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Croazia

  • L’Istria e le sue cittadine veneziane, l’isola di Cres con un mare meraviglioso e poi verso l’interno per passeggiare tra le cascate più belle del mondo. Un itinerario di grande soddisfazione a due passi dal confine italiano

    Ci sono strade che paiono costruite apposta per appagare il piacere di guida dei camperisti. Corrono tra verdi boschi di smeraldo, sui crinali delle montagne, o si specchiano nel blu dell’Adriatico, incontrando silenti borghi rurali e piccole perle architettoniche, arroccate su coste frastagliate. Grazie a questo pedigree, ma non solo, la Croazia è diventato un petalo importante nella margherita di destinazioni che il viaggiatore si appresta a sfogliare ogni anno. Non a caso, il paese sta da tempo vivendo una continua crescita, in termini di affluenza turistica, e dai camperisti è spesso designato come meta per le proprie vacanze. Roma annesse l’Illiria, questo all’epoca il nome della regione, ai suoi confini imperiali, prima di venire soppiantata dalle orde croate provenienti dall’Ucraina. Anche la prospiciente Venezia vi piantò i vessilli della Serenissima Repubblica, passando poi il testimone agli Asburgo. Dopo il secondo conflitto mondiale il Maresciallo Tito riuscì a mantenere sotto la bandiera jugoslava le diverse, ed eternamente conflittuali, etnie balcaniche. Degli eventi che hanno martoriato questa regione, negli ultimi vent’anni, ne sono a conoscenza anche le pietre, soprattutto quelle dei cimiteri. Non vi è paese, o in alcuni casi villaggio, dove i segni, emotivamente indelebili dell’ottusità umana, si palesino attraverso pareti sventrate o edifici bucherellati dai proiettili. La gente, invero cordiale, è sempre sorridente, ma nei loro modi traspare, a volte, un certo distacco, più che una diffidenza.

    Il nostro tour prende il via dalla frontiera di Buje, 30 chilometri a sud di Trieste. La si raggiunge attraversando quella striscia di costa che rappresenta l’unico sbocco marittimo della Slovenia. Prendiamo la direzione di Kastel. L’Istria nord occidentale ricorda, morfologicamente, l’Appennino Tosco-Emiliano. Ci sono strade tortuose dove fare un po’ di attenzione, saliscendi che movimentano il paesaggio, ampi tornanti e un asfalto mediamente in buone condizioni; ma offre anche borghi edificati sulla sommità delle colline, ampie vallate e splendidi vigneti. La scarsità del traffico permette di apprezzare al meglio il panorama, senza compromettere la sicurezza della guida. Oltrepassiamo il piccolo borgo di Oprtalj per raggiungere un favoloso punto panoramico da cui possiamo ammirare la pittoresca veduta della valle sottostante e Motovun, arroccata sulla collina di fronte. La cittadina, italiana come del resto tutta l’Istria fino al 1947, ha in Mario Andretti, ex campione del mondo di Formula Uno, il suo figlio più celebre. Una passeggiata per i vicoli è un’occasione ben spesa per sgranchirsi le gambe e per un primo contatto con la cordialità del luogo.
    Continuiamo verso sud per una cinquantina di chilometri. Anche se non è la Norvegia, siamo qui per ammirare un fiordo: lo Limski Zaljev. Dopo Medaki, poco più avanti sulla destra, si apre un piazzale sterrato dove sono in vendita prodotti locali. Dietro le bancarelle, una piccola torre di legno funge da punto di osservazione per ammirare il fiordo. Le sue acque smeraldo ospitano colture di mitili e ostriche, disponibili direttamente dal produttore. Dallo smeraldo del fiordo passiamo a due delle perle incastonate nell’Adriatico: Porec (Parenzo) e Rovinj (Rovigno), la piccola Venezia.

    Parenzo scrigno d’arte
    Situata su una lingua di terra e circondata su tre lati dal mare, Parenzo è uno scrigno ricco di storia, un museo a cielo aperto che racchiude monumenti che vanno dalla storia antica al XX secolo.

    La planimetria della città è quella classica dell’urbe romana: due assi principali ortogonali, il cardo maximus e il decumanus maximus che s’incontrano nel mezzo della città dove si trova il foro, l’attuale piazza Marafor. Passeggiare per il centro è uno spettacolo emozionante per chi ha gli occhi per decifrare le molteplici testimonianze rimaste, ripercorrendo così la storia della città: vie strette che sfociano in piazzette con colonne, templi, resti di pavimentazione originale romana, tracce di fondamenta antiche, palazzi gotico-veneziani ornati da fiori, torri, case romaniche e chiese in tutti gli stili architettonici. Girovagando per le vie arriverete sicuramente al gioiello di Parenzo, la Basilica Eufrasiana, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco ed eretta nel VI secolo in stile bizantino. Vi si accede attraverso una porta che si apre su un atrio circondato da un loggiato con colonne di marmo e capitelli bizantini. La facciata e il campanile della basilica ci colpiscono subito per la loro armonia. Difficile descriverne la bellezza delle forme e del color oro dei mosaici illuminati dal sole. Ma è all’interno che si trovano quelli meglio conservati, raffiguranti immagini religiose, considerati tra i migliori esempi della pittura monumentale del VI secolo. Cambiamo punto di vista e saliamo sul campanile che offre una bella vista sui tetti di Parenzo e dei suoi dintorni. Se siete sazi di tesori d’arte, potete andare a passeggiare alla “Riva”, magari alle prime luci della sera, per ammirare le bellezze dei moderni yacht “parcheggiati” accanto ai pescherecci e alle batane, le tradizionali barche di legno dei pescatori a fondo piatto dall’aspetto un po’ malandato.

    Che bella Rovigno!
    La perla dell’Adriatico, la città più romantica del Mediterraneo, questi sono i più famosi epiteti che vogliono definire il borgo più blasonato dell’Istria.

    Rovinj in croato è separata dal canale di Leme da Parenzo, e affascina immediatamente il visitatore. Il borgo è un promontorio che si allunga verso il mare dominato dalla cattedrale di Sant’Eufemia. Il suo campanile svetta sopra i tetti rossi delle case e assomiglia a quello di San Marco a Venezia. Infatti la città è stata per 500 anni di dominio dei veneziani, che qui hanno lasciato tracce del loro passaggio un po’ ovunque. Percorrendo le stradine lastricate e strette della città vecchia, soprattutto quelle in riva al mare, il pensiero di essere in un borgo marinaro veneziano non può non venire. In piazza Maresciallo Tito, una delle più vive della città, si erge la torre dell’orologio, alla cui sommità si trova il leone di San Marco; sull’arco dei Balbi, una delle porte d’accesso alla città, troviamo stemmi e leoni veneziani. L’atmosfera, i profumi, le architetture richiamano casa. Ma Rovigno, e l’Istria in generale, sono un mix di culture che ci regalano emozioni speciali. Le vie sono una più bella dell’altra e non si può fare a meno di ammirare i dettagli dei palazzi in stile gotico, rinascimentale, barocco, neoclassico e le case color pastello. I vicoli creano quasi un labirinto, la cui uscita naturale è la cima della collina dove si trova la Cattedrale. Da qui si gode di un’ottima vista su i tetti rossi, sul mare azzurro, sulle isolette dell’arcipelago rovignese e sulla baia di Kurent, un polmone verde protetto affacciato sul mare con piccole calette di ghiaia, molto frequentate dai turisti e dai locali. E ora concedetevi una pausa dal vostro girovagare: seduti in uno dei tanti bar all’aperto, assaporando un bicchiere di vino o mangiando un buon gelato, potrete osservare il via vai di gente che affolla la via Grisia, che d’estate si trasforma in una galleria d’arte a cielo aperto, o le contrattazioni dell’animato e colorato mercato del pesce e della frutta.

    Cres
    La costiera D66 ci porta fino al porto di Brestova, punto d’imbarco per l’isola di Cres.

    Il primo tratto di strada corre interno lungo piatte campagne, per incontrare il mare dopo l’abitato di Plomin, dove il blu intenso dell’Adriatico contrasta col chiarore delle rocce carsiche della vicina isola. In meno di mezz’ora siamo sull’isola. La strada che l’attraversa si dipana sul crinale della collina. Cres, il centro principale dell’isola, è considerata la Portofino della Croazia. Guardando la disposizione del porto, la piazza e i locali, mi rendo conto che ne è la copia spudorata. Però è più curata, pavimentata a nuovo e più spaziosa. In Croazia i costi sono molto contenuti e si apre il portafoglio senza troppi allarmismi, permettendosi vizi che in Italia sarebbero da ponderare con cura! L’isola dispone di molti campeggi, ma attenzione, parecchi sono per naturisti, movimento che qui ha lunga tradizione.
    Il tour ci porta nell’abitato di Valun, piccolo porticciolo con una spiaggia molto carina e quattro locali dove poter pranzare. Lubenice, situata a pochi chilometri di distanza, la si raggiunge percorrendo una strada piuttosto stretta cinta da muri a secco; ricorda le strade d’Irlanda, solo il sole a picco ci rammenta che siamo ad altre latitudini. Lubenice è un paese semi abbandonato, ma negli ultimi tempi si sta ripopolando, grazie al turismo. Un chiosco, in piazza, e un piccolo ristorante, defilato in un cortile. Il panorama che si gode al tramonto dalla sommità della collina, ripaga appieno dei “disagi” per raggiungere la località. Ad Orlec ci concediamo una salutare sudata raggiungendo due spiagge caraibiche, Mali Bok, lungo una strada che aggira il cimitero grazie ad una scarpinata di mezz’ora. Scendiamo verso la vicina isola di Lusini costeggiando il Vransko Jazero, l’invaso idrico fonte di approvvigionamento per tutta l’isola. Mali Losinj è la tappa finale della nostra discesa; da qui risaliremo fino all’estremo nord dell’isola, a Beli, per visitare la clinica dei Grifoni e per gustarci, in riva al mare, una fresca e meritata birra locale. Il consiglio è di accompagnare la gustosa bevanda con dell’ottimo ed economico pesce.
    Ci imbarchiamo a Merag per tornare sulla terra ferma; l’isola di Krk l’attraversiamo velocemente, poiché sentiamo il richiamo delle curve di montagna e vogliamo andare in un luogo magico: Plitvice. La strada costiera è sottoposta a ingenti lavori di manutenzione; in luogo dell’asfalto troviamo sterrato, le piazzuole d’emergenza sono utilizzate come depositi per materiale edile e ruspe. Comunque, l’Adriatico è sempre al nostro fianco col suo profondo blu. Quando la strada è libera dai lavori è un piacere percorrerla; curve perfette per ampiezza e visibilità sono motivo, per noi, di elevata soddisfazione. Ma è dopo Senj, quando ci spingiamo all’interno, che troviamo la strada perfetta. Perfetta in tutto; traffico, asfalto, curve e panorami. Sono ottanta bellissimi chilometri, durante i quali attraversiamo altopiani silenti. Incrociamo, di tanto in tanto, qualche casa o un banchetto che propone formaggio o miele. A Otocac troviamo, infine, i segni cruenti della guerra. Facciate bucherellate, case bombardate e gli sguardi distaccati della gente del posto, impongono rispetto e discrezione nell’uso della fotocamera. Cimiteri improvvisati appaiono ai lati delle strade. Sono il ricordo costante, e angusto, di una tragedia per nulla remota. Siamo all’ingresso del parco nazionale di Plitvice. Quarantasette laghi, posti ad altezze differenti, generano un numero impressionante di cascate molto coreografiche. La natura lussureggiante che le protegge, rimanda ai biblici quadri dell’antico giardino dell’Eden.

    Il parco nazionale di Plitvice
    Il parco copre una superficie di quasi 30mila ettari, attorno a una valle a gradoni lunga circa otto chilometri. 

    Le acque scendono per un dislivello di 156 metri dal lago Proscan, quello situato più in alto, fino ai 483 metri sul livello del mare del fiume emissario, il Korana. Sono alimentate sia da corsi d’acqua superficiali, sia da fonti sotterranee: qui il sottosuolo, come succede nelle zone carsiche, è attraversato da cavità un po’ come una fetta di gruviera. Il fiume più importante è il “nero” (Crna), seguito dal “bianco” (Bijela) e dal Rijecika: naturalmente periodi di precipitazioni intense possono provocare piene e rendere a volte non praticabili alcuni tratti del parco. Lungo tutta la vallata, 92 cascate e cascatelle di varietà incredibile deliziano l’occhio e l’orecchio del visitatore. I percorsi di visita vanno dal livello normale dell’acqua fino a costoni montuosi di altezza anche considerevole e possono essere piuttosto faticosi: è consigliabile procurarsi all’ingresso una mappa dettagliata dei sentieri e fare attenzione ai tempi di percorrenza. Se si vuole visitare tutto il parco non se ne esce prima di sei ore. Parte della visita può essere fatta a bordo del trenino panoramico, che ha le ruote gommate e consente di ammirare alcuni degli scenari più belli nel massimo silenzio, così come è possibile compiere tratti in natanti spinti da silenziosi motori elettrici sui laghi più estesi. Gli automezzi dei visitatori non sono ammessi all’interno. E adesso guardiamoli da vicino, questi celebri laghi: a seconda dei percorsi scelti li vedremo dall’alto o dalla riva, a seconda dell’ora e della limpidezza dell’aria cambieranno di colore, a seconda della stagione cambierà -l’aspetto della vegetazione che si rispecchia nell’acqua. In autunno, soprattutto sul lago Galovac, danno spettacolo i sommacchi con le loro foglie rosso intenso.

    I laghi Superiori
    I laghi situati più in alto, o Superiori, offrono i panorami più selvaggi, in un ambiente di aspetto dolomitico.

    Il primo è il Proscan, che è anche il secondo per grandezza fra tutti, con i suoi 68 ettari di superficie. È alimentato dal fiume Matica, che raccoglie le acque del Bianco e del Nero. Arriva alla profondità di 37 metri e alla larghezza di 400: queste caratteristiche ne fanno una massa d’acqua di colore solitamente verde scuro, che offre una sensazione di grande tranquillità. Le sue acque alimentano il lago di Ciginovac formando una cascata che presenta formazioni rocciose particolarmente belle nell’angolo di sudest. Va tenuto presente che l’acqua continua a depositare calcare su tutto quello che incontra nella sua discesa, in particolare sui muschi e sulla vegetazione acquatica, ma allo stesso tempo erode quello che prima ha costruito. La deposizione del calcare è un processo rapido sui muschi e le piante che vengono così pietrificate: ma perfino certe minuscole chiocciole acquatiche si trovano ricoperte da una corazza bianca che le fa sembrare dei sassolini semoventi. Il prossimo lago è l’Ogrugljak: qui finisce la strada per il bus del parco e può essere un buon punto di partenza per l’escursione a piedi. Qui si apre anche la grotta di Janecikov, lunga 53 metri: era particolarmente apprezzata per le sue sculture naturali interne, ma oggi lo spostamento della cascata di Labudovac, alta circa 20 metri, ne ha parzialmente ostruito l’ingresso. Bella comunque tutta l’area, che consiste in sbarramenti prosciugati incisi da cavità diverse e piccole grotte.

    I laghi: Galovac e Gradinsko
    Prossima tappa il Galovac, forse il più bello, con la serie di laghetti a valle che danno il meglio di sè in primavera, quando l’abbondanza d’acqua alimenta cascate e cascatelle a centinaia in un fragoroso gioco di spruzzi.

    Era stata costruita una scala in calcestruzzo per avvicinare la cascata principale, la Galovacki Buk, ma il progettista non aveva fatto i conti con la potenza dell’acqua calcarea, che ha ricoperto di roccia quell’oggetto intruso assimilandolo al paesaggio. Da non perdere l’imponente cascata di Veliki Prstavci: di pomeriggio i raggi del sole colorano i suoi spruzzi con un arcobaleno. Un tempo era particolarmente bella la cascata del Galovac, alta 20 metri: in seguito alla Guerra Civile (1991-1995: il parco si trovava in una regione di combattimenti fra serbi e croati) l’abbattimento di alberi ha interrotto l’originario afflusso delle acque. Non lontano è il lago di Gradin che presenta un’interessante colorazione: la profondità dell’acqua è minima sul lato est e arriva al suo massimo di 10 metri presso la sponda opposta. In parallelo il colore dell’acqua passa dal biancastro al verde chiaro fino ad arrivare a un verde cupo. Circondato da imponenti formazioni di canne palustri, il prossimo lago, il Gradinsko, è il prediletto dalle anatre selvatiche per nidificare. Abbiamo accennato alla presenza dell’aquila pescatrice e della cicogna, ma fra quelle di passo e le stanziali, in questa zona di specie di uccelli se ne contano 120. Presso le rive del lago di Burget, in un bel bosco, sono visibili i resti di una costruzione industriale: tutto quello che resta di un progetto irresponsabile di sfruttare l’incanto di queste acque per ricavarne forza motrice. E arriviamo al Koziak, che conclude la serie dei Laghi Superiori: è il più esteso di tutti, con una superficie di 83 ettari, una lunghezza di tre chilometri e una larghezza massima di 600 metri e conta pure un’isoletta, Stefania, così chiamata in onore di una regina che la visitò nel 1888. Il lago è celebre per i colori cangianti della sua superficie che variano a secondo dell’ora. Secondo una tradizione popolare, il suo nome deriva da un episodio occorso in un lontano inverno, quando un branco di capre, vistesi circondate dai lupi, tentarono una fuga disperata sulla superficie gelata del lago: ma la crosta di ghiaccio, troppo sottile, cedette e le povere bestie non ebbero scampo.

    Gli inferiori
    Nella serie dei Laghi Inferiori, a valle del Koziak, il panorama cambia.

    Le sponde sono costituite da pareti rocciose ripide nelle quali si aprono cavità e grotte. Il Milanovac dà spettacolo tingendosi di azzurro, celeste e verde smeraldo a seconda dell’inclinazione dei raggi solari. Le acque di questo lago si gettano nel Gavanovaz attraverso una schiera di cascate poderose. Nel Kaluderovaz, merita una gita in battello l’esplorazione della grotta, parzialmente sommersa, che si apre sulla sua sponda: è una vera “grotta azzurra” in tutto lo splendore del turchese. E per concludere in bellezza arriviamo al Novakovica Brod e godiamoci lo spettacolo del fiume Plitvica che vi si precipita con un salto di ben 78 metri, per inciso venti metri in più rispetto le celebri cascate del Niagara. Queste ultime hanno però una portata maggiore.

    C’era una volta un treno…
    78 chilometri di pista ciclabile tra mare e natura lungo la Parenzana, la famosa tratta ferroviaria che univa Trieste a Parenzo ai tempi degli Austriaci, oggi convertita a paradiso cicloturistico.

    Ecco un bell’esempio di recupero di una linea ferroviaria in disuso che dà nuova vita a una parte di storia della penisola. Era il lontano 1902 quando la prima locomotiva a vapore partiva da Buie per arrivare a Trieste, collegando così l’Istria alle altre città dell’impero austroungarico. I 123 chilometri della ferrovia punivano luoghi dell’Istria altrimenti isolati come borghi collinari dell’interno, tratti carsici e paesi marini. Fu un’opera grandiosa che prevedeva 9 tunnel, 11 ponti, 6 viadotti e 35 stazioni ferroviarie, e fu realizzata in soli due anni per il trasporto di passeggeri e di merci. La ferrovia però fu dismessa per gli alti costi di mantenimento solo dopo 33 anni di servizio, nel 1935, ma, nonostante questa breve vita, lasciò un segno indelebile in tutto il territorio. Oggi per una lunghezza di 78 chilometri che si snodano attraverso l’Italia, la Slovenia e la Croazia, la linea ferroviaria è percorribile in bicicletta, lungo un tracciato bellissimo, non solo per gli appassionati ciclisti, ma anche per gli amanti della natura, del silenzio e del turismo slow. Si può decidere di percorrerla integralmente a tappe, fermandosi nei punti ristoro dedicati, oppure di visitarne solo una parte a seconda dei propri interessi e capacità, dato che alcuni tracciati sono abbastanza impegnativi per via dei dislivelli e dei tratti non asfaltati.

    SOSTA CAMPER
    Parenzo

    • Camping Lanterna: Lanterna 1, 52465 Tar – Tel: + 385 (0)52 404 500 – Aperto da aprile http://www.camping-adriatic.com/it/lanterna-campeggio-porec

    • Campeggio Bijela Uvala: Zelena Laguna – Tel. +385 (0)52 410102 – Aperto da aprile
    www.lagunaporec.com

    Rovigno
    • Campeggio Porton Biondi: Aleja Porton Biondi 1 -Tel. +385 (0)52 813557 – Aperto dal 15 marzo
    www.portonbiondi.hr
    • Campeggio Polari: Polari b.b. – Tel. +385 (0) 52 800200 – Aperto da aprile
    www.campingrovinjvrsar.com
    • Campeggio Veštar: Veštar b.b. – Tel. +385 (0)52 800200 – Aperto da aprile
    www.campingrovinjvrsar.com

    Pola
    • Camping Stoja: Stoja 37 – Tel. +385 (0)52 387144  – Aperto dal 27 marzo
    www.arenacamps.com

    Montona
    • Motuvun camping: Rižanske skupštine 1a – Tel. +385 (0) 52 681607 – Sempre aperto – GPS: N 45° 20’ 04,5’’ E 13° 49’ 30,7’’ – www.motovun-camping.com

    KRK

    • Camping KRK: Narodnog Preporoda 80, 51500 Krk – Reception: + 385 (0)51 221 351 – http://www.camping-adriatic.com/it/campeggio-krk-politin

    Cres
    • Camping Slatina: Martinšica 92 – Martinšica – Tel: +385 (0) 51 574 127 – www.camp-slatina.com
    • Camping Cres Losinj Bijar: Osor bb – Osor, GPS 44°41’58’’ N – 14°23’47’’ E – www.camps-cres-losinj.com
    • Plitvice Jezera: Area sosta in Jezerce 28. GPS N 44.86397 – E 15.64153 – www.campertourism.com

    INFORMAZIONI
    Le contravvenzioni sono elevate per la sosta dei camper in luoghi non autorizzati, cioè ovunque all’infuori dei campeggi, che comunque sono numerosissimi. In caso di rifiuto del pagamento della contravvenzione, vengono ritirati i documenti e subito dopo viene celebrato un processo. In caso di incidenti che provochino lesioni personali o danni materiali ingenti è prevista la comparizione di fronte al giudice penale o amministrativo. Ciò può comportare la custodia cautelare nonché il temporaneo ritiro del passaporto.

    • Ente Nazionale Croato per il Turismo Piazzetta Pattari 1/3 – Milano – info@enteturismocroato.it, tel. 02 86 45 44 97

    http://croatia.hr/it-IT/Homepage, sito ufficiale dell’Ente Croato per il turismo. Si trovano tutte le informazioni necessarie su città, parchi nazionali, singole regioni o itinerari. Completo il motore di ricerca dei campeggi nella sezione dove alloggiare. Offre sia una breve descrizione del campeggio sia, cliccandoci sopra, la scheda completa con servizi e recapiti.

    • Croazia Info – www.croaziainfo.it 

  • Umago, la spiaggia di Kanegra

    Tutti i colori dell’Istria risplendono più che mai in estate, quando le coste accarezzate dal mare cristallino sono un turbinio di colori. L’azzurro del mare, il verde intenso delle pinete e l’oro delle belle spiagge. Suggestivi villaggi di pescatori e borghi ricchi di storia punteggiano l’entroterra. Tanti i campeggi sul mare per godere vacanze di qualità e scoprire le belle perle dell’Adriatico.

    Tra Umago e Cittanova  6 Bandiere Blu
    Siamo nella parte nord occidentale dell’Istria, quella più vicina al confine italiano, dove sorgono quattro perle dell’Adriatico: Umago, Cittanova, Verteneglio e Buie.

    Un territorio ricco di meraviglie naturali e una tradizione culinaria che gode dei prodotti locali per una vacanza all’insegna di cultura, wellness e buona cucina. Un ventaglio di colori, profumi e sapori! Che preferiate panorami selvaggi e incontaminati o spiagge attrezzate, questa fetta d’Istria è così variegata da soddisfare ogni esigenza. Vi attendono pittoresche baie con sabbia dorata perfette per le famiglie con bambini, spiagge di ciottoli circondate da pinete rigogliose, coste rocciose e frastagliate. Accontentati anche gli amici che in gruppo sono alla ricerca di vita notturna e feste in spiaggia. Uno sviluppo sostenibile ha premiato l’Istria con ben 43 spiagge insignite della prestigiosa Bandiera Blu, di cui 6 si trovano tra Umago e Cittanova. Tra le spiagge più famose della zona di Umago troviamo quelle di Katoro, Stella Maris e Kanova; spostandoci invece verso Cittanova, le località balneari preferite sono le spiagge di Mareda, Sirena e Maestral.

    La libertà del campeggio
    Situati lungo la costa e con un alto livello qualitativo, i campeggi dell’Istria nord occidentale sono il luogo ideale dove trascorrere una vacanza in completa libertà, immersi nella natura mediterranea.

    Da quelli più esclusivi nei dintorni di Umago, fino a quello più incontaminato di Mareda vicino a Cittanova, queste oasi mettono a disposizione spiagge lunghe centinaia di metri e ben attrezzate, campi sportivi, passeggiate e pinete. L’eccellente CampingIN Park Umag, vincitore dei massimi riconoscimenti da parte dell’ADAC, attira sempre un notevole numero di campeggiatori da tutta Europa. Con standard avanzati e una capacità ricettiva di oltre 6.000 persone, questo campeggio è il più grande dell’Istria, nonché uno dei migliori della Croazia. Sempre a Umago si trovano il CampingIN Stella Maris Umag, il tranquillo ed elegante CampingIN Finida Umag e il campeggio naturista CampingIN Kanegra FKK Umag, di minori dimensioni e situato sulla costa meridionale della Baia di Pirano. Nel paesino di Salvore è situato il campeggio CampingIN Pineta Umag, anch’esso facente parte dell’esclusivo club dei campeggi a quattro stelle di Umago. Scendendo lungo la costa, a Cittanova, si trovano il Camping Sirena e l’incontaminato Camping Park Mareda.

    Il parco acquatico Istralandia
    Novità di quest’estate: apre i battenti il parco acquatico Istralandia.

    L’attrazione, a circa 5 km dalla costa, in prossimità dell’uscita autostradale di Villanova, tra Cittanova e Verteneglio, ha una superficie di ben 81 mila mq, di cui oltre 4 mila dedicati alle superfici acquatiche. Adrenalina ed emozioni nei 20 diversi scivoli, da quelli alti e ripidi per i più audaci, passando per quelli da attraversare a bordo di gommoni, fino a quelli a tubo tecnologici con diversi angoli di inclinazione. Divertimento assicurato anche in una delle più grandi piscine con onde artificiali, nella quale sarà possibile praticare surf, nuotare o galleggiare a bordo di gommoni ad aria. E poi piscina idromassaggio a due livelli con tanto di cascate, lettini su cui rilassarsi, massaggio in acqua, effetti acquatici con vulcani in eruzione, geyser, nebbia, fontane e cascate. Per i più piccoli piscina con acqua bassa, castello acquatico, scivoli aperti e chiusi, effetti acquatici e pistole ad acqua.

    Informazioni
    Comprensorio turistico di Umago, Cittanova, Verteneglio, Buie

    www.coloursofistria.com

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    La nostra prima volta in camper: un sogno finalmente realizzato che ci ha visto partire senza una meta precisa, verso Austria e Slovenia. Ma il grosso dell’itinerario si è svolto in Croazia

    di Carla e Germano

    Io e mio marito, abbiamo sempre avuto il pallino del camper, è sempre stato uno dei nostri sogni. Nel luglio 2010 non riuscivamo a decidere dove andare in vacanza, tutto d’un tratto ecco l’illuminazione: compriamo il camper e partiamo. E così, dopo dieci giorni di ricerche l’abbiamo trovato, o meglio, lui ha trovato noi! Due giorni per lavarlo-sterilizzarlo-prepararlo-caricarlo, comprare cavo-tubo-cunei-tavolo-sedie e partiamo …si partiamo, ma dove andiamo? …non lo so, intanto partiamo!!!

    1 agosto
    Il camper è pronto, noi pure! Partiamo da Teramo alla volta di Ortona per salutare i parenti e soprattutto per caricare le provviste della mamma! Dopo prendiamo l’A14 direzione Nord …senza meta! Che bella sensazione.

    2 agosto: Ortona – Dobbiaco
    Durante la notte ci siamo fermati per riposarci un paio d’ore in un autogrill vicino a Faenza. Al risveglio abbiamo trovato una spiacevole sorpresa: approfittando del luogo rumoroso qualcuno si è intrufolato nel camper rubandoci dei soldi (per fortuna non ha preso documenti e altre cose essenziali: ladro gentiluomo!). Ma non ci demoralizziamo, non sarà un ladruncolo a rovinare la nostra avventura, ma impariamo la lezione. Ci dirigiamo verso Bardolino del Garda per pranzare sul lago, purtroppo è superaffollato e non riusciamo a trovare parcheggio, quindi ci rimettiamo in cammino e decidiamo di dirigerci verso Dobbiaco. Siamo fortunati. Troviamo posto nel camping sul lago (www.toblachersee.com), ci sistemiamo, scarichiamo le bici e montiamo in sella per fare il giro del lago: che meraviglia, le montagne si specchiano nel lago, qui la calma regna sovrana; quest’atmosfera surreale accompagna le nostre pedalate fino a quasi notte. Alle 21.00 torniamo in camper, ceniamo con una buonissima focaccia presa al ristorante del camping “Il Fienile” e andiamo a dormire con sottofondo di pioggia, tanta pioggia!

    3 agosto: Dobbiaco – Postumia
    Brrr che freddo: 8 gradi! Il tempo non è dei migliori, decidiamo quindi di spostarci e di andare in Slovenia per visitare le grotte di Postumia, passando per l’Austria. Prima però ci cimentiamo nelle classiche operazioni di carico-scarico: per noi è la prima volta… Insomma dopo mezz’ora di fatica tra tubi, posizionamenti sul piccolo tombino e cavoli vari ci accorgiamo che si è creata una bella coda di camper che devono utilizzare il camper service: scusateci, siamo novellini. Superiamo San Candido senza poterci fermare – non troviamo parcheggio – entriamo in Austria e facciamo una breve sosta a Silian; presi dall’entusiasmo decidiamo di non prendere l’autostrada per raggiungere la Slovenia, tanto abbiamo il navigatore (le ultime parole famose!). Il paesaggio Austriaco è bellissimo, abbiamo percorso una strada alpina stretta e tortuosa, con tanti paesini e tante mucche – sembrava di stare a casa di Heidi! Dopo esserci praticamente persi e dopo che si era perso anche il navigatore (ovviamente non avevamo nemmeno una cartina, altrimenti che avventura sarebbe?) riusciamo a trovare una strada “amica”: il passo di Monte Croce Carnico. Il camper è stato messo a dura prova, ma il pilota è stato super e ce la siamo cavata egregiamente. Ripassiamo in Italia e passando per Trieste entriamo in Slovenia. Arriviamo a Postumia alle 20:00 (c’è 1 ora di fuso), fortunatamente troviamo un posticino nell’area attrezzata delle grotte (Autocamp Postojna java). N.B. memori dell’esperienza austriaca, compriamo le cartine di Croazia e Slovenia e passiamo la serata a fantasticare sul nostro itinerario… fuori diluvia!

    4 agosto: Postumia – Plitvice
    La mattina visitiamo le grotte, sono lunghe 22 km e si estendono su 3 livelli, belle, molto particolari, con delle sale molto grandi; vi si accede con un trenino, sul quale fa freddissimo! A ora di pranzo ripartiamo, meta Croazia, destinazione Laghi di Plitvice. Finalmente c’è il sole, ci gustiamo tutto il paesaggio Sloveno e al confine con la Croazia prendiamo l’autostrada. Dopo Riejka decidiamo di uscire per ammirare meglio il paesaggio; morale: il paesaggio è molto bello, si vedono la penisola istriana e le varie isole, ma noi non riusciamo più a riprendere l’autostrada, la segnaletica è inesistente. Dopo circa 5 ore di viaggio arriviamo a Plitvice e sostiamo al camping Korana. Il camping è enorme ma disordinatissimo, praticamente un accampamento. Ci lasciamo coinvolgere dall’atmosfera e ci piace comunque! La notte, manco a dirlo, diluvia!

    5 agosto: Plitvice
    Lasciato il camping (N.B. il camper service del Korana è veramente pessimo, poco agevole e notevolmente sporco) ci dirigiamo verso il parco. Il parco è costituito da 16 laghi collegati tra loro da cascate, nel 1979 è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Parcheggiato al P 2, compriamo la cartina e decidiamo di seguire il percorso H (6 ore). Questo percorso alterna tratti a piedi a tratti con il battello o con il trenino e ci permette di ammirare tutti i laghi, da quello più in alto a quello più a valle. Da subito rimaniamo affascinati dalle meraviglie che ci circondano: i laghi sono degli specchi d’acqua limpida che cambiano colore ad ogni raggio di sole; le cascate sono numerose e imponenti e le passerelle sull’acqua ci permettono di vivere appieno questi luoghi magici; anche il tempo è dalla nostra parte, scompaiono le nuvole e arriva il sole che ci accompagnerà per quasi tutta la giornata. Il parco è veramente bellissimo, siamo soddisfattissimi della nostra scelta. Tornati al parcheggio assaggiamo alcune specialità del posto: delle more giganti a un ottimo strudel. Delusi dal Korana decidiamo di cambiare camping, andiamo al Borje: un paradiso! Oltre che pulito è anche dotato di lavanderia e wi-fi gratuito ed è dotato di un comodo camper service. Questa sera non piove, ne approfittiamo e decidiamo di provare “per la prima volta” tendalino, tavolo, sedie e… ah, ora si che ci sentiamo in campeggio!!!

    6 agosto: Plitvice – Spalato – Trogir
    Questa mattina siamo riusciti a partire un po’ prima, stiamo diventando bravini con le operazioni di routine! Ovviamente partiamo senza meta. Ci dirigiamo verso la costa e poi, vista la strada scorrevole, decidiamo di arrivare fino a Spalato. Parcheggiamo vicino al porto turistico, in un parcheggio grande e gratuito. Scarichiamo le bici e raggiungiamo il centro (si può andare anche a piedi, è vicinissimo); ammiriamo le bellezze di Split: il palazzo di Diocleziano, il lungomare, il corso e gli antichi vicoli. Soddisfatti, ripartiamo, questa volta con una meta: vogliamo andare a Trogir. Beh, l’indomani sarà il mio compleanno e vorrei che fosse speciale. Strada facendo proviamo a cercare il liquido per il wc perché inizia a scarseggiare, ma non riusciamo a trovarlo. Strano che non si trovi il liquido a Spalato (eravamo ignari del fatto che in Croazia non l’avremmo mai trovato!), comunque ripartiamo e iniziamo a trovare traffico, tantissimo traffico. Ma la nostra destinazione è Trogir e non ci fermerà nessuno. Finalmente arrivati, iniziamo la ricerca di un posto in cui dormire: tutti i campeggi sono pieni; iniziamo, quindi, la lunga coda di traffico per tornare indietro in una strada a doppio senso strettissima, ma il mio pilota anche questa volta non mi delude. Intanto si è fatta notte e, finalmente, troviamo posto nel parcheggio di un camping a qualche chilometro da Trogir, molto desolante, ma non c’è scelta visto che in Croazia il campeggio libero è vietato.

    7 agosto: Trogir – Primosten Sibenik – Biograd
    Partiamo presto per andare a fare colazione a Trogir, vogliamo rifarci per la serata di ieri e festeggiare bene il mio compleanno; la città è bellissima, il centro storico è un isolotto circondato dal mare, ora capiamo perché è definita “la perla dell’Adriatico”. È davvero valsa la pena tornare indietro per visitarla, facciamo anche degli ottimi acquisti al mercatino, la frutta è deliziosa. Ripartiamo e torniamo indietro a Kastela, per comprare il liquido disgregante; cerchiamo un fantomatico “dalmatian caravan” (trovata una vecchia pubblicità nel campeggio), purtroppo introvabile, forse inesistente. Ripartiamo sconsolati, per fortuna ci tirano su il morale Primosten e Sibenik; sono entrambe meritevoli ma Primosten ci è rimasta nel cuore con i suoi colori e le viuzze piccole, si estende su due penisole gemelle protese verso il mare, la prima ospita l’antico centro cittadino, la seconda le strutture alberghiere: è una vera chicca. A Sibenik, oltre che il bel lungomare, è degno di nota il complesso della Cattedrale di S. Giacomo. Con grande gioia di Germano a Sibenik abbiamo incontrato un gruppo di moto d’epoca, era una tappa della “Zara-Spalato”. È stata dura convincerlo ad andare via. Ripartiamo alla volta di Biograd, dove intendiamo fermarci qualche giorno per rilassarci un po’. Sembra andare tutto liscio. Immaginiamo, una volta giunti in campeggio, di proseguire i festeggiamenti con una bella pedalata e poi un bagno al tramonto. Così raggiungiamo il camping Soline (www.campsoline.com/ita/) e troviamo una bella piazzola: ci sistemiamo e prendiamo le bici, scoprendo sia di aver bucato sia di aver perso le chiavi dei lucchetti. Germano sostituisce la camera d’aria, taglia la catena e ci avviamo finalmente verso il centro. Dopo aver girato tutti i negozi di Biograd ci rendiamo conto che, oltre al liquido per il wc, in Croazia sono introvabili anche le catene. Allora facciamo alla meglio, ci accontentiamo di un guinzaglio per cani e di una sottospecie di lucchetto comprato in un negozio cinese. Ormai esausti non abbiamo più tempo per fare il bagno: ci consoliamo con una bella cenetta di pesce!

    8 agosto: Biograd
    Oggi giornata di relax tra sole, mare e bici; il nostro campeggio è collegato al centro di Biograd da una passeggiata di 3 chilometri che costeggia il mare, sia di giorno che di sera ci sono numerose bancarelle e localini sempre pieni di gente.

    9 agosto: Kornati
    Oggi gita in barca alle isole Kornati, con ottima grigliata di carne e pesce in barca. La sera cena alla Taverna Konoba: tutto buonissimo ma agliosissimo!

    10 agosto: Biograd – Zara – Krk – Njivice
    Dopo un risveglio malaticcio per Germano (il sole preso in barca è stato un po’ troppo!), riusciamo a partire e ci fermiamo a Zadar, capitale della Dalmazia. Parcheggiamo facilmente in centro, vicino l’imbarcadero dei traghetti. Bellissima città, pulita, accogliente e a misura di turista, la chiesa di S.Donato con l’imponente campanile dominano nel cuore della città. Ripartiamo a malincuore, ma siamo subito consolati dalla splendida costa Zaratina che fino a Senji regala dei panorami mozzafiato, a nostro giudizio il più bel tratto di costa Croata da Spalato verso nord. Proseguiamo con destinazione Krk; dopo aver passato il ponte che collega l’isola alla città iniziamo a pregustare il campeggio Jezevac che sognavamo da tre giorni. Purtroppo l’isola è stracolma e non ci sono posti nei campeggi. Germano sta sempre peggio, ma grazie all’aiuto di una hostess dello Jezerac riusciamo a trovare una sistemazione di fortuna nel campeggio Njivice. Il campeggio è pienissimo ed è il peggiore che abbiamo trovato fin’ora ma Germano sta troppo male e ha bisogno di riposare, quindi ci sistemiamo fortunosamente per la notte.

    11 agosto: Njivice – Opatija – Pula
    Non abbiamo dormito quasi niente, Germano ha avuto la febbre altissima tutta la notte. Al risveglio, se non altro, c’è il fornaio che passa tra i camper: cornetti freschi e pane caldo e fragrante per colazione. Oggi guiderò io! Dopo pochi chilometri mi accorgo che mio marito non sta poi così male poiché commenta in continuazione la mia guida, fino a quando, finalmente, si addormenta!  Ci fermiamo per una sosta a Opatjia: la cittadina ci ricorda molto Montecarlo con casinò, giardini curatissimi e tanti ricconi. Lasciamo la regione del Quarnero per percorrere parte della penisola Istriana, fino ad arrivare a Pola; questa volta siamo fortunati e troviamo una splendida piazzola nel camping Stoja. Il camping si estende su una piccola penisola e offre dei meravigliosi panorami di alba e tramonto, oltre che un mare da favola e ottimi servizi. Unico neo l’attacco della corrente è diverso dal nostro e dopo aver gironzolato l’intero pomeriggio per tutti i negozi di Pola nella vana ricerca di un adattatore, siamo costretti a cambiare la spina (in compenso abbiamo trovato catena e lucchetto per le bici!). Finalmente funziona tutto, facciamo un giro con le bici nel camping e per curiosare un po’ entriamo nel market del camping, e che ti troviamo? L’adattatore!!! E liquido per il wc, finalmente. N.B.: questo liquido in realtà aveva un’efficacia pari all’acqua fresca, morale: se andate in Croazia portatevene una bella scorta!

    12 agosto: Pola
    Oggi riposo e cultura: la mattina mare e il pomeriggio gita a Pola con il comodissimo autobus n°1 che in 10 minuti ci ha portati in centro; abbiamo visitato la Fortezza Veneta, l’Anfiteatro Romano, il Tempio di Augusto e i bei negozietti per comprare qualche regalino.

    13 agosto: Pola – Premantura – Medulin Rovinji – Muggia
    A malincuore lasciamo Pola con destinazione Premantura, ma a causa del brutto tempo e dell’intenso traffico non riusciamo ad ammirarne appieno la bellezza, stesso discorso vale per Medulin; partiamo, dunque, alla volta di Rovinji, parcheggiamo alle porte della città. La pioggia ci dà un po’ di tregua, riusciamo così a visitare questo splendido posto gremito di gente. La città è davvero un gioiellino, ci sono dei vicoli che si aprono sul mare dando luogo a scorci meravigliosi. Ripartiamo alla volta di Porec, ma inizia a diluviare, e quindi dobbiamo tirare dritto verso l’Italia. Grazie al nostro navigatore che si è perso di nuovo, abbiamo sbagliato strada e casualmente abbiamo evitato la lunga coda al confine passando per una strada secondaria: non tutti i mali vengono per nuocere. In serata raggiungiamo il Camping S. Bartolomeo a Muggia (www.campeggiosanbartolomeo.it) e dalla posizione in prima linea ci gustiamo un suggestivo tramonto sul mare.

    14 agosto: Muggia – Trieste – Duino Punta Sabbioni
    Non ce l’aspettavamo ma c’è il sole. Parcheggiamo a Trieste sul lungomare vicino l’acquario. Abbiamo apprezzato le bellezze del capoluogo passeggiando lungo le sue strade e salendo verso la Fortezza, dopodiché ci siamo immersi nella magnifica atmosfera del Castello Miramare; ci è talmente piaciuto, che la visita al Castello di Duino, poco dopo, ci ha un po’ delusi. La pioggia sta prendendo di nuovo il sopravvento, allora di nuovo a bordo: si va a Venezia. Ci dirigiamo a Punta Sabbioni e troviamo una persona gentile e disponibile che ci permette di sostare solo per una notte, presso la “locanda da Scarpa” (www.dascarpa.it)… intanto la pioggia è diventata diluvio.

    15 agosto:  Venezia-Riccione
    Evviva c’è il sole! Con le bici arriviamo all’imbarcadero e ci lasciamo trasportare nella magica atmosfera di Venezia. Essendo Ferragosto c’è più gente del solito ma non importa, è sempre meravigliosa; visitiamo il Palazzo Ducale, che nelle precedenti occasioni avevamo perso, e nel pomeriggio ci spostiamo a Burano. Torniamo a Punta Sabbioni e decidiamo di ripartire: fortunatamente non incontriamo traffico, percorriamo la Romea e in meno di 4 ore siamo a Coriano. Segue una giornata a Oltremare, affascinati da rapaci, delfini e tanto altro ancora e in serata andiamo a trovare gli zii che vivono a Coriano. Quindi l’ultima tappa. È stata un’esperienza meravigliosa. Quello che può sembrare un arrivo è per noi un nuovo inizio: l’inizio di una vita da camperisti!

    NOTA SPESE  (7 kn = 1 euro)
    Camping Dobbiaco 33,40 €
    Vignette Slovenia 15,00 €
    Autocamp grotte di Postumia 15,00 €
    Ingresso grotte Postumia x2 = 40,00 €
    Autocamp Korana 28,00 €
    Ingresso plitvice x2 = 220 kn
    Parcheggio plitvice 70 kn
    Autocamp Borje 188kn
    Camping Vranjica 160kn
    Camping Solina 580kn (3 notti)
    Camping Njivice 138kn
    Camping Stoja 542kn (2 notti)
    Parcheggio Rovinji 25kn/h
    Camping S.Bartolomeo 27 €
    AA “locanda da Scarpa” 20 €
    Camper: Rimor Sloop 560 su ford 2500 aspirato del’91 detto Rino (il campeRino). Km percorsi: 3.420