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Francia

  • Un viaggio attraverso il Sud della Francia, luogo magico e denso di colori che ha dato ospitalità e ispirazione a molteplici artisti.

    Juan les Pins

    Juan les Pins


    In questa cornice incantata il grande maestro spagnolo Picasso visse e lavorò, lasciando innumerevoli testimonianze del suo passaggio. L’itinerario scelto, da Antibes ad Avignone, ci porterà alla scoperta dell’arte, di paesaggi romantici e città storiche. Il mare e la mondanità della costa, i castelli immersi nel verde della campagna, fino alle vestigia medievali della città dei papi.

    Da Antibes a Saint Tropez

    La mondanità della Costa Azzurra e la bellezza dei borghi arroccati sulle colline. Un invito a sognare e passeggiare sotto il più bel sole del Mediterraneo.

    Il nostro viaggio parte dal confine italiano di Ventimiglia. Superiamo velocemente Mentone e Nizza, per arrivare con l’autostrada A8 ad Antibes Juan-les-Pins, la nostra prima tappa. Ad Antibes, Pablo Picasso soggiornò nel 1946 e la città gli ha dedicato un museo omonimo il Museo Picasso.
    A pochi chilometri da Antibes, si trova Vallauris Golfe-Juan, dove Picasso scoprì l’arte della ceramica nel 1947. Sedotto dall’effervescenza intellettuale che da sempre regna a Vallauris, egli decise di stabilirvisi e nel 1949 vi aprì il suo atelier in un’ex profumeria. La città conserva ancora le tracce del passaggio del maestro: sulla piazza della chiesa la statua “L’uomo con il montone” risale al 1943, mentre due importanti opere, “La Guerra” e “La Pace”, ultimo grande polittico di Picasso, sono state installate nella cappella del castello, divenuto museo nazionale.


    Risalendo un po’ verso l’interno, si incontra la cittadina di Mougins, luogo degli amori tra Picasso e Dora Maar dal 1936 al 1939. Nel 1961 Picasso ritornò a Mougins e si stabilì nella grande casa “Notre Dame de vie” insieme a Jaqueline Roque, divenuta sua moglie quello stesso anno e che gli sarà vicina fino alla sua morte, nel 1973.  Al piano terra Picasso allestì un atelier di scultura e, al primo piano, un deposito, dove riunì l’essenziale della sua collezione personale. Dall’alto del villaggio si scopre un panorama grandioso, dalla baia di Cannes con le isole di Lérins, fino a Grasse, celebre per i suoi profumi, e alle Prealpi. Nel giardino della Cappella Notre Dame de Vie è ospitato il “Paesaggio di Mougins II” di Picasso, riprodotto su uno dei 60 leggii, che formano un circuito sui passi dei grandi maestri sulla Costa Azzurra.

    Ridiscendendo verso la costa si arriva a Cannes, la città del Festival Internazionale del Cinema, delle star e degli yacht. Ma, in origine, era un modesto villaggio di pescatori e di monaci e il suo sviluppo avvenne solo nel XIX secolo, soprattutto grazie all’aristocrazia inglese ed europea, che vi costruì magnifiche dimore per trascorrervi l’inverno (Cannes da scoprire). Picasso la scoprì nel 1927 e vi soggiornò con regolarità finché, nel 1955, divenne il suo luogo di residenza principale: qui egli acquistò, infatti, La Californie, un elegante edificio del 1900, con una straordinaria vista sulla baia di Cannes.

    Cannes

    Cannes

    Come tutte le celebrità, anche Picasso non fu immune dal fascino esercitato da Saint-Tropez, la nostra prossima meta che raggiungiamo con la strada costiera, un po’ più lunga rispetto all’autostrada, ma molto spettacolare, soprattutto in primavera. La città si conserva nella sua autenticità: un piccolo porto di pescatori dai molti aspetti e dalla tante meraviglie. Picasso frequentava regolarmente Saint-Tropez sin dal 1916. Nel 1951 egli vi fece ritorno per trascorrevi l’estate. Abitò in via des Bouchonniers, in un appartamento prestatogli dal suo amico Paul Eluard. Qui realizzò numerosi ritratti e nudi dalla sua compagna, la giovane Geneviève Laporte, fra cui il celebre disegno dell’Odalisca.

    saint tropez panorama

    saint tropez panorama

    Verso la Provenza

    Si passa nella regione che, secondo la leggenda Dio ha creato con tutte le cose belle che gli erano rimaste dalla creazione del mondo.

    Ripresa l’autostrada, lasciamo la Costa Azzurra per immergerci nella campagna della Provenza e raggiungere Aix-en-Provence. Picasso vi soggiornò nel 1958, durante un’esposizione al Pavillon Vendôme di trenta sue opere. Nella città provenzale non si può restare immuni dal suo fascino eterogeneo: dallo stile classico dell’antica Aquae Sextiae a quello barocco, con fontane, terrazze animate lungo il corso Mirabeau, i mercati tradizionali e le boutique alla moda.

    Da Aix-en-Provence, una tappa d’obbligo è al vicino villaggio di Vauvenargues, nascosto ai piedi della facciata nord della montagna Sainte-Victoire. Circondato da paesaggi incontaminati è dominato dal castello di proprietà della nipote dell’artista. Durante una cena, infatti, Picasso venne a sapere che il maniero era in vendita e vi si fece accompagnare. Fu un autentico colpo di fulmine e così, a 77 anni, si regalò “un Cézanne a grandezza naturale”: la montagna Sainte Victoire incorniciata nelle finestre del castello di Vauvenargues. Picasso lasciò il castello nell’aprile 1961. Egli vi riposa oggi accanto alla figlia Jacqueline, sotto la statua della Donna con il vaso.

    Arles, perla di arte romana

    La città famosa per la cucina, le corride nell’arena, le grandi testimonianze del passato e particolarmente cara a Picasso
    Arles
    Con l’autostrada raggiungiamo velocemente Arles: Picasso era un habitué della città, che gli ricordava la sua Spagna natia. Appassionato di corride, egli veniva ad assistervi il più spesso possibile. L’artista intrattenne legami molto stretti con la città, fino a farle dono di 57 disegni nel 1971. Queste opere sono ora esposte al Museo Réattu, come le due pitture, lasciate al museo da Jacqueline Picasso: il Ritratto di Maria (la madre dell’artista), risalente al 1923, e il Ritratto di Lee Miller, vestita da Arlesiana, dipinto nel 1937. Il Museo Réattu – costruito alla fine del XVI secolo dai Cavalieri dell’Ordine di Malta per installarvi il loro Gran Priorato – fa parte dei monumenti storici più importanti della città.
    L’attuale museo delle Belle Arti ospita opere di pittori del XVIII e XIX secolo e dispone di una notevole collezione di fotografie, come quelle di Henri-Cartier Bresson o di Edward Weston. Fondata nel 46 a. C., Arles è senza dubbio la più romana delle città francesi e conta il maggior numero di monumenti romani dopo Roma. Ma essa ha anche un carattere ispanico con le Férias che, tutti gli anni, appassionano gli amanti della tauromachia. Sette monumenti cittadini sono classificati nel Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco dal 1981 . A pochi chilometri da Arles, in direzione del Parco regionale delle Alpilles, si trova il paese di Les Baux-de-Provence, costruito su uno sperone di roccia, culminante a 245 metri di altezza.

    Arles place republique

    Arles place republique

    Avignone, la seconda Roma

    Nella città dei Papi e dei Festival, termina il nostro viaggio alla ricerca delle tracce dal grande maestro.

    Arrivando dalla stradina delle Beaumettes, si incontra poi un altro luogo “picassiano”: Ménerbes. In questo villaggio, infatti, in cambio di un disegno, nel 1944 Picasso divenne il proprietario di un bell’edificio, di cui fece dono di addio a Dora Maar. La fotografa e pittrice fu la sua musa dal 1935 al 1943 e rimase proprietari della casa fino alla morte, nel 1997. Nello stesso anno, un mecenate americano l’acquistò per trasformarla in luogo di residenza per artisti. Più interessante, però, è il paesino stesso. Sorge, infatti, in mezzo alle vigne su di uno sperone roccioso e ha la forma di un vascello: a prua la cittadella, a poppa la fortezza, fa parte dell’associazione “I più bei villaggi di Francia”, con le sue viuzze lastricate, le porte scolpite e le facciate medievali e rinascimentali.
    Poco lontano, si trova Sorgues, il paesino scelto da Picasso alla fine del giugno 1912 per mettersi al “riparo del mondo”, ovvero lontano dall’effervescenza che lo circondò sin dal momento della creazione del cubismo insieme a Braque. Vi affittò la villa “Les Clochettes”, dove i due amici scoprirono l’arte dei papiers collés. L’ultima tappa del nostro itinerario è Avignone .
    Nel 1914 Picasso scelse la città per trascorrere l’estate vicino ai suoi amici Braque e Derain. Comincia qui un periodo fecondo, durante il quale egli realizzò grandi tele e delle splendide nature morte. In seguito, Picasso ritornerà regolarmente ad Avignone senza più soggiornarvi.
    Il Museo Angladon possiede numerose opere di Picasso, fra cui “Arlecchino” e “Finestra aperta sul mare”, visibili a piano terra, in una sala dedicata ai maestri degli anni 1920.
    Nella splendida città dei Papi, ovvero dove il cubismo di Picasso è maturato, termina così il nostro viaggio nell’universo del grande maestro.

    Da Vedere

    Nature morte à la dame jeanne-Picasso (C) Photo CNAC-MNAM, Dist. RMN

    Nature morte à la dame jeanne-Picasso (C) Photo CNAC-MNAM, Dist. RMN

    Ad Antibes, oltre al museo Picasso, è bello visitare il quartiere del Safranier: alte abitazioni, strade lastricate e strette, profumi di spezie fanno di questo angolo di città l’emblema del quartiere provenzale. Consigliabile anche una gita a Cap d’Antibes, angolo di Mediterraneo dalla vegetazione lussureggiante in cui si immergono ville lussuose e grandiosi hotel. È sormontato dal faro della Garoupe. Juan-les-Pins, di fama internazionale, soprattutto grazie al suo celebre festival del jazz, è una cittadina balneare, paradiso dei bagnanti di giorno e dei nottambuli la notte. Poco fuori la città si trova Marineland, il più grande parco marino d’Europa con orche, delfini, otarie, squali, meduse .

    Sulle colline di Cannes è da visitare il Suquet: la città vecchia di Cannes, con vista panoramica sul porto, la baia e le sue isole. Caratterizzato da strate pittoresche con case colorate che portano al sagrato di Notre-Dame d’Espérance.

    Da non perdere anche una gita alle isole di Lérins: un quadro idilliaco di natura protetta. L’isola Sainte-Marguerite con il Fort royal, che fu la residenza della celebre Maschera di Ferro, e l’isola Saint-Honorat, dove si trova l’abbazia di Lérins e la sua comunità cistercense.

    Star del litorale è però Saint Tropez, incastonata al centro di un golfo magnifico. Altrettanto famosa e celebrata in numerosi film è la strada sovracosta, la Corniche des Maures, ovvero un balcone eccezionale per viste mozzafiato sul mare. Al centro del massiccio des Maures, isolata da antichi castagneti, sorge la cattedrale della Verne: vale il viaggio, anche per la possibilità di belle gite in mountain bike e passeggiate nei dintorni.

    A est di Aix-en-Provence, invece, si può vedere la Montagne Sainte-Victoire, luogo prediletto da Cézanne. Un periplo di 75 km circa permette di fare un giro in macchina e ammirare la bellezza del massiccio.
    La città di Aix è ricca di vestigia classiche e musei. Il museo Granet, per esempio, conserva opere di maestri del calibro di Rembrandt, Rubens, Géricault, Ingres, Granet e Cézanne. Vero luogo di pellegrinaggio per gli ammiratori del grande pittore è l’atelier Cézanne. Qui l’artista, nativo di Aix, realizzò le sue ultime opere. Ma chi davvero ama le vestigia romane non può perdere una visita ad Arles. Da vedere soprattutto le arene in centro città e l’anfiteatro del I secolo, ma anche il teatro costruito nei primi anni del regno di Augusto, le terme di Costantino (IV secolo), i critoportici del Forum e gli Alyscapms. Un’eccezionale collezione di reperti antichi è altresì custodita nel museo di Arles Antique, che ripercorre le vicende della città, dalla preistoria al cristianesimo.

    Provenza

    Provenza

    Gli amanti della natura, invece, non devono perdere una gita al Parco naturale regionale della Camargue, “isola” separata da due bracci del Rodano. Questa terra selvaggia fatta di stagni e paludi è unica nel suo genere. Spazio naturale protetto, ospita una flora e una fauna eccezionali. Nella catena montuosa delle Alpilles, una tappa d’obbligo è al villaggio di Saint-Rémy de Provence dove Van Gogh passò gli ultimi anni della sua vita. Vi si trova altresì un sito archeologico con i resti di una città del IV secolo a.C., con l’arco di trionfo e il mausoleo romano. Nei dintorni di Mènerbes, invece, sorge Le village des bories: abitazioni in pietra a secco costruite tra il XIV e il XIX secolo.

    Ad Avignone è d’obbligo la visita al Palazzo dei Papi. Ma per ammirare al meglio la maestosità del Palazzo bisogna salire fino al Rocher des Doms, il giardino-belvedere che sovrasta Avignone e il Rodano: da lì si vede non solo il Palazzo con le quattro torri gigantesche ma anche il Ponte Saint Bénezet (il celebre Pont d’Avignon), le mura di cinta della città, il Petit Palais, la Cattedrale des Doms.

    Come Arrivare

    Da Ventimiglia, si prende l’autostrada francese A8 fino ad Antibes. Da qui, per raggiungere Vallauris si percorrono prima la D6107 e poi la D6007. Valluaris e Mougins, invece sono collegate dalla D6185. Da qui si scende a Cannes. Per raggiungere Saint-Tropez si può percorrere la litoranea, molto spettacolare, ma anche molto tortuosa. Oppure riprendere la A8 per un tratto, uscire in direzione Sainte-Maxime sulla dritta e scorrevole D25 e poi proseguire con la litoranea. Così non si perdono né tempo né panorami mozzafiato.
    Per raggiungere Aix-en-Provence, consigliamo nuovamente la A8. Da Aix, si raggiunge Vauvenargues con la D10. Ritornare ad Aix e prendere l’autostrada A7 e poi A54 verso Arles. Da qui Baux-de-Provence si raggiunge con la D17 e poi la D78. Da qui seguire poi le indicazioni per Avignone.

    Cosa Mangiare

    La cucina provenzale è spesso chiamata “la cuisine du soleil”, ovvero la cucina del sole, proprio perché gli ingredienti basilari – olive, pomodori, aglio ed erbe aromatiche – hanno bisogno di molto sole per maturare. I loro sapori intensi si trovano in tutti i piatti famosi della regione, come la ratatouille, la daube, la soupe au pistou e molte altre ancora. Aix-en-Provence, poi, è famosa per i suoi “calissons”, deliziosi biscotti di mandorle a forma di losanga, realizzati per la prima volta nel 1473 e ancora fatti a mano in una dozzina di “confiserie” cittadine. La fougasse, specialità provenzale, è una focaccia con olive, salsiccia, formaggio e altre squisitezze. L’Origan du Comtat è un liquore ottenuto dalla distillazione di 60 piante colte sulle pendici del Mont Ventoux. Le Papalines d’Avignon sono invece specialità a base di cioccolato, zucchero e Origan du Comtat.

    Sosta Camper

    Ad Antibes: Le logis de la Brague (1221, route de Nice) o Le Pylone (avenue du Pylon, in località la Brague), oppure Le Rossignol (2074, av. Michard Pellissier). A Cannes, poco oltre la città, a Mandelieu la Napoule: L’Argentière (boulevard du Bon Puits) o Les Cigales (av de la Mer). A Saint-Tropez, vicino a Sainte-Maxime dispone di un’area comunale. C’è un’area comunale anche a Grimaud (rd 559, quartier St-Pons les Mures). Ad Aix-en-Provence: Chantecler (41, av. Val St André). Ad Arles sono presenti due aree comunali: una in quai du 8 Mai 1945 e l’altra in rue de la Bouvine. Oppure presso Camping City (67, route de Crau-Marseille). Ad Avignone: Bagatelle (chemin de la Barthelasse) e, sulla stessa strada, Le Pont d’Avignon (10, chemin de la Barthelasse).

  • Un viaggio in camper nella regione più piccola di Francia. Un territorio diviso tra Alto Reno e Basso Reno che molto ha da offrire al turista itinerante

    Testo: Marco Fasola 

    Un passato travagliato che gli è valso numerose citazioni sui libri di storia, una terra contesa e ambita da quella che un tempo era la Prussia successivamente identificata come Germania, secoli di guerre e conflitti che hanno segnato quello stretto lembo di terra che traccia il confine. Un susseguirsi di alternate dominanze, dalla devastante guerra franco-prussiana del 1870-1871 alla riannessione alla vicina Lorena alla fine della Prima Guerra Mondiale, l’illusione dell’impenetrabilità della Linea Maginot che di fatto segnò una nuova caduta sino alla pacificazione con il definitivo disegno dei confini come li conosciamo al giorno d’oggi. Divisa in due dipartimenti: il Basso Reno o Bas-Rhin, che per intenderci riguarda la zona di Strasburgo, e l’Haut-Rhin, che è la parte meridionale che da circa metà regione si estende fino al confine elvetico.

    Da subito, e non poteva che essere così, avvertiamo diversi elementi che richiamano la cultura germanica, alcuni particolari architettonici che tanto ricordano quanto avevamo visto nel Baden Württemberg dall’altra sponda del fiume. Percorsa la A35 fino a superare di circa 20 km a nord-ovest Colmar, fissiamo il punto di partenza per poi ridiscendere immergendosi negli spettacolari paesaggi che caratterizzano l’Haut-Rhin, meta dell’itinerario proposto. Percorriamo tratti della Route du Vin, dove sia in pianura sia in collina filari di vite pennellano l’orizzonte donando una colorazione policroma al territorio punteggiato da graziosi villaggi e innumerevoli cantine dove degustare ottimi bianchi e rosati autoctoni. Lungo la strada non è raro imbattersi in cicogne che sorvolano i campi. Ribeauville per chi percorre la strada dei vini è divenuto un “must”, le sue ben conservate case settecentesche rendono ancora più gradevole la passeggiata che parte dall’ufficio del turismo situato di fronte alla Fontana dei viticoltori e si sviluppa con una leggera pendenza lungo la Grand rue, fino a raggiungere la parte alta del paese da cui i camminatori più vogliosi e allenati possono marciare verso le rovine di tre castelli risalenti al XII e XIII secolo St. Ulrich, Giersberg e Haut Ribeaupierre. Al civico 14 della Grand rue vi è la seicentesca Pfifferhus, la casa dei pifferai, mentre a circa metà della via principale si transita sotto i 29 metri della Tour Des Bouchers del XIII e XIV secolo. Imboccando poi la rue Du Temple si arriva alla chiesa protestante e alla cattedrale di St. Gregoire.

    Il paese delle cicogne
    A 5 km di distanza si trova Riquewhir considerata una parente stretta di Ribeauville.

    E in effetti, eccezion fatta per l’aspetto un po’ più medioevale, i due luoghi sono da ritenersi molto simili sia per le architetture sia per la loro bellezza. Tra i due belli d’Alsazia spunta Hunawhir, piccolo villaggio circondato da mura trecentesche divenuto noto per essere sede del Centre De Reintroduction des Cicognes et des Loutres, dove le cicogne svolazzano senza alcun timore dell’uomo. La struttura, oltre a circa 200 esemplari di uccelli, ospita anche lontre, cormorani e una galleria di acquari dove sono presenti le varie specie di pesci che vivono nelle acque dolci di torrenti, fiumi e laghi della zona. Dal 1981, nel pomeriggio, viene allestito uno spettacolo acquatico dove gli animali sfoggiano tutte le loro tecniche di nuoto e pesca. A far letteralmente impazzire i più piccoli è una nursery in cui si possono osservare le cicogne dall’abbandono del guscio ai primi giorni di vita, anche in questo caso ad orari prestabiliti viente fatta una dimostrazione su come si nutrono i nascituri.

    Turckheim e il giro di ronda
    Cullata da filari di vigne spunta Kaysersberg, un paese che fa pensare di essere in Germania.

    A spasso per il centro oltre al ponte fortificato, al bel palazzo municipale e alla chiesa in arenaria rossa eretta tra il XII e il XV secolo, si notano splendide vetrate colorate e imposte decorate come opere d’arte. A Turckheim ogni sera dal 1°maggio al 31 ottobre la spensierata atmosfera del villaggio si tinge di qualcosa di magico. Con appuntamento alle 22 davanti all’edificio del corpo di guardia, un tempo mercato coperto e in seguito casa comunale, un guardiano vestito in abiti tradizionali ripercorre per i turisti il giro di ronda che un suo antenato eseguiva molti anni fa, intrevallando con spiegazioni e filastrocche in francese. Tra un frase compresa e una no, il gruppo segue la guardia lungo il suo cammino con soste davanti ai luoghi simbolo del paese. Il centro viticolo merita una visita anche di giorno: dopo aver varcato la Porta di Francia, uno degli accessi al nucleo storico, imboccate rue Du Conseil fino alla chiesa di Sant’Anna con annesso campanile datato 1190, e proseguite in senso anti orario prendendo Rue Des Vignerons prima, e poi la Grand Rue che conduce al punto di partenza.

    Eguisheim
    Sulla strada per Colmar, ecco l’ennesimo luogo interessante.

    Eguisheim è un grazioso paese di 1.500 anime noto, oltre che per le sue cantine, anche per essere stato il luogo di nascita di Papa Leone XI. Il suo particolare centro storico circolare visto dall’alto ricorda una rotella di liquirizia. Infatti, partendo dall’ufficio del turismo ci si lascia trasportare in un vortice di colori e sapori: vie acciottolate, caratteristiche case con tetto a doppio spiovente e le classiche travi in legno a vista, bellissime finestre adornate di fiori, peluches e cimeli di ogni genere che variano in base periodo, bancarelle di formaggi locali e dolci dal profumo inebriante ci accompagnano durante una bella passeggiata che segue inizialmente rue Du Rempart sud, poi la nord ed infine addentrandosi verso place Du Chateau, che con la sua fontana ed i suoi caffè è il fulcro dell’abitato, a pochi passi vi è la chiesa Delle Vergini.

    Colmar
    Un’armoniosa città a misura d’uomo.

    Il centro storico custodisce numerosi palazzi del tardo Medioevo e del Rinascimento comprese le, seppur restaurate in stile più moderno, classiche case alsaziane. In mezzo a ristoranti e negozi che siamo ormai abituati a trovare in ogni città d’Europa si nascondono perle non indifferenti; talvolta basta alzare lo sguardo per ammirare balconcini in cemento e legno decorarti come vere e proprie tele, oppure la slanciata ed imponente basilica gotica Collegiale St. Martin eretta tra il XIII e il XIV secolo. Sulle rive del fiume Lauch, che attraversa Colmar, sorge l’allegro e antico quartiere dei Pescatori e la zona che in tutte le parti del mondo cercano di imitarci chiamata la “petite Venice”, che anche in questo caso, col sorriso -sulle -labbra, -possiamo dire impropriamente. In rue Kebler tra le mura del museo d’Unterlinden è gelosamente conservata la pala d’altare di Issenheim considerata un’opera d’arte dal carattere assai drammatico.

    Il museo all’aperto
    Una trentina di km a sud, ad Ungersheim, è stato allestito il più grande museo all’aperto di Francia: l’Ecomusee d’Alsace.

    Si tratta di una vera e propria esposizione vivente dove artigiani vestiti in abiti tradizionali svolgono i mestieri e le attività di un tempo ridando vita a un villaggio di case alsaziane autentiche trasportate in loco. Ultima tappa dell’itinerario prima di intraprendere la via di casa è Mulhouse, città industriale che a parte il grazioso nucleo centrale non conserva nulla dell’imperdibile fascino della regione, tuttavia la Citè du Train (museo dei treni) rappresenta un ottimo motivo per trascorrerci qualche ora. Sulle rovine di una vecchia stazione dismessa ha preso forma uno splendido museo che conserva decine di locomotive e vagoni che hanno fatto la storia della ferrovia dagli albori ai giorni nostri. All’interno della struttura si può anche osservare un dettagliatissimo plastico, fare un breve tratto a bordo di una vera motrice e per la gioia dei più piccoli montare su un trenino pilotato da macchinista che li scorrazzerà attraverso rotaie, treni e stazioni.

    La cicogna
    Le cicogne bianche oggi fanno parte a tutti gli effetti del patrimonio turistico alsaziano: non è raro vederle annidate sui tetti o lungo le strade.

    Questi splendidi volatili hanno assunto fin dall’antichità un forte valore simbolico e come tutti ben sappiamo nel credo popolare sono considerate portatrici di buoni auspici e bambini. In natura il loro istinto migratorio le spinge a lasciare le zone di nidificazione europee per trascorrere l’inverno nell’Africa subsahariana, per poi farvi ritorno in primavera. Con l’avvento della modernizzazione questo flusso aveva ridotto ai minimi termini gli esemplari esistenti, e non solo a causa della bonifica di numerose zone paludose in cui trovavano nutrimento e ad altri eventi naturali, ma soprattutto per la massiccia costruzione dei tralicci elettrici in cui sovente terminavano il loro viaggio di ritorno, tant’è che nel 1982 nella regione rimasero solo due coppie. Da qui l’idea di costruire dei centri di riproduzione come quello che abbiamo visitato a Hunawhir, che hanno permesso la ripopolazione della specie.

    La strada dei vini
    La strada dei vini o “Route du vin”rappresenta una delle maggiori attrattive turistiche dell’Alsazia.

    La via si sviluppa in circa 120 km che partono da Marlenheim, in zona Strasburgo, fino a raggiungere Thann, che dista circa una trentina di km da Colmar. Si attraversano numerosi paesi e villaggi più o meno interessanti, case tipiche con travi in legno a vista e vigneti che offrono splendide sfumature di colori. A punteggiare il territorio vi sono diverse caves, cantine, dove ci si può sedere a degustare dell’ottimo vino locale, come il classico Pinot che in Alsazia raggiunge elevatissimi standard qualitativi, il Gewurstraminer dal colore giallo paglierino e gusto dolce e aromatico o il fruttato Riesling in tutte le loro varietà. Per chi intende percorrere sentieri alla ricerca di castelli, oppure tratti di ciclabili, il consiglio è quello di acquistare una guida dettagliata degli itinerari presso gli uffici turistici. •

    SOSTA CAMPER

    Generalmente la sosta libera è tollerata, ma in zona sono comunque presenti diverse aree attrezzate. Di seguito quelle testate durante l’itinerario.

    • Colmar
    Rue de la Cavaleire/rue des Brasseries – GPS: N 48.08218 E 7.35990
    Circa 20 posti su fondo asfaltato lungo la via a pagamento, comoda per la visita della città ma situata in zona poco idonea alla sosta notturna.

    • Eguisheim
    Presso la cantina Bannwarth in rue de Bruxelles 3
    GPS: N 48.04434 E 7.30539
    5/6 posti su sterrato con carico scarico ed elettricità. In alternativa si può utilizzare il parcheggio asfaltato di fronte al cimitero.

    • Kaysersberg aire camping car
    GPS N 48.13565 E 7.26325
    80 posti asfaltati, camper service, wc a pagamento con parchimetro.

    • Ribeauville route de Guèmar
    GPS: 48.19225 E 7.32634 15 posti su ghiaia, camper service a pagamento con parchimetro.

    • Riquewhir avenue Jacques Prèsis
    GPS: N 48.16608 E 7.30175
    Circa 20 posti asfaltati, camper service a pagamento con parchimetro.

    • Turckheim
    GPS: 48.08556 E 7.27084 
    Punto sosta nella via della stazione prima del campeggio, una decina di posti su ghiaia gratuito.

    • Turckheim camping municipale
    Les Cicognes 4 quai del la Gare – GPS: N 48.08539 E 7.27535 – Apertura stagionale.

    • Ungersheim
    Presso il parcheggio dell’ecomuseo d’Alsazia Chemin Grosswald.
    GPS: N 47.85200 E 7.28400
    Sterrato e ombreggiato con camper service nel parcheggio di fianco a pagamento.

    INFO

    www.tourisme-alsace.com
    www.ribeauville.net
    www.tourisme-colmar.com 
    www.turckheim.com
    www.ot-eguisheim.fr
    www.ribeauville-riquewihr.com

    • Cite Du Train, 2 rue Alfred de Glehn Mulhouse – www.citedutrain.com
    • Centre De Reintroduction, Des Cicognes Et Del Loutres, route des Vins Hunawhir
    www.cigogne-loutre.com
    • Ecomusee D’alsace, 
    Grosswald Ungersheim, www.ecomusee-alsace.fr

  • Lungo un itinerario classico del turismo itinerante: un luogo che stupisce la prima volta che lo si percorre e che permette di scoprire qualcosa di nuovo ogni volta che ci si ritorna

    Testo: Marco Fasola

    L’identità regionale ben radicata, il fascino dell’oceano increspato e le sue coste granitiche, immense distese di sabbia affiancate ad imponenti scogliere, le tipiche case in legno e muratura e le abbazie romaniche, cittadelle fortificate contrapposte ad immense e verdi praterie, i prodotti caseari da una parte e le ostriche dall’altra e ancora, dall’eredità lasciata delle tribù neolitiche alla storia più recente, l’unicità e l’incanto di Le Mont Saint Michel che da solo vale i chilometri percorsi per venire fin qua.

    Tutto ha inizio lungo la D5, poco prima che diventi parallela alla Senna: siamo nel cuore dell’Impressionismo, a pochi passi da Giverny. Qui troviamo l’attuale museo, che ospita -fedeli -riproduzioni, un tempo dimora di Claude Monet: è qui che l’artista ha creato il paesaggio perfetto per alimentare la sua arte, un giardino plurifiorito e un laghetto di ninfee attraversato da un ponticello ricostruito in stile nipponico. Qualche chilometro più a nord ed eccoci a Rouen, capoluogo dell’alta Normandia, conosciuta per la triste vicenda di Giovanna D’Arco, qui processata e arsa viva. Centinaia di irregolari case costruite con telaio di legno a vista e tamponi in mattoni caratterizzano l’acciottolato centro di Rouen. Sorta sulle rive della Senna è dalla parte delle “rive droite”, la zona più vecchia e interessante della città: nel nucleo medioevale le botteghe di antiquari e rigattieri si alternano a ristoranti invitanti. L’attrattiva principale è la cattedrale gotica di Notrè Dame, soggetto più volte studiato e raffigurato da Claude Monet durante i suoi studi sulla luce. Salta all’occhio il contrasto tra l’austera torre Saint-Romain, realizzata agli albori dello stile gotico, e la scintillante Tour De Beurre, custode di un carillon composto da cinquantacinque campane sviluppato sulla destra. All’interno la chapelle De Sainte-Jeanne è dedicata a Giovanna D’Arco. Lungo l’omonima via, il Gros Horloge rappresenta un portafortuna per gli abitanti di Rouen: un’unica lancetta segna l’ora mentre i giorni della settimana sono indicati da figure.

    Lasciando il fiume alla vostra sinistra e utilizzando quando possibile le belle e paesaggistiche strade secondarie, sarete presto a Le Havre, dove per mezzo del famoso ponte di Normandia (a pedaggio), un tempo fiore all’occhiello dell’ingegneria con la sua lunga campata collegata alle due torri alte 215 metri, approderete alla foce della Senna nella suggestiva Honfleur. Le -variopinte facciate in pietra d’ardesia adornano il pittoresco porticciolo turistico del Vieux Bassin, ma è il lato opposto, l’Avant Port, che accoglie le flotte di pescherecci che riforniscono buona parte del Paese di gamberetti e sgombri. In place Sainte-Catherine troviamo una chiesa e un campanile costruiti entrambi in legno ma come strutture distinte. Separate dal fiume Touques e collegate tra loro dal Pont Des Belges troviamo l’esclusiva ed elegante Deuville, che con le sue boutique di alta moda e il casinò ostenta tutta la sua opulenza alla più sobria Trouville.

    Siamo a Caen, ed è da qui che il nostro viaggio si biforca in due filoni: da una parte i verdi pascoli, le spiagge e i -suggestivi paesaggi; dall’altra la memoria e la passione per la storia, tutto quello che accadde il 6 giugno 1944 con lo sbarco in Normandia e il D-Day. L’ingresso al museo avviene per mezzo di una fenditura che taglia la spoglia facciata, quasi a ricordare la breccia che aprirono gli alleati per scacciare le truppe di Hitler, un’ottima mostra ben realizzata con foto complete di didascalie, video, proiezioni, plastici, testimonianze e armi della Seconda Guerra Mondiale. Caen è anche una vivace città universitaria e regale belle vedute camminando sui bastioni della fortezza voluta da Guglielmo il conquistatore. Riprendete la costa, dove ogni paese offre un’affascinante spettacolo sull’oceano e pressochè ovunque potrete trovare piccoli musei del D-Day. Sono ancora presenti i resti degli enormi cassoni di cemento utilizzati dagli alleati per costruire porti prefabbricati, mentre a Lougues Sur Mer sono ancora intatte le casematte e i massicci cannoni da 152mm.

    Spostiamoci ora a Bayeaux, lontana appena sette chilometri. Attraversata dal fiume Aure, con le sue case in pietra dove è ancora visibile un piccolo mulino ad acqua ed arricchita dalla bella cattedrale gotico normanna del XIII secolo, Bayeaux è famosa in tutto il mondo per il suo arazzo ben conservato nel museo De La Tapisserie. L’inestimabile striscia di prezioso tessuto racconta la storia della conquista normanna e degli eventi che la -determinarono. Qui l’American Military Cemetery rappresenta uno dei memoriali più impressionanti al mondo: un’infinita distesa di croci bianche e di David poste l’una accanto all’altra vi toglieranno le parole di bocca. Omaha Beach è una splendida e grandissima spiaggia di sabbia chiara e fine dove il vento soffia forte portando con se il profumo dell’oceano. Oggi non vi è più alcuna testimonianza dello sbarco alleato. Altro sito che gli appassionati di storia non possono perdere è Pointe Du Hoc, appezzamento di terra donato ad uso perpetuo dalla Francia agli Stati Uniti dove tutto è rimasto come allora o quasi: sono ancora visibili i crateri provocati dalle bombe sganciate dall’aviazione! Privilegiando i percorsi litoranei è facile farsi attirare da banchetti che vendono le ostriche qui allevate. Se vi piace il genere, approfittatene, sono freschissime e ottime per un aperitivo!

    Eccoci dove la Bretagna e la Normandia si sfiorano quasi a volersi contendere quell’isolotto tanto bello quanto unico, quella piramide gotica che con la sua guglia svettante riesce a farsi ammirare già da lontano, un luogo in cui il fascino irresistibile è arricchito dalla magia della marea che ad un’ora l’abbraccia e ad un’altra si allontana, un naturale gioco di acqua e colori che rende superfluo ricordare che le Mont Saint Michel fu una delle prime località inserite nella lista dei patrimoni dell’Unesco nel 1979. L’accesso avviene unicamente attraversando la porta arcata con ponte levatoio de L’Avanceè  che vi introduce nella Grand rue pavimentata con sanpietrini. Musei, negozi di souvenir e ristoranti vi accompagneranno fino all’abbazia, la cui chiesa alterna il romanico stile della -navata -maggiore al gotico fiammeggiante del coro. Visitiamo ora l’antica città fortificata di St. Malò: un tempo era un’isola collegata alla terra ferma grazie ad un istmo di sabbia. Passeggiate per le strette vie della cittadella oppure sui più tranquilli bastioni che racchiudono il nucleo più datato; approfittate della bassa marea per fare una piccola escursione sull’Ile Du Gran Bè, ma non dimenticate di tenere d’occhio il livello dell’acqua che sale molto più rapidamente di quanto vi aspettiate, se avete perplessità informatevi all’ufficio del turismo sugli orari delle maree. Leggermente più a sud (45 km), incontriamo Dinan, con le sue case in legno e muratura, la torre dell’orologio e la basilica: una buona veduta si ottiene guardando il porto vecchio dall’alto. Prima di portarci nella zona della costa di granito rosa, una tappa d’obbligo è Cap Frèhel (45 km). Le sue scogliere alte 70 metri e il faro a torre quadrata alto 30 metri che domina il mare regalano emozioni uniche da tanto belle.  Una tragitto di circa 170 chilometri ci porterà ora nella curiosa località di Locronan: qui il tempo sembra si sia fermato al XVIII secolo. Una delle caratteristiche principali del borgo antico è la completa assenza di cavi elettrici e telefonici. La località è stata scelta da molti registi e vi sono stati girati film storici. A circa 45 km troviamo Pointe Du Raz: il promontorio, delimitato da -alte -falesie, si raggiunge per mezzo di un sentiero costiero lungo circa 800 metri, il luogo migliore dove godersi in piena tranquillità un suggestivo tramonto sul mare. Dalla tipica città bretone di Quimper, passando per la fortificata Concarnau ci accingiamo a raggiungere la pittoresca Pont Aven, che con il suo ponte da il nome al paese. Un tempo era un porto costiero ricco di mulini nonché luogo frequentato da artisti squattrinati: uno su tutti Paul Gaugin. Numerose gallerie offrono al turista dai semplici souvenir alle vere e proprie opere d’arte; non mancate di acquistare le inimitabili burrose gallette e concedetevi una romantica escursione in battello.

    Cucina tipica
    Il fiore all’occhiello della regione sono i formaggi: è infatti nella bassa Normandia che nasce il gustoso e cremoso Camembert. I derivati del latte danno vita ad una varietà di salse al burro e panna che sono onnipresenti nell’elaborata cucina locale accompagnando pietanze a base di pesce come la sole normanne, sogliola con salse bianche, ma anche piatti di carne come la trippa e il caneton rouennais, piatto a base d’anatra tipico di Rouen. Piuttosto diffuso anche il sanguinaccio, composto da sangue e grasso di maiale e cipolla. Decisamente più semplice e meno sofisticata è la cucina bretone, basata soprattutto sulla varietà del pescato che è di ottima qualità. Frutti di mare e pesci, ma anche le prelibate ostriche di Cancale o i granchi di St.Malò, un ottimo branzino cotto in crosta di sale accompagnato da la cotriade, zuppa di pesce e molluschi. Celebre piatto è anche l’homard a l’armoricaine, ovvero astice cotto alla fiamma con vino bianco e brandy. Al contrario della maggior parte del resto di Francia da queste parti non viene prodotto vino, le specialità sono l’amato sidro che dopo la fermentazione assume una modesta gradazione alcolica. Di questa zona il focoso Calvados. •

    SOSTA CAMPER

    Di seguito alcune possibilità di sosta con camper service:
    • Arromanches, Rue Francois Carpentier – GPS: N 49.33904 W(E) 0.62553
    • Bayeaux, Place Gauquelin Despalliers – GPS: N 49.28044 W(E) 0.70775
    • Deauville: Blvd Des Sports – GPS: N 49°21’26.09” E 0°05’03.49” (Google Earth)
    • Honfleur: Bassin Carnut – GPS: N 49°24’58.74” E 0°14’45.95” (Google Earth)
    • Concarnau: Av. De La Gare  – GPS: N 47.87864 W(E) 3.92020
    • Locronan: Rue Du Priorè – GPS: N 48.09811 W(E) 4.21245
    • Pont Aven: Rue Louis Comenech – GPS: N 47.85694 W(E) 3.74280
    • Rouen (Deville les Rouen), Camping municipal rue Jules Ferry
    GPS N 49°28’13.03” E 1°02’49.96” (Google Earth)

     
  • Terra di contrasti, è da quattro millenni il crocevia di rotte e popoli. Affascinate e riservata, è un’isola che quando pensi di conoscerla a fondo ti svela nuove sfaccettature del suo carattere

    Trovare un posto sul traghetto non dovrebbe essere un problema: i collegamenti sono numerosissimi e i tempi di percorrenza di qualche ora possono toglierci dalla difficoltà nel cercare soluzioni open deck o di soggiorno in cabina. Prepariamoci un minimo però, perché la Corsica non è l’Italia (e forse non è nemmeno Francia fino in fondo) e ha regole ben precise. La prima delle quali è che la sosta libera con il camper non è apprezzata e l’esuberante carattere degli isolani ce lo fa notare se va bene con strombazzate di clacson nel cuore della notte. In compenso i campeggi costano meno rispetto i corrispondenti della vicina Sardegna e soprattutto, quasi senza eccezione, accolgono anche i camperisti di passaggio. Quì piccolo è bello: sono piccole le città, i campeggi, le strade… Se avete un camper piccolo tanto meglio: il gigantismo limita parecchio in questo senso. Se siete in coppia e avete al seguito una moto o uno scooter allora siete il target ideale: potrete fare base nei numerosi campeggi e addentrarvi nell’interno o raggiungere le spiagge più difficilmente conquistabili. Se amate la bicicletta, questa è la terra per eccellenza delle mountain bike, a patto di avere buone gambe e ottimi polmoni per affrontare i dislivelli dell’interno e della costa occidentale. Fatte queste premesse siete arrivati nel paradiso terrestre, o l’Ile de Beautè come la definiscono i francesi, una terra di contrasti, caratterizzata da ampie zone a macchia mediterranea, foreste lussureggianti, spiagge dal carattere subtropicale. E poi montagne selvagge il cui profilo innevato nelle giornate limpide invernali si vede fin dalla Liguria, e su questi monti torrenti, cascate, villaggi arroccati tutti da scoprire. Ma se lo scopo del viaggio è una rilassante vacanza al mare, non dovrete che scegliere il vostro angolo preferito lungo i circa mille chilometri di costa tra spiagge bianche, profondi golfi di roccia, cale, calette… In questo caso se avete il gommone portatelo…

    La meta è perfetta per trascorrere le nostre vacanze non lontano dall’Italia, soprattutto se si hanno solo due settimane di ferie.

    Immaginate strade sinuose che si aggrappano alla costa, valichi sulle montagne dell’interno che emozionano il viaggiatore e splendide spiagge bagnate da un mare sorprendente dove rilassarsi. Non è un sogno, è la Corsica, l’isola che c’è. Quarta isola del Mediterraneo, la Corsica ne emerge come una grande catena montuosa ricca di foreste. Circa un terzo del suo territorio è occupato da parchi naturali, e gran parte del litorale è ancora immune dall’invadenza, spesso venefica, dell’uomo. Alcune guide sconsigliano di girare l’isola in senso antiorario a causa della strada stretta, delle scarse protezioni e degli strapiombi. Noi abbiamo fatto l’esatto contrario con un van, ma seguendo il periplo dell’isola qualche manovra difficoltosa è semplicemente da mettere in conto.

    Ci siamo imbarcati a Livorno da dove, in quattro ore di navigazione, raggiungiamo Bastia. Puntiamo a nord, alla scoperta di Cap Corse, “il Dito”. Qui merita una visita la spiaggia del Tamarone, nei pressi di Macinaggio. Altro punto d’interesse è Tollare, adagiata sulla costa; meta poco conosciuta, offre pace e serenità lontano dal caos vacanziero. Scendendo lungo la D80 occidentale si succedono spiagge, torri genovesi e punti panoramici. La strada è un susseguirsi di curve, che molto spesso regalano ottime vedute e stupore. Sostiamo a Saint Florent, per una passeggiata tra viuzze, negozietti e ristoranti della Cittadella. Seguendo la D81 si arriva al villaggio di Casta, dove troviamo l’indicazione per una tra le più note spiagge Corse, ai margini del Desert des Agriates; Saleccia. La pista sterrata può essere percorsa a piedi in quattro ore, oppure con un veicolo in un’ora circa. Il suo stato dipende dalle annate. Noi l’abbiamo affrontata con un Ducato furgonato. A dire la verità il pezzo che ci ha messo più in difficoltà sono le prime decine di metri, quando si è costretti a passare a fianco a una siepe di arbusti che tendono a rigare tutto il rigabile. Dopo si tratta di destreggiarsi tra buche a sequenza continua. Chi ha uno sbalzo significativo non ha speranze. Ma il vero dramma sono le eventuali pozze piene d’acqua. Quanto siano profonde o cosa c’è sul fondo è un mistero che resta irrisolto finché non ci si entra. Intorno a voi – ripeto, se siete più larghi di due metri e più lunghi di sei lasciate perdere – si apre Desert des Agriates, l’unico in Europa, si estende per 35 km tra Cap Corse e la Balagne. Percorrerete 12 Km di guida immersi nel nulla e circondati da un panorama spettacolare, ne vale sicuramente la pena ma non aspettatevi il deserto africano, bensì di un’infinito territorio popolato da arbusti e da macchia mediterranea. C’è stato un periodo nel quale la Francia accarezzava l’idea di fare qui i suoi esperimenti con ordigni nucleari. Alla Saleccia c’è un campeggio estrermamente “basic”, popolato per lo più da tende e pick up con cellula che qui trovano il loro habitat naturale. La spiaggia della Saleccia mantiene la sua promessa sabbia chiarissima e mare cristallino. Si ritorna sulla D81 e, seguendo le indicazioni per Ponte Leccia, raggiungiamo Valle dell’Asco lungo il fiume Stranciacone; qui si trovano numerose gole e piscine naturali. Salendo si raggiunge Haute d’Asco a 1.450 metri. Il panorama è suggestivo: la vista verso l’alto punta ai 2.702 metri del monte Cinto, il tetto della Corsica.

    Tornati sulla D81 attraversiamo l’Ile Rousse, Algajola e Calvi.
    Deviando sulla D351 è possibile seguire il fiume Fango che, incastrato in un vero e proprio Canyon, regala al tramonto un vivido contrasto di colori: le rocce ocra si fondono col blu delle acque, offrendo al contempo calore e refrigerio. Continuiamo verso Les Calanques de Piana, guglie di granito rosso che si elevano sino a 400 metri d’altezza “arredando” una pista tortuosa ma perfetta. Ci sono qua e là piazzole per accostare, ma qui davvero le difficoltà d’incrocio non mancano.
    A questo punto non può certo mancare una sosta nella città di Napoleone Bonaparte: Ajaccio, capoluogo e centro amministrativo dell’isola. Il cuore della città è place Maréchal-Foch con al centro la fontana su cui domina la statua raffigurante il famoso Imperatore Francese. Nell’Hotel de Ville si trovano numerosi documenti e ritratti della famiglia Bonaparte, mentre a pochi passi dalla piazza si giunge a Rue St Charles, dove è possibile visitare la Maison Bonaparte, casa natale di Napoleone, dove tornò per pianificare la campagna d’Egitto. Di sera è gradevole passeggiare in piazza, tra le numerose bancarelle affollate dai turisti, oppure lungo il porticciolo, accompagnati dal rilassante sciabordio del mare che culla le imbarcazioni ormeggiate. Percorrendo la bellissima D111, chiamata Route des Sanguinaries, si può ammirare lo splendore delle Isole Sanguinarie. Formato da quattro isole, l’arcipelago si estende davanti al Golfo di Ajaccio. La loro particolarità sta nel tingersi di rosso al tramonto; uno spettacolo naturale che qui trova uno scenario tra i più belli d’Europa. Spostandoci verso sud percorriamo la D55 e poi la D157, toccando la città di Propriano. Scegliendo Porto Vecchio come “campo base” si ha la possibilità di visitare, nel volgere di pochi chilometri, le migliori località marine e montane, con annesso trekking, che la Corsica meridionale offre. La Cittadelle è racchiusa da mura a forma pentagonale, mentre all’esterno si trova la città moderna. La piazza centrale è dominata dalla chiesa di St Jean-Baptiste. Intorno all’edificio si articolano scalinate, piazzette e vicoli ricchi di ristoranti e locali, attrazioni perfette per i turisti.

    Le Cascate Piscia Di Gallo, raggiungibili seguendo le curve della D368, possono essere la prossima destinazione. Sistemato il camper nell’ampio parcheggio, riforniti di acqua e colazione al sacco, ci si può avviare sul sentiero. Il tempo di percorrenza è di circa un’ora e mezza, il dislivello da superare di 120 metri. Per la maggior parte del cammino si è esposti al sole, ma lungo il tragitto piacevoli piscine naturali, dall’acqua -quasi gelida, permettono di rinfrescarsi. Il sentiero diventa più impegnativo; si aggirano una serie di grandi massi fino alla discesa vera e propria alle cascate. La pendenza è notevole, ma la via ferrata permette di affrontarla in sicurezza. Con l’aumento dell’umidità le pietre possono risultare subdolamente viscide, facendo desistere i meno arditi; ma il panorama che troviamo al termine del cammino ricambia alla grande. Il nostro consiglio è quello di provarci comunque. Terminata l’escursione ritorniamo in sella per andarci a perdere tra le curve del Col de la Bavella a quota 1.200 metri.

    Bonifacio ci accoglie con i suoi suggestivi strapiombi. Dal punto più alto del belvedere, passeggiando tra le antiche mura a picco sul mare, è possibile ammirare le coste di roccia frastagliata alte fino a 60 metri che si tuffano direttamente nell’azzurro di quella porzione di mare che separa la Corsica dalla Sardegna. Bonifacio è tra le più affollate località turistiche dell’isola. Tra le spiagge della zona vanno sicuramente menzionate quelle di Piantarella e dello Sperone. Per gli amanti della natura incontaminata invece possiamo spendere il nome di Carataggio, chiamata anche Thahiti. L’ingresso alla spiaggia si trova sulla Route de Piccovaggia, sotto forma di sentiero percorribile a piedi in circa 45 minuti. L’arenile è veramente un paradiso; sabbia bianca finissima, mare azzurro limpido.

    Puntiamo ora verso il cuore dell’isola; Corte. Seguiamo la veloce N198 sulla costa est sino ad Aleria per puntare verso l’interno, raggiungendo la nostra destinazione dopo 50 chilometri. Qui vi accoglie un camping immerso nella valle, dove prevale il verde della macchia mediterranea e che può fare da campo base. Da Corte si può perlustrare la stupenda Valle della Restonica, caratterizzata da profonde gole dove l’omonimo fiume ha eroso la roccia creando, anche qui, incantevoli piscine naturali. Se avete un van potreste avventurarvi al Lac de Melo, lago di origine glaciale situato a 1.711 metri di altezza. Per raggiungerlo bisogna attraversare la foresta seguendo una strada sinuosa, guardata a vista dalle cime dei monti Corbaia e Rotondo. La carrozzabile termina e comincia il trekking, anche questo impegnativo; un paio d’ore di sgambata tra pietre e pendenze. Arrivare in cima, ammirare la quiete del lago e il volo di una moltitudine di corvi è davvero bello, quasi come aver compiuto un’impresa! Per gli amanti del trekking meno impegnativo, suggeriamo la visita alle Cascate des Anglais, verso Vizzavona. Il sentiero lo si percorre in trenta minuti; un cammino semplice e piacevole attraversa la foresta accompagnato dal fiume, con piccole cascatellele, e le solite ma sempre incantevoli piscine naturali. Di sera ci si può rilassare tra le vie di quella che era la capitale dell’isola, Corte. La Cittadelle, fortificata sull’estremità di uno sperone, si eleva al di sopra della città. Le caratteristiche viuzze conducono sino al belvedere, dove si apre un’incantevole vista panoramica. Per concludere il giro dell’isola lasciamo Corte dirigendoci verso nord, lungo la D18 fino a Ponte de Castirla. Da qui si sale verso la valle del Golo, la quale si restringe fino a formare un canyon lungo 17 chilometri scavato nel granito e chiamato Scala di Santa Regina. La gola lascia poi spazio alla piana di Calacuccia, stesa ai bordi del lago artificiale che alimenta la centrale elettrica di Castirla. Dalla D84, proseguendo poi sulla N197, si giunge a Ponte Leccia e, deviando sulla D5, si succedono i villaggi di Murato, Cinquerue e infine Biguglia. La strada è bellissima, immersa nel silenzio dei pascoli. Qui il tempo sembra essersi davvero fermato! Torniamo infine al punto di partenza, Bastia. A due passi dal porto c’è Place St Nicolas, ariosa e ombreggiata da palme: qui troneggia una statua del Bonaparte in abiti imperiali Romani. Da buoni turisti non resta, prima di imbarcarci, che acquistare souvenir nelle diverse boutique adiacenti.

    … con gli animali
    Le strutture che accettano animali sono espressamente indicate in catalogo con la dicitura “animali ammessi”. Gli animali, laddove ammessi, devono essere tassativamente in possesso di certificato antirabbica, passaporto (ai sensi della legge CE 2003/803/CE), microchip o tatuaggio al fine di essere identificabili. Sono assolutamente vietati: l’importazione di un gatto/cane di età inferiore ai tre mesi; l’importazione dei cani classificati (dalla legge 6 gennaio 1999) d’attacco (tipo: Pitbulls, Boerbulls e i cani appartenenti alla razza tosa). Ai sensi della stessa legge, i cani da guardia e da difesa personale (tipo: Straffordshire, Terrier americano, Rottweiler, ecc.) possono essere importati se in possesso di attestato di nascita, del libretto genealogico, devono indossare la museruola e essere tenuti a guinzaglio. Ricordiamo, infine, che gli animali non sono accettati nei ristoranti e nei locali comuni.

    LE TAPPE
    Tenete presente che le distanze chilometriche sono indicative, nel senso che i tempi di percorrenza su buona parte delle strade sono notevoli. Ricordiamo infine che questo percorso è stato fatto con un camper puro su furgone Ducato e non sempre ce la saremmo sentita di affrontare alcune di queste strade con un veicolo più largo e più lungo del nostro. In ogni caso anche senza una moto al seguito o un veicolo compatto, la Corsica è un’avventura che vale la pena provare almeno una volta nella vita.
    Bastia – St. Florent 130 km
    St. Florent – Valle dell’Asco – Calvi-Galeria 180 km
    Galeria-Manso – Piana – Ajaccio 150 km
    Ajaccio – Propriano-Bonifacio – Porto Vecchio 160 km
    Porto Vecchio – Zonza – Ghisoni – Corte 170 km
    Corte – Ponte Leccia – Bastia 120

    DOVE ANDARE IN BREVE
    • Cap Corse: il “Dito”, come viene denominato Capo Corso, è un promontorio montuoso esteso in direzione nord sul mare per circa 40 chilometri. Lo costeggia una strada panoramica costruita ai tempi di Napoleone III che segue la costa frastagliata. Lungo il percorso si accede a pittoresche spiagge di sabbia o sassi, i villaggi nati in punti strategici per la difesa dagli attacchi dal mare. I fondali rocciosi e il mare limpido e molto pescoso sono apprezzati da chi ama le immersioni. La costa orientale scende dolcemente verso il mare; lungo la costa occidentale, invece, la montagna scende a strapiombo e i centri abitati come Nonza e Pina sono arroccati sulle montagne.

    Costa Occidentale:
    • Saint Florent: fondata dai genovesi, sorge in fondo al golfo che porta lo stesso nome. Del XV secolo la sua antica struttura con le piccole case di pescatori a pelo d’acqua. Dall’animata piazza de Portes si diramano i vicoletti con gli immancabili negozietti di souvenirs e boutique dove un tempo c’erano le botteghe artigianali. Qui si ritrova il bel mondo degli yachts.
    • Calvi / Ile Rousse: la regione della Balagne viene chiamata il giardino della Corsica per la presenza di olivi, cedri, aranci, mandorli e viti. Calvi è su una stupenda baia, sicuramente una delle località marine più belle della Corsica, formata da una città alta, con la cittadella e un antico bastione genovese, e la città bassa con la marina. Ile Rousse è una ricca stazione balneare con belle spiagge animate già dalla primavera grazie a un microclima particolarmente favorevole. La sua storia affonda al tempo degli insediamenti romani sull’isola.
    • Porto: un tratto di costa di 80 chilometri, il più straordinario di tutta l’isola. Il tratto più famoso è quello dei Calanche, che dominano il Golfo di Porto: il blu intenso del mare, la luce irreale, la gamma dei colori arancio e rosa del granito, il profilo maestoso delle creste, le rocce erose che assumono forme di fantasia, di animali e piante e perfino di un monaco con il saio…

    Costa Sud-Ovest
    • Ajaccio / Porticcio: il Golfo di Ajaccio, il più bello della Corsica, è un arco perfetto lambito da un mare di un azzurro intenso. Al centro del golfo la bianca Ajaccio, la città di Napoleone. Dalla città verso nord dodici chilometri di baie e calette con sabbia caraibica fino alle splendide isole sanguinarie che chiudono il golfo a nord. Andando verso sud c’è Porticcio, una delle località più esclusive della costa. Le spiagge di Isolella, Ruppione, Spiaggia d’Argento, Agosta e Portigliolo costituiscono vere meraviglie paesaggistiche ambientali.
    • Bonifacio: città medioevale ben conservata, è isolata dal resto dell’isola da un ampio e arido pianoro calcareo. Bonifacio è famosa per le sue splendide scogliere bianche, alte più di 60 metri. La città è sulla cima di uno stretto promontorio. Stupendo il porticciolo.

    Costa Orientale
    • Portovecchio: è la città più rinomata della Corsica con il suo mare pulitissimo e le sue spiagge di fine sabbia bianca, come a Palombaggio, orlata da bellissimi pini marittimi e incorniciata da rocce rosse, o Santa Giulia, con sabbia bianchissima, mare turchese e ampie baie suggestive. A pochi chilometri a nord da Portovecchio si susseguono piccole insenature perfette per le immersioni e ampie baie caraibiche di sabbia bianca come San Cipriano, Cala Rossa, Pinarello, Faueta, Tarco, Favone, Cannella e Rondinara.
    • Ghinonaccia / Folelli: sono località balneari sempre più richieste per le loro lunghe spiagge orlate di pini marittimi e mete ideali per famiglie con bambini. Molti i campeggi e qui davvero i camper non fanno fatica a circolare!

    DA GUSTARE
    La cucina corsa è un mix di tradizioni francesi e italiane, in particolare con le specialità derivate dalla cucina ligure e toscana. La qualità di ciò che mangerete dipende molto dal ristoratore. Per la nostra esperienza nei ristoranti turistici, a parte le solite mega insalate alla francese, non abbiamo ricordi particolarmente rilevati, se non a volte nel prezzo un po’ esoso o per la peggiore pizza mai mangiata in vita nostra (ma i colpevoli siamo noi per esserne stati tentati). Diverso è il discorso nell’entroterra, magari in qualche “agriturismo”. Qui la carne è onnipresente, a partire da una notevole batteria nel reparto salumeria; in particolare sono pregevoli i salumi ottenuti da suini e cinghiali bradi, alimentati con cibi naturali: provate la coppa, il “figatellu”, il prosciutto, il “lonzu” e il salame. Notevole anche il piatto dei formaggi. Sulla costa, se non si bada a spese, si mangia dell’ottimo pesce: interessante la murena grigliata, le sarde farcite, oltre alle solite grigliate miste. Tra i dolci assaggiate i canistrelli, il fiadone, il pastizzu e le imbrocciate. Buoni i vini, per altro si trovano per strada cantine che vendono eccellente vino sfuso a buon mercato: lo sciacarello, il barbarossa e il nielluccio, Buone anche le birre, in particolare a noi è piaciuta la Pietra, aromatizzata alla castagna.

    SOSTA CAMPER
    Sosta libera sconsigliata, piuttosto cercate parcheggi a pagamento. Ma i campeggi sono la soluzione migliore e hanno tariffe inferiori rispetto quelli italiani. Per pianificare o cercare il campeggio più utile al vostro pernottamento vi consigliamo il sito www.campingcorse.com, disponibile anche come app sull’ Applestore. Fuori stagione ovviamente è tutto più semplice e anche la sosta libera è maggiormente tollerata.

  • Castelli da fiaba, giardini incantati e una natura che pare disegnata da un pittore divino: un viaggio alla volta dei castelli della Loira è decisamente una di quelle mete che non si scordano più. Soste camper in grande quantità

    Meta classica assai amata dagli italiani, è perfetta in ogni stagione, anche perché quasi tutti i manieri non chiudono mai i battenti. In più muoversi con il camper, e soprattutto sostare, è davvero semplice, piacevole e molto spesso gratuito. Oltre alle aree attrezzate e ai campeggi, infatti, capita di trovare spazi destinati ai camper a pochissima distanza dai luoghi da visitare, magari all’interno di aree verdi gratuite e ben protette. Il nostro viaggio prende il via da Bourg en Bresse, nell’est della Francia, dipartimento di Ain, in una cittadina famosa tanto per le sue specialità culinarie – il polletto “de Bresse” e il formaggio Bresse Bleu – quanto per i suoi quartieri antichi, tenuti con cura, dove spiccano le tipiche case medievali in legno e i palazzi del Rinascimento. A poca strada da Bourg, la chiesa di Brou è imperdibile. Da qui fino a Mâcon. Numerosi i punti di interesse in questa città: dal municipio risalente al Settecento fino alla Residenza Soufflot, con la ruota destinata ad accogliere i neonati abbandonati, passando per l’ottocentesca chiesa di Saint Pierre, piazza delle Erbe, il ponte di Saint Laurent (XII secolo) e le case in legno con le bizzarre sculture che ammiccano ai piaceri terreni. Da non perdere la Cattedrale di Saint Vincent, l’antico convento delle suore Orsoline oggi sede del Museo d’Arte, e il museo Lamartine all’Hotel de Senecé.

    Chambord e il suo parco
    Ma è tempo di visitare il primo dei castelli di questo itinerario, quello di Chambord, il più grande tra quelli della Loira.

    Siamo nel dipartimento del Loir-et-Cher, 14 km a nord-est di Blois e a circa sei km dalla riva sinistra della Loira. Attraversiamo il parco del castello di Chambord (www.chambord.org) a bordo del camper: oltre 5.000 ettari di bosco (circa la superficie di Parigi) circondato da un muro di cinta lungo 32 chilometri che lo rende il più grande parco forestale chiuso d’Europa. Il parco ospita una fauna composta da numerosi animali in libertà totale. Diversi i sentieri segnalati dove poter passeggiare. Il Castello di Chambord, i cui lavori sono partiti nel 1519, pur conservando l’aspetto di una -fortezza -medievale, è la sorprendente sintesi tra le forme ereditate dai secoli passati e l’architettura innovatrice del Rinascimento italiano. Voluto dal giovane re Francesco I come residenza di campagna e come riserva di caccia, è “il castello degli eccessi” – 56 metri di altezza, 156 metri di lunghezza, 77 scale, 282 camini e 426 stanze – e seduce con la sua grazia e il suo equilibrio. Merita salire sulle terrazze, dalle quali si gode di un inaspettato panorama fatto di lucernari, torri, scale e camini. Per la sosta c’è il campeggio municipale di Bracieux o il camping Indigo (www.camping-indigo.com). A due passi dal campeggio municipale, è interessante visitare la fabbrica-museo del cioccolato di Max Vauche (Max Vauche Chocolatier, Les Jardins du Moulin 22, www.maxvauche-chocolatier.com).

    Le curiosità di Cheverny
    Non lontano c’è il Castello di Cheverny. Sorprendenti alberi secolari nel curatissimo parco all’inglese e interni mozzafiato. 

    Gli interni del Castello (www.chateau-cheverny.fr) riportano alle glorie dell’aristocratico passato francese: belle la sala delle armature, la stanza delle nascite, la biblioteca e la stanza dei piccoli. Gli appassionati di fumetti troveranno un museo dedicato a TinTin. Nel suggestivo parco trovano spazio i regi canili, dove tutt’ora si allevano cani di razza francese tricolore. Cheverny è infatti un importante centro di caccia con i cani. Nell’antica Orangerie, poi, destinata un tempo a ospitare le piante di agrumi durante il periodo invernale, oggi si possono gustare ottimi pasticcini. A 300 metri dal castello si può sostare e pernottare gratuitamente su un prato a disposizione dei camperisti. A due passi dal castello di Cheverny, in 1 avenue du Château, la Maison des vins di Cheverny (una Doc) e di Cour-Cheverny.

    Tappa a Troussay
    Nei dintorni ecco il Castello di Troussay.

    Il Castello (www.chateaudetroussay.com) è un’elegante residenza rinascimentale privata abitata dal proprietario che ha raccolto mobili interessantissimi, tra cui una porta e una scultura su legno giudicata il miglior oggetto in legno scolpito del Rinascimento francese. Nel parco un albero del 1500. A poca distanza, a Romorantin-Lanthenay, merita la visita il Museo della Sologne, dedicato alla vita agricola e domestica dei secoli passati.

    Il Castello di Beauregard
    Antica dimora di caccia di Francesco I. 

    Siamo in un territorio dove la tradizione della caccia è ancora viva. Nella prima stanza vi accoglie il suono di un carillon che proviene da un orologio olandese del Settecento, in anticamera, invece, una sorprendente mascella di balena portata nel castello come trofeo di caccia. Nelle cucine due enormi camini e una batteria di ben 85 antiche pentole di rame. All’interno il fiore all’occhiello: la Galleria degli Illustri, con 327 ritratti e 5.600 vetri di Delf che ne compongono la pavimentazione. Da vedere il Giardino dei Ritratti, in un parco di 40 ettari. Fuori, adiacente le mura, c’è un parcheggio gratuito.

    Chaumont-sur-Loire
    La Loira più selvaggia, un castello in collina con un panorama stupefacente.

    Siamo nel maniero di Chaumont-sur-Loire (www.domaine-chaumont.fr) raggiungibile a piedi. Il Castello e il suo parco ricco di cedri centenari formano un belvedere spettacolare. Qui hanno soggiornato gli spiriti più brillanti e più insoliti, da Caterina de’ Medici a Diana di Poitiers. Passeggiando attraverso i sentieri del parco si ammirano opere di artisti contemporanei, installazioni nei tronchi degli alberi e sculture misteriose. Negli spazi interni, mostre temporanee e spazio dedicato alla fotografia.

    Amboise e Leonardo
    Amboise, una vivace cittadina che si stende ai piedi del castello fortificato.

    Amboise è attraversata da viuzze pittoresche ricche di mercatini e negozi con scorci sulla Loira che scorre a fianco. Il ponte sul fiume è un ottimo punto panoramico. Il suo Castello è una residenza reale (www.chateau-amboise.com) che risale al XIII secolo. Da vedere la cappella di Saint Hubert, santo che durante una partita di caccia ebbe un’apparizione divina. Qui si trova la tomba di Leonardo da Vinci, che trascorse gli ultimi anni nel maniero di Clos Lucè (http://vinci-closluce.com), a 400 metri circa dal castello di Amboise. In questa residenza Leonardo passò gli ultimi tre anni della sua vita dedicandosi ai sui studi, progetti architettonici e organizzando meravigliose feste per la corte. Oltre alle sale ammobiliate dove soggiornò Leonardo, nel seminterrato da visitare è la sala dei modellini dedicata alle sue invenzioni. I modellini sono stati in parte riprodotti a grandezza naturale nel parco. La visita continua tra il giardino rinascimentale e la terrazza all’italiana piantata a rose. Per la sosta, sull’isola in mezzo alla Loira, un campeggio e l’area attrezzata “Vinci Park”.

    Castello di Villandry
    L’ultimo dei grandi castelli rinascimentali costruiti sulle rive della Loira.

    Attorno al 1536, Jean le Breton, ministro delle finanze di Francesco I, fa radere al suolo una città fortezza del XII secolo e fa erigere questo -castello, famoso per il suo orto botanico rinascimentale e i giardini a terrazza su tre livelli. Nell’orto la disposizione degli ortaggi è scelta per colore e con simmetria e richiede una cura costante. Il camper si parcheggia gratuitamente su un bel prato curato difornte all’ingresso (www.chateauvillandry.fr).

    Chinon
    Tra vigneti e fortezze dove nel 1429 si incontrarono Giovanna d’Arco e Carlo VII.

    Chinon (www.forteressechinon.fr) è un castello eretto su una roccia situata all’incrocio fra tre provincie Poitou, Angiò, e Turenna. Nei dintorni abbondano cantine e vigneti. Sulla strada verso Saumur si passa dal Castello di Usse (www.chateaudusse.fr), famoso anche per aver ispirato a Charles Perrault la favola de “La bella addormentata nel bosco”. La D947 segue il corso della Loira: qui le caratteristiche scogliere di tufo che ospitano diverse cantine. Siamo nella zona dei “villaggi trogloditi”: caverne scavate nel tufo che hanno ospitato la vita quotidiana della gente di qui. Le caverne diventarono veri e propri villaggi nel periodo medievale. Oggi sono visibili gli spazi abitativi e non è raro trovare case in muratura che hanno annesso le grotte vicine per trasformarle in ottime cantine o in spazi per -coltivare f-unghi. Oggi molte -attività hanno sede in queste cave sotterranee di tutta la zona.

    Ultima tappa, Saumur
    A Saumur, zona d’elezione dei villaggi trogloditi, gli appassionati di micologia possono,visitare il Museo dei Funghi.

    Nelle grotte di tufo potrete scoprire le tecniche antiche e moderne utilizzate per la coltivazione degli champignons (Musée du Champignon, Route de Gennes St Hilaire St Florent, Saumur, www.musee-du-champignon.com). Se invece siete appassionati di storia moderna, merita una visita il Museo dei Blindati, una raccolta  immensa di carri armati e oggetti delle due guerre (Musée des Blinde, Route de Fontevraud 1043, Saumur, www.museedesblindes.fr). La cittadina è anche famosa per la sua Scuola di Equitazione militare: i cadetti hanno ideato uno spettacolo, il “cadre noir”, dove si esibiscono tanto in sella. Anche a Saumur un magnifico castello (www.ot-saumur.fr), che nel tempo fu fortezza e poi residenza di piacere per i re. Attualmente ospita il museo comunale della città.

    Gli altri castelli
    Non lontano da Blois, il castello di Selles-sur-Cher, del 1200, appare più come una maestosa casa di campagna: fu invece un’importante fortezza medievale. Il Castello di Breze è tutt’ora abitato, e nei sotterranei si cela un insieme rupestre suggestivo risalente al periodo dei villaggi trogloditi. Rinascimentale la residenza di Azay-Le-Rideau, edificata sull’isola nel mezzo del fiume Indre, nella regione del Centro Loira: un gioiello da non perdere. Stessa zona per il Castello di Chenonceau, proprietà della Corona e residenza reale: eccetto Versailles è il castello più visitato di Francia. Molte curiosità, poi, nel Castello di Langeais, al confine con Angiò e Touraine: due i castelli nella struttura, con una torre considerata il mastio più antico di Francia e una residenza che ha l’aspetto delle fortezze feudali medievali, mentre sul fronte giardino è rinascimentale. Venne invece acquistato da Napoleone I Bonaparte per il suo famoso ministro de Talleyrand il castello di Valencay: nelle sue stanze tutto lo sfarzo napoleonico. Medioevo pieno a Sully sur Loire, porta orientale della Valle della Loira, dove un mastio del 1300 dichiarato monumento nazionale affonda ancora nel fossato pieno d’acqua. Nel centro di Angeres la fortezza medievale voluta nel Duecento da re San Luigi: diciassette le sue torri. Altro castello è quello rinascimentale di Gué-Péan, sul fiume Cher presso Pontlevoy. Famoso per le sue stalle fortificate il Castello di Rivau: si narra che nel 1429 Giovanna d’Arco avesse preso proprio qui i più bei cavalli per darli al nuovo re di Francia Carlo VII. Ultimo prima dell’Oceano è il Castello dei Duchi di Bretagna, nel centro di Nantes, una vera e propria porta che segna la fine della Valle della Loira e che idealmente apre a un altro viaggio, quello in Bretagna. •

    SOSTA CAMPER
    Chambord e dintorni
    • Campeggio municipale di Bracieux
    • Camping Indigo – www.camping-indigo.com

    Cheverny e dintorni
    • Sosta e pernottamento a 300 metri dal Castello di Chambrod, gratuito

    Beauregard e dintorni
    • Sosta gratuita nel parcheggio fuori dalle mura del Castello

    Amboise e dintorni
    • Sull’isola in mezzo al fiume, campeggio e area di sosta “Vinci Park”, a pagamento, 25 posti

    Saumur e dintorni
    • Campeggio Ile D’Offard – www.saumur-camping.com

    INFO

    • Uff. turistico della Valle della Loira, Avenue de Paris 37, Orleans – Tel. 033238799528
    www.visaloire.com
    • Info sulla Valle della Loira: loire-chateaux.org
    • Villaggi Trogloditi: il sito www.ot-saumur.fr dedica un’ampia sezione alle cave di tufo e cosa vedere.

  • Nel cuore della Provenza, a meno di cento chilometri a nord di Marsiglia, incontriamo sul corso del Rodano due città dove è passata la grande storia lasciandoci fascinosi monumenti nella cornice di un paesaggio incantato, siamo ad Avignone e Orange

    C’è una vicenda che si presta a un’ipotesi stuzzicante: una delle due, Avignone, si era messa d’impegno per scippare a Roma papa e intera corte pontificia. Un impegno durato 68 anni, tanto da trasformare Avignone in una capitale del mondo cristiano. Era il Trecento e la città apparteneva al Sacro Romano Impero della nazione germanica, governata dalla casa di Angiò come feudataria dell’impero. Un posto salubre e tranquillo. Roma, invece, era una città pericolosa, contesa da feudatari che lottavano per imporsi nel governo della Santa Sede. Le violenze non si fermavano neanche di fronte al pontefice: è rimasto nella storia lo schiaffo con cui il capo della fazione dei Colonna, Sciarra, colpì l’anziano papa Bonifacio VIII, che morì poco dopo. Il suo successore durò meno di un anno e i cardinali, per eleggerne un altro, si ritirarono a Perugia. Dopo undici mesi di conclave venne eletto un francese, Bertrand de Gouth, arcivescovo di Bordeaux. Il nuovo papa, Clemente V, si guardò bene dal mettere piede a Roma: si insediò ad Avignone, ospite degli Angiò. Doveva essere una faccenda provvisoria: in realtà furono sette i papi che qui regnarono. Uno di loro, Clemente VI, si trovava troppo bene in Provenza per ipotizzare un trasloco sulle rive del Tevere: sborsò 80.000 fiorini e comprò Avignone dalla regina di Napoli, Giovanna d’Angiò. Fu in quel momento che Roma rischiò davvero di perdere il ruolo di centro della chiesa cattolica. 

    Avignone
    Si trova in una posizione particolarmente felice, attorno a un’altura calcarea, il Rocher des Doms, che si affaccia da un’altezza di 58 metri su un’ansa del Rodano.

    E proprio sull’altura, salubre, panoramica e facilmente difendibile, troviamo il formidabile complesso del Palazzo dei Papi: quando fu completato nel 1364 occupava una superficie di 11 mila metri quadrati. Si tratta di una vera fortezza situata all’interno di una città fortificata (la cerchia di mura del Trecento di Avignone è ancora intatta): i muri del palazzo arrivano allo spessore di quattro metri, le torri svettano fino a 50 metri. Durante la Rivoluzione francese il palazzo venne saccheggiato: nel 1791 vi furono massacrati numerosi controrivoluzionari e i loro corpi vennero gettati nella “torre delle latrine”. Con la Rivoluzione la città di Avignone, che era rimasta parte dello Stato della Chiesa per più di 350 anni dopo il rientro dei papi a Roma, passò sotto la sovranità francese. Ma soffiava un forte vento anticlericale e nel 1810 il Palazzo fu adibito a caserma e prigione: la falegnameria interna venne sgombrata per fare posto a una stalla. Gli affreschi furono cancellati, ricoperti o distrutti, facendo sparire ogni elemento religioso dell’edificio. Questo, probabilmente, facilitò la sopravvivenza delle strutture. Solo nel 1906 la truppa venne fatta sloggiare. Le autorità si erano finalmente accorte che il luogo nascondeva una tale quantità di tesori d’arte da meritare una destinazione più degna. Fu trasformato in museo e fu avviata un’opera di restauro ancora in corso. È stato inserito fra i capolavori riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità.
    Il complesso consiste in una serie di edifici disposti attorno a cortili interni. Fra le cose di maggiore interesse visitiamo la Cappella Grande del Palazzo Nuovo, lunga 52 metri: è opera dell’architetto francese Jean de Loubière e viene considerata uno dei capolavori dello stile gotico francese. Sul cortile principale, detto Court d’Honneur, si affacciano edifici magnificamente affrescati da Matteo Giovanetti da Viterbo, pittore che operò sotto l’influenza di Giotto. Di grande interesse nella Tour de la Garde-Robe è la camera da letto di papa Clemente VI, nota come “camera del cervo” per i magnifici affreschi naturalistici. Da non perdere gli affreschi della “sala delle grandi udienze”, dove si amministrava la giustizia.
    Per tutto il Trecento la “città dei papi” è stata al centro di una corrente artistica passata alla storia come “Scuola di Avignone”. Grazie soprattutto alla munificenza della corte papale (che si riempì di debiti per realizzare il Palazzo) la città diventò un centro di attività artistica fra i più importanti d’Europa: arrivarono qui architetti e pittori francesi, italiani e fiamminghi, dando vita a un felice incontro fra le -tendenze più vitali nell’arte dell’epoca. L’altro grande monumento eretto sul Rocher è la cattedrale di Notre Dame des Doms, costruita nel dodicesimo secolo e poi ampliata nel Cinquecento. Qui domina l’architettura romanica. Sul portale e nell’interno ci sono affreschi di Simone Martini. Usciti dal tempio, attraversiamo i bei giardini e affacciamoci sul Rodano. Nel paesaggio spicca un’altra preziosa testimonianza romanica, il Ponte di St-Bénézet: a causa delle inondazioni, oggi ne restano quattro arcate. La leggenda vuole che un giovane pastore ebbe l’incarico di costruirlo per ordine divino. Il giovanotto ne parlò con il re che rimase scettico, ma mise alla prova il giovanotto sfidandolo a smuovere un masso gigantesco: se ci fosse riuscito, il re avrebbe avuto la prova dell’intervento divino e avrebbe acconsentito a costruire il ponte. Il pastore superò la prova. Della sua leggenda è rimasto un’eco nella canzone per bambini che dice Sur le pont d’Avignon on y danse tout en rond… (sul ponte di Avignone si balla tutto in tondo).
    Il resto della città offre scorci pieni di fascino. A est della centrale Place de l’Horloge troviamo la chiesa di St.Pierre, del Trecento: belli gli intagli sulle porte di legno. All’interno, sono interessanti i banchi decorati a intaglio del Seicento. Poco lontano la contemporanea chiesa di St.Agricole presenta nel portale una Madonna del Quattrocento. Nella stessa area la chiesa di St.Didier conserva il bellissimo gruppo Gesù che porta la croce, opera di Francesco Laurana. Proseguendo in direzione sud per Rue des Faucons incontriamo quello che molti considerano il più bel monumento gotico della città, la chiesa dei -frati -Celestini. E non si può lasciare Avignone senza aver percorso almeno un tratto delle sue mura: sono lunghe quasi cinque chilometri, presentano otto porte e 39 torri e sono ancora qui, dopo 660 anni, miracolosamente intatte.

    Orange
    21 chilometri a nord di Avignone, Orange offre al visitatore due monumenti di epoca romana di eccezionale importanza: il Teatro e l’Arco d’Orange.

    Ma la storia di questo comune, che conta oggi 28 mila abitanti, va ben oltre il dominio di Roma, e, almeno per il casato che ne ottenne la signoria in epoca moderna, gli Orange-Nassau, è stata una storia straordinariamente fortunata. Basti pensare che i loro discendenti regnano ancora sull’Olanda e che, dopo l’impresa di Guglielmo III il Conquistatore, hanno regnato sull’Inghilterra. Agli albori -della storia, Orange si chiamava Aurosia, in onore di un dio celtico delle acque, ed era la capitale di una confederazione gallica che faceva capo alla tribù dei cavari. La prosperità della Orange romana è testimoniata dalle dimensioni del teatro: costruito all’epoca di Augusto, è senz’altro uno dei più belli arrivati fino a noi. Basti pensare che la scena è larga 103 metri e alta 38: la sua integrità spiega l’eccellente acustica, che consente di tenervi ai nostri giorni i prestigiosi eventi musicali della Chorégies. La cavea, disposta a semicerchio attorno all’orchestra, è formata da 37 file di gradini e poteva ospitare novemila spettatori. Le statue e le decorazioni della scena vennero realizzate durante il regno di Antonino Pio. I blocchi che sporgono dalla -parte esterna alla sommità del muro servivano per reggere le corde del “velarium”, la copertura in tela che proteggeva gli spettatori dai raggi del sole.
    Più antico del teatro è l’Arco di Orange, che costituiva la porta monumentale della città e immetteva sulla via Agrippa, in direzione di Lione. È il più antico arco romano a tre fornici di cui si abbia conoscenza: venne eretto nel 49 avanti Cristo per celebrare la vittoria dei romani sui cimbri e i teutoni.  Fra le testimonianze medievali di Orange, interessante è la Piazza Clémanceau, originariamente chiamata “piazza nuova”, creata a fianco della cattedrale nel 1310: da allora sono passati esattamente sette secoli, ma il mercato settimanale continua ad esservi tenuto puntualmente ogni giovedì. Sia Avignone, sia Orange sono ottimi punti di partenza per altre destinazioni in Provenza. Chi si sente sazio di arte e di storia e vuole immergersi nella natura più selvaggia può raggiungere le rive del fiume Ardèche che, a 35 chilometri da Orange, forma spettacolose gole. Sono disponibili escursioni in barca. A sud delle gole, vicino all’abitato di Orgnac, merita un’escursione la grandiosa grotta Aven d’Orgnac, ricca di straordinarie formazioni di stalattiti e stalagmiti: un’ora di visita guidata fra le meraviglie nascoste nelle viscere della Terra. •

    SOSTA CAMPER

    • Camping Bagatelle, 25 Allées Antoine Pinay, Ile de la Barthelasse
    Adiacente al centro storico, possibilità di sosta anche nel parcheggio esterno al campeggio.
    Tel. 04 90 86 30 39 – GPS : Long. 4.79845000  Lat. 43.95299000
    • Orange: C’è un parcheggio riservato ai camper fuori dalla porta della città.

    INFO

    Avignone
    • Office de Tourisme, 11 cours Jean Jaurès, Tel. 04 32 74 32 74
    www.avignon-tourisme.com

    Orange
    • Office de Tourisme, 5 cours Aristide Briand, Tel. 33 04 90 34 70 88
    www.otorange.fr

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    In Alta Provenza lungo le gole che il fiume Verdon ha scavato nei millenni. Paesaggi mozzafiato ma anche tanti spunti per un divertimento assicurato nelle acque del più avventuroso tra i fiumi di Francia

    Un paesaggio fatto di roccia, acqua e foreste: queste sono le Gorges du Verdon, canyon spettacolari e altissimi, e sul fondo di questi un fiume, il Verdon, che nella bella stagione si anima di mille attività, dalla semplice balneazione nelle spiaggette create dalle anse del fiume alla discesa in Kajak, in canotto o con i loro derivati (ciambelle e altre diavolerie che si sono inventati da queste parti per attirare il turismo). Strade panoramiche – alcune da percorrere con un po’ di attenzione – vi permetteranno di godere di viste mozzafiato. Molti paesini sono caratteristici e ben restaurati. Molti i campeggi spesso economici. Di seguito un itinerario che si può svolgere nell’arco di tre giorni. La nostra prima tappa è Gréoux les Bains, terza stazione termale di Francia. Qui, il paesaggio agricolo lascia spazio a un più selvaggio e naturale territorio boscoso che disegna il dolce saliscendi delle strade scivolando, lieve, lungo le sue curve sinuose sino alla spettacolare magia delle acque verdi del fiume Verdon e dei suoi laghi.

    Gréoux les Bains
    È un piccolo villaggio che apre le porte alle Gole del Verdon e agli splendidi laghi.

    Gréoux è dominata dalle rovine del suo castello e caratterizzata dalla sua fervente attività che ruota intorno alle Terme Troglodite Gallo-Romane. Qui gli appassionati del genere potranno fare una tappa all’insegna della salute. Dal momento in cui l’uomo ha messo piede su questo territorio, si è accorto delle virtù dell’acqua che sgorga a 42° centigradi, sulfurea e ricca di calcio, sodio, magnesio e oligo elementi. Un toccasana per chi ha problemi di reumatismi, alle articolazioni o alle vie respiratorie, e un vero benessere anche per chi è sano come un pesce. Il centro termale (di fronte c’è un piazzale dove mettere il camper), offre esercizi di acqua gym, massaggi rilassanti con le essenze provenzali o i bagni di fango. Insomma, il miglior benvenuto nelle gole del Verdon! Una passeggiata per il paese vi -consentirà di visitare i bastioni del XIII e XIV secolo. Non perdetevi una visita a Le Petit Monde d’Emilie, Museo delle miniature e dei giocattoli con ricostruzioni della vita del paese, in Avenue des Alpes al 16. Abbiamo anche un consiglio per mangiare: La Terrasse des Marroniers in Avenue des Marroniers, dove si mangia con 14 -18 euro mentre per bere una bottiglia di vino locale si spendono circa 15 euro.

    Quinson
    Proseguendo lungo il nostro itinerario per la Route de Esparron Sur Verdon D82 arriviamo a Quinson.

    È un piccolo villaggio medioevale posto in posizione assolutamente strategica. Bagnato dalle acque del Verdon, è abitato sin dall’alba dell’umanità per via della particolare conformazione fisica con le falesie di roccia calcarea che permettevano all’uomo primitivo di trovare riparo nelle grotte e avere abbondante acqua. Il ritrovamento di numerosi reperti archeologici risalenti l’età della pietra lo portano a essere un centro di rilevante importanza storico geologica e sede del Museo della Preistoria delle Gole del Verdon, la cui visita non bisogna assolutamente mancare. Il più importante ritrovamento è stato fatto nella grotta di “La Baume Bonne”. Il paese attira gli appassionati degli sport d’acqua ma anche i rocciatori che si cimentano nelle diverse discipline di arrampicata. Se non avete un’imbarcazione da fiume vostra, potrete noleggiare a Quinson Kayac, canoe, pedalò o piccole barche con motore elettrico e percorrere otto chilometri di canyon lungo il quale si aprono grotte che hanno offerto rifugio al celebre brigante Gaspard de Besse e che oggi offrono rifugio agli uccelli acquatici. Pagaiando potreste anche imbattervi nelle tartarughe d’acqua. Alla fine del percorso il fiume si aprirà sul lago d’Esparron. Tornati in paese riprendete la strada che svolta a sinistra, la D11 in direzione di Riez, che vi porterà sul Plateaux de Valendole regalandovi una splendida vista sulla valle coltivata di Quinson.

    Riez
    È un’attiva cittadina tipicamente provenzale in cui il sabato e il mercoledì si tiene un vivace mercato locale.

    È il posto giusto dove fare incetta di prodotti tipici della zona, tra cui ottimi saponi artigianali ottenuti con le tipiche essenze provenzali di lavanda e olio d’oliva. Profumi che vi accompagneranno per tutta la permanenza in Alta Provenza. Troverete anche tessitori che vi propongono tovaglie dai colori vivaci con disegni floreali o artigiani di splendide maioliche, o semplicemente agricoltori che vi offriranno il loro fresco raccolto per salubri minestre profumate. Tutto ciò contornato dalla splendida cornice storica di questa città all’interno di uno spazio verde nel quale svetta il colonnato del tempio romano dedicato probabilmente ad Apollo. Del resto questa città, fondata nel I secolo d.C., è la più antica della Provenza. Poco lontano, il Battistero e le rovine della Cattedrale per la quale il Ministero della Cultura sta finanziando il recupero. Di fianco al Battistero e ai resti del Tempio di Apollo, costituito dalle quattro colonne, si trova un campo in terra battuta e prato dove molti camperisti si fermano a passare la notte. Non è una sosta ufficiale, ma sembra esserne permesso l’uso. Altrimenti all’interno del parcheggio principale della cittadina si trovano sette posti riservati ai camper con pozzetto per lo scarico. Anche qui abbiamo da consigliare un ristorante nel quale ci siamo trovati bene: Le Rempart , in Rue du Marchè 17 con-piatti da 6 a 24 euro. Trasferta a Moustiers S.te Marie, passando per S.te Coix du Verdon per farci rapire dal verde-blu dell’acqua del lago artificiale di Sainte Croix. A questo punto il nostro consiglio è di rilassarvi sulle sue acque facendo un giro in pedalò sul lago ammirando lo splendido Villaggio di Ste Croix che si affaccia sullo specchio d’acqua da un promontorio roccioso.

    Moustiers-Sainte-Marie
    Splendida città famosa per le sue maioliche, è un gioiellino incastonato ai piedi delle montagne. 

    Difficilissimo resistere alla tentazione offerta delle botteghe artigiane che si affacciano nelle stradine del centro medioevale che espongono le loro preziose maioliche, ancora lavorate nel modo più artigianale. La chiesa di Nostra Signora è un bell’esempio di lombardo romanico e vale una visita. Il paese è avvolto da una misteriosa leggenda. Chi collocò la stella di un cavaliere appesa a 227 metri di altezza tra due “piton” di roccia? Riprendiamo il viaggio passando per Castellane sino a raggiungere Entrevaux percorrendo una delle più suggestive e spettacolari strade della Provenza, la D952 Route de Crêtes. Un tragitto di 23 chilometri circa con ben 14 belvedere a indicarne l’estremo interesse paesaggistico. I belvedere, ampi e posizionati in strategiche posizioni, permettono di godere dei colori e dello spettacolo offerto dal Canyon, che con le sue grigie pareti verticali precipita lo sguardo verso lo splendido verde del fiume Verdon. Arrivati a Castellane prendiamo la D955 per Entravaux. Il piccolo villaggio, abbracciato dal fiume così come a volerne sottolinearne il valore nel caso passando per distrazione dovesse sfuggirvi, vi accoglie con un ponte ad arco collegato da una Porta Muraria accompagnandovi nei viottoli in salita sino alla Cittadella (XVII-XVIII Sec.) e al Museo che dominano dall’alto del promontorio la cittadina e la sua Cattedrale. Il percorso, tra il Museo e la Cittadella, dura circa venti minuti ed è un itinerario facile: è possibile effettuarlo solo a piedi, il dislivello e di 160 metri.

    Sapori di Provenza
    Ricca di profumi e di sole, la cucina provenzale risente delle influenze italiane e mediterranee.

    Come la cucina nostrana, sa proporre sia i piatti più semplici sia quelli elaborati, anche a felici reinterpretazioni da parte dei giovani cuochi più intraprendenti. Tra i piatti che strappano l’applauso sicuramente troviamo i crostini con la tapenade e l’omelette, la zuppa di asparagi selvatici di Pourcelles, charlotte ai tre peperoni, faraona con le spezie e i fichi, stufato d’agnello alla crema d’aglio, rana pescatrice al finocchio, sogliole arrosto alla salvia, funghi farciti con la ricotta e il pesto, gnocchi di patate con il timo e il rosmarino, gelato alla verbena, charlotte con le pere e il pan di spezie, crème brûlée ai calissons, soufflé di pane ai fiori di arancio. Se cercate qualcosa di veloce ed economico i ristoranti propongono sempre (di solito anche quelli più distinti) uno o più menù a prezzo fisso che difficilmente vi deluderanno. Ottimo anche il concetto di insalata che preparano nelle tavole calde: ricchissime e sostanziose sostituiscono un pasto completo senza problemi.

    Voglia di Shopping
    Moustiers-Sainte-Marie è la patria delle maioliche realizzate in modo artigianale. Sono oggetti perfetti anche per regali importanti.

    Tutto quanto è legato alla lavanda qui trova spazio nelle botteghe e nei mercati. Dai sacchetti di grani da mettere in armadi e cassetti (perfetti anche per quelli del camper o da appendere allo specchietto al posto dei profumi chimici) alle boccette di olio essenziale. I saponi naturali eccellenti per le pelli delicate, l’olio d’oliva, il vino e il miele non devono mancare nel cestino della spesa. Gli amanti delle minestre troveranno in questa zona anche il piccolo farro, un cereale antico e molto nutriente che qui ha un marchio Dop. •

    COSA MANGIARE
    Ricca di profumi e di sole la cucina provenzale risente delle influenze italiane e mediterranee. Come la cucina nostrana sa proporre sia i piatti più semplici sia in quelli elaborati e si prestano anche a felici reinterpretazioni da parte dei giovani cuochi più intraprendenti. Tra i piatti che strappano l’applauso sicuramente troviamo i Crostini con la tapenade e l’omelette, la Zuppa di asparagi selvatici di Pourcelles, Charlotte ai tre peperoni, Faraona con le spezie e i fichi, Stufato d’agnello alla crema d’aglio, Rana pescatrice al finocchio, Sogliole arrosto alla salvia, Funghi farciti con la ricotta e il pesto, Gnocchi di patate con il timo e il rosmarino, Gelato alla verbena, Charlotte con le pere e il pan di spezie, Crème brûlée ai calissons, Soufflé di pane ai fiori di arancio. Se cercate qualcosa di veloce ed economico i ristoranti propongono sempre (di solito anche quelli più distinti) uno o più menù a prezzo fisso che difficilmente vi deluderanno. Ottimo anche il concetto di insalata che preparano nelle tavole calde: ricchissime e sostanziose sostituiscono un pasto completo senza problemi.

    SOSTA CAMPER

    • Camping Le Verseau (apr.-ott.) Gréoux Les Baines, Route de Saint-Pierre
    • Yelloh-Village Verdon Parc (mar.-ott.) Gréoux Les Baines, Domaine de la Plaudette
    • Camping La Pinéde (mar.-nov.) Gréoux Les Baines, Route de Saint Pierre BP34
    • Camping Les Pres Du Verdon (apr.-set.) Quinson – www.village-center.com
    • Camper service Camping Le Soleil (apr.-set.) Esparron De Verdon
    • Camping Rose De Provence (apr.-set.) Riez, Rue Edouard Dauphin
    • Camping Municipal Les Roches (mar.-set.) Sainte Croix Du Verdon
    • Aire Naturelle Les Roux (apr.-set.) Sainte Croix Du Verdon, Hameau des Roux
    • Aire Naturelle Les Truffiéres (mag.-set.) Sainte Croi x Du Verdon, Departementale D111
    • Camping Saint-Jean (apr.-ott.) Moustiers Sainte Marie, Route de Riez
    • Domaine Du Petit Lac (apr.-ott.) Moustiers Sainte Marie Route du Lac, www.lepetitlac.com
    • Aire Naturelle De Camping Du Mont Denier (apr.-ott.), Moustiers Sainte Marie

    INFO
    www.alpes-haute-provence.com
    www.parcduverdon.fr
    www.museeprehistoire.com

  • Terre rosse e fenomeni erosivi che fanno assomigliare questo angolo del sud della Francia a un piccolo Colorado

    Siamo nel Luberon, regione della Provenza che si sviluppa a nord di Aix en Provence e a est di Avignone, a tre o quattro ore di autostrada da Ventimiglia. Un’area a cui dedicare qualche giornata per una visita approfondita. In particolare non perdetevi l’area delle Ocre, che fanno assomigliare questa parte del Luberon al Deserto dipinto del Colorado, ovviamente in scala ridotta, ma sufficiente interessante per meritarsi l’appellativo di Colorado di Provenza. Percorsi segnalati vi porteranno tra scenari suggestivi e villaggi deliziosi. Gli amanti della fotografia potranno mettere alla prova la loro abilità nel riprodurre le suggestioni di pinnacoli e falesie. Un solo consiglio: scegliete un weekend soleggiato, è l’unica condizione perchè sia perfetto il contrasto tra le terre rosse e le case, e il cielo di azzurro intenso sarà l’ottimo contrasto.

    Una terra tutta ocra
    L’area interessata alle falesie delle terre dell’ocra si sviluppa lungo un itinerario automobilistico di una ventina di chilometri.

    Che da queste parti la terra fosse preziosa non era sfuggito a quegli intraprendenti dei romani, i quali non mancarono di sfruttare le virtù di questo colorante naturale. Ma dobbiamo aspettare il 1700 perché le ocre del Luberon venissero sfruttate in modo “industriale”. Le tappe del nostro itinerario toccheranno Roussillon, Garges e Rustrel. Roussillon è un paese davvero particolare, tra i più pittoreschi del Luberon. È un tutt’uno con le tonalità delle rocce circostanti presenti nelle cave. Il sole, a seconda dell’ora, gioca con i muri e con i tetti regalando diverse tonalità in contrasto con l’azzurro del cielo e il verde delle campagne. Una tavolozza di colori che ispira gli animi più romantici. Cosa vi possiamo dire? Assaporate le botteghe, soffermatevi nelle piazzette, magari dove un piccolo bar offre pochi tavolini all’aperto dove gustare un bicchiere di vino locale soffermando lo sguardo sulle persiane colorate che contrastano i muri arancioni delle case. Si apprezza ancora una volta la capacità dei cugini d’Oltralpe nel preservare i propri villaggi, conservandoli come patrimonio nazionale (anzi mondiale) e al tempo stesso trasformandoli in un’occasione per fare buoni affari con i turisti. Non lasciate il paese senza visitare il Conservatoire des Ocres et Pigments Appliqués, aperto con orari 9-13 e 14-18: apprenderete tutto quello che c’è da sapere sui pigmenti colorati e le proprietà cromatiche dell’ocra e potrete visitare la fabbrica.

    Il sentiero delle Ocre
    Ora si fa sul serio, levatevi gli indumenti chiari di dosso, indossate scarpe che si puliscano facilmente e andiamo a conoscere il prezioso ossido lì dove nasce.

    Vera attrazione geologica quella delle cave di Roussillon: in alta stagione il pienone è assicurato, tanto che rischiate di non trovare posto per il camper nel campeggio, e tanto meno nel parcheggio a pagamento all’ingresso del sentiero. Sono in molti a voler passeggiare in questo vero e proprio labirinto dove il rosso sangue delle pareti rocciose è solo una delle tonalità di queste terre metallifere emerse dai fondali marini. Abbondanti i cartelli informativi che vi trasformeranno in esperti sull’argomento in fatto di formazione e sfruttamento delle celebri cave d’ocra. La leggenda vuole che la terra sia diventata rossastra per il sangue versato con il suicidio della bella Sirmonde, sposa di Raymonde d’Avignone. Si narra, infatti, che questa giovane donna si sia gettata dall’alto delle falesie per non sopportare il dolore procurato dalla morte del suo amante, ucciso a sua volta dal marito… Sarà, nel frattempo ci godiamo le sfumature di rossi, arancioni e gialli lungo la valle delle Fate e le falesie dei Giganti. Il percorso è organizzato in due sentieri, di 30 e 60 minuti, in realtà sono tempi di percorrenza generosi che tengono conto di soste contemplative. I percorsi sono ben segnalati, ci sono scale per superare i punti più impervi e cartelli esplicativi, in particolare nei punti più caratteristici per forma e colore delle rocce. Chi ama fotografare scatterà milioni di foto. La mattina presto sarà il momento migliore per evitare gli affollamenti o in alternativa l’ora di pranzo. Naturalmente è severamente proibito uscire dai sentieri o staccare souvenir dalle pareti rocciose: è un ambiente delicatissimo e visitato da centinaia di migliaia di persone ogni anno, massima cura, dunque.

    Te lo do io il Colorado…
    Rustrel, ai piedi del Colorado provenzale.

    Sulla strada vale la pena fermarsi a Gargas per visitare l’ultima cava di ocra attiva in Europa: un circuito di 650 metri sotterraneo con gallerie monumentali per la loro altezza. Le visite, tutte con guida (francese, tedesco, inglese e olandese), durano 50 minuti, orari secodo il periodo (www.minesdebruoux.fr). A Rustrel sono diversi i sentieri per avventurarsi nel Colorado Provenzale, 30 ettari di rara suggestione. Al parcheggio a pagamento (i camper pagano un po’ di più ma possono fermarsi a sostare la notte) l’operatore vi darà una cartina dei sentieri che partono dal piazzale. Altri partono dal vicino campeggio. I sentieri accessibili dal parking sono caratterizzati da diversi colori, durata e dislivello. Il più facile è di due chilometri e mezzo, non impegna più di un’ora. Il più “difficile” è quello rosso: cinque chilometri e mezzo per tre ore di marcia; infine il nero, di quasi quattro chilometri con una durata di due ore. Tra i punti più spettacolari la zona denominata ‘’deserto del Sahara’’: un tripudio di colori con punti panoramici ben segnalati.

    SIU SENTIERI DEL COLORADO

    Sentier Morenas: Distanza 5,5 Km | Durata 2 h | Pendenza 150 m
    Partenza dal Camping du Colorado. Si raggiunge la croce di Muset.

    Sentier des Blaces: Distanza 11,5 Km | Durata 3 h 30 | Pendenza 350 m
    Partenza dal Camping du Colorado. Si raggiunge la croce di Christol.

    Sentier des Crêtes: Distanza 13 Km | Durata 4 h | Pendenza 200 m
    Partenza da Istrane. Si raggiunge la croce di Christol.

    Sentier de la Combe Étroite: Distanza: 3,4 Km | Durata: 1 h 30 | Pendenza: 100 m
    Partenza dal parcheggio municipale di Bouvène.

    Sentier des Maîtres de Forges: Distanza: 2,2 Km | Durata: 1 h 30 | Pendenza: 350 m
    Partenza dal Camping du Colorado. Si raggiunge la Chapelle Notre-dame des anges.

    Sentier des Cheminées de Fées: Distanza: 1 Km | Durata: 30 min | Pendenza: 40 m
    Segnalato in blu. Partenza dal parcheggio municipale di Bouvène.

    Sentier du Sahara: Distanza: 1,5 Km | Durata: 45 min | Pendenza: 10 m
    Segnalato in rosso. Partenza dal parcheggio municipale di Bouvène.

    SOSTA CAMPER
    Rustrel
    • È possibile sostare anche di notte al Parking Les Milles Coleurs Du Colorado Provencal a pagamento nei pressi dei sentieri.
    Roussillon
    • Un parcheggio è riservato ai camper. GPS: 43.896215° ,5.296117°
    • Campeggio Arc en Ciel, (aperto dal 15 marzo al 31 ottobre) Route de Goult Roussillon, Tel. 04 90 057396
    www.camping-arc-en-ciel.fr
    • Camping le Colorado, aperto dal 1 marzo al 15 ottobre, Quartier Notre Dame des Anges, Rustrel, Tel. 04 90 049037
    www.camping-le-colorado.fr

    Per cercare i campeggi:
    www.campingdefrance.com
    camping.hpaguide.it
    www.campeggi.com

    Per cercare le aree di sosta:
    www.eurocampingcar.com
    www.france-passion.com (sosta gratuita in centinaia di aziende agricole francesi previa iscrizione all’associazione)

    INFO
    www.colorado-provencal.com
    www.franceguide.com
    www.france.fr

  • Hauterives, un paesino di 1.800 anime nella Drôme, posto tra grandi direttrici per Lione, Grenoble e Valence. Qui vi attende una vera sorpresa

    Un monumento, di più, la bizzarra visione di un uomo che riuscì ad entusiasmare persino Picasso. Il “Palazzo ideale”, l’opera di una vita del postino Ferdinand Cheval, è una deviazione obbligata se passiamo da Grenoble o da Lione. L’ingresso al Palazzo ideale spiazza tutti: da lontano ricorda un tempio indiano, ma avvicinandosi e notando i dettagli ci si rende conto che le cose non stanno così. E infatti l’idea così bizzarra non poteva che venire a uno di quegli uomini semplici e caparbi della provincia, senza uno straccio d’istruzione superiore e per questo liberi da vincoli culturali preconcetti. La storia di  Ferdinand Cheval potrebbe dare spunto ad uno sceneggiato televisivo: nasce nel 1836. Essere postino nelle campagne dell‘800 voleva dire avere un giro di consegne a piedi di quasi quaranta chilometri al giorno, ed è facile immaginare durante quelle infinite ore come potesse lavorare una fervida fantasia, ispirata dalle prime riviste illustrate che riportavano le immagini di un oriente misterioso o dalle cartoline in arrivo da tutto il mondo che passavano dalle sue mani e sotto il suo sguardo. E dopo una decina di anni di quella vita, inciampando su un sasso (così racconta la leggenda) ecco l’ispirazione!

    Inizia la sua nuova vita artistica. Durante il giro della posta, consegna lettere e raccoglie i sassi che lo ispirano, si riempie le tasche, la borsa, poi addirittura gira con una carriola. Arrivato a casa, lasciata la borsa, inizia la realizzazione della sua visione. Per i semplici contadini del villaggio, il postino era decisamente un po’ matto, una solida fama costruita lungo 33 anni, tanti ce ne vollero per completare la sua opera. Ma non bastò. Compiuta l’opera, ormai anziano, Ferdinand Cheval espresse il desiderio di esservi tumulato all’interno una volta morto. Per le autorità la cosa non era possibile e allora via di nuovo, stavolta per costruirsi il suo mausoleo all’interno del cimitero: stesso stile, dimensioni più contenute, e in otto anni la “Tomba del silenzio senza fine” fu ultimata, aveva 86 anni, due anni dopo ebbe modo di realizzare il suo “sogno eterno”. Ma le soddisfazioni non mancarono: poco prima della sua morte, della sua opera si accorsero personaggi come Pablo Picasso, che visitò il suo palazzo e ne restò entusiasta, e il poeta André Breton che non mancò di scriverne. La Francia riconobbe 45 anni dopo la morte del postino Fernand la grandezza dell’impresa, con un riconoscimento in pompa magna. Nel 1969 il Ministro della Cultura dichiara l’opera simbolo culturale e patrimonio storico da tutelare. Da allora il Palazzo ideale non fu solo una curiosità locale, ma una tappa per i viaggiatori alla scoperta della Francia “profonda” disseminata di tanti piccoli grandi tesori.

    Nascita di un sogno
    Quanto ci vuole a realizzare un proprio Palazzo ideale? Fernand Chavel tenne il conto: lavorò alla sua impresa 10.000 giorni, per un totale di 93.000 ore e 33 anni… 

    Dopo aver trovato la pietra ispiratrice, Cheval iniziò lo scavo di una fontana, “la fonte della vita”, che gli richiese due anni di lavoro con conchiglie, lumache, ostriche e varie pietre assemblate e modellate con malta di calce, un inno per la maestà e la meraviglia della natura rappresentata attraverso animali e piante bizzarre. La sua opera continuò con la costruzione di una grotta alla destra della cascata, la grotta di Sant’Amedeo patrono di Hauterives. Quindi con la tomba egizia, una vera e propria camera mortuaria con sarcofago in pietra, perché il nostro postino sperava di poter essere sepolto come i faraoni. Il sogno continua e sopra la tomba egizia un susseguirsi di nicchie, pagode, templi orientaleggianti. Per armonizzare i 26 metri della facciata Orientale, costruì le ali laterali: il tempio egizio, con quattro colonne in pietra arenaria e i tre giganti, i tre custodi del monumento. In una nicchia dietro i giganti c’è la -carriola, che considera, a ragione, la sua più fedele alleata nell’impresa. Tutta la facciata è dominata dalla torre barbarica, circondata da una varietà esotica di piante e che raccoglie l’acqua attraverso un sistema di condutture. Ma ogni facciata è un mosaico i cui tasselli tridimensionali sono figure, statue, scritte in un disordine affascinante. Sulla facciata nord ecco le figure di Cesare, Vercingetorige e Archimede. Il nesso tra i tre? Non è dato saperlo, e a complicare le cose sono le mummie egiziane inserite tra loro. Su un altro lato siamo nel riferimento ai personaggi biblici: Eva insieme al serpente tentatore, e, ancora, giriamo intorno e vediamo raffigurati un tempio romano, la Casa Bianca, uno chalet svizzero, un castello medievale, un tempio indù, il tutto inframezzato da scritte e massime dell’autore. Prendetevela con calma, scrutate nel dettaglio ogni centimetro quadrato perché nulla è lasciato al caso, ma tutto è guidato dal sogno. L’impressione finale è che il nostro Ferdinand Cheval non fosse un umile uomo di campagna dalle idee bizzarre quanto un genio dell’arte, di umili origini, ma piuttosto consapevole. Di sicuro ha lasciato in eredità all’umanità la sua unica opera con la sua capacità di stupire che resta intatta nei decenni e nei secoli, il cui messaggio universale potrebbe essere che qualunque sogno può prendere corpo. •

    SOSTA CAMPER
    • Nel parcheggio vicino al Palazzo area di sosta camper, 5 euro per 24 ore più camper service a 2,5 euro con erogazione di 50 litri d’acqua.

    INFO
    • Postman Cheval’s Ideal Palace
    8, rue du Palais – Hauterives
    Tel. +33 (0)4 75 68 81 19
    Ingresso al palazzo euro 5,80
    facteur-cheval@facteurcheval.com
    www.facteurcheval.com

     

     

  • Da Reggio calabria fino al sud della Francia, un itinerario svolto in una dozzina di giorni che tocca le località più celebri con interessanti tappe anche in Italia

    di Lillo, Lucia e Zoe

    Questo itinerario nasce dalla voglia di viaggiare comunque, nonostante il tempo disponibile molto limitato (12 giorni) ed il periodo di agosto non proprio ottimale; la meta della Francia meridionale e la Camargue è appena compatibile con questi limiti. Il territorio visitato è molto ricco di monumenti ed ambienti naturali da visitare; le regioni attraversate sono Provence-Alpes-Côte-d’Azur, Languedoc-Roussillon e Midì-Pyrénées. Il camper utilizzato è un Megavan Burstner motorizzato Renault del 2007.

    Domenica 2 agosto
    Si parte da Reggio Calabria alle 18.30 in compagnia della nostra Zoe, una dalmata di due anni. Noi siamo alla prima esperienza di viaggio con un cane … ed anche lei. Arrivo alle 23.00 a Sala Consilina per la prima sosta notturna (area custodita 5 euro carico, scarico e corrente elettrica)

    Lunedì 3 agosto
    Partenza alle ore 9.45 per un’altra tappa in Italia. Dopo una breve sosta per il pranzo arriviamo a Lucca alle 19.00 e sostiamo presso l’area di sosta comunale. Dopo una meritata doccia, ci sgranchiamo le gambe anchilosate dal lungo viaggio visitando il centro storico, cinto da mura risalenti al ‘500, fino a piazza Duomo, con visione notturna della bella facciata romanica del Duomo. La città merita una visita dedicata di almeno due giorni per gli innumerevoli monumenti da visitare.

    Martedì 4 agosto
    Alle 10.30 partiamo da Lucca ed imbocchiamo l’autostrada A12 e poi A10 verso Genova e Ventimiglia. Un percorso autostradale sempre pericoloso perché molto trafficato sopratutto dai camion. Attraversato il confine è molto evidente la differenza con la qualità dell’autostrada francese. Nel tardo pomeriggio arriviamo ad Aix-en-Provence e ci fermiamo al camping Chantecler, ben alberato e confortevole.

    Mercoledì 5 agosto
    Alle 10.30 ci avviamo a piedi per raggiungere il centro città con Zoe al seguito. Il campeggio dista circa 3 km, ma l’entusiasmo di essere in Francia ci aiuta a non sentire il gran caldo. Il centro è molto carino con tante viuzze e belle piazze. Le chiese sono tutte chiuse tranne la cattedrale de Saint-Sauveur. Nel Musée Granet è in corso un’esposizione di opere di Picasso e Cezanne. Il caldo ci accompagna per tutta la giornata e ci ristora la sosta in un ristorantino in piazza, con degustazione di ottimi gnocchi al pesto e una favolosa Tarte Taten.

    Giovedì 6 agosto
    Si parte alla volta di Carcassonne e lungo il tragitto attraversiamo il Parco Regionale della Camargue alla foce del Rodano. Attraversiamo un’immensa distesa di prati, boschi ed acquitrini. Ci fermiamo presso un grande chiosco attrezzato a bordo strada e acquistiamo diversi prodotti tipici della regione. Oggi è stata la giornata peggiore per il caldo umido che ci perseguita fino a Carcassonne. Sostiamo in un’area di parcheggio molto ampia con vista verso la Cité; dopo una doccia raggiungiamo a piedi la Cité che è invasa da negozietti di cianfrusaglie e molta confusione, tanto da sminuire il valore dell’atmosfera che si respira tra la cinta muraria che rappresenta il più importante esempio europeo di città fortificata medievale.

    Venerdì 7 agosto
    Dopo una ricca colazione, visita rilassante al Centre Ville moderna, con una estesa area pedonale e la chiesa di Saint Vincent di stile gotico con notevoli vetrate. Sosta pranzo sul lungo fiume Aude con passeggiata rinfrescante nel parco. Alle 16.30 partiamo alla volta di Lourdes con un viaggio avventuroso: per un errore di digitazione sul navigatore finiamo in una strada di montagna dei Midi Pyrénées larga quanto il camper; dopo l’inversione di marcia e ritorno sulla strada principale, in tarda serata arriviamo a Lourdes e sostiamo nell’area di sosta cittadina, più un parcheggio che un’AA anche se con carico e scarico; il vantaggio è la posizione centrale lungo il fiume Gave e la vicinanza al Santuario.

    Sabato 8 agosto
    Il clima è abbastanza freddo ed umido con pioggerellina intermittente. La strada verso la Grotta ed il Santuario è stracolma di gente e non si vedono altro che negozi di gadget e souvenir più o meno a sfondo religioso. Arrivati alla Esplanade c’è la fila per la visita alla Grotta, la sensazione di pace e di serenità accompagna il percorso di avvicinamento alla Grotta dove è collocata una statuetta della Madonna. La Basilica è un’imponente complesso che si sviluppa su tre livelli, colpisce anche la dimensione enorme della Esplanade dove transitano un numero enorme di persone e soprattutto gruppi di pellegrini in visita. Ancora sosta notturna nell’area di sosta.

    Domenica 9 agosto
    Fa ancora freddo e pioviggina. Ripartiamo alla volta di Carcassonne percorrendo una strada di montagna attraverso i Pirenei. Si incontrano paesini e paesaggi bellissimi ed un verde abbagliante. Le case che s’incontrano sono tutte con i tetti di ardesia e con i famosi cappelli delle streghe. La zona è piena di campeggi tuffati nel verde e si incontra solo qualche passante; fa sempre freddo ed indossiamo ancora indumenti pesanti. Nel tardo pomeriggio arriviamo a Carcassonne e sostiamo nella stessa area già visitata e che ci ha soddisfatto per i grandi spazi in piano, la vicinanza al centro e … non guasta è a costo zero. L’area di sosta segnalata è vicino all’ingresso della Cité ma risulta affollatissima ed in pendenza. Concludiamo la giornata con una passeggiata serale fino al Canal du Midi (lungo 240 km), progettato da Pierre-Paul-Riquet costruito in quindici anni dal 1666, collega l’Atlantico al Mediterraneo mediante 16 chiuse per colmare il notevole dislivello tra i due mari.

    Lunedì 10 agosto
    Siamo ancora a Carcassonne ed approfittiamo per ripercorrere le vie del centro anche se i negozi sono chiusi il lunedì mattina. Ripartiamo quindi in direzione Bèzier, una bella cittadina che si trova tra Narbonne, Montpellier ed il fiume Orb. La scelta si rivela infelice perché non si trovano parcheggi e l’atmosfera non sembra granché. Parcheggiamo a circa 2 km e ci avventuriamo verso il centro oppressi da un caldo notevole. Dopo una breve visita al centro città, delusi dal traffico caotico, ripartiamo alla ricerca di un camping a la Ferme che non troviamo per mancanza d’indicazioni. La ricerca ci porta verso un piccolo campeggio isolato ma completo: in effetti la settimana di ferragosto è completo dappertutto. Pertanto ci fermiamo nel paesino di Colombier che si sviluppa lungo il Canal du Midi e ci fermiamo a dormire “au bord du canal”, vicino al porticciolo fluviale dove sostano i battelli turistici in transito. È stata un’ottima scelta: dopo una cena a base di pesce in un grazioso ristorantino nel porto, trascorriamo una notte tranquilla. Anche Zoe ha gradito l’ambiente fresco e tranquillo dopo il caldo asfissiante della giornata.

    Martedì 11 agosto
    Svegliarsi au bord du Canal du Midi è stato affascinante e rilassante: si sentivano solo il canto delle tortore e lo sciabordio del fiume, con la visione di tanti battelli di varie forme tradizionali e moderne con equipaggi di turisti tranquilli e sereni. La colazione al bar del porto non è soddisfacente come la cena precedente, ma l’atmosfera tranquilla del fiume compensa un caffè molto lungo… Si riparte in direzione di Montpellier e durante la ricerca di un camper service scopriamo piccoli paesini tra cui Fleury d’Aude, molto carino e letteralmente pieno di fiori dove è piacevole sostare per pranzo. Ripresa la route pour Montpellier arriviamo alle 13.30 in pieno caldo. Percorriamo la parte moderna della città alla ricerca di un parcheggio anche se non specifico per camper. Lasciato il mezzo ci avviamo a piedi verso il centro, ma vista la distanza decidiamo di prendere un tram azzurro con rondini bianche (caratterizza la linea che percorre), dove anche Zoe è ben accolta e prova questa nuova esperienza. Il centro, come tutto il resto, è molto bello, affollato da turisti ed anche da residenti. La cittadina è molto vivace con una zona pedonale piacevole e ben curata. Dopo una piccola sosta rifocillante in un piccolo bar, facciamo una visita au Galéries la Faiette sempre con Zoe al seguito. L’eccessivo affollamento ci convince a rientrare al camper per cercare un posto per la sosta notturna.  Usciamo dalla cittadina e ci dirigiamo verso Sète, che è il porto peschereccio più grande del Mediterraneo. Una serie di canali navigabili pieni di pescherecci, dimostra veritiero quanto letto sulla guida Lonely Planet. Il posto e accogliente e pieno di localini dove mangiare naturalmente a base di pesce. Gustiamo “les mules mariniedes” e dopo una ricerca lungo il canale ci fermiamo a dormire in un parcheggio di un centro commerciale.

    Mercoledì 12 agosto
    Montpellier è il capoluogo del Linguedoc Roussillon ed è l’ottava città di Francia per dimensioni. È una città molto giovane, sede di una prestigiosa università: infatti ben 60.000 abitanti sono studenti. Dopo quest’ultima sosta abbiamo ripreso la via del ritorno verso Arles e poi Nizza, tutto via autostrada. Fa molto caldo e dopo una breve sosta per il pranzo ripercorriamo la stessa strada dell’andata verso Lucca. Arrivati in città, dopo una giornata di caldo infernale, l’aria condizionata stentava a neutralizzare il calore durante il viaggio: ci fermiamo in un’area di sosta privata “il Serchio” che è veramente ben attrezzata e molto confortevole, anche rispetto a tanti campeggi italiani.

    Giovedì 13 agosto
    Ultimo giorno di viaggio: nonostante il caldo prevediamo di rientrare a Reggio in serata. Siamo fortunati con il traffico autostradale e seppure in tarda serata siamo a casa. Così finisce il breve viaggio di quest’anno (solo 12 giorni).

     

     
  • Se volete scoprire la Costa Azzurra senza l’assillo della folla e del traffico, il tardo inverno è il periodo migliore. Potrete visitare con calma le magnifiche città della costa, avventurarvi all’interno senza il rischio di code chilometriche e senza patire nemmeno troppo freddo grazie al microclima che regala una temperatura mite durante tutto l’anno. Un viaggio alla scoperta di una zona di Francia davvero unica.

    La città di confine
    Lasciamo l’autostrada subito dopo il confine per raggiungere la prima tappa del nostro itinerario: Menton, un paesino medioevale dal passato turbolento.

    Fondata intorno al 1200 da un esponente della famiglia dei Conti di Ventimiglia, la città si sviluppò sotto i Grimaldi a cui si devono la maggior parte delle opere cittadine tra cui la chiesa di Saint Michel (1640) e la roccaforte (1639) che controlla ancora oggi il porto. La città è di chiaro stampo medioevale (anche se simile a un anfiteatro a cielo aperto nella struttura) e restano ancora due porte che fanno da accesso alla rue Longue, ma il massimo splendore lo ebbe nel corso del XVIII secolo divenendo una delle città simbolo della Belle Epoque. Una località molto caratteristica e come la maggior parte delle città di frontiera ha uno stile che pur essendo chiaramente francese, ricalca molto dell’architettura ligure, rendendola una città per così dire ibrida, ma contemporaneamente meravigliosa. Tra le bellezze di Menton da non perdere vanno ricordati la chiesa russa, il Palazzo dell’Europa (o vecchio casinò) il Municipio, il porto vecchio (dove si trova il forte), il Museo Jean Cocteau (Bastione del vecchio porto, tel. +33 (0) 493577230, entrata 3 euro) e naturalmente la promenade du Soleil, il lungomare che costeggia tutta la città puntellato di giardini e pittoreschi ristorantini. Per godervi il centro storico e la città vecchia conviene parcheggiare il camper (i parcheggi sono per la quasi totalità a pagamento) e imboccare le vie pedonali, avrete così anche modo di apprezzare tutti quegli angoli che dal camper non riuscireste a vedere. Inoltre da metà febbraio ai primi di marzo Menton si anima per la “Festa del Limone”, una kermesse che celebra il giallo agrume con sfilate di carri, musica, spettacoli, balletti in un clima carnevalesco e goliardico che non si ferma neppure durante la notte.

    Il Principato di Monaco
    Lusso sfrenato, luci, un Casinò che è un opera d’arte, e il color sabbia che spadroneggia sulle costruzioni: tutto questo è Monte-Carlo, il quartiere più famoso della città-stato.

    Entrare a Monte-Carlo la prima volta lascia sempre a bocca aperta, si resta colpiti dall’affollamento di abitazioni e alberghi che sembrano spuntare direttamente dal mare o dalla montagna, tanto vicini da sembrare inglobarsi a vicenda eppure tutto da un incredibile senso di ordine.
    Vi sfreccieranno accanto auto che fino a quel momento avevate visto solo sulle riviste e vi scoprirete a percorrere la curva della Vecchia Stazione che viene fatte a tutta velocità durante il Gran Premio di Formula 1 (che si svolge a maggio). Sembra quasi di essere in una sorta di paese delle fiabe e la suggestione sarà ancora più forte una volta arrivati davanti al Casinò e passeggiando per i suoi giardini curati in ogni dettaglio. Dal Casinò si gode anche di una magnifica vista verso l’entroterra che diventa sublime quando dopo il tramonto il Principato di illumina. Se poi volete dedicarvi allo shopping, non potete perdere un salto al Metrople, il quartiere commerciale realizzato in stile decò, alla fine i prezzi non sono poi così proibitivi, se si sceglie l’articolo giusto. Merita anche il Museo Oceanografico, che si trova nella parte vecchia di Monaco, vicino al palazzo dei Grimaldi e ospita numerose specie di pesci.
    Dedicate poi un po’ di tempo al Palazzo dei Principi di Monaco e al suo giardino esotico, che ospita, tra l’altro, al suo interno delle spettacolari grotte naturali, visitabili, ricche di stalattiti e stalagmiti (una particolarità delle grotte è che il percorso, che inizia nel punto più alto del Principato, trova la sua massima profondità a diversi metri sotto il livello del mare). Palazzo Grimaldi, come viene comunemente chiamato, è una dimora molto particolare, non tanto per gli stili architettonici che lo attraversano, quanto per la sua storia. Infatti è l’unica roccaforte che venne scelta come dimora stabile di sovrani e questo ha contribuito a renderlo un castello davvero unico, dove le pretese difensive si sposano con le esigenze di dimora reale e di rappresentanza. Ecco quindi che gli appartamenti di stato riprendono nello stile quelli di Versailles e nonostante siano sormontati da tre massicce torri, ci sono affreschi, sontuosi arredamenti e broccati. Non manca nemmeno una Galleria degli Specchi (sempre sull’impronta del palazzo reale) che conduce alla stanza del trono. Potrete anche assistere al cambio della guardia davanti al palazzo, rendendo completa la magia.

    Eze
    Si cambia scenario, a pochi chilometri da Monaco si trova questa cittadina medioevale ricca di storia e di piccole botteghe.

    Le Château domina la collina su cui si snoda il borgo antico di Eze, fatto di stradine tortuose, piccole piazze e palazzi di intensa bellezza come il Château de la Chèvre d’Or o la Chiesa Barocca.
    Il fiore all’occhiello sono però i Giardini esotici d’Eze alla cui sommità si trovano le rovine dell’antico castello che porta lo stesso nome del borgo. La bellezza di questo luogo fu anche d’ispirazione al filosofo Frederic Nieztsche, a cui è dedicato anche un “sentiero” che partendo dalla parte bassa della città (ovvero la moderna Eze Bord de Mer, la zona balneare e commerciale) conduce sino alle porte dei giardini, un percorso periferia-centro che è anche una sorta di ponte temporale tra passato e presente.
    Non perdete nemmeno la Plaze du Planet, uno dei fulcri del “village” (come viene chiamato il centro storico) su cui si aprono diverse botteghe e si trova anche la Fontana, segno importante per la cittadina che nei secoli soffrì la sete.

    Nizza e Cannes
    L’autostrada A8 diventa il filo conduttore di un percorso che porta alle due più famose località della regione, ma se volete davvero godervi la Costa Azzurra prendete la strada litoranea e lungo il cammino scoprirete luoghi davvero bellissimi.

    Tra Eze e Nizza si trova un piccolo promontorio sormontato dai ruderi di un fortino: Saint Jean Cap Ferrat, una sosta contemplativa sarà l’ideale per ritrovare la pace interiore. Arrivando a Nizza il primo incontro lo farete con la promenade des Anglais, il lungomare su cui si affacciano alberghi e ristoranti e dove si svolgono le principali manifestazioni della città come il Carnevale . Nizza è una città dal lungo passato e con una forte vocazione culturale, tanto da ospitare ben oltre 13 musei nel solo territorio cittadino. Sicuramente da non perdere è il Museo di Arte Asiatica realizzato dall’architetto Kenzo Tange all’interno del Parc Phoenix (che ospita anche la serra più grande al mondo), il Museo Matisse e l’Arenas, le rovine romane nel quartiere di Cimiez.
    Per scoprire le bellezze di Nizza si può scegliere anche un mezzo alternativo come il trenino turistico, la carrozza o il bus con terrazzo. Anche il treno può essere una buona soluzione per evitare di muovere il camper, c’è la linea che collega Nizza a Cannes e permette in una giornata di fare un giretto in entrambe le città. Se invece preferite il vostro fedele compagno a 4 ruote ritornate sulla A8 e raggiungete Biot. Il paese è famoso per i vetri artistici artigianali che oggi si possono ammirare nelle varie botteghe sparse per il territorio comunale e raggruppate nell’Ecomuseo del Vetro (presso l’ufficio turistico potrete ritirare il depliant con l’indirizzo di tutte le tappe). Non perdete nemmeno la Chiesa di S. Maria Maddalena e il Museo Nazionale Fernand Léger (musees-nationaux-alpesmaritimes.fr).
    Ma eccoci finalmente nella capitale europea del cinema: Cannes. ovvio che la prima cosa da fare è percorrere la Croisette, vedere il Palais des Festivals con la sua scalinata coperta dal “red carpet” e cercare tra le migliaia di impronte quella del nostro attore preferito… Una volta scattate le foto di rito però vi verrà voglia di scoprire il volto antico della città raggiungendo il castello La Castra sede anche dell’omonimo Museo. Per raggiungere rue de la Castre si deve percorrere tutto il boulevard de la Croisette fino alla Pantiero, la passeggiata che costeggia la baia del Porto Vieux. Di fianco all’Hotel de Ville si apre rue St. Antoine che porta al Suquet, il punto più alto della città da cui si gode una splendida vista e all’inizio della rue si trova anche la chiesa di Nostra Signora della Speranza. Scendiamo verso il mare da rue Mont-Chevalier prendiamo la parallela della Croisette, la rue d’Antibes, la via dello shopping insieme alla più esclusiva rue Hoche. Se a questo punto un certo languorino si fa strada potete provare le ottime baguette imbottite che si vendono nei piccolo chioschi che si affacciano sulla strada. La visita a Cannes può inoltre essere completata con una giro al Museo del Mare che si trova sull’Ile St. Marguerite, una delle Iles de Lérins raggiungibili in pochi minuti di traghetto. Il museo occupa la parte più antica del Fort Royal, la roccaforte costruita a difesa della città. Nei sotterranei del forte si possono ancora ammirare le prigioni di stato dove per undici anni venne rinchiuso il misterioso uomo dalla “Maschera di Ferro” (che si crede fosse il gemello del re Luigi XIV). Se ci sono anche i vostri figli con voi diventa obbligatorio un giro per la città sul trenino che parte da plage de la Croisette. Rimettiamoci in viaggio e puntiamo a nord per raggiungere Grasse, la cittadina medioevale patria del profumo. Qui i maestri profumieri (detti anche “nez”, ‘nasi’) utilizzano il loro talento naturale affinato con anni di studio per identificare, con una rapida annusata, 6000 odori che fanno da base ai migliori profumi francesi delle 40 profumiere attive, 3 sono aperte anche al pubblico così da rendere il turista partecipe di una tradizione vecchia di secoli. La città e la regione circostante producono inoltre alcuni dei fiori più pregiati di Francia, tra cui gelsomino, rosa centifolia, lavanda, mimosa, fiori d’arancio e narciso.

    Saint Raphael e Saint Tropez
    Ritornando sulla costa ci si avvicina al limite occidentale della regione con due cittadine piccole, ma bellissime.

    Passata Cannes la costa si fa rocciosa e frastagliata regalando scorci selvaggi che ritornano dolci distese solo in prossimità di Saint Raphael. La cittadina è una di quei posticini che si scoprono un po’ per caso ma che poi si rivelano davvero sorprendenti. La vita cittadina ruota intorno alla piazza Pierre Coullet, collegata alla ottocentesca promenade dalla rue Charles Gounod. Seguendo la passeggiata si arriva fino al porto turistico da dove si riconosce il profilo della Basilica Notre Dame de la Victoire de Lepante che nonostante sia stata realizzata nel 1887 ha uno stile romanico-bizantino ben riconoscibile nelle decorazioni. Subito dopo si trova Fréjus, un comune di 48.000 abitanti ricco di testimonianze del periodo romano tra cui un anfiteatro e l’acquedotto da visitare prima di regalarsi un piacevole pranzetto in un ristorantino nella parte “alta” della città. Rimettiamoci poi in marcia verso la nostra ultima tappa: Saint Tropez. Un piccolo villaggio di pescatori che conobbe le luci della ribalta dopo che vi fu girato il film “Piace a troppi” che lanciò l’attrice Brigitte Bardot che fu la prima “vip” a prendere casa a saint Tropez acquistando la famosa villa Madrague. Ma nonostante sia famosa soprattutto come metà prediletta delle personalità di spicco di tutto il mondo, il paese vanta anche un centro storico dall’incantevole architettura, risultato della fusione degli stili delle varie popolazioni che abitarono la baia dove sorge il “villaggio”. Il porto vecchio è dominata dalla statua bronzea di Pierre-André de Suffen, famoso comandante francese che si battè contro Corsi e Inglesi. Poco più avanti si trova la Porte de la Poissonerie, la porta delle pescherie finemente decorata a mosaico, che funge da ingresso al centro storico e dove la mattina ancora oggi si svolge il mercato. Siamo arrivati in piazza aux Herbes e prendendo rue Clochet, poco più avanti, si arriva alla Chiesa Parrocchiale, il cui campanile giallo e mattone spicca sul paesaggio circostante rendendo il profilo di St. Tropez riconoscibile. Prendendo la rue d’Aumale si incontrano due torri, la Revelen (in fondo alla strada a sinistra) e la Jarlier verso cui ci dirigiamo per arrivare su rue de la Citadelle, la strada che porta alla “Cittadella” la rocca fortificata che sorge nel punto più alto del paese. Costruita dai Tropeziani per la propria auto difesa, oggi la costruzione tardo cinquecentesca ospita un Museo dove sono conservati i ricordi del passato da marinai e pescatori degli abitanti di St. Tropez. Se poi siete degli inguaribili romantici, otre alle passeggiate al chiaro di luna, godetevi anche la Maison des Papillons (www.saint-tropez.fr), il museo dedicato alle farfalle che ospita oltre 20.000 esemplari tra cui specie ormai estinte.
    Panorami stupendi, storia, cultura, lusso e i profumi del mare si fondono in Costa Azzurra creando un’atmosfera incantata che viene richiamata alla realtà solo dal rombo delle auto fuoriserie che si incontrano spesso sulle strade e dai profili degli yatch grandi come palazzi. Eppure scoprirete che ci sono angoli tanto suggestivi da lasciarvi senza fiato.
    Buon viaggio!

    DA VEDERE
    La Costa Azzurra è ricca di eventi interessanti anche durante il periodo invernale.
    Festa dei Limoni, Mentone (metà febbraio/inizi marzo)
    Maestosi carri realizzati utilizzando gli agrumi di cui Mentone è un grosso produttore sfilano per le vie del paese tingendo tutto di giallo. L’allegria invade le strade, le case, i cuori della gente così come il profumo delizioso dei limoni. Oltre alla sfilata, che si svolge anche i notturna, il paese propone numerosi spettacoli e anche una mostra presso i giardini Biovès dedicata al mondo rappresentato sempre utilizzando gli agrumi. Sempre ai giardini potrete anche vedere uno spettacolo di luci e musica che creeranno davanti ai vostri occhi personaggi e scenari incantati.  www.fete-du-citron.com
    Carnevale di Nizza
    L’evento attira visitatori da tutta la Francia e non solo: migliaia di persone accalcate a godersi il goliardico spettacolo fatto di carri (per la cui realizzazione si impegnano numerosi scultori e disegnatori), ballerini, saltimbanco, gruppi folckloristici e nevicate di coriandoli e stelle filanti. Il programma prevede anche la tradizionale Battaglia dei Fiori, una vera e propria sfilata composta da una ventina di carri, tutti adorni di fiori veri. Altri fiori vengono poi lanciati da “mannequin” (le donne e uomini in costume) al pubblico sugli spalti o in platea lungo la promenade des Anglais.  www.nicecarnaval.com

    COSA COMPRARE
    Cosa comprare in Costa Azzurra? Le idee di sicuro non vi mancheranno se visiterete i principali mercati cittadini. In particolare a Nizza tutte le mattine (tranne il lunedì) si svolge il “mercato dei fiori e mercato provenzale” in cours Saleya e place du Ray, mentre il lunedì mattina, sempre in cours Saleya, c’è il Mercatino delle Pulci con deliziosi oggetti d’antiquariato e spesso fantastiche occasioni.

    COSA MANGIARE
    La cucina francese è una delle più apprezzate nel mondo e in Costa Azzurra assume toni ancora più particolari dati dall’unione dei profumi della provenza col mare il clima internazionale che si respira. Da provare la aïoli, una maionese densa preparata con molto aglio e olio d’oliva servita con verdure crude (crudités) come antipasto. E poi la ratatouille, una mescolanza di peperoni, zucchine, melanzane, pomodori e cipolle, rinvenuti dolcemente in olio di oliva e resa famosa da un cartoon della Disney.

    SOSTA CAMPER
    A differenza del periodo estivo dove vige divieto di sosta assoluto per i camper, durante la bassa stagione anche nella mondana Costa Azzurra c’è possibilità di sostare senza grossi problemi nei parcheggi cittadini. Se volete avvalervi di servizi come camper service, toilette o stare più tranquilli (anche se va detto che la regione è davvero tranquilla) conviene appoggiarsi ai campeggi che in questa stagione hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo. Se ne trova almeno uno per località.
    Ci sono poi alcune aree attrezzate (anche se in numero minore rispetto ad altre zone della Francia) o punti sosta. Vi segnaliamo in particolare: Cap d’Antibes, punto sosta presso il porto durante la bassa stagione; a Menton durante la festa del limone si può sostare nel parcheggio del supermercato “U”, mentre si sosta nel parcheggio Garavan solo in bassa stagione, mentre il resto dell’anno ci si deve appoggiare ai campeggi; Villenouve Loubet, Camping de la Vieille Ferme (a 18 km da Nizza ma con vicini mezzi pubblici); Cannes, parcheggio per camper in località La Bocca (place de Marché, con acqua e WC); Frejus, punto sosta vicino all’uscita della A8 Ferjus-St. Raphael in direzione Bagnols en Foret (acqua, possibilità corrente, segnalata); Saint Tropez, area attrezzata in chemin Fontaine du Pin (in quartier des Cannebiers, segnalata, a pagamento).

    INFORMAZIONI
    it.rendezvousenfrance.com
    www.cannes-destinazione.it

  • La Francia è un Paese sufficientemente vicino per poterlo scoprire un po’ alla volta, regione dopo regione. L’ospitalità verso i turisti itineranti è risaputa, la varietà di paesaggi in certe aree non fa rimpiangere le vacanze in Italia e per quanto riguarda la cucina e i vini, la sfida è sempre aperta ed è quanto mai delizioso fare parte della giuria di questa eterna rivalità.

    Il problema è che la gran parte dei camperisti italiani seguono itinerari classici (Castelli della Loira, Normandia e Bretagna, Costa Azzurra) trascurando di conoscere a fondo aree bellissime. Il nostro itinerario si svilupperà tra Languedoc, Roussillonm e Midi Pyrénées e lo dedichiamo a chi non vuole percorrere migliaia di chilometri ma gustare mare montagna e città storiche. È il giro perfetto per chi è alle prime esperienze in camper. La prima tappa è il Pont du Gard, l’acquedotto romano meglio conservato del mondo. E parte di una canalizzazione lunga 50 chilometri voluta da Claudio e Nerone. La località è diventata un vero e proprio centro di attrazione. La sosta successiva sarà Nimes dove troveremo tra il ricco patrimonio storico un “Colosseo” degno di quello di Roma. Prima di rilassarci sulle rive della laguna a Sète, la Venezia della Languedoc, è d’obbligo una tappa a Montpellier capitale del distretto che cominceremo a visitare da Place de la Comédie. Da Sète percorriamo il litorale e risaliamo il canale du Midi sino a Bézieres sul cui promontorio, che domina la valle dell’ Orb, sorge la spettacolare cattedrale di Saint Nazaire. Quindi torniamo verso il mare fermandoci a Narbonne città visigota con un interessante centro medioevale. Gli amanti della tintarella potranno gustarsi qualche giorno esplorando il suo litorale sabbioso. Lustratevi gli occhi prima di entrare a Carcassonne, non crederete a quello che vedete: una stupenda città murata! Suggestivo anche il prossimo centro, Foix, in particolare il suo castello e il centro storico. Siamo ai piedi dei Pirenei e vale la pena spingersi fino alla repubblica di Andorra.

    Pirenei, Andorra

    Pirenei, Andorra

    Nel cuore dei Pirenei scoprirete il piacere di una simpatica passeggiata in quota e anche di fare il pieno di carburante a prezzi stracciati. Potrebbe anche essere interessante cambiare le gomme, comprare le sigarette e rimpinguire il mobile bar di superalcolici. Tornati in Francia costeggiamo i Pirenei lungo la dorsale tra luoghi di interesse naturalistico. Si possono fare disgressioni in quota, visitare le grotte nei pressi di Tarascon, ma una sosta la consigliamo a St. Lizier un delizioso borgo adagiato sui monti di Couserans, con il suo castello-museo e tante piccole sorprese da scoprire. Chi lo desiderasse può fare una deviazione verso Lourdes, meta di pellegrinaggio, altrimenti si può tirare dritti verso Tolosa, Toulose. È una città interessante dove vale la pena trascorrere almeno un paio di giorni. Le serate passeranno piacevolmente nei suoi caffè all’aperto e le giornate saranno riempite dalle visite ai suoi importanti siti. A proposito, i vostri figli vi toglieranno il saluto se non li portate alla Città dello Spazio. Nella Cité de l’espace, salirete sui veicoli spaziali a grandezza naturale vi metterete al comando del Soyouz di prima generazione e della copia esatta della base spaziale Mir.

    Per tornare a casa però dovrete salire ancora sul camper.

    SOSTA CAMPER
    Sosta libera
    La Francia è uno dei paesi più clementi verso la sosta libera dei camperisti, fatta eccezione delle zone costiere più rinomate. Oltre a una fitta rete di camper service, moltissimi campeggi hanno la buona abitudine di organizzare all’ingresso l’area attrezzata per i camper. Alla Città dello spazio di Tolosa c’è un parcheggio riservato ai camperisti e ombreggiato. Informazioni interessanti sul sito www.eurocampingcar.com
    Sosta in campeggio
    I campeggi sono mediamente molto meno cari rispetto a quelli italiani, soprattutto nell’interno.

     

  • Nella mondana Costa Azzurra una suggestiva località: il profilo del suo promontorio ha ispirato generazioni di artisti.

    La Costa Azzurra per molti significa solo Cannes, Nizza e Saint Tropez, ma i viaggiatori più attenti non si saranno lasciati sfuggire angoli incantevoli come Antibes, vero gioiellino della Francia del sud, facilmente raggiungibile dal nord Italia e adatta anche per spenderci un weekend lungo, meglio se fuori stagione.

    Il centro storico
    Ville, magnifici giardini, colorati balconi e profumati mercatini di spezie, Antibes è questo e molto di più.
    Accoglie il visitatore un bellissimo viale, ai cui lati crescono alte palme che subito fanno pensare a vacanza e mondanità (nella nostra mente balena subito il paragone con Saint Tropez). Procedendo verso il cuore cittadino ci si rende subito conto dell’impronta medievale del paese richiamata dalle viuzze strette, dalle case alte e strette e dall’imponente Chateu Grimaldi che domina il promontorio di Cap d’Antibes. La cittadina è uno dei rari esempi di borgo medioevale costiero e la sua ottima conservazione la rende una buona destinazione per gli amanti del genere. Passeggiando per le vie si comincia a fantasticare, si torna indietro con la mente e si ripensa all’epoca in cui i bucanieri erano i signori della costa. L’atmosfera è davvero magica e il contrasto tra la storicità degli edifici e la modernità di negozi, ristoranti e hotel quasi stordisce.
    Nei pressi dei bastioni meravigliosi yacht ormeggiati: Port Vauban è il porto dei miliardari. Antibes è una delle mete turistiche preferite dall’Elite mondiale che si spinge sin qui con le sue lussuose barche per poi soggiornare all’Hotel du Cap, una delle strutture più “in” del mondo.
    Ampi e accoglienti i giardini pubblici, come il Jarden de la Pinede, dove è stata ricreata una pineta marittima puntellata da vivacissimi fiori disposti in accurate combinazioni.
    Venticinque i chilometri di costa, di cui ben sette occupati da una bianca distesa di sabbia. Le spiagge sono per la quasi totalità libere.

    Il Museo Picasso a Castello Grimaldi
    La bellezza di Antibes ha colpito molti artisti: musicisti, scrittori e pittori hanno trovato in questo luogo una fonte d’ispirazione. Il maggiore esponente è Pablo Picasso che qui soggiornò negli anni Quaranta. La visita del museo a lui intitolato richiede circa un’ora e si possono vedere, oltre alle opere dell’artista (molte sono le ceramiche e i disegni per un totale di circa 245 opere), anche fotografie dei suoi soggiorni ad Antibes e una collezione d’arte contemporanea. Sono diverse anche le esposizioni temporanee che trovano spazio tra le sale del Castello. La cornice del museo è un altro punto di merito.
    Merita una visita anche Fort Carrè: una roccaforte con pianta a stella circondata da un magnifico giardino che coi suoi 40 metri domina il paesaggio.

    Marineland
    Sulla strada che porta verso Nizza, poco prima di Villeneuve-Loubet, c’è un bellissimo parco divertimenti da prevedere come tappa, sopratutto se viaggiate con bambini. Il parco Marineland è articolato in quattro zone tematiche che sono aperte anche la sera con spettacoli e animazione. L’area più grande ospita il Parco marino con orche, delfini foche e il “tunnel degli squali”. Prenotando c’è addirittura la possibilità di fare una nuotata coi delfini o con le simpatiche foche. Ci sono poi il mini golf Adventure, l’Acquasplash e la Fattoria del West dedicata ai più piccoli.
    Se cercate un luogo dove mare, cultura e bella vita si uniscono ad un paesaggio da sogno Antibes è la scelta giusta! Buon viaggio!

    Nei dintorni
    La Costa Azzurra è ricca di bellissime cittadine e spiagge a pochi chilometri l’una dall’altra. Sicuramente non potete perdervi una visita a Nizza (dove gli appassionati d’arte potranno visitare il Museo Matisse) e una passeggiata sulla Croisette di Cannes. Una comodissima linea ferroviaria in circa mezz’ora collega alle due città con partenze ad ogni ora. Se progettate una visita più lunga potete spingervi fino a Saint Tropez o a Port Grimaud, la piccola Venezia.

    SOSTA CAMPER
    Non è difficilissimo trovare un posto per parcheggiare il camper, certo non in alta stagione, comodo il lungomare dove l’unica restrizione è il divieto di campeggio.
    Camping La Vieille Ferme 296, Boulevard Des Groules – Villeneuve Loubet Plage
    Comodo per raggiungere Antibes ma sufficientemente fuori dal centro per non essere rumoroso. Si raggiunge uscendo dall’autostrada A8 all’uscita 47 continuando in direzione Nizza lungo la N7 Route de Nice, parallela del lungomare.

  • Paesino alpino molto caratteristico, Chamonix si trova in una valle circondata da una spettacolare vista sul Monte Bianco, la più alta cima d’Europa (4.810 metri).

    Per tutti gli amanti della montagna, godere dell’imponenza di quello che è il massiccio più famoso d’Europa è un sogno da tramutare in realtà. Nonostante sia in territorio francese, questa caratteristica cittadina montana che conta circa 10mila abitanti, non è molto lontana dall’Italia. Sono due le note cittadine che fanno da estremità al traforo del Monte Bianco: Courmayeur e Chamonix. La prima, sfarzosa località sciistica valdostana, ricca di boutique, ristoranti e locali alla moda che si specchiano paralleli gli uni negli altri, in Via Roma, la principale del centro storico; la seconda, capitale francese degli sport invernali, con i suoi 200 km di piste per lo sci da discesa e da fondo, ha lo stesso caldo fascino che tanto ci ricorda il focolare familiare. Il suo villaggio pedonale, costruito più di venti anni fa, molto ordinato e curato, è ben integrato allo stile di vita della celebre stazione. A cinque minuti a piedi dal centro, completando Chamonix con charme e buon senso, il quartiere di Chamonix-Sud è caratteristico per i suoi poggioli, i balconi di legno frastagliato, e per i suoi tetti di vari pendii. Le palazzine che delimitano le vie dell’area pedonale, sono tutte differenti una dall’altra, caratterizzate da colori pastello che si alternano in un tenue arcobaleno, e da molteplici ornamenti di vari motivi alle singole facciate. Numerosi negozi, i ristoranti, le botteghe di prodotti tipici, decorazione, artigianato, moda e sport, che accompagnano la passeggiata per le vie centrali favorendo incontri e scambi. Qui s’incontrano turisti d’ogni genere: da giovani sportivi festaioli a quelli un po’ più esuberanti, tranquille o energiche famiglie, vivaci e simpatiche coppie d’anziani… di tutto un po’! Quello che è indubbiamente unico a Chamonix Mont-Blanc, è la gaia atmosfera di montagna, viva tutto l’anno, dove abitanti e turisti del mondo intero, si fondono tra loro creando una sensazione di festa, divertimento e benessere. Basta poi alzare gli occhi verso l’alto, per scorgere i profondi crepacci che si aprono nei ghiacciai, e le nubi che avvolgono il Bianco. In tarda primavera e in estate, il ghiacciaio, fa invece da sfondo a verdi prati e a pendii rivestiti di cespugli e fiori selvatici. E’ questo il periodo migliore per dedicarsi alle escursioni a piedi. Sono numerosi i sentieri che risalgono la montagna, da quelli più semplici che si possono affrontare con t8utta la famiglia ed una semplice cartina, fino a quelli più impegnativi e pericolosi, per i quali invece, è consigliabile, oltre ad avere un’adatta attrezzatura, affidarsi all’aiuto di una guida. Molteplici anche le attività che si possono praticare nei dintorni: le gite in mountain bike, le piste estive per toboga, il pattinaggio su ghiaccio, il parapendio, il rafting, il canyoning. Consigliato ai romantici, il giro in carrozza per la città, trainata da un imponente cavallo bianco, vestito a festa con coperte multicolori, e adornato di campane ottonate che annunciano il suo passaggio nel percorso. Da non perdere una visita all’Aguille du Midi, uno dei punti più alti raggiungibili del Monte Bianco, una sommità di roccia che incombe sui ghiacciai. E’ una delle funivie più alte del mondo che vi regalerà, al culmine di un viaggio vertiginoso, indimenticabili momenti da vivere circondati dalle vette che creano il singolare panorama sulle Alpi e sul Monte Bianco. Affascinante anche il tour panoramico con l’elicottero dei ghiacciai, esperienza assolutamente da fare per comprendere la maestosità di questi luoghi. Per vedere bene il Mer de Glace, il secondo ghiacciaio più esteso delle Alpi, l’estate è la stagione migliore. In primavera, infatti, viene scavata una grotta che permette un’escursione dall’interno, tutte le informazioni sono disponibili nell’ottimo ufficio del turismo. Per chi ama il cioccolato, e ne vuole approfittare per fare una ghiotta scorta, a soli 40 km a nord di Chamonix, si trova la città svizzera di Martigny, nota per la produzione sopraffina della celebre prelibatezza.

    SPECIALITÀ DA GUSTARE
    Da assaggiare la Fondue, celebre la fonduta di formaggio accompagnata da crostini; la Pierrade, particolare grigliata di carne e pesce accompagnata da salse di vari gusti, viene servita su una piastra calda che ne completa la cottura e mantiene al caldo.

    SOSTA CAMPER
    Parking Du Grepon: presso il parcheggio della funivia che porta all’Aguille du Midi. Prima di entrare in paese da sud.

    INDIRIZZI UTILI
    Ufficio del Turismo www.chamonix.com