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Toscana

  • Un vero paradiso per gli amanti dell’arte e delle tradizioni. Poeti e scrittori ne hanno esaltato il fascino, chiamandola “città di pietra incantata”.

    E in effetti il centro cittadino offre al visitatore la possibilità di addentrarsi in un percorso ricco di chiese, chiostri, palazzi e monumenti che vanno dal Medioevo in avanti e che ruotano intorno a una piazza del Duomo tra le più affascinanti d’Italia. Senza contare che, ai margini della città, si trovano borghi, pievi e castelli fortificati di straordinaria bellezza.
    La presenza di numerose tracce del passato testimonia ancora oggi l’antica origine di Pistoia. Se la sua configurazione planimetrica indica probabilmente un impianto di origine romana, l’attuale tessuto urbano certamente ricalca i limiti segnati dalle tre cerchie murarie. La piazza del Duomo, antico centro civile e religioso della città, è tutt’oggi definita dai principali edifici che nei secoli ne hanno caratterizzato la vita politica e religiosa: il Palazzo Comunale e il Palazzo Pretorio sorgono rispettivamente sul lato est e ovest della piazza, mentre il Duomo, il Palazzo dei Vescovi e il Battistero ne delimitano la porzione meridionale. La vicina piazza della Sala appartiene ugualmente al nucleo più antico della città, che, protendendosi verso settentrione sino a comprendere la chiesa dello Spirito Santo e la Biblioteca Forteguerriana, include numerosi edifici sacri. Questo antico agglomerato urbano è definito da una viabilità anulare che ricalca grossomodo l’andamento della prima cerchia di mura. Su questo circuito si attestano preziose testimonianze dell’architettura cittadina, come l’Ospedale del Ceppo, l’antico monastero benedettino di S.Mercuriale (oggi sede della Pretura) e alcuni palazzi appartenuti alle nobili famiglie pistoiesi. Il tratto di via Cavour, sul quale si affaccia il Palazzo del Balì, è caratterizzato dai marmi bianchi e neri della chiesa di S.Giovanni Fuorcivitas, mentre, procedendo per via Curtatone e Montanara, sulla quale prospettano bei palazzi manieristi, si può raggiungere il complesso della chiesa di S.Filippo Neri e della Biblioteca Fabroniana. Oltre il perimetro della prima cerchia muraria, lungo i principali tracciati viari che uscivano dalla città, si insediarono gli importanti complessi religiosi di S.Bartolomeo, di S.Pier Maggiore, di S.Paolo, della Madonna dell’Umiltà e di S.Andrea, di fronte al quale si trova Palazzo Fabroni, e poi le chiese di S.Benedetto al Monteoliveto, di S.Maria di Ripalta, di S.Lorenzo e di S.Maria delle Grazie. Anche l’andamento della seconda cerchia muraria è facilmente intuibile percorrendo il corso Amendola, il corso Fedi e il corso Gramsci, che si sono a essa sostituiti. Subito fuori la seconda cerchia si insediarono, nel XIV secolo, i conventi degli Ordini Mendicanti: i Francescani , i Domenicani, i Serviti, i Carmelitani e la casa dei Cavalieri del Tau. Lungo corso Gramsci non si può trascurare la presenza di due rilevanti istituzioni: il Teatro Manzoni, maggior ente teatrale cittadino, e la Casa-Museo dell’artista Fernando Melani. Il giro della città può concludersi sul perimetro della terza cerchia muraria, di forma quadrilatera, ai cui vertici si aprivano le quattro porte che immettevano sui principali tracciati viari esterni. In età medicea questa terza cortina difensiva venne munita, sul vertice sud orientale, della Fortezza di S.Barbara. Delle quattro porte, della cui struttura architettonica nulla rimane, sono arrivati sino ai nostri giorni i nomi, che ancora contraddistinguono i relativi quartieri: Porta al Borgo a settentrione, Porta S.Marco a oriente, Porta Carratica a meridione e Porta Lucchese a occidente.

    SOSTA CAMPER
    • Area attrezzata in piazza Dante, a 200 m dal centro. Posti 10, con acqua, pozzetto, illuminazione, raccolta rifiuti, segnalata. Info: Comune
    • Punto sosta camper nella città alta, presso il campo da bocce.

  • Toscana, Punta Ala

    Toscana • Punta Ala/Castiglione della Pescaia

    Tra Punta Ala e Castiglione della Pescaia: chilometri di spiagge e scogliere con alle spalle la pineta e la suggestiva Maremma etrusca

    C’é chi definisce questa zona come “caraibica” per via delle lunghe spiagge bianche delimitate dal verde… Non sono le palme, però, ma le toscanissime pinete e la macchia mediterranea dai mille profumi e dal costante frinio delle cicale. Zona protetta, ospita diversi campeggi, molti dei quali con accesso sul mare. Pochissimi i posti parcheggio fuori, dunque per spostarsi consigliamo vivamente l’uso delle biciclette, in particolare le MTB, o dello scooter al seguito. La sabbia è fine e ben curata ovunque, i sub e gli amanti dello snorkelling possono contare su splendidi fondali da esplorare. Su 25 chilometri di costa, infatti, 17 sono di sabbia finissima ai margini della pineta e 8 di scoglio sullo sfondo della macchia mediterranea. Buona parte della spiaggia è libera, ma chi ama l’arenile attrezzato troverà 28 stabilimenti balneari oltre a parchi pubblici attrezzati all’ombra della pineta.

    Cosa fare
    Sia Punta Ala sia Castiglione sono due località mondane molto rinomate. Punta Ala in particolare è il ritrovo estivo del jet set e del popolo degli yachts. Per chi ama le attività nella natura, trekking o bici a volontà nei sentieri immersi nel verde alle spalle di Punta Ala con sentieristica segnalata; lo stesso nella Riserva Naturale della Diaccia Botrona che si trova nel territorio dei comuni di Grosseto e Castiglione della Pescaia. La riserva è estesa su 1.273 ettari. È una delle zone umide più integre in Europa. Vi si accede da Castiglione dopo aver attraversato il ponte Giorgini, percorrendo la strada che costeggia l’argine del fiume Bruna. Nel territorio della riserva naturale sono state contate 250 specie di uccelli: un vero paradiso per le attività di birdwatching e fotografia. Per gli amanti dell’archeologia siamo nella zona di importanti siti archeologici etruschi e romani come Roselle, Vetulonia e Populonia. Imperdibili anche le minicrociere con partenza dal porto di Castiglione della Pescaia alla scoperta dei gioielli dell’Arcipelago Toscano.

    SOSTA CAMPER

    • PuntAla Camping Resort, Strada Vicinale di Pian d’Alma, Castiglione della Pescaia, Tel. 0564 922294
    www.campingpuntala.it
    • Stella Del Mare Camping, Strada Provinciale delle Rocchette Castiglione della Pescaia, Tel. 0564 947100
    www.stelladelmarecamping.it
    • Campeggio Maremma Sans Souci, Località Casa Mora – Castiglione della Pescaia (GR), Tel. 0564 933765
    www.maremmasanssouci.it

    INFO
    www.castiglionepescaia.it
    www.turismoinmaremma.it
    www.maremmapromotion.it

  • Treno natura siena

    Toscana • Siena

    Una giornata su un vero treno a vapore che fa “ciuf ciuf”? Si può fare! Si parte da Siena…

    Il Treno Natura porta davvero indietro nel tempo: questa è l’impressione che resterà nella mente di chi avrà la possibilità di compiervi almeno un viaggio. È grande l’emozione che si prova salendo a bordo di una carrozza centoporte trainata da una littorina d’epoca o da uno di quegli scuri “giganti fumanti” sui quali i nostri nonni viaggiavano, accompagnati da un sottofondo di fischi, sbuffi, cigolii e soffiare di stantuffi. Gli itinerari sono tanti, inconsueti e tutti irresistibili per la bellezza dei territori attraversati e perché certi paesaggi, alcune prospettive, non sono “godibili” che dal treno. In certi tratti non ci sono strade, oltre alla ferrovia, e si vedono solo colture e greggi: il tempo si è davvero fermato e il Treno Natura ci dà la chiave d’accesso. Sarà possibile scendere in romantiche stazioni per poi avventurarsi lungo sentieri, raggiungere pievi, borghi e castelli, soffermarsi per una degustazione in una fattoria, cogliere l’occasione per partecipare ad una sagra o ad una festa. Il viaggio dura tutta la giornata. C’è un solo orario di partenza e questo è sempre abbinato a un evento speciale, di solito sagre e feste di paese. Insomma una festa nella festa. Il servizio prevede anche il passaggio pullman per raggiungere le feste di paese non toccate dalla ferrovia. Il primo appuntamento è previsto per la seconda metà di marzo in occasione della sagra del tartufo marzuolo di San Giovanni d’Asso. Indicativamente si parte alle 9 da Siena per ritornare in serata.

    Viaggiare su una locomotiva a vapore fa tornare tutti bambini. A oltre 150 anni dalla sua invenzione suscita in noi ancora le stesse emozioni che provarono i nostri trisavoli. 

    Orari/apertura: le uscite durano tutta la giornata. Solitamente si articolano con diverse soste, con il raggiungimento della località dell’evento e dopo qualche ora nel pomeriggio si rientra verso Siena.
    Quale età: adatto a tutti
    Costo: il biglietto costa 29 euro, gratis i bambini sotto i dieci anni accompaganti da due adulti
    Sosta Camper: area attrezzata in Via S. Pertini e vie adiacenti, nelle vicinanze del cimitero. GPS 45.975514 – 12.382911

    Per informazioni più dettagliate sui programmi e la prenotazione necessaria per tempo contattate Agenzia Viaggi Visione Del Mondo 
    Via dei Termini 83 – Siena
    Tel. 0577 281834
    www.terresiena.it


     
  • Toccata e fuga in Toscana: Siena, San Gimignano, Volterra e Pisa. Un breve tour perfetto per chi ha pochi giorni a disposizione. Le impressioni e i consigli di un lettore e della sua numerosa famiglia

    Tutto è pronto: il nuovo super mezzo è in ottime condizioni e pronto per la nostra prima uscita “seria”: tre notti in Toscana. La meta è un classico e non si discute: i ragazzi, unanimi, vogliono vedere la torre di Pisa, e come dargli torto? Preparo quindi un itinerario ad hoc per sfruttare al meglio il lungo week-end. Alle 14.15 in perfetto orario il “MaC” (Louis) è carico e impaziente di macinare chilometri. Recuperiamo l’amica Teresa (il viaggio è per lei, il suo regalo di Cresima) e poco dopo siamo in autostrada: il traffico intenso frena il nostro entusiasmo, in cima all’Appennino siamo in coda e procediamo incolonnati fin dopo Firenze, all’uscita per Siena. Decidiamo visto l’orario di fermarci per la cena e parcheggiamo in un autogrill lungo la superstrada; il tempo è buono, la fame molta, l’emozione per la vacanzina sempre effervescente. Ci accorgiamo che poco alla volta i camper in fila dietro di noi sono quasi una decina…

    Ripartiamo che è quasi buio e in circa un’ora raggiungiamo il luogo della nostra prima sosta notturna: il monastero di Monte Uliveto Maggiore, nel comune di Asciano (SI). Parcheggiamo nell’area di fianco alla strada per le soste degli autobus o pulmini: siamo da soli! La location è davvero notevole: un camper in mezzo al bosco, non c’è anima viva, solo i versi degli animali notturni. Mac e il suo equipaggio in silenzio si addormentano nel buio della notte, sotto lo sguardo rassicurante della luna piena.

     

    Venerdì: Asciano San Gimignano

    Alle 7 sono in piedi, l’aria frizzante, bella la vista verso le colline a sud, con la nebbiolina nel fondo valle che fa emergere le cime delle colline: sembra un lago! Il tempo un po’ grigio promette di migliorare…

    Mi avvio in perlustrazione verso il monastero che è proprio a cinque minuti: silenzio totale, nessuno in vista, un monaco su un auto esce dal cancello e si allontana. Arrivo all’ingresso dei visitatori che apre alle 9.15. Provo ad entrare in chiesa da una porticina laterale che risulta aperta e mi intrufolo con nonchalance: un monaco prepara l’altare, un altro compare da non so dove, mi vede e mi saluta con un sorriso. È ora di tornare al camper per dare la sveglia alla truppa… Colazione ed eccoci tutti fuori, pronti per iniziare la visita, libera e gratuita. Il pezzo forte è senza dubbio il chiostro grande, interamente affrescato tra il 1495 e il 1505 dal Signorelli e dal Sodoma in maniera pregevole, illustrando la vita di San Benedetto. Il complesso monastico è molto bello e caratterizzato dalle costruzioni in mattoni rossi ed è inserito in una cornice naturale davvero armoniosa.

    Tornati al camper partiamo alla volta di Siena attraversando le stupende colline denominate “Crete senesi”, paesaggi da cartolina e strada “da guidare” che è un piacere per il mezzo e l’autista! Fatichiamo a trovare parcheggio a Siena, sono tutti molto lontani dal centro e poco forniti dai bus; intanto scorgo un bel camper parcheggiato lungo una strada secondaria e mi ci piazzo davanti, meglio mangiare qualcosa mentre pensiamo al da farsi… Nel mentre arriva la proprietaria del camper, una signora gentilissima che abita lì, facciamo conoscenza, e con mia grande sorpresa si offre di accompagnarci tutti in centro con la sua auto: troppa grazia, questa sì che è solidarietà tra camperisti!

    Entriamo a piedi nella città vecchia e dopo alcuni minuti ecco scorgere la torre civica del Palazzo Pubblico che ci guida nella famosissima Piazza del Campo: che spettacolo! È proprio vero che certe cose le abbiamo solo in Italia!!

    Anche i ragazzi percepiscono di essere in un luogo speciale, e mi stupisco nel vederli ascoltare senza sbuffare il racconto della storia del Palio: sono giustamente incuriositi da questo evento così strano e bizzarro. Gli racconto delle contrade, dei cavalli che corrono, dei fantini che cadono, del “meccanismo” della partenza col gioco delle alleanze, del cavallo vincente che viene portato in trionfo fin dentro la Chiesa… insomma una favola in piena regola, che qui però è realtà. Proseguiamo fino all’imponente Duomo con il caratteristico “facciatone” incompiuto ed entriamo per ammirare le bellezze di questa chiesa stupenda, massima espressione dello stile romanico-gotico italiano. Passeggiamo per le vie del centro concedendoci un ottimo gelato e ben due calamite-ricordo del luogo. È ora di ripartire e il sottoscritto si deve macinare quasi tre chilometri a piedi per recuperare il MaC, ma quello che conta è che poco dopo siamo ancora tutti a bordo in viaggio per la prossima meta, l’altrettanto famosa San Gimignano.

    Arriviamo verso le 18, il tempo sta peggiorando; andiamo a colpo sicuro al parcheggio attrezzato di S. Chiara, molto affollato ma ottimo per struttura e dotazioni, con bagni, risto-bar, servizio navetta e un bel campo da calcetto a disposizione di tutti. Siamo un po’ stanchi e optiamo per visitare la città l’indomani, adesso un po’ di gioco/relax e poi la cena.

     

    Sabato: San Gimignano Volterra – Pisa

    Ci svegliamo tardi ma alle 9 in punto siamo pronti per prendere la navetta per il centro: peccato che l’orario giusto sia alle 9.30! Poco male però, perché c’è già un gruppettino di persone in attesa e la navetta è uno scassatissimo Transit 9 posti… In poco tempo il nugolo di persone cresce notevolmente, ma il pulmino non ne vuol sapere di anticipare la partenza. Fortunatamente prendiamo il secondo “giro” e alle 9.45 stiamo per varcare la bella e antica porta d’accesso alla città. San Gimignano è davvero splendida nella sua integrità medievale, sembra di essere in un film! La piazza, il duomo, il palazzo comunale e le famose torri donano all’antica città un’impronta davvero unica.

    Peccato si debba però pagare per qualsiasi cosa! Optiamo per i musei civici (siti nel palazzo comunale), perché Paola vuole vedere un dipinto riportato nel suo libro di storia: sta proprio studiando l’epoca dei primi comuni! Inoltre è possibile salire sulla torre grossa, la più alta di tutte, e subito ci lanciamo alla sua conquista; Marco però non è dell’idea, e dopo averlo trascinato sulle prime due rampe di scale si blocca, non ne vuol sapere di proseguire. Aspetto con lui mentre gli altri continuano la scalata. Dopo 10 minuti le ragazze scendono entusiaste contando i gradini… Ora è il mio turno, e arrivato in cima mi godo lo stupendo panorama sulla città e il bellissimo paesaggio collinare che ha reso la Toscana celebre nel mondo. Anche la Pinacoteca non tradisce le attese, con bellissime pale dipinte con maestria e colori vivaci anche dal celebre Pinturicchio. Paola non trova il “suo” quadro (San Gimignano che tiene tra le mani il modellino della città) ma qui subentra super papi, che risolve brillantemente la situazione identificando l’oggetto in un battibaleno: era proprio quello davanti ai miei occhi! Bravura o fortuna? Decidete voi… Infine la sala Dante, interamente affrescata e suggestiva. Rientriamo contenti al camping e ci prepariamo un bel pranzetto.

    Si riparte per Volterra attraversando paesaggi molto belli e pressoché disabitati. Anche Volterra non ci delude con la stupenda piazza dei Priori e l’omonimo palazzo che visitiamo, ma la caratteristica tipica della città sono le botteghe che vendono (e producono) oggetti in alabastro davvero notevoli: entriamo anche in un piccolo laboratorio, dove due artigiani sono intenti a modellare la morbida pietra bianca semitrasparente.

    Tornati al camper ripartiamo per l’ultima tappa del nostro viaggio: Pisa. Arriviamo prima di cena e ci fermiamo nell’aera di sosta attrezzata di via del Pratale, che è un grande parcheggio asfaltato con camper service ed elettricità a richiesta.

    San Gimignano

    San Gimignano

     

    Domenica: Pisa Treviso

    La torre di Pisa

    La torre di Pisa

    Alle 9 siamo pronti per andare in centro; ci incamminiamo e dopo 15 minuti varchiamo le mura medievali e raggiungiamo la bella chiesa di S. Caterina che visitiamo velocemente. Proseguiamo verso il pezzo forte, la mitica torre pendente, simbolo della città nel mondo, che compare dopo poco ai nostri occhi in tutto il suo splendore: che emozione!

    Non sono ancora le 10 ma c’è già molta gente in giro. Ci informiamo per salire e sinceramente rimaniamo male nello scoprire il costo del biglietto: ben 18 euro a persona: pazzesco! Ovviamente mi passa subito la voglia, ma quando guardo i visi delusi del trio devo cambiare idea: almeno loro devo farle salire, siamo venuti fin qui apposta. Prenoto la visita delle 12.00 così che abbiamo due ore per goderci la stupenda Piazza dei Miracoli e assistere alla messa nel grandioso Duomo. Alle 12 entriamo nella torre (alle fine son dovuto andare pure io) e finalmente iniziamo la salita nell’unica scala a chiocciola che si avvita all’interno della sua struttura circolare. Salendo si perde il senso dell’orientamento e fa effetto sentirsi cambiare continuamente la pendenza dei gradini sotto i piedi: sembra di essere un po’ ubriachi! Eccoci in cima, con le belle campane e le foto di rito. Individuiamo anche la mamma e Marco che ci salutano dal basso, due puntini tra la folla.

    Bene, tutto è compiuto, torniamo a piedi verso il parcheggio per l’ultimo pranzo e poi alle 14.30 siamo pronti per il rientro. MaC in moto, nei nostri occhi le immagini vive delle tante bellezze ammirate in questi giorni e nei cuori la consapevolezza di aver potuto, ancora una volta, godere di quella straordinaria dimensione che è il “Viaggio”.

     

    Le nostre soste

     Asciano, strada provinciale di Monte Uliveto Maggiore; gratuita; coordinate GPS: 43.179013, 11.547239

    San Gimignano, sosta camper Santa Chiara; 22 euro/24 ore; coordinate GPS: 43.45555,11.034700

    Pisa Area camper Pratale; notte + camper service euro 12; coordinate GPS: 43.72127,10.42077

     

    Road book

    Durata: 4 giorni

    Km percorsi: 980

    Consumo medio: 10,4 l/100 km

    Camper: Mc Louis Steel 540 su Ducato 2.3 130 cv

    Equipaggio: famiglia Colombo (Riccardo, Chiara, Paola, Silvia, Marco) + Teresa B.

     

  • museo ragazzi firenze

    Toscana • Firenze

    Il Museo dei Ragazzi lavora ogni giorno per offrire a tutti i visitatori un’emozione, un’esperienza che sia davvero piena, piacevole e personale. 

    Diverse le proposte offerte ed i linguaggi utilizzati che di volta in volta cambiano a seconda del pubblico a cui ci si rivolge. Le attività si svolgono principalmente a Palazzo Vecchio e, in una sola giornata, si può partecipare a più attività. Oltre alle visite generali del Palazzo, il MurFi – Museo dei Ragazzi- offre alcuni itinerari tra cui i Percorsi segreti, dove si visitano luoghi usualmente chiusi al pubblico e le Visite al Teatro romano con l’esplorazione del sottosuolo del Palazzo per leggere le stratificazioni nel corso dei secoli e ricostruire le forme dell’antico luogo di spettacolo. I bambini ed i ragazzi potranno inoltre parlare con i personaggi della storia: l’artista e architetto Giorgio Vasari accompagnerà il pubblico per le sale della Reggia medicea; il Duca Cosimo I de’ Medici e la Duchessa Eleonora di Toledo racconteranno le abitudini di vita quotidiana dell’epoca; la dama di corte preferita della Duchessa Eleonora, donna Isabel de Reinoso, accompagnerà invece i visitatori tra i fastosi ambienti della nuova Reggia medicea. Nell’atelier d’arte i bambini potranno diventare apprendisti di bottega e sperimentare l’esecuzione di un piccolo affresco o imparare i segreti della pittura su tavola. Per i più piccoli (4-7 anni) il Museo propone molte favole raccontate di volta in volta da topi, pappagalli, civette o tartarughe: inediti narratori che in forma curiosa avvicinano i bambini a episodi e protagonisti della storia del Palazzo.

    Orari/apertura: dal lunedì al sabato 9:30 – 17:00; domenica 9:30 – 12:30
    Quale età: tutte le età
    Durata: 1 ora e 30 per singola attività
    Costo: museo adulto 6,50 euro; museo minori 18 anni gratis; attività 2 euro; attività famiglia (2 adulti e 2 minori): 21 euro. Prenotazione obbligatoria.
    Sosta Camper: area attrezzata di via di Scandicci 241; www.socialcamperfirenze.it/dove-siamo.php

    MurFi – Museo dei ragazzi di Firenze
    Firenze
    Tel. 055 2768224 – 055 2768558
    www.museoragazzi.it

     

  • Il Labirinto di Porsenna

    Toscana • Chiusi (SI)

    Il “Labirinto di Porsenna” è un percorso sotterraneo che ha il suo ingresso presso il Museo della Cattedrale, in piazza Duomo. 

    È un vero e proprio sistema di cunicoli scavati nella pietra arenaria che ai tempi degli Etruschi fungeva da sistema idrico. Il nome del labirinto deriva dal re etrusco Porsenna. Infatti, quando negli anni ’20 gli archeologici scoprirono le prime gallerie, pensavano di aver trovato il mausoleo del sovrano, che secondo gli storici latini era protetto da un labirinto. È visitabile solo una parte di questa estesa opera di ingegneria: un percorso sotterraneo di oltre 120 metri situato a lato della cinta muraria, ad una profondità massima di 25 metri, composto da una fitta rete di passaggi. Un cunicolo si dirama fino alla cisterna etrusco-romana, una grande vasca circolare con volte a botte costruita nel I sec. a.C., si pensa fosse la riserva d’acqua di una corporazione di “pompieri” del posto. La visita termina alla torre campanaria, dalla cui sommità, a 27 metri d’altezza, si gode di un bel panorama. Per completare la visita al Labirinto suggeriamo una tappa al Museo Civico “La Città Sotterranea”. Il Museo, che in parte si sviluppa all’interno della rete di cantine e sotterranei, permette di conoscere la complessa realtà archeologica, storica e geografica della città di Chiusi. Qui vengono proposti interessanti laboratori didattici per bambini costituiti da una parte teorica ed una pratica: il mestiere dell’archeologo con simulazione di scavo archeologico, quello di restauro ceramico con ricostruzione di oggetti in ceramica e quello di epigrafia etrusca.

    Orari/apertura: orari delle visite 10:10 – 10:50 – 11:30 – 12:10 – 16:10 – 16:50 – 17:30 – 18:10
    Quale età: per tutte le età
    Durata: 40 minuti
    Costo: adulto 3 euro, solo visite guidate
    Sosta Camper: piccola area attrezzata (2 posti) in via Torri del Fornello, nella piazzetta adiacente le scuole medie. PS dei Forti e PS di Porta Lavinia, entrambi situati vicino al Labirinto di Porsenna.

     

    Labirinto di Porsenna
    Piazza Duomo – Chiusi (SI)
    Tel. 0578 226490
    www.prolocochiusi.it

    MUSEO CIVICO  “La Città Sotterranea”

    Orari/apertura: solo visite guidate dal giovedì al venerdì 10:10 – 11:10 – 12:10; dal sabato alla domenica  10:10 – 11:10 – 12:10 – 15:10 – 16:10 – 17:10
    Quale età: museo per adulti e bambini; laboratori dai 7 anni
    Durata: museo 1 h – laboratori 3 h
    Costo: adulto 4 euro, prenotazione obbligatoria con largo anticipo per i laborato


    Museo Civico “La Città Sotterranea”
    Cooperativa Clanis Service c/o Complesso di San Francesco
    Via Paolozzi 6 – Chiusi (SI)
    Tel. 0578 20530 – Tel. 334 6266852
    turismo@clanis.it
    www.clanis.it

     

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    Toscana • Vaglia (FI)

    Un incredibile mondo sospeso con tanti percorsi acrobatici adatti a tutti: divertimento assicurato!

    Volteggiare tra le chiome degli alberi in equilibrio su un tronco, scivolando silenziosi appesi a una carrucola o affrontando l’emozione di un salto nel vuoto, in completa sicurezza e nel rispetto della natura. Tutto questo e tanto altro è il parco avventura Il Gigante, ad oggi il più grande della Toscana e tra i più grandi d’Italia, con decine di percorsi avventurosi fatti di teleferiche, ponti e corde sospesi, passerelle a mezz’aria, salti nel vuoto e skateboard volanti, il tutto in completa sicurezza grazie all’attrezzatura per la protezione personale fornita e al corso obbligatorio iniziale per imparare ad usarla di circa 15 minuti. Lo staff qualificato supervisiona l’attività e in caso di bisogno consiglia gli ospiti o li aiuta a scendere quando hanno sottovalutato la difficoltà del percorso. I percorsi sono stati progettati per ospiti dai 3 ai 100 anni e sono suddivisi in colori a seconda dei livelli di difficoltà e di altezza (si parte da qualche centimetro da terra fino ad arrivare ai 15 metri d’altezza). Equipaggiati con i migliori materiali e dotati di imbracatura, casco, longe e carrucola, gli ospiti saranno in grado di affrontare in autonomia e sicurezza i vari percorsi, passando da un albero all’altro, con la possibilità di sostare sulle piattaforme per riposare e godere della nuova prospettiva, divertendosi per due ore. Divertimento assicurato anche per il genitore che sale nel percorso con i figli avendo la possibilità allo stesso tempo di responsabilizzare i bambini nell’uso dell’attrezzatura.

    Si consiglia caldamente di arrivare almeno 3 ore prima dell’orario di chiusura e di indossare un abbigliamento sportivo con scarpe chiuse. Con pioggia o vento forte il parco avventura rimarrà chiuso. In caso il tempo sia incerto telefonate al tel. 320 3261243. Animali domestici ammessi.

    Orari/apertura:
    Marzo – Aprile: weekend e festivi dalle 10 alle 19:00
    Maggio – Settembre: tutti i giorni dalle 10 alle 19:30
    Ottobre – Novembre: weekend e festivi dalle 10 alle 19:30
    Quale età: adatto a tutti, dai 3 anni ai 100 anni
    Costo: per due ore di attività:
    3-5 anni 10 euro • 6-8 anni 12 euro
    9-13 anni 14 euro • dai 14 anni in su 18 euro.
    Noleggio attrezzatura compresa nel prezzo.
    Sosta Camper: è possibile parcheggiare nel limitrofo parcheggio, nel weekend è consigliato arrivare presto perché molto affollato. Segnaliamo  per la notte il Campeggio Poggio degli Uccellini a Bivigliano.

    Parco Avventura Il Gigante
    Bosco di Poggio la Garena
    Via Fiorentina 276 – Vaglia (FI)
    Tel. 320 3261243
    GPS: 43.858349 N, 11.296590 E
    www.parcoavventurailgigante.it


     
     
  • cupola del Brunelleschi

    Toscana • Firenze

    A Firenze scaliamo la cupola del Duomo attraverso i suoi 463 gradini. Ci troveremo a tu per tu con il meraviglioso capolavoro del Brunelleschi e i suoi affreschi. Un’esperienza indimenticabile

    La cupola del Duomo di Firenze ha una forma ottagonale ed è costituita da due calotte di forma ogivale tra loro collegate. Fu costruita nel 1434 ed è una meraviglia dell’architettura mondiale: per le sue difficoltà tecniche e le sue dimensioni, rimane tuttora un mistero di esecuzione. Durante il percorso – 463 gradini – si possono apprezzare i dettagli di quest’opera, frutto dell’immenso genio di Filippo Brunelleschi, che detiene ancora il suo primato di cupola in muratura più grande del mondo. I camminamenti, i corridoi e le scale a chiocciola che portano alla sommità della terrazza panoramica, a 92 metri di altezza, consentono di rivivere le suggestive sensazioni in una passeggiata che riporta idealmente il visitatore indietro nei secoli, in un quadro di oltre tremila mq di superficie affrescata. La decorazione ad affresco della cupola fu realizzata tra il 1572 e il 1579 da Giorgio Vasari e Federico Zuccari, e presenta lo stesso tema iconografico del Battistero, il Giudizio Universale. Il diametro della cupola è di 45,5 metri, lo stesso dell’intero Battistero e, sulla cima, svetta la lanterna con copertura a cono, su disegno del Brunelleschi, che fu realizzato dopo la morte dell’artista (1446) e la palla di rame dorato con la croce, contenente reliquie sacre, opera d’Andrea del Verrocchio. Per la quantità di gradini da affrontare e la ripidità delle scale, a volte anche molto strette e a chiocciola, si consiglia la visita ai bambini più grandi.

    Orari/apertura: lun-ven 8.30-19; sab 8.30-17.40; accesso consentito sino a 40 minuti prima della chiusura
    Quale età: dai 6 anni
    Durata:  un’ora
    Costo: 8 euro (solo visita della cupola)
    Sosta Camper: area sosta Social Camper Firenze in via di Scandicci 241, tel. 055 704513 – 327 6910094, www.socialcamperfirenze.it

    Duomo di Firenze
    Firenze
    Tel. 055 2302885
    operaduomo.firenze.it

     

  • Arte, storia e un paesaggio disegnato e scolpito sulla pietra gialla e porosa, di origine vulcanica, che racconta gli Etruschi e un turbolento Medioevo.

    Né Toscana, né Lazio, ma solamente Etruria. Pitigliano, Sorano e Sovana sono i punti di un triangolo che prescinde dai confini e dai calendari. Sul tufo di queste piccole città è scritta la storia. Particolarmente evidenti appaiono le tracce del periodo medievale, che nel bene e nel male ha segnato indelebilmente questa terra italiana. Aldobrandeschi, Orsini e Medici sono le famiglie che hanno affondato qui le radici del potere. Sorano e la sua fortezza hanno provato le sofferenze di lotte e di scontri d’inaudita violenza non solamente per le guerre con nemici stranieri ma anche e soprattutto per gli scontri che hanno versato sangue della stessa famiglia: fratelli, figli e padri hanno consumato terribili delitti in nome del potere. Il fuoco della violenza divampava con una tale facilità che per Cosimo I Sorano era “lo zolfanello delle guerre in Italia”. Nella prima metà dell’anno 1000 Sovana fu la culla di Gregorio VII, al secolo Ildebrando da Soana, colui che nel Dictatus Papae, nel nome di chissà quale dio, gonfiava la chiesa di potere cominciando la lotta con Enrico IV, l’imperatore. Si hanno meno notizie sulla vita di 2.500 anni fa. Viaggiatori, studiosi, archeologi hanno provato a leggere nel tufo i segni della civiltà etrusca. Le ricerche e gli studi hanno svelato aspetti importanti di quel mondo antichissimo. Sulle guide è scritto che il tempo si è fermato ma non è vero; qui il tempo è un fiume che scorre e tutto consuma: è una realtà dinamica. Basta guardarsi intorno, fermarsi qualche minuto sul tornante di Santa Maria delle Grazie. Pitigliano è tufo, in parte figlio di madre natura, in parte costruito dalle mani dell’uomo ma non c’è soluzione di continuità tra lo zoccolo e le case, i campanili, i tetti che appaiono come delle sculture prive di fondamenta.

    L’Etruria in bici. L’anello Sovana – Sorano – Pitigliano è una delle pedalate più piacevoli e affascinanti della Maremma.
    Le strade della Maremma toscana vanno ad esplorare l’affascinante mondo di tufo di Sorano, Sovana e Pitigliano. Si pedala su strade poco trafficate caratterizzate da un andamento altimetrico vario e ondulato privo di salite troppo lunghe o ripide. La mountain bike è il mezzo ideale per andare a scoprire campagne e boschi che si snodano intorno alla valle del fiume Lente e la valle del Fiora. Ci troviamo vicini alla zona del Sentiero dei Briganti, fantastico viaggio nella storia, nel mito e nella natura dell’Alta Tuscia. Per gli appassionati di ciclismo su strada, si può pedalare sul classico anello che unisce i borghi di Sovana, Sorano e Pitigliano. Da Sovana si raggiunge Sorano dopo una breve salita e un tratto ondulato attraverso pascoli e campagne affacciati sul versante meridionale del Monte Amiata.
    Decisamente spettacolare la discesa che precipita tra alte e imponenti pareti di tufo verso il ponte sul fiume Lente che anticipa la spettacolare vista sul borgo di Sorano. Si pedala ancora verso Pitigliano. Dopo un primo tratto in salita e un leggero saliscendi, comincia la lunga discesa di circa 9 km alla volta di Pitigliano. L’itinerario prosegue uscendo dal centro abitato risalendo dolcemente verso il versante settentrionale del fiume Lente affacciandosi sulla spettacolare fiancata tufacea del paese. L’anello si chiude in discesa raggiungendo il paese di Sovana.
    Periodo consigliato: da aprile a novembre

    INFO TURISTICHE
    • APT Maremma – tel. 0564 462611, viale Monterosa 206, Grosseto
    • Ufficio Turistico – tel. 0564 633099, Piazza Busati, Sorano (GR)
    • Ufficio Turistico – tel. 0564 614433, via Roma 6, Pitigliano (GR)
    • Ufficio Turistico – tel. 0564 614074, Palazzo Pretorio, Sovana (GR)
    www.sovana.eu
    www.pitigliano.org

     

  • Patrimonio artistico italiano pieno di tradizioni e colori. Una delle città che il mondo più ci invidia, dove il fascino delle antiche architetture si sposa con la qualità della vita verso la quale Siena primeggia. Bella in tutte le stagioni.

    Nel cuore della Toscana, tra i colli del Chianti, Siena sovrasta la rigogliosa campagna. Una città che varrebbe la pena conoscere a fondo, perché se da una parte stordisce per la sua bellezza, dall’altra sorprende per come i senesi la vivono intensamente. Celebre è il senso di appartenenza alla contrada (divenuta una specie di fede, indipendente da dove si vive fisicamente). Ma ad attirare milioni di turisti da tutto il mondo a Siena sono le sue icone più celebri: l’urbanistica medievale, Piazza del Campo e il Palio, elementi che l’hanno decretata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1995. Costruita lungo la via Franchigena (strada romana che univa Roma alla Francia) la città ebbe il suo momento di massimo splendore tra il XII e il XV secolo, durante il periodo repubblicano. Inizialmente zona di interscambio economico, si sviluppò anche come centro culturale diventando sede di una delle più antiche università d’Europa (è del 1260 il primo documento sulla sua esistenza). E proprio il suo fiorire artistico ha regalato alla città la fama planetaria che oggi la circonda. Varcare le mura trasporta subito il visitatore in un mondo a sé, lontano dall’immagine moderna delle città: il caos a Siena è fatto di persone e biciclette e non di auto. Il centro città è, infatti, interdetto al traffico ma poco importa, le zone esterne della città sono ben attrezzate e anche il camperista, troverà il posto ideale dove fermarsi anche se l’area attrezzata è al completo.

    Piazza del Campo
    La visita di Siena non può che cominciare dal suo centro,vero cuore pulsante, vale a dire Piazza del campo.

    Costruita a forma di conchiglia la forte pendenza della piazza lascia sorpreso chi ha avuto l’occasione di vederla solo in foto o in televisione. Diventa davvero difficile pensare che nei due giorni di Palio cavalli e fantini ci corrano sopra a folle velocità.

    Siena, Il Palazzo del Comune e la Torre del Mangia

    Siena, Il Palazzo del Comune e la Torre del Mangia

    Lo sguardo viene subito rapito dall’imponente Palazzo del Comune, costruito nel 1310 in mattoni rossi e marmo bianco, accompagnato dal suo “campanile laico” ovvero la Torre del Mangia. Il buffo nome deriva da quello del suo primo custode, Giovanni di Bolduccio, famoso buongustaio che nel cibo spendeva i propri guadagni. Una sosta è d’obbligo anche al tabernacolo che si trova ai piedi della torre conosciuto come Cappella di Piazza e realizzata nel 1352 per ringraziare la Vergine Maria dopo il tremendo episodio della pesta nera. All’occhio attento, inoltre, non potrà sfuggire la precisa e codificata disposizione dei palazzi che coronano la piazza delimitandone i confini. Tale disposizioni non sono frutto del caso, successive emanazioni comunali hanno regolato l’urbanistica dando precise restrizioni per quanto riguarda l’utilizzo di stili, decori e colori. La sera, i bar si riempiono di ragazzi vestiti secondo l’ultima tendenza:è il popolo della “Siena da bere”.

    Il Palio
    La coerenza architettonica si scontra subito con la sana divisione rionale che si trova tra Senesi.

    La vita a Siena è scandita dal Palio e la condotta di ogni abitante guidata dall’appartenenza all’una o all’altra contrada. La contrada è la vera essenza di Siena; ce ne sono 17. L’appartenenza ad una contrada è data dai propri natali sul territori secondo un editto del XVIII sec. Il palio viene corso due volte l’anno, il 2 luglio (Palio di Provenzano) e il 16 agosto (Palio dell’Assunta) e vi prendono parte 10 contrade per volta. Tutta una serie di riti e tradizioni è collegata a questi due importantissimi giorni ed entrare a Siena nel periodo del Palio è un’esperienza sconvolgente: sacro e profano si fondono in un clima carnevalesco e surreale fatto di colori, stendardi e bandiere. “Folla” diventa la parola d’ordine ed ogni vicolo della città si riempie di voci, suoni e scalpitii di zoccoli di cavalli. Nei giorni della corsa la piazza arriva ad ospitare circa 70.000 persone! Molto suggestiva è la benedizione degli animali che avviane la vigilia del palio nelle chiese contradaiole. L’origine della corsa è troppo antica per avere notizie attendibili, l’unica cosa certa è che si corre per guadagnare per la propria parrocchia il “Palio”, un drappo in tessuto pregiato dipinto.

    Siena, La cattedrale di Santa Maria Assunta

    Siena, La cattedrale di Santa Maria Assunta

    Non solo Piazza del Campo
    Il Duomo di Siena – Cattedrale di Santa Maria Assunta – è un’altra delle perle della cittadina toscana.

    Realizzato intorno al 1200, è una delle cattedrali in stile romanico-gotico più affascinanti d’Italia. L’aspetto più particolare riguarda però quello che viene familiarmente chiamato “Duomo nuovo”. Uscendo dalla “vera” basilica dal lato di piazza Iacopo della Quercia, sembra di entrare in una sorta di cantiere a cielo aperto. Nel 1339 l’ambizioso progetto di ampliamento del duomo che fu però interrotto a causa della peste nove anni dopo e mai più ripreso. Restano così basamenti per le colonne e i loro incastonamenti in quello che oggi è il Museo dell’Opera Metropolitana del Duomo oltre al “faccaiatone”. Quest’ultimo è una facciata incompiuta che oggi ha assunto il ruolo di finestra sulla città regalando una magnifica vista. Restando in piazza del Duomo è d’interesse anche il complesso dell’antico ospedale di Santa Maria della Scala dove spicca la chiesa della Santissima Annunziata. Una menzione particolare merita la Fonta Gaia, la regina delle fonti senesi sia per la posizione, Piazza del Campo, sia per il valore artistico. L’opera, che Jacopo della Quercia scolpì tra il 1409 e il 1419, è considerata tra le maggiori espressioni della scultura italiana del Quattrocento. La fonte che oggi il turista può ammirare è la copia di Tito Sarrocchi che dal 1844 sostituisce l’originale rovinata dal trascorrere dei secoli i cui resti si trovano al complesso museale del Santa Maria della Scala. Poi ci sono i vicoli, le botteghe e mille altre sorprese con le quali Siena sarà capace di stupire il visitatore.

    DA GUSTARE
    Non si può lasciare Siena senza aver assaggiato alcuni piatti della cucina senese come i crostini di milza, la zuppa di fagioli, le pappardelle con la lepre, l’arrosto morto di pollo o di piccione, la carne Chianina. Siena, considerata la capitale italiana del vino. Si producono 5 vini classificati Docg e 12 vini Doc). Ci sono poi i dolci: ricciarelli, panforte e cavallucci preparati con pasta di mandorle, spezie e canditi una volta tipicamente natalizi ed oggi venduti durante tutto l’anno

    INFORMAZIONI
    • Il Palio:
    lo corrono due volte l’anno – il 2 luglio (Palio di Provenzano) e il 16 agosto (Palio dell’Assunta). Ad ogni rione viene assegnato per sorteggio un cavallo: è la Tratta, il primo appuntamento di una Festa che dura 4 giorni.
    • Museo Civico: è in Piazza del Campo, in uno dei più importanti edifici pubblici gotici. Accoglie i capolavori della storia dell’arte senese. Per info tel. 0577 226230
     La Torre del Mangia: è in Piazza del Campo, a fianco del Palazzo Pubblico. Alta 87 metri, si visita dalle 10 alle 16.
    • Il Museo Archeologico Nazionale: è in Piazza del Duomo, raccoglie numerosi reperti e offre un’ampia documentazione della storia del territorio senese. Per informazioni, tel. 0577 224811.
    • La Pinacoteca Comunale: è presso Palazzo Buonsignori, in via san Pietro 29. Ospita la più grande raccolta di pittura senese dal XII al XVII secolo. È aperta da martedì a sabato, dalle 10 alle 17,15. Per informazioni, tel. 0577 281161.

    SOSTA CAMPER
    Area attrezzata sosta camper nei pressi della Porta di Fonte Branda, denominata Fagiolone. A pagamento: 20 euro anche per soste brevi, acqua, pozzetto, illuminazione. 84 posti, aperta tutto l’anno, servizi igienici, collegata al centro da bus. Info, Comune, tel. 0577 292550.
    • Area attrezzata presso il Palasport in via Achille Sclavo. Per raggiungerla si esce a Siena nord e si seguono le indicazioni per il palasport o la stazione FS. La sosta costa 20 euro al giorno, è illuminata e tranquilla ma non vi sono presidi igienici.

    www.terresiena.it
    www.sienaturismo.it

  • 70.000 ettari nel cuore della Toscana, tra le province di Siena a sud e di Firenze a nord: il Chianti Classico, ben plasmato dalla mano dell’uomo, è una zona collinare ricca di ulivi e di filari, un comprensorio di grande richiamo turistico e la storica sede di civiltà evolute come quelle degli Etruschi e dei Longobardi (ma esistono chiari segni anche dell’insediamento di una colonia romana).

    Incerta l’origine del nome: per alcuni storici evoca il batter di ali, il clamore di urla e di suoni di corno di antiche cacce al cinghiale; per altri, sarebbe invece una derivazione della parola etrusca Clante. I comuni che ne fanno parte sono: Gaiole, circondato dai vigneti, piccolo centro agricolo noto per la produzione del vino e per i castelli di Meleto e di Brolio; Castellina, che ha conservato l’aspetto quattro-cinquecentesco ed è caratterizzato dalle mura e della rocca merlata; Radda, nella zona orientale del Chianti, da cui si può ammirare uno splendido paesaggio (e nei dintorni non sarebbe da perdere una visita a Badia a Coltibuono); Greve, una splendida simbiosi tra città e campagna, meta di un turismo elitario; e, ancora, Castelnuovo Berardenga, Tavarnelle Val Di Pesa e San Casciano. Caratteristico della zona è anche il susseguirsi di borghi che richiamano immediatamente una suggestiva atmosfera medievale. Da questa porzione di Toscana è poi facile muoversi per visitare importanti località vicine come i comuni della Val d’Elsa. Il Chianti è inoltre sorgente di numerosi fiumi come l’Arbia e l’Elsa. Le cime più elevate della zona raggiungono un massimo di circa 800 metri, digradando in colline sempre più basse. Percorribilità e fruibilità sono il biglietto da visita ciclistico del comprensorio del Chianti
    Molto conosciuto tra i ciclisti del nord Europa, da qualsiasi località chiantigiana si possono intraprendere numerosi tracciati di diversa lunghezza. Da Radda, Gaiole o da Greve in Chianti infatti possono prendere il via itinerari verso Firenze oppure verso Siena. Gli amanti della specialissima possono raggiungere Siena percorrendo la dorsale che si snoda da Figline Valdarno, sul versante sinistro del Valdarno Superiore. Partendo da Gaiole si prende la direzione di Castello di Broglio, su una strada in salita pedalabile circondata da lecci e pini. Si prosegue poi per Castelnuovo Berardenga, San Piero in Barca, Pianella e, per chi se la sente di pedalare una quarantina di chilometri, si rientra a Gaiole.
    Altrimenti si può proseguire verso Siena, dirigendosi verso Castellina in Chianti e, pedalando su di uno splendido crinale, si possono ammirare la Val d’Elsa a sinistra e il Chianti senese a destra.
    Una volta giunti, è possibile rientrare di nuovo via Radda verso la partenza (si è pedalato per oltre 60 km). Se invece si vogliono superare i 100 chilometri, da Castellina si devia per San Donato, proseguendo per San Buca, Monte Firidolfi, Passo dei Pecorai e oltre. Ci si trova così nel Chianti fiorentino, da cui si rientra verso Greve, Radda o Gaiole. Le tipiche strade bianche, quelle dove si corre “l’Eroica” di fine settembre in sella a bici d’epoca, sono state riconosciute patrimonio culturale del Chianti e bianche, non asfaltate, sono destinate a restare. La zona è ideale anche per la mtb.
    Un classico per tutti, effettuabile su entrambi i sensi di marcia, è quello con partenza da Radda, passaggio per Lucarelli in Chianti, poi Ponzano, l’ascesa al monte San Michele, il proseguimento per la fattoria Volpaia e il rientro a Radda. Molto interessanti i circa 70 chilometri intorno a Gaiole.
    Consigliabile anche il giro dei castelli, Meleto e Broglio: ascesa a Monteluco, poi il sentiero del crinale, arrivo a Barbischio e discesa su Gaiole. Possibili anche due escursioni di circa 30 chilometri ciascuna che prendono la salita verso Barbischio, da dove ci si inserisce ancora sul sentiero del crinale fino a Badia Coltibuono, per proseguire verso Vertine prima di rientrare su Gaiole. Per chi si sposta tra Gaiole e Radda, meglio utilizzare la strada bianca con la villa Vistarenni. Periodo consigliato: tutto l’anno.
    DA NON PERDERE
    • I castelli di Mileto e Brolio a Gaiole
    • Badia a Coltibuono
    • I musei d’arte sacra a San Casciano, Greve, Tavarnelle
    • Tumulo di Montecalvario
    • Parco di Caviglia

    Negozi bici
    • Marco Ramuzzi , tel. 055 853037 , via Stecchi, 23, Greve in Chianti (SI)
    • Automotocicli Perozzi , tel. 057 7223157, via del Romitorio, 5, Siena

    GUIDE MTB
    • Roberta Giusti, tel. 329 9160440
    • Roberto Zucca, tel. 328 6888637

    INFORMAZIONI
    www.terresiena.it
    www.chianti.it
    www.chiantiturismo.it
    www.greve-in-chianti.com

  • Un viaggio nel cuore dell’Etruria. Un salto all’indietro di 2.500 anni alla ricerca di quanto resta della grande civiltà dalla quale è nata Roma. Il camper, ancora una volta, è il mezzo perfetto per raggiungere siti archeologici e luoghi poco battuti dal turismo di massa.

    La prima regola che il viaggiatore deve imparare è che del mondo vedrà solo quello che sa di vedere. E in Italia, ovunque si vada, i viaggi sono sempre nei luoghi e nel tempo. Un viaggio tra Toscana e Alto Lazio diventa così la scoperta di una civiltà antica, quella degli Etruschi. Misteriosi perché annientati dai Romani, un annientamento che anche i nostri libri di scuola continuano fedelmente a raccontare, posizionandoli nella cronologia storica ma trattando frettolosamente alcuni aspetti fondamentali di quella civiltà.

    Il passaggio da Etruschi a Romani è in qualche modo il passaggio dalla cultura antica a quella nostra, nel senso che per i primi la natura era ancora al centro dell’esistenza, per i secondi valeva la pragmatica, un senso pratico e strategico che ha permesso loro di diventare i padroni del mondo di allora. Gli Etruschi erano ancora capaci di ascoltare il grande magnetismo terrestre, lo stesso che permette alle altre specie di animali di ritrovare rotte e di orientarsi nella vastità del mondo e all’ago di una bussola di girarsi verso nord. La nascita di una città era un momento magico: il luogo lo cercava il sacerdote, come il rabdomante cerca l’acqua, e tracciava un solco con l’aratro, un limite invalicabile e sacro. Tanto sacro che la leggenda vuole che a decretare la morte di Remo, ucciso da Romolo, fosse il fatto di aver varcato il solco tracciato dal fratello. La geometria delle città ha regole precise, la porta a est dove nasce il sole, la strada principale e poi le altre seguendo la logica cosmica. Riguardo al luogo, non era scelto secondo criteri strategici ma, oggi diremmo, per le “vibrazioni positive”. I Romani secoli dopo avrebbero fondato le loro colonie solo sulla base di interesse militare e commerciale. Potrà essere solo suggestione, ma nelle moltissime città fondate dagli Etruschi, tra Mantova e Capua con una grandissima concentrazione tra la Toscana l’Umbria e l’alto Lazio, la percezione che si coglie è positiva, qualcosa che va al di là delle semplici bellezze architettoniche e paesaggistiche. Non si deve pensare agli Etruschi, però, come un popolo di santoni. Fecero un balzo in avanti rispetto agli altri popoli della penisola (Latini, Umbri, Liguri, ecc.) grazie alle loro frequentazioni commerciali a Oriente. Fondarono così tante città perché scoprirono che non era necessario abbandonare i terreni e bastava coltivare ogni anno cose diverse per non impoverirli. Avevano il ferro, ma sopratutto sapevano fonderlo. Per colare il bronzo basta accendere il fuoco, per il ferro il fuoco deve essere coperto per moltiplicare la sua forza, una scoperta che equivale alla bomba atomica rispetto alla dinamite. Producevano armi eccezionali e aratri robustissimi che vendevano, erano ricchi e inventarono la borghesia diffusa e il consumismo. Le donne etrusche erano libere nei costumi come le donne di oggi. I greci le giudicavano sgualdrine, ma loro erano inesistenti nella vita sociale, chiuse nei cilicei e il loro giudizio vale come quello di un talebano radicale di oggi. Il grande errore fatale? Non essere riusciti a organizzare le città stato in un corpo unitario e quando Roma, metropoli latina, divenne sufficientemente forte iniziò la sua avanzata verso nord.
    Le città etrusche capitolarono una dopo l’altra. La nuova cultura latina fatta di pragmatismo, diritto giuridico e rigore militare assimilò la società etrusca la quale perse via via la sua cultura, fatta anche di strategie e guerre ma, soprattutto, di fiorenti commerci e scambi culturali. Gli Etruschi che restarono a vivere a Roma per qualche generazione divennero una sorta di emarginati: spesso dissociati dalla comunità, parlavano una lingua diversa, predicevano il futuro… Poi l’oblio.

    Dove cercarliSaturnia, Sovana, Sorano e Pitigliano
    Il nostro viaggio comincia nell’alta Maremma approdando con il camper nell’Alveare del Pinzi, la bella aera attrezzata alle porte di Saturnia e a due passi dalle terme. Ci accoglie Monica, gentile e sorridente. Sarà la suggestione, ma i suoi tratti somatici ricordano quelli dei ritratti dipinti ritrovati. Il viaggio non poteva iniziare meglio: un’autentica donna etrusca aziona la sbarra elettronica per farci entrare in questo mondo!

    Il primo contatto con queste terre è dunque quello termale e ci caliamo anima e corpo tra i suoi vapori benefici, come è naturale che sia. La zona è vulcanica: il vicino lago di Bolsena un tempo era un enorme vulcano che con le sue eruzioni ha dato origine al tufo, protagonista incontrastato delle scelte architettoniche dell’uomo che viveva in queste aree. Inoltre, le sacche magmatiche ancora presenti nel sottosuolo riscaldano l’acqua e l’arricchiscono degli elementi curativi e conosciuti dall’uomo sin dalla notte dei tempi. Le terme di Saturnia sono le più celebri tra i camperisti per le infrastrutture a loro dedicate, ma nella zona sono state recuperate anche a Sorano e Pitigliano.
    Il tufo, dicevamo, ha plasmato il paesaggio naturale e umano: i borghi sorgono su suggestivi speroni e la friabilità della roccia ha consentito all’uomo di scavarla. Così le necropoli etrusche di questa zona spesso sono scavate nelle pareti rocciose anche per ricostruire i tempietti così come avevano imparato dai greci, non solo con colonne e architravi, ma con tutta la struttura ricavata dalla roccia viva. Ce ne sono moltissime, nonostante a migliaia siano state distrutte nel corso della storia, in particolar modo dai cristiani dei primi secoli che distruggevano tutto ciò che era pagano, per arrivare ai giorni nostri con i “tombaroli” che per guadagno hanno saccheggiato senza troppi scrupoli le preziose testimonianze del passato. E sono proprio le tombe che hanno raccontato di più di questo popolo, dei suoi usi e costumi, attraverso le pitture su scene di vita e le scritte riportate su vasi e pareti. I reperti migliori sono ovviamente raccolti nei vari musei sparsi per l’Italia e un po’ in tutto il mondo e un viaggio alla ricerca degli Etruschi non può non comprendere la visita a quelli più importanti. Il divertimento maggiore però è andare alla scoperta delle rovine, spesso raggiungibili solo attraverso sentieri nei boschi. Localmente occorre procurarsi una carta dei sentieri e delle vie cave. Queste ultime sono strade scavate nel tufo come fossero dei canyon e sono davvero uniche. Il Cavone è la più suggestiva di tutte. È percorribile dal torrente Picciolana al Pianetto di Sovana. Alla fine del Cavone, attraverso un sentiero che si inoltra nel bosco, si raggiunge Poggio Stanziale, la necropoli più vasta di Sovana, la cui tomba più celebre è quella del Tifone, uno dei più straordinari esempi di sepoltura a edicola con la facciata interamente scolpita nel tufo e sormontata da un timpano con figure a rilievo. È curioso dover definire la Sovana medioevale la parte moderna della città. Visitarla richiede poco tempo, ma piazza del Pretorio resterà a lungo nella memoria del viaggiatore: bella e semplice allo stesso tempo con la pavimentazione in cotto. All’estremità del paese potrete visitare il Duomo. Lasciamo Sovana e ci muoviamo verso Sorano, in un paesaggio di tufi e boschi davvero suggestivo. In cima a uno di questi c’è Sorano dove le case sembrano prender forma dalla roccia sottostante. E così è, visto che è dallo stesso suolo che sono stati tagliati i blocchetti per costruirle. Quando il sole le colpisce al mattino o al tramonto il paese sembra accendersi. È bello passeggiare per le sue viuzze dalle quali si aprono scorci sulla vallata sottostante, spiare nelle cantine scavate nel tufo, respirare le atmosfere che sembrano immutabili nel tempo. Ma la cittadina più bella e celebre di tutti è Pitigliano, i suoi agglomerati di case color tufo sono stati celebrati in milioni di foto ricordo scattate dai turisti provenienti da tutto il mondo.

    Il Lago di Bolsena
    Da Pitigliano percorriamo velocemente una ventina di chilometri e raggiungiamo il lago di Bolsena.

    È un lago nato 300.000 mila anni fa dal collasso vulcanico. Il grande bacino (è il più grande lago di origine vulcanica d’Europa) è alimentato dal fiume Marta. Ha l’acqua pulitissima e nel pieno della stagione estiva diventa un luogo di vacanza anche piuttosto mondano, con campeggi e attività sportive acquatiche. Ci sono anche due piccole isole: Bisentina e Martana. Intorno al lago sorgono cittadine medioevali con i loro castelli: Bolsena, Capodimonte, Marta… Ma ormai sappiamo che nella zona non c’è insediamento che non possa essere ricollegato alla presenza della prima civilizzazione etrusca. E infatti qui nel momento di massimo splendore sorgevano centri come Volsinii l’attuale Bolsena, distrutta e rifondata dai romani.
    Un’idea, visitando Bolsena ve la potete fare presso la Rocca Monaldeschi della Cervara, al cui interno c’è il Museo Territoriale del Lago di Bolsena. Interessantissimi i reperti relativi all’età del ferro, con il Gran Carro trovato alla fine degli anni Cinquanta sul fondale, mentre un piano è riservato tutto ai reperti degli scavi Etruschi e Romani. Non è ancora chiaro del tutto il rapporto tra Bolsena e Orvieto. Pare infatti che la vicina Orvieto fosse la Volsinii “vecchia”, mentre l’attuale Bolsena fosse il centro rifondato dagli Etruschi già nella fase di dominio romano, dopo che la Orvieto etrusca cedette all’incalzare dei tempi e dei mutamenti economici che questi portano.

    Orvieto i centri principali
    Visibile anche percorrendo l’A1, è situata su una collina di tufo. In questa città, al massimo del suo splendore nell’epoca etrusca tra il VI e il V secolo a.C , viveva una consistente e ricca classe di commercianti.

    Le testimonianze più visibili, ancora una volta, sono le tombe, disposte a cerchio intorno alla rupe. Le altre testimonianze sono ancora probabilmente sepolte sotto l’attuale abitato medioevale. Si pensa che in città ci fossero molti templi, gli studi architettonici ne stimano dodici, ma forse erano di più. Di sicuro quello visibile è il tempio del Belvedere del quale rimangono il basamento, la scalinata di ingresso e le basi di quattro colonne. I resti ritrovati nello scavo del tempio e nelle sue vicinanze sono visibili invece al Museo Faina (che ha sede nell’omonimo palazzo nella piazza del Duomo) dove c’è la celebre testa scultorea di un uomo barbuto. Ovviamente questa città vi lascerà a bocca aperta anche e soprattutto per altri splendori più “recenti”, su tutti il Duomo con i suoi mosaici. Il nostro viaggio prosegue in direzione di Viterbo, dove ci attendono altre interessanti novità.

    Viterbo e Acquarossa
    Da Orvieto riprendiamo la strada verso Montefiascone potendo scegliere se costeggiare il lago e tornare a Bolsena andando verso sud o tirando dritti per una quindicina di chilometri.

    Superato Montefiascone proseguiamo per Viterbo, ma solo per un paio di chilometri. Deviamo, infatti, a sinistra verso Ombrone e la zona archeologica di Ferento per raggiungere, dopo una passeggiata, l’area archeologica di Acquarossa. Finalmente non una necropoli, ma un abitato la cui origine e fine è ancora una volta avvolta dal mistero. Probabilmente fu sconfitta dalla vicina Viterbo. Gli scavi hanno riportato alla luce numerose abitazioni, ma anche strade, spiazzi e un grande palazzo monumentale. Delle case restano le fondazioni costituite da blocchi squadrati di tufo che poggiano sul suolo Nulla rimane delle pareti fatte di legno e argilla mentre le tegole erano grandi e piatte e disposte a doppio spiovente, del tutto simili a quelle che ancora si usano in molte parti della Toscana e dell’alto Lazio. Non tutta la parte di scavi è visitabile, ma si può vedere la zona F, uno scavo al coperto con l’edificio più maestoso e importante di Acquarossa. Risalente al VI secolo a.C si ritiene fosse il palazzo del re, aveva un grande cortile centrale delimitato da edifici porticati ed era decorato sfarzosamente. Sono state ritrovate lastre di rivestimento delle travi del tetto con soggetti mitologici greci e scene di convivio ed ebbrezza dionisiaca. Sia chiaro che per apprezzare i perimetri di pietra che vedrete dovrete cercare di avere l’occhio dell’archeologo. A questa visita deve seguire necessariamente quella al Museo Archeologico Nazionale di Viterbo, in piazza della Rocca, dove sono stati indirizzati tutti i ritrovamenti di Acquarossa, un museo eccellente anche per le ricostruzioni delle case con le tegole originali ritrovate sul posto. Viterbo è anche l’occasione per una passeggiata nel suo bel centro medioevale, a partire da Piazza del Plebiscito, dominata dalla Torre dell’Orologio (1487) e chiusa su tre lati dalle facciate dei palazzi che furono dei Priori, del Podestà del Capitano del Popolo.

    Tarquinia
    Andiamo verso il mare in direzione Tarquinia: scegliamo di fare la strada più lunga, passando cioè da Tuscania, meravigliosamente immersa nelle campagne dell’alto Lazio, tra prati verdissimi, pascoli ondulati dove si muovono greggi di pecore e placidi bovini dal manto chiaro e dalle corna lunghissime.

    Il traffico è scarso e la strada è di quelle che vorresti non finissero mai. A Tarquinia visiteremo una delle più importanti necropoli etrusche. Tarquinia era la città sacra, qui nacque la religione etrusca. Era grande e vivace, paragonabile all’Atene dei momenti migliori, un esempio di raffinatissima civiltà circondata da un mondo che per lo più viveva ancora nella barbarie. Le tombe al cui interno sono state trovate pitture perfettamente conservate sono uno “stargate” sulle scene di vita quotidiana: riti, feste scene di pesca , di caccia e di lotta, vestiti e servitori. Insomma uno spaccato che vale più di molti testi scritti. Incredibile il dinamismo di certe scene, come la corsa delle bighe con il vincitore prossimo al traguardo che si volta per un’ultima occhiata agli avversari e tra questi uno si rovescia… Scene di vita di 2.500 anni fa! Questo come altri più importanti sono però custoditi nel museo della città. Tarquinia è forse anche indirettamente la città che accelerò la fine del mondo etrusco. Da qui proveniva quel Luchmon poi conosciuto come Tarquinio Prisco che, arrivato a Roma, ne diventò re e la trasformò da agglomerato neolitico a città, introducendo tecniche di costruzione e usi che i Latini fecero presto loro. Nel sito archelogico ci sono duecento tombe dipinte, i pezzi più interessanti, dicevamo, sono al Museo Nazionale Archeologico, presso Palazzo Vitelleschi in piazza Cavour.

    Ritorno verso nord
    Anche questo breve viaggio volge al termine. Siamo partiti con un’idea piuttosto vaga e questa si è via via delineata lungo il percorso.

    I musei, i siti, le guide ci hanno permesso di comprendere meglio alcuni aspetti di questa popolazione così avanzata da dare spazio alle teorie più fantasiose sulla loro origine. Abbiamo scoperto sopratutto che il segreto della ricchezza, il valore aggiunto rispetto ai popoli vicini era proprio la loro voglia di viaggiare di conoscere, la consapevolezza (o la predisposizione naturale, chissà) che è nello scambiarsi informazioni, arte, costumi, a generare sviluppo. Una morale che come camperisti cogliamo al volo e facciamo nostra. Una tappa lungo il cammino? Ma a Populonia, naturalmente per un’ultima boccata di storia. Infatti nell’area tra Baratti e Populonia (nei pressi di Piombino) sono visitabili una serie di tombe monumentali a tumulo e a edicola, risalenti al VII e al VI secolo a.C, e alcuni imponenti edifici alcuni dei quali erano abitazioni, altri erano officine dove si preparava il ferro da esportare di cui era ricca questa zona.

    DA VEDERE

    Lazio, Bolsena, Palazzo del Drago

    Lazio, Bolsena, Palazzo del Drago

    La zona del nostro viaggio è talmente ricca di luoghi interessanti che per visitarla come si deve ci vorrebbero mesi! Così, oltre allo località già proposte, vi diamo qualche altro spunto nel caso vorreste “fare vostro” l’itinerario.
    Nell’alta Maremma vale la pena fare un salto a Manciano, cittadina di chiaro stampo medioevale caratterizzata dalla rocca Aldobrandesca del Quattrocento e dalla Torre dell’Orologio di epoca rinascimentale. Si continua poi verso Montemarano, che deve il suo aspetto a Siena che ne fece una sua fortezza dotandola di tre massicce cerchia murarie e di un castello. Si accede al cuore cittadino attraverso due porte una a nord e una sud. Infine c’è Marsiliana, la città dalle due facce, nella quale sono ben distinguibili i due nuclei urbani: il primo medioevale e il secondo dei primi del Novecento. Fu costruita sui resti dell’antica capitale etrusca Caletra.
    Il Lago di Bolsena offre un altissimo numero di località belle e meritevoli come Capodimonte. Arroccato su un promontorio, è dominata dalla Rocca Farnese con vista sul lago. Ha un grazioso porto e le sue spiagge laviche circondate da giardini all’italiana sono la meta di moltissimi turisti nel periodo estivo. È parte del territorio comunale anche l’isola Bisentina che si può raggiungere in barca. A Capodimonte c’è anche un’area camper (comunale a 2 chilometri dopo l’abitato provenendo da Viterbo, in località Pajeto, adiacente allo stadio comunale. è a pagamento).

    Toscana, una necropoli

    Toscana, una necropoli

    Interessante è Grotte di Castro: la cittadina ospita due necropoli, quella di Pianezze, particolarmente ricca di tombe rupestri a pianta complessa e la necropoli di Vigna la Piazza, dove invece sono diffuse le tombe a cassone. Ma le attrattive sono anche in centro storico con il Museo Archeologico e delle Tradizioni Popolari (ospitato nell’ex Palazzo Podestà) e la barocca Basilica Santuario di Maria SS. del Suffragio, al cui interno sono conservate delle interessanti opere lignee.

    ACQUISTI
    Fate scorta di specialità gastronomiche, tra cui l’Olio Extravergine di Oliva toscano, il sugo di lepre e il ragù di chianina e la pasta artigianale toscana. Tra i vini, il rosso Morellino di Scansano, eccellente in Maremma e il Fidenzio, protagonista della produzione enologica della Costa degli Etruschi. Eccellente il Bianco di Pitigliano.

    COSA MANGIARE
    L’Etruria è una zona ricca di specialità gastronomiche tra cui una menzione particolare spetta all’ottima carne. Qui infatti i bovini crescono allo stato semibrado regalando così una carne saporita, mai grassa e davvero ottima se gustata appena scottata sulla griglia. Un piatto tipico è invece l’acquacotta fatta con pane casareccio raffermo, verdure selvatiche (cicoria di campo, patate, pomodori e cipolla), mentuccia (nepitella) e olio extra vergine di oliva a crudo.

    SOSTA CAMPER
    • A Saturnia ci fermiamo nell’area attrezzata l’Alveare dei Pinzi in loc. Piane del Mulino (Cell. 3383069971 – 3339344260) a due passi dalle terme e aperto tutto l’anno. Vicino a Piombino ci si ferma al Camper Oasi di Riotorto, in località Motelliccio (Tel. 056520187 – www.camperoasi.com) ideale per visitare la zona archeologica di Baratti a Populonia.
    • A Bolsena c’è il Parking Guadetto, all’incrocio tra viale Cadorna e via della Chiusa, segnalato, a due passi dal lago, elettricità, a pagamento (13,00 euro la sosta per 24 ore oppure 10,00 euro solo CS – Tel. 0761798972 – 335 892418 – 3474197296).
    • A Montefiascone si può sostare presso l’Agricamper Bella Cima (camper service, a pagamento 15,00 euro per 24 ore – Tel 0761826591).
    • A Pitigliano si sosta in piazzale Nenni (gratuito a circa 1 km dal centro).
    • A Viterbo sostiamo presso il bed&breakfast Axia, in un uliveto a 900 metri dalle famose Terme dei Papi (l’area è presidiata, illuminata e recintata, fornita di energia elettrica, barbecue, forno a legna e tavoli. Navetta per centro e Terme, a pagamento 10,00 euro per 24 ore – Tel. 347 6962787).
    • Ad Orvieto scegliamo l’area Battistelli in via della Dilettissima (Tel. 0763300161 – 3386843153 sig. Renzo).

    INFORMAZIONI
    L’Etruria è un’antica regione dell’Italia centrale comprendente la Toscana, parte dell’Umbria fino al fiume Tevere e parte del Lazio settentrionale.
    Agenzia per il Turismo Costa degli Etruschi www.costadeglietruschi.it
    Siti di Promozione Turistica e Ambientale www.latuscia.com www.tusciaitalia.it

     

  • Necropoli etrusche, un castello, numerose chiese: ecco le caratteristiche del borgo sorto su un altopiano della Val d’Orcia.

    Dolci colline, sullo sfondo il monte Cetona e un castello che domina un piccolo altopiano: questa è l’immagine che accoglie il visitatore giunto a Sarteano. La bellezza della Val d’Orcia è nota, i suoi colori, i profumi che inebriano con la bella stagione la rendono misteriosa e ed estremamente affascinante anche in inverno. I paesi che la puntellano sono tutti piccoli gioielli, ricchi di storia e tradizioni che a volte si perdono nei millenni. È questo il caso di Sarteano, che venne scelto come dimora dagli Etruschi di cui restano diverse necropoli a testimonianza. La più affascinante è quella delle Pianacce che ospita la Tomba della Quadriga Infernale. Questa sepoltura è decorata da uno dei più significativi cicli pittorici dell’arte etrusca con la rappresentazione di un demone che esce dall’Ade circondato da diverse figure mitologiche.

    Sarteano, uno scorcio

    Sarteano, uno scorcio

    Ma entriamo in paese e facciamo un giro tra le vie del centro, protetto dalle mura medioevali. Entriamo dalla Porta di Mezzo e imbocchiamo corso Garibaldi sui cui lati si trovano Palazzo dei Goti (del XIII secolo, oggi sede della Comunità Montana del Cetona) i Palazzi Sisti e Berdini, postumi di circa un secolo. In pochi minuti avremo raggiunto piazza San Lorenzo. che prende il nome dalla Collegiata cinquecentesca che ospita. La chiesa conserva al suo interno alcune pregevoli opere come un coro ligneo intarsiato e una statua di Cristo legato nota come “Ecce homo”. Oltre alla Collegiata, sulla piazza di affaccia anche Palazzo Cennini al cui interno potrete scoprire il bellissimo chiostro quattrocentesco dove, oggi come una volta, si lavorano e conservano i prodotti agricoli. Il palazzo è oggi privato, ma i proprietari (la famiglia Cozzi Lepri) permettono la visita del chiostro in cui si possono anche degustare prodotti locali ed organizzare banchetti ed eventi. Lasciata San Lorenzo, continuiamo su corso Garibaldi e superata la Porta della Monalda seguiamo le possenti mura della Rocca. Costruita nel 1038, la costruzione risente della ristrutturazione a opera del Vecchietta nel XV secolo. Imboccando via Lecci si raggiunge il complesso del Convento di Santa Chiara, oggi diventato un residence-ristorante, dove vi consigliamo di fermarvi per il pranzo. Mangiare nelle antiche sale costruite direttamente sulle mura castellane circondati dal silenzio e dalla pace varrà bene il conto. Fortunatamente il prossimo tratto di strada è in discesa, così il vostro succulento pranzetto non sarà un impiccio troppo grande, e conduce alla Chiesa di San Martino nell’omonima piazza. Il vero punto d’interesse è la campana del campanile: la più antica d’Italia, databile intorno al 1282. Attraversando la porta umbra arriverete poi all’ultima tappa: Palazzo Garbelli dove è ospitato il Museo Civico di Archeologia.
    Le bellezze di Sarteano sono anche altre, ci sono numerose chiesette, altri bei palazzi e dei dintorni magnifici da scoprire in bici, ma lasciamo a voi il compito di scoprirle.

    DA GUSTARE
    Sicuramente i “pici” (una pasta lunga, lontana parente dello spaghetto) sono uno dei prodotti più tipici di queste zone. In particolare sono apprezzati i pici alle briciole, con alici,aglio timo e una manciata di briciole di pane tostato. A Sarteano poi si produce un ottimo olio di oliva che viene celebrato con una festa tutti gli anni nel mese di novembre.

    DOVE MANGIARE
    • Osteria da Gagliano
    , via Roma 5, tel. 0578 68022
    • Ristorante Santa Chiara, Piazza Santa Chiara, tel. 0578 265412, www.conventosantachiara.it
    Non proprio una trattoria, ma la qualità della cucina e la meravigliosa cornice valgono alla fine il conto.

    SOSTA CAMPER
    Sarteano si può sostare nella comoda area riservata in piazza Morgantini, all’interno di un più ampio parcheggio. Il punto sosta è provvisto di attacco per caricare l’acqua e scarico per i WC nautici, gratuito e illuminato.

    INFORMAZIONI
    www.comune.sarteano.siena.it

     

  • Ci sono tanti modi per scoprire una città. Da trent’anni c’è chi ha deciso che il modo migliore per conoscere Firenze sia correndo! Nella scenografica cornice del capoluogo toscano si svolge ogni anno una maratona a cui possono partecipare anche i principianti che vogliono scoprire l’arte e la cultura da una diversa prospettiva.

    A novembre si svolge nella “città del giglio” Firenze Marathon, una gara podistica internazionale che coinvolge ogni anno migliaia di sportivi provenienti da tutto il mondo. La gara si articola su di un percorso di 42 chilometri che partendo da piazzale Michelangelo (partenza alle ore 9.00) conduce in piazza Santa Croce dopo aver attraversato strade, piazze e monumenti unici e affascinanti. La cornice eccezionale, unita all’alto livello sportivo raggiunto dall’evento, ne hanno fatto uno degli appuntamenti più attesi dagli specialisti della maratona. Ma la Marathon è anche l’occasione per richiamare a Firenze appassionati e curiosi che vogliono vedere o anche prendere parte alla bella manifestazione da principianti.

    Gli eventi
    Alla gara sono collegati una serie di eventi dedicati ai “non atleti” che vogliono divertirsi all’aria aperta.

    Non solo sport e agonismo caratterizzano la maratona, ma anche e soprattutto la voglia di stare insieme, la solidarietà e la bellezza architettonica. Se non vi sentite proprio dei campioni di marcia non preoccupatevi: in contemporanea alla corsa si tiene una maratona non agonistica riservata a famiglie, bambini e ragazzi, la Ginky Family Run. La corsa si articola su un anello di circa due chilometri che ha in piazza Santa Croce il punto di partenza e arrivo e che non tralascia i luoghi più belli del centro storico. Fino a 14 anni l’iscrizione è gratuita, mentre le quote dei “più grandi” servono a sostenere le iniziative delle associazioni di volontariato e solidarietà che patrocinano l’evento. Così oltre a regalarvi una giornata di sport insieme alla famiglia potrete aiutare la ricerca o i meno fortunati.
    Nei due giorni che precedono la Firenze Marathon, inoltre, è aperta al pubblico una mostra-mercato denominata Firenze Marathon Expò. Allestita all’interno dello stadio di atletica Luigi Ridolfi, l’esposizione ospita oltre 70 stand che proporranno articoli sportivi e numerose iniziative rivolte ai maratoneti e ai loro accompagnatori. Sicuramente una bella idea per chi è sempre impegnato a cercare nuovi modi di trascorrere le giornate all’aperto, che con questo evento trova fertile terreno. Se avete in programma una gita a Firenze a novembre, non dimenticate un bel paio di scarpe da running!

    Il percorso… artistico
    Sulla scia della maratona vi proponiamo un itinerario attraverso i luoghi più belli di Firenze.

    Partiamo da piazzale Michelangelo (dove la maratona inizia), forse il belvedere più famoso d’Italia e sicuramente uno dei luoghi più apprezzati di Firenze. Realizzato nel 1869 su un progetto di Giuseppe Pozzi, il piazzale è un magnifico terrazzo sulla città dalla cui balconata si gode di una vista meravigliosa con la cupola del Brunelleschi e il campanile che svettano su tutto. Ma è forse al tramonto che il piazzale raggiunge il picco di fascino, quando i giochi di luci e ombre delineano uno scenario che pare rubato a un quadro. Lasciando il belvedere e scendendo lungo viale Giuseppe Poggi, in pochi minuti si possono raggiungere i Giardini di Boboli, uno dei più bei giardini all’italiana. Il parco è dominato da Forte Belvedere, una roccaforte cinquecentesca voluta dal Granduca Ferdinando I.
    Entrando dai giardini dalla porta del Forte, il suggerimento è quello di uscire dall’ingresso principale che è quello che si affaccia su un’altra bellezza fiorentina: Piazza Pitti. È qui che si affaccia l’omonimo Palazzo dalla facciata a bugnato che esprime una revenziale severità. Palazzo Pitti fu prima dimora della famiglia Pitti che lo commissionò al Brunelleschi, ma fu solo quando passò ai Medici che assunse le dimensioni attuali e fu completato col giardino dell’Ammannati. Oggi è sede di numerose gallerie e musei tra cui spicca la Galleria Palatina, che raccoglie le collezioni private dei Granduchi che si succedettero a Firenze tra il Quattrocento e il Seicento. Dal palazzo parte poi il corridoio Vasariano, un percorso sopraelevato che porta sino a Palazzo Vecchio (antica sede di governo) passando sopra Ponte Vecchio e alla Galleria degli Uffizi.

    Quartiere Santa Croce
    Ci si addentra nel fulcro della città, nel quartiere dove c’è la maggior densità di capolavori.

    Attraversare Ponte Vecchio fa sempre una strano effetto la prima volta: botteghe artigiane affacciate sull’Arno che sembrano rubate a un set cinematografico. I colori e il vociare dei passanti che riempiono il ponte richiamano nel visitatore un mercato medioevale e trovarsi a sbirciare in ogni porta è normale. Godetevi il bel momento e preparatevi a deliziare la vostra vista con la prossima tappa del nostro viaggio a Firenze. Siamo agli Uffizi, uno dei maggiori musei del mondo: le sue oltre 50 sale raccolgono opere dei più grandi artisti operanti tra il XIV e il XVIII secolo quali Cimabue, Giotto, Leonardo, Botticelli, Michelangelo, Goya, Rembrandt e molti altri. Visitare tutte le sale con la dovuta attenzione è un impresa quasi impossibile: la soluzione migliore è preparare a casa un itinerario da seguire con le opere di maggiore interesse così da riuscire a non rendere troppo lunga e stancante la visita. Non perdete però la sala Botticelli (ammirare la Primavera e la Venere dal vivo è un’esperienza unica) quella dedicata a Leonardo (potrete vedere le sue opere giovanili) e quella di Caravaggio.

    Firenze, Palazzo Vecchio

    Firenze, Palazzo Vecchio

    Adiacente agli Uffizi si trova il Palazzo Vecchio, simbolo di piazza Signoria, antico fulcro politico della città. Progettato da Arnolfo di Cambio, l’edificio rappresenta un modello di architettura innovativo che sarà poi la base dei successivi palazzi fortificati fiorentini. Il palazzo è controllato dal David di Michelangelo (quello che ammiriamo oggi è una copia, l’originale è agli Uffizi) che fu posizionato all’ingresso per evocare nei signori di Firenze l’idea che il popolo può sconfiggere il tiranno con l’aiuto di Dio. Il David è solo una delle meravigliose sculture che adornano la piazza, le altre sono però per lo più riunite nella Loggia della Signoria alla destra di palazzo Vecchio. Spiccano invece per la loro imponenza la statua equestre di Cosimo I al centro della piazza e la fontana del Nettuno che i fiorentini chiamano “biancone”, considerandolo uno spreco di marmo. Lasciata piazza Signoria si hanno due scelte: raggiungere il Duomo o la Basilica di Santa Croce.
    Per rispettare il percorso della Firenze Marathon imbocchiamo via dei Calzaioli.
    Il Duomo
    Un complesso sacro di sorprendente bellezza, dove a stupire sono maestosità e colore.

    Entrando in Piazza Duomo il nostro primo incontro è con l’imponente campanile progettato da Giotto. Salire sulla torre campanaria richiede ottime doti atletiche, ma ne vale davvero la pena: avrete una visuale perfetta sulla cupola del Brunelleschi e sul Battistero. Ma andiamo con calma e spostatevi al centro della piazza per ammirare la cattedrale gotica di Santa Maria del Fiore realizzata in marmo verde, rosa e bianco in tutto il suo splendore. Girategli intorno, lasciatevi rapire dai capitelli, dalle lavorazioni degli imponenti portali bronzei e solo a questo punto varcate l’ingresso per scoprire la cupola con i suoi 3.600 metri quadri di superficie affrescata (realizzati da Vasari e Zuccati).
    Sul duomo e sulla sola cupola sono stati scritti libri interi, noi possiamo solo confermarvi lo splendore di questa chiesa e invitarvi a visitarla. Lasciata piazza Duomo, la via più breve per raggiungere piazza Santa Croce ripassa da piazza Signoria e poi segue via De’ Gondi e Borgo Greci. La basilica è nota come “Il tempio dell’Itale glorie” (definizione dovuta al Foscolo che così definisce la chiesa ne “i Sepolcri”) per le numerose sepolture di sommi artisti, letterati e scienziati che racchiude. Rappresenta l’identità culturale della città in quanto nel corso del Basso Medioevo fu assunta a luogo di incontro e di lavoro per menti geniali del panorama artistico italiano.
    Così come la Firenze Marathon, il nostro percorso finisce in questa piazza, anche se su Firenze ci sarebbero ancora migliaia di pagine da scrivere e centinaia di opere da citare. Noi vi abbiamo dato uno spunto, ora sta a voi. Buon viaggio!

    DA VEDERE
    • Galleria degli Uffizi
    – Piazza degli Uffizi – Info: tel. 055294883 – www.uffizi.firenze.it o www.uffizi.com – Orario: la galleria è aperta da martedì a domenica dalle 8.15 alle 17.00 – Ingresso: intero 15,75 euro, ridotto 11,75 euro (valido per cittadini europei tra i 18 e i 25 anni) e ingresso gratuito valido per i cittadini europei sotto i 18 anni o sopra i 65 e per i gruppi di studenti su prenotazione. La Galleria è uno dei più ricchi musei del mondo ed è sorprendente la qualità delle opere in esso conservate. Data l’enorme affluenza di pubblico, per evitare code chilometriche all’ingresso, vi consigliamo di prenotare i vostri biglietti e di munirvi almeno di una audio guida. Il percorso ricalca la forma a “U” dell’edificio e si articola in sale tematiche dedicate ad un singolo artista (le cosiddette sale monografiche), a una corrente, a un periodo o a una zona geografica. Il primo piano ospita solo 5 sale (tra cui quella del Caravaggio), mentre le restanti sono al secondo piano.
    • Palazzo Pitti – Piazza Pitti – Info: tel. 055294883 (Firenze Musei) – Ingresso: si possono acquistare i singoli ingressi o in alternativa acquistare un biglietto cumulativo che dà la possibilità di accedere all’intero complesso museale di Palazzo Pitti. Il complesso museale del palazzo comprende:
    • Galleria Palatina (raccolta delle collezioni private dei Granduchi) con accesso anche alla Galleria d’arte Moderna;
    • Galleria del Costume (l’unico museo di storia della moda in Italia ed uno dei più importanti in ambito internazionale) che danno l’accesso a Museo degli Argenti, Museo delle Porcellane e Giardino di Boboli e Giardino Bardi.
    • Galleria dell’Accademia – Via Ricasoli 58-60 – Info: tel. 055294883 (Firenze Musei) – Ingresso valido anche per l’accesso al Dipartimento degli Strumenti Musicali. La galleria è famosa perché ospita l’originale del David di Michelangelo, oltre ad altre numerose sculture.
    • Cappelle Medicee – Via delle Terme di Caracalla, 52 – Info: tel. 055294883 (Firenze Musei).
    Il museo occupa una parte dello straordinario complesso della basilica di San Lorenzo. Il museo è famoso nel mondo per la “Sagrestia nuova”, un ambiente che Michelangelo realizzò per ospitare le tombe di Lorenzo e di Giuliano dei Medici, creando uno dei capolavori di architettura e di scultura del Rinascimento italiano.
    Per ulteriori informazioni, consultare il sito internet www.uffizi.firenze.it

    DINTORNI
    Cosa vedere intorno a Firenze? Rispondere in modo esauriente è difficile considerate le numerose attrattive storiche, naturalistiche e artistiche che la provincia offre. In particolare vi consigliamo un giro nelle “terre del Chianti” lungo le due arterie principali che la attraversano (la Cassia e la superstrada Firenze-Siena). Potrete ripercorrere le orme dei pellegrini e degli antichi viandanti che nel Medioevo si dirigevano a Roma dal resto d’Europa. Sul cammino troverete borghi, abbazie, pievi … Vi troverete a Greve in Chianti, San Casciano in Val di Pesa, Tavernelle, Impruneta ed altri piccoli suggestivi paesini.

    ACQUISTI
    Cosa portare a casa come ricordo da Firenze? L’elenco potrebbe essere infinito considerata l’ottima tradizione artigianale e gastronomica della città. Per gli amanti dei soprammobili una riproduzione del David o dal Duomo sarà un “must”. Se invece pensate a qualcosa di più gustoso, potete acquistare una forma di pecorino toscano, l’ottimo olio di Firenze e ovviamente delle bottiglie di ottimo Chianti, il vino simbolo della città. Per scoprirlo non c’è modo migliore che entrare in un’enoteca. Tra tutte, il locale “Sei Divino” in Borgognissanti 40-42 (tel. 055 217791, cell. 347 5623033) dove si organizzano degustazioni o la centralissima enoteca “Note di Vino” in piazza Santa Croce.

    SOSTA CAMPER
    Il parcheggio scambiatore di Viale Europa, gestito da Firenze Parcheggi SpA, è dotato di uno spazio automatizzato per il camper service. L’area è sicura, videosorvegliata, economica, comoda, vicina alla stazione di servizio e raggiunta dai bus Ataf per il centro storico (Tel. 055 4040209 – coordinate GPS: N 43.755627 E 11.305278).
    In alternativa si può scegliere l’Oasi del Camper in via Arnoldi 11 (tel. 055 131929) in zona Soffiano: è dotata di tutti i servizi, compresa la connessione Wi-Fi. Tenete presente che l’accettazione non viene fatta di domenica. Ricordatevi quindi di recarvi all’Oasi il sabato per ritirare la chiave magnetica che consente l’accesso. Nelle vicinanze ci sono le fermate dei bus che portano nei luoghi d’interesse cittadini. Il costo è di 15,00 euro tutto incluso.

    INFORMAZIONI
    www.firenzeturismo.it
    www.firenzemarathon.it

     

  • Tra la Val di Torbola e la Val di Forfora si estende la Svizzera Pesciatina dove sorge, regina dei Dieci Castella, la città di Pescia.

    Una sorta di piccola Budapest nel cuore della Toscana che fa da cerniera tra valle e montagna, calata tra paesaggi che ricordano quelli svizzeri e le sono valsi il nomignolo di “Svizzera Pesciatina”. Pescia, come la città ungherese, è divisa nettamente a metà dal fiume di cui ha preso il nome, con la parte a destra del torrente storicamente dedicata al commercio e alla vita pubblica e la sinistra alle attività religiose. Unisce le due metà il Ponte del Duomo che porta fin sul sagrato della Cattedrale neorinascimentale sorta sui resti dell’antica pieve di S. Maria.

    Pescia, Porta Fiorentina

    Pescia, Porta Fiorentina

    Il modo migliore per godere appieno delle bellezze del paese è entrare dalla Porta Fiorentina (sull’imbocco della strada per Firenze), arco di trionfo barocco eretto in onore di Giangastone de’ Medici che elevò Pescia al livello di città. Da qui proseguiamo lungo la via principale e vedere il Duomo, il Vescovato e la chiesa di Santa Chiara regalerà suggestioni uniche, sospese in un clima mistico. Attraversato il ponte si passa alla zona est della città e ci si trova subito catapultati in un crogiolo di colori e vetrine: si è entrati in Piazza Mazzini, cuore pulsante di Pescia. Qui si affacciano alcuni dei palazzi più importanti del comune come l’antico Palazzo comunale con la caratteristica torre civica e il palazzo Vicario, oggi sede del comune, oltre all’oratorio della Madonna di Pie’ di Piazza. Ma la vera bellezza della “Piazza Grande” (così come viene chiamata piazza Mazzini dai Pesciatini) si scopre in occasione del Palio dei Rioni che si corre la prima domenica di settembre e che vede affrontarsi in gare di abilità equestre i 4 quartieri della città. La visita di Pescia continua poi lungo la Via della Favola, un’antica strada romana che collega la città a Collodi. Con i bambini diventa d’obbligo raggiungere anche a piedi questa frazuine dove si visita il Parco di Pinocchio. Collodi è infatti la patria del famoso scrittore, a cui è stato dedicato questo bellissimo parco a tema che entusiasmerà grandi e piccoli. Collodi riserva un’altra fantastica sorpresa: la Butterfly House.

    Pescia, Giardino Garzoni

    Pescia, Giardino Garzoni

    All’interno dei giardini della splendida Villa Garzoni, questa magnifica serra di cristallo ospita un lussureggiante giardino tropicale popolato da migliaia di farfalle provenienti da tutto il mondo. La visita alla Butterfly House è resa ancora più interessante da una presentazione didattica che illustra le principali specie arboree e i tipi più rari di farfalle ospitate nel vivaio. Trovarsi circondati da soavi battiti d’ali in una sorta di paradiso terrestre è un’emozione incredibile che lascia sospesi tra sogno e realtà. E il sogno continua anche fuori dalla serra, passeggiando per i viottoli dei Giardini Garzoni è facile credersi un nobile del Settecento. La vista dalla scala di Villa Moriconi da sola varrebbe il viaggio fino a Pescia. E restando qualche giorno in più si possono visitare tutti i 10 Castella della Svizzera Pesciatina, i piccoli borghi medioevali che come vedette vegliano sulla loro regina, Pescia.

    DA GUSTARE
    La cucina di Pescia rispecchia quella di Pistoia e delle sua provincia. Tra i piatti tipici la “minestra di rigaglie” (detta la minestra del carcerato, fatta con interiora di animali, pane secco e acqua), la “cioncia” (zuppa di pomodoro e testina di vitello e il mallegato, un insaccato ottenuto dalle cotenne e dal sangue di maiale dal sapore dolciastro. Infine vanno ricordati gli asparagi di pescia e il vino Montecarlo.

    DOVE MANGIARE
    • Trattoria Da Nerone
    , via Mammianese 153, Tel. 0572 408144
    • Trattoria La Brace, via Dilezza,15
    • Osteria Locanda Il Poderino, via Collecchio 10, Tel. 0572 490126

    SOSTA CAMPER
    A Pescia sono presenti numerosi Camper Service. Quello più vicina la centro è in Piazza Guido Rossa. Per l’elenco completo basta rivolgersi all’Ufficio del Turismo del Comune.

    INFORMAZIONI
    www.comune.pescia.pt.it