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Dove Andare

  • Un viaggio attraverso il Sud della Francia, luogo magico e denso di colori che ha dato ospitalità e ispirazione a molteplici artisti.

    Juan les Pins

    Juan les Pins


    In questa cornice incantata il grande maestro spagnolo Picasso visse e lavorò, lasciando innumerevoli testimonianze del suo passaggio. L’itinerario scelto, da Antibes ad Avignone, ci porterà alla scoperta dell’arte, di paesaggi romantici e città storiche. Il mare e la mondanità della costa, i castelli immersi nel verde della campagna, fino alle vestigia medievali della città dei papi.

    Da Antibes a Saint Tropez

    La mondanità della Costa Azzurra e la bellezza dei borghi arroccati sulle colline. Un invito a sognare e passeggiare sotto il più bel sole del Mediterraneo.

    Il nostro viaggio parte dal confine italiano di Ventimiglia. Superiamo velocemente Mentone e Nizza, per arrivare con l’autostrada A8 ad Antibes Juan-les-Pins, la nostra prima tappa. Ad Antibes, Pablo Picasso soggiornò nel 1946 e la città gli ha dedicato un museo omonimo il Museo Picasso.
    A pochi chilometri da Antibes, si trova Vallauris Golfe-Juan, dove Picasso scoprì l’arte della ceramica nel 1947. Sedotto dall’effervescenza intellettuale che da sempre regna a Vallauris, egli decise di stabilirvisi e nel 1949 vi aprì il suo atelier in un’ex profumeria. La città conserva ancora le tracce del passaggio del maestro: sulla piazza della chiesa la statua “L’uomo con il montone” risale al 1943, mentre due importanti opere, “La Guerra” e “La Pace”, ultimo grande polittico di Picasso, sono state installate nella cappella del castello, divenuto museo nazionale.


    Risalendo un po’ verso l’interno, si incontra la cittadina di Mougins, luogo degli amori tra Picasso e Dora Maar dal 1936 al 1939. Nel 1961 Picasso ritornò a Mougins e si stabilì nella grande casa “Notre Dame de vie” insieme a Jaqueline Roque, divenuta sua moglie quello stesso anno e che gli sarà vicina fino alla sua morte, nel 1973.  Al piano terra Picasso allestì un atelier di scultura e, al primo piano, un deposito, dove riunì l’essenziale della sua collezione personale. Dall’alto del villaggio si scopre un panorama grandioso, dalla baia di Cannes con le isole di Lérins, fino a Grasse, celebre per i suoi profumi, e alle Prealpi. Nel giardino della Cappella Notre Dame de Vie è ospitato il “Paesaggio di Mougins II” di Picasso, riprodotto su uno dei 60 leggii, che formano un circuito sui passi dei grandi maestri sulla Costa Azzurra.

    Ridiscendendo verso la costa si arriva a Cannes, la città del Festival Internazionale del Cinema, delle star e degli yacht. Ma, in origine, era un modesto villaggio di pescatori e di monaci e il suo sviluppo avvenne solo nel XIX secolo, soprattutto grazie all’aristocrazia inglese ed europea, che vi costruì magnifiche dimore per trascorrervi l’inverno (Cannes da scoprire). Picasso la scoprì nel 1927 e vi soggiornò con regolarità finché, nel 1955, divenne il suo luogo di residenza principale: qui egli acquistò, infatti, La Californie, un elegante edificio del 1900, con una straordinaria vista sulla baia di Cannes.

    Cannes

    Cannes

    Come tutte le celebrità, anche Picasso non fu immune dal fascino esercitato da Saint-Tropez, la nostra prossima meta che raggiungiamo con la strada costiera, un po’ più lunga rispetto all’autostrada, ma molto spettacolare, soprattutto in primavera. La città si conserva nella sua autenticità: un piccolo porto di pescatori dai molti aspetti e dalla tante meraviglie. Picasso frequentava regolarmente Saint-Tropez sin dal 1916. Nel 1951 egli vi fece ritorno per trascorrevi l’estate. Abitò in via des Bouchonniers, in un appartamento prestatogli dal suo amico Paul Eluard. Qui realizzò numerosi ritratti e nudi dalla sua compagna, la giovane Geneviève Laporte, fra cui il celebre disegno dell’Odalisca.

    saint tropez panorama

    saint tropez panorama

    Verso la Provenza

    Si passa nella regione che, secondo la leggenda Dio ha creato con tutte le cose belle che gli erano rimaste dalla creazione del mondo.

    Ripresa l’autostrada, lasciamo la Costa Azzurra per immergerci nella campagna della Provenza e raggiungere Aix-en-Provence. Picasso vi soggiornò nel 1958, durante un’esposizione al Pavillon Vendôme di trenta sue opere. Nella città provenzale non si può restare immuni dal suo fascino eterogeneo: dallo stile classico dell’antica Aquae Sextiae a quello barocco, con fontane, terrazze animate lungo il corso Mirabeau, i mercati tradizionali e le boutique alla moda.

    Da Aix-en-Provence, una tappa d’obbligo è al vicino villaggio di Vauvenargues, nascosto ai piedi della facciata nord della montagna Sainte-Victoire. Circondato da paesaggi incontaminati è dominato dal castello di proprietà della nipote dell’artista. Durante una cena, infatti, Picasso venne a sapere che il maniero era in vendita e vi si fece accompagnare. Fu un autentico colpo di fulmine e così, a 77 anni, si regalò “un Cézanne a grandezza naturale”: la montagna Sainte Victoire incorniciata nelle finestre del castello di Vauvenargues. Picasso lasciò il castello nell’aprile 1961. Egli vi riposa oggi accanto alla figlia Jacqueline, sotto la statua della Donna con il vaso.

    Arles, perla di arte romana

    La città famosa per la cucina, le corride nell’arena, le grandi testimonianze del passato e particolarmente cara a Picasso
    Arles
    Con l’autostrada raggiungiamo velocemente Arles: Picasso era un habitué della città, che gli ricordava la sua Spagna natia. Appassionato di corride, egli veniva ad assistervi il più spesso possibile. L’artista intrattenne legami molto stretti con la città, fino a farle dono di 57 disegni nel 1971. Queste opere sono ora esposte al Museo Réattu, come le due pitture, lasciate al museo da Jacqueline Picasso: il Ritratto di Maria (la madre dell’artista), risalente al 1923, e il Ritratto di Lee Miller, vestita da Arlesiana, dipinto nel 1937. Il Museo Réattu – costruito alla fine del XVI secolo dai Cavalieri dell’Ordine di Malta per installarvi il loro Gran Priorato – fa parte dei monumenti storici più importanti della città.
    L’attuale museo delle Belle Arti ospita opere di pittori del XVIII e XIX secolo e dispone di una notevole collezione di fotografie, come quelle di Henri-Cartier Bresson o di Edward Weston. Fondata nel 46 a. C., Arles è senza dubbio la più romana delle città francesi e conta il maggior numero di monumenti romani dopo Roma. Ma essa ha anche un carattere ispanico con le Férias che, tutti gli anni, appassionano gli amanti della tauromachia. Sette monumenti cittadini sono classificati nel Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco dal 1981 . A pochi chilometri da Arles, in direzione del Parco regionale delle Alpilles, si trova il paese di Les Baux-de-Provence, costruito su uno sperone di roccia, culminante a 245 metri di altezza.

    Arles place republique

    Arles place republique

    Avignone, la seconda Roma

    Nella città dei Papi e dei Festival, termina il nostro viaggio alla ricerca delle tracce dal grande maestro.

    Arrivando dalla stradina delle Beaumettes, si incontra poi un altro luogo “picassiano”: Ménerbes. In questo villaggio, infatti, in cambio di un disegno, nel 1944 Picasso divenne il proprietario di un bell’edificio, di cui fece dono di addio a Dora Maar. La fotografa e pittrice fu la sua musa dal 1935 al 1943 e rimase proprietari della casa fino alla morte, nel 1997. Nello stesso anno, un mecenate americano l’acquistò per trasformarla in luogo di residenza per artisti. Più interessante, però, è il paesino stesso. Sorge, infatti, in mezzo alle vigne su di uno sperone roccioso e ha la forma di un vascello: a prua la cittadella, a poppa la fortezza, fa parte dell’associazione “I più bei villaggi di Francia”, con le sue viuzze lastricate, le porte scolpite e le facciate medievali e rinascimentali.
    Poco lontano, si trova Sorgues, il paesino scelto da Picasso alla fine del giugno 1912 per mettersi al “riparo del mondo”, ovvero lontano dall’effervescenza che lo circondò sin dal momento della creazione del cubismo insieme a Braque. Vi affittò la villa “Les Clochettes”, dove i due amici scoprirono l’arte dei papiers collés. L’ultima tappa del nostro itinerario è Avignone .
    Nel 1914 Picasso scelse la città per trascorrere l’estate vicino ai suoi amici Braque e Derain. Comincia qui un periodo fecondo, durante il quale egli realizzò grandi tele e delle splendide nature morte. In seguito, Picasso ritornerà regolarmente ad Avignone senza più soggiornarvi.
    Il Museo Angladon possiede numerose opere di Picasso, fra cui “Arlecchino” e “Finestra aperta sul mare”, visibili a piano terra, in una sala dedicata ai maestri degli anni 1920.
    Nella splendida città dei Papi, ovvero dove il cubismo di Picasso è maturato, termina così il nostro viaggio nell’universo del grande maestro.

    Da Vedere

    Nature morte à la dame jeanne-Picasso (C) Photo CNAC-MNAM, Dist. RMN

    Nature morte à la dame jeanne-Picasso (C) Photo CNAC-MNAM, Dist. RMN

    Ad Antibes, oltre al museo Picasso, è bello visitare il quartiere del Safranier: alte abitazioni, strade lastricate e strette, profumi di spezie fanno di questo angolo di città l’emblema del quartiere provenzale. Consigliabile anche una gita a Cap d’Antibes, angolo di Mediterraneo dalla vegetazione lussureggiante in cui si immergono ville lussuose e grandiosi hotel. È sormontato dal faro della Garoupe. Juan-les-Pins, di fama internazionale, soprattutto grazie al suo celebre festival del jazz, è una cittadina balneare, paradiso dei bagnanti di giorno e dei nottambuli la notte. Poco fuori la città si trova Marineland, il più grande parco marino d’Europa con orche, delfini, otarie, squali, meduse .

    Sulle colline di Cannes è da visitare il Suquet: la città vecchia di Cannes, con vista panoramica sul porto, la baia e le sue isole. Caratterizzato da strate pittoresche con case colorate che portano al sagrato di Notre-Dame d’Espérance.

    Da non perdere anche una gita alle isole di Lérins: un quadro idilliaco di natura protetta. L’isola Sainte-Marguerite con il Fort royal, che fu la residenza della celebre Maschera di Ferro, e l’isola Saint-Honorat, dove si trova l’abbazia di Lérins e la sua comunità cistercense.

    Star del litorale è però Saint Tropez, incastonata al centro di un golfo magnifico. Altrettanto famosa e celebrata in numerosi film è la strada sovracosta, la Corniche des Maures, ovvero un balcone eccezionale per viste mozzafiato sul mare. Al centro del massiccio des Maures, isolata da antichi castagneti, sorge la cattedrale della Verne: vale il viaggio, anche per la possibilità di belle gite in mountain bike e passeggiate nei dintorni.

    A est di Aix-en-Provence, invece, si può vedere la Montagne Sainte-Victoire, luogo prediletto da Cézanne. Un periplo di 75 km circa permette di fare un giro in macchina e ammirare la bellezza del massiccio.
    La città di Aix è ricca di vestigia classiche e musei. Il museo Granet, per esempio, conserva opere di maestri del calibro di Rembrandt, Rubens, Géricault, Ingres, Granet e Cézanne. Vero luogo di pellegrinaggio per gli ammiratori del grande pittore è l’atelier Cézanne. Qui l’artista, nativo di Aix, realizzò le sue ultime opere. Ma chi davvero ama le vestigia romane non può perdere una visita ad Arles. Da vedere soprattutto le arene in centro città e l’anfiteatro del I secolo, ma anche il teatro costruito nei primi anni del regno di Augusto, le terme di Costantino (IV secolo), i critoportici del Forum e gli Alyscapms. Un’eccezionale collezione di reperti antichi è altresì custodita nel museo di Arles Antique, che ripercorre le vicende della città, dalla preistoria al cristianesimo.

    Provenza

    Provenza

    Gli amanti della natura, invece, non devono perdere una gita al Parco naturale regionale della Camargue, “isola” separata da due bracci del Rodano. Questa terra selvaggia fatta di stagni e paludi è unica nel suo genere. Spazio naturale protetto, ospita una flora e una fauna eccezionali. Nella catena montuosa delle Alpilles, una tappa d’obbligo è al villaggio di Saint-Rémy de Provence dove Van Gogh passò gli ultimi anni della sua vita. Vi si trova altresì un sito archeologico con i resti di una città del IV secolo a.C., con l’arco di trionfo e il mausoleo romano. Nei dintorni di Mènerbes, invece, sorge Le village des bories: abitazioni in pietra a secco costruite tra il XIV e il XIX secolo.

    Ad Avignone è d’obbligo la visita al Palazzo dei Papi. Ma per ammirare al meglio la maestosità del Palazzo bisogna salire fino al Rocher des Doms, il giardino-belvedere che sovrasta Avignone e il Rodano: da lì si vede non solo il Palazzo con le quattro torri gigantesche ma anche il Ponte Saint Bénezet (il celebre Pont d’Avignon), le mura di cinta della città, il Petit Palais, la Cattedrale des Doms.

    Come Arrivare

    Da Ventimiglia, si prende l’autostrada francese A8 fino ad Antibes. Da qui, per raggiungere Vallauris si percorrono prima la D6107 e poi la D6007. Valluaris e Mougins, invece sono collegate dalla D6185. Da qui si scende a Cannes. Per raggiungere Saint-Tropez si può percorrere la litoranea, molto spettacolare, ma anche molto tortuosa. Oppure riprendere la A8 per un tratto, uscire in direzione Sainte-Maxime sulla dritta e scorrevole D25 e poi proseguire con la litoranea. Così non si perdono né tempo né panorami mozzafiato.
    Per raggiungere Aix-en-Provence, consigliamo nuovamente la A8. Da Aix, si raggiunge Vauvenargues con la D10. Ritornare ad Aix e prendere l’autostrada A7 e poi A54 verso Arles. Da qui Baux-de-Provence si raggiunge con la D17 e poi la D78. Da qui seguire poi le indicazioni per Avignone.

    Cosa Mangiare

    La cucina provenzale è spesso chiamata “la cuisine du soleil”, ovvero la cucina del sole, proprio perché gli ingredienti basilari – olive, pomodori, aglio ed erbe aromatiche – hanno bisogno di molto sole per maturare. I loro sapori intensi si trovano in tutti i piatti famosi della regione, come la ratatouille, la daube, la soupe au pistou e molte altre ancora. Aix-en-Provence, poi, è famosa per i suoi “calissons”, deliziosi biscotti di mandorle a forma di losanga, realizzati per la prima volta nel 1473 e ancora fatti a mano in una dozzina di “confiserie” cittadine. La fougasse, specialità provenzale, è una focaccia con olive, salsiccia, formaggio e altre squisitezze. L’Origan du Comtat è un liquore ottenuto dalla distillazione di 60 piante colte sulle pendici del Mont Ventoux. Le Papalines d’Avignon sono invece specialità a base di cioccolato, zucchero e Origan du Comtat.

    Sosta Camper

    Ad Antibes: Le logis de la Brague (1221, route de Nice) o Le Pylone (avenue du Pylon, in località la Brague), oppure Le Rossignol (2074, av. Michard Pellissier). A Cannes, poco oltre la città, a Mandelieu la Napoule: L’Argentière (boulevard du Bon Puits) o Les Cigales (av de la Mer). A Saint-Tropez, vicino a Sainte-Maxime dispone di un’area comunale. C’è un’area comunale anche a Grimaud (rd 559, quartier St-Pons les Mures). Ad Aix-en-Provence: Chantecler (41, av. Val St André). Ad Arles sono presenti due aree comunali: una in quai du 8 Mai 1945 e l’altra in rue de la Bouvine. Oppure presso Camping City (67, route de Crau-Marseille). Ad Avignone: Bagatelle (chemin de la Barthelasse) e, sulla stessa strada, Le Pont d’Avignon (10, chemin de la Barthelasse).

  • Comacchio, detta “la città sull’acqua”, è meta privilegiata per quanti amano coniugare un viaggio nella cultura e nella natura. Le sue splendide architetture, la sua storia e i suoi ponti che si riflettono nei canali, infatti, sorgono nel mezzo della natura incontaminata del Parco del Delta del Po, paradiso del birdwatching e delle escursioni in bicicletta o in motonave. Un ambiente unico, da molti definito la Camargue italiana. La cittadina è anche la capitale della pesca all’anguilla, qui cucinata in ben 48 modi diversi.

    Comacchio

    Comacchio

    Sorta in mezzo al blu delle sue lagune, intersecata dai ponti rosso mattone che uniscono le sue isole, Comacchio è il centro storico più originale e affascinante del Delta del Po. Chiese antiche e luoghi di mercato, palazzi eleganti e modeste case di pescatori si allineano lungo le strade oppure si specchiano nell’acqua dei canali.
    Una storia antichissima la cui memoria si stempera nell’atmosfera senza tempo di un luogo legato indissolubilmente all’ambiente unico che lo circonda. Comacchio in mezzo alle sue Valli un tempo sembrava una nave, come Venezia dall’alto sembra un pesce. La bonifica ha modificato il territorio, ma la città conserva la sua forma allungata e molta parte del suo fascino. L’acqua ha creato e modellato le sue terre e ha condizionato in maniera determinante la sua vita. La città sorge fin dalla sua origine su una serie di dossi creati dall’azione congiunta del Po e del mare.

    Vie di acqua, vie di terra

    La “città sull’acqua” di origini alto medievali, propone angoli e scorci di grande interesse. Non ha un vero e proprio centro, ma piuttosto una successione dinamica di elementi salienti che si snodano a grandi linee lungo due direttrici principali perpendicolari. Una via di terra e una d’acqua, che in qualche misura si riavvolge su sé stessa e si collega alle valli in una direzione e al mare in un’altra. All’incrocio delle due direttrici, lungo la via di terra, si snodano il centro religioso, con la piazza della Cattedrale, il centro commerciale, con la piazzetta e l’antica loggia del grano, il centro civile, con la torre civica e la piazza del Comune. Ai due estremi della via di terra due antichi centri religiosi: verso ovest Santa Maria in Aula Regia con il convento dei frati Cappuccini, e verso est quello che resta dell’antico monastero di Sant’Agostino. Lungo i due assi si dipana il tessuto urbano, fatto di case in linea e anche di parecchi androni, attraverso i quali si raggiungono le vecchie aree urbane di servizio che davano sui canali secondari e dove si tenevano le rimesse delle barche, un tempo principale mezzo di locomozione.
    Comacchio i canali

    In cammino sui ponti

    Veri gioielli architettonici, sono la principale via di collegamento della città d’acqua. Autentico emblema di Comacchio, voluto dal Cardinale legato Giovan Battista Pallotta, è il ponte dei Trepponti. Il manufatto di laterizio, innalzato intorno al 1638 dal cappuccino Giovanni Pietro da Lugano su disegno dell’architetto Luca Danese di Ravenna, costituisce il punto di unione tra il canale navigabile “Pallotta”, proveniente dal mare, e il centro della città, in quanto sotto la sua unica volta si distribuiscono le vie d’acqua interne, per mezzo di una fitta rete di canali. Comprende cinque ampie scale (tre anteriori e due posteriori) ad arco a tutto sesto, che consentono di raggiungere la sommità, in pietra d’Istria. Dal monumentale Ponte Trepponti si arriva al ponte degli Sbirri. Eretto nel 1631-1635, è costituito da tre arcate in mattoni e pietra d’Istria. Il “ponte delle Carceri o degli Sbirri” prende il nome dalle prospicienti carceri mandamentali, che un tempo ospitavano i detenuti di Comacchio, per la maggior parte pescatori di frodo o “fiocinini”. Sul Ponte degli Sbirri si innesta un quadrivio di canali che costituisce lo snodo d’acqua principiale della città, da cui era possibile navigare in direzione del mare a est, verso il centro a nord, verso le Valli a sud, attraverso la Porta San Pietro, verso la zona destinata ai mercati a ovest. Da qui si stende verso sud il bellissimo quartiere di San Pietro, rimasto integro nel tempo. Sul quadrivio si affaccia la maggiore concentrazione di meraviglie architettoniche. Costeggiando il canale di via Agatopisto si incontra il ponte di San Pietro. Passando sull’altra riva e attraversando un piccolo ponte in cotto (ponte Pizzetti) – girando subito a sinistra – si segue poi il corso del canale di via Buonafede.

    Ponte dei Trepponti

    Ponte dei Trepponti

    In bicicletta tra arte e natura

    Un itinerario ciclistico dall’abbazia di Pomposa fino Mesola, meta di numerosi birdwatcher.
    Le Valli di Comacchio, dopo le grandi bonifiche operate tra la fine dell’800 e l’inizio del secolo scorso, fino alle più recenti realizzate intorno al 1960, conservano specchi d’acqua con un’estensione complessiva di oltre 13mila ettari. Sono il regno di gabbiani e sterne e di molte altre rarissime specie che hanno eletto il comprensorio lagunare quale habitat ideale per riprodursi (spatola, fenicottero, avocetta, cavaliere d’Italia, pernice di mare), svernare o trovare accoglienza durante il passo migratorio.
    Agli amanti delle escursioni sulle due ruote, suggeriamo di non perdere una visita alla vicina Abbazia di Pomposa, ideale punto di partenza per una gita tra arte e natura. L’Abbazia (dista circa 12 km da Comacchio) è un capolavoro dell’arte romanica e bizantina. Il nucleo monastico benedettino si formò qui introno al VII secolo e raggiunse il massimo splendore nell’XI e nel XII secolo, quando divenne uno dei centri culturali e spirituali d’Italia. Dell’Abbazia è possibile ammirare la chiesa, con i preziosi affreschi trecenteschi di scuola giottesca e pavimenti a mosaico, l’Aula Capitolare, il Museo Pompo e il Refrettorio. Poi, letteralmente immersi nelle terre bonificate, si pedala su stradine semideserte fino ad arrivare al Gran Bosco della Mesola, foresta di 1.061 ettari, acquistata nel 1490 da Ercole I d’Este e trasformata in grandiosa tenuta di caccia. Oggi è una riserva naturale di grande suggestione, protetta e popolata da cervi e daini. All’uscita del Bosco, si trova la Torre dell’abate, antica chiavica legata alla Grande Bonifica intrapresa dal duca Alfonso II d’Este nel XVI secolo. Per i più allenati è consigliata una deviazione fino al Castello della Mesola, costruito nelle forme attuali da Alfonso II alla fine del ‘500. Il grande edificio sorgeva al limite della tenuta di caccia del “Gran Bosco”.
    A Gorino Ferrarese, invece, sopravvive uno degli ultimi ponti di barche sul fiume, che lo collega alla sponda veneta. Il fenomeno di avanzamento della costa è testimoniato dalla posizione avanzata del nuovo faro, che ha soppiantato più ad est la Lanterna Vecchia, oggi trasformata in osservatorio del birdwtching e ultima meta del nostro itinerario.
    Comacchio birdwatching
    Ma se non siete stanchi di natura consigliamo anche una puntatina alla Valle Bertuzzi, a cui si arriva percorrendo la Strada Provinciale Acciaioli (Lido Volano – Portogaribaldi). È una delle aree umide più suggestive del Parco del Delta del Po. Ha una superficie totale di circa 2mila ettari, composta da tre bacini, le valli Bertuzzi, Cantone e Nuova, che sono a tratti separate da cordoni dunosi emersi dall’acqua. La vegetazione è principalmente caratterizzata da canneto e da piante alofile. Al centro, tra Valle Nuova e Valle Bertuzzi, cresce un boschetto di lecci, abitato dai cormorani e dalle garzette che vi nidificano. L’avifauna è molto ricca: aironi bianchi e cinerini sgarze ciuffetto e nitticore, cavalieri d’Italia, sterne e i gabbiani. Data l’elevata salinità dell’acqua, specie nei periodi estivi, Valle Bertuzzi è divenuta zona di sosta dei fenicotteri rosa, che sono in forte aumento, tanto da lasciar credere una imminente loro nidificazione. Qui dal mese di aprile a fine ottobre è possibile fare escursioni in barca (per info infotur@provincia.fe.it).

    L’Anguilla, la regina delle Valli

    Data la conformazione unica della zona, le attività umane hanno lasciato importanti segni connessi alla pesca e alla vita di una civiltà legata all’elemento liquido. Disseminati lungo tutto il delta, infatti, rimangono a testimonianza gli innumerevoli “casoni”, dedicati alla pesca dell’anguilla. Per il Basso Ferrarese, e per Comacchio in particolare, infatti, l’anguilla non è solo un prelibato primo attore in cucina, ma è soprattutto un importante fattore economico e sociale, perché è proprio in questo paesaggio di ampi specchi vallivi, oggi ridotti dagli imponenti interventi di bonifica, che l’anguilla trova da secoli il suo rifugio. In questo ambiente umido, un tempo ostile alle genti che vi abitavano, l’anguilla è divenuta la principale fonte di sostentamento, capace di creare sviluppo economico e ricchezza. A lungo contesa da vallanti e fiocinini, difesa dai profondi cambiamenti ambientali, l’anguilla continua a essere pescata seguendo tecniche antiche che sfruttano le maree autunnali e il naturale richiamo ch’esse esercitano sulle anguille mature.
    Puntando verso il mare, a centinaia esse finiscono chiuse nei “lavorieri”, sistemi di cattura un tempo di canne e oggi perfezionati con nuovi materiali, da cui sono prelevate poi per essere selezionate e conservate dapprima vive in vasche o in grossi cesti immersi (le bòlaghe), quindi tagliate, arrostite e immerse in salamoia di aceto e sale per essere confezionate e commercializzate. Da una lavorazione artigianale con lunghi spiedi di anguille messi ad arrostire di fronte a enormi camini, si è passati oggi ad un livello industriale con tecniche più consone alle esigenze dell’ampio mercato a cui il pesce viene destinato. L’anguilla resta comunque una specialità tipica comacchiese (la Sagra dell’Anguilla si svolge a inizio ottobre, info Sagra dell’Anguilla), da gustare in innumerevoli modi: tra i 48 differenti piatti di anguilla, codificati nella regione, niente eguaglia l’odore intenso che sprigiona arrostita alla griglia. Il suo sapore delicato accompagnato dall’aspretto vino doc del Bosco Eliceo, anch’esso tipico dei terreni sabbiosi deltizi, fanno dell’anguilla un vero rito gastronomico a cui riesce difficile resistere.
    anguilla Comacchio

    DA VEDERE
    Comacchio è ricca di pregevoli architetture. Un ideale itinerario di visita alla città può partire dal Santuario di S.Maria in Aula Regia, per proseguire con la Manifattura dei Marinati (centro visita del Parco). Da qui, percorrendo il porticato dei Cappuccini si arriva al centro della città: ecco la Cattedrale di San Cassiano e l’imponente torre campanaria. Proseguendo verso porta U. Bassi e portandosi – a sinistra– in via Cavour, si accede al Sacrario dei Caduti; costeggiando il canale – in fondo a destra – si arriva al rione Carmine, dove si può ammirare l’omonima chiesa dedicata alla Madonna. Salendo sul ponte antistante è chiaramente visibile uno scorcio della chiesa del Rosario – in via Sambertolo. Percorrendo piazza Folegatti prima, e via E. Fogli poi, si raggiunge la piccola chiesa di San Pietro, annessa all’ex Ospedale settecentesco San Camillo, ora Museo delle Culture Umane nel Delta del Po. La città sull’acqua si può visitare anche in barca. Diversi i punti di partenza offerti per il trasporto sulle caratteristiche “batane”, i cui attracchi sono posti all’ombra del ponte Trepponti. Di qui partono suggestivi itinerari che danno la possibilità di poter ammirare Palazzo Bellini e il contiguo Museo del Carico della Nave Romana.
    Non meno interessanti sono i dintorni di Comacchio. Percorrendo in auto l’estesa viabilità interna, lungo strade panoramiche, si può già avere un’idea del territorio del Parco, ma per entrare veramente in contatto con le sue ricchezze naturali e storiche è consigliabile visitarlo a piedi, in bicicletta (molto diffusi, soprattutto durante il periodo estivo, sono i noleggi di biciclette e numerosi i percorsi ciclabili), oppure in barca con un’escursione in motonave. Il territorio del Parco del Delta del Po è punteggiato da torrette di avvistamento e capanni per gli amanti del birdwatching. Passeggiate a cavallo partono da diverse aziende e dalle principali località balneari. Le motonavi per la navigazione del delta si trovano nei porti di Gorino, Goro e Portogaribaldi: imbarcandosi per mezza giornata si possono ammirare la Sacca di Goro, la Valle di Gorino, l’isola del Mezzanino e altre zone alla foce del Po, mentre nelle valli di Comacchio è attivo un itinerario storico–naturalistico che permette di addentrarsi nello straordinario mondo della “civiltà della palude”.

    COME ARRIVARE
    Da Milano: A1 fino a Bologna, poi A13 (direzione Padova) fino a Ferrara Sud. Proseguire sulla superstrada Ferrara-Porto Garibaldi fino a Comacchio oppure proseguire fino all’uscita sulla S.S. 309 Romea che collega i 7 Lidi di Comacchio.
    Da Padova: A13 (direzione Bologna) fino a Ferrara Sud. Poi Superstrada Ferrara-Porto Garibaldi fino a Comacchio oppure proseguire fino all’uscita sulla S.S. 309 Romea che collega i 7 Lidi di Comacchio. Da Roma: E 45 fino a Ravenna, poi S.S. 309 Romea (direzione Venezia) fino ai Lidi di Comacchio.

    Comacchio canali

    Comacchio canali

    SOSTA CAMPER
    Nel Parco Regionale Delta del Po:
    Area attrezzata Le Saline, SS 27,288. Info 0533.330885 – 349.8328963. A pagamento. Acqua, pozzetto, elettricità, servizi con docce, barbecue, noleggio bici.

    Area attrezzata Cavallari – Villaggio San Carlo, 9 – Zona ex zuccherificio – Info gestore 338.5408905 / 333.9435044. A pagamento. Acqua, pozzetto, bagni con acqua calda, illuminazione, circa 80 posti camper, spazio tende, si cani, annuale.

    Area attrezzata presso Locanda “Il Varano”, via Valle Oppio 6, Marozzo di Lagosanto, www.locandailvarano.it.

    Comacchio pesca

    COSA MANGIARE
    La gastronomia di Comacchio si ispira alla ricca fauna ittica delle sue valli occupate da numerose specie di pesce bianco. Regina indiscussa della tavola tradizionale è sicuramente l’anguilla che combina foggia e gusto adattandosi amabilmente ai diversi metodi di preparazione: in graticola, a brodetto, a becco d’asino o con le verze, salata, marinata, tagliata a braciolette… Dal centro storico di Comacchio fino a Porto Garibaldi e lungo tutti i sette lidi, è un pullulare di ristoranti e trattorie dove abili cuochi praticano la loro arte creando meravigliose sinfonie di sapori.
    Nei gustosissimi antipasti abbondano cozze, capesante, astici, canocchie, peveracci, vongole veraci, acquadelle, anguilla marinata, gamberetti… Qui trionfano risotti di mare e alla pescatora, d’anguilla e di pesce, spaghetti al granchio, alle canocchie e le immancabili zuppe di pesce. I secondi privilegiano grigliate di pesce e anguilla squartata spruzzata di limone, anche se gli esperti suggeriscono di gustarla al naturale o accompagnata dalla polenta. Poi ancora sogliole, soasi, passere, cefali, rombi, orate, branzini con seppie ripiene e spiedini di gamberi. Per esaltare i sapori della cucina comacchiese non c’è nulla di meglio dell’ottimo e corposo vino rosso del Bosco Eliceo Doc Uva d’oro, l’unico nettare che si sposa idealmente col pesce.

    Comacchio lidi

    Comacchio lidi

    Delta senza barriere: turismo etico

    La domanda di turismo accessibile, ovvero senza barriere per chi ha problemi di deambulazione, è in crescita. Un’opportunità che la costa romagnola ha saputo cogliere.

    C’è il turismo responsabile, quello sostenibile, poi l’etico e l’accessibile, voci diverse ma unite da un’unica parola: il rispetto. Nel nome di questo rispetto, soprattutto per chi ha problemi di deambulazione, dai disabili alle persone anziane alle famiglie con figli piccoli da trasportare in passeggino, il network “Village for All ” è una organizzazione che è un marchio di garanzia nel settore, patrocinato da Fiata Federcamping, Federazione italiana Superamento Handicap e dell’Associazione Si Può, portale multilingue dedicato alle informazioni sul turismo accessibile nei campeggi e villaggi.

    Holiday Village Florenz di Lido degli Scacchi

    La struttura ha investito con grande sensibilità e spirito imprenditoriale nelle vacanze per tutti.
    Il villaggio è tra le destinazioni più gradite dei turisti diversamente abili, che ne apprezzano l’efficienza dei servizi.
    In mezzo alle dune di sabbia, nascoste tra i pini, mescolate a lussuosi bungalow, le 17 case mobili, tecnologicamente equipaggiate per i navigatori della rete, diverse l’una dall’altra per meglio rispondere alle differenti esigenze economiche, rappresentano una delle eccellenze del villaggio, vero e proprio tempio della vita all’aria aperta. Tutto è predisposto per gli ospiti diversamente abili: sentieri resti piani, siaggia attrezzata di rotolò, passerelle speciali per facilitare l’accesso ai bagnanti con problemi deambulatori e disponibilità di carrozzine che permettono di immergersi nell’acqua. Holiday Village Florenz sorge su un’area di 80mila mq. con bellissime dune naturali ed è dotato di un’ampia spiaggia privata, a 500 mt dal centro di Lido degli Scacchi, in provincia di Ferrara.
    Per informazioni potete visitare il sito Holiday Village Florenz

    Testo Teresa Capodimonte

  • Vale senz’altro la pena di visitare l’entroterra dell’estremo ponente ligure, che in pochi chilometri permette di passare dal mare alle Alpi Marittime, di visitare deliziosi borghi abbarbicati sui monti, di gustare i sapori dei prodotti tipici e di assistere a manifestazioni le cui radici partono da molto lontano.

    Dolceacqua il ponte

    Dolceacqua il ponte

    Questa zona, per secoli, è rimasta isolata dalle principali vie di comunicazione a causa dell’impervietà dei luoghi e della povertà delle risorse, che hanno provocato un progressivo spopolamento del territorio.
    Il paesaggio è rimasto incontaminato: lo sviluppo turistico, dagli anni del boom economico, ha dato un notevole impulso alle località costiere, con esiti spesso discutibili, ma non ha toccato l’entroterra che, solo adesso, dopo anni di abbandono, comincia ad essere valorizzato, con intelligenti opere di ristrutturazione del patrimonio edilizio e con valide iniziative artistiche e culturali.
    A conferma del valore che oggi viene attribuito a questo territorio, Apricale e Triora, che sono tra i più caratteristici borghi di questa zona, si possono fregiare della Bandiera Arancione, che è una certificazione di qualità e di interesse ambientale e turistico, attribuita dal Touring Club Italiano. Tra i requisiti che ne determinano l’assegnazione, oltre alla bellezza del paesaggio e alla situazione ambientale circostante, vengono considerati i servizi turistici, l’offerta di prodotti genuini e tradizionali ed infine la permanenza e la valorizzazione delle tradizioni socio- culturali che caratterizzano il territorio.
    Ognuna di queste località, che appartengono anche al club dei Borghi più belli d’Italia, ha saputo valorizzare al massimo le sue caratteristiche peculiari.

    Apricale, il paese del sole

    particolare ad Apricale

    particolare ad Apricale

    Il Borgo medioevale di Apricale è situato nell’entroterra di Bordighera e Ventimiglia, a 13 Km dal litorale, e, circondato da uliveti, risente ancora della vicinanza del mare.
    La campagna circostante brilla per i riflessi argentei degli uliveti e per il verde cupo delle altre colture, fino alle masse più dense dei castagni e dei pini dei boschi sui rilievi vicini.
    La felice posizione del paese è all’origine del nome, che deriva da “apricus”, esposto al sole. Ma la sua principale caratteristica, che ha incantato nel tempo i suoi visitatori, è lo scenografico aspetto dell’abitato, una sinuosa cascata di antiche case di pietra allungate sulla dorsale di un erto pendio dominato dall’altura del Castello.
    Un dedalo di carruggi, gli stretti vicoli che cingono l’altura e si frammentano su più livelli, collegati da ripidissime scalinate e passaggi coperti, forma il tessuto viario immutato da un millennio, su cui si affacciano alte case di pietra spesso unite fra loro da archi.
    Il mondo di ieri, ormai quasi disabitato, oggi finalmente è aperto al visitatore, che vi potrà trovare alloggio, ristoro e botteghe d’arte, tornate a rivivere con gran gioia dei turisti.
    Il rinnovamento di Apicale investe anche il campo artistico: seguendo il dedalo di stradine, ci si imbatte in bellissimi murales, dipinti sulle facciate delle case, e in botteghe dalle insegne e dalle vetrine piene di colori; affacciandosi poi all’improvvisa apertura della piazza del municipio e della parrocchiale, si rimane incantati dalle fiabesche scenografie dipinte da Lele Luzzati per il Teatro della Tosse, e infine, alzando gli occhi, si sobbalza nel vedere una bicicletta appesa al campanile, che sembra arrampicarsi verso il cielo in una bizzarra ma non certo irriverente ascesi.
    Il borgo presenta anche varie risorse culinarie: il menu di Apricale comincia con un antipasto di verdure ripiene (fiori di zucca, torta verde, sardenaira, che è una sorta di focaccia al pomodoro), prosegue con un primo piatto di ravioli (di carne, borragine o bietole) o con i tagliarini al pesto. Per i secondi la scelta è tra cosciotto d’agnello al forno, coniglio con le olive cotto nel vino Rossese e cinghiale con polenta. Come dessert, abbiamo le pansarole, servite con lo zabaione: l’occasione per gustare questa specialità locale è la sagra delle pansarole, la domenica successiva l’8 settembre. Non mancano fabbriche artigianali di birra, prodotte su ricetta medievale.

    Apricale

    Apricale

    Triora, il paese delle streghe

    Al fascino solare di Apricale si contrappone l’atmosfera dark di Triora. Per carità, il paesaggio è pur sempre aperto e ridente, ma una serie di eventi storici, opportunamente valorizzati, ha contribuito a fare del borgo un luogo assolutamente particolare.
    Il primo di questi fatti è il processo alle streghe, che, a partire dal 1587, si svolse tra Triora e Genova, con alterne vicende. Una terribile carestia aveva colpito la zona, e gli abitanti del paese, come spesso succedeva in quel periodo, non trovarono di meglio che attribuirne la colpa ai presunti poteri malefici delle streghe, accusate tra l’altro di mangiare i bambini e di essere la causa della carestia e dell’infertilità del bestiame. Venti donne del posto furono immediatamente incarcerate; due di esse morirono di stenti in carcere; altre duecento furono inquisite. Poiché le delazioni, estorte dagli inquisitori con mezzi fisici e psicologici, portarono alla denuncia di alcune donne di rango elevato, il Consiglio degli Anziani di Triora, che pure aveva chiamato gli inquisitori, fece una parziale marcia indietro, lamentandosi con il governo di Genova per gli eccessi nelle torture. Ma è solo nel 1589, dopo infiniti contrasti tra potere politico e potere religioso, che si arrivò a sospendere il processo. I documenti rimasti, che si trovano all’Archivio di Stato di Genova, non arrivano a spiegare come finirono le duecento presunte streghe: probabilmente, dopo la prigionia e le torture, furono liberate. Comunque si tratta di uno dei più vergognosi processi avvenuti in Italia in quel buio periodo storico.
    Il secondo evento storico, più recente ma altrettanto drammatico, ha lasciato tracce che il velo del tempo trascorso ha reso pittoresche, ammantandole di un’affascinante malinconia. Gran parte del vecchio borgo è stata distrutta nel 1944 dai tedeschi in ritirata, e le rovine di tanta violenza contribuiscono oggi creare l’atmosfera romantica dell’insieme.
    Triora deve la sua origine al latino “tria ora”, ovvero tre bocche: quelle del cerbero rappresentato nello stemma. Secondo alcuni indica i tre fiumi alla cui confluenza si trova il territorio, secondo altri i tre prodotti principali (grano, castagna e vite) su cui si basava la sua economia. Antica Podesteria Genovese, un tempo città fortificata e nodo cruciale dei commerci fra Liguria, Francia e Piemonte, oggi, per quanto in parte spopolata e ancora segnata dalle distruzioni operate dai tedeschi, conserva un notevole fascino. Inoltrarsi dentro i carruggi, sotto volte e archi scavati nella roccia, negli antri scuri di case diroccate, è come tornare indietro nel tempo. Una sorta di sbigottimento medievale prende a percorrere tenebrosi portici, oscuri angiporti, gradinate, strade catacombali annerite dal fumo di secoli, da incendi saraceni o dal tritolo nazista. Riemergere al sole e alla luce brillante della Valle Argentina, è quasi una liberazione. I carruggi del paese, i negozi, tutto sembra ricordare loro, le “bagiue”, le misteriose donne che la notte si incontravano segretamente presso la Cabotina. Queste suggestioni hanno portato anche alla pubblicazione di infiniti libri sul tema e ad altre manifestazioni culturali collegate: a Triora, nel mese di ottobre, si organizza il convegno dedicato alla stregoneria e ogni anno, ad agosto, viene inscenato uno spettacolo teatrale dedicato alle streghe.
    Il principale prodotto del luogo è il pane, nella sua caratteristica forma rotonda. Molto apprezzati i formaggi d’alpeggio, tra i quali spicca il bruzzo, uno dei più antichi dell’Alta Valle Argentina. Ottenuto dalla fermentazione naturale della ricotta, ha un sapore leggermente piccante, è un ottimo condimento per la pasta e si sposa molto bene con il pane e il pomodoro fresco. Il territorio dona anche castagne, miele e funghi, principalmente porcini e cicotti (tricholoma). Fra i piatti locali spiccano le torte di patate e verdure, chiamate semplicemente paste, cotte ancora sul treppiede, in una teglia ricoperta da un testo, sul quale vengono poste braci ardenti.

    Borghi e ancora borghi

    Il territorio dell’estremo ponente ligure è disseminato di molti altri borghi: le specifiche caratteristiche di ognuno sono così marcate da renderli unici e inconfondibili.
    Alcuni presentano una struttura verticale e sono aggrappati al pendio dei monti, altri, invece, si estendono in orizzontale su un crinale, dominando da una parte le valli che degradano verso il mare, dall’altra le cime delle Alpi Marittime.
    Dolceacqua, patria del vino Rossese, si affaccia pittoresca sul torrente Nervia e si fregia della bandiera arancione; Pigna offre una deliziosa piazza medievale, coperta da una loggetta a volta, sorretta da pilastri bassi e grossi; Badalucco presenta le tipiche case di pietra affacciate su stretti vicoli, passaggi coperti, e una “Galleria d’Arte all’aperto”, con opere in ceramica e legno, sculture, fontane decorate in modo fantasioso e giganteschi murales che coprono superfici in origine diroccate e anonime; Baiardo termina con uno sperone di roccia su cui sorgono le pittoresche rovine della vecchia chiesa distrutta dal terremoto del 1887.
    Perinaldo, allungato su un crinale, offre un magnifico panorama. Patria dell’astronomo Cassini, è sede di un Osservatorio Astronomico Comunale da cui si può osservare il cielo; Seborga, posta su un’altura che domina la sottostante valle coltivata a mimose e ginestre, è un piccolissimo borgo autoproclamatosi principato; Taggia possiede un centro storico medievale di insospettabile ampiezza e severi palazzi nobiliari con blasoni, portali e bassorilievi scolpiti in pietra nera. Il complesso conventuale di San Domenico, della fine del Quattrocento, è stato centro di cultura e di arte per tre secoli.
    Meritano una citazione anche Castelvittorio, Isolabona e Rocchetta Nervina.
    Per chi ama l’arte sacra minore, infine, val la pena di segnalare, all’interno delle chiese di tutti questi borghi, la presenza di statue di santi o di crocifissi, commoventi per l’ingenua espressività.

    Fattore amico

    La rete di 310 aziende agricole in Italia (e 5 in Europa) che ospitano gratuitamente per una notte i camper. Per accedere al circuito bisogna essere soci di Fattore Amico (quota annuale ordinaria da febbraio a febbraio €32,00). Tutte le informazioni si trovano su Fattore Amico.

    I borghi in festa

    Dolceacqua

    Dolceacqua

    Il folclore ligure vive in una serie di manifestazioni profondamente radicate: volendone citare qualcuna relativa alla zona di cui stiamo parlando, a Taggia, ai primi di febbraio, si celebra la festa di San Benedetto, con l’accensione di falò e lo sparo di “furgari”, piccoli razzi lanciati tra i piedi dei presenti. A Baiardo, il giorno di Pentecoste, si celebra la storica festa della Barca, per ricordare la tragica fine della figlia del conte di Baiardo, mandata a morte dal padre assieme al giovane amato. Ogni anno si innalza nella piazza del paese un grande albero, attorno al quale la gente danza in circolo cantando una ballata che rievoca il fatto. Per concludere, sempre a Taggia, nel mese di luglio, si svolge la festa della Maddalena, che culmina con l’originale danza della Morte, accompagnata da una banda che alterna una tarantella ad una marcia funebre.

    Sua maestà l’oliva taggiasca

    Tra i prodotti tipici della zona, particolare attenzione merita l’oliva taggiasca.
    Columella, scrittore latino, nel “De re rustica”, afferma che “olea prima inter omnium arborum est”. Già in epoca romana, quindi, l’olivo era considerato la pianta più importante del bacino del Mediterraneo. La costa ligure era già considerata da Strabone una regione olivicola, ma è ai monaci benedettini del convento di Taggia che, a partire dal 1100, l’oliva taggiasca deve la sua forma attuale, piccola e ovoidale. Viene così prodotto un olio di insuperata qualità, famoso per la sua finezza, la leggerezza, il colore, le caratteristiche organolettiche.

    La stagione in “Terra della Taggiasca” è lunga: la raccolta inizia in novembre, ma finisce all’inizio di primavera e non è difficile assistere alla creazione dell’olio nei piccoli frantoi contadini. Anche fuori stagione di raccolta, l’olio extravergine di oliva è sempre fresco.
    Conservati per il piacere di gustarli in ogni caso sono altri prodotti, quali il paté di olive, il tonno sott’olio, le acciughe sotto sale, i funghi e alcune verdure.

  • Un vero paradiso per gli amanti dell’arte e delle tradizioni. Poeti e scrittori ne hanno esaltato il fascino, chiamandola “città di pietra incantata”.

    E in effetti il centro cittadino offre al visitatore la possibilità di addentrarsi in un percorso ricco di chiese, chiostri, palazzi e monumenti che vanno dal Medioevo in avanti e che ruotano intorno a una piazza del Duomo tra le più affascinanti d’Italia. Senza contare che, ai margini della città, si trovano borghi, pievi e castelli fortificati di straordinaria bellezza.
    La presenza di numerose tracce del passato testimonia ancora oggi l’antica origine di Pistoia. Se la sua configurazione planimetrica indica probabilmente un impianto di origine romana, l’attuale tessuto urbano certamente ricalca i limiti segnati dalle tre cerchie murarie. La piazza del Duomo, antico centro civile e religioso della città, è tutt’oggi definita dai principali edifici che nei secoli ne hanno caratterizzato la vita politica e religiosa: il Palazzo Comunale e il Palazzo Pretorio sorgono rispettivamente sul lato est e ovest della piazza, mentre il Duomo, il Palazzo dei Vescovi e il Battistero ne delimitano la porzione meridionale. La vicina piazza della Sala appartiene ugualmente al nucleo più antico della città, che, protendendosi verso settentrione sino a comprendere la chiesa dello Spirito Santo e la Biblioteca Forteguerriana, include numerosi edifici sacri. Questo antico agglomerato urbano è definito da una viabilità anulare che ricalca grossomodo l’andamento della prima cerchia di mura. Su questo circuito si attestano preziose testimonianze dell’architettura cittadina, come l’Ospedale del Ceppo, l’antico monastero benedettino di S.Mercuriale (oggi sede della Pretura) e alcuni palazzi appartenuti alle nobili famiglie pistoiesi. Il tratto di via Cavour, sul quale si affaccia il Palazzo del Balì, è caratterizzato dai marmi bianchi e neri della chiesa di S.Giovanni Fuorcivitas, mentre, procedendo per via Curtatone e Montanara, sulla quale prospettano bei palazzi manieristi, si può raggiungere il complesso della chiesa di S.Filippo Neri e della Biblioteca Fabroniana. Oltre il perimetro della prima cerchia muraria, lungo i principali tracciati viari che uscivano dalla città, si insediarono gli importanti complessi religiosi di S.Bartolomeo, di S.Pier Maggiore, di S.Paolo, della Madonna dell’Umiltà e di S.Andrea, di fronte al quale si trova Palazzo Fabroni, e poi le chiese di S.Benedetto al Monteoliveto, di S.Maria di Ripalta, di S.Lorenzo e di S.Maria delle Grazie. Anche l’andamento della seconda cerchia muraria è facilmente intuibile percorrendo il corso Amendola, il corso Fedi e il corso Gramsci, che si sono a essa sostituiti. Subito fuori la seconda cerchia si insediarono, nel XIV secolo, i conventi degli Ordini Mendicanti: i Francescani , i Domenicani, i Serviti, i Carmelitani e la casa dei Cavalieri del Tau. Lungo corso Gramsci non si può trascurare la presenza di due rilevanti istituzioni: il Teatro Manzoni, maggior ente teatrale cittadino, e la Casa-Museo dell’artista Fernando Melani. Il giro della città può concludersi sul perimetro della terza cerchia muraria, di forma quadrilatera, ai cui vertici si aprivano le quattro porte che immettevano sui principali tracciati viari esterni. In età medicea questa terza cortina difensiva venne munita, sul vertice sud orientale, della Fortezza di S.Barbara. Delle quattro porte, della cui struttura architettonica nulla rimane, sono arrivati sino ai nostri giorni i nomi, che ancora contraddistinguono i relativi quartieri: Porta al Borgo a settentrione, Porta S.Marco a oriente, Porta Carratica a meridione e Porta Lucchese a occidente.

    SOSTA CAMPER
    • Area attrezzata in piazza Dante, a 200 m dal centro. Posti 10, con acqua, pozzetto, illuminazione, raccolta rifiuti, segnalata. Info: Comune
    • Punto sosta camper nella città alta, presso il campo da bocce.

  • Parchi nazionali, paesaggi mozzafiato, alberi giganti, città mitiche… Un viaggio in America è il sogno di tutti. E il camper è il modo migliore per una vacanza on the road, all’insegna del sogno americano.

    bandiera-americana

    Se volete godere appieno della natura dei grandi parchi americani, della massima libertà, di una vera avventura “on the road”, magari con figli piccoli al seguito, il camper è la scelta perfetta per intraprendere questo viaggio.

    Qui di seguito troverete tutte le informazioni utili per pianificare una vacanza in camper negli Stati Uniti. Costi, documenti necessari, consigli e tre itinerari per trasformare il sogno in realtà.

    Documenti necessari

    Per recarsi negli Stati Uniti è necessario essere muniti di un passaporto con microchip elettronico, come del resto hanno tutti i passaporti rilasciati dopo il 2006. Il passaporto deve avere il contrassegno telematico che ha una validità annuale.

    I viaggiatori minori devono avere un passaporto individuale (attenzione alla scadenza, perché i passaporti per bambini hanno una durata inferiore rispetto a quelli degli adulti).

    Per il noleggio è necessario avere più di 25 anni compiuti (dai 21 – 24 anni è necessaria un’autorizzazione ulteriore), essere muniti di patente italiana di tipo B e di carta di credito (non prepagata).

    Consigliamo inoltre di stipulare una polizza assicurativa integrativa che comprenda rimborso per spese mediche e/o annullamento viaggio.


    Vaccinazioni – 
    Nessuna vaccinazione obbligatoria

    Biglietto aereo – Prenotando con largo anticipo, si possono trovare prezzi abbastanza convenienti, anche se si viaggia in altissima stagione.

    Per esempio, un volo per una famiglia di 4 persone con 2 bambini sotto agli 11 anni, da Milano a Los Angeles o San Francisco, per il mese di agosto, costa circa 3.200 euro. Le possibilità di tragitto sono innumerevoli, così come le compagnie aeree con cui viaggiare, mentre il numero minimo di scali è pari a1, sia da Milano che da Roma.

    Se si viaggia invece su New York, le tariffe sono leggermente più basse, intorno ai 3.000 euro per famiglia.

    Ovviamente, in bassa stagione i prezzi si riducono anche del 40%: Milano – New York nel mese di gennaio costa, per esempio, 1.700 euro, mentre Milano-Los Angeles 2.100 euro, sempre per una famiglia di 4 persone.

    Trasporto animali da compagnia – Per il trasporto di cani e gatti in Europa è ormai obbligatorio il passaporto UE per animali che prevede, oltre a microchip, vaccinazione antirabbica. Anche per l’ingresso negli USA è richiesta la vaccinazione antirabbica che deve essere fatta almeno 1 mese prima della partenza e ha validità annuale.

    Se volete però portare con voi il vostro cane/gatto negli Stati Uniti, non basta avere con sé il certificato di vaccinazione antirabbica, ma dovete anche verificare con le compagnie aeree con cui viaggerete quali sono le regole per il trasporto degli animali. Infatti, queste variano molto da compagnia a compagnia: alcune prevedono il trasporto in cabina per i cani di taglia piccola, all’interno di un trasportino, che deve essere conforme agli standard richiesti dalla compagnia aerea, mentre altre richiedono che tutti gli animali siano imbarcati in stiva, in una zona dedicata, cosa che però alcuni aerei non hanno a disposizione.

    www.cdc.gov/animalimportation/

    Informazioni per il noleggio camper

    A chi rivolgersi

    Sono molte le compagnie americane di noleggio camper che offrono servizi di prenotazione online. I siti sono di facile navigazione, ma tutti in lingua inglese. Le principali compagnie americane che affittano online sono:

    Cruise America www.cruiseamerica.com

    El Monte RV Rentals www.elmonterv.com

    Moturis www.moturis.com

    Apollo RV http://www.apollorv.com/

    Road Bear RV Rentals www.roadbearrv.com

    Ci sono anche siti internet che confrontano velocemente i prezzi dei maggiori “campernoleggi”, come www.campertravelusa.com o www.motorhomebookers.com/usa.

    In alternativa, il veicolo si può noleggiare tramite agenzie italiane, specializzate in viaggi negli Stati Uniti, che si appoggiano a compagnie americane: Queste offrono pacchetti “tutto compreso”, con chilometraggio illimitato e assistenza. Sono più costose rispetto a una prenotazione fatta direttamente online con le compagnie americane, ma possono risultare più comode per chi non ha dimestichezza con la lingua. Due di queste agenzie sono:

    Xplore America www.xploreamerica.it

    Cielo azzurro viaggi www.cav.to

    Quando noleggiare

    La richiesta di noleggio camper negli Stati Uniti è molto elevata, quindi si consiglia di pianificare il viaggio e di prenotare con largo anticipo, soprattutto se si viaggerà in altissima stagione, tra luglio e agosto. Consigliamo di prenotare entro Natale, per avere la più vasta gamma di mezzi e poter anche usufruire delle offerte speciali.

    Si può stipulare anche una polizza annullamento viaggio per tutelarsi in caso di imprevisti (da stipulare al massimo 24 ore dopo l’acquisto del viaggio).

    mansardato-americano

    Scelta del mezzo

    Tutte le compagnie di noleggio sono in grado di offrire, chi più chi meno, diversi modelli di camper, dal motorhome standard, i mansardati, i van ai veicoli fuoristrada con cabina, fino ai veicoli grandi e lussuosi che sono praticamente degli autobus.

    Noi consigliamo di affittare un camper standard compatto (che comunque misura sempre più di quelli che si trovano abitualmente sul mercato italiano) della lunghezza di 7-7,5 metri e che ospita comodamente 4-5 persone. Consigliamo di optare per questo mezzo, sia per avere un noleggio a prezzo interessante, sia per poter tranquillamente posteggiare nelle città e non avere limiti nei campeggi.

    L’ABC del noleggio camper

    Assicurazione integrativa

    Consigliamo di aumentare la copertura assicurativa base, integrandola con altre coperture possibili (VIP; SLI…)

    Chilometraggio

    Un viaggio negli Stati Uniti spesso comporta tanti chilometri da macinare per raggiungere le mete tanto sognate. Pianificare un itinerario di massima prima di prenotare il mezzo sicuramente aiuta a risparmiare qualche soldo sul noleggio.

    Infatti, al momento del noleggio, bisogna comprare dei pacchetti miglia, in base ai chilometri che si vogliono percorrere. Il costo medio per 500 miglia (805 km circa) è di 151 euro. I chilometri percorsi in più, rispetto a quanto preventivato al momento del noleggio, sono ovviamente più costosi rispetto all’acquisto del pacchetto (circa il 37% in più).

    Bisogna quindi valutare molto bene se conviene maggiormente prendere una tariffa a chilometraggio illimitato (non tutte le compagnie la offrono), oppure comprare un pacchetto ad hoc per voi, cercando di non sforare troppo con quanto preventivato.

    Extra

    Tanti sono gli extra acquistabili come GPS, generatore, barbecue, wi-fi…che fanno ovviamente lievitare il prezzo del noleggio

    One way rental

    C’è la possibilità, previa verifica con la compagnia di noleggio, di prendere il camper in una città e riconsegnarlo in un’altra, per evitare di percorrere il viaggio di ritorno.

    Spesso quest’opzione è sconsigliata, per via del costo del drop-off. Infatti, la tariffa del noleggio può aumentare da un minimo di 190 euro fino a 570 euro. Ad esempio se si prende il mezzo a San Francisco e si riconsegna a Miami il costo è di 570 euro.

    Orari

    La maggior parte delle compagnie di noleggio non sono aperte 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Valutate bene gli orari in cui si può ritirare e consegnare il camper e prenotate il volo di conseguenza.

    Personal kit / starter kit / Kitchen kit

    Consigliamo di comprare questi 3 kit che comprendono lenzuola, cuscini, salviette, bicchieri, posate, stoviglie e utensili da cucina e la preparazione del camper con acqua, gas, carburante…

    Costo noleggio

    Abbiamo chiesto preventivi alle 4 maggiori compagnie di noleggio americane.

    Il costo preventivato si basa su un noleggio di tre settimane (21 giorni) in altissima stagione (il mese di agosto) per una famiglia di quattro persone, optando per un camper standard, con 4 posti letti fissi, e prendendo e riconsegnando il camper sempre nella stessa città, a Los Angeles, in California.

    Il costo medio del noleggio per i 21 giorni è di circa 3590 euro, circa 171 euro al giorno.

    Il costo comprende ciò che riteniamo sia il minimo indispensabile per un noleggio:

    Personal kit (lenzuola, cuscini, salviette, bicchieri, posate…)

    Kitchen kit (stoviglie e utensili da cucina)

    Starter kit (preparazione del camper con acqua, gas, carburante…)

    2100 miglia (3380 chilometri circa)

    SLI (Supplemental Liability Insurance)

    Tasse obbligatorie (9%)

    Le agenzie italiane propongono, per una famiglia con 4 persone, pacchetti all-inclusive, con chilometraggio illimitato, al costo di circa 240 euro al giorno.

    Soste

    Consigliamo di sostare nei tanti campeggi che gli Stati Uniti offrono ovunque. Molti campeggi hanno servizi basici, altri, invece, sono dei veri e propri hotel a 5 stelle. Il prezzo ovviamente è variabile, ma generalmente più basso rispetto a quelli italiani, da 10 a 40 euro al giorno.

    Non è necessario prenotare, in quanto l’offerta è vasta e, se arrivate al mattino, di sicuro non avrete problemi a trovare una piazzola libera (First Come, First Served). Il discorso però è diverso per i campeggi all’interno dei parchi nazionali più noti che, nei periodi di alta stagione, possono risultare pieni, come ad esempio allo Yosemite; quindi valutate la possibilità di prenotare in anticipo alcune tappe.

    La sosta in strada è vietata ma ci sono alcune aree di parcheggio in cui si può sostare, di norma per una sola notte, senza problemi.

    Camper sulle spagge della Florida

    Camper sulle spiagge della Florida

    Ecco alcuni siti internet in cui trovare informazioni sui campeggi:

    www.camping-usa.com

    www.koa.com: una vastissima “catena” di campeggi americana. Dal sito si può ordinare la guida con tutti i campeggi KOA gratis

    www.reserveamerica.com: sito per le prenotazioni dei campeggi

    www.overnightrvparking.com: per 25 dollari si stipula un abbonamento per un anno per consultare tutte le aree sosta (non campeggi) dove si può sostare per una notte in tutti gli Stati Uniti

    Indirizzi utili

    Consolato Generale degli Stati Uniti – via Principe Amedeo 2/10, Milano Tel. 02 290351 – www.italian.milan.usconsulate.gov

    Ci sono Consolati americani anche a Firenze e a Napoli

    Ambasciata americana in Italia – via Vittorio Veneto 121, Roma Tel. 06 46741 – www.italy.usembassy.gov

    www.usa.gov/Citizen/Topics/Travel-Tourism/State-Tourism.shtml: qui trovate i link agli uffici del turismo di ogni singolo Stato americano

    www.discoveramerica.com: un portale sui siti delle maggiori agenzie turistiche americane

    Itinerari

    Tantissimi sono gli itinerari possibili negli Stati Uniti: qualunque scelta voi facciate, il vostro viaggio sarà sicuramente indimenticabile, dato che questo paese immenso è ricchissimo di bellezze di ogni tipo.

    Qui proponiamo tre itinerari:

    Il grande ovest

    4.500 km di natura, fra i parchi più belli degli States

    Venice Beach

    Venice Beach

    Un viaggio itinerante, che porta alla scoperta dei parchi nazionali più famosi degli Stati Uniti e che passa attraverso 5 Stati americani.

    Si parte da Los Angeles, dove si visitano gli ultra conosciuti highlights della caotica e moderna L.A., come il Sunset Boulevard, la collina di Bel Air, Venice Beach, Hollywood e Disneyworld. Si lasciano poi il caos e l’oceano, per addentrarsi nel deserto della Valle della Morte, con il famosissimo Zabriskie Point, il punto più basso del Nord America. Qui il caldo è atroce, in agosto, ma lo spettacolo è unico. Si riparte in direzione Las Vegas, la stravagante, con le sue luci e casinò, e via verso lo spettacolare parco del Bryce Canyon, nello Utah, celebre per i caratteristici pinnacoli, gli hoodoos, un piccolo assaggio degli spettacolari panorami che il Gran Canyon regalerà, ancora più in grande. Questa enorme gola, scavata dal fiume Colorado, profonda fino a 1.600 metri, vale da sola il viaggio; qui una gita in barca di mezza giornata, riscendendo una parte del fiume, è d’obbligo.

    Entrando nella Monument Valley

    Entrando nella Monument Valley

    Si riparte in direzione Monument Valley, riserva Navajo, entrandovi dalla famosa Highway 163, ammirando, a bocca aperta, le sue mesas rosso fuoco, perfetta ambientazione di tantissimi film western. Si arriva poi a Cortez, in Colorado, e al Mesa Verde National Park, con il suo Cliff Palace, il più grande insediamento, costruito nella roccia, degli antichi indiani.

    Si passa, in seguito, a visitare un altro parco, the Arches, con sorprendenti archi naturali di roccia e poi il Dead Horse Point, un altro canyon spettacolare.

    Sequoia allo Yosemite

    Sequoia allo Yosemite

    Si ritorna, infine, verso l’East Coast, in California, visitando lo Yosemite National Park, con le sue sequoia giganti, le sue altissime rupi, i torrenti e le cascate spettacolari. Si arriverà così a San Francisco, dove si percorrerà il 49 miles drive, un itinerario automobilistico, alla scoperta del meglio della città.

    Infine, si percorre la costa del nebbioso Pacifico, in direzione L.A., dove si restituirà il camper, fermandosi nelle località famosissime di Big Sur, Santa Barbara e Santa Monica.

    Info:

    www.nps.gov: informazioni turistiche su tutti i parchi nazionali americani

    Route 66

    Da Chicago alla California, sulla mitica Route 66

    Vecchi camion sulla Route 66

    Vecchi camion sulla Route 66

    Un viaggio di circa 4.000 km sulla leggendaria Route 66, alla quale sono stati dedicati film, poesie e anche una famosissima canzone, il cui testo dice “Se non sei mai andato a ovest, viaggia come me, imbocca la strada, questo è il modo migliore, divertiti sulla Route 66, la strada serpeggia da Chicago a L.A., più di 2000 miglia in totale, divertiti sulla Route 66, passi da Saint Louis, Joplin in Missouri, Oklahoma City sembra molto bella, vedrai Amarillo, Gallup in New Mexico, Flagstaff in Arizona, non dimenticare Winona, Kingman, Barstow, San Bernadino”

    Route 66

    E si passa proprio da queste località, nel microcosmo americano, dove non ci saranno le classiche “grandi attrazioni” degli Stati Uniti, ma la “vera” America, fatta di paesaggi straordinari, villaggi semi abbandonati, polverose stazioni di benzina. La “Mother Road” è stata percorsa da tantissime persone, avventurieri, contadini affamati, emigranti, figli dei fiori, bikers, in cerca fortuna o di libertà, puntando a ovest. La Route 66 fu una strada usata per migrare verso ovest, specialmente durante il periodo delle tempeste di sabbia del Dust Bowl. Fu ufficialmente rimossa dal sistema delle highway nel 1985, quando fu rimpiazzata dall’Interstate Highway System. Oggi si chiama Historic Route 66 e mantiene ancora, per più dell’80%, il tracciato originale

    route-66-harley

    Si tratta quindi di un viaggio tutto on the road, attraverso 8 Stati, dai grattacieli di Chicago, attraverso le grandi pianure del Mississippi, superando poi le Montagne Rocciose, fino ad arrivare a Santa Fe, in New Mexico. Si passa poi dall’Arizona, dove si visita l’Oak Creek Canyon e, volendo, anche il vicino Gran Canyon, per poi entrare nella tanto sognata California, con la sua scintillante Los Angeles.

    Info: Tutto quello che c’è da sapere sulla route 66, mappe, ristoranti, forum

    www.historic66.com 

    www.national66.org

    L’Est americano fino alla Florida

    3.000 chilometri da New York a Miami

    Un viaggio attraverso la regione orientale degli Stati Uniti, da New York, fino alla Florida. Un itinerario vario, che porta alla scoperta delle città storiche degli States, di alcuni parchi magnifici, come quello delle Great Smoky Mountains, facente parte dei monti Appalachi, per poi concludersi nella calda Florida con Miami, il parco delle Everglades e le incredibili Keys.

    Overseas Highway che collega le Keys alla Florida

    Overseas Highway che collega le Keys alla Florida

    Si parte da New York, città incredibilmente ricca di fascino, per dirigersi poi verso Philadelphia, una delle città più antiche degli Stati Uniti, anch’essa piena di grattacieli. Si visita poi la famosa Washington D.C., la capitale degli Stai Uniti e sede del potere americano, la Casa Bianca. Si punta sempre più a sud, verso gli Appalachi, per raggiungere il Parco Nazionale delle Smoky Mountains, con l’incontaminata valle di Cades Cove, dove la natura regala paesaggi simili a quelli dei nostri Appennini ma con orsi, caprioli, stambecchi.

    Great Smoky Mountains

    Great Smoky Mountains

    Si scende ancora di più, tra le grandi pianure, fino ad Atlanta, in Georgia, sede della Coca-Cola e della CNN. Si attraversa poi tutto lo Stato, il cui territorio è per due terzi coperto di foreste, con una vegetazione lussureggiante, fatta da querce, pini, palme e cipressi.

    Entrati in Florida, si può visitare il mondo fantastico di Disneyworld e poi la famosa base spaziale della NASA a Cape Canaveral.

    Proseguendo ancora verso sud, si entra nel Parco Nazionale delle Everglades, la regione paludosa subtropicale della Florida. Da non perdere è un’escursione in airboat per ammirare gli alligatori, le tartarughe e le tantissime specie di uccelli che popolano questa zona

    Si va poi verso la punta della Florida, per raggiungere la mezzaluna, composta da circa mille isole delle Keys, viaggiando sulla Overseas Highway, che scivola sopra al mare. Si arriva così a Key West, la piccola isola de “Il vecchio e il mare” di Hemingway, con le sue pittoresche case in legno, le spiagge bianche e il mare stupendo, per poi concludere l’itinerario a Miami.

    Info: www.nps.gov: informazioni turistiche su tutti i parchi nazionali americani

  • C’è sempre una buona ragione per passare un weekend in camper o una breve vacanza sul Lago di Garda. Anche sotto Natale. Ecco cosa succede nel Garda Trentino

    Ora che le acque sono decisamente fredde e le giornate brevi, gli scorci sul lago si fanno struggenti, acquistando un fascino particolare. L’acqua ha cambiato colore e riflette come uno specchio le luci dei paesi che si affacciano sulle sue sponde. Luci che in questo periodo dell’anno si intensificano con le luminarie natalizie e sembrano voler far dimenticare che l’inverno è iniziato, ricordando a tutti che Natale sta arrivando.

    E nella porzione del Garda Trentino tutto è pronto per questa festa particolarmente sentita soprattutto dai bambini. Perché loro lo sanno che, Babbo Natale, c’è. Anzi, anche quest’anno è venuto a prender casa nel Garda Trentino… Una soluzione comoda anche per i genitori che non dovranno spingersi nella lontana Scandinavia per farlo incontrare ai piccoli in un clima magico e fiabesco. Tutti gli orari, i programmi e gli indirizzi sono consultabili sul sito www.gardatrentino.it/inverno

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    La casa di Babbo Natale

    Babbo Natale vi aspetta nella sua casa, dal 2 al 30 dicembre, all’interno della Rocca di Riva del Garda. E le vie di Riva del Garda, fra scenografie di luci e addobbi, completano questa magia. Nella Casa di Babbo Natale i bambini possono curiosare in tutte le stanze, senza esser rimproverati. Anzi, devono. È la principale attrazione del programma natalizio del Garda Trentino, che ogni anno attira bambini e adulti da tutta l’Italia come dai paesi limitrofi. Del resto, giocare nell’officina di Santa Klaus, scrivere la letterina direttamente dal suo ufficio postale e ascoltare da Babbo Natale in persona i racconti dei suoi viaggi in tutto il mondo nel castello fatato di Riva del Garda, è un’esperienza unica. L’ufficio postale – zeppo di buste, timbri e pacchetti – è il posto ideale dove scrivere e imbucare la propria letterina. Dopo una sosta nella camera da letto e un salto nel guardaroba, i piccoli possono liberare la loro fantasia con i giochi e i lavoretti dell’Officina; e poi, assaggiare la merenda di Natalina e conoscere Babbo Natale che li allieta con i suoi racconti: il più bel regalo che potrete fare ai vostri figli.

    Vedi programma completo

    Calendario – La Casa di Babbo Natale è aperta ogni fine settimana di dicembre, in queste date e orari: venerdì 2 (14.00 – 18.30), sabato 3 (14.00 – 18.30), mercoledì 7 (14.00 – 18.30), giovedì 8 (10.00 – 19.00)
    venerdì 9 (12.00 – 19.00), sabato 10 (12.00 – 19.00), domenica 11 (10.00 – 18.30), venerdì 16 (14.00 – 18.30), sabato 17 (14.00 – 18.30), domenica 18(10.00 – 18.30, mercoledì 21 (14.00 – 18.30), giovedì 22 (14.00 – 18.30),venerdì 23 (14.00 – 18.30), martedì 27 (14.00 – 18.30), mercoledì 28 (11.00 – 18.30), giovedì 29 (11.00 – 18.30) e venerdì 30 (11.00 – 18.30).

    Prezzi – Biglietto di entrata: € 4,00
    Ridotto per bambini dai 3 ai 14 anni: € 3,00
    Bambini fino a 2 anni: gratuito
    Speciale biglietto famiglia (due adulti e due bambini): € 15,00

    www.casadibabbonataleriva.it

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    Arrivano i mercatini di Arco!

    E poi gli immancabili tradizionali Mercatini di Natale, luogo ideale per deliziare il palato e acquistare prodotti artigianali per se o per delle idee regalo davvero originali e di qualità.

    Sono diversi quelli che si svolgono nel comprensorio del Garda Trentino, ma il più importante e quello di Arco, che abbina suggestioni nordiche e tipicità locale in un’atmosfera accogliente e festosa. Nelle quaranta casette allestite nelle piazze del centro troverete presepi di ogni genere, candele e i celebri prodotti naturali della zona. E per un’idea regalo davvero originale le comode pantofole in stile tirolese, i maglioni d’alpaca, sciarpe, guanti e cappelli, e poi giocattoli in legno, giochi educativi e di società.

    Se il freddo è pungente sarà un vero piacere sorseggiare un caldo bicchiere di brûlé di mele o scottarsi le dita sbucciando le caldarroste da un cartoccio, o ancora mordendo uno strauben (le grandi frittelle dolci condite con la marmellata o zucchero). Potrete anche fare scorta di formaggi tipici e confetture naturali di frutta. E poi… sorpresa! Per la gioia dei bambini caprette e asinelli che non aspettano altro che farsi accarezzare.
    Durante il fine settimana è possibile partecipare alle visite guidate del centro storico della città, visitare le mostre dei presepi o fare il giro del centro storico a bordo del trenino. La colonna sonora sarà garantita da spettacoli musicali e concerti natalizi che allieteranno ancor di più l’atmosfera. Il 10 dicembre, il mercatino rimane aperto fino alle 21.30 e il Castello di Arco sarà illuminato da un meraviglioso spettacolo pirotecnico.

    Il mercatino nei “Borghi più belli”

    Magiche atmosfere anche a Canale di Tenno e Rango nel Bleggio, due dei “borghi più belli d’Italia”. Dal venerdì alla domenica, tra le suggestioni uniche dei vicoli e piazzette di questi paesi dove il tempo sembra davvero essersi fermato, sono allestite le bancarelle che mettono in mostra l’artigianato locale e le prelibatezze gastronomiche, tra musica, profumi e aromi del Natale. A Canale di Tenno, la magia continua la notte della Vigilia e la giornata di Santo Stefano, con il caratteristico presepe vivente accompagnato da zampognari e canti natalizi.

    A Rango nel Bleggio si celebrano la tradizione e gli antichi riti, i prodotti dell’artigianato, i piatti tipici locali, i profumi e i suoni caratteristici del Natale con zampogne, fisarmoniche e canti di pastori. Visitando entrambi i mercatini e timbrando l’apposita cartolina, si avrà in regalo un gadget natalizio.

    Sosta camper

    Riva del Garda

    Camper Parking, via Brione, tel. 0464 557675 (Altogarda Parcheggi e Mobilità)

    Torbole

    Camper Stop Torbole, via al Cor, 2/A, tel. 0464 548204 – www.camperstoptorbole.com

    Arco

    – Parcheggio al Ponte, via Caproni Maini (Loc. Prabi), tel. 0464 583528 (Polizia Municip.)

    – Camper service, Viale Rovereto (Loc. Caneve), tel. 0464 583528 (Polizia Municip.)

    – Parcheggio San Pancrazio, Viale S. Caterina, tel. 0464 583528 (Polizia Municip.)

    Tenno

    Area Sosta Le Terre del Sole, Loc. Lago di Tenno, tel. 348 8222981- www.garda-terredelsole.it

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    L’Accademia degli Elfi

    Bambini, volete imparare a diventare Elfi, celebri aiutanti di babbo Natale? L’Accademia degli Elfi continuerà a impreziosire l’appuntamento di Riva del Garda con Santa Klaus, richiamando per quattro weekend famiglie da tutta Italia. La partecipazione però è riservata solo a chi alloggerà nelle strutture convenzionate, alberghi e per gli ospiti camperisti del campeggio “Al Lago” di Riva del Garda che aderisce al progetto.

    Ma attenzione, i requisiti che i voi bambini dovrete avere sono severi:

    • esperienza nel settore dei giocattoli;

    • amore per gli animali, in particolare nordici;

    età inferiore ai 12 anni.

    Li avete tutti e tre? Bravi! Dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, passerete un intero, coinvolgente fine settimana in compagnia di Elfo, l’Efficiente Leader dei Folletti Operosi, per diventare elfo qualificato e per incontrare di persona Babbo Natale nella sua Casa in riva al Lago di Garda. Nel campeggio riceverete dagli elfi sorprendenti comunicazioni (anche notturne!) sugli appuntamenti del giorno successivo, fino al conseguimento del diploma di “elfo qualificato”, acquisito dopo aver svolto le molteplici attività previste dal programma. 

    http://www.gardatrentino.it/it/accademia-degli-elfi-lago-di-garda/

  • Tutti in montagna: le Alpi ci aspettano per vacanze indimenticabili. Sci, ciaspole, slitte trainate da cani, snowboard… Natura e divertimento, giochi, sport, benessere, campeggio e buona cucina. Il camper ancora una volta è protagonista, ma con qualche attenzione in più

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    Ci siamo, finalmente si fa sul serio. Neve abbondante, naturale o sparata, e la stagione sciistica entra nel pieno per regalarci weekend o settimane bianche all’insegna dello sport e della natura. Le famiglie di camperisti e caravanisti sono pronte ad entrare in azione, è il bello del camper: quella che fino a pochi mesi fa è stata la casa a bordo di una spiaggia, ora diventa la baita, il rifugio dove a fine giornata ritirarsi con i propri cari tra interminabili partite a carte gustando una coccolata calda, magari dopo una doccia rigeneratrice. E poi a letto presto sotto il piumone, perché domattina, dopo una robusta colazione a base di pane formaggio e salumi locali, si ricomincia… Ma dove andare? Stessa pista o posto nuovo? Nelle pagine che seguono troverete un ampio ventaglio di scelte sulle Alpi con comprensori, strutture e, ovviamente, le possibilità di sosta in campeggio, area attrezzata o presso i parcheggi degli impianti di risalita. Se non siete esperti del campeggio invernale leggete i suggerimenti che seguono, perché l’inverno in montagna è bellissimo ma tutt’altro che da prendere sottogamba.

    Dove sostare?

    Le possibilità sono fondamentalmente tre: campeggio, area attrezzata e sosta libera. Per un periodo di più giorni scegliete senza dubbio il campeggio o un’area “molto” attrezzata. Avere la possibilità di allaccio elettrico, il servizio cambio bombole a disposizione, un locale dove far asciugare gli indumenti sportivi e le attrezzature, docce in locali riscaldati, un bar o ristorante per passare piacevoli e gustose serate, valgono la maggiore spesa. Di solito i campeggi forniscono un servizio navetta verso gli impianti di risalita. L’area attrezzata minimale o il pernottamento nel parcheggio presso gli impianti va bene se si deve fare al massimo uno o due pernottamenti: il classico weekend, insomma. Accertatevi che non vi siano divieti di sosta specifici.

    I trucchetti del camperista

    In ogni caso attenzione a come vi posizionate. Mettetevi in modo da non dover fare manovre per uscire qualora una forte nevicata interessasse l’area dove sostate e lasciate le catene da neve montate. Attenzione al tendalino: non è un ombrello dove riparare le attrezzature. Anche in questo caso neve e ghiaccio lo potrebbero rovinare irrimediabilmente. Tergicristalli sollevati, protezioni termiche per la cabina, eventualmente lo scarico delle acque grigie sempre aperto (con un secchio sotto ovviamente) sono trucchi sempre validi, così come l’avere le bombole del gas caricate solo a propano anziché della miscela con propano e butano, che gassifica efficacemente anche alle basse temperature. Ovviamente partite con le bombole piene e dopo aver testato la piena efficacia della caldaia. Attenzione alle batterie. In particolare quella di avviamento, di solito più esposta al freddo rispetto quella di servizio. Alle basse temperature si modifica la densità dell’elettrolito e si abbassa l’efficienza nello spunto. Come se non bastasse il motore richiederà più energia per avviarsi sia per riscaldare le candelette, sia per il maggior attrito del motore per la densità dell’olio lubrificante. Dunque se partite con una batteria fiacca avete la certezza matematica che una volta in montagna vi lascerà a terra.

    Per dormire il piumone è la soluzione migliore e vi permetterà di “sopravvivere” anche se malauguratamente il gas finisse in piena notte (di solito le cose vanno proprio così) o ci fosse un guasto all’impianto di riscaldamento.

    Viaggiare sicuri

    Non ci stancheremo mai di dirlo: gli pneumatici invernali sono il miglior amico del camperista. Quattro gomme da neve (meglio delle cosiddette quattro stagioni) vi permettono di affrontare le strade in tutta sicurezza, ridurre di molto gli spazi di frenata, avere maggiore aderenza in curva. E non parliamo solo di fondo innevato. Già a temperature inferiori a 7 gradi centigradi i benefici della speciale mescola dei battistrada si fanno sentire. In ogni caso portate sempre con voi anche le catene da neve: per affrontare un tratto ghiacciato, magari in salita, non c’è nulla di meglio della maglia di una catena che si aggrappa al ghiaccio. Nel gavone mettete anche una pala da neve, guanti da lavoro, una torcia potente e un telo sul quale appoggiarvi.

    Attenzione al meteo e alle informazioni sul traffico. Accettate il consiglio quando dicono di non mettersi in strada e preparatevi alle situazioni di emergenza: basta un camion intraversato a bloccare per ore un’autostrada. Voi avrete sempre il vantaggio di essere sul vostro camper dove riposare, prepararvi un caffè sgranchirvi le gambe. Insomma, in coda, ma come a casa!

    Preso nota di tutto? Non resta che partire per questa vostra nuova meravigliosa avventura in camper!

    VALLE D’AOSTA

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    Monterosa Ski

    Antagnod, Brusson, Champoluc-Frachey, Champorcher, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean e Alagna Valsesia: sei località valdostane e una piemontese per un unico comprensorio, tra neve, buona tavola e antiche tradizioni Walser

    Dominato dal Monte Rosa, il comprensorio sciistico Monterosa Ski si trova quasi interamente in territorio valdostano, collegandosi poi alla piemontese Alagna Valsesia attraverso il Passo dei Salati. Sette località che consentono attraverso un unico skipass di sciare nell’intero comprensorio o, in alternativa, di scegliere skipass di zona, per chi preferisce sciare in aree più delimitate e raccolte. Il Monterosa Ski prosegue nell’importante lavoro di riqualificazione dei tracciati e di rinnovamento degli impianti, per offrire piste che garantiscano ogni anno divertimento e sicurezza. La ski area raccoglie 45 impianti che servono ben 91 piste (di cui 27 blu/semplici, 52 rosse/intermedie e 12 nere/difficili).

    Novità per gli skipass

    La stagione 2015/2016 ha visto l’introduzione di alcune novità per quanto riguarda alcune formule di skipass. Ad esempio, lo stagionale Monterosa Ski, che consente di sciare a Champoluc-Frachey, Alagna, Gressoney-La-Trinité, Antagnod, Brusson e Gressoney-Saint-Jean, allarga la propria validità anche a Champorcher, località caratterizzata da piste tecniche e sfidanti. Per agevolare le famiglie, da quest’anno è stato introdotto anche lo sconto teen, un biglietto ridotto per i ragazzi fino a 18 anni, che si aggiunge agli sconti junior per gli under 14 e alla gratuità per gli under 8. Infine, lo sconto over 65 torna a essere valido tutti i giorni, sabato, domenica e festivi compresi, mentre per chi ha compiuto 80 anni lo skipass è gratuito.

    Le “chicche” del comprensorio

    Sono molte le ragioni per cui la ski area del Monte Rosa è famosa nel mondo. A partire dalla Pista Internazionale Leonardo David Special al Weissmatten, una “nera” intitolata allo sciatore valdostano, considerata tra le più affascinanti dell’arco alpino. Si trova in località Gressoney-Saint-Jean ed è molto amata dagli sciatori più esperti, grazie alle forti pendenze e ai continui cambi di ritmo; grazie all’illuminazione notturna, la pista apre anche di sera dalle 20.00 alle 22.30. Il Monterosa Ski è, però, anche la meta ideale per gli amanti del freeride, lo sci fuoripista, e dell’heliski. Particolarmente rinomata è l’area di Gressoney-La-Trinité con il ghiacciaio di Indren, a 3.275 metri di quota, comodamente raggiungibile grazie al Funifor Passo dei Salati-Indren. Il luogo giusto per il freestyle, invece, è il Fun Park di Champorcher: The High Five Park, adatto sia ai principianti sia ai più esperti, offre ai freestyler quattro linee con box, rail e kikers (è servito dalla seggiovia biposto Laris e dalla seggiovia quadriposto Cimetta Rossa Express). In tutto il comprensorio sono presenti Baby Snow Park, con diverse strutture come tappeti, area giochi con gonfiabili, tapis roulant, bob, gommoni. Chi vuole dedicarsi a una giornata di relax può approfittare del nuovo centro termale di Champoluc, Monterosa Terme: sorge in una tranquilla zona boschiva con vista sul Monte Rosa (Piazzale Ramey, 1 – www.monterosaterme.com). L’Area Wellness comprende sauna finlandese, idromassaggio, bagno turco, docce emozionali, a cui si aggiungono la vasca marina, la vasca ludico-sportiva e molte altre nell’area piscine; il centro offre anche trattamenti di bellezza, massaggi e rituali di benessere.

    ***

    Sosta Camper

    Camping Sole e Neve Champoluc

    In località Morenesc, dispone di piazzole con attacco luce e possibilità di carico/scarico acqua. Su tutto il campeggio sono distribuiti servizi igienici comuni con acqua calda; a disposizione anche docce calde con gettoni a pagamento, lavatrice e asciugatrice e piccolo parco giochi.

    Loc. Morenesc, Champoluc – Ayas (AO)

    www.campingsoleneve.com

    info@hotelrelaisdesglaciers.com

    Tel. 0125 305025

    Camping Margherita

    Nelle immediate vicinanze del centro del paese, dispone di 80 piazzole per ospiti annuali o stagionali e di 15 piazzole per camper/roulotte itineranti, con allacciamento elettrico. Ampi servizi igienici con docce e lavabi con acqua calda libera, locale per lavare le stoviglie, locale lavatrice/asciugatrice, servizio navetta a pagamento per gli impianti.

    Loc. Schnacke, 15 – Gressoney-Saint-Jean (AO)

    www.campingmargherita.com

    info@campingmargherita.com

    Tel. 0125 355370

    AA Gressoney-Saint-Jean

    Nel piazzale della seggiovia Weismatten, AA con carico/scarico acque, allacciamento elettrico, contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti. A pagamento: dal 01.12 al 01.05 e dal 01.07 al 15.09 (€ 6 per 12h, € 0,50 ogni ora dopo le 12h).

    Info: Polizia Municipale, tel. 0125 355192

    Per informazioni:

    Ufficio Promozione Monterosa Ski

    www.monterosa-ski.com

    Tel. 0125 303111

    info@monterosa-ski.com

    PIEMONTE

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    Riserva Bianca Limone Piemonte

    Con le piste di Limone 1400, Limonetto, Cross, Maneggio e Colle di Tenda, il comprensorio della Riserva Bianca regala 80 chilometri di tracciati, con un’offerta 2.0 sempre più accessibile e al passo coi tempi

    Nella splendida cornice delle Alpi Marittime, il comprensorio sciistico di Limone Piemonte include 39 piste di sci alpino (per un totale di 80 chilometri di tracciati), 19 impianti e 70 chilometri di percorsi dedicati agli amanti delle ciaspole (durante i weekend, la Pro Loco di Limone organizza escursioni con accompagnatore lungo i sentieri, con possibilità di pranzo in baita – Tel. 0171 925240). Una particolare attenzione è riservata ai più piccoli che nella zona di Limone 1400 trovano un’area naturale con dolci pendii, dove muovere i primi passi sugli sci, grazie anche ai maestri della scuola sci Limone e della scuola sci Equipe. Nell’area si trovano anche l’Igloo Village, il Kinder Park con giochi gonfiabili, e l’Igloo bar.

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    Sciare è… easy!

    Già da diverse stagioni la Riserva Bianca consente di acquistare lo skipass da casa, con una tariffa inferiore rispetto a quello acquistato in cassa. Questa stagione vede l’introduzione di un nuovo portale per gli acquisti online, che permetterà di ricaricare i biglietti dal computer o dallo smartphone (si potrà anche acquistare il biglietto online per poi ritirarlo in una qualsiasi cassa prioritaria della ski area). A ciò si aggiunge anche il sistema EasyPass, che permette di accedere direttamente agli impianti di risalita senza passare dalla biglietteria, con addebito diretto sulla carta di credito a fine giornata, con la possibilità di usufruire di sconti sul costo dello skipass giornaliero.

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    Una montagna golosa

    Sono ben tredici i punti ristoro in quota nel comprensorio, dove concedersi una pausa tra una discesa e l’altra e gustare le tante specialità locali. Tra questi lo Chalet Morel, all’arrivo della seggiovia Morel, ideale anche per una cena romantica a contatto con la natura (la struttura è raggiungibile anche con motoslitte o gatti delle nevi e dispone di sette suite). O ancora il bar La Frontera, sulle piste di Limonetto, e la Baita 2000 sotto l’arrivo della seggiovia Cabanaira, con un bellissimo panorama sulle Alpi.

    ***

    Sosta Camper

    Camping Luis Matlas

    Il campeggio dispone di piazzole dotate di presa elettrica; tra i servizi vi sono WC chimico, docce calde a gettone a pagamento, servizi igienici, lavanderia, carico acqua potabile, sala giochi, servizio sgombero neve.

    Corso Torino, 39 – Limone Piemonte (CN)

    www.luismatlas.it

    Tel. 0171 927565

    GPS N 44° 12.504’ E 007 34.309’

    Per informazioni:

    Riserva Bianca

    www.riservabianca.it

    Tel. 0171 926254

    info@riservabianca.it

    LOMBARDIA

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    Chiesa in Valmalenco

    Volare insieme alle aquile! Il sogno diventa realtà in Valmalenco, nella ski area dell’Alpe Palù, dove la funivia più grande del mondo, la Snow Eagle, mette le ali ai piedi – o meglio agli scarponi – degli sciatori.

    All’ombra del Pizzo Scalino, la ski area dell’Alpe Palù, con centro a Chiesa in Valmalenco in provincia di Sondrio, accoglie gli sciatori con numeri importanti. A partire dai 160 passeggeri trasportati a ogni corsa dalla Snow Eagle, la funivia più grande del mondo – a campata unica – che in meno di cinque minuti collega la cittadina di Chiesa (a 1.000 metri di altitudine) a Cima del Dosso, dove si apre una vista mozzafiato sulle Alpi (www.valmalencoskiresort.com). La ski area soddisfa le esigenze di tutti gli sciatori, da quelli alle prime armi ai più esperti: ospita, infatti, oltre 40 chilometri di piste e seggiovie e impianti da poco rimodernati (sul sito del Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco è possibile scaricare il tariffario della stagione 2015/2016 che proseguirà fino al 10 aprile 2016). In alternativa alla funivia, è possibile raggiungere le piste in auto lungo la strada che collega Chiesa a San Giuseppe: da qui una nuova seggiovia quadriposto coperta in soli otto minuti conduce all’Alpe Palù, superando un dislivello di 500 metri. Sci ai piedi, è tempo di partire: si può scegliere tra piste blu, rosse e nere. Da segnalare la Pista Thoeni, disegnata da Gustav Thoeni, uno dei più grandi campioni di sci di tutti i tempi; il tracciato è per veri esperti: supera, infatti, un dislivello di 400 metri in breve tempo, passando dai 2.300 ai 1.900 metri di quota, con una pendenza del 70 per cento sul muro finale. E per chi non scia? Arrivati alla stazione di monte della funivia, un trenino rosso porta i non sciatori all’area di ristoro dove, oltre al noleggio e alle scuole di sci, si trovano diversi ristoranti, dove concedersi un caffè e prendere il sole, godendosi una pausa di vero relax.

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    In alternativa alle discese

    Chi agli sci preferisce la tavola si può dirigere senza indugi al Palù Park (www.palupark.com) dove snowboarder e freestyler trovano un’area loro dedicata con salti, pipe, rail e box. La Valmalenco è ideale anche per gli appassionati di sci di fondo, che hanno a disposizione tre anelli, adatti a ogni esigenza, che si snodano tra paesaggi che incantano la vista. A 2.000 metri di quota, raggiungibile con la funivia Snow Eagle da Chiesa o con la seggiovia da San Giuseppe, in una conca soleggiata, si trova l’anello del Lago Palù, con 17 chilometri di piste naturali. A pochi chilometri da Chiesa sorge l’anello San Giuseppe-Chiareggio, mentre non lontano dalla stazione di valle della funivia, si trova l’anello Lanzada, con la Pista Pradasc lunga 1,5 chilometri e con illuminazione notturna. Sempre a Pradasc sorge anche una pista per il pattinaggio. Numerosi gli itinerari per lo scialpinismo, così come le passeggiate con le ciaspole, come quella classica dell’Alpe Palù, che partendo da San Giuseppe supera un dislivello di circa 500 metri: si percorre in circa un’ora e mezza ed è adatta anche alle famiglie. Durante i mesi da gennaio a marzo vengono organizzate diverse escursioni, particolarmente suggestive le ciaspolate serali al chiaro di luna, con cena conclusiva.

    ***

    Sosta Camper

    Camping Centro Sportivo Pradasc

    Situato a Lanzada, in posizione tranquilla ma facilmente raggiungibile, il Centro Sportivo dispone di una nuova area camper attrezzata, con 11 piazzole.

    Località Pradasc (frazione Ganda) – Lanzada (SO)

    Per informazioni:

    Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco

    www.sondrioevalmalenco.it

    Tel. 0342 451150

    info@sondrioevalmalenco.it

    LOMBARDIA/TRENTINO

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    Adamello Ski

    Grandi novità attendono i camperisti che scelgono come destinazione dello sci il comprensorio dominato dal Passo Tonale, una delle più antiche stazioni sciistiche d’Italia.

    Situato a cavallo tra la Val Camonica in Lombardia e la Val di Sole in Trentino, il comprensorio Adamello Ski Pontedilegno – Tonale è uno dei più apprezzati del Nord Italia. Dal 2006, con l’inaugurazione della cabinovia Pontedilegno – Tonale e della ski area di Temù, offre ben 100 chilometri di tracciati con 28 impianti di risalita. Inoltre, il comprensorio fa parte dello Skirama Dolomiti Adamello Brenta, per un totale di 380 chilometri di piste. Grandi novità attendono gli sciatori: in particolare, per i camperisti, l’apertura da parte del comune di Vermiglio di una nuova area camper con 38 postazioni attrezzate al Passo Tonale. Un motivo in più per scegliere questa destinazione, che da quest’anno potrà vantare due nuovi impianti. Sul ghiacciaio Presena, gli impianti preesistenti sono stati sostituiti da una cabinovia che collega Passo Paradiso a Passo Presena, con una stazione intermedia che ospiterà un nuovo rifugio. Da Passo Presena si potrà sciare su una bella pista rossa, con la possibilità di spostarsi su una pista blu a partire dall’intermedia. Nella ski area Pontedilegno, la seggiovia biposto Casola è stata sostituita con una moderna quadriposto, per un migliore collegamento con l’area di Temù. Anche la Pista Casola I, che scende verso Ponte di Legno è stata allargata e addolcita nella parte finale per renderla più fruibile anche a sciatori meno esperti.

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    Il divertimento di sempre

    Accanto a queste novità, rimangono le “certezze” di sempre: la copertura di neve garantita su tutte le piste grazie all’innevamento programmato, la possibilità di scegliere tra le piste più impegnative della ski area Pontedilegno e quelle ampie e panoramiche di Temù, l’opportunità di muovere i primi passi sugli sci sulle piste del Passo Tonale, facili e in campo aperto. Da segnalare anche la presenza di una delle piste più lunghe d’Europa: undici chilometri di divertimento dai 3.000 metri del ghiacciaio Presena ai 1.250 metri di Ponte di Legno. Per freestyler e snowboarder, al Passo Tonale c’è l’Adamello Freestyle Arena (www.freestyle.adamelloski.com): situata presso la seggiovia Valena dispone di uno snowpark per rider esperti, un park per principianti e una pista da skicross. Chi preferisce il fondo può scegliere fra il Centro Fondo Valsozzine a Ponte di Legno (5 chilometri di piste) e il Centro Fondo di Vermiglio (22 chilometri di tracciati, anche in notturna). Ma sono tantissime le attività da praticare: lo sci alpinismo nel gruppo Adamello-Presanella, le passeggiate con le ciaspole, le discese fuoripista, le gite in motoslitta, le escursioni con le slitte trainate dai cani husky della Scuola di Sleddog del Tonale.

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    Più che sci… Fantaski!

    Il comprensorio pensa anche alle famiglie con il Fantaski del Passo Tonale, un’area interamente dedicata ai bambini aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00. Comprende un’area sci, dove i bambini possono accedere individualmente accompagnati da un genitore o svolgere delle lezioni con i maestri delle scuole sci Tonale-Presena e Ponte-Tonale, e un’area gioco con gonfiabili, pista per slittini e baby-snowtubing. A ciò si aggiungono altre strutture e offerte dedicate per gli skipass.

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    BOX

    Sosta Camper

    Camping & Chalet Presanella

    A 700 metri dagli impianti del comprensorio Adamello Ski, dispone di 80 piazzole con allaccio di energia elettrica, scarico/carico delle acque, e servizi igienici con acqua calda corrente gratuita, docce con spogliatoio, phon. Tra i servizi anche lavanderia, mini-market, sala giochi, parco giochi e area barbecue.

    Via Cavaione, 9 – Temù (BS)

    www.campingpresanella.it

    campingpresanella@gmail.com

    Tel. 0364 94219

    Area Camper Passo Tonale

    Di recentissima apertura, offre 38 postazioni a fianco del campo da calcio. È dotata di docce, spogliatoi, un’area per il carico e lo scarico dell’acqua e colonnine di distribuzione dell’energia elettrica.

    www.adamelloski.com

    Area Camper Montecatini

    Dista meno di un chilometro dal centro storico di Ponte di Legno e dispone di 36 posti interni, ognuno provvisto di colonnina di distribuzione di energia elettrica. Sono, inoltre, presenti un’area comune di carico e scarico e un chiosco bar. Un bus-navetta collega l’area agli impianti sciistici.

    www.pontedilegno.gov.it

    Per informazioni:

    Adamello Ski Pontedilegno – Tonale

    Tel. 0364 92097

    info@adamelloski.com

    TRENTINO

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    Dolomiti Paganella

    È la regina delle Dolomiti di Brenta, in provincia di Trento: una montagna formato-famiglia, da vivere all’insegna del divertimento, dello sport, del benessere, del gusto e della natura incontaminata

    Sono cinque – Andalo, Fai, Molveno, Cavedago, Spormaggiore – i comuni trentini delle Dolomiti di Brenta che fanno parte del comprensorio sciistico Dolomiti Paganella: 50 chilometri di piste, con innevamento impeccabile, che si snodano lungo il versante nord-ovest della Paganella. Le piste sono servite da 14 impianti di risalita e da 3 tapis roulant, tutti collegati fra loro. Novità di quest’anno è, inoltre, la possibilità di sciare al chiaro di luna, grazie all’illuminazione notturna che interessa una delle piste più amate del comprensorio, la Cacciatori 1, raggiungibile con la telecabina Andalo-Doss Pelà fino alla stazione intermedia in località Dosson, sede dell’omonimo rifugio. Situato a 1.480 metri di quota, di fronte alla Pista Olimpionica 2, il Rifugio Dosson si trova nelle vicinanze dello Snowpark e del Paganella Kinder Club. Completamente rinnovato è anche il Rifugio Meriz “la Rocca”, a 1.400 metri di quota, raggiungibile con la seggiovia da Fai della Paganella.

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    Una montagna formato-famiglia

    La ski area Dolomiti Paganella è particolarmente adatta alle famiglie, cui sono dedicati pacchetti soggiorno su misura ed eventi speciali, come il Family Festival. Grande attenzione viene riservata ai più piccoli, con la presenza di quattro campi scuola (due in paese e due in quota). Anche qui un’importante novità: è stata, infatti, tracciata una nuova pista rossa, che va a completare il “circuito delle piste facili” (Salare, Sant’Antonio 1 e Sant’Antonio2). È la Pista Lupetto, lunga 1.400 metri e con un dislivello del 27 per cento. Senza dimenticare le aree gioco: il Paganella Fun Park, parco di divertimenti sulla neve nel centro di Fai della Paganella, e il circuito del Paganella Kinder Club di Andalo che con un solo biglietto permette di accedere al Baby Park Dosson, al Kids Gaggia Park (biblioteca d’alta quota raggiungibile con la telecabina Laghet-Prati di Gaggia) e al Maso Effo (per bambini dai 3 ai 12 anni, presso l’Andalo Life Park).

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    Divertimento adrenalinico

    Agli amanti del freestyle, lo Snowpark Dosson offre 11 strutture di varia tipologia, 4 table e il salto con atterraggio sul Big Airbag (si raggiunge con la telecabina Andalo-Doss Pelà). Numerosi i sentieri per gli amanti dello scialpinismo e delle ciaspole, cui è appositamente dedicata la Pista Tre-Tre, un tracciato che si snoda nel bosco del Santel di Fai della Paganella, dai 1.000 metri di altitudine fino alla Selletta, a quota 1.985 metri. Non mancano, poi, le escursioni in motoslitta o sul gatto delle nevi alla scoperta del parco naturale Adamello Brenta: le escursioni si concludono con un pranzo o una cena tipica ai rifugi La Montanara e Casina Bruniol. O ancora una suggestiva passeggiata sulla slitta trainata da cavalli o un’escursione con i cani da slitta (Centro Sleddog Andalo). Per chi vuole una scarica di adrenalina, il luogo giusto è l’Ice Racing Kart in località Laghetto, non lontano da Andalo: i go kart sono elettrici e viaggiano su fondo ghiacciato! E se, al termine di una giornata all’insegna dello sport, venisse voglia di rilassarsi? Presso il Parco Sportivo di Andalo, il Centro Benessere e Piscine AcquaIN (www.acquain.it) dispone di un’area benessere di 1.200 metri quadri, con idromassaggio, saune, percorso Kneipp, bagno turco, a cui si aggiungono trattamenti estetici e solarium.

    Dolomiti Paganella e oltre…

    Il comprensorio sciistico della Paganella è inserito nel più ampio comprensorio SKIRAMA DOLOMITI Adamello Brenta (www.skirama.it), che collega otto stazioni sciistiche del Trentino: Madonna di Campiglio e Pinzolo (in Val Rendena), Folgarida – Marilleva, Pejo, Tonale – Ponte di Legno (in Val di Sole), Monte Bondone, Folgaria-Lavarone, con 150 chilometri di piste. L’innevamento programmato garantisce una lunga stagione sciistica, da novembre ad aprile.

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    Eventi per ogni età

    Dal 8 al 15 gennaio va in scena il Dolomiti Paganella Family Festival 2017, un’intera settimana dedicata alle famiglie e ai bambini, con corsi di sci, passeggiate, attività e pacchetti su misura. Ospiti speciali le Winx, che animeranno il festival con un ricco programma di attività e con il Winx Village, dove i più piccoli potranno giocare e divertirsi insieme. 

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    Sosta Camper

    Campeggio Andalo

    A 500 metri dal centro del paese e a un chilometro dagli impianti di risalita, dispone di 65 piazzole dotate di allacciamento centralizzato di luce e gas. Offre, inoltre, snack bar, sala tv, video games, servizi igienici e docce riscaldate, lavanderia e stireria.

    Viale del Parco 1 – Andalo (TN)

    www.andalolifepark.it

    campeggio@andalolifepark.it

    Tel. 0461 585753

    Area sosta Molveno

    A 300 metri dal Camping Spiaggia Lago di Molveno, l’area sosta camper dispone di sistema di accesso automatizzato, impianto per lo scarico dei reflui, erogatore di acqua potabile, colonnine di distribuzione di energia elettrica, illuminazione notturna, area verde comune, barbecue e parco giochi attrezzato.

    Via Lungolago 27 – Molveno (TN)

    www.campingmolveno.it

    info@campingmolveno.it

    Tel. 0461 586978

    Per informazioni:

    Visit Dolomiti Paganella

    visitdolomitipaganella.it

    Tel. 0461 585836

    ALTO ADIGE

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    Plan de Corones

    Tre sono i comprensori sciistici della regione turistica Plan de Corones, in Val Pusteria e non lontano da Brunico: tanta neve e tanto sci, ma anche attività all’aria aperta, panorami indimenticabili e relax

    A meno di trenta chilometri da Brunico, la regione turistica Plan de Corones comprende tre diversi comprensori sciistici: Plan de Corones, Speikboden e Klausberg. Denominatori comuni sono l’idilliaca cornice paesaggistica della Val Pusteria e delle sue valli laterali, le tradizioni artigiane ed enogastronomiche, l’ampia offerta di divertimento e attività sportive.

    Plan de Corones

    All’ombra del “panettone”, come è stata soprannominata la montagna per via della sua forma tondeggiante, il comprensorio sciistico di Plan de Corones si estende tra Brunico, Valdaora e San Vigilio di Marebbe, nel cuore della Val Pusteria. Offre 116 chilometri di piste servite da 32 moderni impianti di risalita, adatte sia agli sciatori alle prime armi sia ai più esperti. I veri campioni possono poi cimentarsi nella sfida alle “Black Five”, le cinque piste nere Sylvester, Herrnegg, Pre da Peres, Erta e Piculin. A Plan de Corones si può vivere anche l’emozione di sciare in notturna grazie alla presenza di piste illuminate (preparate in alcuni giorni della settimana proprio per le discese serali). La stagione 2015/2016 vede diverse novità, tra cui l’entrata in funzione della cabinovia Belvedere, che vanta la più alta capacità di trasporto dell’intera stazione sciistica ed è dotata di connessione wi-fi gratuita in tutte le cabine. Tolti gli sci, a Plan de Corones le meraviglie continuano: proprio sulla cima della montagna svetta la Campana della Concordia 2000, che suona ogni giorno alle 12.00 e tutte le volte che un Paese nel mondo abolisce la pena di morte; la campana è ospitata su una piattaforma da cui ammirare un panorama a 360 gradi sulle vette alpine. Non lontano sorge, recentemente inaugurato, il Messner Mountain Museum, MMM CORONES (www.mmmcorones.com), uno dei musei che il celebre alpinista ha voluto per raccontare la lunga tradizione dell’alpinismo e le sue imprese. Progettato da Zaha Hadid, è in gran parte sotterraneo, perfettamente integrato con la montagna, e presenta delle piattaforme che regalano una splendida vista sulle Dolomiti.

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    Speikboden e Klausberg

    Il comprensorio di Speikboden, nelle Valli di Tures e Aurina, è particolarmente adatto alle famiglie con 37 chilometri di discese e sette impianti di risalita. Unica in tutto l’Alto Adige è la pista di ben otto chilometri che permette di raggiungere il fondovalle. Il comprensorio sciistico di Klausberg si trova nei pressi di Cadipietra, in Valle Aurina, e dispone di 31 chilometri di piste e otto impianti di risalita. È quello alla maggiore altitudine nella regione ed è anche quello che offre una delle viste più suggestive, permettendo di ammirare molte vette che superano i Tremila.

    Snowboard, fondo e molto altro

    Per il freestyle c’è lo Snowpark Plan de Corones, con quattro differenti line: una easy line, una medium rail line, una medium kickerline e una family fun line per il divertimento di bambini e famiglie; si trova fra le piste Belvedere e Plateau a 2.230 metri di quota e si raggiunge con la cabinovia Belvedere. Sempre a Plan de Corones, lungo la pista Korer nei pressi della stazione a valle di Brunico/Riscone c’è il Jib Park Korer, dedicato in particolare ai bambini. Lo Snowpark Speikboden, lungo 700 metri, sorge presso la seggiovia Seenock e offre due line, easy e medium. Nel comprensorio di Klausberg si trova lo Snowpark Funtaklaus, presso la cabinovia K2 a un’altitudine di 2.400 metri: dispone di line adatte a diversi livelli. Gli appassionati di sci di fondo possono contare su oltre 300 chilometri di piste divise in quattro zone facenti parte del circuito Dolomiti Nordicski. La Valle di Anterselva, nel cuore del parco naturale Vedrette di Ries-Aurina, ospita tracciati che attraversano i boschi fino al lago ghiacciato di Anterselva; qui sorge l’Arena Alto Adige che ospita la Coppa del Mondo di Biathlon. Ci sono, poi, la Val Casies, con 40 chilometri di piste soleggiate, e le Valli di Tures e Aurina, con 50 chilometri di tracciati. Infine, San Vigilio presenta un tracciato di 24 chilometri che prende avvio in paese per snodarsi attraverso il parco naturale di Fanes-Senes-Braies. Sono, però, molte altre le attività che si possono praticare d’inverno nella regione, dalle escursioni con le racchette da neve alle gite a bordo di slitte a cavallo, dall’arrampicata su ghiaccio alle discese in slittino: nella ski area vi sono 30 piste da slittino, tre delle quali sono illuminate di notte in determinate giornate.

    ***

    Sosta Camper

    Camping al Plan

    Situato in posizione tranquilla, dispone di piazzole sistemate a terrazze, dotate di attacco corrente elettrica, gas e TV. Tra i servizi offerti: skibus per raggiungere gli impianti di risalita; deposito sci e scarponi; WC, bagni riscaldati e docce; locali lavastoviglie e lavanderia.

    Via Catarina Lanz 63 – S. Vigilio di Marebbe (BZ)

    www.campingalplan.com

    info@campingalplan.com

    Tel. 0474 501694

    Camping Antholz

    Dispone di piazzole da 80 m², con allaccio corrente elettrica e presa TV, e di piazzole comfort da 120 m² con allacciamento corrente elettrica, presa TV e allacciamenti idrici per acqua potabile e acque reflue. Accanto al campeggio si trova la stazione degli autobus.

    Anterselva di Sopra 34 – Anterselva (BZ)

    www.camping-antholz.it

    info@camping-antholz.it

    Tel. 0474 492204

    Camping Residence Chalet Corones

    La struttura si compone di 135 piazzole, con allaccio alla corrente elettrica, alla TV satellitare e acqua, a cui si affiancano appartamenti e chalet. Tra i servizi anche minimarket, area saune, parco giochi e ristorante tipico.

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    Rasun – Anterselva 124 – Anterselva (BZ)

    www.corones.com

    info@corones.com

    Tel. 0474 496490

    Per informazioni:

    Skirama Plan de Corones

    www.kronplatz.com

    Tel. 0474 551500

    skirama@kronplatz.org

    Alpe di Siusi

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    L’altopiano più grande d’Europa, ai piedi dello Sciliar, vive una straordinaria stagione invernale, grazie a 60 chilometri di piste, ai grandi eventi e all’Alpe di Siusi Snowpark, paradiso dello snowboard e dello sci freestyle, eletto il migliore d’Italia

    Circondato dalle Dolomiti, il comprensorio sciistico Alpe di Siusi vanta 60 chilometri di piste che, collegate a quelle della Val Gardena, danno vita a 175 chilometri di tracciati, costituendo così la più ampia area sciistica del carosello Dolomiti Superski. A ciò si aggiungono 80 chilometri di tracciati per lo sci di fondo, 11 piste di slittino e 60 chilometri di sentieri da percorrere a piedi e con le ciaspole, per scoprire la bellezza delle montagne Patrimonio Unesco. L’Alpe di Siusi, con i paesi di Castelrotto, Siusi, Fiè allo Sciliar e Tires al Catinaccio, è una delle destinazioni invernali più amate dalle famiglie, grazie alla speciale attenzione dedicata ai più piccoli. Mascotte della ski area è la strega Nix – una delle tante creature magiche che abitano lo Sciliar – che insegna ai bambini i buoni comportamenti da seguire sugli sci. Dal 21 febbraio al 6 marzo 2016 all’Alpe di Siusi è allestito il Winter Survival Camp una sorta di “campo di sopravvivenza” pensato per i bambini dai sette anni in su, accompagnati dai genitori, dove divertirsi tra mille avventure: andare alla scoperta delle tracce lasciate dagli animali selvatici, costruire un igloo, imparare a comportarsi durante un’operazione di salvataggio, oltre naturalmente a sciare e passeggiare. Inoltre, dal 19 marzo al 3 aprile 2016, le famiglie possono approfittare dell’offerta Dolomiti Super Kids, che prevede soggiorno omaggio per i bimbi fino a 8 anni e a metà prezzo per quelli dagli 8 ai 12 anni (maggiori info: www.alpedisiusi.info).

    Snowboard? Qui è il migliore d’Italia

    Fiore all’occhiello del comprensorio è l’Alpe di Siusi Snowpark (snowpark.seiseralm.it), che agli Skipass Award dello scorso novembre si è riconfermato Best Park, Best Jib Line e Best Pro Line di tutta Italia. Un paradiso per gli appassionati di snowboard e di freestyle, non solo amatori ma anche professionisti. Lungo ben 1.500 metri, dispone di 70 strutture pensate per ogni livello di preparazione. È suddiviso in due linee: nella parte superiore del parco ci sono le easy e medium line, per gli appassionati che vogliono fare un po’ di allenamento e per i meno esperti; nella parte inferiore la pro line accoglie gli esperti proponendo una serie di ostacoli più impegnativi. C’è poi la wood line, con strutture in legno che danno forma ai tanti personaggi delle leggende dolomitiche. I box e le curve della family line sono invece pensati per i più piccoli e per chi si sta avvicinando al freestyle ski. Non resta che scegliere la propria line e lanciarsi in adrenaliniche acrobazie.

    ***

    Sosta Camper

    Camping Seiser Alm – Alpe di Siusi

    Immerso nel Parco Naturale dello Sciliar, dispone di confortevoli piazzole con allacciamento dell’acqua (carico/scarico), TV, gas ed energia elettrica. Comprende anche un mini-market, un parco giochi per i bambini, un ristorante e altri servizi. Nelle vicinanze si trova la fermata dell’autobus dove passano bus di linea e navette che permettono di raggiungere le varie località e la ski area dell’Alpe di Siusi.

    S. Costantino 16/A – Fiè allo Sciliar (BZ)

    www.camping-seiseralm.com

    info@camping-seiseralm.com

    Tel. 0471 706459

    Per informazioni:

    Alpe di Siusi Marketing

    www.alpedisiusi.info

    Tel. 0471 709600

    info@alpedisiusi.info

    FRIULI VENEZIA GIULIA

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    Tarvisio e Sella Nevea

    Sono due tra le aree sciistiche più amate del Friuli Venezia Giulia, sinonimo di tradizioni, attenzione alle famiglie, paesaggi mozzafiato e divertimento sulla neve con o senza gli sci

    Crocevia fra Italia, Slovenia e Austria, l’area sciistica di Tarvisio dispone di 18 piste (servite da 11 impianti di risalita e da 4 tappeti trasportatori) e di 55 chilometri di tracciati per il fondo, ideali per scoprire la natura incontaminata di questi luoghi. A tutto ciò si aggiunge la ricchezza delle tradizioni, dell’artigianato, della tavola, frutto dell’incontro fra diverse culture. Senza dimenticare la grande attenzione riservata alle famiglie, con la presenza di moderne scuole di sci, e con offerte dedicate: lo skipass è gratuito per i bambini sotto i 10 anni e per gli over 75.

    Per chi ama la velocità e il brivido…

    Il comprensorio ospita il Tarvisio Gold Snow Park, dedicato agli snowboarder sia principianti sia esperti, con box, rail e kicker. Nell’area sono possibili anche diverse escursioni di sci alpinismo. Tra le più classiche c’è la salita a Cima Bella (livello di difficoltà alto), con partenza dall’Osteria al Camoscio a Ugovizza: il percorso si snoda per quattro chilometri – da 1.136 a 1.911 metri di quota – fra radure e tratti nel bosco, regalando una bellissima vista sulle Dolomiti Orientali e il Grossglockner. Altrettanto suggestivi i tracciati che conducono al Rifugio Brazzà (con partenza da Chiusaforte), alla Casera di Sompdogna (livello di difficoltà basso) e alla Malga Rauna (con partenza da Valbruna).

    Per chi preferisce la modalità “slow”

    Agli amanti dello sci di fondo la ski area dedica diversi tracciati, accomunati dalla possibilità di ammirare straordinari paesaggi alpini. Come la Pista “Piana di Camporosso”, di quattro chilometri, che si snoda ai piedi del Monte Lussari, o la pista – di basso livello di difficoltà – che percorre la Piana di Valbruna. O ancora l’Arena Paruzzi, dedicata alla campionessa olimpica Gabriella Paruzzi, che dispone di percorsi adatti sia ai principianti sia ai più esperti. Numerosi anche gli itinerari da percorrere con le racchette da neve, come l’Anello Rifugio Zacchi – Alpe Vecchia, con partenza dal Lago superiore di Fusine e vista sulla catena del Mangart, o il percorso che tocca entrambi i Laghi di Fusine e che si percorre in poco meno di tre ore. Non lontano dai Laghi di Fusine si trova anche la Scuola Internazionale mushing-sleddog, dove provare l’emozione di escursioni e corsi di sleddog.

    ***

    Sella Nevea

    Con una quota massima delle piste che si colloca a 2.133 metri, questo è il comprensorio friulano che prolunga maggiormente la stagione sciistica fino alla primavera, oltre a essere quello dove la natura si è mantenuta più incontaminata. Dispone di 10 piste per lo sci di discesa (tra cui due campi scuola), 2,5 chilometri di tracciati per il fondo e cinque impianti di risalita. Tra le piste per il fondo si segnala quella del Camet, un percorso di quattro chilometri, di facile percorrenza, immerso nel bosco.

    ***

    Sosta Camper

    Area attrezzata Fusine Valromana

    L’area dispone di 32 stalli dotati di allacciamento elettrico e carico/scarico acqua. Tra i servizi vi sono l’area giochi per i bambini e il bus/navetta. L’area è adiacente alla ciclovia “Alpe Adria” che nel periodo invernale è utilizzata come pista di fondo.

    Via delle Ponze – loc. Piana di Ratece, Tarvisio (UD)

    GPS 46,496241°N; 13,689255°E

    Area di Sosta a Valbruna

    È dotata di 15 stalli con carico acque e carico/scarico acque chiare e nere; non dispone di allacciamento elettrico.

    Via Saisera – Valbruna (UD)

    GPS 46,480556°N; 13,492111°E

    Parcheggio con Camper Service Pian dei Ciclamini

    L’area dispone di 20 stalli con carico/scarico acque e area giochi per i bambini; non dispone di allacciamento elettrico.

    Strada Statale di Uccea – Lusavera fraz. Vedronza (UD)

    GPS 46,30485°N; 13,32184°E

    Per informazioni:

    Promotur

    www.promotur.org

    tarvisio@promotur.org

    sella@promotur.org

    Turismo Friuli Venezia Giulia

    www.turismofvg.it

    VENETO

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    Ski Civetta

    Adagiato tra le Dolomiti Bellunesi, è il comprensorio sciistico più grande del Veneto. Ecco le novità della stagione alle porte

    Circondato dalle suggestive vette delle Dolomiti Bellunesi, su tutte il Monte Civetta e il Monte Pelmo, il comprensorio sciistico Ski Civetta è uno dei più amati del Veneto e uno dei più comodamente raggiungibili. Raccoglie quattro località – Alleghe, Selva di Cadore, Zoldo e Palafavera – per un totale di 80 chilometri di piste sempre ben innevate, con tracciati mai monotoni. Inoltre, lo Ski Civetta è una delle dodici zone sciistiche del Dolomiti Superski, che unisce ben 1.200 chilometri di tracciati per un divertimento ancora maggiore.

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    Due le principali novità della stagione: la prima riguarda il potenziamento dell’impianto di innevamento tra Col dei Baldi e Alleghe sulle piste Coldai e Rientro; la seconda, dedicata alle famiglie, è l’apertura ai Piani di Pezzé di un nuovo Kinderland, su una superficie di 2mila metri quadrati, che ospiterà giochi, un tappetino mobile e una zona campo scuola. Per gli appassionati di snowboard e di freestyle il luogo giusto è l’Alleghe Central Park, ai Piani di Pezzé, con kicker, box e rail di diversa difficoltà; il comprensorio ospita anche il Mini Snowpark Alleghe, pensato per il divertimento dei più giovani. Lo Ski Civetta può anche essere il punto di partenza per il Giro della Grande Guerra, un percorso sciistico ad anello – collegato tramite skibus, piste e impianti di risalita – che tocca il Passo Giau, il Passo Falzarego, la Val Badia, Arabba e Alleghe. Il tracciato si snoda ai piedi delle vette dolomitiche girando attorno al Col di Lana, uno dei luoghi simbolo della Prima guerra mondiale, e consente di scoprire le molte testimonianze del conflitto, trincee, camminamenti, postazioni per mitragliatrici, fortini, il tutto nella splendida cornice delle Dolomiti Bellunesi.

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    Sosta Camper

    Camping Cadore

    Con vista sul Molte Pelmo, il campeggio dispone di 275 piazzole con corrente elettrica, bar, mini-market, locale lavanderia, sala TV, parco giochi per i bambini e altri servizi.

    via Peronaz 3/4 – Selva di Cadore (BL)

    www.campingcadore.com

    cadore@sunrise.it

    Tel. 0437 720267

    Per informazioni:

    Ski Civetta

    www.skicivetta.com

    info@skicivetta.com

    Dolomiti Superski

  • Da nord a sud dello Stivale, i mercatini di Natale sono un’occasione per scoprire e riscoprire città e borghi avvolti da una magica atmosfera e il clima di festa conquista grandi e piccini. Dove trovare i villaggi di Babbo Natale, le tradizioni più suggestive e le bancarelle più gustose?

    Sul prossimo numero di Vita in Camper NOVEMBRE/DICEMBRE 2016 in edicola a fine ottobre troverete tutte le info su: date, approfondimenti e possibilità di sosta dei migliori Mercatini di Natale 2016, non perdetelo…

    L’inconfondibile profumo di vin brûlé e il piacere di stringerne una tazza calda e fumante tra le mani, mentre dal cielo comincia a scendere qualche fiocco di neve. Per non parlare poi della miriade di lucine accese di sera, le bancarelle colorate e i dolci tipici delle feste. I mercatini di Natale sono una festa per tutti, sia per chi cerca di godersi la magia dell’Avvento e delle tradizioni, sia per chi vuole andare a caccia dell’ultimo regalo. Dai piccoli borghi dell’arco alpino alle metropoli e alle città affacciate sul mare, l’offerta è molto varia, a partire dalla Valle d’Aosta.

    VALLE D’AOSTA, ARTIGIANATO E DOLCI EVASIONI

    Si fa shopping tra gli chalet alpini, circondati dalla neve, oggetti d’antan e specialità valdostane

    A fare da apripista è il mercatino di Chambave, un solo giorno, un’unica occasione per trovare l’idea regalo che più fa al caso nostro. L’appuntamento è già fissato in piazza per domenica 27 novembre 2016, dalle 9 alle 17.30. Ad aspettare i visitatori, bancarelle, originali oggetti di artigianato, prodotti tipici della zona, animazione musicale e punti di ristoro allestiti appositamente per l’occasione.

    Il viaggio continua poi verso il capoluogo, Aosta, grazie all’iniziativa Marché Vert Noël. Ogni giorno ci si può aggirare tra gli chalet e le strade della città per scoprire cosa offre l’artigianato locale: si trovano candele, saponi, ceramiche artistiche e utensili in legno, ma anche abiti in lana cotta, prodotti enogastronomici valdostani e gli immancabili addobbi natalizi.

    IN PIEMONTE, TRA RICETTI E VILLAGGI DI NATALE

    La magia dell’Avvento anima borghi e cittadine: si scopre la vera grotta di Babbo Natale a Ornavasso, il Villaggio di Govone e il suggestivo ricetto di Candelo. Senza dimenticare Santa Maria Maggiore…

    La vera grotta di Natale? Si trova a Ornavasso, in provincia di Verbania, nelle immediate vicinanze di Domodossola. Nella stessa provincia di Verbania, nel cuore dalla Valle Vigezzo, un’altra tappa obbligata dell’itinerario dei mercatini, Santa Maria Maggiore.

    Spostandosi in provincia di Cuneo, la ricerca dei più bei mercatini di Natale della Regione ci conduce fino a Govone, Il Magico Paese di Natale, ospitando spettacoli, tradizioni popolari, eventi dedicati ai sapori del territorio e ai bambini.

    Un’atmosfera diversa ma non meno suggestiva si vive a Candelo, uno dei Borghi più Belli d’Italia, Bandiera Arancione del Touring e Meraviglia Italiana, con un Ricetto (fortificazione del tardo Medioevo) tra i meglio preservati in Europa. Borgo di Babbo Natale, interamente pensata per far felici i bambini. Babbo Natale in persona accoglierà i visitatori all’interno del Ricetto medievale raccogliendo le letterine e i desideri dei più piccoli.

    IN LOMBARDIA, NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE

    Dagli Obej all’Artigiano in fiera, a Milano si rispetta il rito delle feste. E a Bergamo? La sorpresa si trova in Val Seriana.

    “O bej! O bej!” esclamavano i bambini in dialetto milanese, spinti dalla gioia di vedersi regalare dolciumi e giocattoli. Questo accadeva nel 1510, quando Giannetto Castiglione, inviato papale, decise di distribuire, al suo primo arrivo a Milano, doni per i più piccoli della città. Da allora il rito si ripropone ogni anno: il valore e il significato negli anni sono cambiati, così come la location (da Sant’Ambrogio ci si è spostati davanti al Castello Sforzesco), ma l’appuntamento è rimasto nel cuore dei milanesi. I mercatini della Fiera degli Obei torneranno anche quest’anno nel ponte dell’Immacolata, nel giorno di Sant’Ambrogio, e offriranno dolci, prodotti di ogni genere e provenienza, un carico di luci profumi e colori.

    Da Milano si passa alla provincia di Bergamo, dove nella cittadina di Castione della Presolana, dove vanno in scena i Mercatini di Natale di Castione: tipiche casette in legno degli artigiani, la capanna della Natività, atmosfere magiche, luci sfavillanti, jingle natalizi e specialità di stagione da gustare sotto le stelle.

    IN VENETO, NATALE IN PIAZZA E NEL BORGO

    Tra Verona e la Marca trevigiana alla caccia del regalo giusto, tra mercatini, presepi e alberi addobbati.

    Nell’attesa che arrivino le feste, Verona si trasforma da città di Romeo e Giulietta e teatro di concerti sotto le stelle a città di Natale, fiabesca e suggestiva. Tradizionale appuntamento con i mercatini in piazza a Verona. L’Arena e gli eleganti edifici di piazza dei Signori faranno da cornice alle caratteristiche casette in legno del Christkindlmarkt, che vendono dolci natalizi, prodotti gastronomici, addobbi in legno, vetro e ceramica, illuminate da luminarie mozzafiato, grazie all’iniziativa Verona si Veste di Luce.

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    ALTO ADIGE, NATALE GREEN

    Autenticità e sostenibilità, queste le due parole d’ordine che distinguono i 5 mercatini dell’Alto Adige.

    In Alto Adige si lavora affinché l’Avvento sia vissuto nel pieno rispetto dell’ambiente, obiettivo che si raggiunge avendo un approccio parsimonioso con le risorse, adottando una mobilità sostenibile, gestendo correttamente i rifiuti e utilizzando solo prodotti locali e stagionali. Questo garantisce ai visitatori di trovare pezzi di artigianato artistico altoatesino originali e di poter ammirare dal vivo l’arte degli antichi mestieri. Caratteristiche che si ritrovano nel famoso mercatino di Bolzano.

    Sempre in Alto Adige, da non perdere i Mercatini di Merano, che oltre allo shopping offrono anche l’occasione di rilassarsi alle Terme  www.termemerano.it/it, l’ideale dopo una giornata nel freddo dell’inverno, e di passeggiare tra alberi di Natale d’artista. A Bressanone bancarelle addobbate candele fatte a mano, addobbi di natale e palline di vetro dipinte, statuine del presepe, articoli da regalo e decorazioni tirolesi.

    Il famoso mercatino di Natale di Brunico conquista con un’atmosfera particolare, creata dalle lucine delle luminarie e dalle dolci melodie natalizie. Qui si comprano gli Zelten, i biscotti al panpepato, il vin brûlé, per coccolarsi mentre si passeggia tra gli stand artistici degli artigiani. Da non perdere poi la sfilata dei Krampus, un evento eccezionale

    Il mercatino di Vipiteno, ospitato nella suggestiva cornice del borgo alpino: tra le facciate colorate delle abitazioni e le vie del centro, il profumo di cannella e spezie, di legno e dolci e biscotti fatti in casa, come i “Lebkuchen” (torta della vita), guida i visitatori tra le casette degli artigiani.

    IN TRENTINO, LE TRADIZIONI DEL NATALE ALPINO

    Luci, profumi, presepi e bancarelle: la quint’essenza dei mercatini natalizi si trova qui.

    Quando in inverno si pensa al Trentino, il pensiero non corre solo verso le sue famose piste da sci innevate, ma anche ai suoi numerosi mercatini, punto di riferimento per scoprire le tradizioni e i simboli legati a un particolare luogo. Uno di questi è certamente quello di Trento Città del Natale, il centro storico sarà animato da giochi e laboratori per bambini, da concerti itineranti dei gruppi vocali e bandistici e dei Cori di Montagna.

    Più raccolto e di grande fascino il mercatino di Natale di Rango, uno dei Borghi più Belli d’Italia, situato nelle vicinanze delle Terme di Comano, ad accogliere i visitatori, lanterne colorate, musiche suonate dalle zampogne e un percorso con alberi addobbati secondo le tradizioni degli altri Borghi più Belli d’Italia.

    NELLE MARCHE, IL NATALE CHE NON TI ASPETTI

    Nella provincia di Pesaro e Urbino, da “Candele a Candelara” alla “Festa della Befana” di Urbania, dal castello di Babbo Natale a Frontone e Gradara ai mercatini con nevicate artificiali di Mombaroccio.

    Il Natale nella provincia di Pesaro e Urbino è una cosa seria. Basta vedere il ricco palinsesto di “Il Natale con non ti Aspetti”, che fa di questa zona delle Marche una delle realtà meglio organizzate in Italia sul fronte dei mercatini natalizi e delle tradizioni. La particolarità che contraddistingue ogni evento è l’attenzione nei confronti dell’artigianato artistico e delle tipicità gastronomiche della zona.

    Lasciamoci dunque conquistare dalla magica atmosfera del Natale con Candele a Candelara con l’originale mercatino delle candele che illuminano il borgo ottocentesco di Candelara con una luce morbida e soffusa. Trovarsi circondati da migliaia di fiammelle accese è uno spettacolo emozionante 

    Si prosegue dunque guidando verso Urbino, dove si tiene la Festa del Duca d’inverno. Mercatini, eventi e arte animano anche Fano

    Il Castello fa invece da scenario al Natale di Frontone, dove ci si addentra nel Castello di Babbo Natale, un mercatino di artigianato artistico ospitato nel maniero del XI secolo, e al borgo di Gradara

    A Pesaro l’appuntamento è invece con E’ Natale, con spazi dedicati alla gastronomia del territorio ed eventi pensati per i bambini, mentre per gli amanti della birra, ad Apecchio, con i Mercatini di Natale nella città della birra E per chiudere i festeggiamenti? Si sa, “l’Epifania tutte le feste porta via”; quindi tutti a Urbania per la Festa Nazionale della Befana, che ha il suo culmine con la discesa acrobatica della vecchina dalla torre campanaria del comune. 

    IN BASILICATA, MONTICCHIO IN FESTA

    La vista spettacolare dei due laghi di Monticchio introduce ai mercatini allestiti a Badia di San Michele

    Tutto è già pronto per i mercatini di Natale di Biancabbazia, a Monticchio, nella splendida cornice della Badia di San Michele. Oltre 40 stand permetteranno ai visitatori di provare i sapori originali del Vulture e di testare la qualità dell’oggettistica di artigianato.

    NATALE FUORIPORTA

    Innsbruck

    I mercatini di Natale sono l’occasione per organizzare anche qualche interessante gita fuoriporta. Magari a Innsbruck capoluogo del Tirolo, dove si trovano ben quattro mercatini. Il primo è allestito nel centro storico, collocato sotto il Goldenes Dachl, il tettuccio d’oro. Qui si respira l’atmosfera più autentica e si tocca con mano la tradizione, girovagando tra gli stand che vendono un po’ di tutto: dalle idee regalo di artigianato alla gastronomia, passando per gli immancabili Kiachln, una sorta di ciambelle natalizie. Gli altri mercatini si trovano poi in via Maria Teresa, con bancarelle di cristalli e vetri scintillanti, in piazza Marktplatz, dove si trovano anche le giostre, e al Castello Hungerburg raggiungibile con il “Nordkettenbahn”, un moderno trenino che dal centro città si arrampica in alto sui monti

    Rovereto

    Il Natale come momento di ritrovo, ma anche di accoglienza e Pace, una Pace frutto di conquiste e di una conoscenza che può scaturire solo dall’incontro tra diverse culture e tradizioni. È proprio questo il cuore pulsante del Natale dei Popoli di Rovereto, che coniuga le atmosfere magiche della festa, da sempre sinonimo di incontro, con l’attenzione per i mondi lontani e i temi meno scontati.

    San Marino

    Ambientato nel centro storico di San Marino, è uno dei più suggestivi Natali al mondo, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il Natale delle Meraviglie è un evento incantevole nel quale il Natale che sarà si fonde con il fascino millenario di un luogo incantato sospeso nel tempo. Un Natale originale, interattivo, sostenibile e visionario.

    Abbadia San Salvatore

    Sul Monte Amiata si prepara un Natale “oltre la neve” “Città delle Fiaccole”, sarà il centro di una serie di eventi che offriranno la possibilità di scoprire una montagna diversa, fatta per sciare ma anche per dedicarsi ad itinerari culturali attraverso i quali scoprire arte, antiche tradizioni, sapori e saperi di altri tempi.

    Foto: Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano – Innsbruck Turismo – A. Campanile – Fritz Witzig –

  • Appuntamento autunnale a Monaco di Baviera per la festa della birra più famosa del mondo. La città, la manifestazione e le istruzioni per l’uso per brindare alla birra nuova in ottima compagnia

    A giudicare dal tutto esaurito che registrano i noleggiatori di camper nei giorni corrispondenti all’Oktoberfest, verrebbe da pensare che questa è una festa per camperisti e il colpo d’occhio nell’Oktoberfest Camping a München-Riem lo confermerebbe. In realtà passati i cancelli del Wiesn, il parco che ospita la grande manifestazione, sono oltre sei milioni i visitatori che berranno altrettanti litri di birra e oltre, la metà degli arrivi a Firenze in un’intera annata turistica… Vengono serviti (dati dello scorso anno) 114 buoi e 58 vitelli, mentre il numero dei polli sfugge alle statistiche. Hanno un bel dire i bavaresi, che con una certa nostalgia ricordano quando questa era la festa tutta per loro: si tratta di un affare colossale che muove decine di milioni di euro e promuove l’immagine della Baviera e dei birrifici di Monaco in tutto il mondo. Preparatevi dunque a un grande evento, a emozioni forti, a lunghe attese e a essere testimoni di uno degli eventi più unici al mondo. Se non avete intenzione di sedervi e bere fino allo sfinimento, preparatevi anche a visitare questa bella città, le cose da vedere sono tante e tutte interessanti. Cosa aspettate? La festa inizia il 17 settembre e finisce il 3 ottobre, siamo sicuri che in quel lasso di tempo riuscirete a trovare un posto a sedere anche se non avete prenotato… Proprio così, se avete dimestichezza con il tedesco e contattando le aziende produttrici di birra è possibile avere, con un po’ di fortuna, il vostro posto prenotato. Un consiglio: le grandi compagnie di amici sono quelle che fanno più fatica a sistemarsi. Contenetevi (in tutti i sensi), se possibile, e tutto sarà più semplice.

    Iniziamo dalle informazioni base, perché per chi non è mai stato all’Oktoberfest potrebbero essere preziose. Gli orari innanzitutto: si comincia a bere presto, alle nove o alle dieci del mattino a seconda dei giorni, in compenso alle 22,30 servono l’ultima birra e alle 23 finisce tutto. Se non volete rendervi ridicoli evitate di chiedere una piccola, una media e altri formati strani. Qui si servono boccali da litro al costo di circa 10 euro, l’entrata all’Oktoberfest è invece gratuita. Il litro sembra una grande quantità di birra, ma non conosco nessuno che sia uscito dopo averne bevuto uno solo. Solo l’amore dei tedeschi verso le regole (comprese quelle relative al Codice della strada) ha fatto sì che gli stand di Löwenbräu, Paulaner e Spaten servano anche birra analcolica. Insieme alla birra potete ordinare anche da mangiare: pollo, stinco, bue allo spiedo, crauti… non si sgarra dalla tradizione. Nei tendoni non si entra con zaini e zainetti: chiamatela sindrome da terrorismo, se volete, ma il timore maggiore è che spariscano i boccali (lo scorso anno in ottomila l’hanno comunque fatta franca, tanti sono i boccali che non sono mai tornati alla base). Le ragazze che servono ai tavoli hanno stoica pazienza e teutonica precisione ma aiutatele nel loro lavoro; non accetteranno il vostro bancomat, la carta di credito e nemmeno il pezzo da 500 euro che gli esibirete: portate banconote di piccolo taglio e monete in abbondanza per sveltire la situazione. Siamo all’Oktoberfest, non in paradiso, e le grandi concentrazioni di persone catalizzano borseggiatori da ogni dove: il consiglio è quello di indossare un gilet multitasche dove distribuire telefonino, chiavi, soldi. State tranquilli, ci sono ingenti forze di sicurezza e anche task force internazionali di agenti in borghese (sì, anche italiani) che danno una mano ai colleghi di Monaco per reprimere prontamente reati o, più comunemente, comportamenti molesti da parti di chi ha alzato troppo il gomito: oltre 2.000 interventi lo scorso anno.

    Arrivano gli osti!
    Tutto inizia sabato 17 settembre con l’arrivo degli osti al Wiesen e dura fino a domenica 2 ottobre

    La parata ha dello spettacolare, sono circa un migliaio che alle 10.45 e per un’ora sfileranno per Sonnenstrasse, Schwanthalerstrasse, fino alla Theresienwiese: carrozze decorate trasportano le belle e scollate cameriere, riproduzioni degli antichi carri delle fabbriche di birra monachesi trainati da grandi cavalli o da buoi, guidati da birrai in abiti tradizionali, il tutto accompagnato dalle coloratissime orchestre tradizionali (che non mancheranno di intonare “O’ sole mio” e simili in onore degli ospiti italiani durante le libagioni). In testa il “Münchner Kindl”, il monaco simbolo di Monaco (scusate il bisticcio di parole) che a cavallo guida il corteo. Il fatto che sotto il saio ci sia una bella ragazza rende tutto più gaio. Segue il carro del Borgomastro, il sindaco, che alle dodici in punto con maestria martellerà la spina nella prima botte pronunciando “O’zapft is!”. Da quel momento inizieranno a scorrere fiumi di birra dalle botti verso i boccali per tutti gli stand. Il giorno dopo è la volta della sfilata dei costumi tradizionali e degli “Schützen”, gli sparatori. Inizia alle ore 10.00 e dura un paio d’ore. La parata si svolge per le strade del centro ed è lunga ben 7 chilometri: gruppi folcloristici, uniformi storiche, orchestrine, bande di fanfare e suonatori, sbandieratori, danzatori e carrozze storiche. Peccato che per partecipare alle sfilate occorra munirsi di un biglietto piuttosto costoso (circa 50 euro il sabato e 60 la domenica) che può essere acquistato in prevendita attraverso il sito www.muenchenticket.de.

    Oltre la birra
    Fuori dai tendoni è tutta una festa: il Theresienwiese è pieno di stand e passeggerete accompagnati dal costante profumo dei wurstel fumanti e di irresistibili dolci. 

    Combatterete con la tentazione di acquistare ogni sorta di gadget, dal -copricapo tipo cappellaio magico con i -colori bianco-celeste della baviera all’elmetto per trasportare e bere con un sistema di cannucce due birre contemporaneamente, passando per il tipico cappellaccio in feltro grigio decorato con il nastro bavarese… Vi sentirete parte di una partita più grande di voi. Ovviamente non potrete non -acquistare un boccale commemorativo dell’evento, anche se sapete già destinato a prendere polvere per gli anni a venire. Il Luna Park è un vero spasso: le attrazioni sono adatte sia per chi viene con la famiglia sia per gli spericolati della giostra… Ma la cosa più divertente è osservare gli ubriachi alle prese con improbabili manovre per salire su una giostra, che si sfidano al martello o al tirapugni o che tentano di salire una rampa d’accesso e cadendo fanno cadere tutti quelli dietro di loro: uno spettacolo nello spettacolo. Sazi di birra e di tanto divertimento potreste affrontare una passeggiata in centro. In una ventina di minuti si arriva in Marienplatz, la piazza centrale di Monaco, famosa anche per lo Glockenspiel, l’enorme carillon che tre volte al giorno (alle 11, alle 12 e, da marzo a ottobre, anche alle 17) fa alzare il naso all’in sù per ammirare lo spettacolino del movimento delle statue meccaniche sulla torre del neogotico Neue Rathaus. Il carillon è disposto sui due piani: il movimento nella parte alta rappresenta i festeggiamenti per il matrimonio del duca Guglielmo V con la principessa Renate von Lothringen, mentre in quello inferiore è rievocata l’antica danza dei bottai. Ma la piazza è un tripudio di monumenti e simboli, come la Mariensäule, la colonna di marmo che si erge al centro della piazza sulla cui sommità è sistemata la statua in bronzo dorato della Madonna, patrona della Baviera. Altro edificio è l’Alte Rathaus (Vecchio Municipio), del 1400, nella cui torre è ospitato il Museo del giocattolo. Quindi l’ottocentesca Fischbrunnen, la fontana del pesce: qui è tradizione di buon auspicio sciacquare il portafoglio il mercoledì delle ceneri. Marienplatz è parte della vasta isola pedonale che coinvolge le principali strade del centro storico, perfetto per una passeggiata tra le bellezze -architettoniche della capitale della Baviera e per conoscere, magari in un’atmosfera un po’ più raccolta, le celebri birrerie storiche e di rappresentanza dei birrifici cittadini. Non distante da Marienplatz si incontra la più vecchia chiesa di Monaco, St. Peter, con il campanile dalla caratteristica cupola a lucernario, uno dei simboli della città e dal quale si gode di uno splendido panorama. Nei pressi di Marianplatz c’è il Viktualienmarkt, il mercato coloratissimo che si svolge tutti i giorni dal lunedì al sabato. La Neuhauser e la Kaufinger Strasse sono le strade più animate di Monaco con negozi, ristoranti e spettacoli di strada. In quest’area visitiamo il Duomo Frauenkirche, particolare per i suoi “campanili gemelli”: la cattedrale risale alla fine del ‘400 e una leggenda narra che l’impronta del piede presente sul pavimento all’ingresso sia del piede del diavolo. Bella da vedere anche la chiesa dei frati Teatini, la Theatinerkirche. Altra piazza molto caratteristica è Stachus, chiamata Karlsplatz, con due bei palazzi che la chiudono a semicerchio. Nei pressi c’è il giardino botanico.

    Una lunga e schiumosa storia
    Tutto comincia da una festa di matrimonio nell’ottobre del 1810: roba in grande stile, si intende.

    Gli sposini erano niente meno che il principe ereditario Luigi, il futuro Re Luigi I, con la Principessa Therese di Sachsen-Hildburghausen. Gli invitati furono numerosi. In pratica tutta Monaco, dai nobili alle maestranze. Una corsa di cavalli alla quale assistette anche la famiglia reale concluse le feste nuziali: fu una festa per tutta la Baviera! Reali e cittadini ci presero gusto e si diedero appuntamento per l’anno successivo. Quel giorno nacque l’Oktober-Fest. Se nei primi decenni la festa consisteva nella corsa dei cavalli, una fiera dell’agricoltura, qualche giostrina e alcuni punti dove si serviva birra, già negli ultimi anni dell’Ottocento birrifici e osti cominciarono a far sorgere grandi capannoni perché gli avventori potessero sedersi e bere tranquillamente qualunque fosse l’andamento stagionale. Di pari passo cresceva il Luna Park, che nella seconda metà dell’ottocento cominciò ad essere un vero fenomeno di moda.

    DA VEDERE A MONACO

    PINACOTECHE
    Alte Pinakothek: è dedicata alla pittura europea dal XIV al XVIII secolo. Le opere di Dürer, Rembrandt, Rubens e Leonardo da Vinci ne fanno una fra le più prestigiose gallerie del mondo.
    Neue Pinakothek: raccoglie la pittura europea a partire dal tardo Settecento.
    Pinakothek der Moderne: a livello mondiale è uno dei più grandi musei delle arti figurative del XX e del XXI secolo. Info: Barer Str. 40 – München – Tel. +49 (0)89 238 05 360 – www.pinakothek.de

    MUSEI
    Deutsches Museum – Museo della Scienza e della Tecnologia. Barche a vela, modelli d’atomo, mulini a vento, sonde spaziali, locomotive diesel, robot industriali, organi a canne e tanti altri capolavori della scienza e della tecnica. Con i suoi 50.000 mq di superficie è uno dei musei più grandi in assoluto. Fanno parte del Deutsches Museum anche il Verkehrszentrum, dedicato ai trasporti, inaugurato nel 2003 nei padiglioni della vecchia Fiera, e il Cantiere aeronautico di Oberschleissheim che espone numerosi velivoli. Tel.: +49(0)89/21 79 – 1 – www.deutsches-museum.de
    BMW Museum: il museo della BMW, nel caratteristico edificio avveniristico che somiglia ad una tazza argentea, fa parte dei musei di Monaco di maggior richiamo. La mostra “Zeithorizont” illustra la storia avvincente dell’evoluzione della tecnica: dalle storiche auto sportive ai prototipi scientifici, fino ai progetti futuristici di automobili e motociclette. É possibile infine informarsi anche su temi attuali, come i sistemi di propulsione alternativi, il riciclaggio e la gestione del traffico. Petuelring 130 – München – Tel: +49(0)89/382 25 652. Orario di apertura estivo tutti i giorni dalle 10 alle 22.
    • Hofbräuhaus: una birreria famosa in tutto il mondo nelle cui ampie sale possono trovare ristoro almeno 5.000 clienti. Si trova alla Platzl (Piazzetta) in pieno centro e dal 1852 viene gestita dalla Regione Baviera. Per questo la sua fabbrica di birra oggi si chiama Staatliches Hofbräuhaus in München (Birreria statale di Monaco). È aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.30. www.hofbraeuhaus.de
    • Castello e parco di Nymphenburg: il vasto complesso barocco, nei sobborghi occidentali di Monaco, è un significativo esempio di corte barocca e ospita significative collezioni artistiche. I preziosi arredi del castello e i ritratti delle “bellezze” amate dal re Luigi I, fanno di Nymphenburg una delle attrazioni di maggior richiamo di Monaco.
    • Neues Rathaus (Municipio): imponente edificio neogotico. Di grande richiamo e famoso in tutto il mondo è il carillon, nella sporgenza della torre. Lo si può vedere in funzione tre volte al giorno: alle 11, alle 12 e alle 17 (da novembre a febbraio solo alle 11 e alle 12). Dalla cima della torre, alta 85 metri, si gode una bella vista di Monaco. Marienplatz 8.
    • Viktualienmarkt: il più grande mercato della frutta e verdura della città. A mezzogiorno si può fare uno spuntino in una delle invitanti bancarelle e, d’estate, si può bere una birra nel Biergarten ai piedi del famoso albero della cuccagna dagli inconfondibili colori bavaresi. Orario: dal lunedì al sabato fino alle 20.00 – novembre-febbraio fino alle 18.00. •

    SOSTA CAMPER

    Oktoberfest-Camping München-Riem: De-Gasperi-Bogen – München – Tel: +49 (0)89 / 99650706
    Il parcheggio speciale Oktoberfest Camping si raggiunge prendendo l’autostrada A99 fino all’incrocio München-Ost e poi la A94 fino all’uscita Feldkirchen-West, seguendo le indicazioni Messe/ICM (Fiera di Monaco). Da qui l’Oktoberfest si raggiunge in circa 20 minuti con la metropolitana U2 fino a Innsbrucker Ring, poi U5 fino a Theresienwiese.
    www.oktoberfest-camping.com
    • Si segnala un secondo parcheggio per camper, vicino all’area della festa, allestito nella Westendstraβe 208. Da qui l’Oktoberfest si raggiunge con la metropolitana U4/U5 scendendo alla 3° fermata (Theresienwiese).

    Campeggi
    Thalkirchen: Zentralländstraße 49
    The Tent: In den Kirschen 30 – www.the-tent.com
    Nord-West, Auf den Schrederwiesen 3 – www.campingplatz-nord-west.de
    Obermenzing, Lochhausener Straße 59 – www.campingplatz-muenchen.de

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    Il Lago di Garda è davvero unico con i suoi borghi, i suoi vicoli, i suoi pescatori: un gigante d’acqua chiuso tra Alpi e dolci colline moreniche che sa divertire il turista e affascinare il viaggiatore

    Testo Alessio Gabbi Foto D.R.

    A scuola lo abbiamo imparato a memoria. Il Lago di Garda è il più grande d’Italia. Ma solo quando arriviamo al suo cospetto ci rendiamo veramente conto di essere di fronte a qualcosa di unico. Unico per la varietà di offerte che fanno impazzire milioni di nordeuropei che qui trovano un assaggio di clima Mediterraneo, unico per la storia e gli avvenimenti che hanno lasciato segni indelebili, unico per il colore delle sue acque, dorate all’alba, blu cobalto al tramonto, quasi nero quando un temporale sta arrivando. Il Lago di Garda, con la sua posizione centrale, si raggiunge in un momento da ogni parte del Nord Italia, gioia e delizia per i camperisti settentrionali che possono raggiungerlo tanto per una vacanza quanto per un breve weekend a tema. Ma l’eccellente collegamento autostradale permette di arrivare velocemente anche da Roma (540 chilometri a Desenzano) o da Firenze (270 chilometri fino alla stessa località) diventando meta perfetta per un ponte festivo o una breve vacanza. Cosa fare sul lago? Non c’è che l’imbarazzo della scelta. In estate la balneazione è solo un aspetto dell’intrattenimento: ci sono giganteschi parchi divertimento, centri termali invidiabili, per i giovani disco club di fama europea, montagne da esplorare, luoghi storici unici e suggestivi. O semplicemente si possono fare romantiche passeggiate, cenette in raffinati ristoranti o mangiate in compagnia nelle birrerie. L’accoglienza davvero non fa difetto a questo luogo. Anche i campeggi sono numerosissimi, alcuni aperti tutto l’anno. E se cercate sosåte meno impegnative, sono tante le aree più o meno attrezzate che danno ospitalità ai camperisti. Benvenuti sulle sponde che fecero innamorare e ispirarono poeti e scrittori di ogni epoca, da Catullo a Dante Alighieri, da Goethe a Carducci, tutti ammaliati dal fascino di questo “mare” raccolto tra le montagne.

    Un giro intorno al lago
    Un bacino di circa trecentosettanta chilometri quadrati che bagna le sponde di Lombardia, Trentino e Veneto.

    Data un’occhiata alla carta stradale, potremmo decidere di girare in torno, ma parliamo di una distanza ragguardevole, 150 chilometri circa, densi di località dove vale la pena fare una sosta. Partendo come noi da Milano, percorrere la sponda lombarda è la prima tentazione che viene in mente di fare. Il confine settentrionale del lago, tra il Trentino e la Lombardia, è segnato da Limone sul Garda, ed è già il pretesto per una tappa interessante. Si stratta di un piccolo borgo che la sua posizione particolare ha isolato dal resto del mondo fino agli anni quaranta. Anche se apparentemente riconduce agli agrumi, il nome deriva dal latino, dalla parola confine, Limes, appunto. Ma anche il giallo agrume ha trovato qui il suo habitat aiutato dalle -caratteristiche -serre, le limonaie, con struttura in mattoni ed ampie vetrate. Ridiscendendo la sponda, in un susseguirsi di scorci sul lago e gallerie, arriviamo a Gargnano, il tipico borgo di pescatori, dove sulle finestre delle case più vecchie ancora si vedono gli emblemi della Repubblica di Venezia di cui Gargnano era parte. Ma questa località ha avuto rilevanza storica anche nel corso del Novecento: Villa Feltrinelli era infatti sede del governo Mussolini durante il periodo della Repubblica di Salò. Nella vicina frazione di Bogliaco il 6 settembre si svolge la celebre regata Centomiglia. Villa Bettoni è un’altra attrazione del paese, con il suo giardino all’italiana. Scendiamo ancora fino a Toscolano Maderno e ancora ci fermiamo. La località era nota anche ai romani: qui ci sono i resti della villa che fu del generale Marco Nonio Macrino. Dell’attività cartiera che si era sviluppata lungo il corso del torrente Toscolano è restato un interessante Museo della Carta. Se volete cambiare sponda del lago, dal porticciolo di Maderno partono i traghetti che vi trasportano nel veronese. Gardone Riviera è celebre per il Vittoriale, la sorprendente dimora-museo di un grande della letteratura del Novecento, Gabriele d’Annunzio, protagonista anche di clamorose imprese politiche e guerresche durante e dopo la prima guerra mondiale. L’anfiteatro del Vittoriale è ancora sede suggestiva in estate di numerose manifestazioni culturali. Una passeggiata per Gardone è anche un viaggio nei fasti vissuti della borghesia ottocentesca: qui era il ritrovo del “bel mondo” di allora, ne sono testimoni le tante ville, il Grand Hotel che ospitò tra gli altri Churchill e re Giorgio di Sassonia, il giardino botanico fondato dal dentista dello zar di Russia, aperto al pubblico tra marzo ed ottobre. Salò è il centro storicamente più importante della costa occidentale del lago: capitale della Magnifica Patria durante l’epoca veneta, sede di ministeri che diede il nome alla già citata Repubblica Sociale tra il ‘43 e il ‘45 della Repubblica di Salò. Tanti gli eleganti palazzi, pregevole il Duomo, al cui interno si ammirano tele del Romanino e del Moretto. Siamo sulla sponda meridionale, proseguendo in direzione di Desenzano si incontra il paese di San Felice del Benaco: deliziosa la frazione Portese, borghetto di pescatori con un caratteristico porticciolo. Manerba del Garda ci accoglie tra uliveti e vigneti. Qui c’è il Parco della Rocca, un promontorio a picco sul lago che regala vedute magnifiche sullo specchio d’acqua. Moniga si presenta al visitatore con la sua possente cinta muraria, al cui interno il piccolo borgo mostra il suo aspetto rustico di borgo agricolo che è stato per secoli. Moniga è celebre anche come Città del vino, qui si produce il Chiaretto, un rosato molto apprezzato. Quindi arriviamo a Desenzano, vera cittadina veneziana e luogo di stoccaggio e smistamento dei cereali destinati alla Serenissima. Da non perdere una visita alla Villa Romana risalente al primo secolo avanti Cristo: suggestivi i mosaici pavimentali -raffiguranti -scene di vita quotidiana della nobiltà romana, così come il Castello che domina dall’alto e il Duomo con una tela del Tiepolo raffigurante l’Ultima Cena.

    Sirmione, sei unica!
    È un posto diverso da tutti gli altri, forse perché ha vissuto una doppia vita. 

    Da una parte è stato un luogo prediletto e celebrato dai poeti, ideale per soggiorni in perfetto relax in un paesaggio incantato, con il clima più mite di tutta l’Italia padana. Ma poi c’è quella sua rocca formidabile a raccontarci una storia fatta di lotte per il predominio su questa parte d’Italia. In realtà, il duplice destino di Sirmione è tutto scritto nella sua geografia. Quei quattro chilometri di penisola che la proiettano nel Lago le offrono un panorama formidabile, ma nello stesso tempo sono ideali per difendersi dagli attacchi via terra. La scoperta delle sorgenti di acqua solforosa, situate nel fondale a breve distanza dalla punta della penisola, ha poi regalato a Sirmione a fine Ottocento un’attrattiva in più, le terme. L’area di Sirmione è stata abitata fino dal Neolitico. Qui i romani avevano creato una stazione di sosta, e qualcuno tra loro ha investito una montagna di sesterzi (la moneta romana) per costruirsi una villa imponente che copriva una superficie di due ettari, La più grande villa romana pervenuta fino a noi nell’Italia settentrionale. Il nome che gli hanno, “Grotte di Catullo”: un falso storico, nulla fa pensare che qui vivesse il grande poeta romano. Anche le “grotte” in realtà è quel che resta dei due piani inferiori di un edificio in origine di tre piani ricoperto di terra e di vegetazione nel corso dei secoli. Attraversiamo il borgo medievale, elegante e ben conservato, ricco di negozi e di locali allettanti, e visitiamo la principale attrazione di Sirmione, la Rocca Scaligera. Gli Scaligeri, la famiglia che dominava Verona, si impadronirono di Sirmione, fino ad allora libero comune, in seguito a una vicenda con risvolti raccapriccianti. Siamo nel 1267. Papa Clemente IV ha bandito una crociata per estirpare con estrema violenza la setta eretica dei Càtari nella Francia meridionale. Circa 200 di loro si sono rifugiati a Sirmione. Il Papa vuole costringere i veronesi a muovere guerra agli eretici e ci va giù pesante: scomunica la città e tutti i suoi abitanti come amici degli eretici. Una faccenda davvero pesante all’epoca. Un grosso esercito parte da Verona alla volta di Sirmione: i Càtari vengono consegnati in catene ai veronesi e tutti finiscono davanti al tribunale della Santa Inquisizione. Vengono torturati, costretti a confessare, condannati tutti al rogo nell’arena di Verona. Diventati signori di Sirmione, gli Scaligeri avviano la costruzione della Rocca: la torre di avvistamento, alta 46 metri, la darsena interna, che ospitava le imbarcazioni da guerra, ma a dare la forma attuale alla rocca furono più tardi i veneziani.  Fra i monumenti di Sirmione da non perdere c’è la Chiesa di Sant’Anna, presso la Rocca, ornata da affreschi votivi. Della stessa epoca è la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Nell’Ottocento Sirmione è luogo di villeggiatura di nobili e grandi borghesi che si fanno costruire belle dimore: un esempio di stile neoclassico è Villa Cortine, con una facciata ispirata alle opere del Palladio e un bel giardino geometrico all’italiana.

    Sulla sponda orientale
    Risalendo lungo la sponda veneta abbiamo sulla destra il massiccio del Monte Baldo, che separa il Lago dalla valle dell’Adige. 

    Incontriamo belle località come Lazise, Garda, San Vigilio, Torri del Benaco, Malcesine. Quest’ultimo è un piccolo centro particolarmente suggestivo. Malcesine si raccoglie intorno al Castello Scaligero che svetta su uno sperone roccioso e allo storico Palazzo dei Capitani, due edifici che restituiscono, almeno in parte, quell’atmosfera tutta medioevale che caratterizza il paese, anche se le origini di questo centro sono ben più remote. Certamente qui già avevano costruito i romani, anche se il ritrovamento di basi di palafitte porta molto indietro le lancette del tempo. Il clima dolce, mitigato da quell’enorme volano -termico che è il lago, fa sì che l’olio d’oliva qui prodotto sia -particolarmente delicato e apprezzato. Ma Malcesine è anche la località guardata a vista da un gigante, il Monte Baldo, sul quale si scia o si cammina (a seconda della stagione) raggiungendo le sue vette con una comoda funivia. La Rocca di Malcesine vale una visita. Le sue origini certe sono ancora un punto di domanda per gli storici. Visitandola recatevi in fondo al cortile: una balconata sporge a picco sul lago ad un’altezza di 24 metri dallo specchio d’acqua, consentendo una suggestiva vista panoramica sul lago e sui monti circostanti. Risalendo una rampa di scale si raggiunge invece la “Sala Goethe”, con esposte le immagini che il poeta tedesco ha tratteggiato del lago e del Castello stesso nel suo celebre “Viaggio in Italia”. Si può salire al secondo cortile, il “Rivellino”. Qui da uno spalto merlato si ammira il paese, il lago e il fianco occidentale del Baldo. Il Castello è anche sede del Museo della Pesca, delle attività del lago e “delle Galere veneziane”. Nel Castello ha anche sede un interessante Museo di Storia naturale, recentemente riprogettato, consigliabile specie se si hanno ragazzi in età scolare. Altro edificio di rilievo a Malcesine è il Palazzo dei Capitani. Un edificio in stile veneziano sontuosamente decorato. Passeggiando per le vie del centro vi imbatterete anche in numerose e pregevoli chiese.

    Alla conquista del Monte Baldo
    Una gita sulla cima dell’”Hortus Europae” per ammirare il panorama, oppure per fare una discesa di 2.000 metri in mountain bike.

    Tranquilli, non vi chiediamo di intraprendere una lunga passeggiata, anche se la cosa è possibile ed estremamente salutare. Potete conquistare la cima del Monte Baldo attraverso la funivia che parte da Malcesine, una struttura moderna in vetro e acciaio con tanto di cabina che ruota su se stessa per offrire ai passeggeri una vista a 360 gradi sul fantastico panorama. Dalla cima del monte partono una moltitudine di sentieri e itinerari percorribili a piedi o in mountain bike. Chi è più propenso ai piaceri della tavola che allo sport può raggiungere uno dei tanti rifugi o una malga e gustare le specialità di formaggi e salumi del posto. Per gli appassionati di mountain bike c’è uno dei percorsi più apprezzati dagli amanti del genere: dalla cima del Monte Altissimo si percorrere una lunghissima discesa, sul sentiero 601, fino a valle. 2.000 metri di dislivello di pura passione!

    LE TERME SUL GARDA
    • Terme di Sirmione – A Sirmione c’è uno tra i più importanti centri termali d’Italia. Da un secolo le Terme di Sirmione si prendono cura dei suoi visitatori. Due sono i centri termali, le terme Catullo, nel centro storico, e le terme Virgilio, all’ingresso della penisola. La struttura si completa col Centro Benessere Termale Aquaria dove sul lago si affacciano le sue grandi piscine. In particolare si apprezza la piscina esterna collegata con quella interna. La temperatura, sempre tra i 34 e i 36 gradi, la rende piacevole anche in inverno. (Info: www.termedisirmione.com)
    • Terme Virgilio – Piazza Virgilio 1 Sirmione (BS)
    • Terme Catullo – via Punta Staffalo 1 Sirmione (BS) Tel. 030 916044 – Per prenotazioni: Tel. 030 9904923; numero verde Tel. 800 802125
    • Aquaria – P.zza Don A. Piatti Sirmione (BS) Tel. 030 916044
    Sosta camper: per Aquaria e Terme Catullo parcheggio Monte Baldo vicino al centro storico a pagamento; presentando il biglietto del centro a i clienti è riconosciuto uno sconto del 30% sulla tariffa oraria del parcheggio; per le terme Virgilio PS comunale comodo nelle vicinanze.
    • Villa dei Cedri – Una villa veneta costruita a cavallo del XVIII e XIX e un parco secolare, il giardino romantico ottocentesco. Le terme sono arrivate dopo: per un caso fortuito trivellando un pozzo in cerca di acqua per l’irrigazione del parco. Da 200 metri di profondità cominciò a sgorgare acqua da due falde, una con acqua a 37°C ed una a 42°C. L’occasione fu presa al balzo attraverso la creazione di laghetti e una moderna piscina alimentata da acqua termale. Caratteristica di Villa dei Cedri è la possibilità di fare le ore piccole nel parco, nuotando nell’acqua calda tra suggestivi giochi di luce.
    Info: www.villadeicedri.it – piazza di Sopra 4 Colà di Lazise (VR) Tel. 045 7590988
    Apertura: tutti i giorni Lun-gio 9-21; Ven-sab e prefestivi 9-2 di notte; Dom e festivi 9-23
    Accesso ai bambini consentito senza limiti d’età
    Sosta camper: area attrezzata dedicata (elettricità, acqua, carico/scarico, docce e WC) al costo di 1 euro all’ora (min. 5 ore). Da esibire all’entrata per ottenere uno sconto sul biglietto d’ingresso.

    IL LAGO DEI DIVERTIMENTI
    Intorno a Lazise si trova la più alta concentrazione di parchi a tema di tutta Italia, per la gioia dei bambini.
    • Gardaland: Il parco dei divertimenti più grande d’Italia, più di 20 attrazioni e spettacoli per tutti i gusti a cavallo tra adrenalina, sogno e fantasia: rapide nella giungla, mari in tempesta, l’emozione di volare a bordo di un jet supersonico.
    www.gardaland.it
    • Accanto a Gardaland, il gigantesco acquario con 37 vasche, un tunnel sottomarino trasparente per sentirsi immersi nell’oceano tra spugne, coralli, pesci martello e squali pericolosi; da quest’anno sono arrivate pure le tartarughe e i leoni marini.
    • Movieland Park: il parco tematico all’interno di CanevaWorld che ricostruisce gli studios holliwoodiani a due passi da casa: stuntmen, sceneggiate western, azioni di guerra, corse automobilistiche… Tutto dal vivo! www.movieland.it
    • A CanevaWorld oltre al Movieland c’è anche il CanevaAquapark : scivoli e piscine per tutti i gusti e per tutti i gradi di coraggio. www.movieland.it/aquapark
    • Altri parchi acquatici sono il parco acquatico Pico Verde a Custoza (www.picoverde.it) e il parco Cavour a Valeggio sul Mincio (www.parcoacquaticocavour.it), celebre per le sue ambientazioni caraibiche.

    Tre idee in più
    • Da Toscolano Maderno parte un sentiero verso la cosiddetta Valle delle Cartiere, esempio di interessante archeologia industriale, ma anche zona dove sorge il Museo della Carta, all’interno di una cartiera ormai in disuso. Questo è un progetto che punta alla rivalutazione dell’intera area, un tempo estremamente attiva. Nel museo è possibile rivivere il ciclo produttivo della carta ottenuta dagli stracci attraverso una accurata ricostruzione. È anche possibile partecipare a laboratori durante i quali vengono prodotti dei fogli di carta riciclata. Lo spazio espositivo si conclude con una panoramica generale sulle cartiere d’Italia.
    Info: www.parcoaltogarda.eu – Tel. 0365 71449
    • È possibile visitare il Parco della Rocca di Manerba con delle guide che vi daranno spiegazioni sulla storia e sulle caratteristiche naturali della zona, ma che vi condurranno anche in crociera sulle sponde del lago per ammirare la zona da una prospettiva diversa.
    Info: www.parcoroccamanerba.net – Tel. 0365 552533
    • Dal porto di Maderno parte il traghetto che permette di raggiungere la sponda veronese anche con il camper; è inoltre possibile ammirare il lago dal battello, quindi senza mezzo al seguito, scegliendo l’itinerario che più interessa. Il servizio ferma in numerosi paesi della costa tra cui Salò, Sirmione, Riva o Torri del Benaco.
    Info: www.navlaghi.it – Tel. 800 551 801

    Cosa assaggiare
    La cucina di questa sponda del Lago di Garda profuma dei limoni e dell’olio delicato che qui viene prodotto un po’ ovunque. Tra i pesci pescati e cucinati sapientemente ricordiamo il coregone, la trota, il cavedano, da gustare macinato sotto forma di polpette (le lische sono veramente tante), le aole de müra, fatte essiccare al sole d’estate. Per chi preferisce i sapori più decisi, piatto tipico delle valli di questa zona è lo spiedo, piccoli pezzi di carne, solitamente di maiale, fatti cuocere lentamente per quattro ore; o ancora le pietanze a base di tartufo nero della Valtenesi. Dall’entroterra gargnanese arriva anche un formaggio tipico, il Tremosine. Immancabile il vino, soprattutto il famoso Chiaretto del Garda, un rosato fermo da bere fresco, oltre al Garda Classico Groppello, Novello o Bianco.

    SOSTA CAMPER
    Malcesine
    • AA in via Campo Sportivo
    Gargnano
    • Parcheggio in via del Ruc
    Toscolano Maderno
    • AA in via Promontorio 73
    Gardone Riviera
    • Parcheggio diurno presso il Vittoriale, a pagamento
    • Parcheggio presso il parco dell’Acqua Pazza (sotto il Vittoriale), libero
    Salò
    • Parcheggio presso la piscina comunale (mercato al sabato)
    San Felice del Benaco
    • Presso la Baia del Vento, diurno a pagamento
    Sirmione
    • AA in via Monte Baldo
    • The Garda Village, via Corti Romane – Loc. Colombare – Tel. 030 9904552  – www.gardavillage.it
    Riva del Garda
    • AA Brione in via Brione
    • Camping Brione, via Brione 32 – Tel. 0464 520885 – GPS: 45.880337 – 10.859138 – www.campingbrione.com
    Desenzano del Garda
    • Camping Village San Francesco, strada Vicinale San Francesco – Tel. 030 9110245  – www.campingsanfrancesco.com
    Lazise
    • Campeggio Amico di Lazise, strada del Roccolo 8, Loc. Fossalta  – Tel. 045 6490146 – www.campingamicidilazise.it
    • Campeggio Du Parc, via Gardesana 110 – Tel. 045 7580127 – GPS: 45.501276 – 10.736726 – www.campingduparc.com
    Ferrara di Monte Baldo
    • Area camper comunale, Tel. 334 8037938 (comune) – www.proloco-ferraradimontebaldo.it

    INFO
    www.visitgarda.com
    www.gardariviera.com
    • La Centomiglia – www.centomiglia.it
    • Vittoriale degli Italiani – Tel. 0365 296511 – www.vittoriale.it 
    • Giardino botanico di Gardone Riviera – Tel. 336410877 – www.hellergarden.com
    • Navigazione sul lago – www.lago-di-garda.net
    • Malcesine Più, via Capitanato 6 – Tel 0457 400044 – www.malcesinepiu.it
    • Funivia Monte Baldo, via Navene Vecchia 12, Malcesine – Tel. 0457 400206 – www.funiviedelbaldo.it
    • Ufficio Turismo Riva del Garda – Tel. 0464 554444 – www.gardatrentino.it 

  • Capo Vaticano

    Uno dei luoghi più celebri della Calabria: belle spiagge e un mare pulitissimo e trasparente, paradiso dei sub… Indimenticabile!

    Il promontorio di Capo Vaticano è situato sulla costa degli Dei sul litorale tirrenico calabrese, di fronte allo Stromboli e alle isole Eolie. Il Capo separa il golfo di Sant’Eufemia da quello di Gioia Tauro e comprende la zona costiera dalla baia del Tono fino alla baia di Santa Maria e alle ultime propaggini del Monte Poro. La località è celebre per le sue spiagge e per il mare cristallino con fondali ricchi di fauna ittica che rendono Capo Vaticano un’attrazione irresistibile per le attività subacquee. La baia più suggestiva è quella di Grotticelle, formata da tre spiagge contigue. In molti considerano Capo Vaticano la terza spiaggia più bella d’Italia e fra le 100 spiagge più belle al mondo. La spiaggia di Formicoli è tra le più ampie e suggestive della zona. Il nome deriva da un gruppo di scogli che, si dice, siano ciò che resta di un porto romano, sul fondale ne sono visibili ancora i resti. Un servizio bus gratuito consente di spostarsi dai campeggi alle località più celebri.

    Cosa fare
    Capo Vaticano e il suo entroterra è anche patria per buon gustai: è conosciuto anche come migliore territorio al mondo che produce la cipolla rossa, detta anche cipolla rossa di Tropea, dal gusto particolarmente dolce, ricercatissima nel mercato nazionale ed internazionale. Altri prodotti tipici sono la ‘Nduja di Spilinga e il Pecorino del Poro. Un itinerario trekking può essere fatto lungo la fiumara Ruffa. Lungo le rive del corso d’acqua, cresce una rarissima felce, la woodwardia radicans, che ha suscita l’entusiasmo dei botanici. Il Vallone della Ruffa si trova a nord/est del promontorio ed è raggiungibile attraverso sentieri poco battuti e non bene indicati. Dal grande parcheggio del faro Marina Militare, si possono raggiungere a piedi gli affacci sull’estrema punta di Capo Vaticano con vedute in ogni direzione: il faraglione “Du Palumbaru” e gli incantevoli panorami. Indimenticabili i tramonti sulle vicine isole Eolie.

    SOSTA CAMPER

    • Formicoli Villaggio Camping, Viale Stazione, Santa Domenica di Ricadi
    www.formicoli.com

    • Camping “Costa Verde”, San Nicolò di Ricadi, GPS N: 38° 38` 18” – E: 15° 50` 02” – Tel. 0963 663090
    www.costaverde.org

    • Camping Uliveto, San Nicolò di Ricadi -Tel. 0963 663882
    www.ulivetovillage.it

    • Area Attrezzata Borgo Sul Porto, Via Cervo Sant’ Antonio, Loc. Parghelia – Tel. 340 3341208
    www.borgosulporto.com

    INFO
    www.capo-vaticano.it

  •  

    Una delle zone più spettacolari della Liguria. Punto strategico per godere del mare e per fare interessanti escursioni. Alle porte delle Cinque Terre

    Un litorale che si sviluppa ad arco per circa un chilometro, le spiagge sono in sabbia e spesso in ciottoli. Alcuni tratti di spiaggia sono attrezzati con eleganti stabilimenti balneari, ma se amate la spiaggia libera troverete situazioni ben gestite dall’amministrazione comunale, anche se occorre fare i conti con l’affollamento dei mesi estivi. Se cercate un po’ più di intimità avventuratevi per le pittoresce insenature e per le scogliere che qui abbondano, le potrete raggiungere anche con le imbarcazioni e le canoe che si trovano a noleggio: non dimenticate maschera e pinne dunque. Levanto è diventata anche una meta per surfisti per la particolare conformazione delle onde. Se avete il gommone, le aree nautiche di Vallesanta e La Pietra sono attrezzate per il servizio di alaggio e varo delle imbarcazioni, escursioni guidate e diving center.

    Levanto - mare
    Cosa fare
    Levanto si trova in un’area di grande interesse paesaggistico e ambientale, accanto alle Cinque Terre. Questa zona è celebre per i suoi aspri sentieri collinari che costeggiano il mare. Le Cinque Terre sono raggiungibili a piedi attraverso i sentieri che si snodano sulla costa o verso l’interno, ma una soluzione molto comoda è utilizzare il treno locale. Se amate pedalare c’è una ciclovia pedonabile tra Levanto e Framura, interamente sul mare, ricavata sulla vecchia ferrovia dismessa e che fa parte degli 876 chilometri della “Rete ciclabile ligure”. Si può accedere alle spiaggette che si aprono lungo questo tratto costiero. Il fondo stradale è asfaltato e diviso da segnaletica orizzontale, le gallerie sono illuminate e la lunghezza complessiva del tratto tra Levanto e Framura è di circa 5 chilometri. Levanto è “Città slow”, qualità dell’accoglienza e un ricco calendario di eventi caratterizza l’estate di questa bella perla della Liguria. Il centro storico è ricco di preziose testimonianze architettoniche e nei ristoranti si possono gustare specialità di mare e di terra. •

    SOSTA CAMPER
    • Campeggio Acqua Dolce Aquajus
    , Via G. Semenza 5, Levanto – Tel. 0187 808465
    www.campingacquadolce.com
    • Camping Albero D’oro, Via Albero d’oro, Levanto, Tel. 0187 800400
    www.campingalberodoro.com
    • Camping Cinque Terre, Loc. Sella Mereti, Levanto, Tel 0187 801252
    www.campingcinqueterre.it
    • Camping Pian di Picche, Loc. Pian delle Picche, Levanto, Tel. 0187 800597
    www.piandipicche.it
    • Per brevi soste c’è un parcheggio a pagamento con camper service di fronte alla stazione ferroviaria.

    INFO
    www.comune.levanto.sp.it
    www.visitlevanto.it/eventi
    www.parconazionale5terre.it

  • di Alessia Merati

    Da quello smeraldo dei fiumi che corrono impetuosi tra gole suggestive a quello più intenso dei boschi, dei parchi e delle aree protette. Un tour nel cuore green della Slovenia, per vivere una vacanza a contatto con la natura 

    La “bellezza smeraldo” del fiume Isonzo ci introduce in questo viaggio particolare che vuol portare a scoprire il volto verde della Slovenia. Dalle regioni settentrionali al confine con l’Italia, dove ancora oggi si trovano indelebili le memorie delle battaglie combattute durante la Prima guerra mondiale, si guida verso sud, per visitare Lubiana, città moderna, ma dall’anima green, tanto da essersi aggiudicata il titolo di Capitale verde d’Europa per il 2016, e per rilassarsi ai piedi del suggestivo castello di Otočec. L’itinerario non dimentica di comprendere una sosta lungo il fiume Kolpa, una delle destinazioni “balneari” della Slovenia, dove ci si può dedicare agli sport fluviali, e una visita alle meraviglie del sottosuolo: le Grotte di Postumia e le meno conosciute Grotte di Škocjan. 

    L’Isonzo, un verde percorso d’acqua

    Scorre per 136 chilometri dividendosi tra Italia e Slovenia, attraversando un territorio ricco di storia e di suggestioni. È lui l’attrazione principe della regione, tanto da essere appellato come “la bellezza smeraldo”.

    Una volta oltrepassato il confine italiano, il fiume smette di chiamarsi Isonzo e diventa Soča in sloveno. Si addentra in gole frastagliate, valli verdeggianti e diventa un vero paradiso per gli appassionati di pesca, rafting e kayak che si tuffano con le imbarcazioni in un’acqua fresca e spumeggiante, dall’incredibile color smeraldo. Il livello di difficoltà varia a seconda dei tratti cui si accede, ma gli sport fluviali, compreso l’hydrospeed e il canyoning, sono davvero alla portata di tutti, anche dei principianti se accompagnati da una guida (www.visit-soca.com/it).

    La valle dell’Isonzo, però, non è solo una palestra a cielo aperto, ma è anche una terra ricca di storia, che è stata teatro dei più importanti avvenimenti del Novecento. A partire dalla Prima guerra mondiale, visto che molte battaglie furono strenuamente combattute sul fronte isontino. Diverse testimonianze, infatti, sono rimaste a memoria del terribile conflitto bellico, come dimostra il Percorso della Pace, un sentiero escursionistico che ha inizio a Log pod Mangart, tocca luoghi suggestivi – come la Cappella militare Bes di Planica, il santuario di Javorca, costruito in memoria dei caduti sul Fronte Isontino sul campo di Tolmin e, sempre lì vicino, l’ossario tedesco, dove sono sepolti 965 soldati (emozionante il vestibolo con la porta d’ingresso fatta da canne di fucile e la tomba del milite ignoto, illuminata dai raggi del sole solo nel giorno del solstizio d’estate) -, e si conclude al museo all’aperto di Mengore. Ugualmente interessante, l’Itinerario storico di Caporetto, un sentiero che si snoda per circa cinque chilometri lungo le principali attrazioni della regione: il Museo di Kobarid, le rovine dell’antico villaggio di Tonocov e l’ossario italiano.

    Non mancano poi le meraviglie naturali, come la cascata di Kozjak, un affluente dell’Isonzo che, attraversando diverse forre, forma dei salti spettacolari, due dei quali accessibili ai visitatori. Per raggiungerle, si percorre la strada Kobarid- Drežnica, fino al ponte di Napoleone: da qui inizia il sentiero segnalato, che sfocia nella visione di uno splendido laghetto d’acqua color verdeazzurro.

    Per gli spiriti più avventurosi, le gole di Kobarid (Caporetto) e Tolmin, dove le acque turchesi scorrono impetuose e roboanti, sono un vero paradiso, ma è Bovec (www.bovec.si) la destinazione adatta a chi vuole abbinare sport all’aria aperta e relax. Il paese accoglie i visitatori con tipiche locande, dove fermarsi per gustare alcuni piatti tipici deliziosi, come patate e ricotta, il rinomato Formaggio di Bovec, il salame di camoscio o i dolci krafi di Bovec, dei fagottini ripieni di pere, mele, uvette e spezie. Non mancano poi negozietti, le agenzie che organizzato uscite di trekking e gite in montagna e nei luoghi in cui sono state girate alcune scene del film Cronache di Narnia e due belle chiese gotiche costruite all’inizio della piazza principale.

    Bovec è anche la porta d’accesso privilegiata al Parco Nazionale del Triglav, dominato dall’omonimo monte, alto ben 2.864 (una delle vette più considerevoli della Slovenia). Il Parco copre circa il quattro per cento del territorio nazionale ed è protetto da un severo regime di tutela, che ha consentito di mantenere la natura intatta e incontaminata. L’escursionismo è una delle attività più praticate durante i mesi estivi e autunnali, ma i veri appassionati frequentano l’area anche nei mesi invernali, per arrampicarsi sulle pareti della Alpi Giulie o per sedersi ai tavoli dei rifugi e delle baite, vere oasi di pace. Tra le attrazioni del parco, il lago di Bohinj (www.bohinj-info.com), il più grande lago sloveno di origine glaciale, che se d’estate è meta di sport acquatici e vacanze balneari, d’inverno ghiaccia e diventa un luogo davvero selvaggio e suggestivo: ci si sentirebbe isolati dal mondo se non fosse che il vicino Vogel attira frotte di appassionati di sci-escursionismo.

    Idria? Ha l’argento vivo addosso

    Nella piccola cittadina della Carniola per scoprire le antiche miniere del mercurio, oggi trasformate in museo.

    Dallo spettacolo della natura a quello creato dall’uomo il passo, in Slovenia, è breve. Guidando verso sud, in direzione della cittadina di Idria, si scopre come cinque secoli di attività mineraria abbia plasmato un territorio, lasciando in eredità monumenti e attrazioni uniche nel loro genere, che l’UNESCO ha incluso nella lista dei patrimoni dell’umanità. Idria, che ha fondato il suo successo nell’estrazione dell’argento vivo, vanta infatti una delle più grandi miniere di mercurio al mondo, con cunicoli che si estendono per oltre 700 chilometri: oggi è stata trasformata in un museo, visitabile con tranquillità anche in compagnia dei bambini. Si vestono dunque i panni dei minatori, con tanto di casco e soprabito, e ci si addentra in compagnia della guida nel così detto pozzo di Antonio (www.antonijevrov.si). La temperatura all’interno si aggira intorno ai 13 gradi, quindi meglio coprirsi! In oltre cinquecento anni di storia, i minatori del posto hanno scavato un labirinto di gallerie alto quasi come un palazzo di quindici piani, ma solo una parte di queste sono ancora percorribili: in fondo alla galleria d’ingresso, sostando presso la cappella sotterranea di Santa Trinità, eretta nel XVIII secolo, se ne scopre tutta la storia e si impara a conoscere le proprietà di questo elemento. Nella cappella, inoltre, si riconoscono due statue: la prima è di Santa Barbara, patrona dei minatori e di tutti quei lavoratori che rischiano la vita; mentre la seconda è di Sant’Acacio, eletto patrono dei minatori di Idria, in quanto fu proprio nel suo giorno che nel 1508 gli abitanti scoprirono il giacimento di mercurio.

    La storia della miniera si approfondisce anche visitando il Museo di Idria, ospitato all’interno del castello di Gewerkenegg (www.muzej-idrija-cerkno.si), che custodisce la kamst, una grande ruota di legno azionata ad acqua, che veniva usata per alimentare la miniera: originaria del 1790, rimase in funzione fino addirittura al 1948. Visitando la mostra, però, si viene a scoprire un altro vanto della città, la lavorazione del merletto eseguito a tombolo (nel 2000 ha ottenuto il riconoscimento di origine geografica protetta), attività che oggi viene tramandata dalla scuola locale e dal festival del merletto che si tiene ogni anno alla fine di giugno.

    Dopo tanto girovagare tra gallerie e musei, però, l’appetito si fa sentire. Il consiglio è fermarsi a uno dei ristoranti del posto, magari il Gostilna Kos (www.gostilna-kos.si), nelle vicinanze del fiume Idrijca – sulle cui rive ci si può fermare a pescare alla mosca (rd-idrija.si/wordpress/it) -, e ordinare un buon piatto di zlikrofi, una sorta di ravioli, eletti nel 2011 “piatto protetto della Slovenia”, che si dice siano stati introdotti nel Paese da una famiglia di minatori tedeschi nel XIX secolo. La pasta, tirata molto fine, racchiude un ripieno di patate, cipolle e formaggio, che si esalta se si usa burro fuso e salvia o sugo di carne come condimento.

    Lubiana, nel cuore (verde) della Slovenia

    Un giro nella capitale per scoprire le attrazioni culturali e il suo volto green, fatto di giardini, parchi e rispetto per l’ambiente, tanto che la Commissione europea, nel giugno 2014, ha conferito a Lubiana il prestigioso titolo di “Capitale verde d’Europa per il 2016”

    Il viaggio verso il cuore della Slovenia continua attraversando aree verdi e pittoresche montagne, che a volte nascondono piccoli laghi alpini. Come succede a Bled, località rinomata per il suo specchio d’acqua blu, al centro del quale sorge l’isola di Bled. Vale la pena fare una sosta, per percorrere in bicicletta il sentiero di circa 6 chilometri che circonda il lago o per rilassarsi su una panchina per dare da mangiare a cigni e anatre. In alternativa, si può prendere una delle barche tipiche di Bled, le Pletna (l’imbarco si trova al Parco termale o presso il centro di canottaggio) e lasciare che il barcaiolo vi accompagni in un romantico giro del lago. In questo modo si può raggiungere l’isoletta, su cui un tempo si trovava un templio dedicato a Živa, la dea dell’amore: al suo posto oggi sorge una chiesa gotica, dedicata a Santa Maria Assunta, all’interno della quale si ammirano affreschi e un piccolo lapidario dove è conservato il rilievo originale della Croce di Hren di Ljubljana. Una volta qui, provate a sfidare la leggenda della campana dei desideri. Si dice, infatti, che la ricca vedova Polissena, affranta per la morte del marito, fece fondere una campana per la chiesa dell’isola. Durante il trasporto, però, la barca si rovesciò, portando a picco la campana, il cui suono, si narra, si può ancora udire dal fondo del lago. Alla morte della vedova, il Papa fece dono alla chiesa di una nuova campana e chiunque, per onorare la Madonna, riesca a suonarla, potrà avverare ogni suo desiderio.

    Il viaggio continua fino a Lubiana, la capitale affacciata sul fiume, ricchissima di attrazioni e animata da una vita culturale vivace. La città si rivela una vera sorpresa, così elegante, con i palazzi progettati dall’urbanista Jože Plečnik, tra gli anni Venti e l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, e i locali con vista sul fiume, così belli da fotografare alla sera. La visita ha inizio dal Castello di Lubiana, che sorge proprio in cima alla collina chiamata Grajska Planota: un tempo usato come penitenziario, all’inizio del Novecento fu restituito alla cittadinanza e ancor oggi è la cornice ideale di concerti, eventi culturali e mostre. Poi, si girovaga in città, per vedere la Cattedrale di San Nicola, con gli splendidi portali in bronzo, realizzati per commemorare la visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1996, o per fare qualche compera al Mercato centrale di Lubiana, un popolare luogo d’incontro. Progettato da Plečnik, ha una parte all’aperto e l’altra al coperto e anche un grande negozio di fiori: qui si può trovare un po’ di tutto, dai prodotti gastronomici, come il pregiato prosciutto del Carso e la tipica torta potica, agli articoli di artigianato locale. Ma fate attenzione a programmare la visita: la domenica e i festivi si trova tutto chiuso.

    L’accesso alla città vecchia, invece, è rappresentato dal Triplice Ponte Tromotovje, progettato sempre dal grande urbanista sloveno: le balaustre in pietra intervallate da lampioni rendono ogni scorcio molto elegante e, per di più, ogni ponte laterale conduce a delle terrazze alberate, ombreggiate da pioppi. Essendo una zona interamente pedonale, è molto piacevole concedersi una passeggiata fino alla piazza principale, la più antica, Mestni Trg, sulla quale si affacciano dimore raffinate, come la casa Haman dove si trova anche la Pinacoteca civica, o il palazzo Lichtenberg con la facciata decorata da sculture. Per scoprire uno dei monumenti più conosciuti della città, bisogna camminare fino al municipio, dominato dalla torre dell’orologio: proprio di fronte sorge la fontana dei Fiumi carniolani, realizzata dal veneziano Francesco Robba intorno al 1751, che per il suo lavoro si ispirò alla più famosa Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona, scolpita dal Bernini.

    Lubiana è una città molto verde, lo si vede dai viali alberati, dal suo bel Giardino Botanico, dove si visitano serre tropicali e diverse piante carnivore (www.botanicni-vrt.si), e lo si sperimenta sulla propria pelle concedendosi un po’ di riposo al Parco Tivoli, attraversato da un “percorso vita” lungo il quale si trovano attrezzi per fare ginnastica. Altri sentieri si snodano nel bosco dei colli Rožnik e Šišenski hrib, mentre altri più lunghi raggiungono il Mostec e lo Zoo: insomma è un vero piacere perdersi alla ricerca delle sue attrazioni.

    E se si è appassionati di podismo e jogging? Basta provare a incamminarsi lungo il Sentiero delle rimembranze e della solidarietà, lungo ben 34 chilometri. Questo anello verde, che cinge la città occupando il perimetro delimitato, ai tempi della seconda guerra mondiale, dal filo spinato e dai bunker, conduce fino al Castello di Fuzine (www.mao.si), oggi sede del Museo di architettura e design.

    Uscendo dalla città e spingendosi verso la periferia, ecco un’altra area verde di grande interesse, la palude Barje (www.ljubljanskobarje.si), una zona di acque stagnanti e torbiere, scelta a dimora da circa 89 specie di farfalle e oltre 100 specie di uccelli, alcuni di questi piuttosto rari, come l’assiolo, la locustella o il grande chiuro. La palude è interessante anche perché accoglie la testimonianza di un antico insediamento palafitticolo, riconosciuto tra i patrimoni dell’Unesco: grazie all’acqua stagnante, infatti, è stato possibile ritrovare resti di piante fossili, scheletri e oltre 10mila reperti storici, appartenenti a diverse epoche, tra cui la più antica ruota in legno del mondo.

    Otočec, tra relax e divertimento

    Ci si rilassa alle terme o ci si mette alla prova nel parco avventura, si prova il proprio swing su uno dei campi da golf più moderni della Slovenia o si scopre un romantico castello. Per trascorrere piacevoli giornate in famiglia.

    Non distante da Lubiana, Otočec è un borgo tranquillo e rilassato, conosciuto ai più per il romantico castello che domina un’isoletta nel mezzo del fiume Krka. Appartenuto nel 1252 ai signori di Visnja gora, si pensa che il maniero fosse stato, in origine, edificato sulla sponda destra del fiume; solo più tardi, intorno al XIII secolo, per la paura delle invasioni mongole, è stato deciso di proteggere l’ala sud, scavando anche un letto artificiale.

    L’elegante dimora passò sotto il controllo di numerose e diverse famiglie nobili, l’ultima delle quali fu quella dei Margheri, unici proprietari fino alla seconda guerra mondiale, quando i partigiani incendiarono il castello nel 1942. Il più chiacchierato degli eredi era Albino Margheri, giovanotto dai capelli rossi che aveva tre passioni: il gioco delle carte, la caccia e la conquista delle donne. Il conte, poi, era solito invitare al castello, per motivi diplomatici, alcuni alti funzionari di Novo mesto: organizzava lauti banchetti, ma alla loro dipartita, ogni volta faceva rompere tutti i bicchieri. Il motivo? Gli aristocratici non potevano bere dagli stessi cristalli che avevano dissetato dei plebei. Il destino, però, fu beffardo con il superbo Albino: la figlia, Florentina, all’età di quarantaquattro anni, si invaghì e rimase in cinta di un garzone diciottenne del castello, con il quale si sposò qualche tempo più tardi.

    La visita del castello è un’esperienza piacevole: circondato da un bel parco e da boschi ombrosi, è l’ideale per fare passeggiate o rilassarsi in riva al fiume. Se poi si vuole sperimentare qualche tiro con la mazza, presso il castello si trova uno dei campi da golf più moderni e ben attrezzati della Slovenia. In alternativa, si gioca a tennis, ci si rilassa alle terme di Krka o ci si diverte tutti insieme al vicino parco avventura con vista suggestiva sul Castello di Otočec (www.terme-krka.com/it/it/offerta/vacanze-attive/parco-avventura-otocec). Ponti sospesi, scale, piattaforme fluttuanti tra gli alberi, reti sulle quali arrampicarsi e lanciarsi: una vera avventura capace di entusiasmare grandi e piccoli.

    La giornata si conclude, poi, con una cena al vicino Gostilna Vovko (www.gostilna-vovko.si/it), famoso per l’accuratezza con cui vengono preparati i piatti della cucina locale, come la zuppa di funghi o quella di manzo.

    Da Metlika alle Grotte di Škocjan

    Tra castelli e vigneti, ci si addentra in un altro dei polmoni verdi del Paese, dove sport all’aria aperta e relax in riva al fiume sono un vero must. Poi si scende nel sottosuolo per lasciarsi conquistare dai capolavori della natura.

    L’itinerario prosegue verso la Carniola Binaca, la regione collinare al confine con la Croazia, caratterizzata da dolci colline punteggiate da boschi di betulle. Il capoluogo è Metlika (www.metlika.si), che celebra la storia del territorio nel suo suggestivo Museo della Bela krajina, ospitato all’interno del castello. Poco lontano da qui, la cantina Vinska Klet Metlika (www.kz-metlika.si) permette di conoscere da vicino la vocazione vitivinicola della zona: qui si possono degustare nettari come il Metliska Crnina, un vino rosso secco, o il Belokranjec, più blasonato.

    Dopo aver fatto tappa al curioso Museo della Vigilanza del Fuoco di Metlika, l’escursione prosegue fino a Crnomelj: lungo la strada, l’occhio viene catturato da un vecchio aereo militare DC-3, detto anche Dakota, posizionato qui per ricordare tutti i coraggiosi piloti britannici e americani che, durante la Seconda guerra mondiale, trasportarono i feriti nei vicini ospedali italiani. La cittadina di Crnomelj è compresa all’interno del Kolpa Krajinski Park (www.kp-kolpa.si), un parco regionale protetto, attraversato dal fiume Kolpa, una vera e propria destinazione balneare, scelta da chi vuole fare un bagno rinfrescante nel fiume, divertirsi con i kayak o sperimentare il rafting (www.kolparaft.com).

    Seguendo il corso del fiume, la strada si addentra in distese di boschi e aree verdi incontaminate, dove spuntano i paesini di Kocevje, nelle cui foreste vive l’orso bruno, e Kostel, dominato da un castello con vista panoramica sul Kolpa.

    Risaliti in camper, la destinazione è Šepulje, patria del tipico vino rosso ferroso Teran. Lungo il tragitto vale la pena programmare una visita alle spettacolari grotte di Postumia (www.postojnska-jama.eu/it), un susseguirsi di caverne plasmate dal sali scendi delle stalagmiti e stalattiti, abitate da uno strano anfibio rosato, il proteus anguinus, abbastanza raro. L’esplorazione sotterranea avviene per un tratto a piedi e per un altro, lungo circa 4 chilometri, a bordo di un comodo trenino che saprà rendere l’esperienza ancora più entusiasmante agli occhi dei bambini. Meno famose, ma altrettanto spettacolari, le Grotte di Škocjan (www.park-skocjanske-jame.si), vicino a Šepulje, incluse tra i patrimoni dell’Unesco.


    Un folletto davvero dispettoso

    Se visitate le miniere di Idria, fate ben attenzione al Perkmandlc, il folletto che sin dal passato si divertiva a fare scherzi e dispetti ai minatori. Si dice che colpisse soprattutto quegli uomini che, per il duro lavoro, si lasciavano scappare una bestemmia ad alta voce: ai malcapitati, spegneva la lampada, nascondeva gli attrezzi del lavoro o legava insieme i lacci delle scarpe. I più diligenti e laboriosi, invece, venivano premiati: con dei forti colpi di martello li avvertiva di pericoli imminenti, oppure faceva trovare loro i minerali più ricchi di mercurio.

    Per ingraziarsi il folletto, i minatori erano soliti lasciargli dei bocconi del loro pasto e talvolta chiedevano alle mogli di cucirgli dei piccoli abiti per proteggerlo dal freddo invernale.


    Una storia che pare leggenda

    Cosa lega Lubiana al mito di Giasone e gli Argonauti? Molto più di quanto, di primo acchito, si possa pensare. Secondo la leggenda, infatti, l’eroe greco, insieme ai suoi compagni, dopo aver strappato il Vello d’Oro al re Aites, sarebbe fuggito a bordo della nave Argo, percorrendo il Mar Nero prima e il fiume Danubio, fino alla sorgente del fiume Ljubljanica, poi. Qui, smantellarono l’imbarcazione per potersi dirigere verso l’Adriatico e tornare a casa, ma presso la grande palude si trovarono a faccia a faccia con un mostro. Era un imponente drago che Giasone sconfisse e uccise. Oggi è il simbolo della città e campeggia sullo stemma di Lubiana e su alcuni luoghi simbolo della città, come il castello o il suggestivo ponte dei draghi. Prima di partire, non bisogna mancare di scattargli una foto: il ponte, infatti, fu costruito all’inizio del Novecento in cemento armato e fu uno dei primi in Europa a essere costruito con questa tecnica.


    Bicchieri alzati: alla salute!

    A metà strada tra la cittadina di Črnomelj e quella di Osilnica, si incontra Kostel, un paesino davvero contenuto, dominato da un castello con bella vista sul fiume Kolpa e la valle. Vale la pena fermarsi qui per fare una tappa gastronomica. Qui infatti si assaggiano i tipici gnocchi di Kostel, fatti con le patate e serviti come contorno ai piatti di selvaggina, cotti con salse e sughi, e si compra la famosa Kostelska Rakija, un distillato a base rutta, molto simile al brandy. A seconda del prodotto usato (si prediligono le mele e le pere ma altri frutti sono accettati dal disciplinare) si trovano: la Sadjevec di frutta mista e con un profumo molto gradevole; la Slivovka, acquavite di prugne; la Hruškovo žganje con un aroma caratteristico, conferitogli dalle pere; la Jabolčno žganje, dal gusto delicato, fatta anche con molti tipi di mele.


    SOSTE CAMPER

    Camping Chalets Koren

    Caporetto

    Tel. +386 (0)5 389 13 11

    GPS: N 46°15.053 E 013°35.200

    www.kamp-koren.si/it

    Il campeggio Koren si trova lungo le rive dell’Isonzo, a soli 500 metri da Caporetto, lungo la strada per Drežnica. Per chi arriva in camper, il campeggio mette a disposizione la piazzola A, B ben attrezzate, sei piazzole nell’area C con allaccio elettrico, alla rete idrica e fognaria, diverse piazzole nella zona D, vicina alla torre da arrampicata, con area attrezzata per il rilascio delle acque grigie. I posti nell’area E sono più tranquille e immerse nel bosco circondato da un prato: qui si trova allaccio elettrico e l’attrezzatura necessaria per falò e barbecue.

    Parcheggi a Lubiana

    Nelle vicinanze del centro cittadino si possono trovare diversi parcheggi a tempo, accessibili anche ai camper. Le tariffe orarie variano da circa 0,60 a 3,50 euro all’ora.

    Parcheggio NUK

    Situato tra Slovenska cesta Street, Zoisova cesta Stree. Ha 188 parcheggi ed è aperto tutti i giorni.

    Parcheggio Tivoli II

    Vicino al Parco Tivoli. Aperto tutti i giorni, 24 ore su 24.

    Parcheggio Žale III

    Situato nelle vicinanze dell’Università, con ingresso in Kranjčeva ulica Street, è aperto tutti i giorni, 24 ore su 24.

    Alo Camp

    Peruzzijeva ulica 105 1000 Ljubljana

    Telefono: +386 (0)40 621 862

    http://alo-accommodation-ljubljana.si

    Area sosta nelle vicinanze del centro commerciale Rudnik e della tangenziale sud di Lubiana, di 12 posti riservati ai camper, recintata e custodita. Qui si trova elettricità, bagni puliti, si può fare rifornimento d’acqua e scaricare. Accanto si trova la Trattoria Vrbinc ottima per la prima colazione. Internet Wi-Fi su tutta l’area è un plus.

    Camp Otočec

    Podhosta 48, SI-8350, Dolenjske Toplice

    Tel. +386 40 466 589

    www.camping-potocar.si/kamp-otocec

    GPS: N 45.8378  E 15.2378 / N 45° 50′ 15″ E 15° 14′ 21″

    Fuori dal castello di Otočec c’è un grande parcheggio, ma attenzione, è vietato ai camper. Meglio dirigersi al Camp Otočec, vicinissimo e dotato di diversi comfort. Situato nei pressi del fiume Krka, vicino all’Hotel Hrad Otočec, il campeggio dispone di docce con acqua calda, rifornimento gas, scarico per wc chimici. Ha inoltre campi da tennis e di pallavolo, un’area wellness.

    Camping Pivka Jama

    Veliki otok 50 – 6230 Postojna

    Tel. +386 (0)5 720 39 93

    http://camping-postojna.com/en/camping

    A pochi passi dalle grotte di Postumia, il camping è dotato di docce, attacchi per l’elettricità, rifornimento gas, scarichi per i wc chimici. Immerso nel verde, è il luogo ideale per rilassarsi, organizzare grigliate e gite in bicicletta. Non mancano campi sportivi per praticare basket, pallavolo e ping pong e aree gioco.

  • Toccata e fuga in Toscana: Siena, San Gimignano, Volterra e Pisa. Un breve tour perfetto per chi ha pochi giorni a disposizione. Le impressioni e i consigli di un lettore e della sua numerosa famiglia

    Tutto è pronto: il nuovo super mezzo è in ottime condizioni e pronto per la nostra prima uscita “seria”: tre notti in Toscana. La meta è un classico e non si discute: i ragazzi, unanimi, vogliono vedere la torre di Pisa, e come dargli torto? Preparo quindi un itinerario ad hoc per sfruttare al meglio il lungo week-end. Alle 14.15 in perfetto orario il “MaC” (Louis) è carico e impaziente di macinare chilometri. Recuperiamo l’amica Teresa (il viaggio è per lei, il suo regalo di Cresima) e poco dopo siamo in autostrada: il traffico intenso frena il nostro entusiasmo, in cima all’Appennino siamo in coda e procediamo incolonnati fin dopo Firenze, all’uscita per Siena. Decidiamo visto l’orario di fermarci per la cena e parcheggiamo in un autogrill lungo la superstrada; il tempo è buono, la fame molta, l’emozione per la vacanzina sempre effervescente. Ci accorgiamo che poco alla volta i camper in fila dietro di noi sono quasi una decina…

    Ripartiamo che è quasi buio e in circa un’ora raggiungiamo il luogo della nostra prima sosta notturna: il monastero di Monte Uliveto Maggiore, nel comune di Asciano (SI). Parcheggiamo nell’area di fianco alla strada per le soste degli autobus o pulmini: siamo da soli! La location è davvero notevole: un camper in mezzo al bosco, non c’è anima viva, solo i versi degli animali notturni. Mac e il suo equipaggio in silenzio si addormentano nel buio della notte, sotto lo sguardo rassicurante della luna piena.

    Venerdì: Asciano – San Gimignano

    Alle 7 sono in piedi, l’aria frizzante, bella la vista verso le colline a sud, con la nebbiolina nel fondo valle che fa emergere le cime delle colline: sembra un lago! Il tempo un po’ grigio promette di migliorare…

    Mi avvio in perlustrazione verso il monastero che è proprio a cinque minuti: silenzio totale, nessuno in vista, un monaco su un auto esce dal cancello e si allontana. Arrivo all’ingresso dei visitatori che apre alle 9.15. Provo ad entrare in chiesa da una porticina laterale che risulta aperta e mi intrufolo con nonchalance: un monaco prepara l’altare, un altro compare da non so dove, mi vede e mi saluta con un sorriso. È ora di tornare al camper per dare la sveglia alla truppa… Colazione ed eccoci tutti fuori, pronti per iniziare la visita, libera e gratuita. Il pezzo forte è senza dubbio il chiostro grande, interamente affrescato tra il 1495 e il 1505 dal Signorelli e dal Sodoma in maniera pregevole, illustrando la vita di San Benedetto. Il complesso monastico è molto bello e caratterizzato dalle costruzioni in mattoni rossi ed è inserito in una cornice naturale davvero armoniosa.

    Tornati al camper partiamo alla volta di Siena attraversando le stupende colline denominate “Crete senesi”, paesaggi da cartolina e strada “da guidare” che è un piacere per il mezzo e l’autista! Fatichiamo a trovare parcheggio a Siena, sono tutti molto lontani dal centro e poco forniti dai bus; intanto scorgo un bel camper parcheggiato lungo una strada secondaria e mi ci piazzo davanti, meglio mangiare qualcosa mentre pensiamo al da farsi… Nel mentre arriva la proprietaria del camper, una signora gentilissima che abita lì, facciamo conoscenza, e con mia grande sorpresa si offre di accompagnarci tutti in centro con la sua auto: troppa grazia, questa sì che è solidarietà tra camperisti!

    Entriamo a piedi nella città vecchia e dopo alcuni minuti ecco scorgere la torre civica del Palazzo Pubblico che ci guida nella famosissima Piazza del Campo: che spettacolo! È proprio vero che certe cose le abbiamo solo in Italia!!

    Anche i ragazzi percepiscono di essere in un luogo speciale, e mi stupisco nel vederli ascoltare senza sbuffare il racconto della storia del Palio: sono giustamente incuriositi da questo evento così strano e bizzarro. Gli racconto delle contrade, dei cavalli che corrono, dei fantini che cadono, del “meccanismo” della partenza col gioco delle alleanze, del cavallo vincente che viene portato in trionfo fin dentro la Chiesa… insomma una favola in piena regola, che qui però è realtà. Proseguiamo fino all’imponente Duomo con il caratteristico “facciatone” incompiuto ed entriamo per ammirare le bellezze di questa chiesa stupenda, massima espressione dello stile romanico-gotico italiano. Passeggiamo per le vie del centro concedendoci un ottimo gelato e ben due calamite-ricordo del luogo. È ora di ripartire e il sottoscritto si deve macinare quasi tre chilometri a piedi per recuperare il MaC, ma quello che conta è che poco dopo siamo ancora tutti a bordo in viaggio per la prossima meta, l’altrettanto famosa San Gimignano.

    Arriviamo verso le 18, il tempo sta peggiorando; andiamo a colpo sicuro al parcheggio attrezzato di S. Chiara, molto affollato ma ottimo per struttura e dotazioni, con bagni, risto-bar, servizio navetta e un bel campo da calcetto a disposizione di tutti. Siamo un po’ stanchi e optiamo per visitare la città l’indomani, adesso un po’ di gioco/relax e poi la cena.

    Sabato: San Gimignano – Volterra – Pisa

    Ci svegliamo tardi ma alle 9 in punto siamo pronti per prendere la navetta per il centro: peccato che l’orario giusto sia alle 9.30! Poco male però, perché c’è già un gruppettino di persone in attesa e la navetta è uno scassatissimo Transit 9 posti… In poco tempo il nugolo di persone cresce notevolmente, ma il pulmino non ne vuol sapere di anticipare la partenza. Fortunatamente prendiamo il secondo “giro” e alle 9.45 stiamo per varcare la bella e antica porta d’accesso alla città. San Gimignano è davvero splendida nella sua integrità medievale, sembra di essere in un film! La piazza, il duomo, il palazzo comunale e le famose torri donano all’antica città un’impronta davvero unica.

    Peccato si debba però pagare per qualsiasi cosa! Optiamo per i musei civici (siti nel palazzo comunale), perché Paola vuole vedere un dipinto riportato nel suo libro di storia: sta proprio studiando l’epoca dei primi comuni! Inoltre è possibile salire sulla torre grossa, la più alta di tutte, e subito ci lanciamo alla sua conquista; Marco però non è dell’idea, e dopo averlo trascinato sulle prime due rampe di scale si blocca, non ne vuol sapere di proseguire. Aspetto con lui mentre gli altri continuano la scalata. Dopo 10 minuti le ragazze scendono entusiaste contando i gradini… Ora è il mio turno, e arrivato in cima mi godo lo stupendo panorama sulla città e il bellissimo paesaggio collinare che ha reso la Toscana celebre nel mondo. Anche la Pinacoteca non tradisce le attese, con bellissime pale dipinte con maestria e colori vivaci anche dal celebre Pinturicchio. Paola non trova il “suo” quadro (San Gimignano che tiene tra le mani il modellino della città) ma qui subentra super papi, che risolve brillantemente la situazione identificando l’oggetto in un battibaleno: era proprio quello davanti ai miei occhi! Bravura o fortuna? Decidete voi… Infine la sala Dante, interamente affrescata e suggestiva. Rientriamo contenti al camping e ci prepariamo un bel pranzetto.

    Si riparte per Volterra attraversando paesaggi molto belli e pressoché disabitati. Anche Volterra non ci delude con la stupenda piazza dei Priori e l’omonimo palazzo che visitiamo, ma la caratteristica tipica della città sono le botteghe che vendono (e producono) oggetti in alabastro davvero notevoli: entriamo anche in un piccolo laboratorio, dove due artigiani sono intenti a modellare la morbida pietra bianca semitrasparente.

    Tornati al camper ripartiamo per l’ultima tappa del nostro viaggio: Pisa. Arriviamo prima di cena e ci fermiamo nell’aera di sosta attrezzata di via del Pratale, che è un grande parcheggio asfaltato con camper service ed elettricità a richiesta.

    Domenica: Pisa – Treviso

    Alle 9 siamo pronti per andare in centro; ci incamminiamo e dopo 15 minuti varchiamo le mura medievali e raggiungiamo la bella chiesa di S. Caterina che visitiamo velocemente. Proseguiamo verso il pezzo forte, la mitica torre pendente, simbolo della città nel mondo, che compare dopo poco ai nostri occhi in tutto il suo splendore: che emozione!

    Non sono ancora le 10 ma c’è già molta gente in giro. Ci informiamo per salire e sinceramente rimaniamo male nello scoprire il costo del biglietto: ben 18 euro a persona: pazzesco! Ovviamente mi passa subito la voglia, ma quando guardo i visi delusi del trio devo cambiare idea: almeno loro devo farle salire, siamo venuti fin qui apposta. Prenoto la visita delle 12.00 così che abbiamo due ore per goderci la stupenda Piazza dei Miracoli e assistere alla messa nel grandioso Duomo. Alle 12 entriamo nella torre (alle fine son dovuto andare pure io) e finalmente iniziamo la salita nell’unica scala a chiocciola che si avvita all’interno della sua struttura circolare. Salendo si perde il senso dell’orientamento e fa effetto sentirsi cambiare continuamente la pendenza dei gradini sotto i piedi: sembra di essere un po’ ubriachi! Eccoci in cima, con le belle campane e le foto di rito. Individuiamo anche la mamma e Marco che ci salutano dal basso, due puntini tra la folla.

    Bene, tutto è compiuto, torniamo a piedi verso il parcheggio per l’ultimo pranzo e poi alle 14.30 siamo pronti per il rientro. MaC in moto, nei nostri occhi le immagini vive delle tante bellezze ammirate in questi giorni e nei cuori la consapevolezza di aver potuto, ancora una volta, godere di quella straordinaria dimensione che è il “Viaggio”.

    BOX

    Le nostre soste

    Asciano, strada provinciale di Monte Uliveto Maggiore; gratuita; coordinate GPS: 43.179013, 11.547239

    San Gimignano, sosta camper Santa Chiara; 22 euro/24 ore; coordinate GPS: 43.45555,11.034700

    Pisa Area camper Pratale; notte + camper service euro 12; coordinate GPS: 43.72127,10.42077

    Road book

    Durata: 4 giorni

    Km percorsi: 980

    Consumo medio: 10,4 l/100 km

    Camper: Mc Louis Steel 540 su Ducato 2.3 130 cv

    Equipaggio: famiglia Colombo (Riccardo, Chiara, Paola, Silvia, Marco) + Teresa B.

  • Vasto, la costa

    È l’Adriatico perfetto per chi ha bambini piccoli: infinite spiagge sabbiose, acque poco profonde, diversi campeggi e una cucina eccellente

    Siamo lontanissimi dagli echi della Riviera Adriatica che non dorme mai. Questo lembo di mediterraneo è estremamente “popolare”, le spiagge sono perfette e i campeggi sono per lo più affacciati direttamente sulla spiaggia. Insomma, se avete bambini piccoli e volete fare una vacanza all’insegna del mare e della tranquillità per voi questa è la zona giusta. Per i più grandicelli tutti i campeggi organizzano animazioni, e poi c’è il solito struscio serale a Marina di Vasto, che in estate si popola soprattutto di abruzzesi che hanno qui la seconda casa. Ma se chiedete qualcosa di più al mare tutto sabbia e ombrellone troverete comunque soddisfazione: potrete visitare la Riserva Naturale Punta Aderci (o Punta d’Erce), un’area naturale protetta dell’Abruzzo che si estende per 285 ettari sulla costa a nord del porto di Vasto, fino ad arrivare al fiume Sinello. Della Riserva fa parte anche la meravigliosa spiaggia di Punta Penna, uno dei pochissimi luoghi sulla costa Adriatica in cui si può vedere il sole tramontare sul mare. In questa zona c’è anche un piccolo campeggio, l’Oasi Punta Aderci, piuttosto economico e basilare nei servizi, perfetto per chi è alla ricerca della tranquillità nella natura.

    Cosa fare
    Frequentemente i campeggi organizzano dei servizi navetta per partecipare alle numerose sagre che si svolgono durante l’estate abruzzese. Interessanti le escursioni verso la costa dei “trabocchi”, le tipiche case da pesca affacciate nel mare. È possibile visitare le Isole Tremiti in giornata con i servizi di motonave in partenza dal porto di Vasto. Vasto era l’antica Histonium, in città da vedere i resti dell’epoca romana oltre al suo antico borgo medievale. Il Comune organizza inoltre un proprio programma di intrattenimento turistico nel corso dell’estate.

    SOSTA CAMPER

    • Camping Grotta del Saraceno, Via Osca 6 – Vasto – Tel. 0873 310213 – www.grottadelsaraceno.it
    • Camping Europa, SS16 Adriatica Km 522, Vasto Marina – Tel. 0873 801988
    • Camping Free Beach, S.S. 16 KM 521, Vasto Marina – Tel. 0873801488
    • Camping Pioppeto, S.S. 16 KM 521, Vasto Marina – Tel. 0873 801466 – www.ilpioppeto.it
    • Oasi Punta Aderci, Via Torre Sinello, Vasto – Tel. 0873 310275 – 347 3305874 – www.oasipuntaderci.it

    INFO
    www.puntaderci.it