solo un aspetto dell’intrattenimento: ci sono giganteschi parchi divertimento, centri termali invidiabili, per i giovani disco club di fama europea, montagne da esplorare, luoghi storici unici e suggestivi. O semplicemente si possono fare romantiche passeggiate, cenette in raffinati ristoranti o mangiate in compagnia nelle birrerie. L’accoglienza davvero non fa difetto a questo luogo. Anche i campeggi sono numerosissimi, alcuni aperti tutto l’anno. E se cercate sosåte meno impegnative, sono tante le aree più o meno attrezzate che danno ospitalità ai camperisti. Benvenuti sulle sponde che fecero innamorare e ispirarono poeti e scrittori di ogni epoca, da Catullo a Dante Alighieri, da Goethe a Carducci, tutti ammaliati dal fascino di questo “mare” raccolto tra le montagne.

    Un giro intorno al lago
    Un bacino di circa trecentosettanta chilometri quadrati che bagna le sponde di Lombardia, Trentino e Veneto.

    Data un’occhiata alla carta stradale, potremmo decidere di girare in torno, ma parliamo di una distanza ragguardevole, 150 chilometri circa, densi di località dove vale la pena fare una sosta. Partendo come noi da Milano, percorrere la sponda lombarda è la prima tentazione che viene in mente di fare. Il confine settentrionale del lago, tra il Trentino e la Lombardia, è segnato da Limone sul Garda, ed è già il pretesto per una tappa interessante. Si stratta di un piccolo borgo che la sua posizione particolare ha isolato dal resto del mondo fino agli anni quaranta. Anche se apparentemente riconduce agli agrumi, il nome deriva dal latino, dalla parola confine, Limes, appunto. Ma anche il giallo agrume ha trovato qui il suo habitat aiutato dalle -caratteristiche -serre, le limonaie, con struttura in mattoni ed ampie vetrate. Ridiscendendo la sponda, in un susseguirsi di scorci sul lago e gallerie, arriviamo a Gargnano, il tipico borgo di pescatori, dove sulle finestre delle case più vecchie ancora si vedono gli emblemi della Repubblica di Venezia di cui Gargnano era parte. Ma questa località ha avuto rilevanza storica anche nel corso del Novecento: Villa Feltrinelli era infatti sede del governo Mussolini durante il periodo della Repubblica di Salò. Nella vicina frazione di Bogliaco il 6 settembre si svolge la celebre regata Centomiglia. Villa Bettoni è un’altra attrazione del paese, con il suo giardino all’italiana. Scendiamo ancora fino a Toscolano Maderno e ancora ci fermiamo. La località era nota anche ai romani: qui ci sono i resti della villa che fu del generale Marco Nonio Macrino. Dell’attività cartiera che si era sviluppata lungo il corso del torrente Toscolano è restato un interessante Museo della Carta. Se volete cambiare sponda del lago, dal porticciolo di Maderno partono i traghetti che vi trasportano nel veronese. Gardone Riviera è celebre per il Vittoriale, la sorprendente dimora-museo di un grande della letteratura del Novecento, Gabriele d’Annunzio, protagonista anche di clamorose imprese politiche e guerresche durante e dopo la prima guerra mondiale. L’anfiteatro del Vittoriale è ancora sede suggestiva in estate di numerose manifestazioni culturali. Una passeggiata per Gardone è anche un viaggio nei fasti vissuti della borghesia ottocentesca: qui era il ritrovo del “bel mondo” di allora, ne sono testimoni le tante ville, il Grand Hotel che ospitò tra gli altri Churchill e re Giorgio di Sassonia, il giardino botanico fondato dal dentista dello zar di Russia, aperto al pubblico tra marzo ed ottobre. Salò è il centro storicamente più importante della costa occidentale del lago: capitale della Magnifica Patria durante l’epoca veneta, sede di ministeri che diede il nome alla già citata Repubblica Sociale tra il ‘43 e il ‘45 della Repubblica di Salò. Tanti gli eleganti palazzi, pregevole il Duomo, al cui interno si ammirano tele del Romanino e del Moretto. Siamo sulla sponda meridionale, proseguendo in direzione di Desenzano si incontra il paese di San Felice del Benaco: deliziosa la frazione Portese, borghetto di pescatori con un caratteristico porticciolo. Manerba del Garda ci accoglie tra uliveti e vigneti. Qui c’è il Parco della Rocca, un promontorio a picco sul lago che regala vedute magnifiche sullo specchio d’acqua. Moniga si presenta al visitatore con la sua possente cinta muraria, al cui interno il piccolo borgo mostra il suo aspetto rustico di borgo agricolo che è stato per secoli. Moniga è celebre anche come Città del vino, qui si produce il Chiaretto, un rosato molto apprezzato. Quindi arriviamo a Desenzano, vera cittadina veneziana e luogo di stoccaggio e smistamento dei cereali destinati alla Serenissima. Da non perdere una visita alla Villa Romana risalente al primo secolo avanti Cristo: suggestivi i mosaici pavimentali -raffiguranti -scene di vita quotidiana della nobiltà romana, così come il Castello che domina dall’alto e il Duomo con una tela del Tiepolo raffigurante l’Ultima Cena.

    Sirmione, sei unica!
    È un posto diverso da tutti gli altri, forse perché ha vissuto una doppia vita. 

    Da una parte è stato un luogo prediletto e celebrato dai poeti, ideale per soggiorni in perfetto relax in un paesaggio incantato, con il clima più mite di tutta l’Italia padana. Ma poi c’è quella sua rocca formidabile a raccontarci una storia fatta di lotte per il predominio su questa parte d’Italia. In realtà, il duplice destino di Sirmione è tutto scritto nella sua geografia. Quei quattro chilometri di penisola che la proiettano nel Lago le offrono un panorama formidabile, ma nello stesso tempo sono ideali per difendersi dagli attacchi via terra. La scoperta delle sorgenti di acqua solforosa, situate nel fondale a breve distanza dalla punta della penisola, ha poi regalato a Sirmione a fine Ottocento un’attrattiva in più, le terme. L’area di Sirmione è stata abitata fino dal Neolitico. Qui i romani avevano creato una stazione di sosta, e qualcuno tra loro ha investito una montagna di sesterzi (la moneta romana) per costruirsi una villa imponente che copriva una superficie di due ettari, La più grande villa romana pervenuta fino a noi nell’Italia settentrionale. Il nome che gli hanno, “Grotte di Catullo”: un falso storico, nulla fa pensare che qui vivesse il grande poeta romano. Anche le “grotte” in realtà è quel che resta dei due piani inferiori di un edificio in origine di tre piani ricoperto di terra e di vegetazione nel corso dei secoli. Attraversiamo il borgo medievale, elegante e ben conservato, ricco di negozi e di locali allettanti, e visitiamo la principale attrazione di Sirmione, la Rocca Scaligera. Gli Scaligeri, la famiglia che dominava Verona, si impadronirono di Sirmione, fino ad allora libero comune, in seguito a una vicenda con risvolti raccapriccianti. Siamo nel 1267. Papa Clemente IV ha bandito una crociata per estirpare con estrema violenza la setta eretica dei Càtari nella Francia meridionale. Circa 200 di loro si sono rifugiati a Sirmione. Il Papa vuole costringere i veronesi a muovere guerra agli eretici e ci va giù pesante: scomunica la città e tutti i suoi abitanti come amici degli eretici. Una faccenda davvero pesante all’epoca. Un grosso esercito parte da Verona alla volta di Sirmione: i Càtari vengono consegnati in catene ai veronesi e tutti finiscono davanti al tribunale della Santa Inquisizione. Vengono torturati, costretti a confessare, condannati tutti al rogo nell’arena di Verona. Diventati signori di Sirmione, gli Scaligeri avviano la costruzione della Rocca: la torre di avvistamento, alta 46 metri, la darsena interna, che ospitava le imbarcazioni da guerra, ma a dare la forma attuale alla rocca furono più tardi i veneziani.  Fra i monumenti di Sirmione da non perdere c’è la Chiesa di Sant’Anna, presso la Rocca, ornata da affreschi votivi. Della stessa epoca è la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Nell’Ottocento Sirmione è luogo di villeggiatura di nobili e grandi borghesi che si fanno costruire belle dimore: un esempio di stile neoclassico è Villa Cortine, con una facciata ispirata alle opere del Palladio e un bel giardino geometrico all’italiana.

    Sulla sponda orientale
    Risalendo lungo la sponda veneta abbiamo sulla destra il massiccio del Monte Baldo, che separa il Lago dalla valle dell’Adige. 

    Incontriamo belle località come Lazise, Garda, San Vigilio, Torri del Benaco, Malcesine. Quest’ultimo è un piccolo centro particolarmente suggestivo. Malcesine si raccoglie intorno al Castello Scaligero che svetta su uno sperone roccioso e allo storico Palazzo dei Capitani, due edifici che restituiscono, almeno in parte, quell’atmosfera tutta medioevale che caratterizza il paese, anche se le origini di questo centro sono ben più remote. Certamente qui già avevano costruito i romani, anche se il ritrovamento di basi di palafitte porta molto indietro le lancette del tempo. Il clima dolce, mitigato da quell’enorme volano -termico che è il lago, fa sì che l’olio d’oliva qui prodotto sia -particolarmente delicato e apprezzato. Ma Malcesine è anche la località guardata a vista da un gigante, il Monte Baldo, sul quale si scia o si cammina (a seconda della stagione) raggiungendo le sue vette con una comoda funivia. La Rocca di Malcesine vale una visita. Le sue origini certe sono ancora un punto di domanda per gli storici. Visitandola recatevi in fondo al cortile: una balconata sporge a picco sul lago ad un’altezza di 24 metri dallo specchio d’acqua, consentendo una suggestiva vista panoramica sul lago e sui monti circostanti. Risalendo una rampa di scale si raggiunge invece la “Sala Goethe”, con esposte le immagini che il poeta tedesco ha tratteggiato del lago e del Castello stesso nel suo celebre “Viaggio in Italia”. Si può salire al secondo cortile, il “Rivellino”. Qui da uno spalto merlato si ammira il paese, il lago e il fianco occidentale del Baldo. Il Castello è anche sede del Museo della Pesca, delle attività del lago e “delle Galere veneziane”. Nel Castello ha anche sede un interessante Museo di Storia naturale, recentemente riprogettato, consigliabile specie se si hanno ragazzi in età scolare. Altro edificio di rilievo a Malcesine è il Palazzo dei Capitani. Un edificio in stile veneziano sontuosamente decorato. Passeggiando per le vie del centro vi imbatterete anche in numerose e pregevoli chiese.

    Alla conquista del Monte Baldo
    Una gita sulla cima dell’”Hortus Europae” per ammirare il panorama, oppure per fare una discesa di 2.000 metri in mountain bike.

    Tranquilli, non vi chiediamo di intraprendere una lunga passeggiata, anche se la cosa è possibile ed estremamente salutare. Potete conquistare la cima del Monte Baldo attraverso la funivia che parte da Malcesine, una struttura moderna in vetro e acciaio con tanto di cabina che ruota su se stessa per offrire ai passeggeri una vista a 360 gradi sul fantastico panorama. Dalla cima del monte partono una moltitudine di sentieri e itinerari percorribili a piedi o in mountain bike. Chi è più propenso ai piaceri della tavola che allo sport può raggiungere uno dei tanti rifugi o una malga e gustare le specialità di formaggi e salumi del posto. Per gli appassionati di mountain bike c’è uno dei percorsi più apprezzati dagli amanti del genere: dalla cima del Monte Altissimo si percorrere una lunghissima discesa, sul sentiero 601, fino a valle. 2.000 metri di dislivello di pura passione!

    LE TERME SUL GARDA
    • Terme di Sirmione – A Sirmione c’è uno tra i più importanti centri termali d’Italia. Da un secolo le Terme di Sirmione si prendono cura dei suoi visitatori. Due sono i centri termali, le terme Catullo, nel centro storico, e le terme Virgilio, all’ingresso della penisola. La struttura si completa col Centro Benessere Termale Aquaria dove sul lago si affacciano le sue grandi piscine. In particolare si apprezza la piscina esterna collegata con quella interna. La temperatura, sempre tra i 34 e i 36 gradi, la rende piacevole anche in inverno. (Info: www.termedisirmione.com)
    • Terme Virgilio – Piazza Virgilio 1 Sirmione (BS)
    • Terme Catullo – via Punta Staffalo 1 Sirmione (BS) Tel. 030 916044 – Per prenotazioni: Tel. 030 9904923; numero verde Tel. 800 802125
    • Aquaria – P.zza Don A. Piatti Sirmione (BS) Tel. 030 916044
    Sosta camper: per Aquaria e Terme Catullo parcheggio Monte Baldo vicino al centro storico a pagamento; presentando il biglietto del centro a i clienti è riconosciuto uno sconto del 30% sulla tariffa oraria del parcheggio; per le terme Virgilio PS comunale comodo nelle vicinanze.
    • Villa dei Cedri – Una villa veneta costruita a cavallo del XVIII e XIX e un parco secolare, il giardino romantico ottocentesco. Le terme sono arrivate dopo: per un caso fortuito trivellando un pozzo in cerca di acqua per l’irrigazione del parco. Da 200 metri di profondità cominciò a sgorgare acqua da due falde, una con acqua a 37°C ed una a 42°C. L’occasione fu presa al balzo attraverso la creazione di laghetti e una moderna piscina alimentata da acqua termale. Caratteristica di Villa dei Cedri è la possibilità di fare le ore piccole nel parco, nuotando nell’acqua calda tra suggestivi giochi di luce.
    Info: www.villadeicedri.it – piazza di Sopra 4 Colà di Lazise (VR) Tel. 045 7590988
    Apertura: tutti i giorni Lun-gio 9-21; Ven-sab e prefestivi 9-2 di notte; Dom e festivi 9-23
    Accesso ai bambini consentito senza limiti d’età
    Sosta camper: area attrezzata dedicata (elettricità, acqua, carico/scarico, docce e WC) al costo di 1 euro all’ora (min. 5 ore). Da esibire all’entrata per ottenere uno sconto sul biglietto d’ingresso.

    IL LAGO DEI DIVERTIMENTI
    Intorno a Lazise si trova la più alta concentrazione di parchi a tema di tutta Italia, per la gioia dei bambini.
    • Gardaland: Il parco dei divertimenti più grande d’Italia, più di 20 attrazioni e spettacoli per tutti i gusti a cavallo tra adrenalina, sogno e fantasia: rapide nella giungla, mari in tempesta, l’emozione di volare a bordo di un jet supersonico.
    www.gardaland.it
    • Accanto a Gardaland, il gigantesco acquario con 37 vasche, un tunnel sottomarino trasparente per sentirsi immersi nell’oceano tra spugne, coralli, pesci martello e squali pericolosi; da quest’anno sono arrivate pure le tartarughe e i leoni marini.
    • Movieland Park: il parco tematico all’interno di CanevaWorld che ricostruisce gli studios holliwoodiani a due passi da casa: stuntmen, sceneggiate western, azioni di guerra, corse automobilistiche… Tutto dal vivo! www.movieland.it
    • A CanevaWorld oltre al Movieland c’è anche il CanevaAquapark : scivoli e piscine per tutti i gusti e per tutti i gradi di coraggio. www.movieland.it/aquapark
    • Altri parchi acquatici sono il parco acquatico Pico Verde a Custoza (www.picoverde.it) e il parco Cavour a Valeggio sul Mincio (www.parcoacquaticocavour.it), celebre per le sue ambientazioni caraibiche.

    Tre idee in più
    • Da Toscolano Maderno parte un sentiero verso la cosiddetta Valle delle Cartiere, esempio di interessante archeologia industriale, ma anche zona dove sorge il Museo della Carta, all’interno di una cartiera ormai in disuso. Questo è un progetto che punta alla rivalutazione dell’intera area, un tempo estremamente attiva. Nel museo è possibile rivivere il ciclo produttivo della carta ottenuta dagli stracci attraverso una accurata ricostruzione. È anche possibile partecipare a laboratori durante i quali vengono prodotti dei fogli di carta riciclata. Lo spazio espositivo si conclude con una panoramica generale sulle cartiere d’Italia.
    Info: www.parcoaltogarda.eu – Tel. 0365 71449
    • È possibile visitare il Parco della Rocca di Manerba con delle guide che vi daranno spiegazioni sulla storia e sulle caratteristiche naturali della zona, ma che vi condurranno anche in crociera sulle sponde del lago per ammirare la zona da una prospettiva diversa.
    Info: www.parcoroccamanerba.net – Tel. 0365 552533
    • Dal porto di Maderno parte il traghetto che permette di raggiungere la sponda veronese anche con il camper; è inoltre possibile ammirare il lago dal battello, quindi senza mezzo al seguito, scegliendo l’itinerario che più interessa. Il servizio ferma in numerosi paesi della costa tra cui Salò, Sirmione, Riva o Torri del Benaco.
    Info: www.navlaghi.it – Tel. 800 551 801

    Cosa assaggiare
    La cucina di questa sponda del Lago di Garda profuma dei limoni e dell’olio delicato che qui viene prodotto un po’ ovunque. Tra i pesci pescati e cucinati sapientemente ricordiamo il coregone, la trota, il cavedano, da gustare macinato sotto forma di polpette (le lische sono veramente tante), le aole de müra, fatte essiccare al sole d’estate. Per chi preferisce i sapori più decisi, piatto tipico delle valli di questa zona è lo spiedo, piccoli pezzi di carne, solitamente di maiale, fatti cuocere lentamente per quattro ore; o ancora le pietanze a base di tartufo nero della Valtenesi. Dall’entroterra gargnanese arriva anche un formaggio tipico, il Tremosine. Immancabile il vino, soprattutto il famoso Chiaretto del Garda, un rosato fermo da bere fresco, oltre al Garda Classico Groppello, Novello o Bianco.

    SOSTA CAMPER
    Malcesine
    • AA in via Campo Sportivo
    Gargnano
    • Parcheggio in via del Ruc
    Toscolano Maderno
    • AA in via Promontorio 73
    Gardone Riviera
    • Parcheggio diurno presso il Vittoriale, a pagamento
    • Parcheggio presso il parco dell’Acqua Pazza (sotto il Vittoriale), libero
    Salò
    • Parcheggio presso la piscina comunale (mercato al sabato)
    San Felice del Benaco
    • Presso la Baia del Vento, diurno a pagamento
    Sirmione
    • AA in via Monte Baldo
    • The Garda Village, via Corti Romane – Loc. Colombare – Tel. 030 9904552  – www.gardavillage.it
    Riva del Garda
    • AA Brione in via Brione
    • Camping Brione, via Brione 32 – Tel. 0464 520885 – GPS: 45.880337 – 10.859138 – www.campingbrione.com
    Desenzano del Garda
    • Camping Village San Francesco, strada Vicinale San Francesco – Tel. 030 9110245  – www.campingsanfrancesco.com
    Lazise
    • Campeggio Amico di Lazise, strada del Roccolo 8, Loc. Fossalta  – Tel. 045 6490146 – www.campingamicidilazise.it
    • Campeggio Du Parc, via Gardesana 110 – Tel. 045 7580127 – GPS: 45.501276 – 10.736726 – www.campingduparc.com
    Ferrara di Monte Baldo
    • Area camper comunale, Tel. 334 8037938 (comune) – www.proloco-ferraradimontebaldo.it

    INFO
    www.visitgarda.com
    www.gardariviera.com
    • La Centomiglia – www.centomiglia.it
    • Vittoriale degli Italiani – Tel. 0365 296511 – www.vittoriale.it 
    • Giardino botanico di Gardone Riviera – Tel. 336410877 – www.hellergarden.com
    • Navigazione sul lago – www.lago-di-garda.net
    • Malcesine Più, via Capitanato 6 – Tel 0457 400044 – www.malcesinepiu.it
    • Funivia Monte Baldo, via Navene Vecchia 12, Malcesine – Tel. 0457 400206 – www.funiviedelbaldo.it
    • Ufficio Turismo Riva del Garda – Tel. 0464 554444 – www.gardatrentino.it 

  • Treno natura siena

    Toscana • Siena

    Una giornata su un vero treno a vapore che fa “ciuf ciuf”? Si può fare! Si parte da Siena…

    Il Treno Natura porta davvero indietro nel tempo: questa è l’impressione che resterà nella mente di chi avrà la possibilità di compiervi almeno un viaggio. È grande l’emozione che si prova salendo a bordo di una carrozza centoporte trainata da una littorina d’epoca o da uno di quegli scuri “giganti fumanti” sui quali i nostri nonni viaggiavano, accompagnati da un sottofondo di fischi, sbuffi, cigolii e soffiare di stantuffi. Gli itinerari sono tanti, inconsueti e tutti irresistibili per la bellezza dei territori attraversati e perché certi paesaggi, alcune prospettive, non sono “godibili” che dal treno. In certi tratti non ci sono strade, oltre alla ferrovia, e si vedono solo colture e greggi: il tempo si è davvero fermato e il Treno Natura ci dà la chiave d’accesso. Sarà possibile scendere in romantiche stazioni per poi avventurarsi lungo sentieri, raggiungere pievi, borghi e castelli, soffermarsi per una degustazione in una fattoria, cogliere l’occasione per partecipare ad una sagra o ad una festa. Il viaggio dura tutta la giornata. C’è un solo orario di partenza e questo è sempre abbinato a un evento speciale, di solito sagre e feste di paese. Insomma una festa nella festa. Il servizio prevede anche il passaggio pullman per raggiungere le feste di paese non toccate dalla ferrovia. Il primo appuntamento è previsto per la seconda metà di marzo in occasione della sagra del tartufo marzuolo di San Giovanni d’Asso. Indicativamente si parte alle 9 da Siena per ritornare in serata.

    Viaggiare su una locomotiva a vapore fa tornare tutti bambini. A oltre 150 anni dalla sua invenzione suscita in noi ancora le stesse emozioni che provarono i nostri trisavoli. 

    Orari/apertura: le uscite durano tutta la giornata. Solitamente si articolano con diverse soste, con il raggiungimento della località dell’evento e dopo qualche ora nel pomeriggio si rientra verso Siena.
    Quale età: adatto a tutti
    Costo: il biglietto costa 29 euro, gratis i bambini sotto i dieci anni accompaganti da due adulti
    Sosta Camper: area attrezzata in Via S. Pertini e vie adiacenti, nelle vicinanze del cimitero. GPS 45.975514 – 12.382911

    Per informazioni più dettagliate sui programmi e la prenotazione necessaria per tempo contattate Agenzia Viaggi Visione Del Mondo 
    Via dei Termini 83 – Siena
    Tel. 0577 281834
    www.terresiena.it


     
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    Emilia Romagna • Rivazzurra di Rimini (RN)

    Tra Rimini e Riccione 150mila metri quadrati di divertimento puro dedicato ai bambini, dove anche mamma e papà trascorreranno una giornata davvero speciale. Il primo parco dei divertimenti italiano, nato nel 1965, accoglie grandi e piccini con giostre sempre nuove a tema fiabesco, anche sull’acqua. 

    Non lasciatevi ingannare dal nome: Fiabilandia è certamente un luogo magico dove il mondo delle favole e quello reale si incontrano, ma gli adulti non credano di annoiarsi. Solo una parte delle attrazioni sono concepite espressamente per i bambini più piccoli, mentre la maggior parte di queste sono per tutta la famiglia. Il contesto è perfetto, un luogo verdissimo, tanto che viene definito “la riserva naturale del divertimento”, a due passi dal mare al cui centro il lago Bernardo ospita anatre, pesci e tartarughe. Fra le attrazioni più adrenaliniche lo Space Mouse, un moderno ottovolante con vetture a quattro posti che ruotano lungo un percorso mozzafiato. I più piccolini apprezzeranno invece il BorgoMagico – Il villaggio del Babau, una maxi-area con ben sei giostre a tema. E poi Castoria, Il Bosco dei Tronchi Galleggianti, Capitan Nemo Adventure dove cimentarsi nella “battaglia degli spruzzi”, il magico Castello di Mago Merlino, la misteriosa Baia di Peter Pan, la Valle degli Gnomi con i suoi buffi abitanti, lo spericolato Scivolone Gigante, l’avventuroso Gran Canyon, il Cinema 4D con filmati emozionanti tutti da vivere e tanto altro. E poi spettacoli dal vivo che si rinnovano stagionalmente. Per la stagione 2015 hanno preparato “Buffalo Bill”, “La Piccola Sirena” e “Dove i Sogni Son Desideri”: spettacoli che emozioneranno tanto i grandi quanto i più piccoli. All’interno naturalmente è possibile pranzare: hot dog e patatine al Saloon, pranzo self service a La Pagoda – anche con cibi per celiaci, e poi snack e gelati un po’ ovunque. Il parcheggio -ospita -anche i camper. Nel mese di luglio il parco è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 e in agosto dalle 10 alle 19; e se non avete fatto in tempo a visitare tutte le attrazioni potrete entrare gratis il giorno dopo richiedendo il braccialetto un’ora prima della chiusura del parco e conservando i biglietti d’ingresso. Interessanti le promozioni, come il biglietto cumulativo scontato Fiabilandia + Safari Park Ravenna. •

    Orari/apertura: aperto da marzo a novembre; nel mese di aprile sabato e domenica 10:00 – 18:00; dal 24 aprile al 5 maggio tutti i giorni 10:00 – 18:00
    Quale età: dai 3 anni
    Durata: a piacimento
    Costo: adulto 23 euro, da 3 anni e fino a 130 cm 16 euro, sotto i 3 anni gratis, il giorno successivo si entra gratis.
    Sosta Camper: punto sosta all’ingresso del parco

    Fiabilandia
    Via Cardano 15 – Rivazzurra di Rimini (RN)
    Tel. 0541 372064
    www.fiabilandia.it

     

  • Le alte cime del Monte Disgrazia, del Pizzo Bernina e del Pizzo Scalino cingono in un abbraccio una vallata che sa di libertà, silenzio e voglia di stare bene. Un territorio perfetto per sciare e per passeggiare nella natura, siamo in Valmalenco

    Ti accoglie con le sue montagne, i laghi di origine glaciale, i sentieri e le piste da sci e con una cortesia che ti fa sentire come a casa, in qualunque momento. La Valmalenco è così: si apre nel cuore della Valtellina, a nord di Sondrio, come uno scrigno che custodisce all’interno scenari naturali incantevoli, villaggi dalle caratteristiche abitazioni in pietra, che creano un’atmosfera quasi da fiaba e una tradizione culinaria fatta di sapori forti e del rito dello stare a tavola insieme a godersi un bel piatto di polenta e di sella di capriolo accompagnati dall’immancabile vino rosso. Negli ultimi anni, l’intera zona ha vissuto un incredibile sviluppo turistico, senza però perdere quella naturalezza e quella dimensione a misura d’uomo che la contraddistinguono da sempre. Basti pensare che è sufficiente trascorrere qualche giorno in valle, andare a prendere per un paio di volte il caffè nello stesso bar per diventare una faccia conosciuta e sentirsi davvero uno del posto. L’intera valle si presta ad un turismo a “quattro stagioni”: in inverno, si presenta con gli oltre sessanta chilometri di piste dei comprensori dell’Alpe Palù e di Caspoggio, diventando meta imperdibile per gli appassionati di discesa, che possono contare su impianti moderni e piste sempre innevate. I bambini hanno a disposizione un parco giochi sulla neve e gli amanti della tavola un nuovissimo snow-park, dove cimentarsi in salti e acrobazie con lo snowboard. E chi preferisce lo sci di fondo, non ha che da scegliere tra i 17 chilometri di tracciato a 2.000 metri di quota, nella splendida conca del Lago Palù (ideale da percorrere anche a piedi, per una rilassante passeggiata in alta quota) e gli anelli di San Giuseppe (30 km) e di Lanzada (7 km). E quando, a primavera iniziata, la neve comincia a sciogliersi, la Valmalenco non perde il suo fascino, diventando un’oasi di sentieri e tracciati, differenti per grado di difficoltà, ma che ben sanno soddisfare la voglia di stare all’aria aperta, di avventura e di silenzio. E per chi semplicemente vuole prendersi una boccata d’aria lontano dalle città, vale la pena di fare tappa a Chiesa in Valmalenco o a Caspoggio e camminare nel piccolo centro, tra botteghe di prodotti tipici e ristorantini deliziosi. È sufficiente contare i camper in sosta nelle aree attrezzate della zona per capire che qui i turisti itineranti sono davvero benvoluti.

    Chiesa in Valmalenco
    A mille metri di quota, è il centro principale dell’omonima vallata: a circa mezz’ora in camper da Sondrio, è il punto di partenza ideale per raggiungere le piste da sci e scoprire il fascino di una natura incontaminata.

    Lasciate il camper nell’area attrezzata in località Vassalini, a pochi metri dalla funivia Snow-Eagle, la più grande d’Europa oppure fermatevi (è consentita anche la sosta notturna) nel parcheggio degli impianti. E prendete la funivia fino all’Alpe Palù: in questa stagione, c’è ancora possibilità di sciare. Arrivati in vetta, potete mettervi immediatamente gli sci ai piedi e percorrere la prima pista oppure, e se avete figli piccoli ve lo consigliamo, scendere a piedi con loro e farli divertire nel parco giochi per bambini o sulla pista da slittino. Se siete alle prime esperienze sulla neve potete contare su una validissima scuola di sci, con maestri preparati e assolutamente disponibili, e su un servizio di noleggio delle attrezzature. E poi godetevi le piste adatte sia ai principianti sia ai campioni. Ma se non siete sciatori qui avrete di che divertirvi. Scendete a piedi seguendo le indicazioni per il Lago Palù e fate una prima sosta al chioschetto di hot-dog del Campo Base: ottimi panini caldi (delizioso il Raglio, con bresaola d’asino e crema di zola), vin brulé, cioccolata, buona musica, tanta simpatia dei titolari e la possibilità di mettervi su una sdraio a godervi il sole. Dopo esservi rigenerati, perché la montagna, si sa, fa venire fame, proseguite in direzione del lago fino ad arrivare alla pista da fondo. E da lì raggiungete il Rifugio Palù, altro posto ideale per una sosta, e camminate poi lungo il tracciato che scorre tutto attorno al Lago Palù, ghiacciato e completamente ricoperto di neve: passeggerete per un’ora buona tra silenzio, cumuli di neve fresca e un paesaggio da fiaba. Lo stesso sentiero può essere percorso anche nella bella stagione, quando il lago vi conquisterà per il blu delle sue acque. Portatevi una coperta, stendetela a terra e fermatevi sulla sponda, tra i lievi pendii, per una pausa. Vi si aprirà il cuore, sul serio. E se amate camminare in montagna, segnatevi questo nome: Alta Via della Valmalenco, uno dei percorsi d’alta quota più belli dell’intero arco alpino. Oltre 110 chilometri da percorrere a piedi, tra gli 800 e i 3.000 metri di altitudine, attraversando boschi e alti pascoli, fino a raggiungere le colate dei ghiacciai del Monte Disgrazia, del Pizzo Bernina e del Pizzo Scalino. L’Alta Via è articolata in otto tappe giornaliere e tocca ben quindici rifugi, snodandosi su sentieri ben segnalati. Tornati a Chiesa paese, fatevi una passeggiata lungo la via Roma, raggiungibile a piedi dal parcheggio della funivia. Fate tappa alla rosticceria “Di cotte e di crude”, al civico 156, per una scorta di specialità tipiche da asporto: manfrigole e pizzoccheri giusto per citarne un paio. E non fatevi mancare il pane di segale del panificio Lenatti di via degli Alpini 10: servito caldo, è eccezionale. La frazione di Chiareggio si trova a 1.612 metri d’altezza. È difficile decidere se raggiungerla in estate o in inverno, tanto è carina: nella bella stagione, camminate lungo il torrente Mallero e addentratevi nelle pinete di larici e mughi. Per una giornata davvero insolita, raggiungete il Parco delle Marmotte: un ampio spazio senza alberi, che sembra essere costellato di “buchi”. Si tratta delle tane di questi animali, che oggi si sono abituati alla presenza delle persone, tanto da spingersi a prendere il cibo dalle mani dei visitatori. Lì vicino, c’è anche il Parco Geologico. Tra gli altri itinerari possibili, potete raggiungere Pian del Lupo e Forbesina. Da lì, attraversando un bosco di larici, dove non è escluso avvistare qualche animale selvatico, raggiungete il terrazzo dell’Alpe Sentieri (2.031 mt) con uno splendido panorama sulle cime del Val Sissone. E da qui, salite fino all’Alpe Zocca (2.198 mt) per raggiungere il Sentiero Glaciologico, le cui stazioni documentano l’evoluzione del ghiacciaio del Ventina. In alternativa, percorrete il cosiddetto “Sentiero dei fiori”: da Chiareggio fino all’Alpe dell’Oro, da dove inizia la traversata che conduce alla Val Nevasco, dove si possono notare numerose varietà di flora selvatica. Con una camminata di quattro ore e mezzo, attraverserete i pascoli fino agli alpeggi, per ritornare poi a Chiareggio. Qui fermatevi al ristorante Gembro, in località Pian del Lupo: se c’è ancora le neve, vi verranno a prendere con il gatto delle nevi o la motoslitta, giusto per far salire un po’ l’adrenalina prima di mettervi a tavola. A gestione familiare, è un vero paradiso per gli amanti della buona cucina, dove assaggiare i piatti tipici della valle.

    Caspoggio
    Fascino antico, quiete e un’atmosfera incantata.

    Camminando per gli stretti vicoli di Caspoggio, vi sembrerà di tornare indietro nel tempo. Saranno forse le sculture in legno, posizionate fuori dalle abitazioni e a valle, all’imbocco della strada che vi porta in paese, sotto il cartello di benvenuto. Animali scolpiti, che in inverno vengono addobbati con fiocchi e lucine: quando li sfiori con la mano, ti sembra di vedere gli artigiani che lavorano il legno con una passione che si ritrova solo nei vecchi mestieri. E poi i muri di pietra, che sanno di storia, con i portoni in legno delle case, alcuni così piccoli che per entrarci devi curvare la schiena. Dentro nascondono ambienti accoglienti, caldi anche quando la stufa a legna è spenta. Vi piacerà per questo la Vecchia Osteria di via Dioli 3: ottime pizze, affettati tipici e abbondanti, prezzi onesti e il signor Orazio sempre pronto a fare due chiacchiere. Caspoggio rappresenta anche il secondo polo sciistico della Valmalenco, il cui carosello è opposto rispetto a quello dell’Alpe Palù. Vi si trovano piste per principianti e per famiglie, con naturalmente tracciati a disposizione anche dei più bravi sugli sci. La Vanoni è una delle più belle discese libere della Valtellina, da anni scenario di competizioni anche di respiro internazionale. Qui siete a quota 1.150 metri: un’altitudine che consente, anche nella bella stagione, di fare belle passeggiate a contatto con la natura.

    Lanzada e Spriana
    Pittoresche, quasi da cartolina: località nel cuore della Valmalenco, a cui si aggiunge anche Torre Santa Maria.

    Sono tutte da scoprire, in grado di farvi emozionare. Lanzada è l’ultima località situata sulla via del Bernina e dello Scalino: 17 chilometri di piste da fondo la rendono un vero paradiso per gli amanti di questa disciplina sportiva, a cui si affiancano anche il pattinaggio sul ghiaccio e lo sci d’alpinismo. E nella bella stagione, mettete gli scarponcini da trekking ai piedi e andate alla scoperta di questo bellissimo territorio, circondato dalle vette maestose del Pizzo Scalino e del Pizzo Bernina. A quota 772 metri si trova l’abitato di Torre Santa Maria, località frequentata soprattutto nella bella stagione: gli appassionati di escursionismo la considerano infatti un punto di partenza ideale per risalire il gruppo del Disgrazia dalla parete Sud. Più in basso, a quota 754 metri sul livello del mare, si trova invece Spriana: si tratta di un piccolo agglomerato di abitazioni tipiche, situato a poco più di 8 chilometri da Sondrio, oltre il ponte sul Mallero.

    DA VEDERE
    La Valmalenco si presta anche a itinerari tra arte e cultura. Uno dei più interessanti è quello che vi accompagna attraverso gli antichi borghi rurali dell’intera vallata, attraversando le località di Spriana, Torre Santa Maria, Caspoggio, Lanzada, Chiesa in Valmalenco con la frazione di Primolo. Pur essendo collegati tra loro, ogni itinerario è autonomo e richiede un tempo di percorrenza tra l’una e le quattro ore. Questo consente di programmare uno o più percorsi, ritornando ogni volta al punto di partenza. Si comincia da Scilironi, la frazione di Spriana, una delle località più singolari di tutta la valle: si presenta infatti come un gruppo di case costruite nel senso della massima pendenza su un’antica frana di massi. Le abitazioni, collegate tra loro da ripide gradinate intagliate nella pietra viva, sembrano a volte mimetizzarsi con la montagna, essendo appoggiate a enormi massi. Il più chiaro esempio di questa architettura è la chiesa della Madonna della Speranza, edificata su un enorme e scuro masso erratico nel centro di Spriana. Altrettanto caratteristici sono i borghi di Zarri, Cristini e Scaia, tutte frazioni di Torre Santa Maria, situate vicino al borgo di Melirolo, che venne abbandonato da tutti gli abitanti durante la peste del XVII secolo. Da vedere anche la chiesetta di Sant’Anna, nell’omonima frazione, risalente al 1719 e la cosiddetta “Truna” di Caspoggio: abitazioni disposte su due schiere, che formano un passaggio coperto lungo circa 25 metri. Merita sicuramente una visita Sondrio, che custodisce antichi palazzi nobiliari e monumenti di grande interesse. Si può partire da piazza Garibaldi, di origine ottocentesca, il cuore della città, da cui si diramano le stradine e i vicoli che attraversano la “Sondrio vecchia” e visitare quindi piazza Quadrivio e piazza Carbonera. Raggiungete anche l’antico Palazzo Sassi, oggi sede del Museo Valtellinese di Storia ed Arte: qui potete ammirare un’antica Stüa (termine che indica un soggiorno con pareti, pavimento e soffitto in legno intagliato) che risale al Settecento, dove è raccolta una ricca documentazione storica ed artistica sulla provincia di Sondrio dalla preistoria ai giorni nostri. Da visitare anche Palazzo Pretorio, al cui interno è custodita un’altra Stüa, che risale al XV secolo, decorata interamente con figure ad intarsio. Programmate anche una visita alla biblioteca storica di Villa Quadrio e, proprio all’ingresso della città, al Santuario della Madonna del Sassella, nell’omonima località. La struttura originale fu costruita nel 932, si dice a seguito dell’apparizione della Santa Vergine all’allora arciprete di Sondrio.

    COSA COMPRARE
    Fate ritorno a casa dopo aver fatto una bella scorta di specialità gastronomiche: si inizia dalla bresaola della Valtellina (www.bresaolavaltellina.it), fiore all’occhiello di tutta la valle, e si prosegue con il bitto e il casera, i formaggi tipici della zona (www.ctcb.it). Le gustosissime mele (www.melavi.it) e, per i più golosi, l’ottimo miele (www.apicoltori.so.it) completano la lista della spesa. Non può mancare una bottiglia di buon vino, essendo la Valtellina pregiata terra di nebbiolo: scegliete tra Sassella, Grumello, Inferno, Valgella, Maroggia e Valtellina Superiore Docg (www.vinivaltellina.com). E per cucinare dell’ottima carne, acquistate una pietra ollare: se ne trovano in ogni paese.

    SOSTA CAMPER
    La Valmalenco è un territorio ben disposto nei confronti dei camperisti: nel pieno rispetto delle norme del codice della strada, la sosta è consentita pressoché ovunque. Segnaliamo l’area attrezzata situata a Chiesa in Valmalenco, proprio all’ingresso del paese, arrivando da Sondrio: segnalata, si trova a un centinaio di metri dalla funivia Snow Eagle. È inoltre consentita la sosta, anche notturna, nel parcheggio della stessa funivia, vicino alle piscine comunali.

    INFORMAZIONI
    www.sondrioevalmalenco.it

  • Accattivanti strade di crinale, itinerari  poco conosciuti per “entrare” nel cuore del Piceno, graziosi borghi dal sapore medioevale e piacevoli panorami aperti su un mare di colline. Escursioni a piedi per ammirare in plein air le bellezze del territorio. Questi gli ingredienti degli itinerari nel Piceno.

    Lo scopo di questo articolo è di offrire al camperista la possibilità di conoscere itinerari dettagliati in questo meraviglioso territorio Piceno. Per questione di spazio, abbiamo selezionato alcuni itinerari che pur non essendo esaustivi di tutta la zona, sono molto utili e possono essere presi quasi come un road-book. Grazie alle ricerche e alle informazioni avute da parte degli Uffici del Turismo locali, abbiamo completato gli itinerari e sono state realizzate, inoltre, alcune schede pratiche sulle possibili escursioni da fare. I percorsi sono stati scelti con l’intento di andare a scovare, anche in funzione delle strade e del paesaggio, quei borghi meno noti al turismo di massa, comunque attraenti.
    L’itinerario è stato messo in pratica con ritmi e tempi che si prestano al gusto del viaggio, pertanto si raccomanda di pianificarlo, almeno cinque giorni prima di partire. Non ci sono periodi consigliati, poiché il territorio si sviluppa dal mare ai monti e si presta ad essere visitato in qualsiasi stagione dell’anno.

    Fermo, una via del centro storico

    Fermo, una via del centro storico

    Il punto di partenza del nostro itinerario è Fermo, uno dei più caratteristici borghi medioevali del Piceno. Varcando le sue antiche mura si entra nel centro storico formato da un dedalo di viuzze, piazzette e antichi edifici. Dopo qualche ora trascorsa a visitare la città è il momento di mettersi in viaggio, si lascia alle spalle Fermo, scendendo verso la valle del Tenna, per poi risalire sulle prime alture, in direzione di Torre S.Patrizio e Monte S.Pierangeli. Da Francavilla d’Ete la strada (SP37) inizia a snodarsi lungo i crinali e il panorama è fin dall’inizio molto affascinante, grazie ai piacevoli scorci che si aprono sul morbido paesaggio collinare con in lontananza i Monti Sibillini.
    Superati Montegiorgio e Monte Vidon Corrado, si arriva a Falerone un’altro grazioso borgo medioevale. Qui è consigliata una breve sosta per “perdersi” fra antiche case e viuzze acciottolate, che salgono molto ripide verso il centro del paese. Merita anche un colpo d’occhio il palazzo delle Loggette dei Mercanti, affacciato sulla Piazza Libertà, un’antica costruzione i cui portici, secoli fa, davano riparo ai pellegrini. Falerone inoltre, insieme al vicino Montappone, è stato fin dall’antichità il maggior centro per la produzione artigianale d’oggetti in paglia, tanto che quasi l’intera popolazione era dedita alla raccolta, selezione e lavorazione delle trecce, per realizzare soprattutto cappelli e borse. Oggi non è rimasto molto di questa tradizione ma, se si giunge a Falerone la seconda domenica d’agosto, si potrà assistere alla rievocazione della festa dei carri votivi del grano che, ornati nei modi più svariati, sfilano per le vie del paese.Smerillo, le mura
    Da Falerone la strada (SP29) torna a scendere decisa verso la valle del Tenna fino ad arrivare a Servigliano, per poi risalire in direzione di S.Vittoria in Matenano, altro borgo medioevale adagiato in posizione dominante sulla cresta di un colle, fondato dai monaci Farfensi. Poco oltre, il percorso si fa ancora più tortuoso e, superando Montefalcone Appennino, si giunge infine a Smerillo. Arroccato sulla cima di una rupe strapiombante, questo piccolo borgo in pietra, immerso nella tranquillità e nel silenzio, offre vastissime vedute. Con una breve passeggiata si raggiunge la sommità dell’antica fortezza diroccata, che domina l’abitato e proprio da quassù si può godere il panorama che spazia tutt’intorno: dal caratteristico paesaggio ondulato delle colline, fino a scorgere in lontananza i maestosi Monti con le cime innevate fino a primavera inoltrata. Infine, chi ha voglia di camminare ancora un po’, può scendere nel sentiero della “Fessa”, all’interno del bosco di Smerillo, in una spaccatura nella roccia.

    Verso Comunanza
    Ripartendo da Smerillo un’altra discesa conduce a Comunanza, nel fondovalle dell’Aso.

    Proseguendo verso Amandola, si svolta poi sulla provinciale subappennina (SP83) in direzione del grazioso borgo medioevale di Montefortino. Da qui la strada inizia a salire e poco dopo si trova la deviazione per il santuario della Madonna Dell’Ambro, il più antico delle Marche, costruito mille anni fa al termine della solitaria valle dell’Ambro. Poco oltre un’altra deviazione porta alle Gole dell’Infernaccio, raggiungibili con una escursione di mezza giornata. Proseguendo a mezza costa con la subappennina, si può notare lo scenario paessaggistico stavolta aperto sulle boscose vallate da una parte e sulla catena dei Sibillini dall’altra, un vero spettacolo.La Fessa, scorcio suggestivo
    Superata la frazione di Isola di S. Biagio, si apre sulla destra una strada sterrata molto tortuosa che “scala” il versante del Monte Sibilla fino all’omonimo rifugio (1540 m. di quota). Quest’ultimo è raggiungibile a piedi o con una moutainbike oppure con mezzi a trazione integrale.
    L’itinerario principale prosegue verso il borgo di Montemonaco, altro balcone panoramico sul Piceno e sulla catena dei Monti Sibillini, la quale vanta di avere cime oltre i duemila metri di quota. Fra queste c’è il Monte Sibilla da sempre avvolto da un alone di mistero e leggenda. Secondo l’antica credenza popolare qui avrebbe avuto dimora la Sibilla, una strega maliarda circondata da altre avvenenti compagne che, nel suo antro conosciuto oggi come la Grotta della Sibilla, prediceva il futuro e richiamava schiere di persone ansiose di consultarla. Da Montemonaco si prosegue sulla provinciale (SP83) in direzione di Montegallo e ci si trova fin dall’inizio a percorrere una bella strada che scende sinuosa con ampie curve. Raggiunta la località Pignotti si segue la deviazione per Foce. Superato Montegallo si continua a salire sulla strada provinciale SP 89 (Valfluvione) che si srotola alle pendici del Monte Vettore fino a raggiungere lo spartiacque. Giunti in quota, si può approfittare di fare una sosta gastronomica e visto che c’è la possibilità, perché non apparecchiare un tavolino all’aperto per ammirare un altro stupendo paesaggio? Con altre cento curve, si scende fino ad arrivare ad Arquata del Tronto un’altro caratteristico paesino, singolare per la disposizione ad arco degli edifici del centro storico e per la sua bella Rocca medioevale, abbarbicata sopra uno sperone di roccia. Proseguendo lungo l’antica via Salaria (SS4), dopo un paio di chilometri s’arriva al borgo di Acquasanta Terme.
    A questo il nostro itinerario devia a destra per immettersi successivamente sulla SP 7 (Boscomartese). Si percorre in salita la sinistra orografica della valle e, oltrepassando il grazioso borgo di Paggese, si raggiunge Castel di Luco, altra vera perla di questo itinerario. Costruito sulla sommità da una solitaria rupe di travertino, un tempo era ritenuto un luogo sacro chiamato “Lucus” (ovvero il luogo della luce dove si celebravano riti pagani). Questo maniero, con le mura dall’insolito andamento circolare e con alla base le abitazioni dell’antico borgo, è particolare per la sua singolare forma e posizione. Laura e Francesco Amici, sono i discendenti degli antichi proprietari, che hanno voluto far rivivere quest’angolo di Medioevo. Così, superata la scala nella roccia che si arrampica verso il portone d’accesso, si possono esplorare i raffinati saloni d’onore, sapientemente trasformati in luogo di ristoro.
    Lasciato Castel di Luco, si segue ancora l’unica strada, che con poche curve giunge in prossimità del Santuario di Arola. Qui dovete deviare per Arola seguendo un altro piacevole tracciato, che offre un ultimo bel colpo d’occhio al castello, per poi inoltrarsi sempre più tortuoso nel bosco. Più avanti una discesa ripida e delle curve a volte molto strette, che ci impegnano nella guida, ci conducono in un luogo fuori dal mondo: Villa Piedicava, una manciata di casette in pietra strette le une dalle altre, che formano un minuscolo borgo semidisabitato. Anche se il luogo è deserto, non sarà comunque facile trovare uno spiazzo per posteggiare il camper, specie se si sta viaggiando in gruppo, (meglio se ci si organizza dal Castel di Luco con mezzi alternativi). Con una bella passeggiata, di una decina di minuti, si giunge all’antico mulino ad acqua di Piedicava, risalente al 1700, l’unico della zona ancora perfettamente funzionante. Anche se oggi non è più in attività, contattando il sig. Ernesto, è possibile visitare anche gli interni, dove le stanze e gli arredi sono rimasti com’erano nel 1914. E’possibile anche scendere nella suggestiva stanza delle macine e poi ancora più in basso in quella delle pale, dove c’è l’instancabile “motore” del mulino. Ma l’emozione più grande è vedere come oggi il sig. Ernesto, così come faceva suo nonno, con pochi ed abili gesti, riesce a mettere in movimento, fra rombi e scricchiolii, tutto l’ingegnoso meccanismo delle macine vecchie di secoli.
    L’itinerario riprende dal bivio per Arola continuando a salire sulla provinciale Boscomartese in direzione di S.Martino. Così, quasi senza accorgercene, s’arriva fino a mille metri di quota per poi ridiscendere, verso Morrice e Valle Castellana. Da qui la strada diventa più lineare e pianeggiante e lo sguardo non potrà non cogliere le sfumature dello specchio d’acqua del lago di Talvacchia, che nelle giornate di sole risplende fra la vegetazione. Si percorrono una decina di chilometri in completo relax, per poi giungere ad un altro gioiello medioevale, il borgo di Castel Trosino, ancora cinto da mura e temerariamente abbarbicato su uno sperone di roccia a strapiombo sulla valle del torrente Castellano.
    Parcheggiato il camper, si entra a piedi in questo minuscolo borgo tutto in pietra, strade comprese, e varcando ancora oggi come un tempo l’unica porta, come per incanto i rumori si pacano e si gode di una tranquillità surreale.
    L’ultimo tratto di strada infine scende rapidamente verso Ascoli Piceno e dopo essersi riposati delle fatiche della giornata ci si può concedere una piacevole serata fra le piazzette e le viuzze del suo centro storico.
    La più importante fra tutte è quella di Piazza del Popolo, contornata da portici e palazzi rinascimentali messi in risalto dalle calde luci della sera. Lasciata alle spalle Ascoli Piceno, si prosegue lungo la Salaria Superiore (SS4), che s’inoltra veloce attraverso la valle del Tronto e, dopo circa 7 chilometri, si devia a destra in direzione di Comunanza, raggiungibile con la N° 78. Seguendo la Provinciale (SP 104) in direzione Ponte Ortezzano e superato l’abitato di Aso, si devia verso il borgo di Ortezzano, il quale è dominato da una svettante torre a pianta pentagonale. Si continua percorrendo le colline del Fermano dirigendosi verso Monte Vidon Combatte e Petritoli. Anche quest’ultimo paese medioevale merita sicuramente una breve visita soprattutto per vedere la Porta dei Tre Archi, chiusa fra due possenti torrioni.Moresco, la torre
    Ma il vero “gioiellino” di questo ’itinerario è Moresco, classificato fra i borghi più belli d’Italia. Arroccato sulla sommità di un colle ed ancora completamente cinto dalle sue mura originarie, ancora oggi come un tempo si possono percorrere le strette vie, ammirare le antiche case in cotto, gli archi, le porte e la piazza triangolare dove salendo sulla possente torre, si ha l’ennesimo panorama a 360°.

    ESCURSIONI A PIEDI

    Escursione alle Gole dell’Infernaccio
    • Tempo previsto: mezza giornata, con partenza da Montemonaco.
    Questa profonda gola scavata dal torrente Tenna fra i monti Sibilla e Priora, è uno dei luoghi più scenografici della catena dei Sibillini e merita sicuramente una visita.

    Per raggiungerla occorre deviare su uno sterrato facile e ben battuto (percorribile con qualsiasi camper) che si stacca dalla strada proveniente da Montefortino e prosegue per circa cinque chilometri, fino ad un parcheggio dove un divieto impedisce di proseguire. Dovrete perciò prepararvi ad una bella passeggiata, continuando sulla strada che scende attraverso un suggestivo paesaggio di montagne selvagge dalle pareti scoscese. Arriverete quindi in prossimità di alcune piccole cascate, note come “pisciarelle”, che sgorgano dalle fessure di una parete a strapiombo. Da qui la sterrata lascia il posto al sentiero vero e proprio che superato il torrente Tenna s’inerpica nella gola attraverso ponticelli, passerelle e tratti scavati nella roccia. Dopo circa un’ora di cammino dal parcheggio arriverete nella parte più affascinante. Circondati da uno scenario imponente, dove le pareti s’innalzano altissime stringendosi fino a lasciare una fessura di pochi metri, si percorre il sentiero che costeggia l’impetuoso e fragoroso torrente. Proseguendo un passaggio molto stretto e suggestivo fra le rocce fa da porta ad un nuovo ambiente più aperto. Da qui, chi ha buone gambe, potrà infine proseguire, fiancheggiando il letto del torrente, per l’Eremo di S. Leonardo e le sorgenti del Tenna.

    Escursione al Lago di Pilato
    • Tempo previsto: una giornata.

    Quest’escursione a piedi, cui va dedicata un’intera giornata e che richiede un buon allenamento, vi porterà al Lago di Pilato, un grazioso specchio d’acqua d’origine glaciale incastonato in splendida posizione fra le montagne, a 2000m di quota, sotto la cima del Monte Vettore. Nelle sue acque gelide, che nelle giornate soleggiate risplendono come un gioiello fra le rocce, vive un microscopico crostaceo rosso (chiamato Chirocefalo del Marchesone) il quale, nei mesi estivi, tinge l’intero lago. Da Montemonaco proseguite verso la località di Tofe e da qui, prima attraversando un’ampia vallata e poi insinuandovi nei meandri di un suggestivo canyon, giungerete al piccolo abitato di Foce. L’asfalto termina in questo punto, ma chi ha un piccolo camper può proseguire ancora risparmiandosi un paio di chilometri a piedi, lungo un facile sterrato che attraversa il Piano della Gardosa. Un divieto d’accesso segna quindi la fine della strada e l’inizio del sentiero che in circa tre ore di salita vi condurrà al Lago di Pilato.

    Escursione a La Fessa
    • Tempo previsto: 1 ora.

    È senza dubbio la principale curiosità naturale di tutto l’itinerario, una strettissima spaccatura – “Fessa” in dialetto- apertasi nello sperone roccioso a causa di un antico terremoto, su cui sorge il paese. Per raggiungerla si parte dalla Porta Nord del paese (nei pressi del ristorante Le Logge) seguendo il sentiero che scende a zig zag nel bosco e in breve si arriva all’ingresso segnalato della Fessa. Per alcune decine di metri si cammina in un ambiente davvero insolito, ovvero all’interno della roccia, insinuandosi, con un po’ d’inquietudine, fra due pareti che s’innalzano vicinissime dove anche i raggi del sole faticano ad entrarvi. All’interno ci sono ancora fossili risalenti al periodo Pliocenico e con (molta) fortuna potreste magari “scovarne” qualcuno. Molti di quelli rinvenuti qui, insieme ad altri, sono comunque custoditi nell’interessante Museo dei Fossili e dei Minerali, allestito nel centro di educazione ambientale di Smerillo. Infine usciti dalla Fessa il sentiero, proseguendo ancora nel bosco, risale fino alle mura della rocca.

    Escursione a Le gole del Garrafo
    • L’itinerario in numeri: giorni consigliati 5, percorso totale di km 333

    Per i più avventurosi questa è un’escursione certamente da non trascurare. Inizialmente si presenta come una passeggiata molto tranquilla fattibile da tutti poi invece, per raggiungere le gole, occorrono stivali di gomma e caschetto speleologico, necessari per risalire il torrente Montagna; per questo vi consigliamo di rivolgervi all’ ASA, il Gruppo Spleleologico di Acquasanta, che oltre a fornire l’attrezzatura ( casco e stivali impermeabili) mette a disposizione anche una guida per visitare le gole in completa sicurezza. Per gli appassionati di speleo, l’ASA organizza corsi di vari livelli ed escursioni in grotta.

    COSA MANGIARE

    Agriturismo Oasi Belvedere
    Ricavato dalla ristrutturazione di una vecchia casa colonica posta sul culmine di una collina, di fronte ad uno scenario che si apre a perdita d’occhio, l’agriturismo Oasi Belvedere mantiene fede al proprio nome. Circondati dalla natura e dal silenzio è quindi possibile rilassarsi, nonché apprezzare anche la buona cucina casalinga.
    C.da San Rustico 49, Monte San Pietrangeli (AP)
    www.oasibelvedere.com

    Agriturismo Cittadella
    Situato sulla sommità di un poggio panoramico, alle falde del Monte Sibilla e circondato da un folto bosco, l’agriturismo la Cittadella vi farà sentire piacevolmente un po’ fuori del mondo. La struttura è dotata di tutte le comodità, inclusa la piscina. La cucina è prettamente casalinga, a base di specialità regionali, combinati secondo tradizione: davvero gustosa. Inoltre, c’è la possibilità di pernottare con il camper nel parcheggio dell’agriturismo.
    Presso Montemonaco.
    www.cittadelladeisibillini.it

    INFORMAZIONI
    • Comunità Montana dei Sibillini. tel. 0736 844379 www.smerillo.com
    • Ufficio Turismo Provincia di Ascoli Piceno. Tel. 0736 277924 www.provincia.ap.it
    • Castel di Luco, visita su prenotazione, famiglia Amici tel. 0736 802319  www.casteldiluco.com
    • Mulino di Piedicava, visita su prenotazione, Sig. Ernesto Angelini. tel. 0736 261503 o 0736 800004. Visita con offerta libera.

  • Milano vista dall’acqua, battello navigli

    Lombardia • Milano

    In battello per percorrere itinerari d’acqua alla scoperta dei famosi Navigli e delle zone limitrofe tra monumenti storici, parchi agricoli e chiuse

    Sono cinque i navigli sul territorio lombardo che consentirono lo sviluppo del commercio, dei trasporti e dell’agricoltura del territorio. Il Naviglio Grande, navigabile dal 1269, fu la più importante e la prima opera ingegneristica del suo genere in Europa. Nel tratto che parte da Turbigo fino alla Darsena di Milano, per circa 43 km, questo storico canale è interamente navigabile. Andare alla scoperta di queste vie d’acqua e del territorio circostante è molto piacevole e permette di avere una visione di Milano e dei dintorni diversa. Tanti sono gli itinerari percorribili, dai più brevi della durata di circa un’ora, a quelli di tutto il giorno. Moderni battelli e motoscafi trasportano i visitatori lungo la via d’acqua, un tempo percorsa dai barconi adibiti al trasporto di merci, come quelli che trasportarono i marmi del Duomo di Milano. L’itinerario delle Delizie, sulla linea 3 lungo il Naviglio Grande nel tratto esterno a Milano, permette di ammirare le affascinanti ville di Robecco sul Naviglio e Cassinetta di Lugagnano, risalenti al XV e XVI secolo, il borgo di Boffalora sopra Ticino, la Canonica di Bernate Ticino e Villa Clerici a Castelletto di Cuggiono. Navigando verso Milano, lungo la linea dei Fontanili, si attraversa l’incantevole centro storico di Gaggiano, immerso nel suggestivo paesaggio rurale del Parco Agricolo Sud Milano. Le gite di tutto il giorno per gruppi sono disponibili dal 25 aprile, previa prenotazione, e uniscono itinerari in barca e su strada. L’itinerario delle Conche, in città, porta ad ammirare la chiesa di S. Cristoforo, capolavoro del XIV secolo, e Vicolo dei Lavandai, antico lavatoio in uso fino agli anni cinquanta. Il percorso dei battelli dentro la città termina con il passaggio in Darsena, un tempo porto d’interscambio per il commercio con il Lago Maggiore, e l’ingresso nel Naviglio Pavese. Si arriva poi alla “Conchetta”, la chiusa le cui porte vinciane segnano il primo dei 14 salti d’acqua del suo percorso sino alla confluenza con il fiume Ticino a Pavia.

    Orari/apertura: sabato e domenica
    Quale età: tutte le età
    Durata: diversi itinerari, da un’ora a tutto il giorno
    Costo: adulti da 12 euro, sotto i 4 anni gratuito, prenotazione consigliata
    Sosta Camper: punto sosta a pagamento nei pressi della stazione Porta Genova

    Navigare sui Navigli
    Milano – Tel. 02 92273118
    www.navigareinlombardia.it
    www.naviglilombardi.it

     

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    Venti giorni in Norvegia, tra natura selvaggia e paesini romantici. Un diario di viaggio puntuale per ricalcare l’itinerario di un camperista instancabile e della sua famiglia a bordo di un vecchio mansardato a GPL.

    Direzione Nord! Il nove agosto il nostro Safariways, affettuosamente ribattezzato Gigio Blu, è pronto per l’ennesima avventura. Si parte questa volta verso la terra di Norvegia.
    In barba agli anni e alla tecnologia superata, riempito il bombolone del Gpl, controllati i livelli e la pressione delle ruote, alle ore 18.00 pieni di entusiasmo inforchiamo un’autostrada ancora rovente: destinazione Norvegia, alla scoperta di città e paesi romantici e allo stesso tempo selvaggi. A mezzanotte ci fermiamo a dormire all’uscita di Rovereto Nord nel parcheggio di un caseificio. Qualche ora di sonno, per ripartire all’alba in direzione nord. Scavalcato il Brennero, è una lunga discesa fin quasi a Monaco di Baviera, dove troviamo i primi rallentamenti, per traffico intenso. In serata siamo nei pressi di Gottingen e poco dopo usciamo a Seesen, un piccolo paesino, dove trascorriamo la notte in un parcheggio di un parco giochi acquatico.

    Scandinavia, arriviamo!
    Sveglia ancora all’alba, vogliamo arrivare all’estremo nord della Germania per l’ora di pranzo e c’è ancora un po’ di strada da fare.

    I calcoli sono giusti, arriviamo al porto di Puttgarden e per pranzo siamo sul traghetto che rapidamente ci porta in Danimarca, precisamente a Rødby, sull’isola di Lolland. La pioggia ininterrotta gela un poco il nostro entusiasmo. Da un ponte all’altro attraversiamo l’arcipelago fino a Helsingør. Dal suo porto sembra che la Svezia si possa raggiungere a nuoto. Ci imbarchiamo di nuovo, per Helsingbørg, la cittadina svedese sulla sponda opposta. Per l’ora di cena arriviamo a Jorlanda un paesino vicino Göteborg e qui rimaniamo a dormire in un parcheggio molto tranquillo all’entrata del paese. Alle sette del mattino del terzo giorno di viaggio ripartiamo verso il confine con la Norvegia, dove finalmente spunta il sole, il miglior auspicio per il nostro viaggio!

    Oslo, la capitale
    Arriviamo a Oslo e, prima di sistemarci in campeggio, andiamo con il camper a Holmenkollen; qui si trova il trampolino di lancio dove si sono svolti i mondiali di sci nel 1952.

    Con il biglietto del Museo dello Sci è compresa la visita della torre. Appena saliti sulla torre inizia un terribile acquazzone, tale da farla oscillare. Dopo cena, da una terrazza del campeggio, ammiriamo il panorama davvero bellissimo di Oslo bay night. Un cielo azzurrissimo saluta il risveglio nel quarto giorno di viaggio. Di buon mattino, lasciati i camper nell’area di sosta, prendiamo l’autobus 74 per andare in centro e con un altro tram arriviamo al Vigeland Park (abbiamo acquistato un biglietto per tutti i mezzi di trasporto valido 24 ore e che costa 60 Corone a persona). Il parco è immenso con ampi prati ben curati, ma l’attrazione principale sono le oltre 200 opere in bronzo e granito dello scultore norvegese Gustan Vigeland, che rappresentano scene di vita umana nelle più svariate situazioni. Con il tram ritorniamo verso il centro, dove visitiamo la corte del Palazzo Reale, l’Università, tutta la via principale Karl Johans Gate, il Parlamento, la Cattedrale e il Municipio: non bello ma caratteristico con le sue due torri gemelle in mattoni rossi. Con il bus n. 30 andiamo nella penisola di Bydoy dove si trovano diversi musei; decidiamo di visitare quello delle navi vichinghe e il Fram dove si trova la goletta omonima usata per diverse spedizioni, sia al Polo Sud sia al Polo Nord. Per tornare in centro prendiamo il battello pubblico che ci riporta davanti al municipio e dopo un veloce giro al Akrbrygge un moderno centro commerciale, ritorniamo in campeggio.
    Partita di pesca in… camper!… verso la Strada Atlantica.
    Al mattino del quinto giorno lasciamo il bel camping Ekeberg (piazzola 240 corone, 50 di elettricità, 10 le docce) e ci dirigiamo percorrendo la E6 verso Lilleammer, e in serata arriviamo a Vevang dove inizia la strada atlantica. Otto ponti che collegano 17 isole in uno scenario davvero mozzafiato, soprattutto se si percorre al tramonto. La mattina del sesto giorno, con una pioggerellina e un vento molto freddo caliamo in acqua ancora le nostre lenze. Belli coperti riproviamo a pescare, e questa volta, dopo vari tentativi, il nostro amico Roberto componente dell’altro equipaggio, riesce a prendere un sey (un tipo di merluzzo) di quasi due chili! In poco tempo prendiamo circa 4 chili di pesce. Smettiamo di pescare quando non sappiamo più dove riporre il pesce e ci divertiamo a pulirlo sugli scogli, tra i gabbiani che litigano per prendere gli scarti. In serata ci spetta una ricca grigliata. Mentre ceniamo il cielo si apre e le nuvole lasciano spazio a squarci di sereno, così godiamo di un bel tramonto in questo luogo che noi riteniamo davvero magnifico.

    Visita ad Alesund
    Settimo giorno. Oggi il tempo è bellissimo e possiamo godere del bel panorama che con il sole risalta in maniera particolare.

    Lasciamo a malincuore questo posto e arriviamo per pranzo ad Alesund dove sistemiamo il camper nell’area attrezzata vicino al porto. L’area è facilissima da trovare perché molto ben segnalata (140 corone x 24 ore), in una posizione davvero splendida proprio sul mare. Con un bel pranzo festeggiamo il ferragosto, poi ci apprestiamo a visitare questa cittadina. Distrutta da un incendio nel 1904, è stata ricostruita in stile Art Noveu. Molti gli edifici dai colori pastello adornati da guglie e torrette. Le vie più caratteristiche sono Kongensgata, Lovenuvolgata ma soprattutto Aportegata e Kirkergata; molto particolari sono i 418 gradini che saliamo lungo la collina di Aksla e che portano al belvedere da dove è possibile ammirare Alesund dall’alto, le montagne e le isole circostanti. Assistiamo a un bellissimo tramonto e quando andiamo a dormire, quasi a mezzanotte, il cielo è ancora chiaro.

    La strada dei Troll
    Ottavo giorno. Partiamo da Alesund percorrendo la E 39.

    Arriviamo ad Andalsnes dove, dopo pochi chilometri con una deviazione, parte la famosa Strada dei Troll (Trollstigen Pass 850 m). Questa strada, che qualcuno considera da brivido, è formata da 11 tornati con una pendenza del 10% ad una sola corsia per entrambi i sensi di marcia per tutta la sua lunghezza. Lungo il tragitto ci fermiamo diverse volte per fotografare sia le vette circostanti che la roboante cascata che si ammira di continuo durante il percorso. Arrivati al passo ci fermiamo per godere del panorama e della vista da capogiro della vallata sottostante. Ripartiamo dirigendoci al Geirangerfjord, ammirando panorami sempre più belli e suggestivi. Traghettiamo da Valldal a Linge e poi via verso il fiordo. Negli ultimi chilometri in discesa per arrivare al Geiranger la strada ha una pendenza pazzesca e viene chiamata “La strada delle aquile “ perché si ha la sensazione di andare giù in picchiata. Inutile dirlo, le soste per le foto sono continue. Prendiamo il traghetto per Hellesylt e ci godiamo una bella mini-crociera ammirando torreggianti pareti e meravigliose cascate del fiordo più visitato della Norvegia. Per la sera arriviamo a Hornidal, dove pernottiamo in un tranquillo parcheggio di un supermercato.

    Il ghiacciaio Birksdalbreen
    Nono giorno. Oggi il cielo è di un azzurro stupendo, proprio la giornata ideale per un escursione al ghiacciaio Birksdalbreen.

    Partiamo da Hornindal e arriviamo al parcheggio di Birksdal verso le 10,30 (parcheggio 50 corone). Lungo il percorso facciamo diverse soste per scattare foto, soprattutto sul ponte sopra una scrosciante cascata. Dopo un’ora e mezza, raggiungiamo il punto dove il ghiaccio, sciogliendosi, forma un lago di colore verde-azzurro. Il percorso per arrivare al ghiacciaio è facile e la pendenza lieve. Per chi volesse ci sono comode automobili che portano quasi al laghetto. Ripresa la strada arriviamo per la notte nel parcheggio di una stazione di servizio vicino al porto di imbarco di Lavik, anche qui, canna alla mano, ci procuriamo la cena in mare.
    Il decimo giorno lo dedichiamo al relax, ci dirigiamo al camping Botnen di Brekke, abbastanza spartano ma con una meravigliosa vista sul Sognefjorden.

    Berger, Il porto

    Berger, Il porto

    Visita a Bergen
    È l’undicesimo giorno di questa bella vacanza e ci dirigiamo verso Bergen percorrendo la E39 fino all’area di sosta che si trova in via Damsgarsveien, sotto il ponte Puddefiordsboroen (N.60.22.56,2 E 5.19.3,2.).

    Le tariffe sono di 170 corone per 24 ore e 25 per l’elettricità. Il centro si raggiunge in 20 minuti a piedi. Approfittiamo della bella giornata di sole, piuttosto raro a Bergen, per salire con la funicolare Floibane (175 corone 2 adulti e un bambino) fino al belvedere del monte Floyen. Da quassù la visuale spazia fino alle isole davanti alla città, ed è un vero spettacolo! Tornati in centro facciamo un bel giro lungo il Bryggen, un insieme di edifici in legno che ospita musei, ristoranti e negozi di souvenir molto colorati e caratteristici, che nel XIII secolo, erano sede di attività commerciali della lega Anseatica. Arriviamo fino al Torget, (mercato del pesce) dove le bancarelle, oltre a pesci di tutti i tipi, vendono anche gustosi panini con gamberetti e salmone. Il mercato è una vera esplosione di colori dove poter acquistare souvenir, magliette, frutta e verdura. Dopo una bella passeggiata lungo Torgalmenningen e vie vicine ritorniamo al camper. Durante la cena ci fa compagnia un grandioso tramonto sul mare mentre, verso l’interno, si forma un bellissimo arcobaleno. La mattina del dodicesimo giorno il cielo è coperto da nuvole leggere, ma non sembra promettano pioggia. Ritorniamo al centro di Bergen per fare di nuovo una passeggiata al Fisketorgen, il mercato del pesce, per fare scorte di salmoni e gamberetti. Ritornando all’area di sosta passiamo al distributore in via Lar Millgate, per pagare il pedaggio d’ingresso alla città del giorno precedente. La procedura è curiosa: occorre dare il numero di targa, il giorno d’ingresso, dire le volte che si è oltrepassati sotto le telecamere e pagare il totale. Sicuramente è una cosa poco pratica e abbiamo dovuto perdere un sacco di tempo. Nel primo pomeriggio lasciamo l’area e ci dirigiamo a Halhjem per traghettare fino a Sandvikvag, e per la notte ci fermiamo a Fijar in un bellissimo posto sul molo dietro ad un supermercato Spar molto fornito. Prima di andare a letto, la consueta pesca miracolosa.
    Ci svegliamo, piove: peschiamo! La quantità di pesce che peschiamo comincia ad essere imbarazzante e, da quei galantuomini che siamo, regaliamo la bellezza di quindici sgombri ad una signora norvegese che con la sua bella barca è attraccata sul molo dietro ai nostri camper. Il nostro gesto di generosità è ripagato: spunta il sole e sembra si prospetti una bellissima giornata. Così in tarda mattinata riprendiamo la 545 e, dopo aver percorso il tunnel sottomarino che va Langedal a Valevag lungo circa 8 km, ci fermiamo nel molo dismesso di Valevag, in disuso dopo la costruzione del tunnel. Trascorriamo due ore nella tranquillità più assoluta in un contesto davvero bello e, dopo pranzo, riprendiamo la strada verso Stavanger, traghettiamo da Saesvagen a Mortavika, per arrivare verso sera a Vikevag dove sostiamo per la notte, anche qui sul molo. Durante l’ultimo tratto di strada abbiamo ammirato panorami davvero stupendi soprattutto nella zona dopo l’isola di Ognoy.

    Trekking sul Preikestolen
    Quattordicesimo giorno: direzione Preikestolen

    Soprannominato “Pulpito”, è uno sperone di roccia a picco sul mare a 600 metri di altitudine. Il sentiero per raggiungerlo è a tratti pianeggiante e a tratti in salita. E’ piuttosto impegnativo e lungo (circa due ore di marcia). Si raccomandano scarpe molto comode, meglio se da trekking. Arrivati al punto tanto sognato, qualche nuvolone non ci fa godere appieno del sole che bacia la roccia, ma il panorama è davvero magnifico e stupendo soprattutto sul Liseyfiorden. Ci godiamo per un paio d’ore questo panorama, quindi ritorniamo al parcheggio. La discesa è quasi più difficile della salita. Nel parcheggio ci sono i servizi con le docce e ne approfittiamo (10 corone).
    Ripartiamo verso Tau dove, una volta arrivati, ci sistemiamo nel parcheggio sopra il porticciolo. Da qui il mattino successivo prenderemo il traghetto per attraversare il fiordo andare a visitare Stavanger, questa volta senza camper.

    Visita a Stavanger
    Quindicesimo giorno: sbarchiamo a Stavanger nel sabato mattina del 23 agosto e la città è deserta!

    Iniziamo la visita dal porticciolo turistico, poi il mercato del pesce, il Duomo e passeggiando piacevolmente arriviamo alla Gamle Stavanger (città vecchia) ad ovest del porto. Qui vediamo diverse file di case in legno imbiancate del XVII secolo, molto caratteristiche e affacciate su stradine acciottolate con molti fiori. In questo quartiere visitiamo anche il museo dell’inscatolamento di sardine norvegesi chiamate “Brisling”. Qui da fine ottocento a metà novecento, l’Atlantico ha regalato il passaggio in massa di questo pesce e l’enorme quantità ha fatto inventare l’affumicatura, la conservazione in scatola e l’esportazione in tutto il mondo. Una grande avventura industriale, con 70 fabbriche in tutta la città, dove lavorava il 50% della popolazione. In questa fabbrica/museo (Hermetikmuseet) si possono vedere i macchinari, l’affumicatoio e l’inscatolamento.
    Acquistiamo alcune scatole e torniamo in centro per fare compere al mercato del pesce. A mezzogiorno la città ha cominciato a vivere, le strade sono piene di gente e il porticciolo è pieno di vita e colori. Riprendiamo il traghetto e ritornati a Tau saliamo sul camper per arrivare al campeggio Borestrand a Bore. Situato sul mare dietro a dune di sabbia molto alte, è la patria dei surfisti. Il campeggio è pieno di gente che pratica questo sport (180 corone con elettricità e docce a pagamento). Godiamo di un bellissimo tramonto sul mare e con questa incantevole immagine andiamo al letto.

    Comincia il rientro
    La mattina successiva restiamo in campeggio per le solite operazioni di riassetto.

    Come prevedibile il vento inizia a farsi sempre più intenso e fastidioso. Del resto, se questo posto piace ai surfisti, ci sarà pure una ragione. Nel primo pomeriggio lasciamo il campeggio per avvicinarci ad Ergesund, dove, lunedì mattina, vogliamo prenotare il traghetto che dovremmo prendere verso metà settimana a Kristiansand per Hanstolm in Danimarca. In serata ci fermiamo presso il porto di Sirevag, un paesino davvero pittoresco. La mattina successiva arriviamo a Egersund e troviamo posto sul traghetto soltanto per giovedì . Dopo un veloce giro per la cittadina arriviamo in serata a Flekkefjord. Sostiamo in un bel parcheggio sul molo, il paesaggio in questa zona e molto sassoso e arido, richiama un pò il paesaggio lunare molto suggestivo.
    L’unico disturbo alla tranquilla nottata è stato il ticchettio della pioggia sul tetto del camper, e la mattina siamo immersi in una coltre di nebbia che fortunatamente pian piano si dirada e lascia il posto al sole. Riprendiamo la strada verso Farsund percorrendo la E 39 poi, dopo Feda, oltrepassiamo due gallerie e un ponte e prendiamo la 465 per arrivare fino al paesino di Loshamn. Negli ultimi due chilometri troviamo una stradina molto stretta, ma il paesino è molto carino e caratteristico con le sue casine bianche con i tetti rossi. Per pranzo ci fermiamo su un bel parcheggio sul molo a Farsund.

    Il faro di Lindesness

    Il faro di Lindesness

    Nel pomeriggio rriviamo al faro di Lindesness: il punto più meridionale della Norvegia. Il faro odierno è stato costruito nel 1915 di un bianco e rosso che risalta in maniera particolare sull’azzurro del mare e del cielo. Per la notte ci fermiamo nel paesino di Svennevik. In direzione di Kristiansand facciamo una tappa a Mandal, dove sostiamo in un parcheggio vicino alla spiaggia di Sjosanden considerata la Copacabana della Norvegia. Nel pomeriggio siamo a Kristiansand, ma qui è stata dimessa l’area attrezzata e dopo alcuni giri ci fermiamo in un parcheggio a pagamento vicino al Fiskebrygga, dove si trova anche un mercato del pesce e diversi ristorantini tipici e suggestivi. È l’ultimo giorno di permanenza in Norvegia. Visitiamo il centro di Kristiansand iniziando dal duomo, il più grande della Norvegia, che può contenere fino a 1800 posti a sedere, costruito in stile neogotico nel 1885. Continuiamo con la visita alla fortezza di Christiansholm, la fontana di Nupen e una parte del Posebjen (la città vecchia). Pranziamo al parcheggio e dopo aver acquistato molto salmone e gamberetti da poter regalare come souvenir, ci avviciniamo al porto per fare il chek-in e, nell’attesa, facciamo una bella doccia presso l’ufficio doganale della Color line. Ci imbarchiamo in perfetto orario e alle 18.30 con un catamarano della Fjord linee partiamo per Hanstolm (euro 179). La traversata dura soltanto due ore ma la grande velocità mette a dura prova il nostro stomaco. Riusciamo a malapena a fare un giro al tax free per spendere le ultime corone. Sbarcati in terra danese arriviamo a Vejle dove ci fermiamo a dormire in un area di servizio. Gli ultimi due giorni sono senza storia, dedicati solo alla trasferta con la bussola ben piantata in direzione sud. Pernottiamo in Germania a Gesenfeld nei pressi di un supermercato.
    Il bentornati in Italia è una coda interminabile tra Vipiteno e Trento. Immancabili i commenti sugli spazi immensi della Norvegia, i suoi paesaggi spesso incontaminati dove l’uomo sembra solo un ospite in un paesaggio ricco e severo al tempo stesso.

    Conclusioni
    In effetti questo è il nostro secondo viaggio in Norvegia con il vecchio fedele “Gigio Blu”, ma in questa puntata siamo partiti in compagnia dei nostri amici Roberto e Leondina, a bordo del loro camper “Robin Hood”. Abbiamo privilegiato la zona dei fiordi e giù fino a Kristansand senza fretta, pescando dove possibile molte volte con successo, così da garantirci otto cene di squisito pesce.
    Dopo la vacanza del 2002 con destinazione Capo Nord siamo stati colpiti dal “mal di Norvegia”.

     Preikestolen, la falesia di granito

    Preikestolen, la falesia di granito

    Questa nazione ci ha affascinati a tal punto che appena ritornati a casa, anche questa volta avevamo già la voglia di ritornarvi. Possiamo anche dire che siamo stati molto fortunati con il tempo, il quale ci ha regalato stupende giornate di sole e, alla sera, c’ha fatto godere di meravigliosi tramonti. I luoghi che secondo noi meritano senza ombra di dubbio una visita sono la Strada Atlantica, così particolare con i suoi ponti e i tramonti da togliere il fiato; Geiranger, una bomboniera in fondo al fiordo più famoso del mondo; il ghiacciaio Birksdalbreen, una lingua di ghiaccio che scende dallo Jostedalsbreen, il ghiacciaio più esteso d’Europa; Bergen, con le sue case e il mercato del pesce molto caratteristico; “Preikestolen”, il cosidetto “Pulpito”, che da solo vale un viaggio con i suoi panorami indescrivibili sul Lysefjorden; Lindesness, la punta più estrema della Norvegia, e il suo faro di un colore rosso fuoco, ed infine non potevamo dimenticarci di Kristansand, con le sue vie piene di fiori e il suo caratteristico porticciolo Fiskebrygga, stupendo di notte perchè tutto illuminato. In questo racconto abbiamo cercato di trasmettere le nostre sensazioni di fronte a questi paesaggi, ma non potranno mai essere abbastanza suggestive rispetto ciò che il viaggiatore prova in questi luoghi.

    E SE PROVASSI A PESCARE ANCH’IO…?
    Nel mare norvegese si pesca (parlo di pesca che si fa dalla riva) con cucchiaino e canna spinning di lunghezza che può andare da 180 cm a 270 cm, quindi di facile trasporto. Io usavo come esca il Rapala (o pesce finto di piombo) con ami in fondo. Si trovano dappertutto, anche nei market, costa da 20-50 NOK. Sembrano piccole alici colorate in blu, verde, argento, rosso, e si usano senza alcun piombo aggiuntivo. I pesi vanno da 15 a 100 o più grammi, io usavo normalmente quelli di 25, 50 o 75 grammi. Il filo di diametro 0.30 o 0.40. Quando il cucchiaino cade a una distanza di 35-50 metri, bisogna attendere che scenda un po’, e poi girare il mulinello non tropo velocemente, tanto per non farlo cadere sul fondo dove si incaglia senza speranza di recupero. Bisogna stare attenti anche alle alghe: ce ne sono tante e anche quelle non perdonano. Dove c’è una striscia di alghe, larga anche 3 metri, è molto difficile pescare con le canne corte (fino ad 1,5 m), perché il pesce, se non sei molto veloce, ti porta il cucchiaino sotto le alghe e allora saluti pesce ed esca. Ho usato anche dei fili a cui erano attaccati degli ami (4 o 5) con piume artificiali e con delle palline colorate e fosforescenti con in fondo attaccato il Rapala. Anche questo sistema funziona molto bene. Con questi piccoli suggerimenti chiunque può provare a pescare e vedrete: i risultati non tarderanno ad arrivare!
    Divieti e licenze per la pesca.
    In mare si può pescare dalla riva senza nessun tipo di permesso o licenza. Nei fiumi e nei laghi, specialmente per la pesca al salmone, occorre un permesso da richiedere in loco.

    SOSTA CAMPER
    La presenza dei camper service, soprattutto all’estremo Nord, è piuttosto rara, ma decisamente buona al centro e al sud. Al sud spesso presso i distributori vi sono pozzetti usufruibili gratuitamente. Sono tutti (o quasi) del tipo “sanistation” e a pagamento (mediamente 20-30 Nok). Se compiuta con attenzione e gran rispetto dell’ambiente e delle persone eventualmente presenti, chi ha il WC a cassetta, può utilizzare le aree Pic-nic dotate (quasi tutte) di WC. Nel caso dei nautici è opportuno, per non avere problemi, dotarsi di un serbatoio supplementare da poter trasportare.

    INFORMAZIONI
    Chilometri percorsi: 6.500
    Spesa benzina: euro 410 (Litri 266)
    Spesa GPL: euro 620 (Litri 833)
    Media Km/Lt: 5.91
    Spese autostrada: euro 97
    Traghetti: euro 508
    Campeggi: euro 245
    Spese varie: euro 1.422
    Documenti: carte d’identità valida per l’espatrio per gli adulti, i minori di 15 anni sprovvisti di documento proprio valido per l’espatrio, devono essere iscritti sul passaporto di un genitore. Per l’assistenza medica gratuita è necessario esibire la tessera sanitaria o, in mancanza, il modulo sostitutivo da richiedere alla propria ASL
    Guide: noi abbiamo usato Lonely Planet, ben dettagliata, mentre come atlante stradale consigliamo l’acquisto in loco con scala minimo 1:325.000, in modo trovare anche i più piccoli paesi.
    Gpl: buona reperibilità di gas in Germania, più difficoltosa in Danimarca e Norvegia.
    Norsk Caravan Club

    www.nocc.no/
    www.visitnorway.com
    www.amb-norvegia.it

  • Parco degli Alberi Parlanti

    Veneto • Treviso 

    Il Parco degli Alberi Parlanti è stato inaugurato nel 2008 in uno splendido parco storico a pochi chilometri dal centro di Treviso

    La visita al Parco è un’esperienza coinvolgente e molto divertente e, grazie ai personaggi delle serie cartoon prodotte da Gruppo Alcuni per Rai Due, propone la scoperta e l’approfondimento di temi diversi e attuali (cinema, cartoon, natura, scienza, invenzioni) attraverso uno stile ludico che fa vivere il bambino da protagonista. I percorsi permettono di calarsi in un contesto suggestivo e innovativo, stimolando la curiosità e incoraggiando i bambini a toccare, sperimentare, ipotizzare soluzioni. Sono attivi numerosi percorsi per i bambini, all’aperto e all’interno della Cedraia, dov’è ospitato anche un fornito bookshop e una caffetteria. Da segnalare, tra i tanti percorsi possibili, “Alla scoperta dei quattro elementi”, un avvincente viaggio insieme al giovane Leonardo da Vinci alla scoperta di acqua, aria, fuoco e terra. “Con i Cuccioli dalle ombre cinesi ai cartoon” è un’avventura nel magico mondo dei cartoon studiata appositamente per i più piccoli. Nel grande parco si può anche andare alla ricerca di “Draghi, dinosauri e animali estinti”: i bambini diventano esploratori per incontrare dal vero la tigre dai denti a sciabola, il Dodo, il Mostro di Loch Ness, un terribile Raptor; e con “Le scienze naturali al Parco” ci sono laboratori e percorsi per scoprire alberi, semi e l’ecosistema dei corsi d’acqua. Ogni percorso è guidato da un animatore che dà ai giovani visitatori la possibilità di scoprire tutti i segreti del Parco grazie a visite coinvolgenti e studiate per essere adatte a specifiche fasce d’età. Per info su percorsi attivi e aperture si consiglia di visitare il sito internet o telefonare.

    Orari/apertura: sabato pomeriggio dalle ore 14.00 alle 18.30 – domenica dalle ore 10.00 alle 18.30
    Quale età: adatto a tutti. Percorsi per visitatori dai 3 ai 15 anni
    Costo: biglietti dai 5 euro ai 7 euro (per gli adulti); ingresso gratuito bambini sotto i 3 anni
    Sosta Camper: ampio parcheggio in via Ghirlanda. Area attrezzata per camper in via Castello d’Amore (zona Stadio) a 5 minuti di distanza dal Parco degli Alberi Parlanti e dal centro storico.

    Parco degli Alberi Parlanti
    Viale Felissent – Treviso
    Tel. 0422 694046
    info.parco@alcuni.it
    www.parcodeglialberiparlanti.it


     
  • cascate dell’Acquafraggia

    Lombardia • Borgonuovo di Piuro (SO)  

    In Val Chiavenna, a pochi passi dalla strada principale, la natura offre il meglio di sé: il doppio salto del torrente Acquafraggia regala uno spettacolo suggestivo e impareggiabile.

    Le cascate, con il loro maestoso spettacolo, impressionarono pure Leonardo da Vinci che le menzionò nel suo “Codice Atlantico”: “Su per detto si truova chadute di acqua di 400 braccia le quale fanno belvedere”. Le cascate si possono ammirare dal basso, dove il fragore, gli spruzzi e il vento sfideranno i più avventurosi, e anche dall’alto. Un sentiero attrezzato tra castagni, ginestre e rocce permette di vivere da vicino questo stupendo spettacolo naturale e di conoscere l’ambiente circostante con rigogliosa vegetazione e rocce scure, ammirando, dalle terrazze panoramiche lungo il sentiero, l’intera vallata fino alla piana di Chiavenna. Il torrente Acquafraggia, dopo aver creato un laghetto in quota in una conca formata da un antico circo glaciale, supera un dislivello di 1800 metri con vari balzi. Da ciò deriva il nome di origine latina “Acqua Fracta”, cioè acqua “spezzata” da cascate. Le cascate dell’Acquafraggia sono anche di grande interesse geologico: rappresentano, infatti, un tipico esempio di escavazione glaciale a “U” nella valle principale (la Val Chiavenna), che ha lasciato “pensili” gli affluenti che vi precipitano mediante un poderoso salto. Diversi itinerari escursionistici hanno come punto di partenza le cascate dell’Acquafraggia: il principale è la caratteristica mulattiera che sale all’antico borgo di Savogno. Il percorso è interessante dal punto di vista storico-culturale, perché fa rivivere momenti di storia della gente di montagna. Indicati particolarmente per i bambini sono il percorso vita ad anello che collega Borgonuovo a Prosto e la pista ciclabile che arriva ai piedi delle cascate.

    Orari/apertura: tutto l’anno
    Quale età: tutte le età
    Durata: a piacimento
    Costo: gratuito
    Sosta Camper: punto sosta nei pressi delle cascate; Camping Acquafraggia via S. Abbondio 1/b Piuro (SO) Tel. 0343 36755 – www.campingacquafraggia.com; AA a Chiavenna, a 3 km da Borgonuovo di Piuro.

    Cascate dell’Acquafraggia
    Borgonuovo di Piuro (SO)
    Valtellina Turismo Tel. 0342 215921 – 0342 683470
    www.valtellina.it

     

  • Vista Abisso Ancona (G65)

    Marche • Genga (AN)

    Nell’anconetano, un magnifico scenario naturale fatto di colonne, stalattiti, stalagmiti e laghetti. Perfettamente messo in sicurezza per vivere tutte le suggestioni che provano speleologi, in “formato famiglia”.

    Fu nel 1948 che alcuni speleologi scoprirono l’ingresso del fiume nella grotta; da allora non smisero di esplorare la zona, facendo di anno in anno nuove ed esaltanti scoperte. Nel 1974 le grotte furono aperte al pubblico e da allora tutti possono ammirare questi luoghi incantevoli in cui si apprezzano lo splendore e la maestosità della natura. Il percorso turistico, accessibile a tutti, anche ai disabili fino alla sala dei 200, si snoda per un chilometro e mezzo all’interno della montagna. L’abisso Ancona è la prima parte della grotta apparsa ai suoi scopritori e ha preso il nome dalla loro città di provenienza. È un’enorme cavità, forse tra le più grandi in Europa e nel mondo, con 180 metri di lunghezza, 120 metri di larghezza e 200 metri di altezza. Guardando in basso si può notare l’”angolo del paradiso”, mentre in alto, sulla parete sinistra, la “fetta di pancetta”. Inoltrandosi nel percorso turistico è visibile un laghetto cristallizzato. Sopra questa cristallizzazione è presente una stalagmite ferrigna di oltre due metri sulla quale, lateralmente, si è originata una piccola concrezione bianca chiamata, per la fantasia degli speleologi, il “diavolo con la candela”. Molte sono le sorprese che questa grotta regala: “I giganti”, enormi stalagmiti, il “Niagara”, una colata bianchissima di calcite allo stato puro, di notevoli dimensioni, il “Gran Canyon”, con crepacci in fondo ai quali si trovano cavità completamente allagate. Per i più grandi e avventurosi sono previsti due percorsi speleo di 2 o 3 ore dove i bambini (dai 12 anni) affrontano l’esplorazione della grotta, muniti di tutta l’attrezzatura di protezione: caschetto, pile frontali, imbragatura e corde. Si affronteranno brevi arrampicate, cunicoli, strettoie e scivoli e dei “fuori percorso” per un primo approccio alla speleologia davvero avventurosi e divertenti. Si suggerisce di indossare un maglione poiché la temperatura interna è di 14 °C costanti. Per i bambini piccoli si consiglia l’utilizzo di uno zaino porta bebè.

    Orari/apertura: tutti i giorni nelle ore 10-11-12-14.30-16-17; nei ponti: orario continuato 9.30-18.00 con ingressi a frequenza variabile. Su prenotazione possono essere previste entrate in orari differenti tenendo comunque presente che il primo ingresso è alle ore 9 e l’ultimo alle ore 18
    Quale età: percorso turistico per tutte le età; i percorsi speleo dai 12 anni
    Durata: 1 ora e 15 per il percorso turistico; 2 ore per il percorso speleo blu; 3 ore per il percorso speleo rosso
    Costo: adulti 15,50 euro, ridotti (6-14 anni) 12 euro, bambini sotto i 6 anni gratuito, percorso azzurro 35 euro; percorso rosso 45 euro, per questi 2 percorsi è necessaria la prenotazione e la visita speleologica si svolge al raggiungimento di minimo 10 persone (il biglietto comprende la visita con guide e la fornitura di tutta l’attrezzatura necessaria) Tel. 0732 90090
    Sosta Camper: area sosta camper c/o il PS delle grotte con possibilità di scarico

    Grotte di Frasassi
    Genga (AN)
    Numero verde Tel. 800 166250
    Percorsi Speleo Tel. 0732 90090
    www.frasassi.com

     

  • Museo Nazionale dell’Antartide

    Friuli Venezia Giulia • Trieste

     Il museo del continente bianco al Museo Nazionale dell’Antartide ha tre sedi:Trieste, Genova e Siena

    Nella sede di Trieste i bambini potranno scoprire molto su questo magico continente bianco. Per cominciare verrà mostrato loro un video introduttivo, per poi ripercorrere le tappe della scoperta attraverso l’esposizione di alcune preziose carte storiche originali. Il secondo settore del museo narra la storia dell’esplorazione dell’Antartide e si conosceranno i coraggiosi avventurieri Robert Falcon Scott, Roald Amundsen ed Ernest Henry Shackleton. Si potranno vedere modellini in legno delle tre navi e la ricostruzione della poppa della nave Endurance che rimase intrappolata nel pack. L’ultimo settore si occupa delle spedizioni italiane a partire dagli inizi del ‘900, fino alle ultime organizzate dal Progetto Nazionale delle Ricerche in Antartide. Nel Museo si trovano inoltre postazioni interattive e percorsi multimediali che permettono di conoscere ogni aspetto del Continente bianco: dalle spedizioni storiche a quelle più recenti, all’avventura italiana in Antartide, fino ad approfondimenti su clima e paleoclima.

    Orari/apertura: lunedì 9:00 – 15:30; martedì – venerdì 9:00 -18:00; sabato 9:00 -13:00/15:00 -18:00
    Quale età: tutte le età
    Costo: adulto 6 euro, ridotto (da 6 a 14 anni) 5 euro, bambini sotto 6 anni gratis
    Sosta Camper: PS nei pressi del museo

    Museo Nazionale dell’Antartide
    Sezione di Trieste:
    Parco di San Giovanni
    Via Weiss 21 – Trieste
    Tel. 040 567889 – 040 558 6125
    museoantartide@units.it
    www.mna.it

     

  • Sleddog, Musher  per un giorno

    Lombardia • Ponte di Legno (BS)

    La scuola italiana Sleddog offre la possibilità agli adulti ed ai bambini dai 6 anni in su di provare per un giorno ad essere un vero musher, il conducente di una slitta trainata da cani

    Ogni partecipante guiderà la propria slitta su percorsi diversi a seconda del tipo di gruppo (gruppo min di 1 max 4 persone). Per i bambini si guiderà sul terreno adiacente la scuola, per poi inoltrarsi nel bosco. Qui Armen, fondatore della scuola, racconterà la storia di Balto, il famoso cane che concluse la staffetta di venti mute di cani da slitta per trasportare la cura necessaria per bloccare un’epidemia di difterite scoppiata in Alaska. Inoltre Armen, per tutta la durata dell’avventura, cercherà di trasmettere, oltre agli insegnamenti teorici di base – come gli ordini per comandare i cani – tutto il suo amore nei confronti degli animali, della natura e del mondo selvaggio raccontando le sue avventure nell’artico. Alla fine della gita ai bambini verrà mostrato come accudire il cane dopo l’escursione: gli si darà la minestra calda e lo si pulirà, proprio come si farebbe ad un check- point della 1800 km di Alaska, la famosa Iditarod che Armen ha percorso ben tre volte. Durante l’estate la scuola offre la possibilità di fare una passeggiata in huskytrekking, con i cani husky imbragati, per conoscere la natura i con occhi completamente nuovi.

    Orari/apertura: tutto l’anno inverno sleddog; estate husky-trekking
    Quale età: dai 6 anni
    Durata: 3 ore
    Costo: adulto 120 euro, bambini 90 euro. Prenotazione obbligatoria con largo anticipo.
    Sosta Camper: a Ponte di Legno AA comunale all’ingresso del paese

    Scuola Italiana Sleddog Progres
    Località Case Sparse, 10  – Ponte di Legno (BS)
    Tel. 0364 92231; Tel. 338 8137697
    info@scuolaitalianasleddog.it 
    www.scuolaitalianasleddog.it

     

  • RHAETISCHE BAHN: Berninalinie

    Lombardia • Tirano (SO)

    Tra neve e ghiacciai sul trenino rosso del Bernina. Il Bernina Express è il treno panoramico più alto d’Europa. Collega Tirano alla Svizzera. 

    È un treno che viaggia da più di cento anni senza cremagliera sia d’estate che d’inverno: i treni, infatti, fin dal 1913 furono dotati di spazzaneve a vapore automatico e di trazione elettrica, sistemi innovativi per quel tempo. Il percorso del treno, in particolare la tratta tra Tirano e Thusis, è Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il panorama che si gode dalle carrozze panoramiche è unico: potrete ammirare da vicino i ghiacciai, le nevi perenni e le vette del massiccio del Bernina. La tratta ferroviaria è costituita da 55 gallerie, 196 viadotti con pendenze che arrivano fino al 70% e tocca il suo punto più alto all’Ospizio Bernina, a 2253 metri. Se non volete trascorrere una notte in alberghi svizzeri, il consiglio è quello di fare solo il tragitto da Tirano, punto di partenza, a St Moritz, in Svizzera. Potrete così passare qualche ora nel paese di montagna, chiamato la Montecarlo delle Alpi, prima di ripartire per il viaggio di ritorno che vi porterà al punto di partenza, a Tirano.

    Orari/apertura: tutto l’anno
    Quale età: per tutti
    Durata: 8 ore andata e ritorno con sosta a St. Moritz
    Costo indicativo: adulti 60 euro a/r, bambini sotto ai 6 anni gratis (tenuti in braccio), bambini fino ai 14 anni 30 euro a/r, prenotazione obbligatoria
    Sosta Camper: area di sosta in via alla Polveriera sulla circonvallazione di Tirano, a 800 metri dalla stazione; coordinate GPS: 46.213883 N – 10.155924 E

    Bernina Express
    Tirano (SO) Tel. 0342 701353

    www.rhb.ch

     

  • Grotte di Stiffe

    Abruzzo • San Demetrio ne’ Vestini (AQ)

    Avventuriamoci lungo il corso del fiume sotterraneo fino alla grande cascata sotterranea delle Grotte di Stiffe. Emozioni forti, formato famiglia, una gita perfetta in tutte le stagioni

    Le Grotte di Stiffe sono uno dei fenomeni carsici più conosciuti d’Italia. La grotta è una “risorgenza”, una cavità dal cui interno fuoriesce un torrente sotterraneo che ci accompagna per tutti i 700 metri di sviluppo del percorso turistico tra rapide e cascate spettacolari. La grotta è viva, ancora in formazione e, complice la penombra, ci svela i suoi segreti e ci mostra le sue opere millenarie scolpite nella roccia dall’acqua e dal tempo. Lo sguardo coglie ogni dettaglio delle concrezioni, si perde nell’oscurità dell’ignoto, si sofferma sulla spuma del torrente che mormora dolci, incomprensibili parole. D’inverno, al riparo dalle rigide temperature esterne che caratterizzano l’Abruzzo aquilano, il fiume sotterraneo offre lo spettacolo più suggestivo creando straordinari effetti sonori e visivi: tumultuoso, impetuoso, selvaggio e al contempo inquietante, il torrente si annuncia saltando lungo le balze rocciose e nel cuore della cavità, rompe fragorosamente il silenzio rarefatto, a ricordarci che le Grotte di Stiffe sono opera sua. Il torrente in ambienti di immensa e incantevole bellezza, ci affascina con lo spettacolo delle acque che, nella grande e maestosa sala della cascata, precipitano in un vertiginoso balzo, facendo vivere un’emozione profonda ed irripetibile. E poi una seconda cascata che prorompe da un’altezza di 20 metri. La bellezza delle cose ama nascondersi e l’uomo ama scoprirne i segreti: sulla parete destra della sala la colata dai tre colori sembra trasformare in pietra la stessa bellezza e l’una e l’altra insieme scendono a bagnarsi i piedi fin nell’ultimo laghetto.

    Orari/apertura: orario invernale (dal 15 ottobre al 15 marzo): dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Ultimo ingresso alle ore 17.00.
    Quale età: adatto a tutti. Un’ora di visita per 700 metri di camminata. 10° C costanti.
    Costo: intero 10 euro; ridotto 8,50 euro(bambini 6-14 anni); gratuito sotto i 6 anni
    Sosta Camper: area camper nel complesso turistico delle grotte

    Grotte di Stiffe
    Via del Mulino 2 – Loc. Stiffe – San Demetrio ne’ Vestini (AQ)
    Da l’Aquila SS. 261 fino al bivio di Stiffe e poi seguire le apposite indicazioni.
    Tel. 0862 86142 – 327 9728914
    info@grottestiffe.it
    www.grottestiffe.it


     


  • Baby snow park  SEstola

    Emilia Romagna • Sestola (MO)

    Fantasie sulla Neve: uno dei primi baby snow park d’Italia, perfetto per una giornata o un weekend sulla neve senza dover raggiungere le Alpi

    La vetta appenninica del Monte Cimone non sarà spettacolare o di grido come le cugine dolomitiche, ma sa regalare tutte le suggestioni paesaggistiche della montagna in inverno. Ha anche il vantaggio, in particolare per gli emiliani e per i toscani, di poter essere raggiunto con facilità, senza affrontare lunghe e costose trasferte autostradali. Già dal 2002, la stazione sciistica modenese ha allestito Cimonelandia, una struttura a misura di bambino collocata nelle immediate vicinanze del lago della Ninfa. Nei pressi c’è anche il Cimoncino, stessa organizzazione e migliori possibilità di sosta per i camper. Il parco accoglie i bambini dai 4 anni fino ai 10 e permette loro di passare una giornata scatenandosi in diverse attività e giochi, il modo migliore per prendere confidenza sulla neve o muovere i primi passi sugli sci in tutta sicurezza: giochi gonfiabili, un serpentone, gommoni su cui scendere a rotta di collo, uno scivolo e uno spazio giochi, gli slittini e il tapis roulant per tornare in cima alla discesa. I maestri di sci daranno le prime lezioni ai bambini che decidono di indossare gli sci ai piedi e cominciare a fare sul serio. E per i genitori o i nonni? Scegliete voi se passare la giornata a scattare fotografie ai piccoli durante una giornata particolarmente divertente o se godere degli impianti di risalita e farvi qualche discesa. I bimbi restano sorvegliati e in buona compagnia.

    Orari/apertura: aperto da dicembre ad aprile. Orario feriale dalle 9.00 alle 16.30, weekend e festivi dalle 8.30 alle 16.30
    Quale età: dai 4 ai 10 anni
    Costo: info in loco
    Sosta Camper: sosta libera alla partenza degli impianti. Il parcheggio è condiviso con le auto, dopo le 17.00 si svuota e si resta padroni della montagna. Chi non ama la solitudine troverà l’area attrezzata a Sestola in piazza Guidellina.

    Baby snow park 
    Località Cimoncino – Sestola (MO)
    Tel. 0536 62489
    www.cimonesci.com