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Benessere

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    Il Lago di Garda è davvero unico con i suoi borghi, i suoi vicoli, i suoi pescatori: un gigante d’acqua chiuso tra Alpi e dolci colline moreniche che sa divertire il turista e affascinare il viaggiatore

    Testo Alessio Gabbi Foto D.R.

    A scuola lo abbiamo imparato a memoria. Il Lago di Garda è il più grande d’Italia. Ma solo quando arriviamo al suo cospetto ci rendiamo veramente conto di essere di fronte a qualcosa di unico. Unico per la varietà di offerte che fanno impazzire milioni di nordeuropei che qui trovano un assaggio di clima Mediterraneo, unico per la storia e gli avvenimenti che hanno lasciato segni indelebili, unico per il colore delle sue acque, dorate all’alba, blu cobalto al tramonto, quasi nero quando un temporale sta arrivando. Il Lago di Garda, con la sua posizione centrale, si raggiunge in un momento da ogni parte del Nord Italia, gioia e delizia per i camperisti settentrionali che possono raggiungerlo tanto per una vacanza quanto per un breve weekend a tema. Ma l’eccellente collegamento autostradale permette di arrivare velocemente anche da Roma (540 chilometri a Desenzano) o da Firenze (270 chilometri fino alla stessa località) diventando meta perfetta per un ponte festivo o una breve vacanza. Cosa fare sul lago? Non c’è che l’imbarazzo della scelta. In estate la balneazione è solo un aspetto dell’intrattenimento: ci sono giganteschi parchi divertimento, centri termali invidiabili, per i giovani disco club di fama europea, montagne da esplorare, luoghi storici unici e suggestivi. O semplicemente si possono fare romantiche passeggiate, cenette in raffinati ristoranti o mangiate in compagnia nelle birrerie. L’accoglienza davvero non fa difetto a questo luogo. Anche i campeggi sono numerosissimi, alcuni aperti tutto l’anno. E se cercate sosåte meno impegnative, sono tante le aree più o meno attrezzate che danno ospitalità ai camperisti. Benvenuti sulle sponde che fecero innamorare e ispirarono poeti e scrittori di ogni epoca, da Catullo a Dante Alighieri, da Goethe a Carducci, tutti ammaliati dal fascino di questo “mare” raccolto tra le montagne.

    Un giro intorno al lago
    Un bacino di circa trecentosettanta chilometri quadrati che bagna le sponde di Lombardia, Trentino e Veneto.

    Data un’occhiata alla carta stradale, potremmo decidere di girare in torno, ma parliamo di una distanza ragguardevole, 150 chilometri circa, densi di località dove vale la pena fare una sosta. Partendo come noi da Milano, percorrere la sponda lombarda è la prima tentazione che viene in mente di fare. Il confine settentrionale del lago, tra il Trentino e la Lombardia, è segnato da Limone sul Garda, ed è già il pretesto per una tappa interessante. Si stratta di un piccolo borgo che la sua posizione particolare ha isolato dal resto del mondo fino agli anni quaranta. Anche se apparentemente riconduce agli agrumi, il nome deriva dal latino, dalla parola confine, Limes, appunto. Ma anche il giallo agrume ha trovato qui il suo habitat aiutato dalle -caratteristiche -serre, le limonaie, con struttura in mattoni ed ampie vetrate. Ridiscendendo la sponda, in un susseguirsi di scorci sul lago e gallerie, arriviamo a Gargnano, il tipico borgo di pescatori, dove sulle finestre delle case più vecchie ancora si vedono gli emblemi della Repubblica di Venezia di cui Gargnano era parte. Ma questa località ha avuto rilevanza storica anche nel corso del Novecento: Villa Feltrinelli era infatti sede del governo Mussolini durante il periodo della Repubblica di Salò. Nella vicina frazione di Bogliaco il 6 settembre si svolge la celebre regata Centomiglia. Villa Bettoni è un’altra attrazione del paese, con il suo giardino all’italiana. Scendiamo ancora fino a Toscolano Maderno e ancora ci fermiamo. La località era nota anche ai romani: qui ci sono i resti della villa che fu del generale Marco Nonio Macrino. Dell’attività cartiera che si era sviluppata lungo il corso del torrente Toscolano è restato un interessante Museo della Carta. Se volete cambiare sponda del lago, dal porticciolo di Maderno partono i traghetti che vi trasportano nel veronese. Gardone Riviera è celebre per il Vittoriale, la sorprendente dimora-museo di un grande della letteratura del Novecento, Gabriele d’Annunzio, protagonista anche di clamorose imprese politiche e guerresche durante e dopo la prima guerra mondiale. L’anfiteatro del Vittoriale è ancora sede suggestiva in estate di numerose manifestazioni culturali. Una passeggiata per Gardone è anche un viaggio nei fasti vissuti della borghesia ottocentesca: qui era il ritrovo del “bel mondo” di allora, ne sono testimoni le tante ville, il Grand Hotel che ospitò tra gli altri Churchill e re Giorgio di Sassonia, il giardino botanico fondato dal dentista dello zar di Russia, aperto al pubblico tra marzo ed ottobre. Salò è il centro storicamente più importante della costa occidentale del lago: capitale della Magnifica Patria durante l’epoca veneta, sede di ministeri che diede il nome alla già citata Repubblica Sociale tra il ‘43 e il ‘45 della Repubblica di Salò. Tanti gli eleganti palazzi, pregevole il Duomo, al cui interno si ammirano tele del Romanino e del Moretto. Siamo sulla sponda meridionale, proseguendo in direzione di Desenzano si incontra il paese di San Felice del Benaco: deliziosa la frazione Portese, borghetto di pescatori con un caratteristico porticciolo. Manerba del Garda ci accoglie tra uliveti e vigneti. Qui c’è il Parco della Rocca, un promontorio a picco sul lago che regala vedute magnifiche sullo specchio d’acqua. Moniga si presenta al visitatore con la sua possente cinta muraria, al cui interno il piccolo borgo mostra il suo aspetto rustico di borgo agricolo che è stato per secoli. Moniga è celebre anche come Città del vino, qui si produce il Chiaretto, un rosato molto apprezzato. Quindi arriviamo a Desenzano, vera cittadina veneziana e luogo di stoccaggio e smistamento dei cereali destinati alla Serenissima. Da non perdere una visita alla Villa Romana risalente al primo secolo avanti Cristo: suggestivi i mosaici pavimentali -raffiguranti -scene di vita quotidiana della nobiltà romana, così come il Castello che domina dall’alto e il Duomo con una tela del Tiepolo raffigurante l’Ultima Cena.

    Sirmione, sei unica!
    È un posto diverso da tutti gli altri, forse perché ha vissuto una doppia vita. 

    Da una parte è stato un luogo prediletto e celebrato dai poeti, ideale per soggiorni in perfetto relax in un paesaggio incantato, con il clima più mite di tutta l’Italia padana. Ma poi c’è quella sua rocca formidabile a raccontarci una storia fatta di lotte per il predominio su questa parte d’Italia. In realtà, il duplice destino di Sirmione è tutto scritto nella sua geografia. Quei quattro chilometri di penisola che la proiettano nel Lago le offrono un panorama formidabile, ma nello stesso tempo sono ideali per difendersi dagli attacchi via terra. La scoperta delle sorgenti di acqua solforosa, situate nel fondale a breve distanza dalla punta della penisola, ha poi regalato a Sirmione a fine Ottocento un’attrattiva in più, le terme. L’area di Sirmione è stata abitata fino dal Neolitico. Qui i romani avevano creato una stazione di sosta, e qualcuno tra loro ha investito una montagna di sesterzi (la moneta romana) per costruirsi una villa imponente che copriva una superficie di due ettari, La più grande villa romana pervenuta fino a noi nell’Italia settentrionale. Il nome che gli hanno, “Grotte di Catullo”: un falso storico, nulla fa pensare che qui vivesse il grande poeta romano. Anche le “grotte” in realtà è quel che resta dei due piani inferiori di un edificio in origine di tre piani ricoperto di terra e di vegetazione nel corso dei secoli. Attraversiamo il borgo medievale, elegante e ben conservato, ricco di negozi e di locali allettanti, e visitiamo la principale attrazione di Sirmione, la Rocca Scaligera. Gli Scaligeri, la famiglia che dominava Verona, si impadronirono di Sirmione, fino ad allora libero comune, in seguito a una vicenda con risvolti raccapriccianti. Siamo nel 1267. Papa Clemente IV ha bandito una crociata per estirpare con estrema violenza la setta eretica dei Càtari nella Francia meridionale. Circa 200 di loro si sono rifugiati a Sirmione. Il Papa vuole costringere i veronesi a muovere guerra agli eretici e ci va giù pesante: scomunica la città e tutti i suoi abitanti come amici degli eretici. Una faccenda davvero pesante all’epoca. Un grosso esercito parte da Verona alla volta di Sirmione: i Càtari vengono consegnati in catene ai veronesi e tutti finiscono davanti al tribunale della Santa Inquisizione. Vengono torturati, costretti a confessare, condannati tutti al rogo nell’arena di Verona. Diventati signori di Sirmione, gli Scaligeri avviano la costruzione della Rocca: la torre di avvistamento, alta 46 metri, la darsena interna, che ospitava le imbarcazioni da guerra, ma a dare la forma attuale alla rocca furono più tardi i veneziani.  Fra i monumenti di Sirmione da non perdere c’è la Chiesa di Sant’Anna, presso la Rocca, ornata da affreschi votivi. Della stessa epoca è la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Nell’Ottocento Sirmione è luogo di villeggiatura di nobili e grandi borghesi che si fanno costruire belle dimore: un esempio di stile neoclassico è Villa Cortine, con una facciata ispirata alle opere del Palladio e un bel giardino geometrico all’italiana.

    Sulla sponda orientale
    Risalendo lungo la sponda veneta abbiamo sulla destra il massiccio del Monte Baldo, che separa il Lago dalla valle dell’Adige. 

    Incontriamo belle località come Lazise, Garda, San Vigilio, Torri del Benaco, Malcesine. Quest’ultimo è un piccolo centro particolarmente suggestivo. Malcesine si raccoglie intorno al Castello Scaligero che svetta su uno sperone roccioso e allo storico Palazzo dei Capitani, due edifici che restituiscono, almeno in parte, quell’atmosfera tutta medioevale che caratterizza il paese, anche se le origini di questo centro sono ben più remote. Certamente qui già avevano costruito i romani, anche se il ritrovamento di basi di palafitte porta molto indietro le lancette del tempo. Il clima dolce, mitigato da quell’enorme volano -termico che è il lago, fa sì che l’olio d’oliva qui prodotto sia -particolarmente delicato e apprezzato. Ma Malcesine è anche la località guardata a vista da un gigante, il Monte Baldo, sul quale si scia o si cammina (a seconda della stagione) raggiungendo le sue vette con una comoda funivia. La Rocca di Malcesine vale una visita. Le sue origini certe sono ancora un punto di domanda per gli storici. Visitandola recatevi in fondo al cortile: una balconata sporge a picco sul lago ad un’altezza di 24 metri dallo specchio d’acqua, consentendo una suggestiva vista panoramica sul lago e sui monti circostanti. Risalendo una rampa di scale si raggiunge invece la “Sala Goethe”, con esposte le immagini che il poeta tedesco ha tratteggiato del lago e del Castello stesso nel suo celebre “Viaggio in Italia”. Si può salire al secondo cortile, il “Rivellino”. Qui da uno spalto merlato si ammira il paese, il lago e il fianco occidentale del Baldo. Il Castello è anche sede del Museo della Pesca, delle attività del lago e “delle Galere veneziane”. Nel Castello ha anche sede un interessante Museo di Storia naturale, recentemente riprogettato, consigliabile specie se si hanno ragazzi in età scolare. Altro edificio di rilievo a Malcesine è il Palazzo dei Capitani. Un edificio in stile veneziano sontuosamente decorato. Passeggiando per le vie del centro vi imbatterete anche in numerose e pregevoli chiese.

    Alla conquista del Monte Baldo
    Una gita sulla cima dell’”Hortus Europae” per ammirare il panorama, oppure per fare una discesa di 2.000 metri in mountain bike.

    Tranquilli, non vi chiediamo di intraprendere una lunga passeggiata, anche se la cosa è possibile ed estremamente salutare. Potete conquistare la cima del Monte Baldo attraverso la funivia che parte da Malcesine, una struttura moderna in vetro e acciaio con tanto di cabina che ruota su se stessa per offrire ai passeggeri una vista a 360 gradi sul fantastico panorama. Dalla cima del monte partono una moltitudine di sentieri e itinerari percorribili a piedi o in mountain bike. Chi è più propenso ai piaceri della tavola che allo sport può raggiungere uno dei tanti rifugi o una malga e gustare le specialità di formaggi e salumi del posto. Per gli appassionati di mountain bike c’è uno dei percorsi più apprezzati dagli amanti del genere: dalla cima del Monte Altissimo si percorrere una lunghissima discesa, sul sentiero 601, fino a valle. 2.000 metri di dislivello di pura passione!

    LE TERME SUL GARDA
    • Terme di Sirmione – A Sirmione c’è uno tra i più importanti centri termali d’Italia. Da un secolo le Terme di Sirmione si prendono cura dei suoi visitatori. Due sono i centri termali, le terme Catullo, nel centro storico, e le terme Virgilio, all’ingresso della penisola. La struttura si completa col Centro Benessere Termale Aquaria dove sul lago si affacciano le sue grandi piscine. In particolare si apprezza la piscina esterna collegata con quella interna. La temperatura, sempre tra i 34 e i 36 gradi, la rende piacevole anche in inverno. (Info: www.termedisirmione.com)
    • Terme Virgilio – Piazza Virgilio 1 Sirmione (BS)
    • Terme Catullo – via Punta Staffalo 1 Sirmione (BS) Tel. 030 916044 – Per prenotazioni: Tel. 030 9904923; numero verde Tel. 800 802125
    • Aquaria – P.zza Don A. Piatti Sirmione (BS) Tel. 030 916044
    Sosta camper: per Aquaria e Terme Catullo parcheggio Monte Baldo vicino al centro storico a pagamento; presentando il biglietto del centro a i clienti è riconosciuto uno sconto del 30% sulla tariffa oraria del parcheggio; per le terme Virgilio PS comunale comodo nelle vicinanze.
    • Villa dei Cedri – Una villa veneta costruita a cavallo del XVIII e XIX e un parco secolare, il giardino romantico ottocentesco. Le terme sono arrivate dopo: per un caso fortuito trivellando un pozzo in cerca di acqua per l’irrigazione del parco. Da 200 metri di profondità cominciò a sgorgare acqua da due falde, una con acqua a 37°C ed una a 42°C. L’occasione fu presa al balzo attraverso la creazione di laghetti e una moderna piscina alimentata da acqua termale. Caratteristica di Villa dei Cedri è la possibilità di fare le ore piccole nel parco, nuotando nell’acqua calda tra suggestivi giochi di luce.
    Info: www.villadeicedri.it – piazza di Sopra 4 Colà di Lazise (VR) Tel. 045 7590988
    Apertura: tutti i giorni Lun-gio 9-21; Ven-sab e prefestivi 9-2 di notte; Dom e festivi 9-23
    Accesso ai bambini consentito senza limiti d’età
    Sosta camper: area attrezzata dedicata (elettricità, acqua, carico/scarico, docce e WC) al costo di 1 euro all’ora (min. 5 ore). Da esibire all’entrata per ottenere uno sconto sul biglietto d’ingresso.

    IL LAGO DEI DIVERTIMENTI
    Intorno a Lazise si trova la più alta concentrazione di parchi a tema di tutta Italia, per la gioia dei bambini.
    • Gardaland: Il parco dei divertimenti più grande d’Italia, più di 20 attrazioni e spettacoli per tutti i gusti a cavallo tra adrenalina, sogno e fantasia: rapide nella giungla, mari in tempesta, l’emozione di volare a bordo di un jet supersonico.
    www.gardaland.it
    • Accanto a Gardaland, il gigantesco acquario con 37 vasche, un tunnel sottomarino trasparente per sentirsi immersi nell’oceano tra spugne, coralli, pesci martello e squali pericolosi; da quest’anno sono arrivate pure le tartarughe e i leoni marini.
    • Movieland Park: il parco tematico all’interno di CanevaWorld che ricostruisce gli studios holliwoodiani a due passi da casa: stuntmen, sceneggiate western, azioni di guerra, corse automobilistiche… Tutto dal vivo! www.movieland.it
    • A CanevaWorld oltre al Movieland c’è anche il CanevaAquapark : scivoli e piscine per tutti i gusti e per tutti i gradi di coraggio. www.movieland.it/aquapark
    • Altri parchi acquatici sono il parco acquatico Pico Verde a Custoza (www.picoverde.it) e il parco Cavour a Valeggio sul Mincio (www.parcoacquaticocavour.it), celebre per le sue ambientazioni caraibiche.

    Tre idee in più
    • Da Toscolano Maderno parte un sentiero verso la cosiddetta Valle delle Cartiere, esempio di interessante archeologia industriale, ma anche zona dove sorge il Museo della Carta, all’interno di una cartiera ormai in disuso. Questo è un progetto che punta alla rivalutazione dell’intera area, un tempo estremamente attiva. Nel museo è possibile rivivere il ciclo produttivo della carta ottenuta dagli stracci attraverso una accurata ricostruzione. È anche possibile partecipare a laboratori durante i quali vengono prodotti dei fogli di carta riciclata. Lo spazio espositivo si conclude con una panoramica generale sulle cartiere d’Italia.
    Info: www.parcoaltogarda.eu – Tel. 0365 71449
    • È possibile visitare il Parco della Rocca di Manerba con delle guide che vi daranno spiegazioni sulla storia e sulle caratteristiche naturali della zona, ma che vi condurranno anche in crociera sulle sponde del lago per ammirare la zona da una prospettiva diversa.
    Info: www.parcoroccamanerba.net – Tel. 0365 552533
    • Dal porto di Maderno parte il traghetto che permette di raggiungere la sponda veronese anche con il camper; è inoltre possibile ammirare il lago dal battello, quindi senza mezzo al seguito, scegliendo l’itinerario che più interessa. Il servizio ferma in numerosi paesi della costa tra cui Salò, Sirmione, Riva o Torri del Benaco.
    Info: www.navlaghi.it – Tel. 800 551 801

    Cosa assaggiare
    La cucina di questa sponda del Lago di Garda profuma dei limoni e dell’olio delicato che qui viene prodotto un po’ ovunque. Tra i pesci pescati e cucinati sapientemente ricordiamo il coregone, la trota, il cavedano, da gustare macinato sotto forma di polpette (le lische sono veramente tante), le aole de müra, fatte essiccare al sole d’estate. Per chi preferisce i sapori più decisi, piatto tipico delle valli di questa zona è lo spiedo, piccoli pezzi di carne, solitamente di maiale, fatti cuocere lentamente per quattro ore; o ancora le pietanze a base di tartufo nero della Valtenesi. Dall’entroterra gargnanese arriva anche un formaggio tipico, il Tremosine. Immancabile il vino, soprattutto il famoso Chiaretto del Garda, un rosato fermo da bere fresco, oltre al Garda Classico Groppello, Novello o Bianco.

    SOSTA CAMPER
    Malcesine
    • AA in via Campo Sportivo
    Gargnano
    • Parcheggio in via del Ruc
    Toscolano Maderno
    • AA in via Promontorio 73
    Gardone Riviera
    • Parcheggio diurno presso il Vittoriale, a pagamento
    • Parcheggio presso il parco dell’Acqua Pazza (sotto il Vittoriale), libero
    Salò
    • Parcheggio presso la piscina comunale (mercato al sabato)
    San Felice del Benaco
    • Presso la Baia del Vento, diurno a pagamento
    Sirmione
    • AA in via Monte Baldo
    • The Garda Village, via Corti Romane – Loc. Colombare – Tel. 030 9904552  – www.gardavillage.it
    Riva del Garda
    • AA Brione in via Brione
    • Camping Brione, via Brione 32 – Tel. 0464 520885 – GPS: 45.880337 – 10.859138 – www.campingbrione.com
    Desenzano del Garda
    • Camping Village San Francesco, strada Vicinale San Francesco – Tel. 030 9110245  – www.campingsanfrancesco.com
    Lazise
    • Campeggio Amico di Lazise, strada del Roccolo 8, Loc. Fossalta  – Tel. 045 6490146 – www.campingamicidilazise.it
    • Campeggio Du Parc, via Gardesana 110 – Tel. 045 7580127 – GPS: 45.501276 – 10.736726 – www.campingduparc.com
    Ferrara di Monte Baldo
    • Area camper comunale, Tel. 334 8037938 (comune) – www.proloco-ferraradimontebaldo.it

    INFO
    www.visitgarda.com
    www.gardariviera.com
    • La Centomiglia – www.centomiglia.it
    • Vittoriale degli Italiani – Tel. 0365 296511 – www.vittoriale.it 
    • Giardino botanico di Gardone Riviera – Tel. 336410877 – www.hellergarden.com
    • Navigazione sul lago – www.lago-di-garda.net
    • Malcesine Più, via Capitanato 6 – Tel 0457 400044 – www.malcesinepiu.it
    • Funivia Monte Baldo, via Navene Vecchia 12, Malcesine – Tel. 0457 400206 – www.funiviedelbaldo.it
    • Ufficio Turismo Riva del Garda – Tel. 0464 554444 – www.gardatrentino.it 

  • Caravan Park Sesto

    Il Caravan Park Sexten non è un normale campeggio. Al top delle classifiche tra i campeggi europei , è una struttura pensata e realizzata per trascorrere momenti indimenticabili, uno straordinario ed armonico complesso incastonato tra le vette della Val Pusteria che in questi anni ha perfezionato ed ampliato i servizi messi a disposizione degli ospiti. Da oltre trenta anni la famiglia Happacher ha come missione quella di rendere le vacanze dei loro ospiti, nel Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto, il più possibile a contatto con la natura, nel massimo confort.

    Offerta Sant’Ambrogio al Caravan Park Sexten

    Pacchetto “Neve fresca a Sant’Ambrogio”
    4 gg – dal 04.12 al 08.12.2015

    Servizi inclusi nell’offerta per 2 persone:
    • Piazzola, tariffa per persona e tassa rifiuti
    • 1 cena (menù da 3 portate)
    • 1 ingresso in piscina 

    199,00 euro

    Il Caravan Park Sesto è sinonimo di neve, perché quando è inverno a 1520 metri di altitudine, è veramente inverno. Direttamente dal campeggio è possibile accedere al comprensorio sciistico del Dolomiti – Superski, che si estende per 1200 chilometri e di cui 53 chilometri di piste tra le migliori in assoluto sono nell’Alta Pusteria. Completissimi i servizi: dal noleggio sci, all’approvvigionamento del gas; dalla possibilità di affittare un comodo bagno privato, al Centro Benessere Oasi Vital; dalla gran varietà di piatti prelibati del ristorante, al vasto assortimento di prodotti del nostro minimarket; dalla possibilità di iscriversi a un corso collettivo di sci o di avere un maestro individuale selezionato in base alle vostre capacità.

    aravan Park Sesto Baumhaus

    Un’esclusiva è sicuramente rappresentata dai bagni privati, infatti si possono prenotare locali da bagno ad uso esclusivo. Per tutta la durata della vacanza, impeccabilmente puliti sia nel Waldbad che nel Kristallbad. Si tratta di ampi spazi individuali forniti di bidet, lavandini di diverse altezze, cabina doccia e/o vasca da bagno, e stanza WC separata. Grande anche la comodità di poter riporre asciugamani e oggetti personali, avendo a disposizione anche armadi e persino una cassetta di sicurezza. Ogni bagno privato è unico e diverso, perché ciascuno è realizzato in uno stile differente: quelli situati nel Waldbad seguono la tradizione della Val Pusteria, quelli del Kristallbad sono dedicati ciascuno a un minerale diverso, di cui potrete avvertire la benefica energia.

    Caravan Park Sesto benessere

    All’interno della struttura la Wellness-Spa del Mountain Resort Patzenfeld, creata per far sì che la sua atmosfera di benessere solleciti tutti i sensi. La raffinatezza dei colori e delle luci sono in sintonia con i profumi ed il fascino sensuale, che deriva dal contatto con i materiali nobili, come la pietra viva, il legno ed il velluto. In ogni suo spazio la Wellness-Spa crea nuove emozioni ed esperienze e non finisce di sorprendere sempre più ad ogni visita. La qualità dei trattamenti estetici e la professionalità dello staff non sono certamente da meno rispetto all’architettura e all’arredo raffinato.

    C’è poi utilizzabile in inverno la piscina sviluppata al di sotto del livello del terreno per annullarne l’impatto ambientale. Potrete ammirare ammirare il bellissimo paesaggio dolomitico attraverso le pareti di vetro, o uscire a ritemprarsi nella vasca esterna circondata dalla neve. La ricerca della naturalezza si nota nel fondo della vasca, composto da ghiaia, che al contatto con i piedi genera un energico massaggio. Da segnalare anche il percorso Kneipp, ricoperto da pietre, che si sviluppa tutto intorno al perimetro della vasca, creando una separazione tra la piscina riservata agli adulti e quella dei bambini. Le superfici e gli spazi in tutte le aree adiacenti le vasche sono realizzate utilizzando due materiali come la roccia ed il legno, che creano un insieme armonioso e naturale. Oltre ai numerosi angoli di relax delle comode poltrone, al centro della sala della piscina si trova un grande camino aperto e tutt’intorno delle grandi pietre laviche sulle quali è possibile sedersi. Non poteva mancare la sauna, i veri cultori, apprezzano l’alta temperatura tra gli 85° e i 90°Celsius della sauna finlandese, il tutto in un ambiente naturale caratterizzato dal legno di larice, dove le infusioni di oli eterici stimolano la circolazione.

    Un cenno particolare al ristorante che si basa su una cucina vera che utilizza prodotti naturali, freschi e di primissima qualità, oltre alle gustose ricette tradizionali del Sud Tirolo, si possono gustare ottime pizze cotte nel forno a legna e i migliori piatti della cucina internazionale.

    Mountain Resort Patzenfeld – Caravan Park Sexten
    Via S. Giuseppe 54, 39030 Sesto/Moso – Alta Pusteria – Dolomiti – Alto Adige – Italia

    Tel. 0039 0474 710444 – Fax 0039 0474 710053

    E-Mail: info@caravanparksexten.it

    Sito: www.caravanparksexten.it

     

  • Relax, natura, tranquillità e cultura lontano dai soliti itinerari: sono questi gli ingredienti di una vacanza invernale in Baden-Württemberg, Land nel sud ovest della Germania. Dall’Italia bastano poche ore per raggiungerlo e trascorrere una vacanza immersi in cultura e paesaggi naturali da cartolina. Cosa fare e dove? Ecco un paio di idee per l’inverno ormai alle porte.

    Scintillio di luci davanti al municipio storico, le case del centro storico addobbate a festa, le nuove Solymar Therme a scaldare corpo e anima: Bad Mergentheim è una scoperta anche in inverno. Il prefisso “Bad” tradisce l’origine termale della pittoresca cittadina lungo la Strada Romantica. Centro termale e curativo, Bad Mergentheim si trova nella cosiddetta amabile valle del  Tauber e offre ai suoi ospiti ciò che occorre per un soggiorno all’insegna del relax: benessere, cure e salute, unendo percorsi tradizionali ripresi e reinterpretati con tecniche all’avanguardia. Il centro curativo più grande del Baden-Württemberg punta soprattutto sulle sue sorgenti, le cui acque vengono utilizzate per bagni termali dagli effetti benefici. Lo stabilimento termale Solymar Therme offre divertimento termale puro con piscine interne ed esterne, giochi d’acqua e zona sauna a cinque stelle. Eventi come la Notte musicale o la Notte delle luci completano l’offerta delle terme, regalando serate suggestive immersi nell’acqua termale.
    Nel periodo dell’Avvento Bad Mergentheim si veste con il suo più bell’abito da festa fatto di luci e ghirlande e apre le porte del mercato di Natale, quest’anno in calendario dal 17 al 20 dicembre sulla piazza Marktplatz, cuore del centro storico. Tra le circa 70 casette in legno, incorniciate da pittoresche case a graticcio, l’offerta per lo shopping è molteplice e va dall’artigianato in legno, agli oggetti di lana, ai prodotti gastronomici, passando per i giocattoli in legno e secondo la tradizione. Ogni giorno musica e canti di Natale rendono ancora più piacevole l’atmosfera di festa. Dal 4 al 6 dicembre, inoltre, l’avvento di Bad Mergentheim si arricchisce di un altro appuntamento: il mercato di Natale all’interno del Kurpark, tra i più bei parchi della Germania con roseto e giardino giapponese.

    Per maggiori informazioni sull’offerta turistica di Bad Mergentheim: Tourist-Information Bad Mergentheim, tel. +49 (0)7931 574815, tourismus@bad-mergentheim.de, www.bad-mergentheim.de/it.
    Chi pensa che Mainau, l’isola giardino sul Lago di Costanza, sia solo una meta estiva, dovrà ricredersi, perché anche in inverno la cosiddetta “Isola dei fiori” ha in serbo piacevoli sorprese. Nei mesi più freddi l’isola si veste di bianco e regala atmosfere e scorci incantati tutti da scoprire durante una romantica passeggiata tra abbondanti fioriture di calicanto d’inverno e Hamamelis. Dopo un giro di Mainau tre luoghi in particolare offrono riparo dal freddo: la Casa delle farfalle, in cui vivono circa 120 varietà di farfalle, la Serra delle palme, per una pausa caffè sotto alberi alti fino a 15 metri, e il Castello barocco, che ogni inverno fa da cornice a mostre temporanee. Quest’anno dal 13 novembre al 14 febbraio 2016 i visitatori si troveranno immersi nell’emozionante mondo dei modellini Märklin. Con il titolo “Prossima fermata: Isola di Mainau” a fare la gioia di grandi e piccoli, semplici curiosi o appassionati sarà un allestimento studiato in esclusiva su 150metri di superficie espositiva: da ferrovie e paesaggi in miniatura al modello con animazione notturna fino a pezzi storici, come “Scala 1”, la collezione storica degli anni 1900-1937 con i binari in latta saldati e dipinti a mano o il pezzo da esposizione “Blütezeit der DB vom Jahr 1960” ideato per la Fiera del giocattolo del 2012 e per questo finora visibile solo al pubblico specializzato. Accessori e decorazioni, oltre a un modellino ferroviario creato ad hoc per la Serra delle palme grazie alla collaborazione con i giardinieri di Mainau, completano la mostra.

    Per maggiori informazioni: Mainau GmbH, tel. 0049 (0)7531 3030, info@mainau.de, www.mainau.de.
    La regione del Baden-Württemberg, nel sud-ovest della Germania, confina con Francia e Svizzera ed è facilmente raggiungibile dall’Italia in auto, treno o aereo. Land tra i più popolosi del Paese, vanta diversi primati: è la regione con il maggior reddito pro-capite della Germania e quella con il miglior sistema scolastico, è conosciuto per l’eccellente offerta culturale, così come per la lunga tradizione termale, i vini i e la cucina gourmet. Una delle aree più visitate della Germania, offre una grande varietà di panorami e paesaggi, che vanno dagli incontaminati boschi della Foresta Nera alla vivacissima Stoccarda, fino al Lago di Costanza. Che si tratti di una vacanza-benessere o di un soggiorno attivo, viaggi con bambini o vacanze culturali, esperienze culinarie o grande shopping, il Baden-Württemberg è pronto a dare il benvenuto.

    Per maggiori informazioni sulla regione e sulla sua offerta turistica:  www.tourism-bw.com

  • Parco acquatico Acquaworld

    Lombardia • Concorezzo (MB)

    A pochi chilometri da Milano, Acquaworld offre tutto il divertimento di un classico parco acquatico ma al coperto

    Per tutto l’anno ci si può divertire nelle 12 vasche e piscine interne ed esterne, sui suoi lunghi scivoli per un totale di 1.100 metri e nei 7.000 mq di giardino. Il parco è pensato per tutta la famiglia: i bambini sono i benvenuti, sia i neonati che i più grandi. L’area è suddivisa in diverse zone per diverse tipologie di pubblico: Adventureworld è la sezione dedicata agli scivoli, con 9 tipi di slide, da quelli più “tranquilli” per i più piccoli a quelli più adrenalinici per i bambini dai 140 cm di altezza; Funworld è un’ampia laguna con vasca ad onde ricca di giochi acquatici, vasche idromassaggio e river, pensata principalmente per le famiglie ed i giovani; Miniworld è l’area per i piccoli, da 0 a 3 anni; a Relaxworld, zona riservata solamente agli adulti, sembra di essere alle terme: ci sono una grotta con cascate e temporale monsonico, vasca salina esterna riscaldata, stanze del vapore e vasche di reazione a 38° e 18°, un paradiso per ha bisogno rilassarsi. Numerosi i servizi, tra cui spogliatoi attrezzati per i bambini piccoli e il punto ristoro con accesso al giardino esterno, dove, d’estate, è possibile consumare cibi e bevande.

    Orari/apertura: tutto l’anno tutti i giorni. Venerdì, sabato e domenica anche di sera
    Quale età: tutte le età
    Durata: 4 ore o tutto il giorno
    Costo: adulto 19 euro, dai 101 ai 140 cm 14 euro, sotto i 100 cm gratuito
    Sosta Camper: PS nei pressi del parco

    Acquaworld
    Via la Pira 16, Concorezzo (MB)
    Tel. 039 6043050
    www.acquaworld.it

     

  • Adagiata sulle sponde del torrente Passirio è detta il “balcone fiorito d’Europa”. Una città nota per l’architettura liberty e le belle terme.

    È la città che non ti aspetti di trovare in Alto Adige: la sua particolare posizione geografica favorisce un clima tipicamente mediterraneo, garantendo lunga e sana vita alle numerosissime piante di origine esotica, che conferiscono alla località un aspetto singolare e originale. Non per nulla Merano è detta il “balcone fiorito d’Europa”.
    Collocata a 324 metri sul livello del mare, all’incrocio tra la Val Venosta, la Val Passiria e la Val d’Adige, è soprattutto nota e molto frequentata come stazione climatica e termale, con una storia lunga quasi due secoli. Merano è anche un piccolo gioiello di architettura che si offre, con eleganza e discrezione, lungo le vie del suo centro storico, dove si alternano belle vetrine, incorniciate da palazzi sempre perfettamente curati e tirati a lucido. Il suo territorio comunale, fuori dal centro abitato, è inoltre ricco di numerose testimonianze di storia, tra castelli, manieri, torri, rovine e antiche dimore gentilizie. Il paesaggio è pulito, ordinato, verde, cosparso di paesini e masi isolati, perfettamente integrati nella natura. La visita della città e delle numerose passeggiate lungo il fiume Passirio, è resa ancor più piacevole in primavera e in estate dal servizio di biciclette (anche con seggiolino portabimbo) messo gratuitamente a disposizione dei visitatori dal Comune. Per conoscere il cuore di Merano in poche ore vi consigliamo di partire dalla larga Passeggiata detta Lungo Passirio: gettate uno sguardo allo splendido edificio finito di costruire nel 1914 del Kursaal, in puro liberty, lo stile di un po’ tutti gli edifici più belli di questa città – che ha visto il suo periodo di maggior fioritura proprio tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Dopo il Kursaal, si incontrano le Terme di Merano e, voltando a destra, il Teatro: un altro gioiello architettonico meranese costruito nel 1900, su progetto di Martin Düfler, uno dei più estrosi architetti liberty tedesco. Gli amanti della birra, invece, non possono tralasciare una sosta alla birreria Forst (di fronte all’ingresso del Kurhaus). Gestita dall’omonima azienda, offre specialità prevalentemente di origine sudtirolese o bavarese. Proseguendo, si giunge in piazza della Rena. Sul fondo della piazza l’ingresso al castello Kallmünz (privato). A Merano si trova anche un altro maniero: il castello Principesco, ovvero la residenza signorile, completamente rifatta nel 1470 in stile gotico su un edificio precedente, per offrire al principe territoriale un’alternativa di soggiorno al vecchio e scomodo castello di Tirolo (visite da marzo a gennaio). In pieno centro storico e immediatamente dietro il Duomo dedicato a San Niccolò, la chiesetta ottagonale in stile gotico consacrata nel 1450 a Santa Barbara. Per chi volesse poi esplorare i dintorni può incamminarsi lungo le numerose e storiche Passeggiate che circondano la città: la famosa e attraente è la Passeggiata Tappeiner. Inizia da via Laurino a Quarazze e termina dopo circa 3 km in via Monte San Zeno , dove si collega con la Passeggiata Gilf. Un meraviglioso panorama si può ammirare dalla terrazza che circonda la Polveriera, una antica fortificazione medioevale utilizzata nel XVIII secolo come deposito per la polvere da sparo. Fra le mete del comprensorio ricordiamo la Val Senales, il Parco Naturale Gruppo del Tessa, la cittadina di Marlengo, situata in una splendida posizione panoramica sopra Merano, centro di particolare interesse sia per gli escursionisti, che da qui possono avventurarsi verso le cime, sia per coloro che amano le vacanze in completo relax.

    SPECIALITA’ DA GUSTARE
    La gamma spazia dallo speck sudtirolese allo strudel di mele – e relative ricette a base di mele altoatesine -; al vino e alla grappa dell’Alto Adige, al pane e ai prodotti lattiero-caseari. Con un buon caffè della torrefazione Schreyögg o una tazza di gustoso latte al pan pepato, della latteria sociale di Merano, chiuderete la vostra “immersione nelle delizie”.

    DOVE MANGIARE
    Lontano dai ristoranti di alta classe nel meranese si vive l’atmosfera rilassata tipica del sudtirolo. La migliore espressione di questo stile di vita sono i locali tradizionali, nei quali ci si incontra in una calda e tipica atmosfera caratterizzata da uno spirito accogliente e amichevole.

    EVENTI
    • Febbraio-maggio: IceMusic Festival – Suoni e architetture di ghiaccio in Val Senales
    • Aprile: Corse rusticane all’ippodromo – www.meranomaia.it
    • Metà giugno: Asphaltart – Festival degli artisti di strada, in tutto il centro storico www.asfaltart.it
    Luglio: Südtirol Classic – Rally della simpatia Passerella di auto d’epoca www.suedtirolclassic.com
    Fine agosto – Fine settembre: Settimane Musicali Meranesi – Uno fra i più rinomati festival di musica classica di tutta Europa – www.meranofestival.com

    SOSTA CAMPER
    • Parking MeranArena, in via Piave 46. Asfaltato, recintato, tranquillo e videosorvegliato, con elettricità, bagni e docce presso il Centro Tennis, non ha il camper service.
    Dalla superstrada uscita Merano Nord seguire per l’ippodromo e il centro tennis. A pagamento. Info Apt: tel. 0473.272000.
    • Area di sosta con camper service presso il campeggio Comunale, via Piave 44. Info: tel. 0473.231249.
    • Camper service sulla vecchia statale Bolzano-Merano, tra Postal e lo svincolo Merano Sud della superstrada, non segnalato. Circa 1 km dopo Postal girare a destra al cartello inizio abitato di Sinigo (nei pressi dell’incrocio c’è un tabernacolo). Il camper service è a 200 m dall’incrocio, alle spalle di un distributore di carburante.
    • Punto sosta nel parcheggio di autobus vicino alla caserma Edolo e al famoso ippodromo. Sosta tollerata ma divieto di campeggio.

    INFORMAZIONI
    Azienda di Soggiorno di Merano Corso Libertà 45, Tel. 0473 272000 www.meranodintorni.com

     

    Maggio 2009

  • Un viaggio nel cuore dell’Etruria. Un salto all’indietro di 2.500 anni alla ricerca di quanto resta della grande civiltà dalla quale è nata Roma. Il camper, ancora una volta, è il mezzo perfetto per raggiungere siti archeologici e luoghi poco battuti dal turismo di massa.

    La prima regola che il viaggiatore deve imparare è che del mondo vedrà solo quello che sa di vedere. E in Italia, ovunque si vada, i viaggi sono sempre nei luoghi e nel tempo. Un viaggio tra Toscana e Alto Lazio diventa così la scoperta di una civiltà antica, quella degli Etruschi. Misteriosi perché annientati dai Romani, un annientamento che anche i nostri libri di scuola continuano fedelmente a raccontare, posizionandoli nella cronologia storica ma trattando frettolosamente alcuni aspetti fondamentali di quella civiltà.

    Il passaggio da Etruschi a Romani è in qualche modo il passaggio dalla cultura antica a quella nostra, nel senso che per i primi la natura era ancora al centro dell’esistenza, per i secondi valeva la pragmatica, un senso pratico e strategico che ha permesso loro di diventare i padroni del mondo di allora. Gli Etruschi erano ancora capaci di ascoltare il grande magnetismo terrestre, lo stesso che permette alle altre specie di animali di ritrovare rotte e di orientarsi nella vastità del mondo e all’ago di una bussola di girarsi verso nord. La nascita di una città era un momento magico: il luogo lo cercava il sacerdote, come il rabdomante cerca l’acqua, e tracciava un solco con l’aratro, un limite invalicabile e sacro. Tanto sacro che la leggenda vuole che a decretare la morte di Remo, ucciso da Romolo, fosse il fatto di aver varcato il solco tracciato dal fratello. La geometria delle città ha regole precise, la porta a est dove nasce il sole, la strada principale e poi le altre seguendo la logica cosmica. Riguardo al luogo, non era scelto secondo criteri strategici ma, oggi diremmo, per le “vibrazioni positive”. I Romani secoli dopo avrebbero fondato le loro colonie solo sulla base di interesse militare e commerciale. Potrà essere solo suggestione, ma nelle moltissime città fondate dagli Etruschi, tra Mantova e Capua con una grandissima concentrazione tra la Toscana l’Umbria e l’alto Lazio, la percezione che si coglie è positiva, qualcosa che va al di là delle semplici bellezze architettoniche e paesaggistiche. Non si deve pensare agli Etruschi, però, come un popolo di santoni. Fecero un balzo in avanti rispetto agli altri popoli della penisola (Latini, Umbri, Liguri, ecc.) grazie alle loro frequentazioni commerciali a Oriente. Fondarono così tante città perché scoprirono che non era necessario abbandonare i terreni e bastava coltivare ogni anno cose diverse per non impoverirli. Avevano il ferro, ma sopratutto sapevano fonderlo. Per colare il bronzo basta accendere il fuoco, per il ferro il fuoco deve essere coperto per moltiplicare la sua forza, una scoperta che equivale alla bomba atomica rispetto alla dinamite. Producevano armi eccezionali e aratri robustissimi che vendevano, erano ricchi e inventarono la borghesia diffusa e il consumismo. Le donne etrusche erano libere nei costumi come le donne di oggi. I greci le giudicavano sgualdrine, ma loro erano inesistenti nella vita sociale, chiuse nei cilicei e il loro giudizio vale come quello di un talebano radicale di oggi. Il grande errore fatale? Non essere riusciti a organizzare le città stato in un corpo unitario e quando Roma, metropoli latina, divenne sufficientemente forte iniziò la sua avanzata verso nord.
    Le città etrusche capitolarono una dopo l’altra. La nuova cultura latina fatta di pragmatismo, diritto giuridico e rigore militare assimilò la società etrusca la quale perse via via la sua cultura, fatta anche di strategie e guerre ma, soprattutto, di fiorenti commerci e scambi culturali. Gli Etruschi che restarono a vivere a Roma per qualche generazione divennero una sorta di emarginati: spesso dissociati dalla comunità, parlavano una lingua diversa, predicevano il futuro… Poi l’oblio.

    Dove cercarliSaturnia, Sovana, Sorano e Pitigliano
    Il nostro viaggio comincia nell’alta Maremma approdando con il camper nell’Alveare del Pinzi, la bella aera attrezzata alle porte di Saturnia e a due passi dalle terme. Ci accoglie Monica, gentile e sorridente. Sarà la suggestione, ma i suoi tratti somatici ricordano quelli dei ritratti dipinti ritrovati. Il viaggio non poteva iniziare meglio: un’autentica donna etrusca aziona la sbarra elettronica per farci entrare in questo mondo!

    Il primo contatto con queste terre è dunque quello termale e ci caliamo anima e corpo tra i suoi vapori benefici, come è naturale che sia. La zona è vulcanica: il vicino lago di Bolsena un tempo era un enorme vulcano che con le sue eruzioni ha dato origine al tufo, protagonista incontrastato delle scelte architettoniche dell’uomo che viveva in queste aree. Inoltre, le sacche magmatiche ancora presenti nel sottosuolo riscaldano l’acqua e l’arricchiscono degli elementi curativi e conosciuti dall’uomo sin dalla notte dei tempi. Le terme di Saturnia sono le più celebri tra i camperisti per le infrastrutture a loro dedicate, ma nella zona sono state recuperate anche a Sorano e Pitigliano.
    Il tufo, dicevamo, ha plasmato il paesaggio naturale e umano: i borghi sorgono su suggestivi speroni e la friabilità della roccia ha consentito all’uomo di scavarla. Così le necropoli etrusche di questa zona spesso sono scavate nelle pareti rocciose anche per ricostruire i tempietti così come avevano imparato dai greci, non solo con colonne e architravi, ma con tutta la struttura ricavata dalla roccia viva. Ce ne sono moltissime, nonostante a migliaia siano state distrutte nel corso della storia, in particolar modo dai cristiani dei primi secoli che distruggevano tutto ciò che era pagano, per arrivare ai giorni nostri con i “tombaroli” che per guadagno hanno saccheggiato senza troppi scrupoli le preziose testimonianze del passato. E sono proprio le tombe che hanno raccontato di più di questo popolo, dei suoi usi e costumi, attraverso le pitture su scene di vita e le scritte riportate su vasi e pareti. I reperti migliori sono ovviamente raccolti nei vari musei sparsi per l’Italia e un po’ in tutto il mondo e un viaggio alla ricerca degli Etruschi non può non comprendere la visita a quelli più importanti. Il divertimento maggiore però è andare alla scoperta delle rovine, spesso raggiungibili solo attraverso sentieri nei boschi. Localmente occorre procurarsi una carta dei sentieri e delle vie cave. Queste ultime sono strade scavate nel tufo come fossero dei canyon e sono davvero uniche. Il Cavone è la più suggestiva di tutte. È percorribile dal torrente Picciolana al Pianetto di Sovana. Alla fine del Cavone, attraverso un sentiero che si inoltra nel bosco, si raggiunge Poggio Stanziale, la necropoli più vasta di Sovana, la cui tomba più celebre è quella del Tifone, uno dei più straordinari esempi di sepoltura a edicola con la facciata interamente scolpita nel tufo e sormontata da un timpano con figure a rilievo. È curioso dover definire la Sovana medioevale la parte moderna della città. Visitarla richiede poco tempo, ma piazza del Pretorio resterà a lungo nella memoria del viaggiatore: bella e semplice allo stesso tempo con la pavimentazione in cotto. All’estremità del paese potrete visitare il Duomo. Lasciamo Sovana e ci muoviamo verso Sorano, in un paesaggio di tufi e boschi davvero suggestivo. In cima a uno di questi c’è Sorano dove le case sembrano prender forma dalla roccia sottostante. E così è, visto che è dallo stesso suolo che sono stati tagliati i blocchetti per costruirle. Quando il sole le colpisce al mattino o al tramonto il paese sembra accendersi. È bello passeggiare per le sue viuzze dalle quali si aprono scorci sulla vallata sottostante, spiare nelle cantine scavate nel tufo, respirare le atmosfere che sembrano immutabili nel tempo. Ma la cittadina più bella e celebre di tutti è Pitigliano, i suoi agglomerati di case color tufo sono stati celebrati in milioni di foto ricordo scattate dai turisti provenienti da tutto il mondo.

    Il Lago di Bolsena
    Da Pitigliano percorriamo velocemente una ventina di chilometri e raggiungiamo il lago di Bolsena.

    È un lago nato 300.000 mila anni fa dal collasso vulcanico. Il grande bacino (è il più grande lago di origine vulcanica d’Europa) è alimentato dal fiume Marta. Ha l’acqua pulitissima e nel pieno della stagione estiva diventa un luogo di vacanza anche piuttosto mondano, con campeggi e attività sportive acquatiche. Ci sono anche due piccole isole: Bisentina e Martana. Intorno al lago sorgono cittadine medioevali con i loro castelli: Bolsena, Capodimonte, Marta… Ma ormai sappiamo che nella zona non c’è insediamento che non possa essere ricollegato alla presenza della prima civilizzazione etrusca. E infatti qui nel momento di massimo splendore sorgevano centri come Volsinii l’attuale Bolsena, distrutta e rifondata dai romani.
    Un’idea, visitando Bolsena ve la potete fare presso la Rocca Monaldeschi della Cervara, al cui interno c’è il Museo Territoriale del Lago di Bolsena. Interessantissimi i reperti relativi all’età del ferro, con il Gran Carro trovato alla fine degli anni Cinquanta sul fondale, mentre un piano è riservato tutto ai reperti degli scavi Etruschi e Romani. Non è ancora chiaro del tutto il rapporto tra Bolsena e Orvieto. Pare infatti che la vicina Orvieto fosse la Volsinii “vecchia”, mentre l’attuale Bolsena fosse il centro rifondato dagli Etruschi già nella fase di dominio romano, dopo che la Orvieto etrusca cedette all’incalzare dei tempi e dei mutamenti economici che questi portano.

    Orvieto i centri principali
    Visibile anche percorrendo l’A1, è situata su una collina di tufo. In questa città, al massimo del suo splendore nell’epoca etrusca tra il VI e il V secolo a.C , viveva una consistente e ricca classe di commercianti.

    Le testimonianze più visibili, ancora una volta, sono le tombe, disposte a cerchio intorno alla rupe. Le altre testimonianze sono ancora probabilmente sepolte sotto l’attuale abitato medioevale. Si pensa che in città ci fossero molti templi, gli studi architettonici ne stimano dodici, ma forse erano di più. Di sicuro quello visibile è il tempio del Belvedere del quale rimangono il basamento, la scalinata di ingresso e le basi di quattro colonne. I resti ritrovati nello scavo del tempio e nelle sue vicinanze sono visibili invece al Museo Faina (che ha sede nell’omonimo palazzo nella piazza del Duomo) dove c’è la celebre testa scultorea di un uomo barbuto. Ovviamente questa città vi lascerà a bocca aperta anche e soprattutto per altri splendori più “recenti”, su tutti il Duomo con i suoi mosaici. Il nostro viaggio prosegue in direzione di Viterbo, dove ci attendono altre interessanti novità.

    Viterbo e Acquarossa
    Da Orvieto riprendiamo la strada verso Montefiascone potendo scegliere se costeggiare il lago e tornare a Bolsena andando verso sud o tirando dritti per una quindicina di chilometri.

    Superato Montefiascone proseguiamo per Viterbo, ma solo per un paio di chilometri. Deviamo, infatti, a sinistra verso Ombrone e la zona archeologica di Ferento per raggiungere, dopo una passeggiata, l’area archeologica di Acquarossa. Finalmente non una necropoli, ma un abitato la cui origine e fine è ancora una volta avvolta dal mistero. Probabilmente fu sconfitta dalla vicina Viterbo. Gli scavi hanno riportato alla luce numerose abitazioni, ma anche strade, spiazzi e un grande palazzo monumentale. Delle case restano le fondazioni costituite da blocchi squadrati di tufo che poggiano sul suolo Nulla rimane delle pareti fatte di legno e argilla mentre le tegole erano grandi e piatte e disposte a doppio spiovente, del tutto simili a quelle che ancora si usano in molte parti della Toscana e dell’alto Lazio. Non tutta la parte di scavi è visitabile, ma si può vedere la zona F, uno scavo al coperto con l’edificio più maestoso e importante di Acquarossa. Risalente al VI secolo a.C si ritiene fosse il palazzo del re, aveva un grande cortile centrale delimitato da edifici porticati ed era decorato sfarzosamente. Sono state ritrovate lastre di rivestimento delle travi del tetto con soggetti mitologici greci e scene di convivio ed ebbrezza dionisiaca. Sia chiaro che per apprezzare i perimetri di pietra che vedrete dovrete cercare di avere l’occhio dell’archeologo. A questa visita deve seguire necessariamente quella al Museo Archeologico Nazionale di Viterbo, in piazza della Rocca, dove sono stati indirizzati tutti i ritrovamenti di Acquarossa, un museo eccellente anche per le ricostruzioni delle case con le tegole originali ritrovate sul posto. Viterbo è anche l’occasione per una passeggiata nel suo bel centro medioevale, a partire da Piazza del Plebiscito, dominata dalla Torre dell’Orologio (1487) e chiusa su tre lati dalle facciate dei palazzi che furono dei Priori, del Podestà del Capitano del Popolo.

    Tarquinia
    Andiamo verso il mare in direzione Tarquinia: scegliamo di fare la strada più lunga, passando cioè da Tuscania, meravigliosamente immersa nelle campagne dell’alto Lazio, tra prati verdissimi, pascoli ondulati dove si muovono greggi di pecore e placidi bovini dal manto chiaro e dalle corna lunghissime.

    Il traffico è scarso e la strada è di quelle che vorresti non finissero mai. A Tarquinia visiteremo una delle più importanti necropoli etrusche. Tarquinia era la città sacra, qui nacque la religione etrusca. Era grande e vivace, paragonabile all’Atene dei momenti migliori, un esempio di raffinatissima civiltà circondata da un mondo che per lo più viveva ancora nella barbarie. Le tombe al cui interno sono state trovate pitture perfettamente conservate sono uno “stargate” sulle scene di vita quotidiana: riti, feste scene di pesca , di caccia e di lotta, vestiti e servitori. Insomma uno spaccato che vale più di molti testi scritti. Incredibile il dinamismo di certe scene, come la corsa delle bighe con il vincitore prossimo al traguardo che si volta per un’ultima occhiata agli avversari e tra questi uno si rovescia… Scene di vita di 2.500 anni fa! Questo come altri più importanti sono però custoditi nel museo della città. Tarquinia è forse anche indirettamente la città che accelerò la fine del mondo etrusco. Da qui proveniva quel Luchmon poi conosciuto come Tarquinio Prisco che, arrivato a Roma, ne diventò re e la trasformò da agglomerato neolitico a città, introducendo tecniche di costruzione e usi che i Latini fecero presto loro. Nel sito archelogico ci sono duecento tombe dipinte, i pezzi più interessanti, dicevamo, sono al Museo Nazionale Archeologico, presso Palazzo Vitelleschi in piazza Cavour.

    Ritorno verso nord
    Anche questo breve viaggio volge al termine. Siamo partiti con un’idea piuttosto vaga e questa si è via via delineata lungo il percorso.

    I musei, i siti, le guide ci hanno permesso di comprendere meglio alcuni aspetti di questa popolazione così avanzata da dare spazio alle teorie più fantasiose sulla loro origine. Abbiamo scoperto sopratutto che il segreto della ricchezza, il valore aggiunto rispetto ai popoli vicini era proprio la loro voglia di viaggiare di conoscere, la consapevolezza (o la predisposizione naturale, chissà) che è nello scambiarsi informazioni, arte, costumi, a generare sviluppo. Una morale che come camperisti cogliamo al volo e facciamo nostra. Una tappa lungo il cammino? Ma a Populonia, naturalmente per un’ultima boccata di storia. Infatti nell’area tra Baratti e Populonia (nei pressi di Piombino) sono visitabili una serie di tombe monumentali a tumulo e a edicola, risalenti al VII e al VI secolo a.C, e alcuni imponenti edifici alcuni dei quali erano abitazioni, altri erano officine dove si preparava il ferro da esportare di cui era ricca questa zona.

    DA VEDERE

    Lazio, Bolsena, Palazzo del Drago

    Lazio, Bolsena, Palazzo del Drago

    La zona del nostro viaggio è talmente ricca di luoghi interessanti che per visitarla come si deve ci vorrebbero mesi! Così, oltre allo località già proposte, vi diamo qualche altro spunto nel caso vorreste “fare vostro” l’itinerario.
    Nell’alta Maremma vale la pena fare un salto a Manciano, cittadina di chiaro stampo medioevale caratterizzata dalla rocca Aldobrandesca del Quattrocento e dalla Torre dell’Orologio di epoca rinascimentale. Si continua poi verso Montemarano, che deve il suo aspetto a Siena che ne fece una sua fortezza dotandola di tre massicce cerchia murarie e di un castello. Si accede al cuore cittadino attraverso due porte una a nord e una sud. Infine c’è Marsiliana, la città dalle due facce, nella quale sono ben distinguibili i due nuclei urbani: il primo medioevale e il secondo dei primi del Novecento. Fu costruita sui resti dell’antica capitale etrusca Caletra.
    Il Lago di Bolsena offre un altissimo numero di località belle e meritevoli come Capodimonte. Arroccato su un promontorio, è dominata dalla Rocca Farnese con vista sul lago. Ha un grazioso porto e le sue spiagge laviche circondate da giardini all’italiana sono la meta di moltissimi turisti nel periodo estivo. È parte del territorio comunale anche l’isola Bisentina che si può raggiungere in barca. A Capodimonte c’è anche un’area camper (comunale a 2 chilometri dopo l’abitato provenendo da Viterbo, in località Pajeto, adiacente allo stadio comunale. è a pagamento).

    Toscana, una necropoli

    Toscana, una necropoli

    Interessante è Grotte di Castro: la cittadina ospita due necropoli, quella di Pianezze, particolarmente ricca di tombe rupestri a pianta complessa e la necropoli di Vigna la Piazza, dove invece sono diffuse le tombe a cassone. Ma le attrattive sono anche in centro storico con il Museo Archeologico e delle Tradizioni Popolari (ospitato nell’ex Palazzo Podestà) e la barocca Basilica Santuario di Maria SS. del Suffragio, al cui interno sono conservate delle interessanti opere lignee.

    ACQUISTI
    Fate scorta di specialità gastronomiche, tra cui l’Olio Extravergine di Oliva toscano, il sugo di lepre e il ragù di chianina e la pasta artigianale toscana. Tra i vini, il rosso Morellino di Scansano, eccellente in Maremma e il Fidenzio, protagonista della produzione enologica della Costa degli Etruschi. Eccellente il Bianco di Pitigliano.

    COSA MANGIARE
    L’Etruria è una zona ricca di specialità gastronomiche tra cui una menzione particolare spetta all’ottima carne. Qui infatti i bovini crescono allo stato semibrado regalando così una carne saporita, mai grassa e davvero ottima se gustata appena scottata sulla griglia. Un piatto tipico è invece l’acquacotta fatta con pane casareccio raffermo, verdure selvatiche (cicoria di campo, patate, pomodori e cipolla), mentuccia (nepitella) e olio extra vergine di oliva a crudo.

    SOSTA CAMPER
    • A Saturnia ci fermiamo nell’area attrezzata l’Alveare dei Pinzi in loc. Piane del Mulino (Cell. 3383069971 – 3339344260) a due passi dalle terme e aperto tutto l’anno. Vicino a Piombino ci si ferma al Camper Oasi di Riotorto, in località Motelliccio (Tel. 056520187 – www.camperoasi.com) ideale per visitare la zona archeologica di Baratti a Populonia.
    • A Bolsena c’è il Parking Guadetto, all’incrocio tra viale Cadorna e via della Chiusa, segnalato, a due passi dal lago, elettricità, a pagamento (13,00 euro la sosta per 24 ore oppure 10,00 euro solo CS – Tel. 0761798972 – 335 892418 – 3474197296).
    • A Montefiascone si può sostare presso l’Agricamper Bella Cima (camper service, a pagamento 15,00 euro per 24 ore – Tel 0761826591).
    • A Pitigliano si sosta in piazzale Nenni (gratuito a circa 1 km dal centro).
    • A Viterbo sostiamo presso il bed&breakfast Axia, in un uliveto a 900 metri dalle famose Terme dei Papi (l’area è presidiata, illuminata e recintata, fornita di energia elettrica, barbecue, forno a legna e tavoli. Navetta per centro e Terme, a pagamento 10,00 euro per 24 ore – Tel. 347 6962787).
    • Ad Orvieto scegliamo l’area Battistelli in via della Dilettissima (Tel. 0763300161 – 3386843153 sig. Renzo).

    INFORMAZIONI
    L’Etruria è un’antica regione dell’Italia centrale comprendente la Toscana, parte dell’Umbria fino al fiume Tevere e parte del Lazio settentrionale.
    Agenzia per il Turismo Costa degli Etruschi www.costadeglietruschi.it
    Siti di Promozione Turistica e Ambientale www.latuscia.com www.tusciaitalia.it

     

  • In Valtellina, un piccolo gioiello non solo per gli impianti sciistici, ma anche per la gastronomia, il centro storico medioevale e le terme

    Una località famosa per gli ottimi impianti a disposizione degli sciatori, parte di un comprensorio di piste per un totale di circa 170 chilometri di tracciati sulla neve. Il fiore all’occhiello è sicuramente Bormio3000, la seggiovia Valbella che porta a quota 3.012 metri per discese sugli sci davvero adrenaliniche. Ma Bormio è molto più che una semplice località invernale, è una fiorente cittadina di montagna che nel corso dei secoli ha saputo mantenere alto il suo valore grazie anche ad una risorsa molto particolare: le acque termali. Note già al tempo dei Romani, le sorgenti di Bormio ne hanno decretato il successo durante tutto il Medioevo tanto da farne la meta vacanze preferita di molti nobili. La forte presenza patrizia si riscontra anche nello stile dei palazzi, dai portoni finemente lavorati e dalle facciate dei palazzi del centro storico spesso affrescate. Il complesso termale si compone di due strutture: i Bagni Vecchi e i Bagni Nuovi. I primi si trovano in località Valdidentro, a 3 chilometri da Bormio e sono davvero suggestivi: sei settori di cui alcuni con secoli di storia alle spalle. In particolare, è davvero emozionante entrare nelle vasche dei Bagni Romani, già menzionate nel I sec d.C.. Sorprendente è anche il paesaggio che circonda le terme: il Parco Nazionale dello Stelvio.

    Bormio e le sue montagne

    Bormio e le sue montagne

    Alcune vasche sono all’aperto e sarà ancora più bello scoprire la natura da questa prospettiva privilegiata:stare a pochi centimetri dalla neve col corpo immerso nell’acqua a 40° è davvero impagabile! Sport e relax sembrano essere la parola d’ordine per chi viene a Bormio, ma anche chi cerca qualcosa di culturale e artistico sarà accontentato.
    Percorrere la centrale via Roma si rivela una continua sorpresa: in ogni viuzza o vicolo si scopre un elemento interessante. Il vero pezzo forte è però piazza Cavour che ospita il Kuerc (dal dialetto bormino “coperchio”) che, insieme alla Torre Bajona (o delle Ore) che lo sovrasta, è il simbolo stesso di Bormio. Il Kuerk è una sorta di anfiteatro dove si amministrava la giustizia e fu realizzato a completamento del “coperto vecchio”, la serie di edifici che occupano il lato ovest della piazza. A destra del Kuerc si trova anche la Chiesa della Collegiata dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, protettori del paese, e risalente addirittura al 824. Ma gli edifici interessanti non si esauriscono nella piazza: ci sono infatti anche le chiese di San Vitale (del 1196) e di San Ignazio voluta dai Gesuiti nel 1635 e realizzata in stile barocco. Infine c’è il Palazzo dei Simoni del XVII secolo, oggi sede del Museo, della Biblioteca Civica e del Municipio. Sono molto particolari le sue “stue”, stanze ricoperte di legno con al centro stufe di muratura, le “pigne”. Ma Bormio è anche un centro turistico di prim’ordine, con decine di botteghe e negozietti in cui perdersi e ottimi ristoranti e locali adatti a tutte le esigenze.
    Se quello che cercate è un weekend per tutta la famiglia che sia allo stesso tempo dinamico e rilassante, Bormio è la cittadina che fa per voi!

    SPECIALITA’ DA GUSTARE
    Non si può lasciare Bormio senza aver mangiato i celeberrimi pizzoccheri: una pasta di grano saraceno condita con patate, coste e il formaggio Bitto (prodotto tipico Valtellinese) e poi gratinata al forno, la manna di tutti i golosi! Provate anche gli “sciatt”, le buonissime frittelle di formaggio, e la bresaola. Per accompagnarli puntate su un vino rosso D.O.C.G. quale “Al Carmine Inferno”.

    DOVE MANGIARE
    • Ristorante Al Filò, Via Dante 6, Tel. 0342 901732, www.ristorantealfilo.it
    • Osteria De i Magri, Via Galileo Galilei 1, Tel. 0342910456

    SOSTA CAMPER
    A Bormio si può sostare nel parcheggio adiacente la funivia Bormio2000, che però è aperto anche alle auto. In alternativa c’è l’area sosta camper Luseda a Santa Caterina (13 km) in località Nasegn (Telefono 0342925209 – 3332371484).

    INFORMAZIONI
    www.bormio.to
    www.bormio.it
    www.valtline.it
    www.bagnidibormio.it

  • Un comprensorio turistico per tutta la famiglia dove benessere, natura, storia e divertimento si fondono in una suggestiva cornice.

    In un angolo di Trentino sconosciuto ai più, nelle Valli Giudicarie, alle spalle del Lago di Garda e all’entrata del Parco dell’Adamello sorge il complesso turistico delle Terme di Comano, zona famosa per le sorgenti di acqua bicarbonato-calcio-magnesiaca unica in Europa e formidabile nelle cure dermatologiche. Recarsi a Comano però, al contrario di quello che si crede, non significa solo stabilimenti termali, cure e centri benessere. Già la strada per arrivare al complesso lascia di stucco: all’ombra delle Dolomiti del Brenta scoprirete verdi boschi e ridenti vallate che in primavera si riempiono di fiori profumati e coloratissimi o ammirerete bianche distese di neve. È un luogo in cui tutta la famiglia troverà il modo di divertirsi aderendo a una delle numerose iniziative organizzate dalle terme o creandosi propri itinerari che possono spaziare tra specialità gastronomiche, storia, sport e attività artigianali. Il fiore all’occhiello del complesso è rappresentato dai VillaggiNatura, pittoreschi paesini che ancora oggi vivono di attività agricole e silvestri, immersi nel verde e dove rumore, traffico e fretta sono banditi. Il sommo esempio è Rango, entrato nei “borghi più belli d’Italia”. Fermandosi in uno di questi villaggi, tutti i camperesti potranno scoprire il folklore locale trovando massima assistenza per i bimbi che avranno la possibilità di conoscere Gino, lo scoiattolo mascotte delle Terme di Comano, e preparati animatori. I borghi possono divenire il “campo base” da cui intraprendere escursioni nel Parco dell’Adamello sulle orme dell’orso bruno o esplorare l’oasi protetta sul lago di Nembia. Giunti da queste parti è d’obbligo un tour dei manieri che costellano la valle, tra cui spiccano per importanza e conservazione Castel Stènico nell’omonimo villaggio (del XIII sec., aperto al pubblico) e Castel Spine a Vigo Lomaso. L’itinerario più suggestivo parte da Stènico e passando dai resti di Castel Mani e Restor porta a Castel Spine e si conclude al cospetto di Castel Campo. Per gli amanti dello sport ci sarà l’imbarazzo della scelta: palestre all’aperto per fare arrampicata, percorsi vita, sentieri di varia difficoltà da percorrere in mountain-bike, passeggiate a cavallo organizzate dai due maneggi del comprensorio e per chi ama sport meno “attivi” c’è la possibilità di pescare (avendo la licenza). Ci sono poi piscine coperte e un centro sportivo a San Lorenzo in Banale. E dopo la fatica ci si può rilassare nelle vasche di acqua termale o facendo un massaggio in uno dei centri benessere. Ma a Comano la vacanza è studiata per la famiglia e tutte le attività sono pensate anche per i bambini, a partire dalle terme, dove ai più piccoli sono dedicate vasche, spazi relax e un’intera sala decorata come se fosse un grosso acquario. Il termine noia viene bandito da questo luogo magico. Ai camperisti non resta che mettere in moto il camper.

    DA GUSTARE
    È prodotta solo in questa particolare zona la ciuìga, un gustoso salame preparato con un impasto di carne di maiale e rape cotte, retaggio di un passato umile ed oggi presidio Slow Food. Ci sono poi i formaggi, come la Spressa delle Giudicarie e i formaggi di malga e le noci del Bleggio e le ottime patate “montagnine”. Infine le leccornie della Strada del Vino, tra cui spicca il Vin Santo Trentino.

    DOVE MANGIARE
    • Trattoria Alla Rosa,
    Loc. Cavrasto 124, Bleggio Superiore, tel. 0465 779829
    • Maso Maroc Agriturismo, via Maso Marocc 90, Lomaso, tel. 0465 702098

    SOSTA CAMPER
    Per i fruitori del complesso termale è disponibile un’area sosta riservata con tanto di camper service. Per tutti gli altri camperisti invece è possibile sostare nei paesi adiacenti al comprensorio come Molveno (vedi scheda Area Attrezzata su questo numero).

    INFORMAZIONI
    www.visitacomano.it
    www.termecomano.it

  • Sirmione rappresenta al meglio tutte le anime del Lago di Garda: quella più tipicamente turistica, da consumare tra ristorantini, passeggiate romantiche e gelaterie, quella storica e quella culturale.

    Il Lago di Garda, con una superficie di circa 370 kmq, è considerato un vero e proprio mare interno con sponde che si affacciano su Lombardia Veneto e Trentino. Il clima mite che ha favorito la crescita di alcune piante mediterranee tra le quali l’ulivo ha contribuito anche a rendere il Lago di Garda una meta turistica internazionale. Ma nella storia questo specchio d’acqua ha unito e diviso ed è stato protagonista di scontri ferocissimi e scambi culturali tre i popoli. Oggi appare come un’isola felice e mite, una zona franca rispetto i rigidi inverni padani dove si danno appuntamento i gitanti e vacanzieri lombardi e veneti ma anche moltissimi tedeschi per i quali il “Garda see” è un vero e proprio Mediterraneo a un’oretta abbondante dal confine tra Baviera e Austria. Un paradiso anche per il camperista, che può contare sulla presenza di numerosi campeggi alcuni dei quali aperti tutto l’anno, aree attrezzate e parcheggi dedicati ai veicoli ricreazionali. A differenza di alcune zone costiere del Nord Italia, qui non si registra l’accanimento delle amministrazioni locali contro chi fa turismo itinerante e di solito a un divieto esplicito di parcheggio alle autocaravan corrisponde anche una zona a loro riservata.
    Così è anche a Sirmione, una delle località più suggestive, dove il sindaco, camperista, ha riservato la parte più bella del parcheggio pubblico, direttamente affacciata sul lago, proprio alle autocaravan: è un po’ caro ma la bellezza della località giustifica abbondantemente qualche euro in più speso in sosta. Sirmione è nella parte bresciana del Garda, gli spunti per visitarla non mancano di certo, a partire dal suo caratteristico centro storico posto all’apice di una penisola stretta e lunga e che Catullo definì “Perla di tutte le isole e penisole”. La sua felice posizione naturale, come spesso accade hanno fatto sì che le diverse epoche storiche hanno lasciato a Sirmione segni così significativi, ancora oggi in fase di studio. La storia conosciuta della penisola comincia nel secondo millennio a. C., l’età del Bronzo. Gli insediamenti palafitticoli lacustri, che si estendono da Salò a Garda, sono noti dall’Ottocento. In particolare, nel basso Garda sono stati rinvenuti tre siti sommersi. Ma è solo l’inizio di una storia che possiamo solo riassumere per spiegare gli elementi più vistosi, come il castello di Sirmione del 1200 che accoglie chi entra con vistose torri e mura merlate, storica base strategica per il controllo del lago. La costruzione è di epoca scaligera e la sua darsena, perfettamente conservata, rappresenta un raro caso di fortificazione destinata ad uso portuale. Il mastio viene costruito nel XIII secolo ad opera, verosimilmente, di Mastino I della Scala. Circondato dalle acque, all’interno in un portico è allestito un lapidario romano e medievale. Una scala del secondo recinto, cui si accede da un ponte levatoio, sale ai camminamenti sulle mura dalle quali si gode della vista sulla suggestiva darsena, antico rifugio della flotta scaligera. Le porte erano munite di diversi sistemi di chiusura: dal ponte levatoio carrabile e pedonale, alla saracinesca metallica e, in epoca più recente, al portone a due battenti imperniato su cardini. Sirmione, terra di confine, era un punto nevralgico del sistema scaligero di difesa e di controllo fino al XVI secolo, quando il suo posto verrà preso da Peschiera. Venezia annette Sirmione alla sua Repubblica nel 1405 e subito si adopera per rendere la rocca sirmionese ancora più sicura irrobustendo le mura e ampliando l’obsoleta darsena degli scaligeri.
    Altro luogo di interesse a Sirmione è Rappresentato dalle Grotte di Catullo. Le “Grotte” sono in realtà i resti della più grande villa romana dell’Italia settentrionale credibilmente appartenuta al poeta latino Catullo.
    Da visitare anche la Chiesa di S. Pietro in Mavino di epoca longobarda, ma ammodernata nel 1300. La leggenda vuole che fu edificata, da dei pescatori locali sulle rovina di un tempio pagano.
    Un moderno tempio pagano al quale i giovani faranno fatica a sottrarsi è Gardaland, il parco divertimenti che, nella bella stagione, dispensa emozioni e divertimenti a piene mani.

    SPECIALITÀ DA GUSTARE
    Pesce, olio, agrumi, vino: questi gli ingredienti base della gastronomia gardesana. Prodotti nelle mille varianti proposte dalle quattro cucine che si affacciano sul Garda, abbinati a verdure di stagione, insaccati, formaggi prelibati. Re della tavola è il pesce di lago, fra cui il raro carpione, il coregone (lavarello), la trota lacustre, l’anguilla, il luccio, la tinca, la carpa e il persico. Fra i primi, gnocchi di patate, spinaci o zucca, ravioli in mille versioni, zuppe; fra i secondi, anche carne, con grigliate miste, cacciagione e funghi, accompagnati dall’immancabile polenta. L’olio extra vergine d’oliva del Garda – con eccellenti proprietà nutritive, a bassa acidità – è fra i più pregiati d’Italia. Altrettanto famosi i suoi vini Doc, dal Chiaretto al Bardolino, dal Lugana agli aromatici vini della zona trentina.

    DOVE MANGIARE
    Osteria al Torcol, via San Salvatore 30
    Cucina gardesana ed eccellente scelta di vini anche pregiati serviti al bicchiere. Pochi tavoli, meglio prenotare.

    SOSTA CAMPER
    Parcheggio a pagamento riservato ai camper indicato entrando in paese.
    Tariffe differenziate a ora o al giorno. 24 ore circa 20 euro. Dieci minuti a piedi dal centro storico. No acqua, posizione affacciata sul lago.

    INFORMAZIONI
    Ufficio turistico Iat www.vivisirmione.com
    Ufficio turismo Lago di Garda www.visitgarda.com
    Grotte di Catullo www.sirmioneonline.net
    Terme di Sirmione www.termedisirmione.com

     

    Aprile 2007

     

  • La regione più meridionale dell’Austria affascina per i suoi laghi e le sue montagne. Solare quasi come un paese mediterraneo per il clima e lo spirito della gente, attentissima alla salvaguardia del territorio.

    Chi torna da un viaggio in Austria difficilmente resta deluso, ma chi visita la Carinzia torna entusiasta per la bellezza dei luoghi e per l’intelligente fruibilità di questi. Talvolta succede che si parte per un viaggio che include la Carinzia come prima tappa e si finisce per non volersene più andare. Cosa rende magica questa regione posta immediatamente sopra l’angolo nord est d’Italia? Probabilmente una serie di fortunate circostanze. La Carinzia è la regione più meridionale dell’Austria ha una superficie di 9534 chilometri quadrati per una popolazione 550.000 abitanti. Vanta, rispetto al resto del Paese, una media molto elevata di irradiamento solare. I suoi laghi sono i più caldi delle Alpi e nella bella stagione ci si può tranquillamente fare il bagno quasi come nel Mare Nostrum. Pensate: sono 1270 gli specchi d’acqua tra grandi e piccoli, la cui acqua, nella maggior parte dei casi, è classificata “potabile”.
    È il paradiso degli sportivi: ovunque piste ciclabili, palestre di roccia, campi da golf, naturalmente sport legati all’acqua e sentieri per il trekking, per parlare solo della stagione estiva, mentre in inverno gli sciatori potranno praticare tutte le attività nelle venti stazioni sciistiche. I proventi delle attività turisti-che di questa regione pesano per il 13% del PIL nazionale. Ma non bisogna pensare alla Carinzia come un immenso e asettico “divertimentificio”. Arte e cultura sono presi in grande considerazione. Numerosi sono i centri di cultura, i festival e le associazioni che promuovono iniziative di ogni tipo. Del resto la posizione geografica le è favorevole anche in questo senso essendo posta all’incrocio tra differenti culture (austriaco-germanica, italiana e slovena) dalle quali ha attinto nei secoli e continua ad attingere influenze positive. Numerosi musei, castelli e fortezze testimoniano al viaggiatore che vorrà visitarli il passato movimentato che ha avuto questa regione. Inu-tile dire che le influenze di diverse culture hanno pesato anche nell’enogastronomia attraverso una cu-cina estremamente variegata che potrà soddisfare i palati più esigenti e raffinati e in generale gli “esplo-ratori del gusto”.
    L’integrità ambientale della Carinzia non è solo frutto della buona sorte ma bensì di un’attenta politica ecologica, consapevole del fatto che il successo turistico della regione e la salvaguardia ambientale vanno nella stessa direzione. Molto si è investito e i risultati non si sono fatti attendere anche con riconoscimenti internazionali: 2 Parchi Nazionali, 35 aree naturali protette per una superficie complessiva di più di 13.000 ettari, due aree ornitologiche protette, altre 75 aree protette con più di 35.000 ettari di superficie, 250 attrazioni naturali poste sotto tutela. Oltre settanta campeggi dai più attrezzati ai più essenziali presenti sul territo-rio permettono al camperista di trovare il luogo ideale dove sostare

    Il cuore della Carinzia
    Un comprensorio ristretto nelle dimensioni ma del quale si potrebbe parlare a lungo. Per questo ci limi-teremo a descriverne più in dettaglio una parte, quella relativa alla zona di Villach-Warmbad, con i laghi Faak e Ossiach, particolarmente fruibili sia per la vicinanza al confine italiano sia per l’abbondanza di campeggi (29), quasi tutti affacciati su specchi d’acqua. In questa zona, più che in altre, sono ben rappresentate le caratteristiche peculiari della regione: monti, laghi, gente allegra e cordiale, un clima mite, una città rinascimentale e infinite possibilità di praticare le più disparate attività sportive.
    Gli appassionati di montagna potranno cimentarsi nella scalata del Gerlitzen, uno dei pilastri angolari nella geografia della zona. Si innalza sulla sponda nord del lago di Ossiach la cui cima si può conqui-stare a piedi o più comodamente con la comoda cabinovia Kanzelbahn fino alla stazione intermedia, quindi con la seggiovia a quattro posti fino alla vetta, a 1.911 metri di altitudine. Un sentiero ben se-gnalato permetterà, se si vuole, il ritorno a piedi fino al lago sottostante. Lo stesso sentiero è praticabile con le mountain bike. Il Gerlitzen è molto amato anche dai patiti del parapendio per via della buona corrente termica che lo circonda. I più audaci potranno rivolgersi alla scuola di volo Grabner, che ha sede in riva al lago e offre voli biposto con istruttore. Passata la paura iniziale si godrà di una vista mozzafiato!
    Altro monte interessante è il Verditz, il pilastro nordoccidentale della zona. Gli impianti di risalita sono in funzione anche durante la stagione calda. Per scendere a valle, nella parte bassa del Verditz la pista da toboga offre un’alternativa emozionante alla discesa a piedi. L’Alpe di Villach, invece è raggiungibi-le con mezzi a motore fino a 1.732 metri di altitudine. Da qui partono innumerevoli sentieri che offrono scorci su viste paradisiache che, nelle giornate più limpide, possono arrivare fino al Großglockner, la più alta vetta austriaca. Infine il Dreiländereck monte che segna i confini con l’Italia e la Slovenia. Anch’esso è raggiungibile con una moderna seggiovia ad agganciamento automatico. La seconda do-menica di settembre, escursionisti austriaci, sloveni e italiani partendo dai rispettivi Paesi si ritrovano tutti sulla cima del monte, dove si svolge una genuina festa alpestre con specialità gastronomiche re-gionali dell’Alpe Adria.

    Un lago tutto da vivere
    Il lago di Ossiach, con 11 chilometri di estensione è il più lungo della zona. Vi si possono praticare tutti gli sport acquatici Lungo le sue sponde si svolge il festival “Estate Carinziana”, che dal 1969, insieme con quelli di Salisburgo e di Bregenz costituisce il trio dei grandi festival internazionali estivi in Au-stria. Nella chiesa barocca del monastero di Ossiach vengono eseguite opere di musica sacra che ri-scuotono interesse a livello internazionale. Una delle iniziative in linea con la filosofia turistica del luo-go è “Musica per i bambini e con i bambini”.
    Il più meridionale dei laghi balneabili è, invece il Faak. Al centro di questo un’isola sulla quale sorge un hotel. Tra tutti i laghi della Carinzia questo è il più azzurro ma anche il più sfruttato da insediamenti alberghieri e campeggistici. Il luogo ideale come compromesso tra ambiente e strutture per le famiglie. Sopra il lago, su uno sperone di roccia sorge il castello di Finkenstein nella cui arena si svolgono festi-val musicali e di cabaret. Chi volesse ritrovare qui un angolo di America farà bene a venire in occasio-ne dell’annuale raduno Harley-Davidson che si svolge tra il 6 e il 10 settembre durante il quale si danno appuntamento per una pacifica festa tra birre e scintilli di cromo migliaia di biker provenienti da tutta Europa (e dagli stessi Stati Uniti). Intorno a entrambi i laghi sono stati realizzati percorsi da running e walking. Sul lago di Faak sono stati creati 5 itinerari da nordic walking con lunghezze da 4,5 a 10 km. Similare è l’offerta nella zona del lago di Ossiach.
    Ma la bicicletta è la regina delle attività fisiche alla portata di tutti e in tutta sicurezza grazie all’abbondante rete di piste ciclabili: 32 km di pista intorno al lago di Ossiach, collegata a quella della Drava. Quest’ultima inizia nel Tirolo Orientale e attraversa tutta la Carinzia. Si può andare in treno da Villach a Spittal e tornare pedalando lungo il corso della Drava. Stessa cosa si può fare per la pista ci-clabile nella valle del Gail raggiungendo in treno Hermagor tornando indietro in bici. Anche il lago di Faak ha diversi percorsi da offrire.

    Un salto in città
    In Austria Villach viene subito collegata al suo Carnevale e alla festa popolare Villacher Kirchtag, I suoi abitanti sanno scindere bene il dovere verso il lavoro e la voglia di far festa. E se il Carnevale è un appuntamento tutto invernale, il Kirchtag, nel primo weekend di agosto trasforma il centro in un unico viale del divertimento. La città, seconda a Klagenfurt, capoluogo amministrativo della regione, emana uno speciale charme risentendo dei differenti influssi culturali per la sua posizione a cavallo tra le tre nazioni confinanti. Il ponte sul Drau è uno dei luoghi simbolo della città. Dal ponte si vedono anche le cosiddette “Berme” sulle due sponde del fiume, celebri tra i ciclisti e gli amanti delle passeggiate. Ap-pena superato il Drau ci si trova nel centro storico, una zona pedonale nella quale c’è la piazza princi-pale. Intorno ad essa abitazioni residenziali restaurate con gusto, il cui nucleo strutturale presenta spes-so ancora le caratteristiche medievali. I singoli edifici cresciuti uno accanto all’altro nel corso del tem-po, creano una rete di stretti vicoli, in parte sormontati da costruzioni, in parte sostenuti da archi a sesto acuto, aspetto caratteristico dell’attuale centro storico. Nella piazza principale è interessante il cinque-centesco Hotel Post con la sua splendida facciata rinascimentale.

    Le terme
    A Warmbad Villach 40 milioni di litri d’acqua ad una temperatura di 29,5 gradi si riversano tutti i gior-ni dalle viscere della terra nei bagni Erlebnistherme e nelle vasche terapeutiche di Warmbad-Villach. Salute e divertimento nella piscina con lo scivolo gigante lungo 21 metri, gioia e passione per i più pic-coli. Gli adulti, intanto si possono godere in tutto relax la sauna. Bleiberg era un centro minerario fino agli anni 50 quando è stata scoperta l’acqua termale. Dall’autunno 2003 Bad Bleiberg dispone di un nuovissimo centro cure con struttura terapeutica.

    I dintorni
    La zona turistica è composta da dieci comuni, tutti meritevoli di una visita. Arriach, il centro geografi-co della Carinzia, per le belle fattorie secolari collegate da un sentiero: l’Hofwanderweg
    Il lago di St. Magdalene, è un autentico gioiello naturale mentre a Treffen non mancate di visitare il museo delle bambole di Elli Riehl.
    A Egg sul lago di Faak si trova l’edicola sacra forse più fotografata al mondo.

    SOSTA CAMPER
    • Campingbad Ossiachersee, Seeuferstr 109, A-9520 Annenheim
    www.camping-ossiachersee.at/it
    • Seecamping Plörz, Süduferstrasse 333, A-9523 Landskron
    www.ploerz.at
    • Strandcamping Mentl, Südufer Straße 265 / 267, A-9523 Landskron – Heiligengestade
    www.camping-mentl.at
    • Terrassen Camping Ossiacher See, Ostriach 67, A-9570 Ossiach
    www.terrassen.camping.at
    • Wiesencamping Marhof, Greutherweg 19, A-9580 Drobollach
    www.marhof.at
    • Strandcamping Anderwald, Strand-Nord 4, A-9583 Faak am See
    www.campinganderwald.at

    CON IL CAMPER IN AUSTRIA
    Sosta libera
    Fuori dai campeggi è possibile campeggiare soltanto con il permesso del proprietario del fondo. Il pernottamento fuori dei camping è permesso ovunque, ad eccezione di Vienna, del Tirolo e nelle zo-ne dei parchi naturali. Sono possibili tuttavia dei divieti regionali. Il pernottamento nei veicoli da cam-peggio non deve implicare attività analoghe a quelle del camping (installarsi con tavoli e sedie).

    PEDAGGI AUTOSTRADALI
    Per le roulottes non è previsto alcun carnet de passage.
    Non è prevista una extra-vignetta per le roulottes, ma è sufficiente quella dell’autoveicolo.
    Camper fino alle 3,5 tonnellate pagano la normale vignetta.
    Per camper sopra le 3,5 tonnellate dal 1 gennaio 2004 c’è una nuova tariffazione a Km: camper a 2 assi 15,80 cent, camper a tre assi 21,80 cent. Il pedaggio si paga tramite un telepass prepagato.
    Dal 15 novembre 2005 anche in Austria è obbligatorio avere i fari anabbaglianti accesi anche durante il giorno e su tutti i tipi di strade (non solo le autostrade). Dal 15 aprile 2006 chiunque commetta questa infrazione è passibile di una multa fino a un importo di Euro 5.000
    Vi ricordiamo inoltre l’obbligo di avere in macchina 2 giubbotti catarifrangenti (omologati CE) e la cassetta del pronto soccorso (omologata CE).

    INFORMAZIONI
    www.carinzia.at
    www.region-villach.at