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Mete

  • Appuntamento autunnale a Monaco di Baviera per la festa della birra più famosa del mondo. La città, la manifestazione e le istruzioni per l’uso per brindare alla birra nuova in ottima compagnia

    A giudicare dal tutto esaurito che registrano i noleggiatori di camper nei giorni corrispondenti all’Oktoberfest, verrebbe da pensare che questa è una festa per camperisti e il colpo d’occhio nell’Oktoberfest Camping a München-Riem lo confermerebbe. In realtà passati i cancelli del Wiesn, il parco che ospita la grande manifestazione, sono oltre sei milioni i visitatori che berranno altrettanti litri di birra e oltre, la metà degli arrivi a Firenze in un’intera annata turistica… Vengono serviti (dati dello scorso anno) 114 buoi e 58 vitelli, mentre il numero dei polli sfugge alle statistiche. Hanno un bel dire i bavaresi, che con una certa nostalgia ricordano quando questa era la festa tutta per loro: si tratta di un affare colossale che muove decine di milioni di euro e promuove l’immagine della Baviera e dei birrifici di Monaco in tutto il mondo. Preparatevi dunque a un grande evento, a emozioni forti, a lunghe attese e a essere testimoni di uno degli eventi più unici al mondo. Se non avete intenzione di sedervi e bere fino allo sfinimento, preparatevi anche a visitare questa bella città, le cose da vedere sono tante e tutte interessanti. Cosa aspettate? La festa inizia il 17 settembre e finisce il 3 ottobre, siamo sicuri che in quel lasso di tempo riuscirete a trovare un posto a sedere anche se non avete prenotato… Proprio così, se avete dimestichezza con il tedesco e contattando le aziende produttrici di birra è possibile avere, con un po’ di fortuna, il vostro posto prenotato. Un consiglio: le grandi compagnie di amici sono quelle che fanno più fatica a sistemarsi. Contenetevi (in tutti i sensi), se possibile, e tutto sarà più semplice.

    Iniziamo dalle informazioni base, perché per chi non è mai stato all’Oktoberfest potrebbero essere preziose. Gli orari innanzitutto: si comincia a bere presto, alle nove o alle dieci del mattino a seconda dei giorni, in compenso alle 22,30 servono l’ultima birra e alle 23 finisce tutto. Se non volete rendervi ridicoli evitate di chiedere una piccola, una media e altri formati strani. Qui si servono boccali da litro al costo di circa 10 euro, l’entrata all’Oktoberfest è invece gratuita. Il litro sembra una grande quantità di birra, ma non conosco nessuno che sia uscito dopo averne bevuto uno solo. Solo l’amore dei tedeschi verso le regole (comprese quelle relative al Codice della strada) ha fatto sì che gli stand di Löwenbräu, Paulaner e Spaten servano anche birra analcolica. Insieme alla birra potete ordinare anche da mangiare: pollo, stinco, bue allo spiedo, crauti… non si sgarra dalla tradizione. Nei tendoni non si entra con zaini e zainetti: chiamatela sindrome da terrorismo, se volete, ma il timore maggiore è che spariscano i boccali (lo scorso anno in ottomila l’hanno comunque fatta franca, tanti sono i boccali che non sono mai tornati alla base). Le ragazze che servono ai tavoli hanno stoica pazienza e teutonica precisione ma aiutatele nel loro lavoro; non accetteranno il vostro bancomat, la carta di credito e nemmeno il pezzo da 500 euro che gli esibirete: portate banconote di piccolo taglio e monete in abbondanza per sveltire la situazione. Siamo all’Oktoberfest, non in paradiso, e le grandi concentrazioni di persone catalizzano borseggiatori da ogni dove: il consiglio è quello di indossare un gilet multitasche dove distribuire telefonino, chiavi, soldi. State tranquilli, ci sono ingenti forze di sicurezza e anche task force internazionali di agenti in borghese (sì, anche italiani) che danno una mano ai colleghi di Monaco per reprimere prontamente reati o, più comunemente, comportamenti molesti da parti di chi ha alzato troppo il gomito: oltre 2.000 interventi lo scorso anno.

    Arrivano gli osti!
    Tutto inizia sabato 17 settembre con l’arrivo degli osti al Wiesen e dura fino a domenica 2 ottobre

    La parata ha dello spettacolare, sono circa un migliaio che alle 10.45 e per un’ora sfileranno per Sonnenstrasse, Schwanthalerstrasse, fino alla Theresienwiese: carrozze decorate trasportano le belle e scollate cameriere, riproduzioni degli antichi carri delle fabbriche di birra monachesi trainati da grandi cavalli o da buoi, guidati da birrai in abiti tradizionali, il tutto accompagnato dalle coloratissime orchestre tradizionali (che non mancheranno di intonare “O’ sole mio” e simili in onore degli ospiti italiani durante le libagioni). In testa il “Münchner Kindl”, il monaco simbolo di Monaco (scusate il bisticcio di parole) che a cavallo guida il corteo. Il fatto che sotto il saio ci sia una bella ragazza rende tutto più gaio. Segue il carro del Borgomastro, il sindaco, che alle dodici in punto con maestria martellerà la spina nella prima botte pronunciando “O’zapft is!”. Da quel momento inizieranno a scorrere fiumi di birra dalle botti verso i boccali per tutti gli stand. Il giorno dopo è la volta della sfilata dei costumi tradizionali e degli “Schützen”, gli sparatori. Inizia alle ore 10.00 e dura un paio d’ore. La parata si svolge per le strade del centro ed è lunga ben 7 chilometri: gruppi folcloristici, uniformi storiche, orchestrine, bande di fanfare e suonatori, sbandieratori, danzatori e carrozze storiche. Peccato che per partecipare alle sfilate occorra munirsi di un biglietto piuttosto costoso (circa 50 euro il sabato e 60 la domenica) che può essere acquistato in prevendita attraverso il sito www.muenchenticket.de.

    Oltre la birra
    Fuori dai tendoni è tutta una festa: il Theresienwiese è pieno di stand e passeggerete accompagnati dal costante profumo dei wurstel fumanti e di irresistibili dolci. 

    Combatterete con la tentazione di acquistare ogni sorta di gadget, dal -copricapo tipo cappellaio magico con i -colori bianco-celeste della baviera all’elmetto per trasportare e bere con un sistema di cannucce due birre contemporaneamente, passando per il tipico cappellaccio in feltro grigio decorato con il nastro bavarese… Vi sentirete parte di una partita più grande di voi. Ovviamente non potrete non -acquistare un boccale commemorativo dell’evento, anche se sapete già destinato a prendere polvere per gli anni a venire. Il Luna Park è un vero spasso: le attrazioni sono adatte sia per chi viene con la famiglia sia per gli spericolati della giostra… Ma la cosa più divertente è osservare gli ubriachi alle prese con improbabili manovre per salire su una giostra, che si sfidano al martello o al tirapugni o che tentano di salire una rampa d’accesso e cadendo fanno cadere tutti quelli dietro di loro: uno spettacolo nello spettacolo. Sazi di birra e di tanto divertimento potreste affrontare una passeggiata in centro. In una ventina di minuti si arriva in Marienplatz, la piazza centrale di Monaco, famosa anche per lo Glockenspiel, l’enorme carillon che tre volte al giorno (alle 11, alle 12 e, da marzo a ottobre, anche alle 17) fa alzare il naso all’in sù per ammirare lo spettacolino del movimento delle statue meccaniche sulla torre del neogotico Neue Rathaus. Il carillon è disposto sui due piani: il movimento nella parte alta rappresenta i festeggiamenti per il matrimonio del duca Guglielmo V con la principessa Renate von Lothringen, mentre in quello inferiore è rievocata l’antica danza dei bottai. Ma la piazza è un tripudio di monumenti e simboli, come la Mariensäule, la colonna di marmo che si erge al centro della piazza sulla cui sommità è sistemata la statua in bronzo dorato della Madonna, patrona della Baviera. Altro edificio è l’Alte Rathaus (Vecchio Municipio), del 1400, nella cui torre è ospitato il Museo del giocattolo. Quindi l’ottocentesca Fischbrunnen, la fontana del pesce: qui è tradizione di buon auspicio sciacquare il portafoglio il mercoledì delle ceneri. Marienplatz è parte della vasta isola pedonale che coinvolge le principali strade del centro storico, perfetto per una passeggiata tra le bellezze -architettoniche della capitale della Baviera e per conoscere, magari in un’atmosfera un po’ più raccolta, le celebri birrerie storiche e di rappresentanza dei birrifici cittadini. Non distante da Marienplatz si incontra la più vecchia chiesa di Monaco, St. Peter, con il campanile dalla caratteristica cupola a lucernario, uno dei simboli della città e dal quale si gode di uno splendido panorama. Nei pressi di Marianplatz c’è il Viktualienmarkt, il mercato coloratissimo che si svolge tutti i giorni dal lunedì al sabato. La Neuhauser e la Kaufinger Strasse sono le strade più animate di Monaco con negozi, ristoranti e spettacoli di strada. In quest’area visitiamo il Duomo Frauenkirche, particolare per i suoi “campanili gemelli”: la cattedrale risale alla fine del ‘400 e una leggenda narra che l’impronta del piede presente sul pavimento all’ingresso sia del piede del diavolo. Bella da vedere anche la chiesa dei frati Teatini, la Theatinerkirche. Altra piazza molto caratteristica è Stachus, chiamata Karlsplatz, con due bei palazzi che la chiudono a semicerchio. Nei pressi c’è il giardino botanico.

    Una lunga e schiumosa storia
    Tutto comincia da una festa di matrimonio nell’ottobre del 1810: roba in grande stile, si intende.

    Gli sposini erano niente meno che il principe ereditario Luigi, il futuro Re Luigi I, con la Principessa Therese di Sachsen-Hildburghausen. Gli invitati furono numerosi. In pratica tutta Monaco, dai nobili alle maestranze. Una corsa di cavalli alla quale assistette anche la famiglia reale concluse le feste nuziali: fu una festa per tutta la Baviera! Reali e cittadini ci presero gusto e si diedero appuntamento per l’anno successivo. Quel giorno nacque l’Oktober-Fest. Se nei primi decenni la festa consisteva nella corsa dei cavalli, una fiera dell’agricoltura, qualche giostrina e alcuni punti dove si serviva birra, già negli ultimi anni dell’Ottocento birrifici e osti cominciarono a far sorgere grandi capannoni perché gli avventori potessero sedersi e bere tranquillamente qualunque fosse l’andamento stagionale. Di pari passo cresceva il Luna Park, che nella seconda metà dell’ottocento cominciò ad essere un vero fenomeno di moda.

    DA VEDERE A MONACO

    PINACOTECHE
    Alte Pinakothek: è dedicata alla pittura europea dal XIV al XVIII secolo. Le opere di Dürer, Rembrandt, Rubens e Leonardo da Vinci ne fanno una fra le più prestigiose gallerie del mondo.
    Neue Pinakothek: raccoglie la pittura europea a partire dal tardo Settecento.
    Pinakothek der Moderne: a livello mondiale è uno dei più grandi musei delle arti figurative del XX e del XXI secolo. Info: Barer Str. 40 – München – Tel. +49 (0)89 238 05 360 – www.pinakothek.de

    MUSEI
    Deutsches Museum – Museo della Scienza e della Tecnologia. Barche a vela, modelli d’atomo, mulini a vento, sonde spaziali, locomotive diesel, robot industriali, organi a canne e tanti altri capolavori della scienza e della tecnica. Con i suoi 50.000 mq di superficie è uno dei musei più grandi in assoluto. Fanno parte del Deutsches Museum anche il Verkehrszentrum, dedicato ai trasporti, inaugurato nel 2003 nei padiglioni della vecchia Fiera, e il Cantiere aeronautico di Oberschleissheim che espone numerosi velivoli. Tel.: +49(0)89/21 79 – 1 – www.deutsches-museum.de
    BMW Museum: il museo della BMW, nel caratteristico edificio avveniristico che somiglia ad una tazza argentea, fa parte dei musei di Monaco di maggior richiamo. La mostra “Zeithorizont” illustra la storia avvincente dell’evoluzione della tecnica: dalle storiche auto sportive ai prototipi scientifici, fino ai progetti futuristici di automobili e motociclette. É possibile infine informarsi anche su temi attuali, come i sistemi di propulsione alternativi, il riciclaggio e la gestione del traffico. Petuelring 130 – München – Tel: +49(0)89/382 25 652. Orario di apertura estivo tutti i giorni dalle 10 alle 22.
    • Hofbräuhaus: una birreria famosa in tutto il mondo nelle cui ampie sale possono trovare ristoro almeno 5.000 clienti. Si trova alla Platzl (Piazzetta) in pieno centro e dal 1852 viene gestita dalla Regione Baviera. Per questo la sua fabbrica di birra oggi si chiama Staatliches Hofbräuhaus in München (Birreria statale di Monaco). È aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.30. www.hofbraeuhaus.de
    • Castello e parco di Nymphenburg: il vasto complesso barocco, nei sobborghi occidentali di Monaco, è un significativo esempio di corte barocca e ospita significative collezioni artistiche. I preziosi arredi del castello e i ritratti delle “bellezze” amate dal re Luigi I, fanno di Nymphenburg una delle attrazioni di maggior richiamo di Monaco.
    • Neues Rathaus (Municipio): imponente edificio neogotico. Di grande richiamo e famoso in tutto il mondo è il carillon, nella sporgenza della torre. Lo si può vedere in funzione tre volte al giorno: alle 11, alle 12 e alle 17 (da novembre a febbraio solo alle 11 e alle 12). Dalla cima della torre, alta 85 metri, si gode una bella vista di Monaco. Marienplatz 8.
    • Viktualienmarkt: il più grande mercato della frutta e verdura della città. A mezzogiorno si può fare uno spuntino in una delle invitanti bancarelle e, d’estate, si può bere una birra nel Biergarten ai piedi del famoso albero della cuccagna dagli inconfondibili colori bavaresi. Orario: dal lunedì al sabato fino alle 20.00 – novembre-febbraio fino alle 18.00. •

    SOSTA CAMPER

    Oktoberfest-Camping München-Riem: De-Gasperi-Bogen – München – Tel: +49 (0)89 / 99650706
    Il parcheggio speciale Oktoberfest Camping si raggiunge prendendo l’autostrada A99 fino all’incrocio München-Ost e poi la A94 fino all’uscita Feldkirchen-West, seguendo le indicazioni Messe/ICM (Fiera di Monaco). Da qui l’Oktoberfest si raggiunge in circa 20 minuti con la metropolitana U2 fino a Innsbrucker Ring, poi U5 fino a Theresienwiese.
    www.oktoberfest-camping.com
    • Si segnala un secondo parcheggio per camper, vicino all’area della festa, allestito nella Westendstraβe 208. Da qui l’Oktoberfest si raggiunge con la metropolitana U4/U5 scendendo alla 3° fermata (Theresienwiese).

    Campeggi
    Thalkirchen: Zentralländstraße 49
    The Tent: In den Kirschen 30 – www.the-tent.com
    Nord-West, Auf den Schrederwiesen 3 – www.campingplatz-nord-west.de
    Obermenzing, Lochhausener Straße 59 – www.campingplatz-muenchen.de

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    Una delle zone più spettacolari della Liguria. Punto strategico per godere del mare e per fare interessanti escursioni. Alle porte delle Cinque Terre

    Un litorale che si sviluppa ad arco per circa un chilometro, le spiagge sono in sabbia e spesso in ciottoli. Alcuni tratti di spiaggia sono attrezzati con eleganti stabilimenti balneari, ma se amate la spiaggia libera troverete situazioni ben gestite dall’amministrazione comunale, anche se occorre fare i conti con l’affollamento dei mesi estivi. Se cercate un po’ più di intimità avventuratevi per le pittoresce insenature e per le scogliere che qui abbondano, le potrete raggiungere anche con le imbarcazioni e le canoe che si trovano a noleggio: non dimenticate maschera e pinne dunque. Levanto è diventata anche una meta per surfisti per la particolare conformazione delle onde. Se avete il gommone, le aree nautiche di Vallesanta e La Pietra sono attrezzate per il servizio di alaggio e varo delle imbarcazioni, escursioni guidate e diving center.

    Levanto - mare
    Cosa fare
    Levanto si trova in un’area di grande interesse paesaggistico e ambientale, accanto alle Cinque Terre. Questa zona è celebre per i suoi aspri sentieri collinari che costeggiano il mare. Le Cinque Terre sono raggiungibili a piedi attraverso i sentieri che si snodano sulla costa o verso l’interno, ma una soluzione molto comoda è utilizzare il treno locale. Se amate pedalare c’è una ciclovia pedonabile tra Levanto e Framura, interamente sul mare, ricavata sulla vecchia ferrovia dismessa e che fa parte degli 876 chilometri della “Rete ciclabile ligure”. Si può accedere alle spiaggette che si aprono lungo questo tratto costiero. Il fondo stradale è asfaltato e diviso da segnaletica orizzontale, le gallerie sono illuminate e la lunghezza complessiva del tratto tra Levanto e Framura è di circa 5 chilometri. Levanto è “Città slow”, qualità dell’accoglienza e un ricco calendario di eventi caratterizza l’estate di questa bella perla della Liguria. Il centro storico è ricco di preziose testimonianze architettoniche e nei ristoranti si possono gustare specialità di mare e di terra. •

    SOSTA CAMPER
    • Campeggio Acqua Dolce Aquajus
    , Via G. Semenza 5, Levanto – Tel. 0187 808465
    www.campingacquadolce.com
    • Camping Albero D’oro, Via Albero d’oro, Levanto, Tel. 0187 800400
    www.campingalberodoro.com
    • Camping Cinque Terre, Loc. Sella Mereti, Levanto, Tel 0187 801252
    www.campingcinqueterre.it
    • Camping Pian di Picche, Loc. Pian delle Picche, Levanto, Tel. 0187 800597
    www.piandipicche.it
    • Per brevi soste c’è un parcheggio a pagamento con camper service di fronte alla stazione ferroviaria.

    INFO
    www.comune.levanto.sp.it
    www.visitlevanto.it/eventi
    www.parconazionale5terre.it

  • Toscana, Punta Ala

    Toscana • Punta Ala/Castiglione della Pescaia

    Tra Punta Ala e Castiglione della Pescaia: chilometri di spiagge e scogliere con alle spalle la pineta e la suggestiva Maremma etrusca

    C’é chi definisce questa zona come “caraibica” per via delle lunghe spiagge bianche delimitate dal verde… Non sono le palme, però, ma le toscanissime pinete e la macchia mediterranea dai mille profumi e dal costante frinio delle cicale. Zona protetta, ospita diversi campeggi, molti dei quali con accesso sul mare. Pochissimi i posti parcheggio fuori, dunque per spostarsi consigliamo vivamente l’uso delle biciclette, in particolare le MTB, o dello scooter al seguito. La sabbia è fine e ben curata ovunque, i sub e gli amanti dello snorkelling possono contare su splendidi fondali da esplorare. Su 25 chilometri di costa, infatti, 17 sono di sabbia finissima ai margini della pineta e 8 di scoglio sullo sfondo della macchia mediterranea. Buona parte della spiaggia è libera, ma chi ama l’arenile attrezzato troverà 28 stabilimenti balneari oltre a parchi pubblici attrezzati all’ombra della pineta.

    Cosa fare
    Sia Punta Ala sia Castiglione sono due località mondane molto rinomate. Punta Ala in particolare è il ritrovo estivo del jet set e del popolo degli yachts. Per chi ama le attività nella natura, trekking o bici a volontà nei sentieri immersi nel verde alle spalle di Punta Ala con sentieristica segnalata; lo stesso nella Riserva Naturale della Diaccia Botrona che si trova nel territorio dei comuni di Grosseto e Castiglione della Pescaia. La riserva è estesa su 1.273 ettari. È una delle zone umide più integre in Europa. Vi si accede da Castiglione dopo aver attraversato il ponte Giorgini, percorrendo la strada che costeggia l’argine del fiume Bruna. Nel territorio della riserva naturale sono state contate 250 specie di uccelli: un vero paradiso per le attività di birdwatching e fotografia. Per gli amanti dell’archeologia siamo nella zona di importanti siti archeologici etruschi e romani come Roselle, Vetulonia e Populonia. Imperdibili anche le minicrociere con partenza dal porto di Castiglione della Pescaia alla scoperta dei gioielli dell’Arcipelago Toscano.

    SOSTA CAMPER

    • PuntAla Camping Resort, Strada Vicinale di Pian d’Alma, Castiglione della Pescaia, Tel. 0564 922294
    www.campingpuntala.it
    • Stella Del Mare Camping, Strada Provinciale delle Rocchette Castiglione della Pescaia, Tel. 0564 947100
    www.stelladelmarecamping.it
    • Campeggio Maremma Sans Souci, Località Casa Mora – Castiglione della Pescaia (GR), Tel. 0564 933765
    www.maremmasanssouci.it

    INFO
    www.castiglionepescaia.it
    www.turismoinmaremma.it
    www.maremmapromotion.it

  • Treno natura siena

    Toscana • Siena

    Una giornata su un vero treno a vapore che fa “ciuf ciuf”? Si può fare! Si parte da Siena…

    Il Treno Natura porta davvero indietro nel tempo: questa è l’impressione che resterà nella mente di chi avrà la possibilità di compiervi almeno un viaggio. È grande l’emozione che si prova salendo a bordo di una carrozza centoporte trainata da una littorina d’epoca o da uno di quegli scuri “giganti fumanti” sui quali i nostri nonni viaggiavano, accompagnati da un sottofondo di fischi, sbuffi, cigolii e soffiare di stantuffi. Gli itinerari sono tanti, inconsueti e tutti irresistibili per la bellezza dei territori attraversati e perché certi paesaggi, alcune prospettive, non sono “godibili” che dal treno. In certi tratti non ci sono strade, oltre alla ferrovia, e si vedono solo colture e greggi: il tempo si è davvero fermato e il Treno Natura ci dà la chiave d’accesso. Sarà possibile scendere in romantiche stazioni per poi avventurarsi lungo sentieri, raggiungere pievi, borghi e castelli, soffermarsi per una degustazione in una fattoria, cogliere l’occasione per partecipare ad una sagra o ad una festa. Il viaggio dura tutta la giornata. C’è un solo orario di partenza e questo è sempre abbinato a un evento speciale, di solito sagre e feste di paese. Insomma una festa nella festa. Il servizio prevede anche il passaggio pullman per raggiungere le feste di paese non toccate dalla ferrovia. Il primo appuntamento è previsto per la seconda metà di marzo in occasione della sagra del tartufo marzuolo di San Giovanni d’Asso. Indicativamente si parte alle 9 da Siena per ritornare in serata.

    Viaggiare su una locomotiva a vapore fa tornare tutti bambini. A oltre 150 anni dalla sua invenzione suscita in noi ancora le stesse emozioni che provarono i nostri trisavoli. 

    Orari/apertura: le uscite durano tutta la giornata. Solitamente si articolano con diverse soste, con il raggiungimento della località dell’evento e dopo qualche ora nel pomeriggio si rientra verso Siena.
    Quale età: adatto a tutti
    Costo: il biglietto costa 29 euro, gratis i bambini sotto i dieci anni accompaganti da due adulti
    Sosta Camper: area attrezzata in Via S. Pertini e vie adiacenti, nelle vicinanze del cimitero. GPS 45.975514 – 12.382911

    Per informazioni più dettagliate sui programmi e la prenotazione necessaria per tempo contattate Agenzia Viaggi Visione Del Mondo 
    Via dei Termini 83 – Siena
    Tel. 0577 281834
    www.terresiena.it


     
  • Centro Recupero Avifauna Tirolo

    Trentino Alto Adige • Tirolo (BZ) 

    Unico nel suo genere in Alto Adige, il Centro Recupero Avifauna di Castel Tirolo accoglie e cura rapaci feriti o in difficoltà

    Il Centro sorge sulla collina di Castel Tirolo, località che garantisce le migliori condizioni climatiche e logistiche per la cura dei rapaci feriti o in difficoltà. Compito del Centro é curare uccelli feriti per reintrodurli in natura. Ogni anno arrivano circa 250 uccelli feriti, la metà dei quali può essere rilasciata, gli altri incapaci di tornare a vivere nel proprio habitat rimangono nel Centro, dove trovano una nuova casa in una delle 24 voliere studiate per le diverse esigenze delle specie presenti. Qui possono essere osservati dai visitatori, che con il loro ingresso contribuiscono al finanziamento del centro. Le voliere, su una superficie di 9.000 mq, sono raggiungibili tramite un sentiero naturalistico di 300 metri. Su questo percorso si possono ammirare l’avifauna locale e la flora della zona attraverso tabelloni che illustrano diversi paesaggi e gli uccelli che ci vivono. La parte più affascinante della visita é la dimostrazione di volo che viene resa possibile grazie alla favorevole posizione collinare. Ogni giorno, alle ore 11.15 e alle 15.15, vengono lasciati volare liberamente sulla collina diversi uccelli sani (nati in cattività e provvisti di regolare certificato). Durante la dimostrazione di volo, circa 40 minuti, i visitatori hanno la possibilità di vedere aquile, avvoltoi, falchi, gufi e poiane in azione, di conoscerli da vicino e di essere informati sulla vita di questi meravigliosi animali, sui pericoli a cui sono esposti attraverso la civilizzazione e sulla protezione delle specie. É bene sapere che gli uccelli, specialmente i rapaci, svolgono un ruolo importante nel ciclo della natura.

    Orari/apertura: il parco è aperto da martedì a domenica dalle 10:30 alle 17:00 – Dimostrazioni alle 11:15 e alle 15:15.
    Quale età: adatto a tutti
    Costo: adulti 9 euro • bambini (6-13) 7 euro
    Sosta Camper: zona a traffico limitato! È consigliabile parcheggiare l’auto a Tirolo in uno dei grandi parcheggi pubblici e intraprendere la passeggiata di ca. 15 minuti verso il castello, peraltro ben segnalata.

    Centro Recupero Avifauna
    Via del Castello 25,  Tirolo (BZ)
    Tel. 0473 221 500
    gufyland@yahoo.de
    www.gufyland.com/it

     
  • Ogni anno a novembre si tiene la Festa del Torrone, un evento che non celebra solo il famoso dolce cremonese, ma l’intera cultura e tradizione della città. All’ombra del Torrazzo vanno in scena rievocazioni, spettacoli e tanta musica: l’occasione ideale per programmare un viaggetto.

    La patria del torrone non poteva avere un nome più azzeccato: Cremona evoca subito i dolci sapori, i profumi e la pacata morbidezza che contraddistinguono il tipico dolce.
    Per celebrare la tradizione pasticcera della cittadina ogni anno si celebra la Festa del Torrone.
    Torrone & Torroni
    La città si anima grazie a questa grande festa all’insegna del gusto.
    L’evento non è solo un momento di alta gastronomia, è anche un evento culturale che propone un ricco programma fatto di rievocazioni storiche, spettacoli e musica. Non dobbiamo infatti dimenticare che Cremona è anche la capitale mondiale dell’artigianato musicale, la terra di grandi liutai, il luogo dove nascono i magnifici violini Stradivari. L’organizzazione della festa ha cercato quindi di promuovere la città in tutti i suoi aspetti, basandosi su un elemento di forte richiamo come può essere il torrone. La cornice della manifestazione è il centro storico, che nei tre giorni di fiera si riempie di bancarelle, stand, saltimbanchi, musicisti e acrobati, assumendo connotazioni davvero particolari. Tra un pezzo di torrone al cioccolato e uno alla vaniglia vi potrà capitare di incontrare trampolieri in abiti medioevali, dame e valorosi cavalieri che si cimentano in sfide di abilità.

    La città Vecchia
    Piazza del Comune è il centro di Cremona, sede dei principali monumenti e ovviamente della Festa del Torrone.
    Di chiaro stampo medioevale, la piazza raggiunse il suo massimo splendore durante l’età comunale, quando Cremona era diretta concorrente di Milano. Sono stati realizzati nel Duecento i due principali edifici civili: Palazzo del Comune e la Loggia dei Militi. Quest’ultima rappresenta uno dei migliori esempi di architettura civile lombarda. Sotto il suo portico, riportato in auge nel 1871 dopo il restauro dell’architetto Marchetti, è conservato lo stemma marmoreo di Cremona sostenuto da due Ercoli che ricordano la leggenda che vuole l’eroe greco come fondatore della città. Ancora più famoso è però il Torrazzo, l’imponente torre campanaria che coi suoi 111 metri domina l’angolo nord-est della piazza così come il record di più alto campanile in muratura in Italia. Fu realizzato in due fasi successive e questa bipartizioni è chiaramente visibile nella struttura doppia canna, ossia a due torri concentriche inserite una nell’altra tra le quali si sviluppa la scala. La data di realizzazione è perciò difficile da stabilire anche se è sicuro che il Torrazzo venne completato nel 1305. Al suo fianco si erige la Cattedrale di S. Maria Assunta, fondata nel 1107, e il Battistero che nella pianta ricorda quello di Firenze e Parma. Questo lato della piazza viene perciò “affettuosamente” chiamato dai cremonesi piazza Duomo, un po’ a sottolineare la doppia funzione civile e religiosa del centro di Cremona.
    La chiesa mantiene la classica pianta romanica ( la basilica a croce latina) alla quale si sono però sommati nel corso dei secoli dettagli degli stili più diversi, con una forte dominanza di gotico e barocco. Il risultato è tuttavia molto armonico e la cattedrale rappresenta uno dei vanti dell’architettura italiana. Chiude la piazza sul lato sud il Battistero, di cui gli interni costituiscono la parte più interessante. In particolare contrasta col resto dell’arredo il fonte battesimale cinquecentesco realizzato in marmo rosso ad opera di Trotti. Un puro vezzo estetico.

    Violino Stradivari

    Violino Stradivari

    Il museo Stradivariano
    In via Ugolani Dati, 4 ha sede lo spazio espositivo dedicato al grande liutaio, le cui opere si ammirano anche a Palazzo Comunale.
    Essendo a Cremona è impensabile non visitare il museo dedicato al più grande costruttore di violini della storia. Il museo è diviso in tre sezioni di cui la più interessante è sicuramente quella che ospita gli attrezzi di lavoro di Antonio Stradivari provenienti dal suo laboratorio. Ci sono oltre 60 strumenti ad arco esposti (e questi costituiscono la seconda sezione), ma se ne possono ammirare altri anche nella Collezione “Gli Archi di Palazzo Comunale”, dove tra gli altri, si trova il “Cremonese 1715” e il “Vesuvius”.
    Dopo la visita, se la giornata è bella e avete portato con voi la bici, potete rilassarvi con una pedalata lungo il Po. Gli itinerari percorribili sono tre: uno che resta in città e due che esplorano l’immediata provincia. La pista ciclabile cittadina parte dalle Colonie Padane e seguendo la strada alzaia del Po porta in città fino alle ex fornaci Frazzi. Durante il tragitto si attraversa Bosco ex Parmigianino restando sulle vie Bosconcello e Boscone. Vi ci vorranno circa tre ore per completare il giro, ma l’assenza di pendenza vi garantirà una biciclettata davvero soft, adatta anche ai poco allenati o ai bambini. E magari facendo un po’ di moto riuscirete a smaltire un po’ delle calorie accumulate durante la Festa del Torrone!

    Cosa acquistare
    Torrone, torrone e ancora torrone! Il souvenir perfetto è sicuramente questo da scegliere in tutte le possibili varianti: morbido, duro, aromatizzato, ricoperto, in stecche o a “torroncini”. Restando nella tradizione gastronomica potrete anche riempire le dispense con l’ottima mostarda. Molte botteghe abbinano le confezioni al colore del contenuto realizzando dei veri e propri oggetti d’arredo. Se poi siete dei violinisti potrete acquistare dai liutai cremonesi l’arco dei vostri sogni, ma mettete in preventivo di ben pagare l’alta qualità del prodotto.

    Cosa mangiare
    Si dice che il primo libro di cucina, il “De honesta voluptate et veletudine”, fosse stato scritto nel 1475 da un cremonese: Bartolomeo Sacchi detto il Platina. È quindi facile intuire che la cucina di Cremona sia ottima, anche se basata su prodotti semplici ben elaborati. LA fa da padrone ovviamente il torrone la cui ricetta tradizionale si tramanda da generazioni e ogni mastro pasticcere ne dava una personale interpretazione. Ancora oggi le maggiori case dolciarie specializzate su questo prodotto hanno a Cremona la loro sede. Ottimo il bollito misto, la cui preparazione, per ottenere il ricco sapore, richiede l’impiego di tre diverse qualità di carne: manzo, testina di vitello e gallina, a cui viene aggiunta la lingua. Una volta cotta la carne viene accompagnata dalla mostarda di frutta. Quella cremonese ha la particolarità di essere realizzata con frutta intera. Grande attenzione è infine dedicata ai contorni di verdure dell’orto.

    Sosta Camper
    A Cremona c’è un’area attrezzata per camper in piazza Libertà (proseguimento di via Mantova) denominata “Foro Boario”. Gratuita, illuminata, custodita, con camper service e colonnina per rifornimento acqua potabile è aperta tutto l’anno e ha spazio per circa 700 mezzi. Dista circa 500 metri dal Centro Storico, mentre la fermata del bus per raggiungere le altre zone periferiche (San Sigismondo, Zona Porto Canale, Zona Fiera, Fiume Po, ecc.) dista circa 100 metri. L’area è facilmente raggiungibile arrivando dall’autostrada: si percorre via Mantova seguendo per il Centro. Dopo circa 1,7 chilometri si arriva in piazza Libertà. In alternativa si possono seguire le indicazioni per lo Stadio in quanto il parcheggio è proprio attiguo alla struttura sportiva. Per avere ulteriori informazioni si può contattare l’APT di Cremona (tel. 0372 23233).
    Coordinate GPS N 45° 82.570 E 10° 1.8586 .

    INFORMAZIONI
    Cremona è una delle undici provincie della Lombardia, nota come la “città delle tre T”: turòon, Turàs, tetàs ovvero torrone, Torrazzo e tettone appellattivo dato alle prosperose Cremonesi. Nel pieno della pianura Padana, ha un territorio completamente pianeggiante plasmato dall’azione dei fiumi che ne influenzano la vita e l’aspetto. Il Po segna il confine meridionale, ma scorrono nella provincia di Cremona anche l’Adda, l’Oglio, il Serio e il Tormo.
    Museo Stradivariano, via Ugolani Dati 4
    www.museodelviolino.org
    www.turismocremona.it

  • Festa pomodori - Umago Cittanova Verteneglio Buie

    Prodotti tipici e vini, tutti gli eventi enogastronomici di Umago, Cittanova, Verteneglio e Buie.
    Un vero e proprio calendario dei piaceri anima l’estate delle quattro perle dell’Istria nord occidentale, in Croazia: Umago, Cittanova, Verteneglio e Buie. Un territorio vario e ricco di  gusti e sapori, quello istriano, dove trovano spazio da una parte i frutti dell’Adriatico, che caratterizzano soprattutto le località costiere, e dall’altra i prodotti che vengono da coltivazioni e allevamenti dell’entroterra. Dai vini, come il Moscato dolce protagonista a Momiano, al festival dedicato al pesce a Verteneglio, ai pomodori fino al noto Istria Gourmet Festival.

    A fine Luglio la manifestazione gastronomica, unica del suo genere in Croazia, dedicata alla verdura più popolare dell’estate è la Giornata dei pomodori che si tiene il 30 luglio 2015 a Umago. Un’ottima opportunità per assaggiare le diverse varietà di pomodori e per soddisfare qualche curiosità su questo ortaggio. Diversi sono i programmi di divertimento, si possono degustare i piatti a base di pomodoro e la famosa šalša, la popolare salsa di pomodori che abbinata alla pasta è parte integrante di ogni menu mediterraneo. A completare il tutto: mister pomodoro, il concorso di bellezza per premiare la varietà migliore e il più grande pomodoro di tutti.

    Martedì 16 luglio a Carigador, Verteneglio, sarà la volta invece del Carigador Fish Fest. Una rilassante serata estiva in riva al mare, il profumo del pesce fresco cotto alla griglia e la dolce melodia della fisarmonica. Sul piccolo molo, lungo il porticciolo, si svolge l’autentica festa del pesce, con le specialità culinarie, il vino istriano e i prodotti locali, accompagnati dalla musica dal vivo, che animano il romantico e suggestivo borgo di pescatori.

    L’Istria Gourmet Festival
    Col finire di luglio una manifestazione gastronomica di alto livello si accompagna all’appuntamento sportivo per eccellenza. Durante l’ATP Croatia Open di Umago, il torneo di tennis noto a livello internazionale, si tiene infatti l’Istria Gourmet Festival, dal 17 al 26 luglio 2015. Per il sesto anno consecutivo, il Taste Istria Zone presenta selezionati prodotti istriani tra cui vini, oli d’oliva, tartufi, formaggi e prosciutto. Numerosi i punti di degustazione per assaporare le delizie istriane.
    Quest’anno, in un ambiente appositamente progettato, Istria Gourmet Restaurant introdurrà Zigante Ristorante, un ristorante con una lunga tradizione di piatti con tartufo istriano, professionalmente preparati dallo chef Damir Modrušan. Inoltre per la prima volta, una moderna interpretazione di piatti istriani sarà rappresentata da un superbo servizio di catering di LF ristorante, noto al pubblico istriano per la creatività dello chef Robert Perić.

    Non manca l’appuntamento dedicato ai vini con i migliori sommelier internazionali e le degustazioni delle eccellenti etichette autoctone istriane. Tra gli altri sarà presente anche Paolo Basso, sommelier dal palato eccezionalmente sensibile e una grande esperienza in materia di vini rari e pregiati. Otto volte finalista nei concorsi di sommelier internazionali, ha iniziato la sua carriera professionale, vincendo il titolo di miglior sommelier nel 1997 in Svizzera, miglior sommelier europeo nel 2010, miglior sommelier del mondo nel 2013 a Tokio.

    Tutti i colori dell’Istria
    Coste chilometriche e spiagge accarezzate da un mare cristallino, villaggi di pescatori che colorano l’entroterra e affascinanti borghi ricchi di cultura e storia. Siamo in Istria, nella parte nord occidentale, quella più vicina al confine italiano, dove sorgono 4 perle dell’Adriatico: Umago, Cittanova, Verteneglio e Buie. Un territorio ricco di meraviglie naturali, una tradizione culinaria che gode dei prodotti locali, strutture di lusso e comfort con centri benessere all’avanguardia: tutto questo assicura una vacanza all’insegna di cultura, wellness e buona cucina. Un ventaglio di colori, profumi e sapori!

  • Piemonte • Pombia (NO)

    Un po’ parco zoologico, un po’ parco divertimenti e con adiacente campeggio. La maggiore attrazione nel Parco del Ticino molto apprezzato dai camperisti

    Siamo nel parco del Ticino, a pochi minuti dal lago maggiore. I camperisti hanno vita facile potendo contare sul Camping Safari attiguo al parco (tel. 393 4623340 o www.safaricamping.eu) che consente di passare la giornata e la notte con tutti i confort. In occasione di Expo 2015 – siamo a una cinquantina di chilometri da Milano – il parco si è rinnovato anche nelle strutture e nei servizi per offrire ai visitatori grandi attrazioni e nuove emozioni. Le aree tematiche sono due, il Parco Animali-Safari e il Parco Divertimenti.
    Nel Parco Animali-Safari gli animali sono in libertà e li possiamo ammirare durante un vero Safari fatto con il nostro camper: gli ippopotami, i leoni, le tigri, i ghepardi, le zebre, le giraffe e tanti altri ancora, tra i quali due leoni bianchi, Vegas e Wolf, e due splendide giraffe. Se non volete spostare il camper dalla piazzola potrete approfittare del giro a bordo dei nuovi trenini al costo aggiuntivo di due euro a persona. C’è poi l’acquario, il rettilario con i serpenti velenosi e altri rettili provenienti da tutto il mondo, l’insettario, l’area “viaggio nel mondo dei lemuri” e la nuovissima casa dei pappagalli. La giornata non si può concludere senza un giro al Parco Divertimenti, con oltre 30 strutture tra cui la giostra degli animali per i più piccini, il bruco verde, il re leone e il trenino dell’allegria, le bolle sull’acqua e per i più grandi i tronchi sull’acqua, la nave pirata, il cinema 5 D, la ruota panoramica. E, ancora, spettacoli dal vivo, dimostrazione dal vivo sull’intelligenza dei pappagalli, sui predatori dell’aria in volo arricchita dalla presenza di sempre nuovi rapaci e volatili, quest’anno anche corvi e cicogne. All’interno del parco vi sono ben 16 tra punti ristoro e punti vendita gadgets e souvenirs e nuove aree picnic (anche al coperto). Da non dimenticare il Parco Giurassico con rappresentazioni di dinosauri a grandezza naturale; l’Oasi Botanica con gli insetti giganti, le voliere dei rapaci e i ponies del maneggio per la gioia dei bambini. Il Safari Park è fruibile anche nei giorni di pioggia perchè la maggioranza delle strutture e attrazioni è al coperto.
    Tra le offerte, Safari Park propone di prolungare il divertimento visitando nei giorni successivi i parchi divertimento che aderiscono a FunLakePark – Il divertimento del Lago Maggiore. (info su www.funlakepark.com) •

    Safari Park
    Via larino 3, Pombia (NO)
    Tel.0321 956431
    info@safaripark.it
    www.safaripark.it

  • Veneto • Lazise (VR)

    Movieland: un parco divertimenti a Lazise, sul Lago di Garda, che unisce la passione per il cinema sulla falsa riga degli studios a quella del divertimento e delle emozioni forti 

    L’ultima arrivata è dedicata al leggendario Diabolik, il bandito a fumetti che con la sua compagna Eva Kant ha messo a segno i colpi migliori facendola in barba all’ispettore Ginko… Salite anche voi a bordo per la fuga roccambolesca del bandito mascherato sul Diabolik Invertigo: un minuto e mezzo di adrenalina, prima in avanti e poi indietro, perché se avrete paura di sfrecciare sul rollercoaster in avanti a 90 km orari, quando si tratterà di ripercorrerlo in retromarcia sarà un’esperienza davvero unica! E non crediate di farla franca rinunciando a salire su montagne russe o similari… Andate nel set di The Horror House, ma se avete meno di 14 anni o siete particolarmente impressionabili dovrete rinunciare, perché qui la paura fa spavento! Dieci minuti di passeggiata in una casa tra cadaveri, sangue, pazzi cannibali in gabbia… Non vedrete l’ora di uscire, ma siamo pronti a scommettere che poi vorrete rientrare! E se siete con i bambini? Niente paura, qui il divertimento è per tutti. Come d’uso le attrazioni sono classificate in tre grandi categorie in stile cinematografico: Action per le grandi emozioni, Adventure per tutta la famiglia e Family, adatto a una visione – pardon – a una fruizione anche con i più -piccoli, come Route 66, un -percorso guidato in automobiline su modelli ispirati ai ruggenti anni 50 americani, o Troncosaurus per affrontare le rapide seduti dentro a un tronco. Quel che è certo è che chi entra a Movieland Park non può che uscirne a sera con il sorriso sulle labbra. Il parco apre alle 10 del mattino e chiude, secondo il periodo, tra le 18 e le 19, mentre dal 1 al 23 agosto è prevista l’apertura “by night” fino alle ore 23. •

    Movieland Park
    Località Fossalta 1 – Lazise
    www.movieland.it

  • Veneto • Castelnuovo del Garda (VR) 

    Il più celebre parco divertimento d’Italia, tra i primi otto parchi a tema in Europa, stupisce ogni anno il visitatore con nuove emozionanti attrazioni: questo è l’anno dell’Oblivion – The Black Hole!

    Dire “Ci sono già stato” non è un valido argomento se si parla di Gardaland. Ogni stagione, dal 1975 ad -oggi, il Parco Tematico di Castelnuovo del Garda fa parlare di sé con nuove attrazioni e spettacoli inediti.
    Dunque presentiamo immediatamente l’adrenalinica novità: Oblivion – The Black Hole, le nuove montagne russe a caduta in picchiata verticale, il primo Dive Coaster in Italia e il più lungo d’Europa, un gioiello (da 20 milioni di euro) costruito per festeggiare come si conviene il 40° compleanno di questo Parco Divertimenti. I coraggiosi avventurieri (altezza minima 140 centimetri) saliranno per 42,5 metri e raggiungeranno una velocità di quasi 100 km/h lungo una discesa in picchiata verticale con 87° di inclinazione per essere poi inghiottiti in un misterioso condotto spazio-temporale. Ovviamente il tutto tra torsioni e capovolgimenti a testa in giù, rotazioni a 360° lungo un percorso di ben 566 metri: un centinaio di secondi, i più lunghi della vostra vita!
    Con questa, arrivano a sette le attrazioni adrenaliniche che renderanno piena la vostra giornata e altrettante sono le Adventure, sempre emozionanti e divertenti e adatte anche a coloro che non amano le imprese estreme.
    Tantissime sono le attrazioni Fantasy dedicate a tutta la famiglia e i teatri… Insomma, divertimento per tutti i gusti per una giornata davvero speciale!
    Dal 21 giugno e fino al 13 settembre Gardaland sarà aperto tutti i giorni dalle 10 fino alle 23. Diverse le formule offerte per l’ingresso con biglietti cumulativi, convenzioni, pacchetti famiglia e sul sito è possibile acquistare un biglietto al prezzo super scontato scegliendo con 7 giorni di anticipo la data della visita. Da non dimenticare i biglietti combinati che consentono l’accesso a Gardaland e a Gardaland Sea Life Aquarium ad un prezzo davvero speciale. •

    Gardaland Park
    Località Ronchi
    Castelnuovo del Garda (VR)
    Tel. 045 6449777
    infobox@gardaland.it
    www.gardaland.it

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    Emilia Romagna • Rivazzurra di Rimini (RN)

    Tra Rimini e Riccione 150mila metri quadrati di divertimento puro dedicato ai bambini, dove anche mamma e papà trascorreranno una giornata davvero speciale. Il primo parco dei divertimenti italiano, nato nel 1965, accoglie grandi e piccini con giostre sempre nuove a tema fiabesco, anche sull’acqua. 

    Non lasciatevi ingannare dal nome: Fiabilandia è certamente un luogo magico dove il mondo delle favole e quello reale si incontrano, ma gli adulti non credano di annoiarsi. Solo una parte delle attrazioni sono concepite espressamente per i bambini più piccoli, mentre la maggior parte di queste sono per tutta la famiglia. Il contesto è perfetto, un luogo verdissimo, tanto che viene definito “la riserva naturale del divertimento”, a due passi dal mare al cui centro il lago Bernardo ospita anatre, pesci e tartarughe. Fra le attrazioni più adrenaliniche lo Space Mouse, un moderno ottovolante con vetture a quattro posti che ruotano lungo un percorso mozzafiato. I più piccolini apprezzeranno invece il BorgoMagico – Il villaggio del Babau, una maxi-area con ben sei giostre a tema. E poi Castoria, Il Bosco dei Tronchi Galleggianti, Capitan Nemo Adventure dove cimentarsi nella “battaglia degli spruzzi”, il magico Castello di Mago Merlino, la misteriosa Baia di Peter Pan, la Valle degli Gnomi con i suoi buffi abitanti, lo spericolato Scivolone Gigante, l’avventuroso Gran Canyon, il Cinema 4D con filmati emozionanti tutti da vivere e tanto altro. E poi spettacoli dal vivo che si rinnovano stagionalmente. Per la stagione 2015 hanno preparato “Buffalo Bill”, “La Piccola Sirena” e “Dove i Sogni Son Desideri”: spettacoli che emozioneranno tanto i grandi quanto i più piccoli. All’interno naturalmente è possibile pranzare: hot dog e patatine al Saloon, pranzo self service a La Pagoda – anche con cibi per celiaci, e poi snack e gelati un po’ ovunque. Il parcheggio -ospita -anche i camper. Nel mese di luglio il parco è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 e in agosto dalle 10 alle 19; e se non avete fatto in tempo a visitare tutte le attrazioni potrete entrare gratis il giorno dopo richiedendo il braccialetto un’ora prima della chiusura del parco e conservando i biglietti d’ingresso. Interessanti le promozioni, come il biglietto cumulativo scontato Fiabilandia + Safari Park Ravenna. •

    Orari/apertura: aperto da marzo a novembre; nel mese di aprile sabato e domenica 10:00 – 18:00; dal 24 aprile al 5 maggio tutti i giorni 10:00 – 18:00
    Quale età: dai 3 anni
    Durata: a piacimento
    Costo: adulto 23 euro, da 3 anni e fino a 130 cm 16 euro, sotto i 3 anni gratis, il giorno successivo si entra gratis.
    Sosta Camper: punto sosta all’ingresso del parco

    Fiabilandia
    Via Cardano 15 – Rivazzurra di Rimini (RN)
    Tel. 0541 372064
    www.fiabilandia.it

     

  • Dai luoghi più noti alle curiosità nascoste all’occhio distratto, scopriamo la città che ospita l’Esposizione Universale

    Expo 2015 è un’occasione ghiotta per scoprire Milano e le sue attrazioni, per superare gli stereotipi della città grigia e poco accogliente e lasciarsi conquistare dai suoi tesori nascosti. Il capoluogo lombardo, infatti, più di ogni altro in Italia negli ultimi tempi ha cambiato volto, proiettandosi verso la modernità, pur rimanendo legato alla sua storia e alle sue tradizioni. I nuovi grattacieli di Porta Nuova hanno ridisegnato lo stile di un intero quartiere, ma le guglie della Grande Fabbrica del Duomo, all’orizzonte, ricordano sempre il passato operoso e una storia ricca di fascino. Dai monumenti ai locali dell’aperitivo e della musica dal vivo, dai parchi cittadini alle novità portate da Expo, partiamo per una città sempre data per scontata dal turismo tradizionale, ma che forse poi così scontata non è.

    1. Duomo di Milano
    Da dove iniziare un viaggio a Milano se non da uno dei simboli, la cattedrale gotica, dedicata a Santa Maria Nascente?

    Con i suoi marmi bianchi scintillanti, la sua sagoma inconfondibile e la Madonnina a dominare la città dall’alto, il Duomo è il simbolo di Milano e con il capoluogo condivide quell’aspetto un po’ severo e austero, che non deve però trarre in inganno. Per scoprire il volto più affabile e suggestivo del Duomo, bisogna infatti varcare le sue soglie. Dopo aver visitato gli interni della chiesa che custodisce alcuni capolavori come la reliquia del Sacro Chiodo della Croce, la meridiana con il simbolo del capricorno, realizzata nel Settecento dagli astronomi di Brera, o come le meravigliose vetrate istoriate e l’impressionante statua di marmo di San Bartolomeo scorticato, si prende la via delle scale, o per chi ha meno fiato dell’ascensore, per salire sulle panoramiche terrazze. Dall’alto la vista non ha eguali. La città sarà completamente ai vostri piedi, mentre all’orizzonte potrete distinguere i nuovi grattacieli che hanno ridisegnato lo skyline cittadino e, nelle giornate più terse, abbracciare con lo sguardo tutto l’arco alpino. Lasciatevi rapire dal gioco intricato delle guglie, che sembrano realizzate in pizzo, ma sono marmo intagliato e poi tornate con i piedi a terra: bisogna fare tappa al Grande Museo del Duomo, situato a pochi passi, in via Arcivescovado 1.
    Se lo si desidera, la Veneranda Fabbrica del Duomo organizza giornalmente delle visite guidate con percorsi diversificati che comprendono, oltre alle terrazze, anche il museo del Duomo di Milano. In circa due ore, con ritrovo davanti al Palazzo Reale, è possibile godere di opere che illustrano la storia della cattedrale e della città attraverso un viaggio nel tempo lungo sei secoli, fatto di vetrate, sculture e capolavori artistici fra i quali spiccano i Miracoli di S. Carlo del Tintoretto, la Madonna dell’Idea di Michelino da Besozzo e le porte bronzee di Luciano Minguzzi.
    Dal sacro al profano, il passo in piazza Duomo è breve. Se si è troppo stanchi per visitare il futuristico Museo del Novecento o una delle tante mostre di Palazzo Reale, ci si prende una pausa di gusto, andando in pellegrinaggio a un altro “tempio” – in questo caso dello street food – di Milano, Luini, che dal 1888 sforna panzerotti caldi dolci e salati. Non fatevi spaventare dalla coda fuori dall’ingresso: vale la pena armarsi di un po’ di pazienza per gustare un classico Luini fritto con mozzarella e pomodoro, o una versione più light, ma saporita, il Luini al forno con acciughe e olive nere.
    Un altro indirizzo per la pausa pranzo è sicuramente Mica, in via Baracchini, che riporta in auge la classica michetta milanese (pane soffiato e fragrante, conosciuto in altre parti d’Italia come rosetta). Assaggiate la Enzo, con gorgonzola e mortadella, è dedicata a Jannacci.

    2. Oltre alla Scala c’è di più
    Il Teatro della lirica italiana vale sicuramente una visita, ancor meglio se di sera per assistere a uno spettacolo: d’altronde in occasione di Expo, per la prima volta nella storia, sarà aperta ininterrottamente dal 1 maggio al 31 ottobre. Nei suoi dintorni, però, si celano anche antichi tesori e nuove attrazioni tutte da scoprire.

    La facciata del Piermarini ci introduce in questo tempio alla musica lirica. Le visite possono essere prenotate sul sito www.teatroallascala.org e comprendono, qualora non vi siano in corso prove o spettacoli, la vista della sala del teatro dal palco. Il Teatro alla Scala è una tappa obbligata se si visita Milano, anche solo per vederla dall’esterno o curiosare nel suo bookshop. Per raggiungerla dal Duomo, bisogna attraversare la Galleria Vittorio Emanuele, un -percorso coperto a pianta cruciforme datato 1865, che si mostra al pubblico con un look completamente rinnovato e una vera novità.
    I lavori di restauro, infatti, hanno progressivamente ridato lustro e luce ai dipinti della galleria, dando risalto alle vetrate e ai mosaici. E se un tempo si era soliti camminare al suo interno tra i caffè e le vetrine delle griffe più blasonate, da quest’anno un accesso segreto vi porterà direttamente sul suo tetto. Grazie all’intervento di Seven Stars, sono infatti state riqualificate le antiche passerelle di servizio per offrire un altro punto panoramico a milanesi e turisti: vi si accede solo con l’ascensore, da prendere in via Silvio Pellico 2, nei pressi di piazza Duomo.
    Se soffrite di vertigini, meglio dedicarsi a un altro passatempo portafortuna. Quello di andare in galleria e di fare un giro su se stessi, piantando il tallone sugli attributi del toro disegnato sul mosaico nell’ottagono centrale, è un rito scaramantico cui nessuno si sottrae… La tradizione è a tal punto rispettata che sul pavimento si è formato un buco!
    Per completare il giro culturale, se lo si desidera è possibile visitare Palazzo Marino, che per Expo apre eccezionalmente al pubblico nuove sale (l’ingresso, da piazza Scala, è gratuito).

    3. Quadrilatero della Moda
    Se il Diavolo veste Prada è uno dei vostri film preferiti, questo quartiere di Milano fa al caso vostro. Qui si concentrano boutique e gioiellerie dei marchi più importanti del made in Italy e della moda.

    Anche se i prezzi non sono proprio alla portata di tutti, vale la pena spingersi fra alcune delle strade più costose del mondo per lasciarsi incantare dal loro raffinato concentrato di lusso, design e moda. Riconoscere il Quadrilatero di Milano è semplice: basta prendere una cartina e individuare la via più famosa, Montenapoleone. Seguitela quindi con lo sguardo, fino a incrociare via Manzoni, quindi, svoltate in via della Spiga e imboccate corso Venezia, fino a tornare al punto di partenza. In questo modo avrete disegnato il perimetro di questo quartiere che ospita altre viuzze tutt’altro che trascurabili dagli appassionati di shopping: via Gesù, via Borgospesso o via Santo Spirito.
    Qui, però, non si trovano solo boutique e gioiellerie, ma anche angoli della Milano “bene”, storica e aristocratica. Lo si capisce visitando le -dimore -appartenenti al circuito delle Case Museo, che comprendono il Poldi Pezzoli, il Museo Bagatti e Valsecchi, il Boschi Di Stefano e Villa Necchi Campiglio. Oppure sedendosi ai tavoli di locali come Bagutta, un’istituzione, più che un semplice ristorante, che tra gli avventori ha avuto letterati del calibro di Gadda, Calvino, Levi e Soldati. Se viaggiate in compagnia dei più piccoli, spingetevi più avanti, fino a raggiungere la Rotonda di via Besana: incontrerete l’innovativo Muba – Museo dei Bambini di Milano, un luogo unico nel suo genere che propone mostre, spazi di gioco, attività ludiche e didattiche, ed è completamente gratuito.

    4. Brera
    Il quartiere bohèmien per eccellenza, la rive gauche dei milanesi: Brera si visita comodamente a piedi per scoprire atelier e botteghe artigiane e posti come la Pinacoteca e l’Orto Botanico.

    Il Quadrilatero della Moda è la porta d’accesso privilegiata al quartiere Brera, uno dei più innovativi di Milano, perché frequentato sin dal XIX secolo da tutti gli artisti che gravitavano intorno all’Accademia di Belle Arti e alla Biblioteca Braidense.  Il nostro itinerario inizia proprio da qui, da questo discreto ed elegante palazzo, che ospita anche la sede della Pinacoteca di Brera, famosa per i capolavori di Hayez, Mantegna, Caravaggio e Raffaello. Per di più, ogni prima domenica del mese, l’ingresso è gratuito (anche se non è possibile effettuare prenotazioni per gruppi). Per prendersi una pausa di relax e una boccata d’aria fresca ci si tuffa invece nel verde dell’Orto Botanico di Brera, voluto nel 1774 dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, unitamente all’osservatorio astronomico. Qui si cammina tra piante officinali, aiuole di salvia e di bulbi primaverili.

    5. Il Castello Sforzesco
    Altro simbolo di Milano, da quest’anno condivide la piazza con l’avveniristica struttura dell’Expo gate. Per un imperdibile connubio di antico e moderno.

    Se i milanesi possono ancor oggi ammirare il Castello Sforzesco, devono ringraziare l’architetto Luca Beltrami che non solo si oppose alla sua demolizione, proposta in seguito all’Unità d’Italia, ma si occupò anche del suo restauro, conclusosi nel 1905. All’interno del Castello trovano spazio diverse e interessanti esposizioni: il Museo d’Arte Antica con la Pietà Rondanini di Michelangelo, il Museo di Arti Decorative, il Museo degli Strumenti Musicali e quello Egizio.
    Ma alle visite tradizionali possono essere abbinati percorsi insoliti e segreti. Come quelli organizzati dall’associazione Ad Artem, la quale ci conduce attraverso un tour delle merlate che consente di scoprire i camminamenti di ronda che collegano le torri del castello. Molto interessante anche il giro sulla Strada coperta della Ghirlanda, un camminamento sotterraneo che svela i sistemi difensivi in uso nel Quattrocento.
    Una curiosità. Sapevate che secondo la tradizione il risotto allo zafferano è stato preparato per la prima volta nelle cucine del Castello Sforzesco? Lo si scopre con la divertente iniziativa Tutti a Tavola, organizzata per famiglie e bambini. Per informazioni: http://adartem.it. Una volta visto il castello, si può fare tappa all’Expo Gate, dove si reperiscono informazioni sull’Esposizione Universale e si partecipa a dibattiti e ad altri eventi legati al tema del cibo e dell’alimentazione. Oppure ci si può concedere una fuga nel verde in uno dei -parchi più importanti di Milano. Vi siete lasciati convincere dal mito della città grigia? Ricredetevi facendo un pic nic al Parco Sempione. I cestini del pranzo possono essere prenotati al telefono e ritirati al punto vendita di California Backery in via San Vittore: al loro interno si trova una coperta, le stoviglie e alcune prelibatezze dolci e salate.

    6. Il Parco Sempione
    Il Parco Sempione fu costruito nel 1893 secondo i canoni dei giardini all’inglese da Emilio Alemagna, sull’area di un’antica piazza d’armi posta fra il castello Sforzesco e l’Arco della Pace. 

    Guardatevi intorno e mischiatevi tra i milanesi che fanno footing o che prendono il sole sdraiati sul prato. La superficie del parco non è -particolarmente estesa, ma la presenza di costruzioni interessanti come l’Acquario Civico (1906), l’Arena Gianni Brera (1806) e il Palazzo dell’Arte (1933), rendono la sua visita estremamente piacevole. Sopra gli alberi svetta la sagoma metallica di Torre Branca, sulla quale si può salire per gustare uno splendido panorama di Milano, mentre il percorso a terra si snoda fra vialetti e aiuole che offrono di tanto in tanto l’incontro con opere dell’arte moderna, fra le quali spiccano i Bagni misteriosi di Giorgio De Chirico. Vicino all’Arena c’è invece la fontana “dell’acqua marcia”, una fonte d’acqua solforosa, mentre presso il laghetto centrale merita una visita il Ponte delle Sirenette, realizzato nel 1842, un tempo collocato su un tratto dei Navigli. La piccola costruzione si fa notare grazie alle quattro statue in ghisa raffiguranti delle belle sirene, ribattezzate in passato dai milanesi come le “Sorelle Ghisini” (per via del materiale con cui furono fuse) o “sorei del pont di ciapp” (sorelle del ponte delle chiappe) per le forme prosperose che esibivano, ritenute un po’ troppo audaci per l’epoca. Un po’ per scherno e un po’ come rito propiziatorio, tra i giovani si diffuse però l’usanza di toccarne i prosperosi seni.

    7. Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
    L’idea di dotare Milano di un museo dedicato all’evoluzione tecnologica venne all’Ing. Guido Ucelli nel 1930, ma riuscì a realizzarla solo nel 1953.

    Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci sorge a pochi passi dal Castello Sforzesco e dal Parco Sempione. Si trova in via San Vittore 21, in un cinquecentesco monastero appartenuto all’ordine degli Olivetani.
    Il patrimonio dell’Istituzione comprende 15.000 fra macchine e impianti, strumenti e apparati tecnico scientifici risalenti dall’era della rivoluzione industriale fino ai giorni nostri; a Leonardo è dedicata l’omonima Galleria, dove sono ricostruite molte idee del genio toscano nei più svariati campi della fisica, della tecnologia e dell’architettura.
    La collezione ferroviaria è invece esposta sotto un ex capannone della Fiera di Milano: al suo interno il “Gamba de Legn”, la prima locomotiva a vapore che sostituì la trazione equina nei trasporti meneghini, oltre a numerose altre motrici costruite a partire dalla seconda metà dell’ottocento. Sul piazzale esterno è stato collocato l’Enrico Toti, primo sottomarino della cantieristica italiana post bellica, visitabile su prenotazione al sito www.museoscienza.org; accanto, alcuni velivoli degli anni ‘50. Il Padiglione Aeronavale si è recentemente arricchito per l’arrivo di Luna Rossa, catamarano finalista di Coppa America 2013, visitabile da metà aprile fino al 2017. La barca è comunque in buona compagnia: l’area custodisce altri natanti come il brigantino Ebe e il ponte di comando del transatlantico Conte Biancamano, mezzi d’assalto, modelli di velieri e oggetti marinari. Al piano superiore troviamo invece ben undici velivoli e altri particolari aeronautici.

    Milano, Basilica di Sant'Ambrogio8. Basilica di Sant’Ambrogio
    Dedicata al Santo protettore della città, è insieme luogo di devozione e scrigno d’arte e cultura.

    Seconda solo al Duomo, la chiesa di Sant’Ambrogio è una fra le più antiche della città. Costruita nel 300 d.C. come Basilica Martyrum per ospitare i resti di alcuni martiri, fu in seguito dedicata al Santo, i cui resti sono conservati nella cripta insieme a quelli di San Protaso e San Gervaso. La salma di San Vittore riposa invece nel Sacello di S. Vittore in Ciel D’oro, sotto una cupola fatta di mosaici preziosi. Fermatevi per assaporare l’atmosfera raccolta e per ammirare l’aspetto sobrio ma incantevole dell’edificio. La chiesa originaria fu riprogettata in stile romanico nell’XI secolo ma rischiò di essere quasi completamente distrutta nel 1943 dai bombardamenti alleati. Ricostruita negli anni ‘50, è oggi visitabile nei giorni feriali, il mattino e pomeriggio; la domenica dalle 15 alle 17. La facciata a capanna è in materiale povero e ricorda gli antichi casali lombardi, mentre i due campanili sono un omaggio allo stile delle doppie torri transalpine. Nella piazza, inoltre, si erge una colonna romana detta del Diavolo, perché legata alla mitica lotta del Santo contro i demoni. All’interno, da non perdere anche l’altare d’oro, un’interpretazione dell’arte carolingia realizzato in legno coperto da lastre d’oro e argento dorato.

    9. Sant’Eustorgio e i Navigli
    Dalla chiesa dei Magi ai Navigli, si scopre la Milano della fede e la Milano da bere.

    Di chiesa in chiesa, arriviamo alla Basilica di Sant’Eustorgio, in zona Porta Ticinese, culla della cristianità. La storia, infatti, narra che Sant’Eustorgio fece erigere una chiesa nel luogo esatto dove il carro di ritorno dall’Oriente, con le reliquie dei Magi, improvvisamente di bloccò. Era il IV secolo e la leggenda di questa chiesa, eretta in realtà sopra una precedente costruzione paleocristiana, è arrivata fino a noi, insieme ai sacri resti dei Magi, che riposano nell’omonima cappella, posta in un transetto laterale. Un ulteriore tributo ai tre re si legge nel campanile che reca, sulla sommità, una stella a otto punte a ricordo della famosa Cometa. Attraverso il portone di sinistra si accede al chiostro dell’ex convento domenicano, e da qui al piccolo Museo di Sant’Eustorgio, dove troviamo le tombe e le iscrizioni funerarie di una necropoli paleocristiana. L’itinerario non può che continuare nel prospicente Parco Giovanni Paolo II, un percorso verde che ci conduce alla chiesa romanica di San Lorenzo, alle sue colonne e da qui, fino ai Navigli.
    Per capire i Navigli bisogna partire dal diciottesimo secolo, quando Milano era una città solcata da numerosi canali regolati da un sistema di chiuse ideate da Leonardo da Vinci, che attraverso i collegamenti ai fiumi lombardi, consentivano scambi commerciali con -tutto il nord. Nel tempo il sistema fu trascurato, sorpassato dalle nuove vie commerciali, fino a quando la Regione Lombardia lanciò nel 1980 un progetto di valorizzazione della zona già in quegli anni ricca di negozi e mercatini. Oggi i Navigli hanno incrementato questi valori fungendo da contrasto a una Milano moderna, capitale del design, della moda e di Expo 2015. Passeggiando accanto alle rive si respira un’atmosfera mondana in un panorama fatto di bar, luci, ristoranti e vicoli che profumano di tradizione. Tra questi, il Vicolo dei Lavandai è sicuramente il più caratteristico e prende il nome da un antico lavatoio, recentemente restaurate e in uso fino agli anni ‘50. La notte ai Navigli milanesi è una frizzante movida con un esorbitante numero di locali dove è possibile trascorrere il tempo ascoltando musica o assistendo ad uno spettacolo di cabaret alla Corte dei Miracoli di via Mortara o gustando cibi etnici al Gaucho del capitano interista Zanetti in via D’Adda. In alternativa si può passeggiare gustando un cono della Rinomata Gelateria di piazza XXV Aprile, bere un buon bicchiere di vino appoggiati alle botti che fanno da tavolino alla Vineria di via Casale, o magari un birra di qualità al BQ o, perché no, facendo sosta alla farmacia alcolica La Sacrestia, in via Conchetta. La mattina, per riprendersi dalle notti brave, consigliamo una rilassante gita in battello attraverso il Percorso Storico dei Navigli Milanesi: 55 minuti di navigazione fra canali, una volta solcati dai barconi che rifornivano la città e la Veneranda Fabbrica del Duomo. Informazioni su orari e prenotazioni su www.navigareinlombardia.it

    10. I GrattacieliMilano, quartiere Porta Nuova e la Torre quadrata Gae Aulenti
    Quasi a fare da contraltare ai Navigli, il quartiere Isola, pullulante di concept store, boutique di nicchia e atelier, rappresenta il quartiere più nuovo della città. 

    Qui si scopre la Milano che sale, che affronta nuove sfide e si protende verso il futuro, come dimostrano i nuovi grattacieli e la bella piazza Gae Aulenti, da cui si può far iniziare un bell’itinerario. La piazza, progettata dall’architetto Cesar Pelli, è racchiusa tra il complesso di uffici della Unicredit Tower, uno dei grattacieli più alti d’Italia, che con il suo gioco di vetri, metalli, specchi e forme sinuose, crea una cornice di grande suggestione. Ai suoi piedi, divertitevi a scoprire il monumento progettato dall’artista Alberto Garutti, Egg. Si tratta di un insieme di 23 tubi in metallo cromato che si sviluppano in verticale, collegando il piano superiore e quello inferiore della piazza: se si appoggia un orecchio all’apertura di un tubo è possibile ascoltare le voci, i rumori e i suoni provenienti dall’altro capo. Dopo aver preso un gelato da Grom o aver fatto un giro all’interno di Red Feltrinelli, la passeggiata prosegue sull’innovativa passerella ciclopedonale che si estende sopra via Melchiorre Gioia e che conduce ai grattacieli di Porta Nuova, il nuovo business district di Milano. Qui si trova il Bosco Verticale, le torri residenziali Solaria, Solea ed Aria e l’avveniristica Diamond Tower. Da non perdere, infine, una sosta alla Casa della Memoria, uno spazio dedicato al ricordo dei deportati di guerra, delle vittime di terrorismo e dei partigiani. L’edificio è molto particolare, perché fonde linee moderne ai materiali della tradizione lombarda, e colpisce per l’incredibile gioco dei mosaici in terracotta che riproducono personaggi e quadri rappresentativi di Milano.

    Da non perdere: una chiesa… da brividi
    Non lasciatevi ingannare dalla sobria facciata. La chiesa di San Bernardino alle Ossa nasconde un volto sinistro.

    Situata nelle vicinanze del Duomo, alle spalle dell’Università degli Studi di Milano (un tempo Ospedale Maggiore), in via Brolo, la chiesa venne ristrutturata nel 1676 da uno degli architetti impegnati nei lavori della Fabbrica del Duomo, Carlo Buzzi, che intervenne anche sull’ossario. Questa parte dell’edificio ha una volta affrescata con un bel ciclo pittorico di Sebastiano Ricci, mentre le pareti sono completamente ricoperte da teschi e ossa appartenute ai pazienti deceduti del vecchio Ospedale del Brolo e provenienti dal suo cimitero. Il macabro si fonde con lo stile rococò creando un ambiente di grande suggestione. Tornando alla navata centrale della chiesa, vale la pena fermarsi nella cappella a destra: qui si trova la tomba di famiglia di alcuni discendenti, in linea materna, di Cristoforo Colombo.

    Nel segno di Leonardo da Vinci
    È nella primavera del 1482 che Leonardo da Vinci arriva a Milano alla corte di Ludovico il Moro e proprio qui realizza alcune delle opere più mirabili: la Vergine delle Rocce, la Dama con l’Ermellino e, soprattutto, l’Ultima Cena dipinta nel refettorio della Chiesa Santa Maria delle Grazie.

    L’itinerario a Milano nel segno di Leonardo inizia proprio da qui, da uno dei più grandi capolavori del Leonardo pittore, dichiarato patrimonio UNESCO: se si desidera ammirarlo è bene prenotare con un buon anticipo telefonando al numero 02 92 800 360 (www.cenacolovinciano.net). Altro luogo legato a Leonardo è la Pinacoteca Ambrosiana, dove fino alla fine di Expo saranno esposti alcuni fogli del Codice Atlantico. Fino al 19 luglio, invece, a Palazzo Reale sarà allestita la mostra Leonardo 1452 – 1519, che porta a Milano alcune opere leonardesche provenienti da collezioni private internazionali. L’allestimento apre la strada ad altri approfondimenti che coinvolgono la Biblioteca Trivulziana al Castello Sforzesco, in cui si tiene la mostra Il Codice Trivulziano e la ricostruzione della Biblioteca di Leonardo.

    Expo 2015, cosa ci aspetta
    Milano apre le sue porte al mondo per ospitare dall’1 maggio al 31 ottobre 2015 Expo, il più grande evento mai realizzato sul tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

    Una grande manifestazione che si pone l’obiettivo di porre l’attenzione su una delle sfide più importanti che il pianeta deve affrontare: è possibile garantire a tutta la popolazione mondiale cibo e acqua? Come affrontare il tema della sostenibilità ambientale e alimentare? Expo, certo, non vuole dare una risposta univoca a queste domande, ma porsi come piattaforma di incontro e scambio per agevolare riflessioni e discussioni.
    La visita ad Expo2015 si sviluppa lungo cinque percorsi tematici che raccontano storie legate al gusto, alla tavola e alla nutrizione con la possibilità di scoprire nuovi alimenti, di assaggiare piatti tradizionali, di assistere a spettacoli artistici ed eventi culturali, sia nelle aree comuni sia all’interno dei singoli Padiglioni nazionali.
    Vera novità di Expo Milano 2015 sono i Clusters, dei padiglioni tematici dedicati a un singolo alimento o area geografica, dove ogni Paese ha modo di mostrare le proprie eccellenze. Il Cluster Frutta e Legumi, ad esempio, è un grande frutteto che riporta alla mente leggende e tradizioni antiche, mentre il Cluster Riso-Abbondanza e Sicurezza prevede un paesaggio simile ad una risaia; il Cluster Isole, Mare e Cibo, un mix di odori, colori e suoni tipici degli oceani.
    I visitatori accedono al sito espositivo attraverso due assi principali, il Cardo e il Decumano, e vengono indirizzati al Padiglione Zero, dedicato all’uomo e alla sua storia, primo dei grandi spazi tematici della mostra. Le attrazioni esterne sono invece il Lake Arena, posto in uno dei vertici del sito, un bacino d’acqua con gradinate da 3.000 posti sovrastato dall’Albero della Vita e da un sistema di fontane che creeranno suggestivi giochi e, dalla parte opposta, l’Open Air Theater, spazio attrezzato per spettacoli musicali e cerimonie. Cascina Triulza, un’antica costruzione rurale già presente all’interno dell’area, ristrutturata, ha il compito di far riscoprire l’anima contadina di Milano. •

    SOSTA CAMPER
    • Area Sosta Camper Expo
    Via Lainate 94, Rho (MI) – Tel. 02 9306797
    GPS: 45.5422448, 9.0333174
    www.areacamperexpo.it
    A pochi chilometri dall’esposizione Expo 2015, l’area di sosta, sorvegliata 24/24 h, dispone di 40 piazzole in parte elettrificate e di un market. Su richiesta servizi di assistenza meccanica e navetta privata da e per Expo.

    • Camping Village “Città di Milano”
    Via Gaetano Airaghi 61, Milano – Tel. 02 48207017
    GPS: 45.473986, 9.081777
    www.campingmilano.it
    Campeggio a 4 stelle situato a meno di 3 chilometri dallo stadio di San Siro, dispone di 244 piazzole per tende e camper, nonché di sale da gioco, lavanderia e attrezzature sportive. Oltre al ristorante, il campeggio vanta un camper service completo, un servizio fax e collegamenti con la Fiera e il centro città.

    • Nuovo Rimessaggio
    Alzaia Naviglio Grande 198, Milano – Tel. 02 428101
    GPS: 45.444655, 9.13961
    www.nuovorimessaggio.it
    Comoda per raggiungere il centro di Milano, l’area di sosta per caravan e camper è nelle vicinanze della metro M2 Stazione Porta Genova. Nelle immediate vicinanze i famosi Navigli e il quartiere Tortona ricco di atelier di artisti e designer. Oltre a posti al coperto, presso la struttura si effettuano interventi di riparazioni meccaniche, cambio marmitte e altri servizi di manutenzione.

    • Caravan Expo Park
    Parco Esposizioni Novegro
    Via Novegro, Segrate (MI) – Tel. 02 70200022
    GPS: 45.471700, 9.275349
    www.parcoesposizioninovegro.it/news/novegro-per-expo-2015.html
    In occasione di Expo 2015, il Parco Esposizioni Novegro apre ai camperisti con piazzole attrezzate immerse nel verde. A disposizione un bar ristorante e servizio navetta fino alla metrò M2 Lambrate. La struttura dispone di bagni, carico-scarico acque, sorveglianza continua e servizio di assistenza completo.

    • Area Sosta Parcheggio Certosa di Pavia
    Viale della certosa, Certosa di Pavia (PV) – Tel. 0382.936913
    GPS: 45.256972, 9.141614
    Limitrofa alla Certosa di Pavia e a meno di un’ora da Milano, quest’area attrezzata può ospitare 30 veicoli ed è all’interno di un ampio parcheggio pubblico, illuminato di notte, con 2 stalli per carico/scarico e servizi igienici. Nelle vicinanze c’è la stazione ferroviaria che collega la Certosa a Milano in pochi minuti.

    Testo di Alessia Merati – maggio 2015

  • La Riviera del Conero è il tratto più suggestivo della costa marchigiana. A due passi da Ancona tra spiagge turistiche, angoli più solitari e campeggi 

    La Riviera del Conero si caratterizza per un tratto di costa unico nel suo genere in tutto il litorale Adriatico. Tutto merito del Monte Conero, che scendendo in mare ha disegnato un profilo movimentato di spiagge in uno scenario unico dove troviamo calette selvagge e grotte spettacolari, ma anche ampie distese di sabbia o ciottoli per gli amanti della tintarella. Per costoro ci sono gli attrezzati stabilimenti balneari di Numana e Porto Recanati. Altrimenti se siete alla ricerca della natura incontaminata, è meglio puntare le spiagge di Portonovo o le calette raggiungibili solo via mare come quella delle Due Sorelle. La qualità delle acque è totale: la Bandiera Blu è un riconoscimento che arriva puntuale ad ogni stagione.

    Cosa fare
    Numana è una bella cittadina da visitare: nella parte alta conserva la sua origine marinara ed è caratterizzata dal fitto reticolo di vicoli su cui si affacciano le casette colorate, un tempo dei pescatori. Il belvedere di Numana è una terrazza davvero unica che offre il panorama su tutta Riviera del Conero. La parte bassa di Numana è quella più moderna e vivace, dove passare le serate in allegria. Da giugno a settembre a Numana è possibile assistere al rilascio in mare delle tartarughe marine della specie Caretta Caretta, dopo un periodo di riabilitazione presso un’area denominata “caletta” situata nei pressi della spiaggia dei Frati, tra gli stabilimenti “Eden Gigli” e “La Spiaggiola”. I rilasci in mare delle tartarughe riabilitate avvengono nell’area di mare antistante la spiaggia delle “Due Sorelle”, e chi vuole può seguire l’evento raggiungendo la spiaggia a bordo delle motonavi dei Traghettatori della Riviera del Conero. Questa società organizza numerosi viaggi che consentono di esplorare (e fare il bagno) in tutte le località del Conero senza dover spostare il camper dal campeggio.

    SOSTA CAMPER

    • Campeggio Numana Blu, Via Costa Verde 37 – Numana – Tel. 071 7392018 www.numanablu.it.com
    • Camping Riviera, Via Montalbano 20, Numana – Tel. 0719 330521
    www.campingriviera.it
    • Camping Reno, Via Moricone 7 , Sirolo – Tel. 071 7360315
    www.campingreno.eu
    • San Lorenzo Camper Resort, Via Madonnina 1, Sirolo – Tel. 071 7360866
    www.camping-sirolo.it
    • Camping & Club Internazionale, Via S. Michele 10, Sirolo – Tel. 071 9330884 www.campinginternazionale.com

    INFO
    www.conero.it
    www.traghettatoridelconero.it

  • Il capoluogo trentino offre al visitatore lo scrigno d’arte e architettura che è il suo centro e uno dei più affascinanti e moderni musei di scienze naturali presenti in Italia. Un’attrazione per grandi e piccini 

    Testo: Marco Fasola – Foto: Museo della Scienza di Trento

    Questa volta vogliamo proporvi qualcosa di diverso, un itinerario che non parte dal monumento più conosciuto o dalla piazza più bella… Mescoliamo le carte e creiamo un percorso al contrario, un modo alternativo per visitare una città. Come si può trasformare la classica gita fuori porta in un fine settimana dal sapore particolare? Tutto è possibile, bastano pochi ingredienti: un team di professionisti della cultura abbastanza lungimirante da creare un’opportunità da una parte, un pizzico di fantasia e la voglia di conoscere dall’altra. Iniziamo col dire che per la prima volta da quando abbiamo scelto per il tempo libero il veicolo ricreazionale come nostro modus vivendi non trascorreremo la notte del venerdì nell’accomodante e pluritestato letto del camper, ma se non lì dove? In albergo no di certo! Sistemato il mezzo nei pressi del nuovo complesso museale, consumata la cena e preparato lo zaino con l’occorrente per la notte compresi i sacchi a pelo, in pochi passi eccoci davanti all’ingresso del Muse, l’avvenieristico museo della scienza di Trento, dalla struttura moderna e slanciata. Aperto da pochi mesi conta all’attivo già più di 400.000 visitatori, un buon esempio di quell’Italia della cultura che funziona e che se ben sfruttata potrebbe ridare preziosa linfa vitale al nostro Paese.

    Tra i vari eventi proposti dall’organizzazione abbiamo deciso di partecipare alla “nanna al museo”, un vero toccasana per l’unione delle famiglie con bambini tra i 5 e 12 anni. La nostra serata magica inizia alle ore 20, orario fissato per il ritrovo con successiva suddivisione in gruppi. L’ausilio di una guida, e prende il via la visita particolare di alcune sezioni della galleria, compresa la serra in versione notturna, allietata da spettacoli e attività didattiche che intrattengono i visitatori fino allo scoccare della mezzanotte, quando una fiaba si accinge a darci la buona notte tra animali imbalsamati, acquari e scheletri di dinosauri e balene: un’esperienza entusiasmante per i piccoli e piacevole per gli adulti. La sveglia del sabato mattina è di buon’ora, qualche minuto per ricomporsi da una notte non proprio confortevole, una buona colazione e il programma prosegue con un’interessante dimostrazione sugli effetti dell’azoto liquido che arricchiscono il nostro bagaglio scientifico. Una scenetta per i saluti e l’evento organizzato giunge a termine. Nella quota di partecipazione è inclusa la visita libera e più approfondita della struttura, usufruibile per l’intera giornata del sabato. Il museo della scienza è disposto su sette livelli, al piano -1, oltre ad uno spazio dedicato alle mostre temporanee, troviamo “tracce della vita”, “dna il piccolo grande segreto della vita”e la ricostruzione di una foresta pluviale afromontana dal clima caldo e umido. Il piano 0, dove sono collocati l’ingresso, il caffè e lo shop, è dedicato alla scoperta dei sensi e alla scienza interattiva. Illusioni ottiche ed esperimenti in versione giocattolo vi intratterranno a lungo. Il primo livello è dedicato alla preistoria alpina, con impressionanti e tanto perfette riproduzioni in cera dei nostri antenati, ad una sezione sulla ricerca, la sostenibilità e l’innovazione. Stampanti in 3D e tanto altro, numerosi workshop e dimostrazioni per le quali è indispensabile la prenotazione, vengono organizzati sistematicamente durante l’anno.

    Una rampa di scale ci porta alla conoscenza del territorio, la geologia, le risorse e i rischi ambientali dovuti alla natura, ma anche alla talvolta sconsiderata mano dell’uomo, evento ben riprodotto da un plastico che rappresenta un paese costruito a ridosso di una diga. Al terzo piano l’area dedicata alle biodiversità alpine e al cambio delle stagioni, una discovery room vi permetterà di conoscere il bosco attraverso i sensi del tatto e dell’olfatto.
    Nell’ultimo livello prima della terrazza panoramica trovano spazio le sezioni sul clima e gli organismi viventi, con tanto di lingua di ghiaccio, l’esplorazione e la ricerca.
    Dal giardino del museo, tramite un sottopasso ferroviario, si raggiunge il centro città in soli dieci minuti a piedi, dove dopo una giornata intensa è quasi d’obbligo sedersi a gustare una cena tipica trentina accompagnata da un buon boccale di birra, magari presso la storica birreria Forst di via Oss Mazzurana.

    Una sana dormita, questa volta nel letto del camper, è quello che ci vuole per recuperare il sonno perso la notte precedente e prepararsi alla visita della Trento in versione classica, quella famosa per il Concilio che tra il 1545 e il 1563 la rese quasi una capitale della cristianità, quella del castello del Buonconsiglio e di piazza del Duomo. Ed è proprio da qua, l’attuale “salotto” della città moderna un tempo utilizzata come mercato, che iniziamo la scoperta del nucleo storico che in epoca romana portava il nome di -Tridentum. Per apprezzarne i particolari più interessanti occorre recarsi nei pressi della fontana di Nettuno (1767-1769) e guardarsi attorno con calma, senza fretta, così come non hanno fretta i ritmi cittadini che scorrono apparentemente tranquilli e rilassati. L’affascinate Casa Rella, i cui portici sono sovrastati da un edificio interamente affrescato. Il medioevale Palazzo Pretorio, che ospita le collezioni del museo Diocesiano Tridentino contenente dipinti raffiguranti le fasi del Concilio con annessa svettante Torre Civica e naturalmente il Duomo, imponente edificio romanico eretto su un’area in cui in origine vi era un antico tempio dedicato a San Viglio. Sede di diverse sessioni del Concilio stesso, i lavori per la messa in opera della cattedrale sono da collocare nel XIII secolo, anche se fu completata solamente nel 1515.

    Tenendo come meta finale il castello, si imbocca via Belenzani passeggiando in mezzo a case di tutto rispetto come il Palazzo Geremia al civico 20, splendido esempio gotico-rinascimentale costruito sul finire del XV secolo che oggi ospita il primo cittadino oltre a numerosi eventi culturali. Incrociamo via Roma dove troviamo il Palazzo Quetta Alberti Colico, che prende il nome dagli omonimi conti, residenza gentilizia con la facciata adornata di affreschi cinquecenteschi. Al fianco della chiesa di San Francesco Saverio, al numero 55 di via Roma, troviamo il complesso dei gesuiti oggi trasformato in biblioteca comunale e archivio storico. Proseguendo per via Manci, la casa della SAT (Società Alpinista Tridentina) è un museo che contiene documenti e immagini dei primi rifugi alpini, nonché la biblioteca della montagna. Dopo una gradevole camminata in mezzo ad edifici ottimamente conservati si giunge al Castello del Buonconsiglio, che può essere considerato un simbolo di Trento. Nonostante sia il più vasto complesso monumentale della regione ostenta anche dall’esterno una certa eleganza. Sorto in posizione leggermente più elevata rispetto all’abitato, la cinta muraria racchiude elementi di differenti epoche storiche. Il Castelvecchio, con la sua Torre Circolare, rappresenta il nucleo più antico; il Magno Palazzo è l’ampliamento voluto da Bernardo Cles e, infine, la barocca Giunta Albertina chiude il ciclo storico sul finire del Seicento. Se l’esterno vi colpirà positivamente, sappiate che l’interno suscita un interesse veramente straordinario: vaste serie pittoriche, come il Ciclo dei Mesi contenuto nella Torre dell’Aquila, e ancora i numerosi affreschi realizzati perlopiù nel periodo tardo medioevale e rinascimentale. All’interno del complesso museale sono conservate anche numerose collezioni di arte e archeologia.

    Beati tra le opere d’arte termina un lungo weekend all’insegna della cultura e del divertimento, un’interessante e consigliabile esperienza che per una volta ci ha fatto trascorrere una notte di vacanza lontana dal nostro amato camper.

    Cucina tipica
    Probabilmente quando pensiamo all’enogastronomia il Trentino non occupa il primo posto nei nostri pensieri, ma in realtà da queste parti nessun palato resterà deluso.

    Il cuore della cucina locale si trova nelle ricette che privilegiano il rapporto con la natura e i suoi prodotti. In perfetta sintonia con lo stile germanico sono numerose le pietanze che propongono crauti, patate, wusterl offerti con svariati accompagnamenti, ma tra i piatti più tradizionali svettano i canederli, grossi gnocchi di pane, latte, uova, farina e prezzemolo amalgamati con lardo e salame serviti sia asciutti offerti con diversi condimenti sia in brodo. Per chi desidera stare più leggero il Patào è un minestrone fatto con farina gialla e crauti. Carne salada con fagiolini bianchi, dai formaggi freschi come la Tosela del Primiero ai tipi più stagionati come la Vezzena, nonché l’ottimo speck dal sapore deciso e dal profumo inebriante. Le famose mele locali, di ottima qualità, sono prelibati ingredienti per creare dolci da leccarsi i baffi, su tutti lo Strudel servito caldo. In alternativa gli amanti della frutta secca possono gustare lo Zelton a base di noci, mandorle e pinoli con canditi. Cosa dire del bere? Ogni valle gode di un clima leggermente differente dall’altro, così da creare vini diversi tra loro. Il Nosiola e il vino Santo sono legati alla zona del Garda; nella piana Rotaliana è il Teroldego a prendere la scena ed ancora i più conosciuti Muller Thurgau e Chardonnay, che in realtà non sono vini autoctoni ma i cui vitigni si sono perfettamente armonizzati col territorio.

    DOVE MANGIARE in maniera informale
    • 
    Ristorante Forst via Oss Mazzurana, 38 – Trento – Tel. 0461 235590
    • Feeling Gastro Lab piazza G.B. Garzetti, 14 – Trento – Tel. 0461 260373

    SOSTA CAMPER
    • 
    Parking San Severino via Sanseverino, cinque stalli gratuiti.
    • Area di sosta Zuffo adiacente uscita ex casello Trento centro, camper service, bus per il centro, a pagamento.
    • Camper Trento Park via Brennero, 181 – Tel. 339 7472000, www.campertrentopark.ea29.com a pagamento.

    INFORMAZIONI
    www.discovertrento.it 
    www.buonconsiglio.it
    www.museodiocesanotridentino.it

    Ufficio del turismo via Manci, 2 – Trento – Tel. 0461 216000 (orario 9-19)

    MUSE Corso del Lavoro e della Scienza, 3 – Trento – Tel. 0461 270311
    (martedì-venerdì 10-18, sabato, domenica e festivi 10-19, lunedì chiuso)
    www.muse.it

  • Una cittadina nata a fine ‘800 voluta da un “patron” illuminato per i suoi dipendenti. Unico esempio in Italia e Patrimonio dell’Unesco.

    Provvedere come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica, “dalla culla alla tomba”, anticipando le tutele dello Stato stesso. Questa era l’idea dell’industriale Cristoforo Benigno Crespi, fondatore a fine ‘800 del villaggio di Crespi d’Adda, che da poco aveva qui costruito un moderno cotonificio. Una città modello, ancora oggi perfettamente conservata, dove il tempo si è fermato ai tempi della “rivoluzione industriale”.
    Crespi è un caso quasi unico in Italia, di un paese letteralmente inventato dal nulla per fornire alloggio agli operai, agli impiegati e ai dirigenti dell’azienda. Un rigido schema gerarchico che si esplica prima di tutto nell’organizzazione dello spazio: al centro la fabbrica, da cui si dipartono due assi perpendicolari. Il primo, parallelo al fiume, fiancheggia lo stabilimento fino al cimitero e separa gli spazi del lavoro da quelli della zona di residenza, del tempo libero e dei servizi; il secondo collega il corpo centrale dell’opificio con la piazza alberata antistante la pineta. Gli edifici residenziali sono distribuiti a maglia regolare con una successione di crescente prestigio man mano che ci si allontana dalla fabbrica: in un primo momento, a partire dal 1878, furono costruite alcune grandi case plurifamiliari per gli operai, poi dal 1889 fu il momento delle villette mono e bifamiliari, costruite sul modello dei cottages inglesi.
    Nel 1894 iniziò la costruzione della villa dei Crespi, progettata in forma di castello, con tanto di torri e merli, dall’architetto Pirovano. L’anno prima era terminata l’edificazione della chiesa, su progetto dell’architetto Cavenaghi. Una curiosità: la chiesa di Crespi è perfettamente rinascimentale, ma non è originale. Per volere dei Crespi, infatti, è la copia esatta della chiesa di Busto Arsizio, loro città natale. Per l’eccezionalità e unicità del sito, Crespi d’Adda è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità, sotto egida dell’Unesco.
    Altrettanto interessante è il paesaggio che lo contorna, inserito nella cornice del Parco dell’Adda, che è possibile scoprire a piedi o meglio in bicicletta. Il fiume e il territorio circostante, infatti, sono ricchi di significative testimonianze storiche che rimandano alle epoche più diverse e lontane. Il fiume stesso ha segnato il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia e ha rappresentato un’importante via di comunicazione culturale e commerciale sia verso Bergamo che verso Milano. Sono numerose lungo il corso dell’Adda le opere di fortificazione, compiute nei secoli. Antichissimo è il castello di Trezzo di cui oggi resta la primitiva rocca longobarda che la tradizione vuole edificata dalla regina Teodolinda. Da quella prima rocca ebbe origine una tormentata storia di lotte, di conquiste e di morti che vide protagonisti Federico Barbarossa, i Torriani, i Visconti. Nelle sue segrete venne rinchiuso fra gli altri il duca di Milano Bernabò Visconti, vittima delle lotte di potere interne ai casati. E ancora il castello di Cassano che fu teatro di numerose battaglie. Anteriore al Mille, secondo la storia, vi soggiornò anche Carlo Magno. Nel territorio di Truccazzano, in frazione di Corneliano Bertario, si trova un altro castello ove si dice soggiornasse Federico Barbarossa durante le lotte con i milanesi del 1164. Ma numerose sono anche le testimonianze di archeologia industriale, come il ponte in ferro di Paderno d’Adda o lo stabilimento Velvis di Vaprio d’Adda, il più antico monumento industriale tra quelli rimasti ancora visibili lungo il fiume.

    SPECIALITA’ D AGUSTARE
    Situata tra Bergamo e Milano, consente di scegliere entrambe le cucine. Spazio dunque ai formaggi dell’Alpe e della Val di Scalve. La polenta accompagna salame, salamelle, brasato, stufato (anche d’asino), coniglio, osei, latte e rane. Minestre, zuppe e risotti o i celeberrimi casonsei e strangolapreti. I secondi di tradizione padana: la coasoela, la trippa, la cacciagione, le lumache, le mortadelle di fegato, i sanguinacci.

    DOVE MANGIARE
    Ristorante “Antica osteria da Mualdo” via privata Crespi 6, tel. 02 90937077
    Bar-tavola calda “Villaggio Cafè”
    via Manzoni 20, tel. 0290980107

    EVENTI
    Crespi e Bergamo città alta.
    Una visita a Crespi la mattina, per proseguire nel pomeriggio spostandosi a Bergamo città alta. Si propone una piacevole passeggiata nella bellissima città vecchia, con un’illustrazione delle principali attrattive.
    Crespi e “L’Ecomuseo Adda di Leonardo”
    Si illustra il tratto di fiume divenuto oggi Ecomuseo che dal celebre ponte in ferro giunge, a ridosso del naviglio di Paderno, fino all’altezza di Porto. Si osservano il funzionamento del naviglio (realizzato a più riprese nei secoli passati per rendere navigabile il tratto più impervio dell’Adda), dei canali e delle chiuse settecentesche, nonché il paesaggio del canyon, con le sue rapide e le sue rocce, che ispirarono i dipinti di Leonardo.

    SOSTA CAMPER
    Nei pressi del villaggio non esistono aree attrezzate. La sosta è consentita nel parcheggio fuori Crespi. Dal parcheggio si raggiunge il villaggio a piedi (800m.) o con la navetta, riservato a coloro che hanno problemi a camminare (telefonare all’Ufficio Informazioni). Da aprile a settembre, nei giorni festivi dalle 13 alle 19, Crespi è chiusa al traffico. Non è permesso transitare nè parcheggiare nel villaggio. Le aree più vicine si trovano a Dalmine in via Tofane, nel parcheggio adiacente alle piscine, laterale alla SP 525 per Milano (acqua, pozzetto, illuminazione). Oppure un presidio ecologico comunale a Treviglio in via Bergamo, nel parcheggio dei campi sportivi.

    INFORMAZIONI
    Ufficio informazioni Tel.02 90987191 info@villaggiocrespi.it È possibile prenotare visite guidate private tutto l’anno. Si accede liberamente solo la domenica e festivi di primavera/autunno, partenza ore 16,00 dall’ufficio informazioni.

     

     

    Aprile 2009