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MB Expo 2017

Trentino Alto Adige

  • Centro Recupero Avifauna Tirolo

    Trentino Alto Adige • Tirolo (BZ) 

    Unico nel suo genere in Alto Adige, il Centro Recupero Avifauna di Castel Tirolo accoglie e cura rapaci feriti o in difficoltà

    Il Centro sorge sulla collina di Castel Tirolo, località che garantisce le migliori condizioni climatiche e logistiche per la cura dei rapaci feriti o in difficoltà. Compito del Centro é curare uccelli feriti per reintrodurli in natura. Ogni anno arrivano circa 250 uccelli feriti, la metà dei quali può essere rilasciata, gli altri incapaci di tornare a vivere nel proprio habitat rimangono nel Centro, dove trovano una nuova casa in una delle 24 voliere studiate per le diverse esigenze delle specie presenti. Qui possono essere osservati dai visitatori, che con il loro ingresso contribuiscono al finanziamento del centro. Le voliere, su una superficie di 9.000 mq, sono raggiungibili tramite un sentiero naturalistico di 300 metri. Su questo percorso si possono ammirare l’avifauna locale e la flora della zona attraverso tabelloni che illustrano diversi paesaggi e gli uccelli che ci vivono. La parte più affascinante della visita é la dimostrazione di volo che viene resa possibile grazie alla favorevole posizione collinare. Ogni giorno, alle ore 11.15 e alle 15.15, vengono lasciati volare liberamente sulla collina diversi uccelli sani (nati in cattività e provvisti di regolare certificato). Durante la dimostrazione di volo, circa 40 minuti, i visitatori hanno la possibilità di vedere aquile, avvoltoi, falchi, gufi e poiane in azione, di conoscerli da vicino e di essere informati sulla vita di questi meravigliosi animali, sui pericoli a cui sono esposti attraverso la civilizzazione e sulla protezione delle specie. É bene sapere che gli uccelli, specialmente i rapaci, svolgono un ruolo importante nel ciclo della natura.

    Orari/apertura: il parco è aperto da martedì a domenica dalle 10:30 alle 17:00 – Dimostrazioni alle 11:15 e alle 15:15.
    Quale età: adatto a tutti
    Costo: adulti 9 euro • bambini (6-13) 7 euro
    Sosta Camper: zona a traffico limitato! È consigliabile parcheggiare l’auto a Tirolo in uno dei grandi parcheggi pubblici e intraprendere la passeggiata di ca. 15 minuti verso il castello, peraltro ben segnalata.

    Centro Recupero Avifauna
    Via del Castello 25,  Tirolo (BZ)
    Tel. 0473 221 500
    gufyland@yahoo.de
    www.gufyland.com/it

     
  • mercatini di Bolzano

    I mercatini di Natale

     

    Artigianato tipico altoatesino, eccellenze gastronomiche, animazione musicale, cultura e tanto altro: dal prossimo 26 novembre (e fino al 6 gennaio 2016), il Mercatino di Natale di Bolzano celebra il proprio giubileo. Con una grande novità: Un Natale di libri

    Avvento, tempo di attesa: quest’anno a Bolzano più sentito che mai, complice il traguardo dei 25 anni che verrà tagliato dal famoso mercatino allestito in piazza Walther: dal 1991 un’autentica festa dedicata al Natale, un appuntamento che si ripete con successo sempre crescente sfruttando una formula ormai consolidata, ma con invitanti sorprese ogni anno. A questo proposito, la grande novità dell’edizione 2015 sarà “Un Natale di libri”, con la possibilità di incontrare vis-à-vis autori di best seller quali, tra gli altri, Gian Antonio Stella, Susanna Tamaro, Vittorio Feltri, Edoardo Raspelli e noti autori di lingua tedesca. E per un regalo unico, gli autori saranno a disposizione dei visitatori per una dedica personalizzata.

    L’inaugurazione della kermesse bolzanina è prevista per giovedì 26 novembre alle 17 e proseguirà (escluse le giornate del 24 e 25 dicembre) fino al 6 gennaio 2016. Naturalmente non mancheranno gli stand (allestiti nelle tipiche casette) zeppi di decorazioni natalizie, di prodotti del tradizionale artigianato altoatesino (come le caldissime pantofoline) e poi dolciumi e specialità gastronomiche. Mentre gli ensemble musicali restituiranno al visitatore il profumo inconfondibile del Natale alle porte.

    Un ricco calendario di eventi

    Concerti, appuntamenti per bimbi e famiglie, artigianato, mercatini della solidarietà, cultura: è veramente ricco il cartellone di appuntamenti del Mercatino di Natale di Bolzano. Con la musica a fare da filo rosso: ogni sabato e domenica pomeriggio, piazza Walther ospiterà infatti concerti con musica tradizionale (dalle 14 alle 18), mentre nelle giornate di domenica mattina, il 29 novembre, il 6, 13 e 20 dicembre, si esibiranno le bande cittadine in costume. Inoltre ogni sabato pomeriggio, alle 17, ensemble di fiati suoneranno note natalizie dal balcone del Palazzo Mercantile nella via dei Portici.

    Per i più piccini nessuna paura di annoiarsi: oltre al teatro delle marionette, li aspettano pony per passeggiate nel centro storico, giostre e trenini e soprattutto il Mercatino di Natale dei Bambini (dal 27 novembre al 6 gennaio 2016) con animazione e “dolcissimi” laboratori pensati ad hoc.

    Per chi ama le idee regalo fatte a mano, dal 4 al 23 dicembre, nel centro storico, presso il Centro Relazioni Umane in piazza Municipio, in programma un’interessante rassegna artigianale: stoffe ricamate, lavori su seta, bigiotteria, oggetti in ceramica e vetro e molti altri spunti per doni natalizi originali. Da ricordare che ogni giorno in piazza Walther i soci della cooperativa “Artigiani Atesini” presenteranno alcuni mestieri tradizionali dell’artigianato artistico locale.

    La magica atmosfera del Natale si materializza anche a Palais Campofranco, presso Piazza Walther: nel cortile interno del palazzo della nobile famiglia Khuenburg si potranno ammirare, per tutta la durata della kermesse, decorazioni e addobbi natalizi in un vero e proprio “Bosco Incantato”. Tra gli appuntamenti culturali, visite alle mostre, agli allestimenti e ai castelli e, venerdì 27 novembre, dalle 16 all’1, da non perdere la Lunga notte dei musei di Bolzano (info: www.lunganotte.it), con letture, musiche, animazioni, workshop e sorprese a non finire per famiglie e bambini nei sei musei cittadini, compreso il Museo Archeologico di Bolzano, dimora di Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio.

    Dall’anno scorso il Mercatino di Natale di Bolzano insieme agli altri quattro Mercatini Originali dell’Alto Adige (Bressanone, Merano, Brunico e Vipiteno) ha ottenuto la certificazione Green Event, confermandosi quindi una manifestazione a basso impatto ambientale grazie all’adozione di misure organizzative e gestionali, quest’anno ulteriormente sviluppate, rispettose dell’ambiente (mobilità sostenibile, offerta di cibi locali, stagionali e biologici, impiego di stoviglie e posate riutilizzabili etc., per info www.mercatinodinatalebz.it).

     

    “Magie dell’Avvento”, tre giorni al top negli alberghi di Bolzano dal 29 novembre al 23 dicembre

    Per vivere l’atmosfera del Mercatino di Natale di Bolzano le strutture ricettive della città propongono pacchetti-soggiorno in hotel (da due fino a quattro stelle S): in particolare il pacchetto “Magie d’Avvento a Bolzano” (valido dal 29 novembre al 23 dicembre 2015) consente un soggiorno infrasettimanale di tre notti, prenotabile con arrivo di domenica, lunedì o martedì e comprende, oltre ai pernottamenti per due persone in camera doppia con trattamento B&B, la partecipazione a una visita guidata del programma settimanale dell’Azienda di Soggiorno di Bolzano, due biglietti d’ingresso al Museo Mercantile, un assaggio di biscotti natalizi e due tazzine da collezione del Mercatino di Natale. Prezzi a partire da 300 euro.

    Per altre offerte, pacchetti nei periodi di Natale e Capodanno e maggiori informazioni si può fare riferimento al sito www.mercatinodinatalebz.it/alberghi-bolzano.htm.

     

    Avvento Alpino in Val Sarentino e Trenatale sul Renon: per assaporare l’atmosfera di una tranquilla attesa natalizia

    Più piccoli ma altrettanto suggestivi i mercatini nei dintorni di Bolzano (www.bolzanodintorni.info). A partire da Sarentino, dove l’Avvento è l’occasione per scoprire le tradizioni dell’omonima valle: nel suo mercatino natalizio (l’inaugurazione è prevista il 27 novembre) si possono acquistare manufatti artigianali in legno, pelle, lana (come la tipica Sarner Jangerr, giacca tradizionale in lana cotta) oltre a numerose specialità gastronomiche come lo Striezl (una sorta di pagnotta ripiena di speck). Il Mercatino di Natale a Sarentino è aperto tutti i fine settimana nel periodo d’Avvento dalle ore 10 alle 19. Per maggiori informazioni sul programma dell’Avvento Alpino in Val Sarentino: www.alpenadvent.sarntal.com.

    Altro must natalizio altoatesino è il Trenatale del Renon, in programma ogni fine settimana dal 28 novembre al 27 dicembre e dal 5 all’8 dicembre: nei pressi delle stazioni di Soprabolzano e Collalbo sono allestiti degli originali stand a forma di carrozze del trenino storico, zeppi di decorazioni e di dolci tradizionali (tra cui il ricco zelten, a base di frutta secca). Soprabolzano è raggiungibile in soli 12 minuti da Bolzano con la Funivia del Renon.

    Maggiori informazioni sul sito www.trenatale.it.

     

    Muoversi green. Le proposte per chi vuole lasciare a casa l’auto

    • In treno, con le Ferrovie Austriache e Tedesche

    Con i treni DB-ÖBB EuroCity si raggiunge comodamente Bolzano da Verona a partire da soli 9 € (da Bologna e Venezia SL a partire da 19 €). I bambini fino a 14 anni viaggiano gratis, se accompagnati da un genitore o da un nonno. Per maggiori informazioni: www.megliointreno.it.

    • Mobilcard Alto Adige

    Con Mobilcard, si possono utilizzare tutti i mezzi pubblici del Trasporto Integrato per scoprire l’Alto Adige. Biglietto valido per 7 giorni a 28 €, oppure 3 giorni a 23 €. Mobilcard Junior (sotto i 14 anni) costa la metà, mentre i bambini fino a 6 anni viaggiano gratis.

     

  • Caravan Park Sesto

    Il Caravan Park Sexten non è un normale campeggio. Al top delle classifiche tra i campeggi europei , è una struttura pensata e realizzata per trascorrere momenti indimenticabili, uno straordinario ed armonico complesso incastonato tra le vette della Val Pusteria che in questi anni ha perfezionato ed ampliato i servizi messi a disposizione degli ospiti. Da oltre trenta anni la famiglia Happacher ha come missione quella di rendere le vacanze dei loro ospiti, nel Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto, il più possibile a contatto con la natura, nel massimo confort.

    Offerta Sant’Ambrogio al Caravan Park Sexten

    Pacchetto “Neve fresca a Sant’Ambrogio”
    4 gg – dal 04.12 al 08.12.2015

    Servizi inclusi nell’offerta per 2 persone:
    • Piazzola, tariffa per persona e tassa rifiuti
    • 1 cena (menù da 3 portate)
    • 1 ingresso in piscina 

    199,00 euro

    Il Caravan Park Sesto è sinonimo di neve, perché quando è inverno a 1520 metri di altitudine, è veramente inverno. Direttamente dal campeggio è possibile accedere al comprensorio sciistico del Dolomiti – Superski, che si estende per 1200 chilometri e di cui 53 chilometri di piste tra le migliori in assoluto sono nell’Alta Pusteria. Completissimi i servizi: dal noleggio sci, all’approvvigionamento del gas; dalla possibilità di affittare un comodo bagno privato, al Centro Benessere Oasi Vital; dalla gran varietà di piatti prelibati del ristorante, al vasto assortimento di prodotti del nostro minimarket; dalla possibilità di iscriversi a un corso collettivo di sci o di avere un maestro individuale selezionato in base alle vostre capacità.

    aravan Park Sesto Baumhaus

    Un’esclusiva è sicuramente rappresentata dai bagni privati, infatti si possono prenotare locali da bagno ad uso esclusivo. Per tutta la durata della vacanza, impeccabilmente puliti sia nel Waldbad che nel Kristallbad. Si tratta di ampi spazi individuali forniti di bidet, lavandini di diverse altezze, cabina doccia e/o vasca da bagno, e stanza WC separata. Grande anche la comodità di poter riporre asciugamani e oggetti personali, avendo a disposizione anche armadi e persino una cassetta di sicurezza. Ogni bagno privato è unico e diverso, perché ciascuno è realizzato in uno stile differente: quelli situati nel Waldbad seguono la tradizione della Val Pusteria, quelli del Kristallbad sono dedicati ciascuno a un minerale diverso, di cui potrete avvertire la benefica energia.

    Caravan Park Sesto benessere

    All’interno della struttura la Wellness-Spa del Mountain Resort Patzenfeld, creata per far sì che la sua atmosfera di benessere solleciti tutti i sensi. La raffinatezza dei colori e delle luci sono in sintonia con i profumi ed il fascino sensuale, che deriva dal contatto con i materiali nobili, come la pietra viva, il legno ed il velluto. In ogni suo spazio la Wellness-Spa crea nuove emozioni ed esperienze e non finisce di sorprendere sempre più ad ogni visita. La qualità dei trattamenti estetici e la professionalità dello staff non sono certamente da meno rispetto all’architettura e all’arredo raffinato.

    C’è poi utilizzabile in inverno la piscina sviluppata al di sotto del livello del terreno per annullarne l’impatto ambientale. Potrete ammirare ammirare il bellissimo paesaggio dolomitico attraverso le pareti di vetro, o uscire a ritemprarsi nella vasca esterna circondata dalla neve. La ricerca della naturalezza si nota nel fondo della vasca, composto da ghiaia, che al contatto con i piedi genera un energico massaggio. Da segnalare anche il percorso Kneipp, ricoperto da pietre, che si sviluppa tutto intorno al perimetro della vasca, creando una separazione tra la piscina riservata agli adulti e quella dei bambini. Le superfici e gli spazi in tutte le aree adiacenti le vasche sono realizzate utilizzando due materiali come la roccia ed il legno, che creano un insieme armonioso e naturale. Oltre ai numerosi angoli di relax delle comode poltrone, al centro della sala della piscina si trova un grande camino aperto e tutt’intorno delle grandi pietre laviche sulle quali è possibile sedersi. Non poteva mancare la sauna, i veri cultori, apprezzano l’alta temperatura tra gli 85° e i 90°Celsius della sauna finlandese, il tutto in un ambiente naturale caratterizzato dal legno di larice, dove le infusioni di oli eterici stimolano la circolazione.

    Un cenno particolare al ristorante che si basa su una cucina vera che utilizza prodotti naturali, freschi e di primissima qualità, oltre alle gustose ricette tradizionali del Sud Tirolo, si possono gustare ottime pizze cotte nel forno a legna e i migliori piatti della cucina internazionale.

    Mountain Resort Patzenfeld – Caravan Park Sexten
    Via S. Giuseppe 54, 39030 Sesto/Moso – Alta Pusteria – Dolomiti – Alto Adige – Italia

    Tel. 0039 0474 710444 – Fax 0039 0474 710053

    E-Mail: info@caravanparksexten.it

    Sito: www.caravanparksexten.it

     

  • Il capoluogo trentino offre al visitatore lo scrigno d’arte e architettura che è il suo centro e uno dei più affascinanti e moderni musei di scienze naturali presenti in Italia. Un’attrazione per grandi e piccini 

    Testo: Marco Fasola – Foto: Museo della Scienza di Trento

    Questa volta vogliamo proporvi qualcosa di diverso, un itinerario che non parte dal monumento più conosciuto o dalla piazza più bella… Mescoliamo le carte e creiamo un percorso al contrario, un modo alternativo per visitare una città. Come si può trasformare la classica gita fuori porta in un fine settimana dal sapore particolare? Tutto è possibile, bastano pochi ingredienti: un team di professionisti della cultura abbastanza lungimirante da creare un’opportunità da una parte, un pizzico di fantasia e la voglia di conoscere dall’altra. Iniziamo col dire che per la prima volta da quando abbiamo scelto per il tempo libero il veicolo ricreazionale come nostro modus vivendi non trascorreremo la notte del venerdì nell’accomodante e pluritestato letto del camper, ma se non lì dove? In albergo no di certo! Sistemato il mezzo nei pressi del nuovo complesso museale, consumata la cena e preparato lo zaino con l’occorrente per la notte compresi i sacchi a pelo, in pochi passi eccoci davanti all’ingresso del Muse, l’avvenieristico museo della scienza di Trento, dalla struttura moderna e slanciata. Aperto da pochi mesi conta all’attivo già più di 400.000 visitatori, un buon esempio di quell’Italia della cultura che funziona e che se ben sfruttata potrebbe ridare preziosa linfa vitale al nostro Paese.

    Tra i vari eventi proposti dall’organizzazione abbiamo deciso di partecipare alla “nanna al museo”, un vero toccasana per l’unione delle famiglie con bambini tra i 5 e 12 anni. La nostra serata magica inizia alle ore 20, orario fissato per il ritrovo con successiva suddivisione in gruppi. L’ausilio di una guida, e prende il via la visita particolare di alcune sezioni della galleria, compresa la serra in versione notturna, allietata da spettacoli e attività didattiche che intrattengono i visitatori fino allo scoccare della mezzanotte, quando una fiaba si accinge a darci la buona notte tra animali imbalsamati, acquari e scheletri di dinosauri e balene: un’esperienza entusiasmante per i piccoli e piacevole per gli adulti. La sveglia del sabato mattina è di buon’ora, qualche minuto per ricomporsi da una notte non proprio confortevole, una buona colazione e il programma prosegue con un’interessante dimostrazione sugli effetti dell’azoto liquido che arricchiscono il nostro bagaglio scientifico. Una scenetta per i saluti e l’evento organizzato giunge a termine. Nella quota di partecipazione è inclusa la visita libera e più approfondita della struttura, usufruibile per l’intera giornata del sabato. Il museo della scienza è disposto su sette livelli, al piano -1, oltre ad uno spazio dedicato alle mostre temporanee, troviamo “tracce della vita”, “dna il piccolo grande segreto della vita”e la ricostruzione di una foresta pluviale afromontana dal clima caldo e umido. Il piano 0, dove sono collocati l’ingresso, il caffè e lo shop, è dedicato alla scoperta dei sensi e alla scienza interattiva. Illusioni ottiche ed esperimenti in versione giocattolo vi intratterranno a lungo. Il primo livello è dedicato alla preistoria alpina, con impressionanti e tanto perfette riproduzioni in cera dei nostri antenati, ad una sezione sulla ricerca, la sostenibilità e l’innovazione. Stampanti in 3D e tanto altro, numerosi workshop e dimostrazioni per le quali è indispensabile la prenotazione, vengono organizzati sistematicamente durante l’anno.

    Una rampa di scale ci porta alla conoscenza del territorio, la geologia, le risorse e i rischi ambientali dovuti alla natura, ma anche alla talvolta sconsiderata mano dell’uomo, evento ben riprodotto da un plastico che rappresenta un paese costruito a ridosso di una diga. Al terzo piano l’area dedicata alle biodiversità alpine e al cambio delle stagioni, una discovery room vi permetterà di conoscere il bosco attraverso i sensi del tatto e dell’olfatto.
    Nell’ultimo livello prima della terrazza panoramica trovano spazio le sezioni sul clima e gli organismi viventi, con tanto di lingua di ghiaccio, l’esplorazione e la ricerca.
    Dal giardino del museo, tramite un sottopasso ferroviario, si raggiunge il centro città in soli dieci minuti a piedi, dove dopo una giornata intensa è quasi d’obbligo sedersi a gustare una cena tipica trentina accompagnata da un buon boccale di birra, magari presso la storica birreria Forst di via Oss Mazzurana.

    Una sana dormita, questa volta nel letto del camper, è quello che ci vuole per recuperare il sonno perso la notte precedente e prepararsi alla visita della Trento in versione classica, quella famosa per il Concilio che tra il 1545 e il 1563 la rese quasi una capitale della cristianità, quella del castello del Buonconsiglio e di piazza del Duomo. Ed è proprio da qua, l’attuale “salotto” della città moderna un tempo utilizzata come mercato, che iniziamo la scoperta del nucleo storico che in epoca romana portava il nome di -Tridentum. Per apprezzarne i particolari più interessanti occorre recarsi nei pressi della fontana di Nettuno (1767-1769) e guardarsi attorno con calma, senza fretta, così come non hanno fretta i ritmi cittadini che scorrono apparentemente tranquilli e rilassati. L’affascinate Casa Rella, i cui portici sono sovrastati da un edificio interamente affrescato. Il medioevale Palazzo Pretorio, che ospita le collezioni del museo Diocesiano Tridentino contenente dipinti raffiguranti le fasi del Concilio con annessa svettante Torre Civica e naturalmente il Duomo, imponente edificio romanico eretto su un’area in cui in origine vi era un antico tempio dedicato a San Viglio. Sede di diverse sessioni del Concilio stesso, i lavori per la messa in opera della cattedrale sono da collocare nel XIII secolo, anche se fu completata solamente nel 1515.

    Tenendo come meta finale il castello, si imbocca via Belenzani passeggiando in mezzo a case di tutto rispetto come il Palazzo Geremia al civico 20, splendido esempio gotico-rinascimentale costruito sul finire del XV secolo che oggi ospita il primo cittadino oltre a numerosi eventi culturali. Incrociamo via Roma dove troviamo il Palazzo Quetta Alberti Colico, che prende il nome dagli omonimi conti, residenza gentilizia con la facciata adornata di affreschi cinquecenteschi. Al fianco della chiesa di San Francesco Saverio, al numero 55 di via Roma, troviamo il complesso dei gesuiti oggi trasformato in biblioteca comunale e archivio storico. Proseguendo per via Manci, la casa della SAT (Società Alpinista Tridentina) è un museo che contiene documenti e immagini dei primi rifugi alpini, nonché la biblioteca della montagna. Dopo una gradevole camminata in mezzo ad edifici ottimamente conservati si giunge al Castello del Buonconsiglio, che può essere considerato un simbolo di Trento. Nonostante sia il più vasto complesso monumentale della regione ostenta anche dall’esterno una certa eleganza. Sorto in posizione leggermente più elevata rispetto all’abitato, la cinta muraria racchiude elementi di differenti epoche storiche. Il Castelvecchio, con la sua Torre Circolare, rappresenta il nucleo più antico; il Magno Palazzo è l’ampliamento voluto da Bernardo Cles e, infine, la barocca Giunta Albertina chiude il ciclo storico sul finire del Seicento. Se l’esterno vi colpirà positivamente, sappiate che l’interno suscita un interesse veramente straordinario: vaste serie pittoriche, come il Ciclo dei Mesi contenuto nella Torre dell’Aquila, e ancora i numerosi affreschi realizzati perlopiù nel periodo tardo medioevale e rinascimentale. All’interno del complesso museale sono conservate anche numerose collezioni di arte e archeologia.

    Beati tra le opere d’arte termina un lungo weekend all’insegna della cultura e del divertimento, un’interessante e consigliabile esperienza che per una volta ci ha fatto trascorrere una notte di vacanza lontana dal nostro amato camper.

    Cucina tipica
    Probabilmente quando pensiamo all’enogastronomia il Trentino non occupa il primo posto nei nostri pensieri, ma in realtà da queste parti nessun palato resterà deluso.

    Il cuore della cucina locale si trova nelle ricette che privilegiano il rapporto con la natura e i suoi prodotti. In perfetta sintonia con lo stile germanico sono numerose le pietanze che propongono crauti, patate, wusterl offerti con svariati accompagnamenti, ma tra i piatti più tradizionali svettano i canederli, grossi gnocchi di pane, latte, uova, farina e prezzemolo amalgamati con lardo e salame serviti sia asciutti offerti con diversi condimenti sia in brodo. Per chi desidera stare più leggero il Patào è un minestrone fatto con farina gialla e crauti. Carne salada con fagiolini bianchi, dai formaggi freschi come la Tosela del Primiero ai tipi più stagionati come la Vezzena, nonché l’ottimo speck dal sapore deciso e dal profumo inebriante. Le famose mele locali, di ottima qualità, sono prelibati ingredienti per creare dolci da leccarsi i baffi, su tutti lo Strudel servito caldo. In alternativa gli amanti della frutta secca possono gustare lo Zelton a base di noci, mandorle e pinoli con canditi. Cosa dire del bere? Ogni valle gode di un clima leggermente differente dall’altro, così da creare vini diversi tra loro. Il Nosiola e il vino Santo sono legati alla zona del Garda; nella piana Rotaliana è il Teroldego a prendere la scena ed ancora i più conosciuti Muller Thurgau e Chardonnay, che in realtà non sono vini autoctoni ma i cui vitigni si sono perfettamente armonizzati col territorio.

    DOVE MANGIARE in maniera informale
    • 
    Ristorante Forst via Oss Mazzurana, 38 – Trento – Tel. 0461 235590
    • Feeling Gastro Lab piazza G.B. Garzetti, 14 – Trento – Tel. 0461 260373

    SOSTA CAMPER
    • 
    Parking San Severino via Sanseverino, cinque stalli gratuiti.
    • Area di sosta Zuffo adiacente uscita ex casello Trento centro, camper service, bus per il centro, a pagamento.
    • Camper Trento Park via Brennero, 181 – Tel. 339 7472000, www.campertrentopark.ea29.com a pagamento.

    INFORMAZIONI
    www.discovertrento.it 
    www.buonconsiglio.it
    www.museodiocesanotridentino.it

    Ufficio del turismo via Manci, 2 – Trento – Tel. 0461 216000 (orario 9-19)

    MUSE Corso del Lavoro e della Scienza, 3 – Trento – Tel. 0461 270311
    (martedì-venerdì 10-18, sabato, domenica e festivi 10-19, lunedì chiuso)
    www.muse.it

  • Testo Alessio Gabbi Foto D.R. e Arte Sella

    Il connubio tra natura e arte contemporanea è possibile e affascinante. Benvenuti ad ArteNatura, in Val di Sella, un itinerario raro e lontano dalle tradizionali escursioni tutto da scoprire

    Un po’ parco, un po’ natura, un po’ mostra a cielo aperto. Difficile definire questo luogo unico dove il confine tra arte e natura diventa davvero sottile. Raggiungete il percorso ArteNatura percorrendo per una decina di chilometri la SP 40 da Borgo Valsugana. Arrivati a destinazione potrete intraprendere un itinerario raro e gratificante lungo un sentiero che si allontana dalle tradizionali classificazioni escursionistiche, ma che non mancherà di far vivere a chi lo percorre un viaggio indimenticabile attraverso la natura e i suoi rumori, attraverso l’arte e i suoi colori. La scoperta di un bosco vivo e non contaminato, di pietre odorose di muschio e di alberi maestosi, vi faranno assaporare ancora di più il fascino e l’armonia delle opere che dal 1986 nascono, vivono e muoiono in questi luoghi di incontestabile bellezza. La partenza del percorso trova vicino al ponte della Strobela, sul torrente Moggio. Le opere si trovano lungo un sentiero forestale che si estende per circa due chilometri sul versante sud del monte Armentera. Camminando lungo una stradina sterrata, il visitatore può ammirare sia delle installazioni lungo il sentiero che delle opere nascoste nelle meraviglie del bosco. Ed è sempre seguendo questo cammino che si arriva all’opera di Matilde Grau, “Intersticios”, che marca il cambiamento di percorso. Inoltrandosi dunque in una stretta via in terra battuta molto suggestiva si arriva al biotopo, che possiede un interessante stagno alpestre in cui spesso gli artisti di Arte Sella hanno lasciato la loro impronta.
    Ma non finisce qui: dopo aver terminato il percorso ArteNatura, tornati sulla strada provinciale, proseguite fino a Malga Costa, dopo aver visitato l’esposizione annuale, si continua tra il sentiero nel ricco bosco della Val di Sella per accedere alla magnifica Cattedrale Vegetale, opera monumentale realizzata nel 2002 dall’artista italiano Giuliano Mauri, e le altre installazioni che costituiscono il nucleo centrale del percorso espositivo di Arte Sella.

    VISITA AD ARTE SELLA
    Ad Arte Sella sono disponibili due percorsi di visita, il percorso ArteNatura e l’Area di Malga Costa e della Cattedrale Vegetale. A seconda del tempo dedicato alla visita, è possibile prevedere una visita di mezza giornata o di una giornata intera. Alla visita autonoma possono essere aggiunte visite guidate a pagamento con obbligo di prenotazione.
    Il costo di ingresso è riferito all’Area di Malga Costa e Cattedrale Vegetale. Il Percorso ArteNatura è libero e gratuito.

    ORARI
    L’area di Malga Costa apre tutti i giorni alle ore 10. L’orario di chiusura dell’area è variabile a seconda del periodo:
    • novembre, dicembre, gennaio e febbraio: tutti i giorni dalle 10 alle 17
    • marzo, aprile, maggio, ottobre: tutti i giorni dalle 10 alle 18.
    • giugno, luglio, agosto, settembre: tutti i giorni dalle 10 alle 19.

    MEZZA GIORNATA
    Percorso consigliato: area di Malga Costa e Cattedrale Vegetale
    Durata della visita e lunghezza dei percorsi: circa 2 ore, comprensive di trasferimento a piedi dal parcheggio all’ingresso dell’Area di Malga Costa. Circa 1Km di lunghezza complessiva, pianeggiante.
    Note logistiche: l’area di Malga Costa si trova al termine della Val di Sella, raggiungibile da Borgo Valsugana in circa 20 minuti lungo la SP40. Parcheggiare presso l’ultimo parcheggio disponibile in località Carlon. Dal parcheggio si prosegue a piedi per 10 minuti circa e si giunge a Malga Costa. La visita dell’area dura circa 1,5 ore.

    GIORNATA INTERA
    Percorso consigliato: percorso ArteNatura ed Area di Malga Costa e Cattedrale Vegetale
    Durata della visita e lunghezza dei percorsi: circa 4 ore. Circa 4Km, di cui 3 in falsopiano in salita e 1
    pianeggiante.
    Note logistiche: la visita prevede dapprima il Percorso ArteNatura, a seguire l’Area di Malga Costa.
    Mattina: visita al percorso ArteNatura, ore 2 circa.
    Pausa pranzo: presso le aree picnic nei dintorni di Malga Costa o al punto di ristoro Dall’Ersilia presso Malga Costa.
    Pomeriggio: visita all’Area di Malga Costa.

    DOVE
    L’inizio del percorso ArteNatura si trova a metà circa della Val di Sella, raggiungibile da Borgo Valsugana in circa 20 minuti lungo la SP40. Parcheggiare presso il parcheggio n°6. Da Trento alla Val di Sella stimare un tempo di percorrenza di almeno 1 ora.

    SOSTA CAMPER
    In entrambi i parcheggi sopracitati è possibile parcheggiare il camper.

    COSTO
    • Intero: euro 6,00 a persona
    • Ragazzi 11-14 anni: euro 4,00 a persona
    • Bambini fino a 10 anni accompagnati dai famigliari: ingresso gratuito.
    • Persone diversamente abili: ingresso gratuito.

    INFO E PRENOTAZIONI
    • 
    telefonando al numero 0461 751251 Sede di Arte Sella
     via mail a artesella@yahoo.it
    www.artesella.it

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  • Museo Archeologico  Bolzano

    Trentino Alto Adige • Bolzano

    Il Museo Archeologico dell’Alto Adige ospita la famosissima mummia Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio

    Su tre dei quattro piani del museo, Ötzi, l’uomo che 5000 anni fa si avventurò sulle gelide alture dei ghiacciai della Val Senales dove morì, è l’assoluto protagonista. Fu nel 1991 che quest’uomo venne scoperto per caso, insieme ai suoi abiti e al suo equipaggiamento, mummificato e congelato. Era un uomo di circa 45 anni, alto 1,60, vestito con mantello di foglie intrecciate e pugnale. Fu un evento sensazionale ed un’opportunità straordinaria per conoscere in prima persona un uomo dell’età del rame. Nel museo potrete scoprire tutto su Ötzi e sulla vita dell’uomo di quell’epoca. Il quarto piano del museo è invece dedicato a mostre temporanee annuali su diversi temi archeologici. A fine gennaio è stata inaugurata mysteriXReperti enigmatici dell’Alto Adige, la prima mostra per famiglie. Qui grandi e piccini potranno scoprire l’archeologia con tutti i sensi in modo ludico e interattivo. Sette reperti archeologici unici, dalla preistoria all’epoca romana, pongono la ricerca di fronte a un enigma: come venivano utilizzati? Cosa significano? I bambini vestono i panni degli scienziati sperimentando strumenti e metodi dell’archeologia per risolvere l’enigma.

    Orari/apertura: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00. In luglio, agosto e dicembre aperto anche il lunedì.
    Quale età: tutte le età
    Costo: adulto 9 euro, bambini sotto ai 6 anni gratis, studenti 7 euro. Prenotazione per le visite guidate, le attività didattiche e le visite di gruppo.
    Sosta Camper: PS diurni in via Maso della Pieve di fronte al cimitero; in via Sarentino presso la stazione della funivia di San Genesio; in viale Trieste presso lo stadio Druso e la piscina comunale. Altrimenti Camping Moosbauer via San Maurizio 83, Tel. 0471 918492, www.moosbauer.com

     

    Museo Archeologico
    Via Museo 43 – Bolzano
    Tel. 0471 320100
    www.iceman.it

     

  • Lana, bambini, fiume

    Trentino Alto Adige • Lana (BZ)

    Zattere, escursioni notturne nei boschi a cavallo di pony, discese nei fiumi in ciambelloni… vacanze per piccoli esploratori!
    Lana è una ridente località nel meranese a 300 metri sul livello del mare. Un buon posto dove passare una vacanza all’insegna del sano relax contando sull’ospitalità di diversi campeggi. I ragazzi non avranno modo di annoiarsi grazie alle numerose iniziative organizzate per loro dalla locale associazione turistica. I piccoli esploratori e avventurieri costruiscono la propria zattera di legno, fanno lama-trekking e montano in groppa ai pony per un’escursione notturna senza paura e per divertirsi, ma anche per imparare in compagnia di mamma e papà. I ragazzi dovranno realizzare una zattera in legno o con altro materiale messo a disposizione dallo staff di animazione. L’obiettivo è far “navigare” la fantasia, stimolare la creatività dei piccoli e aiutarli a condividere le idee con il gruppo di attività.

    Tappa dedicata all’escursione didattica quella sul Monte San Vigilio: a passeggio nel bosco per riconoscere il cinguettio degli uccelli e per seguire le orme degli scoiattoli fino alla loro tana sugli alberi, come veri esperti della natura montana.

    Brividi ed emozioni forti? La scelta è il Wild River Tubing, per una discesa con ciambelloni pneumatici lungo un piccolo fiume che scorre accanto al Passirio. Caschetto d’obbligo, fornito dall’organizzazione, e tanta voglia di ridere tra gli schizzi d’acqua e gli scossoni delle rapide. In alternativa, il lama-trekking, passeggiata in sella ai lama attraverso prati e boschi. Una giornata in allegria per conoscere questi animali eccentrici ma docili che si conclude con una grigliata a cui possono partecipare anche i genitori. Se poi alla sera le emozioni non sono ancora sufficienti al sonno tranquillo, ecco pronta l’escursione notturna a cavallo del pony. Sono i bambini coraggiosi a guidare mamma e papà con la luce delle lanterne lungo i sentieri di Foiana fino al cinema all’aperto o a spazi in cui ballare sotto le stelle sulle note di melodie locali. Da non scordare zaino, giacca impermeabile e scarpe comode.

    Info: prenotarsi allo 0473 561770 anche solo il giorno prima (consigliamo più anticipo per le iniziative più richieste come la discesa del fiume con i ciambelloni). Ass. Turistica Lana e dintorni tel. 0473 561770.
    Quale età: dai 6 ai 14 anni
    Costo: a pagamento
    Sosta Camper:
    • Camping Arquin – Via Feldgatter 25, Lana (BZ) – Tel. 0473 561187 – www.camping-arquin.it
    • Camperpark Tesimo – Lana (BZ) – Tel. 0473 92 71 31 – Cell. 328 01 73 57 1 – www.naturcaravanpark
    tisens.com
    • Camping & Charme Hotel – Via Giovo 10 – (ingresso Via Feldgatter) Lana (BZ) – Tel. 0473 561 469

     

    www.lana.info

  • Osservare e scoprire le Dolomiti da un altro punto di vista, un’avventura in mongolfiera da non dimenticare mai!

    Da sempre l’uomo sogna di poter volare. Già nel 1783, i fratelli Montgolfier sono riusciti a realizzare questo sogno, con il primo volo in mongolfiera con dei passeggeri umani a bordo. In Alto Adige, grazie ai panorami mozzafiato, le gite in mongolfiera sono molto popolari.
    Dobbiaco, in Alta Pusteria ogni anno a gennaio ospita il Dolomiti Ballonfestival, durante il quale ci si diverte con gare impegnative ed indimenticabili gite in una delle numerose mongolfiere che partecipano alla manifestazione. Il culmine per molti passeggeri è ovviamente il volo sopra le Dolomiti fino alla Pianura Padana dopo alcune ore di volo.
    Per tutti quelli che non possono partecipare al Balloonfestival di Dobbiaco, esistono altre possibilità di provare le emozioni che solo la mongolfiera sa dare. Sempre in Alta Pusteria un paio di professionisti organizzano durante tutto l’anno voli in mongolfiera che, come è noto, sono legati alle condizioni meteorologiche. Uno di questi piloti è Alberto Pasin che organizza indimenticabili tour in mongolfiera sorvolando tranquillamente i paesi di S. Candido, Dobbiaco, Villabassa, Monguelfo. Vi è venuta voglia di fare una escursione ad altissima quota trasportati dal lento incedere di una mongolfiera?

    Per ulteriori informazioni contatta direttamente il pilota:
    Mongolfiera Loogon
    Tel. 345 128 0669

    mongolfiera@loogo.it
    www.loogo.it

    www.balloonfestival.it

  • 170 km di emozioni in MTB: è questa la promessa del “Dolomiti di Brenta Bike”, una proposta per gli amanti della natura da scoprire in sella alla bici. Un percorso ad anello che consente di compiere l’intero giro delle Dolomiti di Brenta attraverso luoghi incantevoli e godendo di panorami mozzafiato.

    L’anello lambisce per tutta la sua lunghezza il territorio del Parco Naturale Adamello Brenta, la più vasta area protetta del Trentino. Ma torniamo ai numeri: 171 km e 7.700 metri di dislivello totale per il percorso “Dolomiti di Brenta MTB” dedicato ai bikers più esigenti; sono invece 136 i km del percorso “Family Bike”, un tracciato più facile, adatto anche a chi non ha un grande allenamento, che riduce il dislivello a 4.600 metri dando la possibilità di superare i tratti più impegnativi con i servizi di mobilità, individuando percorsi alternativi e sfruttando la rete di piste ciclabili esistenti. La lunghezza del percorso ne consiglia la suddivisione in tappe; ogni biker nel sito potrà perciò costruirsi un suo personale itinerario grazie ad uno speciale programma che utilizza un sistema integrato con Google Maps & Earth. Digitando il punto di partenza e il punto di arrivo desiderati il sistema fornirà il road book e le tracce gps dell’itinerario su misura. Ma soprattutto indicherà, oltre alle caratteristiche tecniche, le informazioni di carattere storico, artistico e naturalistico dei luoghi attraversati. L’invito è infatti quello di soffermarsi ad osservare, a visitare, ad ammirare e a respirare l’atmosfera dei luoghi.

    Il Dolomiti di Brenta Bike vuole infatti essere un’occasione per scoprire questa parte di Trentino; le località più note ma soprattutto quelle più lontane dai tradizionali flussi del turismo montano.

    L’offerta degli amanti delle due ruote comunque non si limita esclusivamente al percorso completo attorno alle Dolomiti di Brenta, ma si arricchisce di numerose varianti che daranno la possibilità agli sportivi più esperti di scegliere dei passaggi più tecnici e ai cicloturisti delle varianti più soft per scoprire con calma la ricchezza del territorio.

    Tutti i biker avranno la possibilità visitando il sito www.dolomitibrentabike.it di costruire degli itinerari personalizzati in base alle esigenze di ogni singolo, scaricare le mappe gps dell’intero percorso, le tracce, le altimetrie, le schede tecniche così come i road book. Lungo il tracciato il biker è aiutato dalla segnaletica che fornisce tutte le informazioni utili. Inoltre, è disponibile una cartina completa anche delle informazioni di servizio: punti di ristoro, servizi di assistenza e hotel specializzati. Proprio sull’ospitalità a misura di biker c’è stato un impegno particolare. Sono una settantina le strutture, distribuite nei sei ambiti turistici attraversati dal percorso, pronte ad accogliere i turisti in bicicletta. Tutte sono dotate di locali attrezzati per il ricovero delle bici, con officina equipaggiata per le piccole riparazioni e che si sono impegnate in un’ospitalità su misura.

    Il Dolomiti di Brenta Bike è un progetto inserito nella Carta Europea del Turismo Sostenibile adottata nel 2006 dal Parco Naturale Adamello Brenta e sottoscritta dagli enti turistici impegnati nel progetto interambito: Madonna di Campiglio – Pinzolo – Val Rendena, Giudicarie Centrali, Terme di Comano – Dolomiti di Brenta, Altopiano della Paganella, Val di Non e Val di Sole. Questo la dice lunga sugli obiettivi che il progetto si propone: promuovere un turismo rispettoso dell’ambiente, che sappia apprezzare e rispettare il patrimonio naturalistico. Un’ottima occasione per scoprire le bellezze del territorio e vivere nuove emozioni immersi in una natura ancora amica, da gustare lungo innumerevoli itinerari tra suggestivi borghi rurali e castelli, malghe e rifugi.

    Un turismo slow, amante della montagna non solo quella “estrema” delle cime dolomitiche; Il DBB è infatti caratterizzato da una grande varietà di paesaggi:

    partendo dai dolci altopiani del Bleggio e del Lomaso che degradano verso il Garda attraverso foreste e laghetti alpini, antiche vie acciottolate, forre, cascate, malghe e pascoli, l’intero percorso offre scorci ancora intatti che conducono alla scoperta di orizzonti sempre nuovi.

    Ogni singolo territorio si propone inoltre con una ricca offerta turistica che lungo i numerosi itinerari locali per MTB regala inaspettate bellezze, impronte di storia, villaggi rurali, malghe e alpeggi di un ambiente vissuto e da vivere in un territorio dove la natura è sempre sull’uscio: un’occasione per rallentare la corsa e vivere appieno questi angoli di Trentino.

    “Dolomiti di Brenta Bike”: una soluzione ottimale per chi è alla ricerca di una vacanza attiva piena di emozioni!

    Il Parco Naturale Adamello Brenta

    Il Parco Naturale Adamello Brenta è la più vasta area protetta del Trentino, situato nella parte occidentale, con i suoi 620 kmq comprende i gruppi montuosi dell’Adamello e del Brenta, separati dalla Val Rendena e compresi tra le valli di Non, di Sole e Giudicarie. Lungo tutto il percorso Dolomiti di Brenta Bike si incontrano numerose “Case del Parco” tra le quali “Il mistero del Lago Rosso” in val di Tovel, “C’era una volta…” a San Lorenzo in Banale, la “Casa dell’Orso” a Spormaggiore, la “Casa della Flora” a Stenico, la Foresteria a San Antonio di Mavignola. www.pnab.it

    Scorci da scoprire
    Le fatiche della MTB saranno appagate da scenari mozzafiato e borghi incantati: Iron il paese fantasma, le cascate di Vallesinella e di Rio Bianco, i meleti della Val di Non, Monclassico il paese delle meridiane, la segheria veneziana e il lago di Molveno.

    Una finestra sul passato
    Numerose sono le testimonianze storiche sul territorio che sono rappresentate dai castelli sparsi lungo tutto l’anello: Castel Stenico nei pressi delle Terme di Comano, Castel Caldes in Val di Sole, Castel Belfort e molti altri in Val di Non.

    INFORMAZIONI
    www.dolomitibrentabike.it

     

    Febbraio 2009

     

  • Superba in ogni stagione, la Valsugana si apre al visitatore come uno scrigno pieno di segreti: dalla celebre Levico, inoltratevi lungo la valle tra borghi, tradizioni, sentieri e testimonianze della Grande Guerra

    Testo Alessio Gabbi Foto D.R. e Arte Sella

    Arrivarci è semplice. Da Trento in pochi chilometri seguendo per Levico Terme siamo già in valle. Non è chiaro per quale ragione la Valsugana, rispetto altri luoghi del Trentino come il confinante Veneto (l’altopiano di Asiago è lì a guardare dall’alto), sia in qualche modo una valle meno alla moda tra i turisti della montagna. Ma forse non ci interessa nemmeno scoprirlo. Sta di fatto che tolte alcune località celeberrime, nella valle si respira un atmosfera più “popolare”, autentica. Anche in alta stagione non si ha la percezione della presenza di quel turismo un po’ “elitario”, che può piacere o non piacere ma di sicuro non fa parte del paesaggio naturale dei monti. In Valsugana è sempre un buon momento per una vacanza ristoratrice, breve o lunga che sia, potrete rilassarvi ma sicuramente non avrete occasione di annoiarvi. Le passeggiate in ottobre, quando gli alberi cambiano colore, sono di straordinaria bellezza. In questo periodo si celebrano le castagne con feste e sagre e nel weekend di fine ottobre Roncegno diventa il centro del mondo in questo senso. Ci sono i laghi di Levico Terme e Caldonazzo sempre piacevoli, divertenti in estate e che in inverno si preparano ad accogliere i mercatini di Natale. Le loro acque balneabili da maggio a settembre sono tra le più pulite d’Italia, sulle loro sponde sport e relax, vegliati dalla catena del Lagorai. “Quando saremo fora fora dalla Valsugana”… Sono passati esattamente cento anni dall’inizio della Grande Guerra e la Valsugana era uno dei luoghi dove maggiormente si è combattuto: forti, trincee, musei a tema sono un’occasione per dare una lezione su una pagina fondamentale della storia ai nostri figli. E poi a Borgo Valsugana un inaspettato incontro con un parco di arte contemporanea: Arte Sella è un’esperienza unica per tutta la famiglia. Ma la Valsugana è anche patria del cicloturismo: 80 chilometri di ciclopista lungo il Brenta sono un invito per tutta la famiglia. 
    Levico e Caldonazzo
    Più piccolo il primo, più esteso il secondo, sono tra i laghi più caldi dell’Europa del sud.

    Il lago di Levico è una vera perla sugellata dalla Bandiera Blu assegnatagli dalla FEE (Foundation for Environmental Education) per le sue acque limpide, le sponde e per la gestione da parte del comune di Levico terme in chiave turistico-ambientale ecosostenibili. Si estende per più di un chilometro quadrato, ha una profondità di 38 metri nel punto più alto e per la sua forma allungata ricorda i fiordi norvegesi. Le sue sponde, che ospitano boschi verdeggianti, sono un invito a passeggiare lungo i sentieri ben curati; se amate la pesca, fermarvi per pescare le trote o le tante specie ittiche che popolano il lago. Per i naturalisti consigliamo una visita al Biotopo Canneto di Levico, un’ansa protetta ricca di vegetazione perilacuale lungo le rive meridionali del lago. Sulla sponda est del lago si affaccia Levico Terme, che ospita nella bella stagione i due stabilimenti balneari attrezzati oltre alla spiaggia libera. Levico Terme è anche attrezzata di campeggi e se avete amici con voi non attrezzati davvero non mancano sistemazioni, dal bed and breakfast all’hotel multistellato. Levico è anche cittadina termale: le attività termali sono usufruibili da aprile a tutto ottobre dietro prenotazione e prescrizione medica (www.termedilevico.it). Una passeggiata per Levico Terme ha un po’ il sapore ottocentesco attraverso le ville un tempo della nobiltà di tutta Europa che qui veniva a villeggiare. A pochi chilometri di distanza c’è il più grande lago di Caldonazzo, esteso per oltre cinque chilometri quadrati a 450 metri sul livello del mare. Piuttosto caldo, è balneabile nelle stagioni buone dal mese di maggio a tutto settembre. Nel 2014 anche le spiagge del lago di Caldonazzo (S. Cristoforo-Pergine Valsugana, Calceranica, Caldonazzo, Tenna) hanno potuto fregiarsi della Bandiera Blu. Lungo le rive del Lago sono presenti numerose spiagge libere e degli stabilimenti balneari attrezzati e dotati di bar, sala giochi e aree per bambini. Non mancano poi i locali e i ristoranti che animano le serate estive con buona cucina, musica e divertimento. Sulle sue sponde si affacciano il paese di Caldonazzo da cui prende il nome il lago, Calceranica al Lago, la frazione San Cristoforo al Lago e Tenna. Come per Levico non mancano i campeggi affacciati direttamente sulle sponde del lago. Il Lago di Caldonazzo è considerato il centro principale del Trentino (a eccezione della porzione trentina del Lago di Garda) per gli sport acquatici: vela, windsurf, canoa e passando dal noleggio al circolo nautico anche sci acquatico. Sono ammessi anche natanti con motori di modeste potenze. Durante la stagione estiva vengono organizzati numerosi eventi sportivi che portano in Valsugana atleti di diverse discipline: da non perdere le gare tra le imbarcazioni “Dragonboat”, e poi gare di nuoto mezzofondo, regate e, in settembre, le Finali Nazionali di Canoa Giovani. Per la pesca il lago è celebre per la pesca al coregone.

    In bicicletta lungo la valle
    Una lunga ciclabile per tutti e percorsi più impegnativi per mountain bikers

    La Valsugana segue il corso del fiume Brenta che nasce dai laghi di Levico e Caldonazzo e che va a “morire” 175 chilometri dopo nella laguna di Venezia. Una importante via di comunicazione da sempre tra le montagne e il mare lungo la quale si sono fermati e incontrati popoli che hanno lasciato testimonianze della loro sosta o del presidio quando le intenzioni erano bellicose. In questo contesto si sviluppa la pista ciclabile della Valsugana che collega il Lago di Caldonazzo con Bassano del Grappa, turismo lento per meglio assaporare gli intrecci di cultura, storia e paesaggio lungo gli 80 km fino Bassano e che abbracciano Trentino e Veneto. Il percorso è facile e alla portata di tutti e la possibilità di utilizzare il treno locale o il bus con carrello bici per ritornare alla base semplifica la vita a chi ha bambini o preferisce percorrere il percorso a tappe. Ma non solo. Lungo il percorso vi sono numerosi punti di assistenza e noleggio, e a Levico e Tezze addirittura ci sono i Bicigrill che assicurano ristoro e fungono da punti d’informazione. Due le società che noleggiano e forniscono assistenza ai -ciclisti: -potete -contattarle attraverso i siti www.valsuganarentbike.it e www.inbikevalsugana.it. I punti di assistenza lungo il percorso prevedono anche il noleggio di bici elettriche e di stazioni per la ricarica. Se avete gambe buone e una MTB preparatevi a percorrere almeno una piccola parte dei 300 chilometri nel circuito Dolomiti Lagorai Bike.

    I castelli della valle
    Da non perdere una visita al castello di Pergine: di origine longobarda sorge sulla sommità del colle Tegazzo

    Dalla sua posizione domina una buona porzione dell’Alta Valsugana. Probabilmente sorge su un forte di epoca romana, ma le prime tracce storiche del castello risalgono a documenti del 1215. Il forte seguì le vicissitudini delle signorie che si susseguivano nel medioevo e a metà del Quattrocento, sotto la dominazione tirolese, il castello fu ricostruito nella forma gotica e residenziale che troviamo oggi; tre corpi murari: il Mastio che è la parte più antica, il Palazzo Baronale con torrione angolare e la Cinta Esterna con torri e bastioni. Seguendo la cinta muraria si arriva alla torre rotonda, detta anche torre delle torture, qui si dice c’erano la stanza e gli strumenti dei supplizi. Unica consolazione per gli sciagurati di allora e delizia per i fortunati visitatori di oggi è l’eccezionale panorama su Pergine e dintorni: Civezzano e le guglie delle Dolomiti di Brenta, i monti del Pinetano e la Valle dei Mocheni. All’interno sono visitabili parte delle sale (info tel. 0461 531158 – www.castelpergine.it).

    La Grande Guerra
    Le drammatiche testimonianze della storia del Novecento

    All’inizio per le truppe italiane sembrava una passeggiata: dalla fine di maggio del 1915 risalivano la Valsugana quasi senza sparare un colpo. Ad agosto i soldati stazionavano a Borgo Valsugana e puntavano verso Roncegno Terme e Novaledo. Ma nel maggio del 1916 la musica cambiò: iniziò la controffensiva austriaca che costrinse i nostri bisnonni arruolati (per lo più loro malgrado) negli alpini e nella fanteria a ripiegare sui rilievi ad oriente del torrente Maso e sulla linea di Ospedaletto costringendoli nella logorante guerra di posizione conclusasi con la disfatta di Caporetto nel 1917. Da quel momento, Valsugana e Tesino divennero retrovia di riposo e riorganizzazione per le forze austriache impegnate tra il Grappa, la Valbrenta e gli Altipiani. Di quel tempo restano le imponenti testimonianze delle fortificazioni, veri e propri tratti a cielo aperto sulle tecniche di guerra dell’epoca. Tra le più grandi fortificazioni c’è Forte Belvedere, www.fortebelvedere.org, si raggiunge con la SS 47 della Valsugana, Calceranica e quindi seguire per Vigolo Vattaro; da qui in direzione Lavarone e quindi si seguono le indicazioni per il forte. Ci sono parcheggi e l’ultimo tratto si percorre a piedi in un quarto d’ora di passeggiata. Realizzato tra il 1908 e il 1912, Forte Belvedere – Gschwent è una tra le più grandi fortezze austro-ungariche che adottò soluzioni nuove e sperimentali, con diversi fortini per il combattimento ravvicinato collegati da corridoi e gallerie in roccia. Forte Belvedere era costruito e collaudato per resistere anche ai bombardamenti più pesanti e rappresenta un’opera moderna e razionale dove il cemento e il ferro sono stati sapientemente amalgamati con la roccia. La sua unicità dopo la guerra è che non fu distrutto, come molti altri, per recuperarne il ferro, e oggi è proprietà del comune di Lavarone. Il complesso, che funge anche da museo della guerra, dal 2008 è stato arricchito con installazioni multimediali che propongono ai visitatori la quotidianità della vita all’interno della fortezza. Questa è la fortificazione più “fruibile” dal -punto di vista turistico, ma sono molti i forti che troverete esplorando il territorio. A Borgo Valsugana, all’interno dell’ex Mulino Spagolla, in uno degli angoli fluviali più suggestivi del centro storico di Borgo, è ospitata la Mostra Permanente della Grande Guerra in Valsugana e sul Lagorai che raccoglie le testimonianze materiali, bibliografiche, archivistiche e fotografiche relative alla Grande Guerra nell’area compresa tra l’Altopiano dei Sette Comuni, la Valsugana e la catena del Lagorai-Cima d’Asta. L’evolversi delle operazioni militari è illustrato con immagini fotografiche dei campi di battaglia in quota e delle distruzioni subite dai paesi della valle. Anche il contemporaneo progredire dell ’“arte della guerra” si dipana progressivamente, spaziando dall’evoluzione del copricapo (dal berretto all’elmo metallico) alle trasformazioni dell’uniforme da combattimento, dal modernizzarsi delle armi da fuoco individuali alla progressiva perdita d’importanza della baionetta e all’apparizione del pugnale da trincea. (www.mostradiborgo.it – tel. 0461 754052)

    La Grotta di Castello Tesino
    Scoperta nel 1927 è l’unica grotta del Trentino attrezzata per la visita dei turisti.

    Se soffrite di claustrofobia evitate la visita: la grotta è situata sulla riva destra del torrente Senaiga e penetra nella montagna per circa 400 metri. Si tratta di una cavità di natura carsica caratterizzata da gallerie, arabeschi, stalattiti e stalagmiti. La temperatura costante, l’altissima umidità e la possibilità di nutrimento legate alla presenza di acqua, hanno favorito una ricca flora e fauna sotterranee. In vari punti la roccia è segnata da un suo antico abitante, l’orso delle caverne, contemporaneo all’uomo preistorico del Quaternario. La grotta è visitabile a pagamento (10 euro) solo con guida e prenotandosi entro le 18.00 del giorno precedente presso APT Valsugana – Ufficio di Castello Tesino, tel. 0461 593322. L’età minima per accedere alla grotta è di 6 anni. La visita all’interno della grotta dura circa un’ora e mezza, a cui aggiungere quaranta minuti di sentiero per arrivare all’ingresso della grotta. Si tenga presente che la temperatura all’interno è sempre di 8 gradi, dunque occorre vestirsi per tale temperatura e munirsi di scarponcini e impermeabile da tasca (www.grottedicastellotesino.it).

    Trekking ad arte
    Sono infinite le possibilità per gli amanti dello scarponcino di passare delle giornate memorabili sui sentieri della Valsugana, sulle sue valli laterali e sugli altopiani.

    Intorno al fondovalle, la cornice di montagne che si sviluppa per decine di chilometri sono una continua tentazione verso incontri ravvicinati con limpidi laghi alpini. Di fronte a Levico, degradando dolcemente verso l’altopiano dei Sette Comuni, sovrasta la Valsugana lo sconfinato altopiano di Vezzena, il più esteso del Trentino, una verde distesa di prati e pascoli, delimitata da fitti boschi e punteggiata di tipiche malghe alpine, antiche costruzioni per il ricovero del bestiame all’alpeggio, utilizzate anche per trasformare il latte appena munto nello squisito formaggio “Vezzena”, uno dei formaggi più antichi e ricercati della tradizione casearia trentina. E così, disseminato di malghe e dalle rovine delle fortezze della Grande Guerra, l’altopiano si popola di escursionisti, anche quando la neve cade copiosa attirando con le sue piste da fondo e per ciaspole. L’altopiano di Vezzena si raggiunge dalla stretta strada provinciale che parte da Caldonazzo in direzione Monterovere oppure da Calceranica al Lago, collegandosi da Vattaro alla strada statale 349 in direzione Lavarone – Vezzena. Altro luogo amato dagli escursionisti è la Val Campelle, attraversata dal Torrente Maso di Spinelle, che raccoglie le limpidissime acque degli oltre trenta laghetti d’alta quota e famosa per i numerosi sentieri di diversa difficoltà che portano fino alle cime più alte.
    Sul Lagorai, dal Passo Brocon o dal Passo Manghen, potete imboccare uno dei tanti sentieri, tutti bellissimi, tra questi il Trodo dei Fiori, da cui ammirare il panorama dalle Pale di San Martino fino alle vette Feltrine.
    Alle spalle di Levico Terme si trovano i Monti Panarotta e Fravort. Panarotta è la porta occidentale del Lagorai: valli, montagne, laghetti alpini, baite, natura intatta per giornate di cammino in quota ed escursioni in mountain bike. Dal Monte Fravort sgorgano le sorgenti dell’acqua termale di Levico Terme e si gode di un incomparabile panorama sulle Dolomiti di Brenta e sulle montagne circostanti. Da Borgo Valsugana in direzione sud potete imboccare attraverso la SP 40 la Val di Sella, una valle che è qualcosa di davvero speciale. C’è chi s’addentra tra le sue guglie, chi ne è attirato dalle preziosità geologiche, dai tanti animali e dalla grande varietà di piante che ci crescono o chi semplicemente dai suggestivi panorami che offre guardando verso valle. Una valle che ha ispirato e tutt’ora ispira poeti e pittori. Percorrendo la valle vi imbatterete in un luogo davvero speciale: ArteNatura. •

    SOSTA CAMPER

    • Area attrezzata Via Temanza a Borgo Valsugana (TN), a pagamento, vicina al centro e nelle vicinanze della ciclovia della Valsugana. Coordinate GPS N 46.05444, E 11.46361
    • Area attrezzata Via al lago 23/a a Pergine Valsugana (TN) – Tel. 348 2625887
    • Camping Punta Indiani Loc. Valcanover a Pergine Valsugana (TN)- Tel. 0461 548062 – www.campingpuntaindiani.it
    • Campeggio San Cristoforo Via dei pescatori 49 – S.Cristoforo al Lago – Pergine Valsugana (TN) – Tel. 0461 512707 – www.campingclub.it
    • Camping Fleiola Via Trento 42 – Calceranica al Lago (TN) – Tel. 0461 723153 – www.campingfleiola.it
    • Camping al Pescatore Via dei Pescatori 1 – Calceranica al Lago (TN) – Tel. 0461 723062 – www.campingpescatore.it
    • Camping Belvedere Viale Venezia 6 – Calceranica al Lago (TN) – Tel. 0461 723239 – www.campingbelvedere.it
    • Camping Riviera Viale Venezia 10 – Calceranica al Lago (TN) – Tel. 0461 724464 – www.camping-riviera.net
    • Camping Penisola Verde Via Penisola Verde 5 – Calceranica al Lago (TN) – Tel. 0461 723272 – www.penisolaverde.it
    • Camping Spiaggia Viale Venezia 14 – Calceranica al Lago (TN) Tel. 0461 723037 – www.campingspiaggia.net
    • Camping Village Val Malene Loc. Val Malene – Pieve Tesino (TN) – Tel. 0461 594214 – Cel. 3891411555
    • Area Attrezzata Area 47 Presso Camping 2 Laghi, Levico Terme – Tel. 0461 706290
    www.areacamper.info (Stesso indirizzo per il Camping 2 Laghi –www.campingclub.it)
    • Camping Lago di Levico Loc. Pleina 1 – Levico Terme (TN) – Tel. 0461 706491 – www.campinglevico.com
    • Camping Jolly Loc. Pleina 6 – Levico Terme (TN) – Tel. 0461 706491 – www.campingjolly.com
    • Camping Mario Village Via Lungolago 4 – Caldonazzo (TN) – Tel. 0461 723341 – www.campingmario.com

     

    Vedi anche focus ArteNatura

  • Testo: Marco Fasola – Foto: Museo della Scenza di Trento

    Il capoluogo trentino offre al visitatore lo scrigno d’arte e architettura che è il suo centro e uno dei più affascinanti e moderni musei di scienze naturali presenti in Italia. Un’attrazione per grandi e piccini . Inaugurato un anno fa, il MUSE di Trento rappresenta una vera svolta nel concetto stesso di museo. Intrattenimento, centro di studi e fulcro di iniziative didattiche anche informali, come le affascinanti Notti al Museo.

    Emozioni forti. Sono quelle che si provano al cospetto di questa meravigliosa opera, dove nel progetto architettonico non poteva che esserci lo zampino di Renzo Piano e l’allestimento museale, finalmente, ci proietta verso i migliori musei d’Europa. Dimenticate le bacheche un po’ polverose dei musei in stile ottocentesco! Il museo ha aperto i battenti l’estate scorsa e da allora ha accolto decine di migliaia di visitatori entusiasti. Ma cos’è esattamente il MUSE? Il MUSE è tante cose, è un’orma di dinosauro, il racconto dell’evoluzione, delle origini dell’uomo e del suo interagire con l’ambiente circostante. Il MUSE è anche un ghiacciaio delle Alpi, con il suo habitat estremo, è una serra tropicale montana testimonianza delle diversità, dell’equilibrio degli ecosistemi e della necessità di proteggere le relazioni con la natura, è un bosco interattivo, dove i bambini si mettono in gioco e vanno alla scoperta della natura e del mondo, è la stampante 3D di un FabLab, dove l’ingegno e la voglia di superare vecchie barriere portano l’uomo a pensare a un futuro diverso. Evoluzione, ambiente, innovazione, biodiversità, sperimentazione: sono gli elementi che tracciano il percorso del MUSE alla ricerca di un rapporto in equilibrio tra scienza, natura e società. Ma il MUSE è anche un progetto coraggioso, un investimento sulla cultura sostenuto dalla Provincia autonoma di Trento: un luogo aperto, dove la conoscenza scientifico-tecnologica rappresenta lo strumento per studiare le relazioni tra uomo e ambiente e indirizzare le scelte future di sviluppo sostenibile. Il nuovo Museo delle Scienze ha lanciato un innovativo modo di confrontarsi con il pubblico: exhibit multimediali, giochi interattivi, sperimentazione in prima persona e intreccio pratico della cultura col “fare” sono gli strumenti di apprendimento informale con cui intervenire nel dibattito scientifico sui grandi temi locali e planetari. La struttura architettonica firmata da Renzo Piano è uno straordinario valore aggiunto: il profilo dell’edificio gioca con dei rimandi alle montagne circostanti, un equilibrio tra vuoti e pieni che aggiunge fascino e valore a tutto l’apparato espositivo. Realizzato secondi criteri di eco-compatibilità, è un modello che traccia una via da seguire per l’economia verde e il risparmio energetico. Il MUSE non rientra propriamente nelle tradizionali categorie museologiche, perché combina caratteristiche tipiche di un museo di scienze naturali con elementi provenienti dall’ambito dei Centri della Scienza. Nel MUSE, questa nuova impostazione vuole arricchirsi di una forte dimensione sociale proponendosi quale luogo d’incontro e dialogo per e con i visitatori e dell’importante compito di valorizzazione del territorio locale, con ruolo di agorà dove discutere di problematiche a rilevanza globale. È un centro di interpretazione culturale al servizio della società dedicato alla natura e, nella prospettiva della sostenibilità, alla scienza e all’innovazione. In sintesi, una rappresentazione in forma di museo di un progetto di sviluppo di un territorio pensata per ispirare i propri cittadini e, al contempo, una straordinaria destinazione per il turismo culturale di livello internazionale. Il museo coniuga i contenuti e il tradizionale approccio dei musei di storia naturale con i nuovi temi e le modalità di interazione con il visitatore dei più moderni science centre, dove si offre un innovativo modo di confrontarsi col pubblico mediante exhibit interattivi e installazioni multimediali, una grande attenzione all’interdisciplinarietà e la possibilità di sperimentare in prima persona nei laboratori aperti al pubblico. Un intreccio col “fare” pratico e con gli strumenti di apprendimento informale, per costruirsi una visione del mondo e per poter poi intervenire con le proprie scelte nel dibattito scientifico sui grandi temi locali e planetari. Il MUSE si candida così a diventare uno dei musei scientifici più innovativi in Europa. È il teatro dello scambio culturale. È un centro dove l’agire vale quanto studiare. Per gli scienziati è un’occasione di confronto, per un genitore il migliore investimento da fare per i propri figli. Ogni spazio è finalizzato a stimolare l’apprendimento ma ha anche momenti di relax, di gioco, di comunicazione e apprendimento informale. Il percorso espositivo è un grande e personale esperimento di appropriazione di conoscenza da ottenere mettendosi in gioco in prima persona nel rapporto e nell’interazione con le accattivanti installazioni interattive. Un percorso che stimola la curiosità, il dialogo tra i visitatori, la messa in discussione del senso comune. Un percorso che invita il visitatore a discutere i propri convincimenti in tema di natura, scienza e innovazione. La struttura dell’edificio è stata -progettata per -riflettere l’esperienza di visita. La forma rivelata dell’edificio, con le falde che rimandano alle acclività dei versanti alpini, è una vera e propria metafora della montagna, che ordina la scansione del percorso espositivo dall’alto verso il basso. Anche l’arredo museografico degli interni si presenta di particolare raffinatezza, con un originalissimo equilibrio tra gli spazi che si compongono attorno ad un affascinante unico grande spazio aperto “big void”, al centro dell’edificio, verso il quale si affacciano e distribuiscono i sei piani dell’esposizione. Un ulteriore fondamentale aspetto dell’unicità del progetto espositivo è di aver applicato il concetto di “zero gravity” coniato dallo studio Renzo Piano Building Workshop. Con questo termine gli architetti intendono un modo integrato di realizzare gli apparati espositivi, caratterizzati da un effetto di trasparenza e immaterialità, attorno al quale ruotano gli allestimenti, che prevedono oggetti sospesi che sembrano fluttuare all’interno del MUSE, agganciati tramite cavi sottili; tavoli, ripiani, pannelli, monitor e foto agganciati al soffitto o al pavimento con tiranti d’acciaio. Tra le cifre stilistiche dell’allestimento museale si ricorda una grammatica basata su piani orizzontali dello stesso bambù della pavimentazione, con piani verticali trasparenti od opacizzati tutti in vetro.

    SOSTA CAMPER
    Parking San Severino via Sanseverino, cinque stalli gratuiti.
    Area di sosta Zuffo adiacente uscita ex casello Trento centro, camper service, bus per il centro, a pagamento.
    Camper Trento Park via Brennero, 181 – Tel. 339 7472000 – a pagamento. www.campertrentopark.ea29.com

    MUSE
    Corso del Lavoro e della Scienza 3 – Trento
    Vicinissimo al centro cittadino, a soli 10 minuti a piedi dalla Piazza del Duomo. Per raggiungere il museo dal centro storico consigliamo di utilizzare il sottopasso pedonale che collega via Madruzzo al MUSE
    Tel. 0461 270311
    Orari: 
    da martedì a venerdì 10.00/18.00 – Sabato, domenica e festivi 10.00/19.00. Lunedì giorno di chiusura. Il museo resta chiuso, inoltre, nei giorni di Natale e Capodanno.

    www.muse.it

  • Vacanze in Trentino: ottima scelta ma non scordate le biciclette. Questa regione ha una rete di piste ciclabili invidiabile, che attraversano i luoghi più suggestivi della Provincia Autonoma

    Turismo intelligente: quale definizione più adatta? Una terra meravigliosa ricca di natura e storia, clima perfetto e salubre in estate, un camper che ci permette di fare base nei luoghi più significativi e una rete viaria dedicata alle biciclette lungo la quale scoprire, palmo a palmo, questo magnifico territorio, in modo pulito, sereno e salutare e, sopratutto, in piena sicurezza anche portando i propri figli
    In Trentino vince la bicicletta!
    Forse alcuni dati parlano più di qualunque altra definizione. Sono attive 10 piste che toccano 80 comuni per un totale di 303 chilometri e altri 40 sono in allestimento. Sono percorse da 1 milione di ciclisti all’anno (dati 2006). Ci sono oltre settanta campeggi nella sola provincia di Trento e decine di punti sosta e aree attrezzate nei comuni e negli agriturismi. La vacanza perfetta, insomma per chi ama la vacanza dinamica, ama il cicloturismo e la vita all’aria aperta, e per chi è magari alle prime esperienze e vuole fare il primo viaggio in un luogo “facile”.
    Il Trentino, per quanto riguarda l’attenzione al ciclo turismo, è il primo della classe in Italia e si confronta tranquillamente con i paesi europei più virtuosi in questo senso. La sua conformazione geografica fatta di monti, valli e laghi, permette inoltre di garantire il divertimento sia al ciclista mountainbiker esperto, sia a chi semplicemente ama fare pedalate adatte a tutta la famiglia.
    L’esperienza trentina in fatto di cicloviabilità, è oggetto di dibattiti e fonte di ispirazione per i progetti delle altre regioni che finalmente sembrano decidersi, una dopo l’altra, a colmare la voragine tra l’offerta italiana in questo genere di turismo e altri paesi che da decenni hanno fatto lungimiranti investimenti in questo senso.
    Un grande anello che va dal Garda alle Dolomiti, che attraversa siti di grande valenza ambientale, parchi e biotopi, aree di interesse archeologico e culturale, ma anche e soprattutto aree agricole e in bicicletta il lavoro dei contadini lo si può ascoltare, vedere ed annusare, dove si coltivano fragole, asparagi, lamponi, mele e soprattutto vino.
    Quando affermiamo che il Trentino in questo genere di cose è avanti anni luce sappiamo quello che diciamo. Lungo alcune piste sono stati allestiti i “bicigrill” (quattro per il momento), aree di sosta ciclabili dove si offrono servizi per consumare un pasto, per riempire le borracce, ristorare ed informare, con bar, officina, punto internet ed una gamma di informazioni e contatti per conoscere cosa offre il territorio intorno. La Provincia Autonoma di Trento ha cominciato ad occuparsi di percorsi ciclabili e ciclopedonali nel 1988. Oggi i 400 chilometri (considerando quelle provinciali e quelle comunali) previsti nel Piano Generale elaborato nel 1994, sono stati realizzati quasi per intero ed inoltre sono stati attivati servizi all’avanguardia come le aree attrezzate per la sosta, quelle per l’interscambio bici – auto e bici – treno e punti di ristoro e di assistenza (i bicigrill). A disposizione dei cicloturisti esiste anche un sito internet (www.ciclabili.provincia.tn.it/) grazie al quale si può pianificare in ogni minimo dettaglio il proprio itinerario. Il sito è diviso in sei sezioni, chiare e di facile navigazione: con un semplice clic si accede ad ogni singolo percorso ed è possibile visualizzarne la mappa dettagliata, il profilo altimetrico, qualche fotografia e la descrizione minuziosa del tragitto. Qualcosa di più palpabile è invece la collana «Cicloguide del Trentino», composta da dieci pubblicazioni. Le Cicloguide sono ricche di cartine geografiche e di testi, gradevoli da leggere e piene di curiosità, aneddoti e consigli per ulteriori visite sul territorio. Un aiuto indispensabile per chi esplora le vallate trentine in bici. Oltre ai dati tecnici come dislivelli, pendenze e lunghezze, sono presenti tante notizie per conoscere meglio la storia dei luoghi attraverso i quali si pedala, la localizzazione di punti panoramici, attrattive culturali o informazioni sulle colture locali che valgono una sosta. Si possono ordinare presso la Tipografia Alcione di Trento (tel. 0461 1732000).
    A breve verrà realizzata una cartografia su sistemi Gps.
    I percorsi realizzati hanno caratteristiche e fruizioni diversificate che rispecchiano le peculiarità dei luoghi attraversati. In generale si possono riassumere tre tipologie principali.
    I primi sono gli itinerari principali, che si sviluppano lungo le vallate del Trentino, veri assi portanti dell’intera rete. Sono percorsi di collegamento o di attraversamento, che coinvolgono una pluralità di Comuni e dove è presente un’elevata richiesta di mobilità.
    I secondi sono gli itinerari cicloturistici, che si snodano in aree di particolare pregio naturalistico-ambientale o a forte vocazione turistica, come quelli a ridosso del Lago di Garda, pensati per il tempo libero, ma che risultano comunque funzionali a spostamenti alternativi all’automobile.
    Infine ecco gli itinerari operativi, tratti strategici di collegamento tra percorsi principali o funzionali all’uso intermodale bici-treno, bici-autobus. In questo modo è facile compiere lunghi tratti in bicicletta senza preoccuparsi del ritorno. Ogni percorso è dotato di una specifica segnaletica, oltre a quelle verticali ed orizzontali previste dal Codice Stradale: segnali e tabelle informative in legno con indicazioni di carattere storico, culturale e ambientale dei luoghi attraversati; il percorso è identificato anche con uno specifico simbolo e colore per un immediato riconoscimento.
    Presso le varie Apt presenti in ogni località si possono trovare guide e mappe dettagliate dedicate ai diversi percorsi, stampate su uno speciale materiale impermeabile.
    La rete attraversa 10 zone: Valle dell’Adige, Val di Sole, Val Rendena, Giudicarie Centrali, Giudicarie Inferiori, Valle del Sarca, Mori – Torbole, Valsugana, Val di Fiemme e Val di Fassa e Valle del Primiero. I singoli tragitti si differenziano per lunghezza, dislivello e difficoltà: quello in Valle dell’Adige è certamente il più importante, la vera spina dorsale dell’intera rete e collega, attraversando da nord a sud il Trentino per 80 chilometri, la provincia di Bolzano con quella di Verona e quindi il cuore delle Alpi con la Pianura Padana.
    Ad est si diramano altri tre percorsi che attraversano la Valsugana, le Valli di Fiemme e Fassa e la Valle del Primiero. Il primo misura circa quaranta chilometri di lunghezza e collega Calceranica al Lago con la regione Veneto, passando attraverso Borgo Valsugana e Tezze di Grigno. Nelle due valli, lo sviluppo di questa pista ciclabile una volta completata sarà di circa 48 Km, mentre attualmente sono stati realizzati due tronchi: uno in Val di Fiemme di 18 Km ed uno in Val di Fassa di 7 Km, che seguono in gran parte il tracciato della Marcialonga lungo il torrente Avisio. Il terzo tragitto collega tra di loro tutti i centri abitati della Valle del Primiero, partendo da Imer, fino a raggiungere Siror, per una lunghezza complessiva di 10 Km. Sul lato destro del fiume Adige si sviluppano i rimanenti 6 tracciati. La tratta Mori – Torbole, lunga 15 Km, collega la Valle dell’Adige con il Lago di Garda. Salendo nelle Valli Giudicarie, troviamo due reti: la prima, di 6 Km, va da Tione fino a dove la Valle si restringe in corrispondenza del Lago di Ponte Pià, mentre la seconda, lunga 16 Km, si sviluppa a fianco del Fiume Chiese, dal Lago di Idro a Condino. Per circa 18 Km, con partenza dal paese di Villa Rendena fino oltre Pinzolo, si sviluppa la tratta della Val Rendena che, a lavori ultimati, collegherà Tione a Pinzolo. In Valle del Sarca c’è una pista ciclabile divisa in due tronchi, poiché il tratto centrale che attraversa il suggestivo deserto di pietre delle Marocche di Dro è in fase di realizzazione. I due tratti percorribili misurano complessivamente circa 20 Km: il più lungo ha inizio sulle rive del Lago di Garda, nel paese di Torbole, fino a raggiungere il piccolo borgo di Ceniga; l’altro tratto, più corto, unisce Pietramurata a Sarche.
    Infine c’è anche la pista ciclabile della Val di Sole, che accompagna nel suo sviluppo il corso del Torrente Noce per una lunghezza di 35 Km.

    PISTA CICLOPEDONALE VALLE DELL’ADIGE
    Lunghezza
    Questa pista ciclopedonale è lunga 89,3 chilometri e attraversa tutta la Valle dell’Adige, portando dai confini con la provincia di Bolzano a nord, e a quelli con la provincia di Verona a sud. Il tempo di percorrenza media è circa 6-7 ore.
    Dislivello
    Il dislivello non è significativo, soltanto un centinaio di metri in salita tra la località di Pilcante e di Santa Lucia.
    Servizi
    Lungo la pista ciclopedonale si trovano parcheggi per l’interscambio auto/biciclette, aree di sosta attrezzate con tavoli e panche, tabelle informative con utili indicazioni storiche, culturali, naturalistiche. Cartelli specifici riportano le caratteristiche delle zone attraversate, le specificità dell’ambiente e le sue risorse. A sud di Trento, in prossimità di Nomi, è posizionato un bicigrill. Una struttura di ristoro, con menù per sportivi, assistenza meccanica, punto internet e di informazione con materiale divulgativo. È aperto tutto l’anno.
    Percorso
    Il percorso ciclopedonale della Valle dell’Adige è l’asse principale di tutta la rete ciclabile del Trentino: è un tracciato ad uso quasi esclusivo dei ciclisti che si sviluppa in gran parte sulle stradine che costeggiano il fiume Adige, dal confine con la Provincia di Bolzano a quello con la provincia di Verona, attraversando ben 14 Comuni. Ha inizio in località Cadino, al confine con l’Alto Adige, nel punto di arrivo della pista proveniente da Bolzano.
    Nel sito www.ripristino.provincia.tn.it è possibile scaricare gratuitamente le tracce per Gps della pista ciclopedonale della Valle dell’Adige.
    Punti di interesse
    Pedalando si attraversano campagne coltivate a vigneti e frutteti, zone umide e biotopi, residuo dell’antico corso del fiume. Fanno da sfondo le montagne sulle cui pendici svettano le mura e le torri di castelli e rupi (Monreale, Castelbarco, Besenello, Sabbionara…).
    Chi ha voglia di affrontare qualche salita può provare quella che va da Trento al Monte Bondone.

    PIERISTA CICLOPEDONALE VALLE DEL PRIMO
    Lunghezza
    Questa pista ciclopedonale ha una lunghezza di 10,76 chilometri da Masi di Imèr a Siròr e Fiera di Primiero.
    Dislivello
    Non è un percorso impegnativo, i dislivelli sono contenuti tra i 160 metri in direzione nord e i 70 metri in direzione sud.
    Servizi
    Il pregio di questa pista sta nel fatto di aver collegato, in un ambiente ortograficamente assai vario, tutti e sei i comuni del Primiero, valorizzandone le strutture ricettive, sportive e di servizio. Un percorso che si presta a molteplici usi, al servizio della gente locale per favorire gli spostamenti tra la casa, la scuola e il lavoro.
    Percorso
    Il percorso ciclopedonale ha un facile tracciato, che corre sul fondovalle lungo il corso dei torrenti del Cismon e Canali. La pista inizia nei pressi della frazione Masi di Imèr, poi risale il corso del torrente Cismon verso la selvaggia gola della Val Noana. In prossimità della piccola frazione di Oltra, una vasta area attrezzata permette di fermarsi per dare uno sguardo al panorama. La pista riprende in direzione dell’abitato di Transacqua. Si passa sul ponte dal quale si gode lo splendido panorama delle Pale di San Martino e il Cimon della Pala e si entra nel paese di Fiera di Primiero, dove il percorso diventa un anello di 4,5 chilometri percorribile nelle due direzioni, una verso Siror, l’altra verso Tonadico. Si consiglia di proseguire in senso orario lungo la sponda destra e il vasto parco di Vallombrosa.
    Punti d’interesse
    Racchiusa tra le montagne e solcata dalle impetuose acque del torrente Cismon, la Valle del Primiero è la meta ideale per chi vuole rigenerarsi dimenticando la frenetica vita della città e ritrovare l’equilibrio e il contatto con la natura. Imèr, Mezzano, Fiera di Primiero, Transacqua e Tonadico sono piccoli paesi di montagna ma ricchi di storia e di tracce antiche, che si ritrovano nelle numerose chiese, nelle case e nei palazzi. Agli amanti della mountain bike la Valle del Primiero mette a disposizione oltre 600 km di tracciati.

    PISTA CICLOPEDONALE DELLA VALLE DI SOLE
    Lunghezza
    Il percorso ciclopedonale è lungo 34,11 chilometri. Il tempo medio di percorrenza previsto è di circa 3-4 ore.
    Dislivello
    Il dislivello è non è particolarmente significativo: dal ponte di Mostizzolo a Fucine è di 380 metri; da Fucine a Cogolo di 282 metri.
    Servizi
    La valle è servita da un efficiente trenino che parte da Trento e raggiunge Fucine, con numerose stazioni in valle dove si può caricare la bici. In questo modo si può anche interrompere la pedalata e organizzare le tappe a proprio piacimento. A chi arriva con l’automobile si consiglia di usufruire della vasta area con parcheggio poco oltre il ponte di Mostizzolo, dove inizia la pista.
    Percorso
    La pista ciclabile si sviluppa nel fondovalle per quasi 30 chilometri, inizia a ridosso del ponte di Mostizzolo, sulla SS43 della Valle di Non, che scavalca la bocca del Noce poco prima che il torrente sbocchi nel Lago di Santa Giustina. A chi arriva con l’automobile si consiglia di usufruire della vasta area con parcheggio poco oltre il ponte, in direzione Val di Sole. La pista si addentra subito nei fitti boschi, nei prati, e pascoli. In località Stori è stata attrezzata una vasta area di sosta ed un accesso al Noce per le canoe. A Pellizzano è in corso di realizzazione un attrezzato bicigrill di valle, Ossana e Fucine, dove si conclude il tracciato della pista.
    Un’ulteriore bretella ciclabile di 6 chilometri permette ai più allenati di proseguire verso la Valle di Pejo fino a Cogolo, ai piedi del Parco Nazionale dello Stelvio.
    Punti d’interesse
    La Val di Sole è circondata da maestose montagne: incuriosiscono le leggende legate alle origini dei castelli che costellano la valle, come la Rocca di Samoclevo, Castel Caldes, il Castello di San Michele di Ossana, che ancora oggi con le proprie moli sorvegliano strade e passaggi.
    Alcune sono affrescate dai cicli pittorici spesso eseguiti dai Baschenis, una dinastia di pittori provenienti da Averaria in provincia di Bergamo.

    PISTA CICLOPEDONALE VALLI DI FIEMME E FASSA
    Lunghezza
    Questa pista ciclopedonale è lunga 35,75 chilometri e attraversa le Valli di Fiemme e di Fassa. Il tempo medio di percorrenza previsto è di 4-5 ore.
    Dislivello
    Si tratta di una pedalata rilassante senza tratti difficili. L’unico dislivello impegnativo è quello verso l’abitato di Sorga, 505 metri di salita.
    Servizi
    Dal Passo di San Lugano l’esistente tracciato della ferrovia Ora-Predazzo permette di scendere verso la Valle dell’Adige e ricongiungersi alla pista della Valle dell’Adige. Al chilometro 11,543 il bivio per Panchià si caratterizza per la presenza sull’Avisio di un ponte in legno coperto, uno dei pochi rimasti in Trentino.
    Percorso
    Nella sua interezza il percorso si sviluppa per circa 50 chilometri, alcuni tratti sono ancora da completare nell’alta Val di Fassa, ma seguendo stradine poco trafficate la si può percorrere interamente. In inverno il tracciato diventa un percorso da sci di fondo in gran parte utilizzato dalla mitica Marcialonga. La pista inizia ai margini sud dell’abitato di Molina di Fiemme. Il tratto iniziale, che confina con la provincia di Bolzano e scende dal Passo di San Lugano lungo la Val d’Aguai e Predaia di circa 5,5 chilometri, non è stato ancora completato, ma è comunque percorribile. A Lago di Tesero si attraversa il Centro di Fondo, punto attrezzato anche con servizi ed assistenza per le biciclette. A Pozza di Fassa fino ad Alba di Canazei la pista verrà realizzata prossimamente.
    Punti d’interesse
    Si rimane conquistati dalla bellezza dei boschi, dalle fitte foreste di abeti e larici che ricoprono i pendii. Sono innumerevoli le leggende e i racconti popolari sorti sulle foreste: una risorsa fondamentale per le genti delle valli. Qui è nata la “Magnifica Comunità di Fiemme”, ente antichissimo che da secoli protegge, amministra e regolamenta la coltivazione dei boschi comunitari. La Foresta di Paneveggio, è rinomata per l’abete rosso di risonanza: fin dal Seicento, costruttori di strumenti musicali a cassa armonica, tra cui Stradivari, sceglievano qui gli abeti giusti.

    PISTA CICLOPEDONALE VALLE RENDENA
    Lunghezza
    Questa pista ciclopedonale è lunga 22,9 chilometri, di cui un tratto di quindici chilometri che va da Villa Rendena a Carisolo e un altro di 7,9 chilometri da Tione di Trento a Lago di Ponte Pià. Il tempo medio di percorrenza è di 3 ore e 30 circa.
    Dislivello
    In salita il dislivello si incontra nella prima tratta in direzione nord di 245 metri, nella seconda tratta in direzione ovest di 72 metri.
    Servizi
    Nel primo tratto, quello che va da Tione a Carisolo, si incontra il bicigrill realizzato in località Vigo Rendena. L’edificio richiama la tipologia dei rifugi alpini: nella struttura si trovano un bar, un’officina per le riparazioni, un punto informativo e i servizi igienici.
    Percorso
    La pista si snoda in due direzioni. Verso nord percorre circa 20 chilometri da Tione a Carisolo. Verso est, invece, la pista s’immette nelle Giudicarie Centrali lambendo i paesi di Preore, Ragoli, Saone, per terminare sulle rive dell’appartato lago artificiale di Ponte Pià. Nel primo tratto, quello che va da Tione a Carisolo, un bicigrill realizzato in località Vigo Rendena fornisce anche un’area attrezzata per piccole riparazioni. Dalla piana di Carisolo c’è la possibilità di proseguire verso la Valle di Genova fino alle spettacolari cascate del Nardis, o, se si è ben allenati, ci si può cimentare per altri 12 chilometri sulla vecchia strada che risale con tornanti verso San Antonio in Mavignola e Madonna di Campiglio.
    Punti di interesse
    La pista ciclabile vanta attrattive che la rendono unica, perché in poche altre aree come in Val Rendena si può conciliare l’assoluto relax con le visite culturali ed artistiche. I paesi e le numerose frazioni sono ricchi di testimonianze storiche, come le piazze ornate da fontane in pietra da cui sgorgano le acque dei ghiacciai e le belle chiese antiche. La pista li unisce uno per uno.
    Il Parco Naturale Adamello Brenta abbraccia il gruppo dell’Adamello-Presanella con la Val di Genova, il Gruppo dolomitico del Brenta con il Lago di Tovel.

    PISTA CICLOPEDONALE GIUDICARIE INFERIORI
    Lunghezza
    La pista ciclopedonale si sviluppa per 15,7 chilometri. Il tempo medio di percorrenza previsto è di circa 2 ore e 30.
    Dislivello
    Il dislivello non è significativo, solamente 76 metri in direzione nord.
    Servizi
    In località Fontana Santa c’è un piacevole punto di sosta, impreziosito da una suggestiva cascata con laghetto e sistemato a parco con attrezzature di ristoro.
    Percorso
    La pista inizia dalle sponde del Lago d’Idro e risale il fiume Chiese, dove due ponticelli coperti permettono di portarsi oltre e di compiere una deviazione sulla pista che lungo la sommità arginale del torrente Palvico conduce alle porte di Storo. Si oltrepassa l’abitato di Darzo e in località Ca’ Rossa si può approfittare di una bella area di sosta. Il tracciato della pista prosegue a ridosso di campagne coltivate fino alla località Fontana Santa. Il tratto successivo del percorso diventa un sentiero naturalistico con fondo in sterrato, che si snoda in un ambiente selvaggio e solitario con un tratto iniziale costruito a sbalzo sulla roccia che si deve superare con bicicletta a mano. È in realizzazione l’ultimo tratto di otto chilometri, che porta verso Cimego e Pieve di Bono. In seguitò verrà realizzato nella sua interezza il tracciato che dall’abitato di Pieve di Bono risale tutta la valle.
    Punti d’interesse
    La pista tra bei paesaggi alpini risale il fiume Chiese, toccando i numerosi abitati che si adagiano lungo lo stretto fondovalle e che rivelano insospettati gioielli storici ed altre curiosità: a Condino, oltre i palazzi e le chiese del nucleo antico, non passa inosservata la Parrocchiale di Santa Maria, un vero monumento di storia o, a Pieve di Bono, la chiesa di Santa Giustina. Ma la valle ci sorprende con altre testimonianze visibili dalla pista, come le grandissime condotte e i manufatti idroelettrici tra Cimego e Pieve di Bono, che documentano l’intenso sfruttamento delle acque del Chiese compiute negli anni ’50 e che si addentrano fino alle Pendici dell’Adamello.

    PISTA CICLOPEDONALE BASSO SARCA
    Lunghezza
    La pista ciclopedonale è lunga 18,8 chilometri, di cui 16,5 compresi fra Mori e Riva del Garda e 1,9 tra Riva e Varone. Il tempo medio di percorrenza previsto è di 2 ore e 30 circa.
    Dislivello
    Il dislivello non è troppo impegnativo: da Mori verso Torbole è di 112 metri, da Torbole verso Mori di 206 metri.
    Percorso
    La pista prende avvio direttamente dalla pista della Valle dell’Adige sotto Rovereto, in direzione di Mori. Da qui per riprendere il percorso si deve attraversare la strada statale, percorrere un breve tratto promiscuo e al primo bivio imboccare sulla destra la pista ciclabile. Dopo alcuni chilometri si raggiunge la frazione di Loppio, impreziosita dalla bella dimora di Castelbarco. Qui fino agli anni ‘50 c’era un lago, ora sito protetto perché biotopo. Poi la pista con un percorso divertente di saliscendi e curve accompagna nella solare piana di Nago. Il borgo è tutto da scoprire e merita la deviazione verso i ruderi di Castel Penede. Si scende poi verso il lago lungo la panoramica e pendente strada di Santa Lucia che sbuca nella bella piazza di Torbole. Siamo ora sulle sponde del Lago e la pista fino a Riva diventa una passeggiata da compiere a passo d’uomo, godendo del paesaggio. All’altezza della bella passerella che scavalca il Sarca si diparte la pista Torbole-Cadine, percorribile fino oltre l’abitato di Dro. Alle foci dei torrenti Albola e Varone il percorso abbandona il lago e risale il torrente Varone per circa un chilometro. Da qui attraverso la viabilità comunale, si può raggiungere la località Varone, nota per la spettacolare cascata incassata nell’omonima gola.
    Punti d’interesse
    Per lunghi tratti la pista corre sul vecchio tracciato della ferrovia Mar (acronimo di Mori, Arco e Riva del Garda), una delle prime linee a scartamento ridotto costruita nel 1891. Pedalando si attraversano i borghi, si costeggia la palude biotopo di Loppio, un tempo scenografico specchio d’acqua racchiuso tra rocce e pendici. Sostate a Torbole per una piacevole e lunga passeggiata sulle sponde del lago.

    PISTA CICLOPEDONALE VALLE DEI LAGHI
    Lunghezza
    Questa pista ciclopedonale si sviluppa per 13,9 chilometri, 10,4 da Torbole a Ceniga di Dro, e 3,5 da Pietramurata a Sarche. Il tempo medio di percorrenza previsto è di circa 2 ore.
    Dislivello
    Il dislivello è poco significativo: da Torbole a Ceniga è di 60 metri, da Pietramurata a Sarche è di 10 metri.
    Servizi
    Dopo il ponte sul Sarca, risalendo di circa 500 metri il fiume sulla sua sponda destra, è possibile sostare in apposite aree attrezzate per gustare al meglio la bellezza dei luoghi.
    Percorso
    Si parte dalle sponde del Lago di Garda alle foci del Sarca, dove confluiscono le piste provenienti da Riva e da Mori. Risalendo verso nord in direzione Arco si oltrepassa la trafficata strada statale e si pedala immersi piacevolmente nella quiete del paesaggio fra campagne coltivate, ulivi e boschetti. La pista conduce alle porte di Arco, si attraversa l’abitato su stradine promiscue che si inoltrano nel centro storico, riprendendo il percorso in corrispondenza del Ponte sul Sarca. Nell’attesa della costruzione di una pista che porti all’antico maniero, esiste la possibilità, all’uscita dalle Sarche, di visitare a piedi il lago e il castello. Nel punto de La Stretta, presso il Toblino vi è un’area attrezzata con strutture di ristoro.
    Il percorso, in fase di progettazione, proseguirà verso il lago di Santa Massenza, in parte occupato sul lato nord dall’impianto della grande centrale idroelettrica, poi toccherà Padergnone e Vezzano.
    Da qui fino a Trento si deve attendere la costruzione di un ulteriore tratto fino a Terlago.
    Punti d’interesse
    Risalendo il borgo di Arco si arriva (solo a piedi attraverso una macchia d’oliveto) al Castello sovrastante. Suggestiva è la Sala dei giochi, custode di un ciclo di affreschi databile tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento. Da Pietramurata si apre la fertile piana che produce ottimi vini, tra i quali il dolce Vino Santo. Si può approfittare per qualche visita alle numerose cantine.

    PISTA CICLOPEDONALE LEDRO E CONCEI
    Lunghezza
    La pista ciclopedonale si snoda per 17,7 chilometri, di cui 12, 8 distribuiti da Molina di Ledro al Lago d’Ampola, e 4,9 chilometri interamente nella Valle di Concei. Il tempo medio di percorrenza è di 1 ora e 30 minuti.
    Dislivello
    Il dislivello è poco significativo: è di circa 92 metri in direzione est ovest.
    Servizi
    Possibilità di parcheggio in prossimità della sede del Museo Palafitticolo a Molina di Ledro, dove inizia la pista ciclopedonale.
    Percorso
    La pista ciclopedonale nella sua interezza sarà percorribile dopo la conclusione dei lavori. Si parte dall’abitato di Molina di Ledro, in prossimità della sede del Museo Palafitticolo, e si percorre la strada panoramica a traffico promiscuo che costeggia la sponda meridionale del lago portandosi verso la località “Dos de Pur”. Sulle stradine esistenti si raggiunge il ponte sul torrente Massangla, sul cui argine sinistro verrà ultimata la pista protetta. Il tracciato risale dal corso del torrente e poi, recuperando stradine esistenti collegate da tratti e ponticelli, si mantiene sul fondovalle tra campagne e prati, lambendo l’abitato di Bezzecca, da dove si dipartirà la pista verso l’abitato di Concei.
    Proseguendo si raggiunge la località di Santa Lucia, in nome della solitaria chiesetta riccamente affrescata e del parco attrezzato lungo il torrente Assat, dove è piacevole concedersi una sosta. Appositi pontili, punti di osservazione, bacheche guidano il visitatore in questi particolari ambienti naturali, descrivendone le peculiarità.
    Punti d’interesse
    Il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, a Molina di Ledro, è sede distaccata del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Da visitare, inoltre, a Molina il Laboratorio farmaceutico Foletto, che contiene delle attrezzature utilizzate un tempo nella preparazione dei medicamenti e materiali sanitari. Nella frazione di Prè, di particolare interesse storico è la fucina dei Ciauroi, edificio testimonianza del faticoso lavoro dei chiodi da scarpa.

     

    Maggio 2009

  • Fuga dalla realtà, un angolo di Trentino particolare e meno conosciuto. Ottima meta per un weekend o per una vacanza rigenerativa.

    Sarà per la posizione ai margini della “Provincia Autonoma”, sarà per la grande ombra del vicino Lago di Garda, grande catalizzatore di attenzioni turistiche, ma la Val di Ledro è uno dei luoghi trentini meno conosciuti. Si stende perpendicolare dalla punta nord del lago, all’altezza circa di Riva del Garda, ed è attraversata dalla strada che, seguendo la val di Ledro prima e la Valle d’Ampola successivamente, porta sulle sponde del Lago d’Idro. Una posizione felice anche per raggiungere le sue località dalla Lombardia. Infatti, uscendo a Brescia est dalla autostrada A4, si raggiunge piuttosto velocemente seguendo le indicazioni Lago d’Idro, Trento, Madonna di Campiglio. Arrivando da sud e dal nord est, invece, conviene uscire a Rovereto sud dalla A 22 del Brennero, raggiungere Riva del Garda, quindi imboccare la valle. Caratteristica principale di questa valle è l’omonimo lago dalle acque pulitissime, certamente più piccolo del vicino Garda, più modesto anche nella superficie di quello d’Idro, ma con circa due chilometri di lunghezza è sufficientemente grande per caratterizzare il paesaggio, permettere di praticare tutti gli sport d’acqua (banditi, però i motori delle imbarcazioni sopra i 4 cavalli), e fare una rigenerante balneazione asciugandosi al sole sui lidi erbosi. I suoi 650 metri di altitudine lo pone in quella fascia climatica ideale per poter fuggire dall’afa estiva senza per questo dover rinunciare al piacere del caldo estivo. Inoltre l’esposizione Est Ovest fa si che la vallata sia soleggiata durante tutta la giornata. A renderla una meta particolarmente simpatica è anche la tolleranza verso i camperisti di passaggio. A parte alcuni parcheggi esclusivamente riservati alle auto, ci sono possibilità di sosta in pratica lungo tutto il perimetro del lago, a volte in ampi piazzali affacciati sulle sponde dello specchio d’acqua. Fontane ovunque e toilette pubbliche. Non c’è più il camper service un tempo vicino al distributore di Pieve. Arrivate dunque con il camper in ordine per essere autonomo un paio di giorni, mentre, per soste più lunghe, consigliamo i tre campeggi affacciati ul lago, strutture semplici e ordinate con poche caravan stanziali e molte piazzole libere dove il pienone si registra solo nelle settimane intorno a ferragosto. Il nostro viaggio è stato fatto a fine inverno, quando le strutture erano ancora chiuse e il livello del lago di qualche metro sotto quello normale. Durante la stagione invernale, infatti, il lago alimenta una centrale idroelettrica. Per godere appieno di questa località il periodo migliore è da maggio fino all’autunno, mentre per fare il bagno nelle fresche acque del lago, luglio e agosto sono i mesi quando la balneazione è più praticabile.
    Canoa, vela, pesca, trekking e mountain bike, sono le attività sportive più praticate da chi frequenta questa valle, ma ci sono anche palestre di roccia se da Bazzecca si risale la piccola Val di Concei verso il Rifugio al Faggio. I più pigri non si annoieranno comunque: durante i mesi estivi le pro loco si sbizzarriscono nel proporre iniziative per le famiglie.

    Il segreto del lago
    Il Lago di Ledro ha custodito per millenni un grande segreto: un villaggio di palafitte dell’età del bronzo.

    Proprio così: nel 1929 l’abbassamento artificiale del livello delle acque del lago, ha portato alla luce i basamenti e i pali di un ampio villaggio di palafitte di 4.000 anni fa. Oggi ancora visibili in inverno quando il bacino del lago viene abbassato (in realtà è una delle ragioni del nostro viaggio fuori stagione). Oltre ai legnami incredibilmente conservati fino ai giorni nostri, sono affiorati nell’inatteso parco archeologico numerosissimi reperti dell’epoca del bronzo, di una popolazione che qui trovò di che prosperare attraverso la pesca e da quanto le montagne circostanti potevano offrire. L’area archeologica è a Molina ed è completata da un museo che custodisce i reperti ritrovati e organizza attività didattiche. Per la gioia dei ragazzi sono state ricostruite all’esterno alcune palafitte che restituiscono al visitatore le antiche suggestioni e che vengono utilizzate per le attività didattiche. Resta il rimpianto che molti dei pali (diecimila) furono rimossi perché si pensava fossero semplicemente i resti di una non meglio precisata antica diga.

    Le tre località
    Sono tre i centri abitati del lago di interesse turistico.

    Pieve di Ledro è la località principale e quella più mondana, per così dire. Ospita due dei tre campeggi della valle, i lidi balneabili, ristoranti, gelaterie e alcuni spazi di parcheggio adatti ai camperisti. Tra le attrazioni del paese l’antica farmacia Foletto. La famiglia Foletto ha allestito all’interno del negozio un piccolo museo farmaceutico. Il laboratorio è quello dell’antenato Angelo Foletto che nell’Ottocento iniziò l’attività e qui sono conservati tutti gli arredi e le attrezzature dell’epoca. Da Pieve partono molti sentieri per escursioni in montagna a piedi o in mountain bike. In pochi minuti a piedi seguendo il sentiero costruito lungo la sponda del lago si raggiunge Mezzolago. Meno turistica di Pieve merita comunque una passeggiata, non fosse che per gustarsi le belle pitture naif realizzate nei muri delle case utilizzando come “tela” gli antiestetici sportelli dei contatori della corrente e dell’acqua.
    In paese, in camper, non è praticabile il parcheggio sul lago ma basta salire di qualche decina di metri all’interno del paese per avere tutto lo spazio necessario.
    Molina di Ledro dispone di parcheggi ampi con aree pic nic attrezzate. Qui troverete anche il terzo campeggio del lago e il parco archeologico con annesso museo delle palafitte.
    Continuando a girare intorno al lago c’è un’altra località camperisticamente interessante: è Dos de Pur con un ampio parcheggio con servizi igienici e area attrezzata pic nic. Anche in questo caso siamo affacciati direttamente sul lago.

    Non solo acqua
    Visitare la Val di Ledro è anche un’occasione per incontrare i sapori del Trentino.

    Ottimi vinelli, cucina tradizionale ricca e saporita, qualità diffusa e prezzi accettabili. Con queste premesse la vostra gita nella piccola valle lacustre sarà un’altra occasione per rimandare la dieta a lunedì. Per questioni di tempo abbiamo selezionato solo due ristoranti dove, consigliandoveli, non rischiamo certo di fare brutta figura. Sono in località della valle non affacciate sul lago.
    La prima sera abbiamo cenato presso il Ristorante Hotel Elda, a Lezumo di Concei, un edificio recentissimo costruito secondo le più ferree regole ecologiste, tanto da far parte dei circuiti eco-ambient hotel. In un ambiente raffinato vengono proposti piatti tradizionali e rivisitati con contaminazioni boeme.
    Ottima la scelta dei vini, ma avrete grande soddisfazione anche scegliendo il vino della casa. Se volete bere un bicchiere in più, compatibilmente con lo spazio a disposizione, potrete sostare nel parcheggio dell’hotel.
    Tradizione pura si respira, invece, alla baita Santa Lucia, ben indicata da Bezzecca. Al nostro arrivo il benvenuto ce lo hanno dato alcune pancette e cotechini freschi di macellazione appesi sotto al portico, segno che qui non si scherza. Ambiente cordiale e tutta la tradizione culinaria del Trentino è presente nel menù. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

    DA VEDERE
    Museo Farmaceutico Foletto
    Ricordi e oggetti di una tradizione. In questo museo sono esposte alcune macchine ed attrezzature che hanno costruito la storia del laboratorio farmaceutico Foletto, dall’inizio del ‘900. Il laboratorio, creato e gestito a fianco dell’attività di farmacia, è stato, in epoca pioneristica, una vera officina farmaceutica, seppure in formato ridotto. I farmacisti Foletto continuano a produrre sciroppi e liquori e v’invitano a visitare questo piccolo museo per un “assaggio” dei tempi andati e presenti, che consente di mantenere intatta una nostalgia ed un affetto per le cose realmente artigianali.
    Visita su appuntamento ai numeri:
    tel. +39 0464.591038 – fax +39 0464.591749 www.museofoletto.com
    Aperto nei mesi estivi
    Obbedisco!
    La Valle di Ledro è stata zona di confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico dai primi anni del 1800 alla fine della Prima Guerra Mondiale con evidenti conseguenze soprattutto per la stabilità dei paesi e la sicurezza della popolazione locale.
    Già nel 1866, la Val di Ledro e in particolar modo la località di Bezzecca furono protagoniste degli scontri tra garibaldini e austriaci durante la III guerra d’indipendenza, vinti dai primi. Quando il 9 agosto giunse la notizia dell’armistizio tra Italia ed Austria e l’ordine del generale La Marmora di ritirarsi dal Trentino, proprio dalla piazza di Bezzecca, Giuseppe Garibaldi rispose con il famoso “Obbedisco”.
    Durante la Grande Guerra la Val di Ledro si è trovata di nuovo tra l’artiglieria italiana e l’esercito asburgico, conservando ancora oggi interessanti camminamenti che conducono alle zone fortificate lungo entrambi i versanti.
    Il museo delle Palafitte
    La costruzione dell’edificio museale fu iniziata nel 1968 e fu portata a termine nel 1972.
    La struttura fu realizzata interamente in legno e dotata di grandi ed ampie vetrate, in modo tale da renderla un tutt’uno con l’ambiente circostante e di non porre alcuna barriera visiva tra i reperti e l’area archeologica di scavo. Nel mezzo dell’unica sala del museo è collocata una canoa monoxile composta da grossi tronconi di abete , lunga 4,5 m. e larga 0,75 m. All’interno delle vetrine sono esposti numerosi reperti in ceramica di colore scuro, brunastro o rossiccio, tra i quali, degni di nota, sono i grandi orci tronco-conici da derrate alimentari o i boccali e le tazze, spesso ritrovati fortunatamente integri. Tra gli arnesi di terracotta incuriosiscono i cosiddetti oggetti enigmatici: segmenti rettangolari con punteggiature o lineette impresse prima della cottura, dei quali si ignora l’uso. Riccamente ricostruibili sono anche le abitudini alimentari, grazie alla presenza di notevoli resti di animali domestici o selvatici, di composti vegetali e di sedimenti sul fondo dei vasi. In bronzo sono una serie piuttosto varia di oggetti disparati: asce, pugnali a lama triangolare, spilloni e corone, usate come diademi per la testa. Il Museo delle Palafitte è completato, nella parte esterna ed a ridosso della sponda del lago, dalla ricostruzione di una palafitta.
    Molina: Il centro storico e le parti più antiche delle frazioni presentano ancora la struttura architettonica tipica della zona, nonostante molto sia stato ricostruito dopo la Grande Guerra.
    Il centro dell’abitato è costituito da piazza Roma, a sud della quale si trova l’imponente scala granitica che conduce alla chiesa di San Vigilio, costruzione della seconda metà del XVIII secolo, che sostituì quella cinquecentesca presso il lago dedicata al medesimo santo.
    Poco distante dal centro, nel quartiere di Verdesina, il più antico di Molina, si trova la chiesa di San Francesco di Paola, edificata a partire dal 1628.
    In fondo alla discesa che affianca la chiesa di San Francesco di Paola si erge “Casa Demadonna”, oggi completamente ricostruita, luogo dove, secondo la tradizione, dimorarono gli Scaligeri durante la loro permanenza in Valle di Ledro nel XIV secolo.
    La visita del paese non può trascurare la visione di due importanti affreschi murali, posti come atto di devozione ad abbellire le facciate esterne di alcune case. In via Maffei è possibile ammirare la “Madonna con Bambino e i Santi Rocco, Antonio Abate e Santa Martire”, affrescato sulla casa detta “Al Castel”, databile al 1730, mentre nelle vicinanze del mulino Brighenti si trova la “Addolorata”, risalente al XVIII secolo e visibile sulla abitazione detta “ Casa Baì”.

    COSA MANGIARE
    La cucina della Valle di Ledro non differisce molto da quella tradizionale trentina: speck, canederli, carne salada, gli appetitosi dolci, annovera però alcuni piatti locali molto appetitosi e sostanziosi, come la polenta di patate, la peverà e i caponec. Inoltre la cucina ledrense è stata influenzata anche da quella boema. Durante l’esilio ai tempi della Prima Guerra Mondiale le donne hanno imparato a preparare gnocchi e dolci secondo la tradizione culinaria ceca, tra cui gli gnocchi boemi.

    SOSTA CAMPER
    Per soste brevi anche con pernottamento vi sono diversi parcheggi utilizzabili e fontane con ottima acqua potabile. Per soste più lunghe, specie in stagione, consigliamo l’utilizzo dei campeggi.
    Family Wellness Camping al Sole
    Via Maffei, 127 – Molina di ledro – Tel. 0464 508496
    info@campingalsole.it  www.campingalsole.it
    Camping Azzurro
    Via Alzer, 5 – Pieve di Ledro Tel. 0464 591276
    www.campingazzurro.net 
    Camping Al Lago
    Via Alzer, 7 – Pieve di Ledro Tel. 0464 591250
    info@camping-al-lago.it  www.camping-al-lago.it

    INFORMAZIONI
    Museo delle Palafitte, Via Al Lago – Molina di Ledro
    tel. 0464508182 – www.palafitteledro.it  www.vallediledro.com

     

    Maggio 2009

  • Adagiata sulle sponde del torrente Passirio è detta il “balcone fiorito d’Europa”. Una città nota per l’architettura liberty e le belle terme.

    È la città che non ti aspetti di trovare in Alto Adige: la sua particolare posizione geografica favorisce un clima tipicamente mediterraneo, garantendo lunga e sana vita alle numerosissime piante di origine esotica, che conferiscono alla località un aspetto singolare e originale. Non per nulla Merano è detta il “balcone fiorito d’Europa”.
    Collocata a 324 metri sul livello del mare, all’incrocio tra la Val Venosta, la Val Passiria e la Val d’Adige, è soprattutto nota e molto frequentata come stazione climatica e termale, con una storia lunga quasi due secoli. Merano è anche un piccolo gioiello di architettura che si offre, con eleganza e discrezione, lungo le vie del suo centro storico, dove si alternano belle vetrine, incorniciate da palazzi sempre perfettamente curati e tirati a lucido. Il suo territorio comunale, fuori dal centro abitato, è inoltre ricco di numerose testimonianze di storia, tra castelli, manieri, torri, rovine e antiche dimore gentilizie. Il paesaggio è pulito, ordinato, verde, cosparso di paesini e masi isolati, perfettamente integrati nella natura. La visita della città e delle numerose passeggiate lungo il fiume Passirio, è resa ancor più piacevole in primavera e in estate dal servizio di biciclette (anche con seggiolino portabimbo) messo gratuitamente a disposizione dei visitatori dal Comune. Per conoscere il cuore di Merano in poche ore vi consigliamo di partire dalla larga Passeggiata detta Lungo Passirio: gettate uno sguardo allo splendido edificio finito di costruire nel 1914 del Kursaal, in puro liberty, lo stile di un po’ tutti gli edifici più belli di questa città – che ha visto il suo periodo di maggior fioritura proprio tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Dopo il Kursaal, si incontrano le Terme di Merano e, voltando a destra, il Teatro: un altro gioiello architettonico meranese costruito nel 1900, su progetto di Martin Düfler, uno dei più estrosi architetti liberty tedesco. Gli amanti della birra, invece, non possono tralasciare una sosta alla birreria Forst (di fronte all’ingresso del Kurhaus). Gestita dall’omonima azienda, offre specialità prevalentemente di origine sudtirolese o bavarese. Proseguendo, si giunge in piazza della Rena. Sul fondo della piazza l’ingresso al castello Kallmünz (privato). A Merano si trova anche un altro maniero: il castello Principesco, ovvero la residenza signorile, completamente rifatta nel 1470 in stile gotico su un edificio precedente, per offrire al principe territoriale un’alternativa di soggiorno al vecchio e scomodo castello di Tirolo (visite da marzo a gennaio). In pieno centro storico e immediatamente dietro il Duomo dedicato a San Niccolò, la chiesetta ottagonale in stile gotico consacrata nel 1450 a Santa Barbara. Per chi volesse poi esplorare i dintorni può incamminarsi lungo le numerose e storiche Passeggiate che circondano la città: la famosa e attraente è la Passeggiata Tappeiner. Inizia da via Laurino a Quarazze e termina dopo circa 3 km in via Monte San Zeno , dove si collega con la Passeggiata Gilf. Un meraviglioso panorama si può ammirare dalla terrazza che circonda la Polveriera, una antica fortificazione medioevale utilizzata nel XVIII secolo come deposito per la polvere da sparo. Fra le mete del comprensorio ricordiamo la Val Senales, il Parco Naturale Gruppo del Tessa, la cittadina di Marlengo, situata in una splendida posizione panoramica sopra Merano, centro di particolare interesse sia per gli escursionisti, che da qui possono avventurarsi verso le cime, sia per coloro che amano le vacanze in completo relax.

    SPECIALITA’ DA GUSTARE
    La gamma spazia dallo speck sudtirolese allo strudel di mele – e relative ricette a base di mele altoatesine -; al vino e alla grappa dell’Alto Adige, al pane e ai prodotti lattiero-caseari. Con un buon caffè della torrefazione Schreyögg o una tazza di gustoso latte al pan pepato, della latteria sociale di Merano, chiuderete la vostra “immersione nelle delizie”.

    DOVE MANGIARE
    Lontano dai ristoranti di alta classe nel meranese si vive l’atmosfera rilassata tipica del sudtirolo. La migliore espressione di questo stile di vita sono i locali tradizionali, nei quali ci si incontra in una calda e tipica atmosfera caratterizzata da uno spirito accogliente e amichevole.

    EVENTI
    • Febbraio-maggio: IceMusic Festival – Suoni e architetture di ghiaccio in Val Senales
    • Aprile: Corse rusticane all’ippodromo – www.meranomaia.it
    • Metà giugno: Asphaltart – Festival degli artisti di strada, in tutto il centro storico www.asfaltart.it
    Luglio: Südtirol Classic – Rally della simpatia Passerella di auto d’epoca www.suedtirolclassic.com
    Fine agosto – Fine settembre: Settimane Musicali Meranesi – Uno fra i più rinomati festival di musica classica di tutta Europa – www.meranofestival.com

    SOSTA CAMPER
    • Parking MeranArena, in via Piave 46. Asfaltato, recintato, tranquillo e videosorvegliato, con elettricità, bagni e docce presso il Centro Tennis, non ha il camper service.
    Dalla superstrada uscita Merano Nord seguire per l’ippodromo e il centro tennis. A pagamento. Info Apt: tel. 0473.272000.
    • Area di sosta con camper service presso il campeggio Comunale, via Piave 44. Info: tel. 0473.231249.
    • Camper service sulla vecchia statale Bolzano-Merano, tra Postal e lo svincolo Merano Sud della superstrada, non segnalato. Circa 1 km dopo Postal girare a destra al cartello inizio abitato di Sinigo (nei pressi dell’incrocio c’è un tabernacolo). Il camper service è a 200 m dall’incrocio, alle spalle di un distributore di carburante.
    • Punto sosta nel parcheggio di autobus vicino alla caserma Edolo e al famoso ippodromo. Sosta tollerata ma divieto di campeggio.

    INFORMAZIONI
    Azienda di Soggiorno di Merano Corso Libertà 45, Tel. 0473 272000 www.meranodintorni.com

     

    Maggio 2009

  • Un comprensorio turistico per tutta la famiglia dove benessere, natura, storia e divertimento si fondono in una suggestiva cornice.

    In un angolo di Trentino sconosciuto ai più, nelle Valli Giudicarie, alle spalle del Lago di Garda e all’entrata del Parco dell’Adamello sorge il complesso turistico delle Terme di Comano, zona famosa per le sorgenti di acqua bicarbonato-calcio-magnesiaca unica in Europa e formidabile nelle cure dermatologiche. Recarsi a Comano però, al contrario di quello che si crede, non significa solo stabilimenti termali, cure e centri benessere. Già la strada per arrivare al complesso lascia di stucco: all’ombra delle Dolomiti del Brenta scoprirete verdi boschi e ridenti vallate che in primavera si riempiono di fiori profumati e coloratissimi o ammirerete bianche distese di neve. È un luogo in cui tutta la famiglia troverà il modo di divertirsi aderendo a una delle numerose iniziative organizzate dalle terme o creandosi propri itinerari che possono spaziare tra specialità gastronomiche, storia, sport e attività artigianali. Il fiore all’occhiello del complesso è rappresentato dai VillaggiNatura, pittoreschi paesini che ancora oggi vivono di attività agricole e silvestri, immersi nel verde e dove rumore, traffico e fretta sono banditi. Il sommo esempio è Rango, entrato nei “borghi più belli d’Italia”. Fermandosi in uno di questi villaggi, tutti i camperesti potranno scoprire il folklore locale trovando massima assistenza per i bimbi che avranno la possibilità di conoscere Gino, lo scoiattolo mascotte delle Terme di Comano, e preparati animatori. I borghi possono divenire il “campo base” da cui intraprendere escursioni nel Parco dell’Adamello sulle orme dell’orso bruno o esplorare l’oasi protetta sul lago di Nembia. Giunti da queste parti è d’obbligo un tour dei manieri che costellano la valle, tra cui spiccano per importanza e conservazione Castel Stènico nell’omonimo villaggio (del XIII sec., aperto al pubblico) e Castel Spine a Vigo Lomaso. L’itinerario più suggestivo parte da Stènico e passando dai resti di Castel Mani e Restor porta a Castel Spine e si conclude al cospetto di Castel Campo. Per gli amanti dello sport ci sarà l’imbarazzo della scelta: palestre all’aperto per fare arrampicata, percorsi vita, sentieri di varia difficoltà da percorrere in mountain-bike, passeggiate a cavallo organizzate dai due maneggi del comprensorio e per chi ama sport meno “attivi” c’è la possibilità di pescare (avendo la licenza). Ci sono poi piscine coperte e un centro sportivo a San Lorenzo in Banale. E dopo la fatica ci si può rilassare nelle vasche di acqua termale o facendo un massaggio in uno dei centri benessere. Ma a Comano la vacanza è studiata per la famiglia e tutte le attività sono pensate anche per i bambini, a partire dalle terme, dove ai più piccoli sono dedicate vasche, spazi relax e un’intera sala decorata come se fosse un grosso acquario. Il termine noia viene bandito da questo luogo magico. Ai camperisti non resta che mettere in moto il camper.

    DA GUSTARE
    È prodotta solo in questa particolare zona la ciuìga, un gustoso salame preparato con un impasto di carne di maiale e rape cotte, retaggio di un passato umile ed oggi presidio Slow Food. Ci sono poi i formaggi, come la Spressa delle Giudicarie e i formaggi di malga e le noci del Bleggio e le ottime patate “montagnine”. Infine le leccornie della Strada del Vino, tra cui spicca il Vin Santo Trentino.

    DOVE MANGIARE
    • Trattoria Alla Rosa,
    Loc. Cavrasto 124, Bleggio Superiore, tel. 0465 779829
    • Maso Maroc Agriturismo, via Maso Marocc 90, Lomaso, tel. 0465 702098

    SOSTA CAMPER
    Per i fruitori del complesso termale è disponibile un’area sosta riservata con tanto di camper service. Per tutti gli altri camperisti invece è possibile sostare nei paesi adiacenti al comprensorio come Molveno (vedi scheda Area Attrezzata su questo numero).

    INFORMAZIONI
    www.visitacomano.it
    www.termecomano.it